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fab

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  1. fab

    Betelgeuse Editore

    Ciao a tutti. è successo anche a me. Pubblicazione solo al raggiungimento di un certo numero di prenotazioni e impegno (obbligatorio) da parte dell'autore a colmare il gap eventuale...
  2. fab

    Lorem Ipsum

    salve a tutti, premetto che ho provato a capirlo dal loro sito (e qua e là nel forum), ma non ci sono riuscito: nella spedizione del primo lunedì del mese c'è un form da compilare? E se sì, dove è scaricabile per prepararlo prima? Si deve mandare l'intero lavoro o solo un estratto? Scusate se magari è già stato detto...
  3. fab

    Nulla Die

    La mia vicenda personale è quella descritta nel post datato 1 Agosto, ed è confermata da un carteggio di mail tra me e l’editore, come già noto alla redazione del forum. Per quanto mi riguarda, sono perfettamente d’accordo che questo non sia un tribunale ma un semplice forum, dove si scambiano esperienze positive (per la gioia dell’editore) e altre meno. Proprio per questo, a mio avviso, la pubblicazione di prove tangibili in questa sede non è possibile, visto che tutte le mail dell’editore riportano la seguente dicitura in calce: “Il presente messaggio è diretto esclusivamente al suo destinatario e può contenere informazioni di natura riservata. Chiunque lo abbia ricevuto per errore è pregato di darne notizia immediatamente al mittente e di distruggere la copia pervenutagli. Qualsiasi altro suo utilizzo è vietato.” Ognuno sarà in grado di trarre le sue debite conclusioni, che poi è proprio lo scopo di un forum, o no? Saluti.
  4. fab

    Nulla Die

    Caro Giacomo lo Squalo, mi hai tolto le parole di bocca... Quanto a Matteo ottantanove, poeta, proprio perché poeta, mi sarei aspettato maggiore attenzione al peso delle parole che usi. Quello che erroneamente definisci come realtà, è semplicemente la tua esperienza (e sicuramente anche di altri, certamente la maggioranza), ma purtroppo o per fortuna... non la mia (e di qualcun altro, per quello che sono venuto a conoscenza). Quello che ho scritto è semplicemente ciò che è accaduto a me, supportato dai fatti tangibili e documentati - le mail -, se proprio vuoi la "mia realtà". Sarà solo un caso, saranno pochi casi, francamente poco mi importa, ma questo è quello che mi è successo e che ho manifestato a beneficio degli altri utenti, non certo il mio: grazie a Dio, per me ND è un capitolo chiuso, una brutta esperienza che però ho capitalizzato e mi è servita nei mesi dopo. Sapresti forse spiegarmi (loro non lo hanno mai fatto) il motivo per cui mi hanno scritto una quindicina di mail (non esagero) nell'arco di 3 mesi, se fossi uno dei loro autori da scartare o demotivare? Certo che se perdono così tanto tempo con i "trombati", non mi riesce difficile capire come mai poi non trovino il tempo per supportare quelli eletti (tanto per citare una delle lamentele, quella di Mino mi sembra). Jack, non mi trovi d'accordo nella tua analogia con fornitori e clienti. Vivaddio, siamo qualcosa di diverso, e comunque tutti esordienti, e mi riuscirebbe ostico pensare che un editore, invece di scartare un autore sconosciuto in cui non crede fino in fondo, lo corteggi e lo inserisca nella sua scuderia, ma in serie B (che ne so, col 5% di diritti) mentre ad altri di serie A offra il 10%. Se fosse così, promozione e supporto after-pubblishing verrebbe apportata con impegno e investimenti diversi, probabilmente insufficienti e insoddisfacenti, ma legando comunque anche le seconde scelte a contratti che durano in esclusiva per anni e che vanno a precludere altre opportunità. Quale sarebbe il fine? Saluti.
  5. fab

