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L'antipatico

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  1. L'antipatico

    2020 positivo per l'editoria italiana

    Il consuntivo del mercato editoriale italiano per l'anno 2020 è relativamente soddisfacente, come da articolo del Fatto Quotidiano: Editoria, cresce la vendita di libri e ebook nel 2020. E per una volta facciamo meglio di Francia e Germania. https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/editoria-cresce-la-vendita-di-libri-e-ebook-nel-2020-e-per-una-volta-facciamo-meglio-di-francia-e-germania/6082525/ Dopo averli denigrati e considerati il diavolo per molto tempo, adesso l’editoria deve ringraziare gli e-book per i buoni risultati del 2020. Ebbene sì, nell’anno della pandemia l’Italia ha registrato una crescita dello 0,3% nelle vendite di libri cartacei a prezzo di copertina, toccando in giro d’affari di 1,43 miliardi. La crescita è ancora più marcata, pari al 2,4%, se si considerano gli e-book (cresciuti del 37% a 97 milioni) e gli audiolibri (+94%, 17,5 milioni). Grazie a questi incrementi, la lettura e l’ascolto digitale valgono oggi il 7,4% delle vendite del comparto varia, vale a dire narrativa e saggistica. Se consideriamo il numero di copie, la crescita è ancora più significativa (+2,9%), in questo caso il +36,6% degli e-book ha abbondantemente compensato il leggero calo delle copie di libri (-0,8%). Nel complesso, gli italiani hanno acquistato 104,5 milioni di libri, al netto degli audiolibri per i quali è impossibile avere un valore “a copia”, perché in prevalenza vengono acquistati in abbonamento. Il trend era emerso nelle varie rilevazioni di AIE e Nielsen lo scorso anno durante il primo lockdown di marzo ed è stato confermato anche nei mesi successivi. Si tratta di una delle migliori performance a livello europeo, a cui ha contribuito anche la scelta del governo di considerare il libro un bene essenziale e tenere aperte le librerie durante i lockdown. I dati dell’analisi di mercato, realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori in collaborazione con Nielsen, sono stati presentati da Ricardo Franco Levi, presidente di AIE e vice presidente di FEP-Federazione degli editori europei, il 29 gennaio a Venezia alla giornata conclusiva del XXXVIII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Nel confronto con l’Europa, il numero positivo italiano (+0,3%), anche escludendo e-book e audiolibri, è superiore a quello di Francia e Germania, che calano rispettivamente del 2% e del 2,3% e poco inferiore a quello spagnolo (+1%), mentre il Portogallo ha registrato un crollo (-19%). Sul podio salgono Regno Unito (+5,5%), Olanda (+7%) e Finlandia (+2) che fanno decisamente meglio dell’Italia. Però non ci possiamo lamentare perché per anni siamo stati il fanalino di coda, inoltre sappiano che questi Paesi hanno una tradizione di lettura superiore alla nostra, ma soprattutto hanno avuto un vero boom dell’e-commerce. Il risultato negativo del Portogallo non differisce da quello di altri paesi del Sud e Est Europa, dove le vendite online sono ancora poco sviluppate. Rimane comunque preoccupante il calo delle vendite in libreria che accomuna tutti i paesi dell’Unione. Da sottolineare la particolare difficoltà delle librerie di catena, di quelle che si trovano nei centri turistici delle città d’arte, all’interno dei centri commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti. In Italia le librerie – e più in generale i canali fisici – cedono quote di mercato all’online che dal 27% del 2019 ha avuto incrementi fino al 43%. I canali fisici, però, hanno recuperato terreno nel corso dell’anno, in particolare a dicembre quando sono saliti al 57% rispetto al 52% di aprile, del resto andare in libreria per scegliere i libri da regalare a Natale è un’abitudine consolidata. Infine, emerge chiaramente la concentrazione di una larga fetta delle vendite nelle mani di un solo operatore: Amazon rimane la regina dell’online e degli e-book anche in auto pubblicazione.
  2. L'antipatico

