Vai al contenuto

lucamenca

Scrittore
  • Numero contenuti

    47
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

18 Piacevole

Su lucamenca

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 19/12/1989

Visite recenti

300 visite nel profilo
  1. Una nuova piattaforma online per leggere e pubblicare

    @L'antipatico concordo con te, le intenzioni sembrano buone e gli ideatori si aspettano una risposta entusiastica da tutte le parti coinvolte, ma sarà il numero di editori ad aderire a essere determinante. Questo sarà il tempo a dirlo. Permane il dubbio sul metodo di pagamento, infatti "Authorship" sembra essere uno dei vari progetti di contorno ideati per fare pubblicità alla criptovaluta Ethereum e guadagnare "adepti" alla causa. Come hai spiegato tu però le monete virtuali sono estremamente rischiose per molteplici motivi. Non fosse per questo "piccolo" dettaglio avrei preso in seria considerazione la possibilità di iscrivermi, se non altro per provare una nuova esperienza.
  2. Recentemente mi sono imbattuto in "Autorship", una piattaforma online che mira a far incontrare autori, traduttori, editori e lettori in un unico luogo virtuale, permettendo agli uni di usufruire dei servizi offerti dagli altri. Mi spiego meglio: l'autore carica la sua opera sul sito, il lettore in cerca di nuove storie la trova, la legge e (magari) gli piace, l'editore può fare scouting in cerca di scrittori promettenti (aiutato anche dal riscontro di pubblico delle opere pubblicate) e il traduttore può proporsi per tradurre un'opera in un'altra lingua, aumentando così il bacino di potenziali lettori. Detto così sembra tutto perfetto, quasi utopico, anche perché agli autori vengono promesse royalty del 90% sulle vendite. Ma, come sempre, c'è un "ma": i pagamenti vengono effettuati tramite ATS (Authorship Token), una moneta virtuale che si basa sulla tecnologia Ethereum (un'alternativa al Bitcoin per intenderci). Il valore di un ATS è indicato come variabile, in base al numero di investitori nel progetto, ma i suoi propugnatori confidano che non sarà inferiore ai 15 centesimi di dollaro. La piattaforma è attualmente alla fase Beta e sarà ufficialmente lanciata a Giugno, ma nel sito compare già una lista di autori che hanno aderito al progetto. Sinceramente la prospettiva di provarla è intrigante, ma permangono in me alcuni dubbi, soprattutto riguardo il metodo di pagamento, e qui la questione si lega all'affidabilità delle criptovalute. Voi cosa ne pensate? Siamo di fronte a una rivoluzione del mondo editoriale, come affermano i creatori di Authorship, o è l'ennesima fregatura? Allego una serie di link al sito (interamente in inglese) per chi volesse approfondire. https://beta.authorship.com/news.php http://authorship.com/contribute/ https://view.joomag.com/authorship-white-paper-authorship-white-paper/0120750001501521493?short
  3. Ciao @Lorella Tagliabue, mi dispiace per la tua esperienza, anche io ho avuto una disavventura simile un paio d'anni fa (solo che in quel caso si trattava di un contratto editoriale, premio per la vittoria di un concorso, che tuttavia non si è mai concretizzato, e anche le mie richieste all'editore sono cadute nel nulla). Quello che posso consigliarti è di non scoraggiarti, penso che la maggioranza degli utenti del forum sia incappato in delusioni simili, soprattutto durante i primi tentativi. Sembra brutto da dire ma con il tempo ci si fa l'abitudine, si incassa il rifiuto (o più spesso, come nel tuo caso, il silenzio), si inghiotte il boccone amaro e poi si va avanti. Non arrendersi e ritentare, questo è uno dei fattori che fa la differenza tra chi ce la fa e chi invece resta aspirante per sempre. Inoltre è necessario armarsi di pazienza, ho imparato che nel mondo editoriale i tempi sono biblici: spesso trascorrono mesi prima di avere una risposta (nei casi in cui arriva) e sollecitarla generalmente non è una buona idea, se l'editore è realmente interessato sarà lui a farsi vivo. Ti lascio con l'augurio di non mollare e continuare a inseguire i tuoi sogni.
  4. Grazie @Christopher, cercherò di rimediare l'articolo in questione. Il dato sui laureati è a mio avviso emblematico e rimarca l'avvenuta democratizzazione della scrittura: oggi chiunque, dotato di pc e connessione internet, è in grado di scrivere un libro e farlo circolare in rete, magari autopubblicandosi. Se da un lato ciò è positivo perché dà a tutti la possibilità di farsi conoscere e trasmettere le proprie idee, facendo emergere artisti meritevoli che altrimenti non avrebbero spazio, dall'altro la pubblicazione indiscriminata rischia di portare a un appiattimento stilistico e di tematiche senza precedenti nella storia della letteratura.
  5. Sarebbe interessante sapere come L'Istat ha ricavato questi dati e anche il periodo di riferimento (a tal proposito @Christopher potresti pubblicare il link all'articolo?). Mi incuriosisce soprattutto quel "cercato di scrivere", come andrebbe interpretato un dato del genere? Comunque secondo queste stime su una popolazione di 60,5 milioni di abitanti il 3,5% è rappresentato da scrittori, più della metà dei quali lo fanno semplicemente per passione. Cifre basse, se rapportate a livello mondiale e messe in relazione al numero di titoli pubblicati per anno in ogni stato, in cui l'Italia ottiene un dignitoso decimo posto ma con un abisso a separarci dai primi posti della classifica (i dati non tengono però conto del self publishing, un fenomeno in costante aumento anche da noi). A mio parere ben venga scrivere e farsi conoscere, magari mettendosi in gioco con qualche concorso e selezione, ciò che serve però è umiltà da parte degli autori e capire che chiunque può scrivere ma per produrre letteratura di qualità è necessaria una certa padronanza di strumenti e conoscenze, requisito che oggi, in un paese come l'Italia in cui si legge sempre meno, è in costante calo. Il rischio è di inondare il mercato con opere mediocri e non dare spazio a quelle veramente meritevoli.
  6. battaglia di lancia e spada