    Nulla Die

    ovviamente era ironico... spero che lo fosse anche il tuo uso del bold sul se ... Se mi permetto di dare queste info è proprio perchè apprezzo moltissimo il vostro lavoro, e quindi penso di contribuire con un pò del mio tempo ad aggiungere elementi veri al quadro generale. Caro/a cara Frà, un altro moderatore ha comunque copia delle mail a dimostrazione della veridicità di quanto esposto. Quello mi permetto di aggiungere è che, fosse anche un caso unico il mio, è comunque un segno molto negativo da tenere in considerazione (ricordo che nei 3 mesi di contatti ho declinato alcune proposte... irrreversibilmente). FAB
  6. fab

    Nulla Die

    Egr. Dott. Ing. Cristina. Immagino che tu sia un giovane ingegnere (forse pentito, come il sottoscritto, da una disciplina affascinante ma indubbiamente arida - mi riferisco soprattutto alla sua proiezione lavorativa). Io, che giovane non lo sono più da mo', ti dico che, gira e rigira, fuggi dalle funzioni ! Ho citato te nella mia precisazione, ma era forse più riferito a quel se in grossetto di Frà che, essendo un moderatore, magari può essere interessato a tramutarlo in un "dato che ci sono state tali proposte". La mia esperienza negativa è stata già ampiamente metabolizzata e il post è semplicemente di aiuto a chi si affaccia, ricco di aspettative, verso questo editore a lungo esaltato. Io una mia idea me la sono fatta, ma questa sì che è soggettiva e quindi non la espongo. Tutto quello che ho scritto sono invece semplici fatti, senza se... PS: un'esperienza di EAP imprevista mi è anche capitata con un altro "free", liberodiscrivere, che ho prontamente segnalato. Ho visto poi che, a ruota, i soldi li hanno chiesti anche ad altri, dopo di me. Almeno quello potrebbe essere escluso dai FREE (o serve uno stormo di rondini migratorie per farlo?). Buon lavoro
  7. fab

    Nulla Die

    Aggiungo che tutto quello che ho riportato è confermato dallo scambio di email tra me e l'editore, che posso girarle ai moderatori, qualora fossero interessati. Comunque le rondini sono quasi due (Cristina). Da ingegnere (quale sono anch'io) stiamo forse convergendo verso, ahimè, lo sgradito asintoto? Si veda anche il post che mi ha preceduto...
  8. fab

    Nulla Die

    Il vero problema, paradossalmente, non è stata la proposta EAP (anzi le 2 proposte), ma il fatto che me l'abbiano fatte dopo mesi tutti orientati alla massima apertura, gentilezza, cordialità, entusiasmo per la prossima collaborazione... Le avessero fatte subito, avrei detto "no grazie" e amici come prima (ne avevo ricevute già altre EAP e non è la morte di nessuno). Io nel frattempo, "drogato" dal loro entusiasmo, avevo abbandonato proposte che mi convincevano di meno della loro ma assolutamente non EAP. Anche la riduzione del 25% di cartelle (senza averne minimamente discusso prima) e l'innalzamento ad un prezzo di copertina assurdamente alto mi hanno scosso e indignato. Spero per la community che il mio sia un caso isolato. Certo che, fosse così, sarebbe inspiegabile. Nessuno li ha obbligati ad accettare la mia opera...
  9. fab

