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L'antipatico

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  1. E allora io mi offro come padrino. Adoro i duelli!
  2. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Che vi serva di lezione (scherzo, ma neanche troppo)...
  3. L'antipatico

    Diffamazione in un romanzo

    @BeatriceG Adesso le nebbie cominciano a diradarsi. Però, a questo punto, ho un altro dubbio: perché scrivere un romanzo che illustra una situazione vissuta, rimanendo sul filo della riconoscibilità e quindi di un ipotetico strascico legale (se l'azienda di cui parli è particolarmente litigiosa), senza nemmeno avere la soddisfazione di dire pane al pane e vino al vino? Mi spiego: nella situazione che hai descritto (per quello che ho capito), o scrivi un libro di denuncia, che prevede che si racconti tutto senza tanti infingimenti, con il rischio molto concreto di finire in tribunale a difenderti sul serio da una causa per diffamazione, oppure non vedo quale sia il vantaggio di scrivere un romanzo che potrebbe, alla lontana, ricordare la situazione vissuta. In quest'ultimo caso, se venissi trascinata in tribunale probabilmente saresti assolta, ma a quale prezzo? Sinceramente, mi sfugge il senso dell'intera operazione. Se è solo per sfogarti, secondo me non ne vale la pena (considerati i rischi). Se è per denunciare situazioni che sono certamente diffuse e vanno ben oltre il caso della singola azienda, in cui un discreto numero di lettori potrebbe riconoscersi, troverei più appropriato e meno rischioso inventare di sana pianta contesto e personaggi, mantenendo inalterati solo i fatti censurabili che intendi rimarcare. Così non rischieresti davvero nulla.
  4. L'antipatico

    Diffamazione in un romanzo

    Non sono autorevole neppure io, però il tuo mi pare un caso di paranoia pura. Peraltro, noto una certa confusione sul significato di "diffamazione". Tu intendi diffamare qualcuno oppure no? Se intendi diffamare qualcuno, mi sento di sconsigliartelo, a prescindere da nomi e circostanze cambiati. Se, invece, intendi solo scrivere una storia ispirata a fatti reali che hai vissuto, stai pur certa che nessuna legge al mondo te lo impedisce.
  5. @Ngannafoddi La tua lista è scritta talmente bene e con tale deliziosa ironia che non mi permetto di aggiungere altro, fuorché un meritato applauso. E il "bello" è che non hai dovuto inventare niente: è tutto vero, purtroppo. P.S. E mi hai fatto pure scoprire l'esistenza di uno strano animale: l'Hemitragus jemlahicus, che ho imparato essere un parente stretto della capra selvatica.
  6. L'antipatico

    Alter Ego II: Rosso Come il Tamigi

    @Giuliano G. Capito, grazie. Il tema è affascinante, adesso vedo come regolarmi con la lettura. Come tutti gli anni, sto selezionando tre o quattro romanzi adatti al relax estivo, e quest'ultimo tuo mi sembra indicato.
  7. L'antipatico

    Alter Ego II: Rosso Come il Tamigi

    Mi piacciono molto sia il titolo che la copertina: complimenti! E l'estratto su Amazon sembra promettente. Una domanda: è proprio necessario passare dal primo romanzo della saga prima di leggere questo? O può essere considerato uno "stand-alone"?
  8. L'antipatico

    Il tuo orientamento politico?

    Appunto.
  9. L'antipatico

    Il tuo orientamento politico?

