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L'antipatico

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  1. L'antipatico

    modifiche pagina amazon

    Su questo non so proprio risponderti. Non ho idea di come funzioni questo aspetto. Mentre questi sono elementi che dipendono esclusivamente dal tuo editore e dai suoi rapporti con Amazon.
  2. Ma se ti adorano tutti (me compreso)! Il problema è che così rischi di non leggere più...
  3. L'antipatico

    Conviene autopubblicare un racconto breve?

    Non hai scelta: Amazon KDP non pubblica versioni cartacee con meno di 24 pagine. Per quello che hai in mente di fare, secondo me KDP (solo ebook) è l'ideale. Consiglierei una grafica di copertina omogenea, che renda evidente il legame tra i vari racconti, in cui cambiano solo l'immagine e il titolo.
  4. L'antipatico

    Plagi presunti.

    Mi spiace dirtelo, ma questa tua considerazione spiega molte cose sul tuo punto di vista. In pratica stai dicendo che per te un saggio non è un'opera d'ingegno? E cosa sarebbe, allora? Un saggio non è degno di essere protetto dal diritto d'autore tanto quanto un romanzo o una canzone? Per fortuna la legge dice il contrario. E dicono il contrario anche i regolamenti di tutte le università del mondo, dove il plagio da parte di un laureando (e a maggior ragione di un dottorando) viene punito severamente. Seguendo il tuo ragionamento, sarebbe più grave ripetere una strofa di una canzone di Celentano che scopiazzare brani da Una teoria della giustizia di John Rawls, uno dei massimi filosofi morali del '900, facendo passare per proprie le sue idee. Immagino sia una questione di priorità...
  5. L'antipatico

    Editoria e Wattpad

    @AndC Mamma mia, che bel quadretto...
  6. L'antipatico

    Plagi presunti.

    @cheguevara Mi pare che il caso di Augias sia un tantinello più grave di come lo hai descritto tu. E non vedo cosa c'entri da quale quotidiano sia stato portato alla luce, altrimenti finiamo nel solito brodo puzzolente all'italiana dove conta solo "chi" e mai "cosa". Fatto sta che persino Vito Mancuso, coautore con Augias del testo incriminato, ha preso le distanze dal nostro eroe, si suppone a seguito di verifica su quanto era stato segnalato. Il caso di Umberto Galimberti è ancora più clamoroso, ma forse non hai avuto la pazienza di approfondire la questione. Il professorone, considerato uno dei massimi pensatori italiani viventi, non produce più niente di originale da anni, e non fa altro che riciclare suoi lavori precedenti tramite accurata opera di taglia e cuci (e scommetto quello che vuoi che il vero autore di tali produzioni è qualche schiavetto tenuto all'uopo in cattività nello studio del professore), aggiungendo brani di lavori altrui senza prendersi la briga di citarli. Quando esplose, il caso venne considerato di sufficiente gravità da fargli guadagnare un richiamo formale da parte dell'Università Ca' Foscari di Venezia, dove Galimberti insegnava. Fatto quasi senza precedenti in Italia. A proposito: uno stundente beccato a fare le stesse, identiche cose verrebbe sospeso. Cosa effettivamente accaduta in almeno un paio di occasioni proprio nella stessa università. Se certi personaggi desiderano pubblicare a getto continuo per rimpinguare il conto in banca e per farlo sono costretti a mettere al lavoro "un'intera équipe di collaboratori", si limitino a pubblicare antologie, dichiarandolo, senza spacciare per risultato di profonde riflessioni e dotte argomentazioni il lavoro di altri.
  7. L'antipatico

    Non tutto l'Amazon vien per nuocere (?)

    Infatti penso che il problema più grosso (per autori poco noti e piccole CE) sia proprio questo.
  8. L'antipatico

    Non tutto l'Amazon vien per nuocere (?)

    Quando fu lanciato il servizio, da profano ho subito pensato: perché mai una libreria indipendente non dovrebbe iscriversi? Mi sembrava ovvio che fosse un'opportunità in più per accedere facilmente a tanti titoli "nascosti" dalla distribuzione tradizionale, a condizioni molto vantaggiose. Mi pare che l'intervistato mi dia ragione. Nell'ipotesi, poi, che la concorrenza di Amazon costringa i distributori tradizionali a migliorare anche le proprie condizioni, per esempio accollandosi i costi di spedizione dei libri, il vantaggio per le librerie sarebbe sistemico. A me piacerebbe sapere se le grandi catene (Mondadori-Feltrinelli-Giunti) hanno intenzione di aderire oppure no. Non sono ancora riuscito a trovare notizie in merito, quindi suppongo che finora non si siano mosse. Spero di essere smentito, prima o poi. Dal punto di vista degli autori indipendenti o pubblicati dalla micro-editoria, i vantaggi sono solo teorici. Lì è semplicemente un fatto di visibilità e disponibilità, senza considerare che una buona fetta di lettori non acquisterebbe il libro di uno sconosciuto pubblicato da una CE sconosciuta nemmeno se lo trovasse esposto a scaffale.
  9. L'antipatico

    Plagi presunti.