    Nulla Die

    Saluti a tutti. Mi dispiace interrompere questa catena di giudizi positivi, anche se ultimamente inquinata dal post di patgarret (segnale di un cambio di tendenza?), ma, a malincuore, vi racconto la mia esperienza con ND. Dopo aver mandato il manoscritto a metà marzo circa, vengo subito contattato dall’editore – col senno del poi direi “troppo presto” − in quanto l’opera è giudicata interessante ad un primo esame e mi viene chiesto una prelazione, in attesa della lettura dei consulenti esterni (5 lettori a suo dire). Scaduta la prelazione, non arrivando alcuna mail come promesso, sollecito il feedback che, dopo qualche giorno, viene confermato positivo. Sembra avere fretta l’editore e mi manda insieme alla conferma il draft dell’accordo, simile a quello postato qui in WD nelle pagine iniziali, ma con i diritti scesi al 7%, invitandomi a commentarlo e a fargli eventuali contro-proposte. Cosa che io faccio prontamente e la situazione va avanti per qualche mese: le mie risposte non si fanno attendere, ovviamente; le sue arrivano dopo un po’ di giorni, giustificatamente visto l’alto numero di autori che ND sta seguendo, e in così poco tempo. Nel frattempo ci si sente telefonicamente più volte (chiamo sempre io…) e molto a lungo, e si chiariscono vari aspetti legati alla promozione, alla distribuzione (nelle città di mio interesse ND non è affatto conosciuta da tutte le librerie interpellate: solo Feltrinelli può ordinarla ma con più di un mese di attesa), alla pubblicazione (mese probabile di uscita Settembre), al potenziale prezzo di uscita (20 Euro), che mi sembra alto ma che alla fine accetto. Io nel frattempo scarto altre proposte, convinto dall’ars oratoria e dall’entusiasmo dell’editore. Arriviamo finalmente alla versione finale, concordata da ambo le parti. Da questo punto in poi… black-out assoluto, il vuoto, il silenzio. Non risponde al cellulare, al fisso non si trova, mail e sms rimangono inevase… fino a che (climax ), dopo circa 3 settimane, arriva una sua mail completamente scollegata dalle altre, quasi scritta da un diabolico alter ego che… in pratica annulla tutto quanto concordato e messo per iscritto (vabbè, si scherzava, dài…), e propone 3 opzioni di cui 2 EAP di basso livello tra l’altro (acquisto obbligato di 100 copie al prezzo concordato – quindi 2.000 Euro… - oppure di “solo” 60 copie ma al prezzo di 22 Euro – ottima: avrei risparmiato 700 Euro per un totale di solo 1300 Euro circa!!!). L’unica opzione non EAP porta il prezzo già alto a 24 Euro (!), non concede neanche una copia in omaggio a chi, faticosamente, ha scritto il lavoro (intanto a che gli servono, la storia la conosce e, se proprio gli interessassero, avrebbe sempre le 2 opzioni EAP, no?), ma gli offre uno sconto per eventuali acquisti della sua stessa fatica pari al… 5% (evvvai!!!) - inferiore a quello medio del 15% che trovi tranquillamente in web…). Non è finita qui: gli abbassava ulteriormente i diritti al 5%, estende la durata del contratto ai 20 anni iniziali (era stato il primo e più importante punto discusso e l'editore aveva già accettato 5 anni) e, udite udite, taglia del 25% il numero delle pagine (quando l’argomento editing non si è nemmeno sfiorato), spostando la pubblicazione da Settembre a non prima della primavera del prossimo anno (almeno 6 mesi dopo quanto concordato). Take it or leave it… La giustificazione di tutto questo? Eccola: “…Avendo la casa editrice raggiunto ulteriori (onerosi nell'immediato ma vantaggiosi in prospettiva) accordi per la distribuzione e la promozione dei propri prodotti, l'editore sta ridiscutendo i termini dei contratti di edizione già conclusi per proporre nuove condizioni. A maggior ragione per la stipula di nuovi contratti ci si atterrà al modello che le allego in diverse ipotesi (senza possibilità di discussione).” Insomma, in tutti questi due mesi si era giocato al gioco della “negoziazione” e io, ingenuo, non me n’ero accorto… Sarebbe interessante sapere se simili contratti sono offerti da ND ad altri autori (come è sostenuto nella mail) e se è vero che vengono proposte nuove condizioni anche a chi, addirittura, ha già firmato tutt’altra cosa.
  10. fab

    Un Uomo e una Donna

    Racconti strutturalmente logici ne ho scritti, con io narranti tradizionali, terze persone onniscienti o immerse, ecc. Ma mi interessava postare questo più sperimentale proprio per vedere le reazioni, che evidentemente sono… catastrofiche. Ma alcune osservazioni, mi permetto di dire, mi sembrano poco utili… che sembra un aeroporto, che doveva telefonare al marito… Quanti viaggi di lavoro ho fatto partendo la sera prima, e nessun collega o cliente mi è mai venuto a prendere (per fortuna) alla stazione (o all'aeroporto ) Lei parla al passato (prossimo), quindi rivede interiormente solo alcune cose, quelle importanti per lei. La telefonata al noiosissimo marito non è tra queste… Help! Non c’è proprio nessuno che accetta questo io narrante? Devo considerare l’esperimento completamente fallito? Grazie a tutti.
  11. fab