    Alcuni numeri reali

    Come regalo di addio, prima che codesto forum chiuda i battenti (e sperando che resti online a lungo con la funzione di archivio, come promesso dalla proprietà), vi lascio con una statistica dettagliata relativa all'attività di tutto il 2020 messa a disposizione da un'agenzia letteraria di fascia medio-alta. Si tratta di un'agenzia statunitense, con sede a Denver, per cui i numeri assoluti sono probabilmente diversi da quelli a cui sono abituate le agenzie nostrane, ma avere una volta tanto delle cifre concrete, al di là di tante speculazioni, credo sia comunque utile. Riassumo i dati: - Si tratta di un'agenzia in cui lavorano quattro agenti letterari a tempo pieno. - Queries (proposte non sollecitate) ricevute: 13.561. Vorrei far notare che parliamo di 37 proposte al giorno, weekend e altri festivi compresi! - Manoscritti completi richiesti e letti dall'agenzia: 430. Fa uno ogni 31,5 proposte ricevute. - Offerte di rappresentanza ricevute dagli autori, sia da questa agenzia che da altre (che, evidentemente, l'autore contattato ha preferito a questa): 106. Vuol dire che, una volta che il manoscritto è stato richiesto in visione, l'autore ha una possibilità su quattro di ricevere un'offerta di rappresentanza. - Nuovi clienti acquisiti dall'agenzia: 13. In pratica, uno al mese, distribuiti su quattro agenti. - Il numero complessivo di clienti dell'agenzia sembra essere 102, sempre distribuiti su quattro agenti. - Il dato più interessante mi pare il rapporto tra proposte ricevute e offerte di rappresentanza complessivamente fatte, che è di 128 a 1. Alto? Basso? Non saprei. A me non sembra nemmeno altissimo, se consideriamo la quantità di irrimediabile spazzatura che viene mandata ad agenti e CE quotidianamente. Questo il link: https://nelsonagency.com/2021/01/2020-nla-end-of-year-stats/
  3. L'antipatico

    Dedalo - Servizi editoriali

    Non deludeteci!
  4. Questa è bellissima! Quanta verità in una battuta!
  5. Ho l'impressione che @Riccardo Zanello abbia centrato perfettamente il punto (del resto, lui è del mestiere). A cosa credete possa servire avere una singola copia del proprio libro in duemila librerie, inevitabilmente posizionata di dorso negli scaffali degli "altri" autori, in ordine alfabetico? A niente, finché non vi conosce nessuno, finché di voi avranno parlato solo blog letterari sconosciuti ai più e nessuna testata di un qualche rilievo. Alle quali i piccoli editori rarissimamente hanno accesso. In compenso, tutta l'operazione sarebbe costata un occhio della testa alla volenterosa CE, che di lì a pochi mesi si vedrebbe rientrare quasi tutte le copie del libro distribuite, senza ricavarne il becco di un quattrino. Come i fallimenti di cui @Riccardo Zanello ha parlato dimostrano, sono convinto che restare una CE fondamentalmente di nicchia (magari una nicchia poco frequentata dalle major), con un proprio pubblico affezionato, sia la strada più sicura da percorrere per le piccole realtà, tanto più in un mercato asfittico come quello italiano. Poi, nulla vieta di crescere. Ma dev'essere una crescita organica, idealmente da perseguire senza "un euro di debito".
  6. L'antipatico

    Distruttori di mondi

    @Galvan Da grande estimatore della cultura religiosa dell'India antica, ti ringrazio per questa simpatica e azzeccata analogia.
  7. Solo se dopo è prevista la sessione di tiro al piattello (chi vuole capire, capisca...)!
  8. L'antipatico

    Agenzia per l'estero

    Non ho mai fatto ricerche per quanto riguarda il mondo ispanofono, ma ho diversi link da sottoporti per quello anglofono. Ovviamente dovrai lavorarci un po' e ti consiglio di approfondire sempre la conoscenza diretta (sito internet) delle agenzie di tuo interesse prima di inviare alcunché: https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_UK_literary_agencies Un elenco di agenzie londinesi, fatto molto bene. Ci trovi quasi tutte le più importanti (e le più antiche), tra cui alcune con la doppia sede Londra-New York. https://www.manuscriptwishlist.com/find-agentseditors/agent-list/ Elenco di agenti letterari USA e relative agenzie, a volte con seconda sede a Londra. Comprende descrizioni estremamente dettagliate di cosa i singoli agenti stiano cercando. https://querytracker.net/ Sito di ricerca agenti USA, con possibilità di organizzare e monitorare i propri invii (le famose query letters, o queries). https://agentquery.com/default.aspx Sito simile al precedente. https://redhammer.info/submissions/ Lungo elenco di agenzie londinesi (o comunque UK). https://writingtipsoasis.com/top-literary-agencies-in-the-us/ Alcune delle più note agenzie USA, non solo a New York. https://jerichowriters.com/hub/us-literary-agents-listings/ Un altro elenco di agenzie USA. https://jerichowriters.com/hub/uk-literary-agents/ Un altro elenco di agenzie UK. Come vedi, il materiale non manca. Esatto. Nel tuo caso specifico, credo che chi fosse interessato baderebbe più alla sostanza della tua proposta che alla forma. Però temo che una sinossi piuttosto dettagliata in lingua sarà comunque indispensabile. Buon lavoro e in bocca al lupo!
  9. L'antipatico

