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L'antipatico

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  1. L'antipatico

    Editing o editing(s)?

    Guarda, apprezzo sempre molto i tuoi interventi, che spiccano per competenza e, spesso, passione. Detto questo, quando mi presenterai un autore che, dopo aver speso i quattrini necessari a farsi fare un editing professionale, di fronte alla possibilità concreta di pubblicare con Adelphi o altro editore rinomato ti ha risposto: "ma no, lascia perdere, volevo solo un tuo giudizio", sono disposto a offrirti una cena. Chiamami cinico, ma a parer mio un autore di tal fatta non esiste. E non dimentichiamoci mai che la vanità è il peccato preferito dal diavolo (come insegnatoci da Al Pacino che impersonava un affascinante principe delle tenebre in un film molto sottovalutato). È una scommessa che non credo di poter perdere. Male che vada, passerò un paio d'ore in compagnia di un professionista del settore da cui potrò senza dubbio imparare qualcosa.
  2. L'antipatico

    Pseudo case editrici

    Questi sono apprezzabili: perlomeno sono onesti e non alimentano illusioni!
  3. L'antipatico

    Editing o editing(s)?

    Che è un po' quello che io e, mi sembra, @cheguevara abbiamo cercato di dire: non che l'editing sia inutile (io lo considero a metà strada tra l'utile e l'indispensabile), ma che andrebbe prima di tutto valutata la capacità da parte di un autore di produrre un testo decente, da molteplici punti di vista. In assenza di quella capacità, che comprende una serie di nozioni di base che in teoria si imparano a scuola (e sappiamo che spesso non è così) e una sia pur minima attitudine a pensare (prima) e confezionare (poi) una storia - chiamatelo racconto, chiamatela narrazione - per la lettura della quale un estraneo dovrebbe essere disposto a investire tempo (di lettura) e denaro, continuo a non vedere l'utilità di un editing. Salvo per le numerose agenzie di servizi che si spacciano per agenzie di rappresentanza e che, facendo balenare fantomatiche possibilità di pubblicazione che mai si realizzeranno, si guadagnano la pagnotta con metodi che considero altamente discutibili.
  4. L'antipatico

    Streetlib: è veramente ok? Ho molti dubbi!

    Non è necessario un dispositivo Kindle per leggere i libri pubblicati in Kindle. È sufficiente scaricare una semplice app gratuita per poterli leggere su qualsiasi dispositivo.
  5. L'antipatico

    Editing o editing(s)?

    Sono d'accordo con te al 100% (così adesso possiamo dividerci gli strali dei dreamers). Prima che i molti editor che frequentano il forum si indignino, preciso meglio la mia opinione. Sono convinto che un testo discreto in partenza possa diventare buono a seguito di un lavoro di editing fatto bene (ripeto: fatto bene, cosa nient'affatto scontata) e che un testo già buono possa diventare addirittura ottimo nelle mani giuste. Aggiungo che, da parte mia, non vedo l'ora di avere la possibilità di lavorare a quattro mani e quattro occhi con un editor che sappia il fatto suo: sono sicuro che mi divertirò un mondo e imparerò tante cose utili. Ma, come il nostro amico rivoluzionario qui sopra, credo anch'io che chi non è in grado di confezionare un testo come minimo discreto, di qualità sufficiente da essere proposto alle CE o ad agenti seri, cioè quei pochi rimasti che valutano per davvero se offrire una rappresentanza anziché spremere l'aspirante autore come un limone ben sapendo che di royalties non ne vedranno mai, dovrebbe cominciare a porsi qualche domanda. O rassegnarsi a scrivere per hobby, ammorbando al massimo amici e parenti con i suoi capolavori incompresi. Sarà un caso se all'estero tutti gli agenti con un curriculum decente sconsigliano vivamente agli esordienti di sottoporre a editing professionale il proprio lavoro prima di inviarglielo, o prima di inviarlo a quelle CE che accettano invii spontanei? Forse un caso non è, visto che aggiungono subito dopo che il testo verrà comunque sottoposto a editing successivamente, spesso due volte: un editing preliminare svolto dall'autore in collaborazione con l'agenzia stessa e quello definitivo svolto con l'editor dell'eventuale CE. Consigliano, invece, di inviare solo testi sottoposti dall'autore stesso a più passaggi di revisione/editing, in modo da presentare quanto di meglio l'autore sia in grado di produrre. E mi viene il sospetto che codesti professionisti dell'editoria, cioè agenti che vivono di commissioni sui guadagni degli autori e non di espedienti, preferiscano avere la certezza di prendere a bordo autori che abbiano dimostrato di saper scrivere qualcosa di dignitoso senza doverlo prima sottoporre per forza a editing professionale perché altrimenti impresentabile. Nel contempo, consigliano però un editing professionale ai self publisher, visto che questi, per definizione, non avranno la fortuna di vedersene assegnare uno dalla CE, in questo caso inesistente. Consiglio condivisibile, ma spesso irrealizzabile, a meno di non accettare la quasi matematica certezza di finire in (profondo) rosso con il sogno autoriale. My 2 cents.
  6. L'antipatico

    Autopubblicazione su amazon

    Credo di sì, ma non ne sono sicuro. Prova a vedere nella schermata della tua "libreria" autore dedicata a prezzi e royalties: la scelta riguardante i diritti dovrebbe trovarsi lì.
  7. L'antipatico

    Autopubblicazione su amazon

    Certo. Se hai spuntato correttamente la casella "diritti a livello mondiale" (o qualcosa di simile), che significa che detieni i diritti per tutti i territori e non solo per l'Italia, come dovrebbe essere ovvio se l'opera è autopubblicata, è previsto che il libro risulti disponibile su tutti i loro siti. Va da sé che un libro in italiano difficilmente venderà all'estero.
  8. L'antipatico

    Presentazioni &co. Come farsi conoscere?