    Un Uomo e una Donna

    Grazie del commento. La scelta di narrare la storia in questo modo non è logica, ma emozionale. La Donna narrante ricorda l'evento con distacco, per superare un evento che l'ha comunque segnata, lasciami dire ben più del ragazzino. Per lui può essere un’infatuazione temporanea. Ora è in una tempesta dolorosa (tutto il dolore del mondo…), non a caso l'ho fatto andare sul binario 21, che era quello da dove partivano i deportati per i campi di concentramento, ma gli passerà, non pensi? Ha vent'anni, è uno studente. Per lei invece è forse l'ultima occasione di "vita" che adesso rivive con distacco. Ma non sullo stesso piano dell'uomo. Se ci fai caso quando lei parla della donna (di se stessa) è onnisciente, legge i suoi pensieri (un flusso di ricordi la assale: sono i suoi amori giovani...).Solo lei può saperlo. Quando parla dell'uomo riporta solo osservazioni e quello che lei pensa lui possa provare.
  12. fab

    Un Uomo e una Donna

    Grazie di cuore per la tua analisi “supercritica”... Il racconto è un omaggio (indegno) a uno dei miei romanzi preferiti, ovvero l’insostenibile leggerezza dell’essere. Da qui l’incrocio delle due orbite allo scaffale K (Kundera), il libro azzurro (sono le edizioni dell’Adelphi), e soprattutto il concetto finale “Ciò che si verifica una sola volta è come se non fosse mai accaduto”, su cui si basa appunto la filosofia dell’insostenibile (che poi riprende l’eterno ritorno di Nietzsche…). Il finale è quello che pensavi di aver capito, ma a logica poi escludi (e questo un po’ mi preoccupa). I personaggi sono un ragazzino universitario e una donna matura che si incontrano alla Feltrinelli della Stazione Centrale (Milano). L’io narrante esterno è, si capisce (spero) alla fine, la donna stessa, che appunto cerca di vedere la storia con il dovuto distacco. La ricorda come se non fosse lei a viverla… Ma fallisce, in quanto si sforza di credere che è una storia da niente perché non si ripeterà, ma non può essere così. Si sforza, e così facendo ci pensa, ricorda, rimpiange, quel ragazzo dalla riccia capigliatura, mentre la spinta vigorosa della freccia rossa la riporta al suo mondo di sempre...
  13. fab

