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L'antipatico

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  1. L'antipatico

    Meglio una piccola CE o il selfpublishing?

    La mia opinione da non professionista è che le copertine dei libri fatti stampare da Amazon siano effettivamente di scarsa qualità, con grammatura e consistenza terribili e con la certezza che si imbarcheranno alla prima lettura, mentre trovo che il lettore medio ben difficilmente noterà molta differenza con l'edizione paperback di qualsiasi editore per quanto riguarda la carta, che mi pare di qualità dignitosa. Forse un po' più rigida del dovuto. Sul fatto che la creatura di Jeff Bezos sia imprescindibile per tutti i self publisher di questo mondo, credo non sia nemmeno necessario aprire un dibattito.
  2. L'antipatico

    Si può ambientare il romanzo in edifici storici?

    Magari ce ne sono anche a casa di @ITG ... che ne sai?
  3. L'antipatico

    La nave di Teseo

    Sorvolando sulla questione free o non free, che mi sembra puramente accademica, e in attesa di sapere da @jacopa Del Gado se la CE manterrà la sua promessa di ricontattarla, posso testimoniare che esattamente quattro anni fa ebbi l'opportunità di scrivere direttamente a Eugenio Lio ("editor in chief"), tramite introduzione di un autore di non indifferente rilievo nel campo della saggistica filosofica che conosceva benissimo lui ed Elisabetta Sgarbi. Non ebbi neppure l'onore di una risposta negativa, magari di routine. Da questo punto di vista, niente di nuovo sotto il sole (speravo perlomeno nella normale cortesia di prassi in questi casi, più nei confronti di quell'altro autore che nei miei).
  4. L'antipatico

    Riferimenti a fatti/cose/persone reali

    Se così fosse, Carlo Verdone (che ha appena compiuto settant'anni: auguri, maestro!) vivrebbe sotto i ponti, chiedendo l'elemosina!
  5. L'antipatico

    Edizioni Etiche Nuova Coscienza

    Riporto dal loro sito internet: "A causa delle difficoltà in cui versa la realtà editoriale italiana chiediamo un compenso per il servizio di editing, impaginazione e correzione dei lavori. L'autore non è obbligato all'acquisto di copie personali una volta pubblicate, ma potrà richiederle in qualsiasi momento dopo la pubblicazione pagando un prezzo agevolato."
  6. L'antipatico

    Il " Libro nel cassetto ".

    D'accordo con te al 100%. Tempo perso, a meno che non siate disposti a farvi spennare a dovere.
  7. L'antipatico

    Questioni fiscali e strategia di vendita

    Sono d'accordo con @Aporema Edizioni . La verità indiscutibile, al di là delle personali convinzioni. è che non esiste in Italia una normativa specifica che regolamenti il settore del self publishing, essendo questo un tipo di attività relativamente recente. Non è raro che il legislatore impieghi una ventina d'anni e più a fornire indicazioni univoche sul trattamento fiscale di un'attività emergente, per cui lasciamolo respirare! Auguriamoci solo che al momento opportuno il legislatore sia indotto da saggi consiglieri a rinunciare all'obbligo di partita IVA per chi commercializza i propri libri tramite piattaforme esterne (altro sarebbe venderli tramite il proprio sito internet dopo averli fatti stampare in una tipografia), altrimenti chiunque pubblichi per conto proprio, magari con serietà ma senza per questo farne un'attività professionale, si vedrebbe costretto a valutare con attenzione se ne vale la pena. L'unica certezza è che non esistono, ad oggi, certezze, come dimostrano questi due link che rappresentano opinioni diametralmente opposte sull'argomento: https://partitaiva24.it/self-publishing-serve-la-partita-iva/#:~:text=I guadagni derivanti dall'attività,obbligatorio avere la partita IVA. https://www.fisconews24.com/self-publishing-amazon-senza-partita-iva-si-puo-fare/
  8. L'antipatico

