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kalmas

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  1. kalmas

    GDS Edizioni

    @L'antipatico hai ragione, chiedo venia. Ho cambiato pc da poco e ancora non mi trovo con la tastiera americana ...
  2. kalmas

    GDS Edizioni

    salve, giusto per completare la testimonianza sulla CE, il mio romanzo é stato pubblicato sia sul web che, a breve, in cartaceo. tutto senza tirare fuori un euro. soddisfatto? beh, certo che si. la CE é inappuntabile, presente, ti fa sentire importante, parte di un progetto, ecc. ecc.? certo che no. almeno a me é andata così. sono stati molto asettici ma non gliene faccio certo una colpa. da parte mia solo ringraziamenti per l'ebbrezza regalatami. salud
  3. kalmas

    Dieci anni di Writer's Dream!

    Auguri e Grazie!!! luogo prezioso come pochi, rassicurante ed esaustivo, funzionale e completo, una vera e propria luce che ha squarciato il buio ... insomma, Complimenti e di nuovo Grazie!
  4. kalmas

    GDS Edizioni

    eccomi qui con le novità ... la CE mi ha cordialmente risposto riguardo all'editing. se voglio posso rivolgermi io stesso a qualcuno, altrimenti lo fanno loro a 2,40 € a cartella. Io non ho intenzione di spendere 1 euro per pubblicare quindi ... la cosa che mi fa pensare è quale vantaggio può avere una CE a pubblicare qualcosa di potenzialmente incompleto. Mah! per il momento sono in contatto e aspetto la definizione della faccenda.
  5. kalmas

    GDS Edizioni

    salve, ho appena ricevuto proposta di pubblicazione e ovviamente mi sono fiondato qui a leggere la discussione. ammetto che dopo rifiuti a raffica ricevere un contratto di pubblicazione fa uno strano effetto, un misto tra soddisfazione ed incredulità ma riguardo alla diatriba tra free e Doppio binario devo dire che a me non è stata richiesta alcuna somma per l'editing anche se ad onor del vero di editing non si fa cenno se non in maniera fumosa in questo comma del contratto 3) Prima della pubblicazione sarà inviata all’autore una bozza telematica definitiva che dovrà essere restituita al mittente entro 20 giorni lavorativi. prossimamente li contatterò e darò lumi sull'esito
  6. kalmas

    Argento Vivo Edizioni

    colgo l'occasione per sottolineare la trasparenza della CE relativamente ai tempi di valutazione e all'effettiva comunicazione sia di ricezione materiale che suo esito. nel mio caso, tanto per cambiare, negativo. Alla prossima!
  7. kalmas

    La Ruota Edizioni

    Ciao a tutti, offro la mia testimonianza con la CE: mail di ricezione materiale molto gentile e puntuale e dopo una ventina di giorni (cioè oggi) altra mail, altrettanto gentile, in cui purtroppo - sigh!- mi comunicano che non rientro nel loro piano editoriale. Peccato, sarà per la prossima, ma l'impressione avuta è stata di una CE premurosa ed efficiente.
  8. kalmas

    Olè

    Grazie Pietro per aver letto il racconto e ancor di più per i complimenti che fanno sempre piacere! riguardo l'uso smodato di aggettivi ... beh, è un mio difetto che non riesco a contenere e tieni presente che cerco fortemente di limitarmi!! Grazie anche per le dritte elargitemi, ovviamente. Augh!
  9. kalmas

    Inspired Digital Publishing

    confermo la celerità della risposta, nonché la cortesia della stessa. ricevuta sia mail con conferma di ricezione sia, una settimana dopo, il verdetto ...nel mio caso, purtroppo, negativo, ma vista la penuria di considerazione vigente nel mondo CE il sapere di essere stati letti è già una soddisfazione ... vero?
  10. kalmas

    Olè

    Grazie! il fatto è che l'ho anche letta ma non sono riuscito lo stesso ...
  11. kalmas