    Agenzia per l'estero

    @Francesco Wil Grandis Secondo me, faresti bene a scegliere la via diretta. Non ho alcuna fiducia nella professionalità delle agenzie letterarie italiane, anche a causa di tante esperienze riportate in questo forum. Mentre, da quanto ho letto e sentito in anni di ricerche sul web (l'estero interessa anche a me...), ho l'impressione che nel mondo delle lingue germaniche (quindi principalmente inglese e tedesco), il mestiere di agente letterario sia gestito con una serietà nettamente superiore e che gli autori siano rispettati molto più che dalle nostre parti. Ora, a patto che tu sia fluente in inglese, non vedo perché tu non debba rivolgerti direttamente a un'agenzia di New York o di Londra, selezionando tra quelle maggiori, solitamente disposte a rappresentare anche autori stranieri. Dando per scontato che stiamo parlando dell'unica tua opera che compare su Amazon a tuo nome, hai la possibilità di presentarti con una proposta potenzialmente appetibile: un tema di valenza tutto sommato universale e dei numeri che, per l'Italia, non sono affatto disprezzabili. Stai tranquillo che un agente letterario di Londra o Francoforte sa benissimo quale peso dare a x mila copie vendute sul mercato italiano, prima in self e poi con Rizzoli. Per questo motivo, non credo che presentarsi a un'agenzia letteraria con i numeri di cui disponi tu equivalga a finire nel cestino in automatico. L'invio diretto a CE estere non è da escludere, nel caso nessun agente si facesse vivo con te. Io lo terrei da parte come ultima ratio, una volta esaurito il tentativo presso le agenzie letterarie. In questo caso, non avresti la possibilità di rivolgerti alle Big Five (presto Big Four, perché Penguin Random House sta acquisendo Simon & Schuster), che non accettano invii spontanei, ma ci sono sicuramente diverse possibilità tra le CE indipendenti, magari andando a scovarne qualcuna che si occupa prevalentemente di esperienze di viaggio o di esperienze di crescita/formazione. My two cents.
  10. L'antipatico

    Chiusura del Forum

    E chi sarebbe? Belzebù?
  11. L'antipatico

    Chiusura del Forum

    Apro il forum e mi ritrovo con questa bomba, il più classico "fulmine a ciel sereno". Al momento sono abbastanza incazzato, per cui temo di non trovare le parole giuste per esprimere quello che provo. Però non ce la faccio a tacere. Cioè: comprate un forum specialistico già avviato che tratta un argomento di vasto interesse, con migliaia di utenti, lo fate crescere di tre volte (o assistete alla sua crescita, chi lo sa), e poi lo chiudete perché non sapete "in che modo renderlo economicamente autonomo", secondo le parole di @Marco_LP? Ma chi siete? Dilettanti allo sbaraglio? Qual era il piano imprenditoriale, cinque anni fa? Qual era il piano editoriale? Avete acquistato WD perché vi avanzavano un po' di spiccioli e non sapevate cosa farvene? Se non trovate il modo di finanziare un forum la cui gestione non credo costi milioni all'anno, forse non vi siete rivolti ai consulenti giusti. Per dirne una: davvero qualche inserzione pubblicitaria andrebbe considerata il male assoluto? Perdonate la franchezza, ma per me questo era diventato un luogo di consultazione quotidiana, al quale penso di aver dato anche il mio, sia pur minimo, contributo. Questa cosa proprio non mi va giù, anche in considerazione del fatto che non esiste, ad oggi, niente di comparabile in Italia. Credo che l'intuizione, il coraggio e il lavoro di una certa Linda Rando avrebbero meritato più rispetto, cari signori Borè Srl.
  12. L'antipatico

    Libromania Fai viaggiare la tua storia [28/02/2021]

    @Franco Simon Non ho letto il regolamento del concorso Libromania. Però escludo che possano imporre delle penali (a quale titolo, poi?) che vadano al di là dell'esclusione dal concorso. A meno che non sia espressamente indicato nel regolamento, che di prassi tu dichiari di accettare integralmente con la semplice partecipazione, cosa di cui dubito.
  13. L'antipatico