    Domanda banale: posizione in classifica Amazon

    Esatto. Infatti ho scritto al di sotto di una certa posizione (cioè una posizione più bassa in classifica)...
  9. L'antipatico

    Domanda banale: posizione in classifica Amazon

    @Wanderer Questo è comprensibile e anche logico. Su centinaia di migliaia di titoli disponibili, è evidente che quelli che vendono per davvero qualche copia sono un'esigua minoranza. È chiaro che un libro in posizione 100 della classifica generale venderà parecchie copie al giorno. Un libro in posizione 50.000, magari non vende niente da una settinana. Basta comprarne una copia per fargli fare un balzo di migliaia di posizioni, scalzando tutti quei titoli che nel frattempo sono rimasti fermi. Credo che su un mercato come quello italiano, al di sotto della posizione 2/3.000 (classifica generale) bastino davvero poche copie per fare grandi progressi.
  10. L'antipatico

    Domanda banale: posizione in classifica Amazon

    @Wanderer Credo che tu abbia ragione. Non ricordo i dati dei primissimi tempi, anche perché è passato circa un anno, però ho tenuto uno screenshot di gennaio 2020 in cui l'ebook (il cartaceo non esisteva ancora) risultava addirittura secondo nella categoria "Teologia e filosofia delle religioni", alle calcagna dell'ultima fatica di Vito Mancuso, appena pubblicata. Non ho avuto l'accortezza di segnare quale fosse la posizione in classifica generale, ma mi sono segnato il numero di copie che mi avevano portato a quello "straordinario" risultato: dieci, in due mesi e mezzo! Sempre una media di una copia a settimana, a quanto pare. Quindi, sì, penso proprio di avere ricevuto un trattamento di favore in termini di classifica Amazon in quei primi mesi. Al di là della posizione in classifica vendite, un trattamento di favore viene riservato ai titoli più recenti anche nelle ricerche. Quando il mio Las Vegas uscì sul .com, rimase per un certo periodo nelle primissime posizioni di una ricerca effettuata sulla base dei termini "Las Vegas", mentre adesso, a distanza di quasi tre anni, è scivolato parecchio più giù. Questo, nonostante se ne vendano più copie ora che allora. La versione italiana rimase in prima posizione assoluta per diversi mesi, prima di essere anch'essa scalzata e finire nel dimenticatoio. E le vendite non c'entrano, perché in italiano non ne vendevo all'inizio e continuo a non venderne ora. È semplicemente una rotazione dei titoli più recenti, che vengono sempre privilegiati (salvo i bestseller, che si trovano stabilmente nelle prime posizioni).
  11. L'antipatico

    Domanda banale: posizione in classifica Amazon

    @Pal Gli unici numeri certi di cui dispongo sono i miei. Del mio primo libro in firma, sono state vendute dall'inizio del mese (quindi in due settimane) esattamente quattro copie: due in ebook e due in cartaceo. Questo mi pone, nella classifica generale, in posizione 77.953 nel Kindle Store e in posizione 187.871 tra i libri cartacei, con una copia venduta a settimana (dato di oggi, che viene aggiornato in continuazione). Facendo una stima del tutto arbitraria, direi che la posizione 60.000 tra i libri cartacei non supera in nessun caso le cinque copie settimanali, mentre la posizione 30.000 potrebbe significare una media tra una e due copie al giorno. Sul .com valutano la posizione 30.000 a 8 copie giornaliere. Come ti dicevo, poca roba. O meglio: per me e per il tipo di libro che ho scritto sarebbe tanta roba, ma per una CE media o grande e per il genere "narrativa contemporanea"...
  12. L'antipatico

    Caratteristiche dell'editoria "media"