    @cheguevara Avevo letto "ma che finisce per proteggere stagisti, mafiosi e colletti bianchi", e mi stavo chiedendo cosa ti avessero fatto di male gli stagisti... poi ho letto meglio. Impossibile, almeno per me, rispondere rispettando categorie così rigide. Tanto per cominciare: definitemi destra, definitemi sinistra, definitemi centro. Sono sicuro che, se mi venisse sottoposto un questionario con cento domande su questioni sociali e politiche rilevanti, metà delle mie risposte risulterebbero "di destra" e l'altra metà "di sinistra". Significa che dovrei considerarmi di centro? Poi le posizioni ideologiche mi danno la nausea: per me esistono le soluzioni intelligenti ed eque, che sono quelle che producono un miglioramento complessivo, di qualsivoglia natura, per la collettività, e le porcate, che sono quelle che favoriscono in modo plateale una parte minoritaria della collettività a scapito della parte maggioritaria ma priva di rappresentanza efficace. Che poi è il contrario della democrazia.
  10. L'antipatico

    Vivere di sola scrittura in Italia

    @Bojack88 Grazie per la tua testimonianza. Non sai quanto ti capisco!
  11. Scusate, per capire: ma questo piccolo "dettaglio" (il mancato pagamento della prestazione) non incide in alcun modo sui diritti dell'editore? Cioè: mi faccio fare un lavoro, mi guardo bene dal pagarlo, e il lavoro rimane comunque mio? Non è un po' troppo comodo? Chiedo soprattutto al gentilissimo @Avv.Lenti
  12. L'antipatico

    Esordiente, 3 proposte free, posso essere più ambiziosa?

    Prove concrete non ne ho, ma accetto scommese sul fatto che mai vedrai 2 euro di royalties su un volume venduto a 10 euro, men che meno se è passato attraverso i consueti canali distributivi. A me tre proposte più o meno free (comunque non da EAP in senso stretto) nell'arco di soli tre mesi, per di più in tempi di Covid-19, sembrano un ottimo risultato. Magari il tuo testo è davvero valido e, in tal caso, ti converrebbe forse aspettare un altro po', in attesa di qualche proposta di più alto lignaggio editoriale. E questa è senza dubbio la cosa più saggia che tu possa fare in questo momento.
  13. @Marco Scaldini Ora che sono andato a vedermi i libri che avevi pubblicato con Rizzoli sotto pseudonimo, mi è tornato alla mente che il primo della serie (quello definito "un caso editoriale" nella quarta di copertina dell'ultimo) fu in effetti un libro di cui si parlò molto, anche sulla stampa nazionale. Fu certamente un bel successo, ma capisco anche che il tema non si presti a essere serializzato più di tanto. Qualche risata (amara), comunque, è garantita.
  14. Grazie, trovati. Gli darò un'occhiata. P.S. Bel titolo (quello del tuo avatar)!
  15. @Francesco Wil Grandis Grazie per la preziosa testimonianza e per la tua generosità nel condividere con tanti estranei un'esperienza da brividi. Proprio ultimamente mi chiedevo dove fosse finito il tuo secondo romanzo, quello che avevi preannunciato in uscita con Rizzoli... Mi verrebbe da dire: che sia di monito a tutti noi. Poi, però, penso anche: chi rinuncerebbe alla possibilità di entrare nel mercato dell'editoria dalla porta principale? Chi avrebbe la forza di rifiutare un anticipo a cinque cifre, magari dopo anni di sacrifici? Secondo me, non hai niente da rimproverarti. Di tutta la vicenda, l'aspetto che più mi terrorizza (dovessi un giorno avere un'occasione paragonabile alla tua) è questo: Essere considerato un niente, da parte di chi, in teoria, dovrebbe essere il tuo primo sostenitore, visto che ti ha scelto (o approvato la scelta) e anche pagato (un anticipo). Questo alimenta il sospetto che, presso le CE maggiori, gli esordienti e gli autori da qualche migliaio di copie servano esclusivamente a fare numero. Perché loro, in realtà, vivono dei pochi bestseller, che bastano a giustificare l'esistenza dell'intero carrozzone. Ma, senza il minimo sostegno, quali speranze ha un povero cristo di avvicinarsi a numeri degni di una risposta da parte dei mega-direttori galattici di fantozziana memoria? Per non parlare dell'arroganza e della maleducazione che una risposta del genere rivela...
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