Vai al contenuto

ValeErre

Scrittore
  • Numero contenuti

    40
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

14 Piacevole

Su ValeErre

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. ValeErre

    Beretta Mazzotta Agenzia Editoriale

    Ragazzi, ripesco questa discussione per chiedervi: qualcuno si è avvalso del servizio di editing vero e proprio? In caso, posso chiedervi le tempistiche e i prezzi in base alle battute dei vostri lavori?
  2. ValeErre

    Nello spazio nessuno può sentirti urlare

    L'ansia l'hai resa benissimo secondo me. Ti ho scritto quell'osservazione perché ne so qualcosa, è uno dei punti su cui devo lavorare anch'io quando scrivo: mi è stata rivolta la stessa critica su alcuni passaggi e, riflettendoci, mi sono resa conto che in effetti il panico mal si concilia con riflessioni elaborate.
  3. ValeErre

    Nello spazio nessuno può sentirti urlare

    Mi ha preso moltissimo, ho provato disgusto e ansia crescente. Ho solo una perplessità: dal momento che il racconto è narrato in prima persona, la precisione con cui sono stati descritti gli eventi l'ho trovata stridente (perché il protagonista doveva essere in preda al panico). A meno che non sia miracolosamente sopravvissuto e non stia raccontando quest'incubo usando il presente...
  4. Hai ragione Lapidus, ma ho fatto i primi esempi che mi sono venuti in mente: il punto è che c'è sempre qualcuno che ha un'intuizione per primo. So che ElleryQ ha ragione ed è sempre meglio tentare, ma non è facile lasciar andare un'idea che può essere (in alcuni casi) anche una parte dell'autore.
  5. Ok ma si tratta di contesti, di temi generali. Se però, come autore, inventi qualcosa di completamente nuovo come una DeLorean come macchina del tempo o una tata che se ne va in giro volando con un ombrello (qualcosa di unico, che difficilmente potrà venire in mente a due persone contemporaneamente) è tutto un altro paio di maniche. Io parlo di concetti e idee uniche. Ovviamente lo sviluppo della vicenda e dei personaggi fa la differenza, ma se l'idea chiave è già uscita spiattellata altrove e non è più una novità, è una rovina per chi ha subito il furto.
  6. Questa è una delle mie principali preoccupazioni, motivo che mi spingerebbe ad autopubblicare. Il problema è che, self-publishing o meno, il testo dovrà pur passare per le mani di un editor professionista. Considerando che molti sono anche scrittori, l'ansia c'è: potrei aver scritto una cosa pessima, ma se l'idea di fondo fosse buona e la vedessi pubblicata sotto altre forme? Non lo sopporterei. Per fortuna sto ancora completando il primo "auto-editing", e prima del secondo voglio leggere un paio di manuali di scrittura che ho già comprato (quindi posso ancora permettermi l'indecisione). Ma quando verrà il dunque?
  7. ValeErre

    Show don't tell & Co

    Sì ma, come giustamente ha già puntualizzato camparino, bisogna inventarsi descrizioni che risultino naturali. Ovvio che si può variare ma non sempre perché, almeno io, in caso contrario avrei l'impressione di qualcosa di costruito. Se il protagonista di un libro di 250 pagine si arrabbia ogni due secondi, non ti puoi inventare le streghe ogni singola volta. Ovvio che non si possono ripetere sempre le stesse cose: personalmente, dopo aver descritto per bene il personaggio all'inizio, per variare preferirei lasciare la battuta di dialogo senza descrizione di tanto in tanto. Va bene lo show ma non può diventare un mero esercizio di "bravura". In questo caso, opinione personale, "less is more"...
  8. ValeErre

    Show don't tell & Co

    Conrad non l'ho mai letto, ma mi piacerebbe sapere se i testi presi in considerazione sono narrati in prima o in terza persona. Se fossero in prima, a mio avviso, c'è una maggiore libertà di movimento perché le azioni descritte possono essere filtrate dalla sensibilità del narratore. Faccio qualche esempio stupido: "x aveva un'andatura ridicola (giudizio narratore); non mi aveva mai guardato con una tale tenerezza (percezione del narratore) ; si agitò come un pazzo (giudizio) ecc". Allora sì che si può variare.
  9. ValeErre

