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Davide80

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  1. Davide80

    Premio internazionale Mario Luzi

    Fuori tema insomma sembrava brutto...🤣🤣🤣
  2. Davide80

    Premio internazionale Mario Luzi

    Lumi su O.T. per cortesia?
  3. Davide80

    Premio internazionale Mario Luzi

    Un consiglio? Lasciate perdere il Luzi, davvero....fra gli addetti ai lavori vale meno di nulla. Mi hanno pubblicato nel 2017 chiedendo $
  4. Davide80

    Premio internazionale Mario Luzi

    Ragazzi quest'anno Giano Bifronte mi fa passare. Premio giuria al Sublime di Lerici, e pochi giorni fa mi hanno comunicato che ho vinto con la silloge di 7 poesie all'Ossi di Seppia arma di Taggia !!!!!!
  5. Davide80

    Premio internazionale Mario Luzi

    @Mathiel mi riferisco alla sezione poesia inedita ma come silloge...Guarda più giù....Non è stato assegnato dalla giuria alcun premio.
  6. Davide80

    Il faro

    Il faro Il cuore della mia mente è intatto come il faro che si erge nella tempesta di sabbia e acqua , fra l' intrico del vento che si aggroviglia come nidi di serpi all' albore violento del pensiero. L' occhio del ciclone nell' esplosione sotto la volta esterrefatta del cielo, è un rapace che sfida il volo ardito di un airone. Faro sulla spiaggia, fiore di roccia non temi le onde, le barche amarrate dei miei pensieri.
  7. Davide80

    alba sorgiva

    @Anglares Credo che le tue liriche siamo formalmente ineccepibili. Noto tuttavia alcuni "accumuli" a livello di ritmica pura che la rendono non del tutto fluida, frequentemente un uso di nomi senza l'articolo proprio, prassi di una certa esperienza e filone poetico che parte da un certo Ungaretti e diviene abuso con il movimento ermetico. Proprio questo infatti è il problema: l'ermetismo. Corrente poetica stupenda, ma che ha insito un rischio, già presente nel "trobar clus" dei tempi medioevali provenzali: il prevalere della parola con violenza sull'istanza della comunicazione o se vogliamo del significante sul significato e quindi sul reale ed a volte sul bello. Il rischio è quello di un certo autocompiacimento nell'immagine ardita e del suo continuo riproporsi come in un caleidoscopio di immagini che, se abusato -il limite è veramente sottile- rischia di ridurre ciò che si scrive a esercizio letterario, una sorta di enclave della poesia lontana dalla realtà che l'essere umano vive, ai danni quindi della comunicazione del vero e del bello, o anche del brutto, fine per cui la poesia nasce e da cui non dovrebbe mai essere disgiunta. "Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore" - Joseph Conrad.. Parole stupende queste, che ci insegnano come il patto fra lettore e autore non dovrebbe mai essere sciolto. Perché la poesia sia vera ed arrivi si deve sempre comunque cercare di mettersi nei panni e negli occhi di chi legge. Chi scrive poesie spesso incorre in due classici errori: poesia che rimane chiusa nei sentimenti di chi scrive e non si fa ponte con la vita di chi legge (prevale lo sfogo intimistico); poesia che rimane chiusa negli artifici- anche geniali- della mente di chi scrive e non si fa ancella di chi legge: credo a volte le tue liriche corrano questo rischio, se è vero che la verità sta nel mezzo dovresti trovare un incontro fra " trobar clus e trobar leu " del mondo occitanico e soprattutto trovare fuori di te, nella vita vissuta, sofferta, goduta l'ispirazione alle liriche, con un movimento congiunto di testa e cuore nel gran mare dell'umano. La poesia vera non è uno specchio dell'iperuranio per idee, pur perfette, ma diviene arte nel momento in cui è universale alla vita di tutti gli uomini e per essere tale si deve arrivare a scrivere o parlare di cose veramente conosciute e vissute. La bellezza della divina commedia in fondo è questa: che Dante era veramente e fisicamente stato nei luoghi che descrive! Allora avviene il miracolo in cui la verità supera la bellezza che le diviene ancella e compagna, allora la poesia è veramente figlia dell'uomo e per ogni uomo. Spero di non avere tediato o offeso nessuno questa è la mia umile, parziale e fallibile, ma sofferta e vissuta, convinzione. Davide Dalla Valle
  8. Davide80

    La nebbia

    @Iusew lusew ho letto come scrivi...bravissimo... Alla prossima
  9. Davide80

    La nebbia

    @Anglares grazie infinite caro amico scrittore. Complimenti per i tuoi versi
  10. Davide80

    La nebbia

    Grazie infinite caro amico...mi piacciono molto le tue poesie e grazie dei preziosi consigli. ..
  11. Davide80

    La nebbia

    @Claudia87 grazie mille! Sono piccole prove ...i tuoi e vostri suggerimenti sono molto utili per migliorare. La chiusa della poesia sto pensando se cambiarla ma la lascerei in quanto è bello riprendere il tema nebbia in senso metaforico e l'ultimo verso è volutamente un pugno nello stomaco per risvegliarlo dalla coreografia sognante delle immagini...
  12. Davide80

    La nebbia

    Grazie Germano pare che io e te siamo i nuovi arrivati. Complimenti per le tue pubblicazioni. Io adoro Roma, mia madre è romana, e in special modo Trilussa e il suo spirito pur se la mia poesia è totalmente altro come puoi vedere. Attendo una tua. Grazie!
  13. Davide80

    Un saluto a tutti voi!! Davide80

    Grazie Ellery perdonami...Non sono proprio un falco sui forum e le loro regole...mi ci devo abituare!
  14. Davide80

    Un saluto a tutti voi!! Davide80

    Buongiorno a tutti mi chiamo Davide, ho 37 anni sono tristemente un bancario laureato in lettere a Padova, vivo a Vicenza con moglie e due figli che amo più di tutto. Scrivo dall'età di 6 anni e solo poesie, la prosa ahimè è una musa che non mi arride. Sto partecipando al concorso di poesia Mario Luzi i cui esiti saranno resi noti il 31 ottobre p.v.; intanto la fondazione ha deciso di pubblicare i miei testi inviati al concorso nella loro enciclopedia di poesia dove dicono figureranno solo 150 autori sui 7000 partecipanti al concorso. Ho composto una silloge di poesia *Editato dallo Staff* nei periodi dei miei lunghi e dolorosi ricoveri ospedalieri per una maledetta malattia contro cui sto combattendo che rischiava di strapparmi famiglia, lavoro, vita.. Non mi sono arreso..il titolo della silloge è un richiamo alle speranza infatti è citazione del salmo 126 che recita : "chi semina nelle lacrime mieterà con gioia, nell'andare se ne va a piange recando la semente da gettare, nel tornare viene con giubilo recando i suoi covoni". È un libro inedito scritto intingendo la penna in una ferita aperta ma in un cielo di speranza. Non è per me così importante pubblicare non mi interessa guadagnare bensì condividere la mia storia con le persone che ancora soffrono e sperano. Si può seminare nel dolore. Un abbraccio a tutti. Davide
  15. Davide80

    La nebbia

    Chiedo venia! Ho letto troppo di corsa il regolamento. Davide
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