    Un Uomo e una Donna

    Link al commento: http://www.writersdr...post__p__141040 (nota di Ice*: il testo è postato in ritardo per problemi tecnici ma è da considerarsi comunque valido) Ho visto un Uomo e una Donna nella libreria della stazione. L'Uomo era poco più che un ragazzo, con la dea Medusa al posto dei capelli e i jeans così bassi che mi domandavo quando si sarebbero afflosciati su quei marmi ambrati, lisciati dal calpestio del tempo. Procedendo in quel modo, distratto e di lato, prima o poi sarebbe andato a sbattere contro la Donna, elegante e statuaria nel suo abito disegnato, il trolley ben saldo al suo fianco con la borsa del computer posata sopra. E in effetti lo scontro fu inevitabile: l'intersezione delle due orbite avvenne alla lettera K degli scaffali, sotto un affresco antico raffigurante una città d'Italia. Li ho visti incontrarsi così, quasi un incidente pedonale, in quella che un tempo fu l'elegante sala d'aspetto di prima classe. Ora solo libri e cd, in luogo di raffinate signore che, strette nei loro tailleur dai colli impellicciati, si lamentavano della servitù che non è più quella di una volta, o di distinti signori, il Borsalino portato sulle ventitre, che bisbigliavano fra loro sulle sanzioni all'Italia per la campagna d’Etiopia. Ho visto una vampata rosso fiammante farsi strada sotto la cascata di riccioli del giovane Uomo, mentre è già chino a raccogliere il libro azzurro volato via dalle mani curate ma insicure della Donna. Lei, occhi al cielo e un abbozzo di sorriso benevolo, gli sussurra qualcosa, e lui risponde impacciato con un ghigno nervoso. Li ho visti dapprima parlare, poi ridere; abbassare gli occhi lui, portarsi le dita ai capelli lei; le mani di entrambi sfogliare quel libro, così leggero nelle sue pagine sottili, così pesante nella sua verità rivelata. Ci doveva essere un concerto al piano di sopra: una coda di giovani vocianti si infilava disordinata sulla scala d'accesso. Forse lui era corso lì per quello, appena uscito dall’università, ma sembrava averlo dimenticato. Li ho visti uscire insieme, mentre già le note rimbombavano tra le mura antiche e gli alti soffitti, e i primi applausi ritmavano la loro fuga. Eccoli fermi al bar di fronte; un moijto lei, dalle piccole foglie di menta che lambiscono l'impronta di rossetto lasciata sul bicchiere; una più corposa birra lui: ne porta i segni schiumosi sulle labbra, ora non più contratte. è l'Uomo a parlare, tenero nel suo gesticolare, mentre la Donna più che altro ascolta. A volte annuisce, quando le sfilano davanti sensazioni che pensava andate perse per sempre coi suoi vent'anni. Chissà se ogni tanto parlano di quel libro che fa capolino dal sacchetto rosso, quasi dimenticato tra i piattini di olive e le noccioline. Ora lei è appena tornata dalla cassa, e sono già fuori. Il trolley l'ha preso l’Uomo, ma lo spinge anziché trascinarlo e lei ride sommessamente, portandosi la mano alla bocca e scuotendo la testa. Da un portone lucido e massiccio esce frettolosa una persona. è un attimo: la Donna si infila dentro poco prima che si chiuda e fa cenno di seguirla all’Uomo, che si guarda attorno e sì, decide di entrare anche lui, lasciandosi dietro il tonfo secco della porta. Io rimango fuori ad aspettare. Pochi minuti ed il portone si riapre: l'Uomo e la Donna fuggono di corsa, la borsa del pc sulla spalla di lei, la valigia portata in braccio da lui. Lei si è anche tolta le scarpe e corre via leggera, ridendo come non mai. Meno entusiasta sembra lui che la segue tutto affannato, ancora troppo vicino alle bestemmie in dialetto del portinaio. Due isolati dopo, al riparo di un angolo, ho visto la signora risistemarsi la gonna, un controllo veloce allo specchio a labbra chiuse portate in avanti, mentre il ragazzo si tirava su i jeans, ormai scesi al livello delle cosce. E ridevano entrambi, quasi da non poter smettere più. Ho visto poi l'Uomo e la Donna entrare in un parco poco lontano. Sono seduti su una panchina un po' defilata, il sole li inonda della luce dorata dell'ora tarda. Le gambe strette, la camicia solo un filo sbottonata: lei sembra una esse stilizzata così messa di sbieco. Lui invece le gambe le tiene incrociate sulla panca; sono piuttosto le mani che non stanno ferme un attimo: non sa bene dove metterle, anzi lo sa ma non osa. è impacciato: più sciolto di lui persino un