    Show don't tell & Co

    Riprendendo la battuta sulla "maledetta testa di cazzo": se in precedenza il narratore ha descritto bene i personaggi, potrebbe essere superfluo corredarla di una descrizione perché il lettore, almeno quello attento, dovrebbe già "conoscerli" e quindi può indovinarne l'intonazione. Comunque non ho mai abusato degli avverbi in -mente (l'unico che usavo spesso era "lentamente", ma ho smesso). Dopo questa prima revisione sopravvivono le locuzioni avverbiali e tra gli aggettivi ho lasciato solo quelli che esprimono un dato oggettivo. Ad ogni modo, io non vorrei farne una moda, vorrei che fosse soltanto uno strumento a mio favore; solo che mi è parso di capire che più di qualcuno, tra gli esordienti, si è visto respingere il proprio manoscritto a causa del troppo tell.
  10. ValeErre

    Promozione su instagram

    Il libro verrà pubblicato in una data precisa o stai cercando un editore? Pensavo... se il romanzo non è ancora uscito, non esiste il rischio che qualcuno possa copiarti delle idee, soprattutto se introduci la trama?
  11. ValeErre

    Show don't tell & Co

    Eccomi! Negli ultimi tempi, imponendomi di leggere sempre nonostante vada di corsa, sto facendo un po' di "analisi dei testi". Nei libri più "datati" ho trovato diverse parti in tell, buttate lì senza problemi (oggi potrebbero superare la selezione di un editor?); inoltre, anche in testi più recenti, ho notato una grande abbondanza di aggettivi per descrivere le reazioni dei personaggi: confuso, attonito, incredulo ecc. Sempre se ho inteso bene il concetto, anche l'uso degli aggettivi dovrebbe essere limitato proprio perché - come qualcuno ha scritto giustamente sopra - secondo lo show don'' tell il lettore deve poter vedere la reazione di un personaggio e non prenderla "per buona". Come lettrice non ho problemi con gli aggettivi e nemmeno con i tanto vituperati avverbi mentre non mi piacciono i giudizi del narratore, a meno che l'autore non abbia usato la prima persona; come (molto aspirante) scrittrice, ho un vero complesso invece. Prima di mostrare il mio libro a qualcuno sto effettuando un primo editing e mi sono resa conto che ho falciato praticamente tutti gli aggettivi e gli avverbi li ho aboliti (sopravvivono solo nei dialoghi). Il problema, come sottolineava qualcuno in un intervento qui sopra, è il rischio di essere ripetitvi: quante volte possiamo scrivere che tot personaggio corrugò la fronte, fece una smorfia, sbuffò ecc? Quante azioni dobbiamo descrivere per evitare di dire che i nostri personaggi sono arrabbiati, sorpresi o confusi? Il secondo rischio è ovviamente quello di annoiare il lettore. Il terzo è quello di impoverire il testo: per evitare di appesantire la narrazione, infatti, spesso "non specifico" (una smorfia, senza disgusto; un sorriso, che non sarà amaro ecc...) Io trovo interessante il concetto dello show don't tell ed è davvero utile quando vogliamo ottenere un maggiore coinvolgimento del lettore, ma siamo davvero liberi di usarlo a nostro piacimento? Mi spiego: se noi, che siamo degli sconosciuti, nei nostri romanzi lasciamo lunghe parti in tell...verremo presi sul serio oppure saremo scartati e bollati come dei poveretti? Perché è questo il problema di una moda: ad un certo punto diventa imposizione. ps: un escamotage per salvare (almeno) un po' di aggettivi e avverbi può essere narrare in prima persona (in quel caso, il narratore può giudicare e descrivere quanto vuole).
  12. ValeErre