    Olè

    scusate, mi rivolgo allo staff ... non sono sicuro di avere linkato correttamente. nel caso, se ritenete, cancellate pure e scusate.
  12. kalmas

    Olè

    commento Olé È un bel giorno per morire. Il cielo sembra disegnato sulle nostre teste - un carico azzurro e un paffuto bianco come mi sarebbe piaciuto vederlo ogni giorno della vita - e l’intensa freschezza profumata di mare, spinta a me dal forte libeccio, m’inebria di libertà. Si agogna sempre e solo l’impossibile, lo so bene. Gli ipocriti adoratori della morte siedono felici nelle loro scomode poltrone di cemento, sbracciandosi e urlando come ossessi, eccitati e trepidanti nell’attesa di sangue e dolore…il mio. Il caldo vento salmastro m’impasta la bocca della spessa polvere dell’arena e la luce forte del sole, che riverbera nella bianca sabbia, acceca i miei poveri occhi ancor più di quanto mi sarei aspettato, dopo l’oscurità cui sono stati costretti fino a pochi minuti fa. Direi che se vogliono farmi fuori hanno scelto il momento giusto: sono in una condizione fisica penosa. La forzata inoperosità del mio corpo ha fiaccato vigore e morale, mi sento bolso e dolorante, annebbiato e indolenzito. Le piaghe del collo, soprattutto, causate da quella maledetta catena sempre troppo stretta, dolgono moltissimo spiccando acute algie pulsanti. Gran bastardi! Non ho alcuna possibilità di sopravvivere e loro lo sanno bene, lo hanno studiato apposta, mi temevano altrimenti. Se non altro sono alquanto irascibile e dannatamente inferocito. La folla festosa si alza in piedi e il suo boato generoso ed ottuso non è certo per me: i miei avversari dai fisici affilati e dalla scoppiettante vivacità degli abiti fanno bella mostra di loro laggiù, vicino al pubblico, vicino al deputato luogo di compiacenza e approvazione. Puah! Odio i damerini impomatati troppo sicuri di loro stessi, sembra sempre che si aspettino di ricevere ringraziamenti e inchini da chi ha avuto la sorte, la fortuna di avere a che fare con loro… o forse, è solo un atteggiamento studiato, il loro, per farmi convincere che niente sia possibile contro una tale perfetta coesione di forza e tecnica. Stupidi! Ignorano sicuramente che sono bastiancontrario per natura e, soprattutto, per scelta. Sollevo il capo e lo punto dritto verso di loro. Un conato di vomito distrae per un attimo i miei pensieri, ma è solo un momento. Una nuova ed incontrollabile energia scaturisce ora dal mio corpo, un’eccitazione irrefrenabile coglie le mie membra, mi muovo a scatti. Aaah, si, adesso mi riconosco, sto tornando in me…basta latrati di sofferenza e sterile autocommiserazione, ma pura e solida energia e temperamento. Alzo molta polvere, voglio mostrare a tutti che ci sono anche io, qui, quest’oggi…se ne accorgeranno presto! La folla se ne accorge subito. Un attento silenzio ora mi avvolge. Il cuore pompa a tutta forza adrenalina in ogni centimetro del mio martoriato corpo…sono al colmo dell’eccitazione, non attendo oltre, carico per primo! Punto dritto in mezzo alla parata nemica, tento di portare scompiglio a più avversari possibile, così, di sorpresa. “Nel mucchio ne colpirò ben uno”, rifletto. Evidentemente non se lo aspettavano. Quelli a cavallo a stento sono riusciti a sottrarsi ai miei colpi, ed infatti ne ferisco un paio. Infierisco sui cavalieri precipitati a terra, voracemente, spietatamente…troppo. Non mi accorgo dei nemici che sopraggiungono subito da dietro. Mi giro di scatto ma quei bastardi riescono a ferirmi vicino alle scapole. Fa un male