vecchietto appena arrivato in bicicletta, che due o tre panchine più in là legge il Corriere e ogni tanto sbircia di lato. Il giovane Uomo parla. Racconta di un amore finito, così almeno sembra da qui, di una lettera d'addio che gli fa ancora male. La Donna gli sorride e ascolta. E pensa. Un flusso di ricordi la assale: sono i suoi amori giovani, che quelle parole concitate rispolverano dagli scaffali del passato rivestendoli di stoffe nuove, fresche e pulite. Allora lo bacia, sì lei, all'improvviso, e ha un sobbalzo, il vecchietto ancor prima del ragazzo. Sul prato intorno, quelli del tai chi mimano le movenze lenti di animali o piante che nessuno ha mai visto su questo pianeta, nessuno tranne loro e il capobranco che imitano riverenti. Ragazzi sudati corrono persi nell'iPod, mentre mamme ansiose coi passeggini si precipitano frettolose verso l'uscita. Ma l'Uomo e la Donna, a tutto questo, non fanno caso. Sembrano felici nel loro abbraccio. Sono felici. Il tempo si è come fermato in questo parco: accaldata lei, con gli occhi socchiusi lui; entrambi sciolti in lunghi baci adolescenziali. Stanno facendo l'amore: un amore casto, vestito, fatto di piccoli morsi, carezze leggere e orgasmi frenati. Anche il vecchietto lo ha capito: si è appena alzato e con due pedalate insicure sulla ghiaia li ha lasciati soli. Ma adesso si è fatto veramente tardi. Gli passano accanto due poliziotti a cavallo che fanno cenno di andare, e di sbrigarsi, su. Li seguo da lontano, e li vedo uscire fuori da quell’inferriata là in fondo. Dopo di loro solo il custode: li lascia passare e poi chiude il cancello a doppia mandata. Io rimango lì, nel freddo buio della notte dopo così tanta luce. Ho rivisto la Donna alla stazione l’indomani, alla stessa ora del giorno prima. Camminava sicura di sé, parlando con voce ferma e risoluta a un interlocutore indefinito, che rispondeva, di rado, al di là degli auricolari nascosti nei capelli. Era sola, distante: era come prima di quell'incontro, a parte il vestito. L'ho vista dirigersi decisa verso una delle prime carrozze, per poi sparire digerita dalle lamiere grigio rosse. Ho visto anche il giovane Uomo poco dopo, lo sguardo perso al binario 21, stessa maglia e jeans del giorno prima. Nel suo sguardo tutto il dolore del mondo. L'ho visto spostarsi in su la frangia per controllare meglio il tabellone. E poi correre, e correre, verso i binari più centrali. Lui, uno tra tanti corpi che si agitano nella frenesia del rientro, cellule impazzite sul vetrino del microscopio. Ecco, il binario l’ha trovato ed è davanti al treno: un enorme serpente che sonnecchia per esteso, pronto a scattare al fischio del domatore e a contorcersi alle prime curve, quando sarà fuori dalla tana. L’Uomo lo percorre per tutta la sua lunghezza, dalla coda alla testa, guardando su ad ogni vagone. Incorniciato in uno degli ultimi finestrini ritrova il profilo della Donna: la bocca che sputa parole senza suono, lo sguardo chino su dei fogli. Il giovane Uomo la fissa a lungo mentre il treno ha un primo sussulto, e già si chiudono le porte. Sembra sussurrarle perche? più volte, mentre avanza insieme al treno che ora si è messo in moto con lentezza. Finalmente la Donna si volta. Sembra vederlo. Non risponde. Allora il ragazzo tira fuori dallo zainetto quel libro azzurro galeotto. Lo agita. Lo sventola. Inutilmente. Lui è ormai una sagoma frammentata e confusa con gli oggetti della carrozza riflessi sul vetro, un'ombra leggera che si sovrappone al viso specchiato della Donna, ma solo per un attimo: ora è già sfrecciata indietro per poi svanire. Ciò che si verifica una sola volta è come se non fosse mai accaduto, pensa la Donna. Lo penso io. E forse lo capirà anche l'Uomo, quando leggerà quel libro. Io mi sforzo di crederci, mentre una spinta vigorosa mi riporta dai miei figli, da mio marito. Lontano da lui.
  14. fab

    Ugo Mursia Editore

    Occhio che nel sito è riportato: "Mursia non accetta romanzi o raccolte di poesia via email ma solo via posta" e non parlano di prime pagine ecc. Forse hanno cambiato la procedura...
  15. fab

    Nomi di personaggi

    ... o che ho fatto un errore ortografico Sto facendo la revisione finale e ho ancora un pò di tempo per rifletterci (infinito se calcolato in riferimento alla pubblicazione...) GRAZIE
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