    Show don't tell & Co

    Riprendo questo topic a scopo didattico. Se vi va, ho selezionato alcune frasi tratte da libri che ho letto: vorrei sapere, considerando lo "show, don't tell", come le giudicate. In particolare per quanto riguarda i giudizi espressi dall'autore. "Stava seduta rigida e impotente, come paralizzata, nel suo letto di Villa Luce che, da ragazzina, l'aveva abbracciata e protetta da ogni cosa" "Lavorò concentrata, senza concedersi distrazioni, fino allo squillo del telefono". "Levandosi gli occhiali da sole, sfoderò uno sguardo grigio e penetrante che poteva essere tanto adorabile quanto spietato". "La mia intrusione li rese diffidenti e furiosi". "Lui scoppiò in una risata attonita. Fu piacevole vederlo così stupito". "Con le sue ciglia lunghe e le palpebre calate, i capelli folti e neri e gli stessi tratti delicati di un bambino, emanava un'asessualità trasognata che lo rendeva attraente sia per gli uomini sia per le donne"
  13. ValeErre

    Tempo dedicato alla scrittura

    *Un'agenda
  14. ValeErre

    Tempo dedicato alla scrittura

    @JPK Dike : questa è una vera sfida per un perfezionista. È come dire a qualcuno: "se senti prurito, non grattarti". Ma hai ragione: devo cercare di essere più elastica @Silverwillow : il tuo è un ottimo metodo (ricontrollare e fare ricerche quando si è meno freschi e scrivere quando si ha un po' più di tempo). Ci vuole grande disciplina, soprattutto quando gli occhi sono stanchi dopo ore e ore al pc: personalmente, preferisco non scrivere a mano perché ho una grafia talmente pessima che perfino io faccio fatica ad interpretarla Riguardo i "tempi morti" da sfruttare: una volta, ad esempio sui mezzi di trasporto, nonostante la calligrafia avevo l'abitudine di portarmi un quadernino o un agenda e appuntare idee o intere scene. Ora non ci riesco più perché, avendo ancora meno tempo, uso i momenti di attesa fuori casa (fila dal dottore, tragitti in autobus ecc) per leggere qualcosa, anche se non ne ho voglia. Mi spiego: fosse per me, userei ogni occasione o per scrivere o per pianificare. Però mi rendo conto che è necessario essere sempre in esercizio anche come lettori, voglia o non voglia. Comunque proverò il tuo suggerimento: dovendo impormelo non sarà divertentissimo, ma se non altro rileggere e ricontrollare in quei giorni della settimana in cui il mio cervello è "off" dovrebbe avere l'effetto di mantenermi "dentro la storia" e rendermi un pochino più produttiva nelle sessioni di scrittura.
  15. ValeErre

    Erotismo

    Mi viene in mente René Ferretti di "Boris": odiava girare le scene di sesso, anche solo di baci Secondo me ci sono solo due regole: la scena deve soddisfare l'autore e deve essere funzionale al testo (e, possibilmente, all'evoluzione dei personaggi coinvolti). Del resto ogni lettore ha i suoi gusti: chi si annoia, chi si eccita, chi la trova divertente ecc. Quindi, a mio parere, discutere sullo stile ha poco senso. Ora esprimo il mio gusto personale: mi annoiano se sono troppo esplicite/letterali e senza senso. L'ideale, parlo sempre per me, è che la tensione erotica tra i due personaggi sia crescente: non c'è niente di più sensuale dell'attesa, degli "sfioramenti", degli sguardi ecc. Così i lettori come me si domandano: "porca miseria, ce la faranno questa volta?" Arrivati poi al momento X, la scena dovrebbe essere descritta con eleganza e senza andare troppo nei dettagli. Ma questa è solo la mia preferenza. Senza fare spoiler: c'è una scena della seconda stagione di Daredevil in cui due personaggi si baciano (mi sembra il quarto episodio). Ho trovato "la descrizione" degli attimi precedenti e del contesto semplicemente sublime. Infatti ho proprio pensato: "vorrei scriverla io una scena così".
×