cane. Mi allontano dalla pugna velocemente; devo valutare i danni subiti e riorganizzarmi. Non posso, non devo sottovalutare i rischi. Li guardo disorientati urlare tra loro. Ho fatto loro paura, non chiedo di meglio. La paura offusca i pensieri e blocca i riflessi, non devo lasciare tempo per riorganizzarsi, mi butto contro il gruppetto che sta soccorrendo le mie prime vittime. Creo panico! Vigliacchi! Scappano, abbandonano i loro compari alla mia mercé. Indegni! Non voglio approfittare di chi non è in grado di combattere, io non sono come loro, non è il mio stile, molto meglio inseguire i barellieri che se la stanno battendo … almeno uno devo prenderlo, sarebbe divertente: uccidere il soccorritore portatore di conforto e salvezza; una bella mazzata per il morale di questi assassini! Già, sporchi assassini! Quanti miei compagni ho visto portare via da quando sono stato catturato? Non lo ricordo. Il loro numero supera quello delle mie femmine. Certo, non è che si andava troppo d’accordo, ma diamine, è cosa normale tra di noi. Di sicuro non meritavano l’orrenda fine cui sono stati destinati e che ora sembra dover toccare a me! “Non pensare, agisci!” sembra voler dire l’urlo della folla che non gradisce il mio tergiversare. Almeno stavolta hanno ragione. Mi muovo. Penetro la blusa di uno dei solerti soccorritori che subito s’inzuppa di rosso e ricopre, cadendo a terra, il viso agonizzante del suo indossatore, come mossa da pietà. I guerrieri ora mi sono addosso. Urlano, gridano minacce; sono terrorizzati! Cercano di bloccare ogni via di fuga parandosi di fronte a me, a ventaglio. Coglioni! In tal modo occupano tutto lo spazio dinnanzi, ma, giocoforza, sono più radi e sparpagliati. Li osservo cercando un punto debole. Incalzo, arrembando, verso lo sguardo più spaventato…puah! Troppo semplice, non tenta nemmeno di difendersi paralizzato com’è dal terrore. La sua pancia è molle come il suo ardimento. Mi volto verso gli altri con un ghigno di sfida. Ve la dovrete sudare la mia pellaccia, bastardi! Di corsa mi dirigo verso la parte opposta del campo di battaglia. Voglio valutare meglio tutte le forze in campo, o meglio tutte le loro forze in campo; io sono sempre da solo. La mia unica compagna è l’ombra nera e densa che getto sul suolo. Laggiù sono ancora molti, forse troppi. Ma non importa. Non più almeno; ormai sono in ballo e ballerò fino alla fine. Mi sento forte e sicuro come mai prima d’ora, immemore degli acciacchi recenti, e lo stesso non si può certo dire per i miei avversari….noto lo scoramento dei loro volti. Lo stesso pubblico ci scruta con un brusio di stupore crescente. Pensavano forse che mi sarei suicidato? Le pozze di sangue sparse qua e là sull’arena risaltano terribilmente nel candore pallido del suolo e la loro vista eccita parossisticamente il mio animo. Gonfio i muscoli e li sento incredibilmente potenti; scalcio con forza la sabbia e mi confondo in mezzo ad essa. Carico. La “bella morte” per me è sempre stata qualcosa di presentita e anelata. L’ho ricercata quando in passato intuivo pericoli attorno a me e, d’altronde, non ricordo di aver mai nemmeno pensato all’eventualità di non perseguirla. L’eroica carica di energia che scorre nelle mie vene non può avere altro sbocco. Mai potrei pensare di lasciare questo mondo di pazzi a causa di una banale malattia o di uno stupido incidente, chessò…scivolare su di una lastra di ghiaccio e rompermi l’osso del collo, cadere da un dirupo, affogare in una pozza … sarebbe un terribile spreco e io sono