    Storico

    A titolo di opinione personale e da lettore occasionale di romanzi storici, ti dico che io mi sentirei molto infastidito nello scoprire una simile imprecisione. Intendiamoci: esistono numerosi episodi del passato (soprattutto remoto) per i quali non disponiamo di una datazione certa, ma solo di un arco temporale più o meno lungo all'interno del quale posizionare il fatto, dando una certa libertà all'autore. Ma se non rispetti nemmeno l'arco temporale riconosciuto, sminuisci il tuo lavoro. E una eventuale nota finale, a mio parere, stonerebbe e rischierebbe addirittura di peggiorare la situazione. Ti dirò di più: attenta a classificare come minore un episodio storico. Se becchi l'appassionato esperto proprio di quel periodo o di quell'argomento, rischi che ti scuoi viva!
  14. L'antipatico

    Occhio alla pirateria

    Spulciando i commenti dei lettori all'articolo originale sul New York Times, si scopre che Publishers Weekly aveva dedicato un articolo allo stesso argomento già nell'ottobre 2018, dove si sosteneva che la faccenda andava avanti già da due anni (quindi dal 2016). https://www.publishersweekly.com/pw/by-topic/international/Frankfurt-Book-Fair/article/78336-phishing-scam-seeking-manuscripts-spreads-worldwide.html Rimane il mistero sul tornaconto economico dei "pirati"...
  15. L'antipatico

    Unpopular opinion

    Influenzer mi piace: fa pensare all'influenza stagionale più che agli attici del quartiere Citylife a Milano di certe influencer di successo...
  16. L'antipatico

    Recensioni

    https://reviewmeta.com/
  17. L'antipatico

    Recensioni

    E pagato a caro prezzo. A me continua a sfuggire la convenienza economica dello "scalare le classifiche" sborsando fior di quattrini. Sarei davvero curioso di esaminare i conteggi reali, incasso e spese, di tutti questi intelligentoni. Per non parlare delle classifiche relative ai libri scaricati gratuitamente, che sono del tutto inutili per l'autore, se non addirittura dannose.
  18. L'antipatico

    Nove "pillole" video offerte da autori noti

    Il Corriere della Sera ha messo online tre brevissimi video in cui autori italiani noti (oggi: Colombati, Veronesi, Lodoli) danno "consigli utili per fare narrativa". Martedì prossimo sarà il turno di Baresani, Piperno e Terranova, la settimana successiva di Gamberale, De Silva e Trevi. Mi sembra più che altro una marchetta a vantaggio dell'Accademia di scrittura creativa Molly Bloom (mi chiedo se abbiano dovuto pagare per uno spazio così rilevante), ma, visto che è gratis, può valere la pena ascoltare questi pochi minuti di spunti provenienti da persone certamente competenti nella materia. https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/accademia-scrittura-molly-bloom/
  19. L'antipatico

    Quando l'editing è frettoloso e scorretto

    A scanso di equivoci, vorrei precisare che non era esattamente questo il senso del mio intervento. Non credo che un buon editor debba necessariamente essere anche uno scrittore, per giunta pubblicato. Anche perché un editor che volesse scrivere (e pubblicare) un libro avrebbe a sua volta bisogno di un... editor! Sono quasi sicuro che moltissimi ottimi editor non abbiano mai pubblicato alcunché. Io volevo sottolineare che se tu, editor, rovini il mio testo anziché migliorarlo, magari con autentiche porcherie o errori madornali, cioè fai il contrario di ciò per cui ti pagano, per me puoi andare a quel paese di corsa. In questo caso, ci starebbe bene la frase "scriviti il tuo, di libro, visto che sei tanto bravo". O, come annotò un autore americano di una certa fama su una correzione apportata dall'editor a un suo testo: WRITE YOUR OWN FUCKING BOOK (tutto a caratteri maiuscoli nell'originale, da Dreyer's English, p. XXIII). Gli anglofoni, che amano il latino molto più di noi italiani, usano la parolina "stet" (esso stia): quando l'autore annota stet accanto a una correzione fatta dall'editor, il testo originale dell'autore prevale sulle idee dell'editor senza se e senza ma, come è naturale che sia. O a qualcuno risulta che in copertina compaia il nome dell'editor? Quella tra autore ed editor deve essere una collaborazione, non una battaglia. Ma da quella collaborazione deve uscire un testo migliore dell'originale, non peggiore, come efficacemente sottolineato da @Andrea D'Angelo . Altrimenti si chiama sabotaggio.
  20. L'antipatico

    Quando l'editing è frettoloso e scorretto

    Sì. Una virgola spostata (o tolta, o aggiunta) può modificare il senso di una frase. Magari non renderà "ridicolo" l'intero romanzo, ma non vedo perché un "editor" (per come è stato presentato, questo tizio sa ben poco di editing professionale) dovrebbe riscrivere un testo secondo i suoi gusti personali, magari perché non ha nemmeno capito cosa l'autore voleva dire. Nessuno gli vieta di scriversi un libro suo, se lo desidera. Su questo mi trovi d'accordo.
  21. L'antipatico

