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ValeErre

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  1. ValeErre

    Beretta Mazzotta Agenzia Editoriale

    Sì, sicuramente tenterò lo stesso: speriamo che accetti, è l'unica figura che mi ispiri fiducia.
  2. ValeErre

    Agenzie importanti e fantasy

    Buondì ragazzi, vi scrivo per verificare una mia impressione: ho dato un'occhiata alle discussioni dedicate alle agenzie più note e mi pare che tutte escludano il fantasy. La definizione "fantasy" mi fa pensare a creature mitologiche come gnomi, elfi ecc ma vorrei capire se rifiutano anche romanzi con elementi soprannaturali, come la presenza di fantasmi ad esempio.
  3. ValeErre

    Beretta Mazzotta Agenzia Editoriale

    Leggendovi mi sta sorgendo il dubbio che il mio genere non rientri in quelli trattati da Chiara, non è un fantasy ma in parte è ambientato nell'aldilà. La domanda è: la si può contattare direttamente anche per il servizio di editing, pur sapendo che non potrà aiutarci a collocare il testo?
  4. ValeErre

    Cambio di pov (punto di vista narrante)

    Però se ci influenziamo a vicenda sulla base di uno "stile comune" scelto dall'alto, per ragioni commerciali, si rischia di andare verso l'appiattimento. Mi chiedo... una volta gli aspiranti autori dovevano fare i conti con le direttive delle varie scuole di scrittura o dei manuali? O si sperimentava più a cuor leggero?
  5. ValeErre

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Io non ho partecipato, mi sarebbe piaciuto provarci l'anno prossimo (non prima di un accurato editing). Ma dopo aver letto la cinquina dei nomi finalisti, non sono sicura di tentare. Intendiamoci: non credo di poter rientrare nei primi cinque, mi piace essere onesta con me stessa, ma sarebbe bello partecipare ad armi pari. Invece ho la vaga impressione che questo concorso non sia stato ideato per esordienti. Il dubbio che tra i 208 pseudonimi si nascondano molti nomi noti è forte. Non scrivo qui per fare polemiche o gridare al complotto, non so niente di queste cose... Ma volevo condividere questa mia sensazione. Peccato.
  6. ValeErre

    Cambio di pov (punto di vista narrante)

    @Black : ovviamente non possiamo prescindere dalle regole grammaticali (e ci mancherebbe!) ma rispettare le norme adottate da una CE per sperare di pubblicare con loro è eccessivo. L'esordiente onesto non sa nemmeno se verrà letto da qualcuno, quindi fissarsi con una casa editrice non è produttivo. E non possiamo nemmeno rimaneggiare il nostro scritto per ogni Ce a cui ci proponiamo. È invece giusto proporci solo a quelle case editrici pertinenti con il nostro genere. Idealmente, dovremmo scrivere al meglio delle nostre capacità e migliorarci sfruttando i vari "consigli stilistici" ma da quello che ho letto (su alcuni blog, in alcuni articoli) se non ci si conforma a ciò che "va di moda oggi", è un rischio. Perciò chiarisco che non parlo per esperienza personale. Senza dubbio alcuni esordienti pensano di poter fare tutto senza avere le basi, ma ciò che viene accettato da un autore affermato può essere un passo falso per un emergente (anche se la regola viene infranta nel "modo giusto"). Non so se tra le ragioni ci siano la necessità di fare una selezione tra i tanti (troppi) aspiranti e il bisogno di incassi facili con libri dalla "struttura semplice". Riguardo il salto di PDV nello stesso paragrafo: quando scrivo lo evito ma, da lettrice, non mi procura alcun fastidio; il fatto che allontani il lettore è una generalizzazione. Lo stesso vale per gli avverbi: scrivendo li evito e cerco un'altra soluzione ma se mi capita di leggerli, non mi strappo i capelli. Del resto ne ho letti a vagonate in libri di autori di successo. Questo per dire che secondo me ci facciamo troppe paranoie e dubito che in passato fosse lo stesso. Chiarisco anche che non ho paura di lanciarmi, anzi sono abbastanza tranquilla al riguardo: se ho lavorato al meglio delle mie possibilità, mi sono adattata a quanto "richiesto" (cercando di non sacrificare troppo il mio stile) e non riesco a farmi pubblicare, mi metterò l'anima in pace. Per riassumere: riconosco e accetto questo "sistema" ma in alcuni casi è un'esagerazione.
  7. ValeErre

    Cambio di pov (punto di vista narrante)