rinomato per l’oculatezza dalle mie parti! L’aria accarezza i miei muscoli impegnati nella corsa mentre già pregusto il sapore della vittoria, il trionfo, gli applausi…si, io ci sono bastardi, vediamo voi quanto valete veramente! Gli avversari indietreggiano, si nascondono. Cavalli e cavalieri galoppano lontano, sottraendosi ai miei colpi furiosi, ma non ai miei improperi. Pusillanimi! Cosa stanno facendo? Come credono si debba combattere? Forse con fiori e inchini? Uscite fuori maledetti vigliacchi, venite a finire quello che avete cominciato se ne avete il fegato, altrimenti andate a farvi fottere e lasciatemi in pace! Avverto qualcosa! Una mutazione improvvisa, uno sbalzo brusco nella tensione che aleggia sul campo; cosa sta succedendo? Mi giro rapidamente su me stesso. E lo vedo. Laggiù, a una trentina di metri di distanza, una figura solitaria e decisa si muove nella mia direzione: gli abiti attillati, un copricapo dalla strana foggia – per proteggere lo sguardo dal sole?! - un incedere imponente ma sinuoso al tempo stesso. Si ferma nel bel mezzo dell’arena e mi fronteggia apertamente. Sfrontatamente. E tu chi sei, amico, il fottuto campione di questi idioti? Sarà per questo che tutti qui ti stanno tributando ovazioni e incitamenti oltre ogni giusta misura? Beh, lo vedremo ben presto quanto vali! Mi avvicino con cautela, lentamente, i passi quasi sospesi in aria. Voglio studiarlo con calma prima di ucciderlo, perché questo è chiaro, caro il mio damerino, tu morirai senza dubbio alcuno! In mano tiene qualcosa. Sembra un drappo o più probabilmente…una rete; si, ecco! Una rete con cui immobilizzarmi e… no, decisamente no; le maglie sono fini! Che accidenti di roba è?! Un lenzuolo?! Forse gli serve per nascondervi qualcosa, sicuramente qualche bella sorpresina da schiaffarmi nella pancia e senza che io neppure me ne accorga. Che fare? La cautela dovrebbe essere mia compagna fedele in queste occasioni, ma non ce la faccio proprio! Odio non assecondare la mia vera natura irruente e devastante! Scatto secco, senza paura; piuttosto, un tremendo impeto d’ira mi spinge contro quell’uomo tracotante e baldanzoso. Ora si agita tutto, scuote la stoffa, mi irride, ma gli sono già addosso. Lo manco per un soffio ma non altrettanto fa lui. Un bruciore forte divampa lungo la mia schiena. Mi allontano il giusto e con la coda dell’occhio noto con disapprovazione la corta lama conficcata sulla groppa. La ferita, benché dolga moltissimo, è abbastanza superficiale, altrimenti sarei già stato scaraventato all’inferno, ma la cosa, al momento, non riesce ad allietarmi. Di scatto mi giro e gli incombo nuovamente contro. Sono furente e non ho decisamente intenzione di farmi sfuggire la preda un’altra seccante volta. Sono veloce, potente, scattante e….lo manco. Di nuovo. E di nuovo uno spasimo scuote il mio dorso. Mi scosto dalla sua zona con maggiore rapidità di prima. Anche la preoccupazione è aumentata. Quell’uomo è in gamba; è silenzioso, lesto, pronto e preciso. Bestemmio contro la mia stupidità e la mia arroganza. Tutto sommato un po’ più di accortezza l’avrei proprio dovuta usare; al diavolo il mio istinto! Gli ho permesso di giocare con me come con uno stupido bambino e la cosa mi secca terribilmente. Gli incitamenti del pubblico sono alle stelle. Le grida di giubilo manifestano apertamente la soddisfazione per la piega che lo scontro sembra aver preso, anche se avverto un esagerato boato di gioia, come se si cercasse con esso di scaricare l’eccesso di nervosismo che devo