    È gente cha fa collezione di vizi capitali: accidia, superbia e avarizia (che in realtà significa cupidigia). Contenti loro... Per quanto riguarda l'ammirazione, la mia non è mai incondizionata. E a quanto pare faccio bene (non che abbia mai ammirato Augias: lo considero un dignitoso scribacchino che ammassa nozioni senza mai digerirle veramente, per poi confezionarle a vantaggio del popolo bue che ne sa molto meno di lui e quindi lo guarda dal basso verso l'alto).
  10. L'antipatico

    Le case editrici pagano le royalties?

    Per un esordiente o semi-esordiente è normale. Sotto il 7% comunque non andrei. Diciamo che la forbice della "normalità" è 7 - 10%. Poi bisogna vedere se le pagano, come da titolo del thread.
  11. @Folletto Sono d'accordo. Giusto per fare un esempio recentissimo: Massimo Gramellini, editorialista del Corriere della Sera, è rimasto per tre o quattro giorni di seguito in homepage sul sito del Corriere con la sua ultima fatica letteraria. In grande, come le notizie più importanti della giornata. Provate a fare il conto di quanto costerebbe a un comune mortale un lancio simile (se fosse possibile acquistarlo, cosa che non è). Non mi interessa neanche sapere se il libro vale qualcosa o meno. Invece, mi indigna il fatto che questo tizio venderà migliaia e migliaia di copie di default, a prescindere dalla qualità del testo, e senza sforzo alcuno. Con una distorsione della concorrenza lampante. [Al momento il libro si trova al n. 20 della classifica generale di Amazon, n. 1 nelle varie categorie in cui è registrato. Tra cui la categoria "Storia della letteratura e critica letteraria". Solo che l'opera non ha niente a che vedere con questa categoria, quindi siamo di fronte al classico trucchetto di scegliere una categoria minuscola per mantenere la targhetta di bestseller il più a lungo possibile. Complimenti alla CE Solferino, che si comporta come un self publisher qualunque.] P.S. La compagna di vita di Gramellini è Simona Sparaco, l'autrice che ha vinto la prima edizione del Premio DeA Planeta e i relativi 150.000 euro, di cui sicuramente aveva un gran bisogno. Gli affari è bene che rimangano in famiglia.
  12. L'antipatico

    Pubblicare cartaceo con 2 piattaforme...si può fare?

    @ettorino86 Io so solo che Amazon se ne frega se pubblichi il tuo cartaceo su altre piattaforme. L'ISBN che assegnano al tuo libro comunque fa riferimento a loro, non a te. Bisogna però vedere cosa prevede il contratto dell'altra piattaforma che intendi utilizzare. Se non prevede esclusiva, non dovrebbero esserci problemi. Salvo uno: non è che poi ti ritrovi con due libri identici ma con due diversi ISBN in vendita su Amazon, magari pure con due prezzi diversi (a meno che tu non adegui il prezzo del cartaceo KDP a quello realizzato dall'altra piattaforma)? Scusa, ma la piattaforma che intendi utilizzare non vende su Amazon? La soluzione più semplice mi sembra quella di utilizzare Amazon solo per l'ebook, in esclusiva, e la piattaforma a distribuzione ampia per il cartaceo.
  13. L'antipatico

    Clausola penale e info varie

    Le royalties previste per l'ebook mi sembrano basse. Credo che normalmente si viaggi sul 25% in media. È la prima volta che sento di una clausola simile. A me sembra un modo "elegante" per impedire all'autore di esprimere opinioni meno che entusiaste sulla CE, qualunque cosa accada. Non sono un avvocato e non saprei dire se una clausola simile è legale, ma la domanda ovvia è: chi decide se l'atteggiamento (atteggiamento?) dell'autore è da considerarsi denigratorio e/o diffamatorio? La CE, a suo insindacabile giudizio? In Italia esistono i tribunali e se qualcuno si sente diffamato è a quelli che deve rivolgersi, con una querela. E sono i giudici a decidere a quanto ammonta il danno, non una delle parti in causa, per di più preventivamente. Mi pare una clausola sospetta...
  14. L'antipatico

    Mail sgrammaticate

    No. No.
  15. Conosci https://reviewmeta.com/ ? Mi è capitato di trovare autori, autopubblicati ma non solo, con il 50-80% di recensioni sospette, sul sito americano così come su quello italiano.
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