    A titolo di osservazione generale, al di là dello specifico motivo del contendere, vorrei far notare che nel linguaggio dell'imprenditoria in qualunque settore detenere il 51% di una società equivale a esserne proprietari, né più né meno. Semmai, si può specificare "proprietari con soci di minoranza". La tua distinzione non ha motivo di essere. Vorrei aggiungere una riflessione che finora non è stata fatta. Il settore dell'editoria, in Italia, è indubbiamente affetto da nanismo. Non è l'unico nel nostro Paese, ma è certamente uno dei più colpiti da questa caratteristica, che, nel mondo imprenditoriale (si parla di aziende, non di associazioni culturali!) è spesso equivalente a una patologia, per tanti motivi che sarebbe lungo e forse superfluo illustrare in questa sede. Partendo dal top, si tenga conto che il gruppo Mondadori. con tutti i suoi marchi, fattura poco più della metà della più piccola delle cosiddette Big Five (Simon & Schuster), cioè dei cinque colossi editoriali del settore trade. A scendere, l'intera filiera soffre di questo difetto in maniera ancora più accentuata. Questo fa sì che di CE medie vere, secondo canoni oggettivi, in Italia ne esistano davvero poche. Alcune di queste, inoltre, sono state assorbite dai grandi gruppi, restringendo ancora il numero di quelle indipendenti. Il risultato è che la stragrande maggioranza delle CE italiane rientra nella categoria delle piccole, per quanto note o prestigiose possano essere (e non parliamo neppure delle "one man company", dove un tizio si mette alla scrivania con il suo bel PC e comincia a "pubblicare" in POD testi che nessun lettore incrocerà mai). Questo dicono i numeri. Ne consegue che il tentativo di creare una lista di CE medie è destinato, giocoforza, ad affidarsi a una serie di parametri soggettivi (chi decide se un autore è più prestigioso di un altro?) o addirittura fantasiosi (davvero siamo arrivati al punto di valutare un editore sulla base del suo seguito "social"?).
  13. L'antipatico

    Domanda banale: posizione in classifica Amazon

    Poche. Sarebbe comunque preferibile riferirsi sempre alla classifica generale, comprendente tutti i generi, anziché alle singole categorie. Siccome esistono enormi differenze in termini di volumi di vendita tra una categoria e l'altra, la classifica generale è l'unica in grado di fornire un'idea affidabile di quanto un libro stia vendendo. Fermo restando che è impossibile risalire ai numeri precisi, a meno che qualcuno non li dichiari pubblicamente. Esiste un sito che fornisce una stima delle copie vendute quotidianamente in base alla posizione in classifica generale, sia per gli ebook che per i cartacei, ma ovviamente funziona solo per il .com. https://kindlepreneur.com/amazon-kdp-sales-rank-calculator/
  14. L'antipatico

    Unpopular opinion

    Bella storia, che non credo sarebbe replicabile oggi. Una curiosità: tutt'ora, i comandanti di tutte le portaerei americane sono aviatori di Marina, cioè gente che sa pilotare gli aerei da guerra. Prima di arrivare a occupare quel posto (parliamo di una cittadella da 100.000 tonnellate di acciaio che viaggia a più di 50 km/h, che in mare sono un'enormità, con oltre 4.000 "residenti". costata 13 miliardi di dollari USA e sempre accompagnata come minimo da altre tre navi da guerra e un sottomarino nucleare d'attacco). devono aver comandato con successo un'unità navale minore e aver servito per qualche tempo su una portaerei come vice del comandante (executive officer, abbreviato XO).
  15. L'antipatico

    La sorprendente semantica dello strafalcione

    Vedo che siamo passati all'autodenuncia (o denunzia ). Carina. Su questa linea metto di mezzo mia sorella (tanto non legge il WD ): lei dice prostituta d'alto borgo, invece che d'alto bordo. Qui parlerei più di vezzo stilistico che di errore/orrore vero e proprio (sempre che sia voluto). Leopardi scriveva: "in fine, la vita debb’esser viva, cioè vera vita". La Treccani scrive semplicemente che è meno comune. Vabbè, mi autodenuncio anch'io, anche se non si tratta di uno strafalcione linguistico in senso stretto. Da bambino, pensavo che la scritta negli ascensori "320 kg, capienza 4 persone" significasse "320 kg, per capirci 4 persone".
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