aver fatto ingoiare loro, poco fa. Cerchiamo di minare un po’ la loro malferma sicurezza, mi dico, ghignando torvo. Mi avvicino per la terza volta al mio sicuro antagonista, lentamente. Mi fermo a pochi metri da lui e lo guardo fisso negli occhi. I nostri sguardi si incrociano roventi e decisi per un lungo, infinito istante. Leggo nella sua anima. Vedo sicurezza di sé, determinazione, fierezza e rabbia; vedo la sinistra luce scura della morte nei suoi occhi e vedo anche la sottile lama della sua spada nascosta dietro quel suo strano mantello, rivelatami dall’ombra proiettata dal sole alle sue spalle. Capisco anche che il suo fendente, questa volta, sarà quello risolutivo. Il sottile sorriso che gli disegna il volto, però, è tirato; mi accorgo che è fuori posto, da esposizione, come un contadino che vuol vendere il suo raccolto e mette i prodotti migliori in bella vista, celando al di sotto la merce troppo matura e difettosa. La paura è anche sua compagna! Bene! Amico mio, giochiamoci questa partita e vediamo chi la spunta: se la tua flessuosa sicurezza o la mia irruente ferocia. Bella lotta non c’è che dire, sarà un piacere spedirti all’inferno! Lo incalzo nuovamente come prima, ma questa volta all’ultimo secondo schivo violentemente sulla destra e impatto deciso sul guerriero, o meglio, sulla novella salma. La pancia si spappola sotto la mia furia e il damerino finisce al suolo spiaccicato come un fico troppo maturo che casca dal ramo posto sulla cima dell’albero. Il suo sguardo però mi colpisce: quel sottile sorriso è ancora con lui; forse, mi dico, non si è reso ancora conto di niente. Sono stato troppo bravo per lui! Rapido e imprevedibile. Non così, però, la pensa la gente assiepata sugli spalti. Grida disperate divampano infuocate sul campo di battaglia, avvolgendo ogni granello di sabbia di irreparabile scoramento. Le ondulate sonorità di sbigottimento hanno il potere di disturbare la mia concentrazione. Ora vago per il campo disorientato, confuso, alienato. Vedo che da oltre una staccionata una piccola folla di uomini salta fuori e si getta in mia direzione; senz’altro non hanno buone intenzioni. Ci risiamo, dico tra me e me, vi ammazzo tutti! Carico. I metri di rena che mi separano dagli avversari stranamente non vengono divorati come in precedenza. Mi sento strano… e che cos’è questo sapore vagamente metallico che ho in bocca…sangue!! Il mondo mi gira sulla testa. Mi accascio scordinatamente al suolo e ho appena il tempo di vedere che una nuova lunga lama trionfa sinistra nella mia schiena … Quel bastardo! Sorrideva … 14/07/20.. Strage alla corrida Durante la festa patronale di ….. incresciosi avvenimenti rinfocolano l’annosa polemica sull’opportunità di tenere o meno giochi tanto efferati e crudeli. È accaduto che il toro, uno straordinario esemplare di oltre due tonnellate, durante l’ultima toreada, abbia ferito diversi membri della cuadrillas, tra picadores e banderileros, uccidendone ben quattro, tra cui lo stesso torero, prima di cadere esanime al suolo……Ci si interroga anche sul perché si è deciso di continuare la manifestazione nonostante da subito il toro in questione abbia offerto prova di aggressività ed eccessiva ferocia – dovute con ogni probabilità a droghe e maltrattamenti subiti - attaccando sconsideratamente ogni persona o animale si trovasse opposta al suo campo visivo e facendo di fatto saltare da subito, con il suo comportamento, la “scaletta” di un evento oramai ben definito nel tempo. La magistratura indaga….
  13. kalmas