    Più che astruso secondo me è dissonante rispetto al resto della frase, comunque è solo una mia impressione, quindi non sentirtene vincolata.
  7. battaglia di lancia e spada

    Ciao @Esterina. Non è mai semplice descrivere un combattimento (te lo dico per esperienza). Si vorrebbe riportare a parole l'eleganza e la rapidità di una scena visiva, ben chiara nella nostra mente, ma il rischio di perdersi in dettagli o scelte lessicali che appesantiscano la lettura, per quanto arricchiscano il testo, è sempre dietro l'angolo. L'alternare scene del combattimento a momenti di introspezione potrebbe essere un buono stratagemma, ma si deve stare attenti a non spezzare troppo il ritmo della narrazione, pena la perdita d'interesse da parte del lettore. Personalmente credo che il trucco stia nell'azzeccare il giusto compromesso tra cura dei particolari e fluidità, dato che parliamo di azioni repentine e concitate, usando una prosa asciutta (ma non per questo povera) e frasi brevi, che diano l'idea dell'immediatezza. Anche il collegamento tra i periodi è importante, io eviterei troppe circonlocuzioni andando dritto al punto, per farti un esempio: Lo renderei così (mi sono preso delle piccole libertà nel rielaborare il testo, ma è giusto per farti capire cosa intendo): "Nella foga del combattimento il cappuccio di uno dei tre lancieri neri scivolò, rivelando una donna dal viso affilato e corti capelli biondi. Selene evitò il suo affondo con una mezza capriola all'indietro, e atterrata a distanza di sicurezza sfoderò una seconda spada, quella con la lama di ossidrite. Stringendola nella sinistra si preparò a contrastare i nemici che già le erano addosso." Nel tuo brano ci sono alcuni termini che, a mio umile giudizio di lettore, trovo un po' troppo "pesanti" per una scena del genere, su tutti quel "magistrale" nella prima riga. Inoltre: e Mi sfugge il senso di quel "davvero", forse la ragione è in un passaggio precedente, non inserito nel brano? Questa è un'immagine che adoro, molto poetica e perfettamente evocativa, mi sembra di vedere i mantelli che si allontanano volteggiando. Altra cosa che ho apprezzato sono i nomi che hai dato ai materiali delle armi, che richiamano quelli di materiali reali e dunque aiutano il lettore a farsi un'idea del loro aspetto, pur mantenendo una buona dose di esoticità. In definitiva secondo me la scansione del combattimento è chiara e ordinata, ciò che manca è una "raffinazione" dei periodi e quel pizzico di interiorità (cosa pensa Selene? Quali sono le sue emozioni durante lo scontro? Teme di non farcela?) che coinvolge il lettore e fa la differenza, visto che l'impatto visivo di un combattimento scritto non sarà mai pari a quello su uno schermo, e dunque per arricchirlo è opportuno ricorrere a espedienti (quali la descrizioni di pensieri ed emozioni dei protagonisti) che invece sono impossibili da esplicare nelle opere visive. Per concludere ti consiglio di leggere (se non l'hai già fatto) romanzi che contengano scene di combattimento simili a questa, così da farti un'idea di come autori diversi affrontino brani del genere e trovare lo stile che più ti si addice. Ciao e alla prossima!
  8. Confessioni di un individualista