    Editori Americani che accettano manoscritti

    Una lettera di presentazione standard in senso stretto non esiste. Esistono, però, centinaia di esempi e consigli facilmente reperibili online da siti di autori, agenti e blogger vari. Ti basta "googlare" i termini query letter, che è il nome usato per la presentazione del testo e dell'autore da spedire all'agente letterario, e ne trovi quanti ne vuoi. Altrettanto importante è seguire pedissequamente le istruzioni che gli agenti o le agenzie indicano su come vogliono ricevere le proposte. Siccome qualsiasi agente letterario riceve da qualche decina a qualche centinaio di proposte a settimana, puoi immaginare con quanta rapidità scartino quelle che non rispettano nemmeno le linee guida da loro indicate. Non lo fanno per pignoleria né per cattiveria, ma perché con l'eventuale cliente dovranno un giorno lavorare a lungo e su tanti aspetti diversi. Nessun professionista vuole diventare matto con un cliente talmente imbecille, pigro o arrogante da non rispettare una serie di semplici regole chiaramente esplicitate. Da ultimo, non perdere tempo tu e non farne perdere a loro spedendo un'opera che non rientra tra i generi che l'agente tratta. Sarebbe inutile e non ti faresti certo un buon nome (il mondo letterario/editoriale è sorprendentemente piccolo anche al di là dell'oceano). L'ideale, oltre a limitarsi ad agenti che si occupano del genere che ti riguarda, sarebbe selezionare quelle agenzie che affermano esplicitamente di accettare autori stranieri. Di solito, sul loro sito internet lo dicono a chiare lettere. Con queste, avresti già fatto un mezzo passo in più, perché molte di quelle che non comunicano una tale disponibilità potrebbero non essere interessate per principio. In generale, fossi in te, trascorrerei molte, moltissime ore navigando su internet alla ricerca di informazioni e spulciando i siti delle maggiori agenzie letterarie prima di spedire alcunché. Per quanto concerne le agenzie americane, il web è pieno di elenchi. Uno lo trovi in fondo a questo articolo: https://jerichowriters.com/hub/us-literary-agents-listings/ Per allargare la ricerca, esiste mamma google: prova con "literary agents usa" o "literary agencies usa" o varianti e vedrai quanto materiale salta fuori. P.S. Ricordati che nel mondo anglosassone, contrariamente a quanto succede da noi, è impensabile che un'agenzia letteraria chieda del denaro all'autore a qualsiasi titolo, che sia una scheda di lettura, l'editing o un anticipo sulle spese. Chi lo fa, o è un'agenzia di servizi editoriali (ma in tal caso non ha i contatti all'interno delle case editrici e non serve come agente), oppure è uno pseudo-agente truffaldino, che nessuna CE seria prenderebbe mai in considerazione. Poi, beninteso, la "vanity press" non l'hanno mica inventata gli italiani: gli occhi vanno tenuti bene aperti ovunque, sempre.
  22. @Kyron Puoi aggiungere questo sito alle tue ricerche: https://search.creativecommons.org/ Fai attenzione ai termini esatti del copyright di cui hai bisogno, che puoi specificare in fase di ricerca.
  23. L'antipatico

    Premio Dea Planeta 2020-2021

    Per me, possono anche chiudere definitivamente. Un premio nato per distribuire ricche prebende agli amici degli amici mi sembra decisamente superfluo, per non dire di peggio. P.S. Sono andato a leggermi la quarta di copertina del romanzo vincitore di quest'anno, ovviamente ad opera di autrice già affermatissima (Bompiani, Mondadori). Ho trovato la fiera dei luoghi comuni. Non c'è un solo elemento della descrizione che non corrisponda ai cliché dei più triti romanzi rosa. L'apogeo, secondo me, viene toccato con l'amante spagnolo (spagnolo!) di nome Javier. No, non sto scherzando. Poi, per carità, sarà sicuramente una bravissima scrittrice. D'altra parte, se ha vinto un superpremio come questo, ci sarà un motivo. Già, ma quale?
  24. L'antipatico

    Premio Italo Calvino 2021 - XXXIV edizione [19/10/20]

    Caspita, questo genere mi mancava. Adesso vado a controllare se lo trovo tra le categorie di Amazon...
  25. L'antipatico

    La sorprendente semantica dello strafalcione

    Siamo tutti deperibili! Sto in zona rossa e non posso allontanarmi dal mio comune di residenza. A seconda di quello che si è mangiato, dare alito potrebbe essere un gesto maleducato!
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