    @JPK Dike: devo rivedere alcuni passaggi, perché mi pare che in qualche momento ci fosse un vero e proprio salto di "pdv" più che l'uso del narratore onnisciente. @Black : sì, mi chiedevo quanta libertà di "movimento" ha un autore sconosciuto nell'ambito dei racconti per evitare di far storcere il naso a chi di dovere. Non ne ho mai scritto uno e volevo mettermi alla prova. In realtà, da quello che sento e leggo, non sempre queste limitazioni sono flessibili perché se non vengono rispettate si rischia di essere cestinati. Sono certa che i manuali servano per migliorarsi, anzi sono necessari per crescere, ma trovo ingiusto tarpare le ali a uno sconosciuto che può avere uno stile diverso e originale. Non parlo di me perché ormai sono così "terrorizzata" dalle varie guide, che se trovo un salto di "pdv" nello stesso paragrafo ho uno sbalzo di pressione.
  8. ValeErre

    Cambio di pov (punto di vista narrante)

    Ragazzi, buongiorno. Ho una domanda relativa al punto dei vista nei racconti. Ne conosco pochi perché predilgo i romanzi, ma sto leggendo una raccolta di Doris Lessing e ho notato diversi salti di "pdv". La mia domanda è: non avendo molti termini di paragone, è una cosa accettabile per chi scrive racconti oppure è una particolarità che Lessing, premio Nobel, può permettersi? Ve lo chiedo perché - ora che sto risistemando il libro prima di contattare un editor - vorrei tentare con un racconto ma vorrei sapere cosa è concesso o meno a un emergente. Anche per i romanzi, infatti, noi sconosciuti sembriamo molto più limitati e dobbiamo attenerci alle varie bibbie sulla scrittura. So che in teoria non esistono regole, ma pare che ignorando i vari manuali rischiamo di essere subito cestinati o di scontrarci con gli editor.
  9. ValeErre

    Beretta Mazzotta Agenzia Editoriale

    Ragazzi, ripesco questa discussione per chiedervi: qualcuno si è avvalso del servizio di editing vero e proprio? In caso, posso chiedervi le tempistiche e i prezzi in base alle battute dei vostri lavori?
  10. ValeErre

    Nello spazio nessuno può sentirti urlare

    L'ansia l'hai resa benissimo secondo me. Ti ho scritto quell'osservazione perché ne so qualcosa, è uno dei punti su cui devo lavorare anch'io quando scrivo: mi è stata rivolta la stessa critica su alcuni passaggi e, riflettendoci, mi sono resa conto che in effetti il panico mal si concilia con riflessioni elaborate.
  11. ValeErre

    Nello spazio nessuno può sentirti urlare

    Mi ha preso moltissimo, ho provato disgusto e ansia crescente. Ho solo una perplessità: dal momento che il racconto è narrato in prima persona, la precisione con cui sono stati descritti gli eventi l'ho trovata stridente (perché il protagonista doveva essere in preda al panico). A meno che non sia miracolosamente sopravvissuto e non stia raccontando quest'incubo usando il presente...
  12. Hai ragione Lapidus, ma ho fatto i primi esempi che mi sono venuti in mente: il punto è che c'è sempre qualcuno che ha un'intuizione per primo. So che ElleryQ ha ragione ed è sempre meglio tentare, ma non è facile lasciar andare un'idea che può essere (in alcuni casi) anche una parte dell'autore.
  13. Ok ma si tratta di contesti, di temi generali. Se però, come autore, inventi qualcosa di completamente nuovo come una DeLorean come macchina del tempo o una tata che se ne va in giro volando con un ombrello (qualcosa di unico, che difficilmente potrà venire in mente a due persone contemporaneamente) è tutto un altro paio di maniche. Io parlo di concetti e idee uniche. Ovviamente lo sviluppo della vicenda e dei personaggi fa la differenza, ma se l'idea chiave è già uscita spiattellata altrove e non è più una novità, è una rovina per chi ha subito il furto.
  14. Questa è una delle mie principali preoccupazioni, motivo che mi spingerebbe ad autopubblicare. Il problema è che, self-publishing o meno, il testo dovrà pur passare per le mani di un editor professionista. Considerando che molti sono anche scrittori, l'ansia c'è: potrei aver scritto una cosa pessima, ma se l'idea di fondo fosse buona e la vedessi pubblicata sotto altre forme? Non lo sopporterei. Per fortuna sto ancora completando il primo "auto-editing", e prima del secondo voglio leggere un paio di manuali di scrittura che ho già comprato (quindi posso ancora permettermi l'indecisione). Ma quando verrà il dunque?
  15. ValeErre

    Show don't tell & Co

    Sì ma, come giustamente ha già puntualizzato camparino, bisogna inventarsi descrizioni che risultino naturali. Ovvio che si può variare ma non sempre perché, almeno io, in caso contrario avrei l'impressione di qualcosa di costruito. Se il protagonista di un libro di 250 pagine si arrabbia ogni due secondi, non ti puoi inventare le streghe ogni singola volta. Ovvio che non si possono ripetere sempre le stesse cose: personalmente, dopo aver descritto per bene il personaggio all'inizio, per variare preferirei lasciare la battuta di dialogo senza descrizione di tanto in tanto. Va bene lo show ma non può diventare un mero esercizio di "bravura". In questo caso, opinione personale, "less is more"...
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