    Ciao @Pulsar! Grazie per il passaggio e per il commento, sono felice che il racconto ti sia piaciuto. Venendo a noi: "ribollire" o "fremere"? Dato che prima parli di tremolio... L'idea è che inizi con un formicolio (come quando ti si addormenta un braccio) e poi si trasformi in una sorta di ribollio sottopelle. L'avevi già spiegato poco sopra. Ops, refuso. Qui il "puntualmente ignorandomi" è riferito al virus, che colpisce tutti i conoscenti del protagonista tranne lui. Da questa constatazione deriva il suo dolce dubbio, frutto di elucubrazioni personali: se il virus è davvero una punizione divina forse lui è destinato a salvarsi per un volere superiore. Ovviamente tale illusione viene spazzata via nel momento in cui si accorge di essere stato contagiato. Come hai ben sottolineato si tratta di un racconto filosofeggiante, che vorrebbe in prima battuta dilettare il lettore e in seconda farlo riflettere sul tema. Non so se ci sono pienamente riuscito ma il tuo commento mi fa intuire di essere sulla strada giusta. Proprio per il suo carattere riflessivo la vicenda è interamente narrata (in barba allo "show don't tell"!) e l'unica vera azione è volutamente quella finale, potente e definitiva, che in un certo senso rappresenta l'apoteosi del protagonista e allo stesso tempo il suo annientamento.
  9. Confessioni di un individualista

    Ciao @Raul_Londra, è un piacere ritrovarti qui e grazie per il commento. In realtà questo racconto risale a qualche anno fa, e onestamente non ricordo le suggestioni che mi hanno portato a scriverlo, anche se è possibile che il finale di NGE abbia giocato un ruolo nell'ideazione della trama. Proverò a cercare anche l'altro manga che consigli, sembra interessante. A presto rileggerci!
  10. E/O dice di no ad Amazon

    Premesso che ho smesso di utilizzare Amazon a causa della sua politica di sfruttamento nei confronti dei dipendenti, è riduttivo addossare a esso la crisi del mercato editoriale italiano. I numeri parlano chiaro: la colpa è dei lettori, degli editori e degli italiani in generale. Non siamo mai stato un popolo di lettori forti, se poi aggiungiamo che oggi sempre più persone si improvvisano scrittori senza aver mai tenuto un libro in mano ecco che il mercato viene inondato di prodotti mediocri (autopubblicati o no) che restano invenduti e vanno a ingrossare la montagna dei resi (e qui andrebbe aperto un intero capitolo a parte). La soluzione al problema non è affatto semplice e dovrebbe coinvolgere tutti gli attori interessati, scaricare tutte le responsabilità su Amazon è da miopi. A mio modesto parere va bene la democratizzazione della cultura, ma se ciò corrisponde a un abbassamento generale della qualità di ciò che viene pubblicato allora occorre fare un passo indietro e rivedere le basi del sistema. Per chi volesse approfondire ecco un bell'articolo comparso su Linkiesta, corredato di dati e link: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/23/se-le-librerie-chiudono-non-e-colpa-di-amazon-ma-dellindustria-editori/36603/
  11. Scrivere per la TV: Amazon cerca autori!

    Sarebbe interessante se: 1- accettassero anche materiale in altre lingue; 2- Amazon non fosse il Male.
  12. I racconti della dodicesima luna - terzo ciclo

    @wyjkz31 e @Roberto Ballardini, grazie mille a entrambi.
  13. Vampiria

    Ciao @Ella F., ho letto il tuo racconto e non ho potuto fare a meno di lasciare un commento. Mi è piaciuto molto, sia per la trama che per la scrittura. Trovo lo stile riccamente aggettivato, che ad alcuni potrà sembrare pesante, perfetto per questo racconto, richiamando i capolavori della letteratura gotica. La narrazione in prima persona rende il tutto più suggestivo, mostrandoci la vicenda dal punto di vista del mostro, di cui non possiamo che sentirci attratti e provarne repulsione allo stesso tempo. E proprio la protagonista è il valore aggiunto, hai riportato il Vampiro (con "v" maiuscola) sui binari della tradizione, dopo la deriva snaturante che ha travolto questa creatura negli ultimi tempi. Sei riuscita a descrivere un orrore crudo e vuoto, che non guarda in faccia a nessuno, neppure al rapporto madre-figlio, una bestia amorale e spietata che pensa unicamente a nutrirsi e sopravvivere, esattamente come dovrebbe essere. Brava!
  14. Confessioni di un individualista

    Ciao @Adelaide J. Pellitteri, innanzitutto grazie per il passaggio e per l'apprezzamento del racconto, sono contento che ti sia piaciuto. Per quanto riguarda l'interpretazione, credo che il compito di uno scrittore sia suggerire spunti che spetta poi al lettore sviluppare autonomamente secondo la propria sensibilità ed esperienza personale. Se ci sono riuscito con te significa che ho fatto bene il mio "lavoro".
  15. [MI105-OL fuori concorso] Gli Dei di Abydos

    Ciao @Pulsar, mi era sfuggito che il racconto fosse stato scritto per rispettare una data traccia, sono ancora nuovo da queste parti. In effetti potresti prendere in considerazione di approfondire i vari personaggi e scrivere qualcosa di più lungo, anche se in tal caso dovresti rivedere l'intero impianto di narrazione. Se prossimamente vorrai venire a farti una lettura dalle mie parti sei il benvenuto.
×