    Omicidio a Sestri Levante

    buonasera da un ligure doc! il racconto è nel suo insieme piacevole e, per così dire, si fa leggere! ovviamente sono stato attirato dal titolo e dal fatto che l'azione si svolge in luoghi a me vicini e ben conosciuti ma, tranquillo, il mio parere non si è fatto influenzare da questi fatti. venendo al testo, ho trovato un po' tirata la presentazione del capitano: addirittura entusiasta di un omicidio! capisco che in pochi tratti -non so se dare del lei o del tu ... propendo per il secondo sperando di non incorrere nei tuoi strali - tu avessi la necessità di pennellare il personaggio, però la sua brama di elucubrare, di cimentarsi con un assassino - di cui ancora non può conoscere l'abilità - mi sembra esagerata se rapportata ad un ufficiale delle forze dell'ordine cui, si spera, debba stare maggiormente a cuore il buon andamento delle cose piuttosto che il personale appagamento. Non sono poi sufficientemente a conoscenza del corretto iter che solitamente si svolge "nel luogo (dove) ha avuto luogo l'efferato delitto”,per cui non posso dare giudizi competenti ma ad un soggetto ignorante in materia, come me, il tutto mi è sembrato sostenibile. Forse fin troppo. mi spiego: è come se la scena, così come è descritta, fosse troppo "scolastica" ... ad A segue B, che implica C che porta a D ... ecc. ecc. Spero di essermi spiegato ... ovviamente in un racconto giallo, perlopiù breve, le difficoltà di creare atmosfera e presupposti al colpo di scena finale sono molteplici, ma per ottenere un maggior pathos potevi, secondo me, confondere un po' di più le acque, intorbidirle, portare fuori strada il lettore, invece in questo modo alla soluzione si viene portati per mano, senza sussulti. Ciononostante, ho apprezzato alcune spiegazioni come il fatto, improbabile, che la vittima, maniaca della tintarella, prendesse il sole integrale con addosso l'orologio da polso. per quel che riguarda grammatica e sintassi, a parte l'estratto che ho riportato in precedenza, (evidentemente una dimenticanza seguita da una ripetizione), ho riscontrato solo piccoli periodi poco chiari, ma penso siano frutto del lavoro di taglio cui hai fatto riferimento nel dialogo con Marcello e facilmente eliminabili con un ulteriore lettura. Infine, la fine! "Lo ero e così ci trasferimmo al forno, proprio mentre il sole sorgeva all’orizzonte inondando la terra e il mare di luce". a me non è piaciuta, sia come è scritta con quel "così" consequenziale che eliminerei del tutto, sia per la banalità della figura descritta. perdonami, so molto bene quanto sia complicato terminare un racconto con la frase giusta, ad effetto, che soddisfi autore e lettore e chiosi la vicenda in maniera definitiva, cesellandola, ma secondo me potevi fare meglio, tutto qui! spero, onestamente, di esserti stato un poco d'aiuto dal basso della mia esperienza e delle mie capacità. keep on dreaming!
  14. kalmas

    presentazione

    Grazie per l'accoglienza! Sarà un piacere!
  15. kalmas

    presentazione

    Salve a tutta la community, volevo scrivere una presentazione brillante e raffinata, profonda e accattivante, ma ... non ci sono riuscito! cosa potrà significare? lascio a ciascuno la sentenza con l'obbligo categorico di tenerla per sè! scherzi a parte sono un pessimista ultra-realista che non vuole smettere di sognare e per questa ragione sento di trovarmi nel posto giusto ... è parecchio che ho scoperto questo sito e che mi pascio beato nei suoi interessanti pascoli ma sempre in incognito (per una pigrizia sfacciata) e devo dire che, oltre ad essere una guida efficacissima per districarsi nell'universo CE, la cosa che apprezzo di più è il livello delle discussioni che raramente, per non dire mai, scadono nella volgarità e per un luogo dove ci si scambiano opinioni virtuali è davvero una piacevole eccezione. bene, è davvero un piacere essere ufficialmente tra voi...spero di trovare il tempo per partecipare attivamente alle discussioni e alle attività del gruppo! grazie per l'attenzione e a presto
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