    Ti capisco. Oltre due anni dalla firma del contratto e ancora niente mi sembra uno scandalo. Ma il contratto non dovrebbe prevedere un termine ultimo per la pubblicazione, passato il quale rientri in possesso di tutti i diritti? I maggiori colossi dell'editoria internazionale non superano i 18 mesi, salvo problemi imprevisti spesso dipendenti più dall'autore che dalla loro volontà, e loro fanno editing (per davvero) e promozione anticipata (certamente non per tutti allo stesso modo, come è inevitabile). Comunque è frequente anche il caso opposto: piccoli editori che ti pubblicano nell'arco di due mesi, perché non fanno né editing né correzione bozze (nonostante affermino il contrario), non si occupano di creare una copertina decente e tanto meno si impegnano nella promozione del tuo libro. A scanso di equivoci, ovviamente non sono stato io a regalarti una freccetta rossa per il tuo post precedente. Però esiste un caveat di cui bisogna essere consapevoli: un paio di migliaia di copie vendute con Mondadori sono di fatto un fallimento. Lo stesso numero di copie vendute con la CE Pincopallo, piccola ma dignitosa (sempre che sia una CE rigorosamente free!!), rappresentano già un notevole successo, di cui anche i successivi editori a cui ti rivolgerai terranno conto. È il rischio che comporta il partire al top.
  9. L'antipatico

    Presentazioni &co. Come farsi conoscere?

    Questo può essere vero nella maggior parte dei casi (anche se molti autori qui sul forum forse non sarebbero d'accordo), ma non è un problema esclusivo delle piccole CE. Saresti sorpreso di sentire certe storie su autori che sono arrivati a pubblicare con Mondadori per poi essere completamente abbandonati a sé stessi. Se la CE non decide di puntare con convinzione su di te, non fa poi troppa differenza che sia grande o piccola (salvo che per la facilità di reperimento del titolo).
  10. L'antipatico

    Informazioni Contratto si un titolo

    Ops, non avevo fatto caso al nome utente e non avevo controllato il tuo profilo prima di rispondere. Ma tanto oggi va forte il gender-neutral, quindi uno vale l'altro: n'omo na donna, n'omo na donna, n'omo na donna, n'omo n'omo, na donna na donna na donna... (cit. Carlo Verdone, In viaggio con papà).
  11. L'antipatico

    Informazioni Contratto si un titolo

    Ti sei risposto da solo, mi pare. Se il contratto era per un solo titolo, non può certo comprendere "in automatico" anche il suo seguito. Al massimo può prevedere un diritto di prelazione o di opzione. Sei sicuro che non ci sia? Se non c'è, sei libero di far leggere il secondo manoscritto a chi ti pare. Il problema, semmai, è che un'altra CE potrebbe essere riluttante a pubblicare un titolo che è un palese seguito di un altro già pubblicato da diversa casa editrice. A meno che non sia in grado di camminare sulle proprie gambe (cioè sia leggibile e comprensibile anche da parte di chi non conosce il primo titolo della serie). In linea di massima, la risposta è no. Forse il contratto prevede una clausola di tacito rinnovo? In assenza di quella, credo proprio che la scadenza sia quella prevista dal contratto e amen, fatta salva la facoltà dell'editore di continuare a vendere la tua opera per un certo numero di mesi (non mi ricordo quanti sono, ma vedrai che si farà vivo qualcuno più esperto di me in materia). Peraltro, è la prima volta che sento di un contratto della durata di un solo anno, che per l'editore, a maggior ragione se free, non ha molto senso...
  12. L'antipatico

    Creare estratto per KU + Prime Reading

    Solo per precisione terminologica a vantaggio della chiarezza: non si "mette un titolo su KU". Si registra un titolo in KDP Select, il quale titolo sarà poi automaticamente disponibile per i programmi KU e KOLL. Sul quesito specifico, non saprei proprio aiutarti; è un problema che non mi sono mai posto (non avendo le tue esigenze).
  13. L'antipatico

    Autopubblicazione su amazon

    Mamma mia, ma tu sei un mostro!
  14. L'antipatico

    Autopubblicazione su amazon

    Sì. Secondo me, sì. Considera che, per quanto ne so, almeno l'80% delle copie digitali viene venduto su Amazon. Tutte le altre piattaforme insieme non raggiungono il 20%. Serve a guadagnare royalties dai programmi KU e KOLL e a usufruire della promozione "Libro gratis", se interessa. Considera che l'esclusiva vale solo per la versione digitale, mentre puoi continuare a vendere il cartaceo dove ti pare, e si rinnova di 90 giorni in 90 giorni. Passati tre mesi, puoi sempre disiscriverti da KDP Select. Secondo la mia personale opinione, ne vale la pena solo se hai un certo numero di pubblicazioni in vendita. Per esempio una serie, o anche diversi libri separati. Con meno di tre titoli, mi sembra superflua.
  15. L'antipatico

    Autopubblicazione su amazon

    @Alessandro_M KOLL è un acronimo che sta per Kindle Owners' Lending Library, in pratica una sorta di biblioteca digitale da cui i clienti Kindle possono prendere "in prestito" dei libri da leggere (o anche no) e poi restituire. Per l'autore cambia poco: vengono pagate (non tantissimo) sia le pagine lette tramite KU (Kindle Unlimited) che quelle lette tramite KOLL. Qui un link che spiega tutto (in inglse): https://www.kdpcommunity.com/s/question/0D5f400000FHSLT/new-change-in-amazon-kindle-unlimited-ku-and-koll?language=it Qualcosa in italiano: https://kdp.amazon.com/it_IT/help/topic/G201541130
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