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Wolf Song

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  1. Wolf Song

    Blood And Vampire Cap 1

    Grazie mille per il commento. Volevo spiegarti un pò di cose.. L'ambientazione è nell' 800, Lisbona a quei tempi non era molto affollata come oggi e quindi sia di boschi che di piazze ce n' erano molte di meno rispetto ad oggi. Il fatto di lasciare sul vago il legame tra il lupo e il vampiro è fatto apposta... Per il cognome di Liam bhe, son sincera non sapevo il cognome da dargli xD Per l'età dei 18 anni in effetti ho dovuto pensarci molto e ho scelto questa età perchè più avanti il vampiro avrà un rapporto con una preda che avrà più di 18 anni, questo l'ho fatto forse [non so nemmeno io il perchè...] per il fatto che le scene di sesso devono essere sempre tra maggiorenni. Spero tu abbia capito il mio ragionamento. Scrivo sui vampiri e sui licantropi perchè mi piace la mitologia, e che dirti, non dico di odiare Twilight però non mi piace la loro presentazione del vampiro... PS: perchè un rischio scrivere su vampiri e licantropi?
  2. Wolf Song

    Blood And Vampire Cap 1

    Fine Cap 1 Scusatemi per come è ma non me lo faceva postare -.-
  3. Wolf Song

    Blood And Vampire Cap 1

    Siamo solo bestie della notte, ignoti assassini... Sangue, dolore e odio, questo è il nostro cibo eterno, come il nostro continuo vagare tra i popoli, tra le razze e tra le guerre epiche... Siamo assassini millenari, mostri dall’aspetto angelico, bestie con il cuore immobile, eretici con i canini allungati. Per l’uomo siamo leggenda ma lo sanno tutti che in fondo ad ogni leggenda c’è una piccola parte di verità. Loro credono soltanto che siamo Cavalieri Neri che uccidono senza pietà chiunque ma la verità è un'altra: Noi, popolo dell’oscurità scegliamo con cura quasi maniacale le nostre vittime. Devono essere vergini, lo dice la nostra Bibbia: 1_Ogni vittima che verrà mietuta dovrà essere vergine. Devono essere Minorenni: 2_ Il corpo dovrà avere meno di 18 anni così che dimentichi. Il sangue deve essere del nostro stesso gruppo sanguigno: 3_Il Sangue dovrà non coagularsi con il vostro per impedire la vostra morte. E’ ora che mi presenti, io sono Kevin Will, vampiro come tanti altri, cammino da 200 anni su questo pianeta ma non ho ancora visto la “Speranza”. Essa è l’unico scopo dei vampiri, viviamo per lei, per la speranza di far morire la nostra anima e di salvarla dalle fiamme degli inferi. Ho visto molti giovani vampiri crederci, aspettarla con ansia, non li ho mai capiti, cosa c’è di brutto nel vivere nell’eterna notte, che c’è di brutto nell’eterna giovinezza? Stolti. C’è gente che darebbe l’anima al demonio per diventare come noi mentre loro rimpiangono la loro vita passata, urlano invocando il nome del loro falso Dio e soprattutto piangono finte lacrime rosse che vanno a infangare i vari miti sull’ inesistenza dei nostri sentimenti. Credo che l’uomo sia all’eterna ricerca del potere ma, forse, alcuni di loro non lo desiderano, lo respingono con tutti se stessi ma poi soccombono sotto il suo enorme peso... Sono seduto sul muretto della piazza di Lisbona, sto fumando la mia bionda, a prima vista sembrerei un giovane di 19 anni ma in realtà sono molto più vecchio; proprio oggi per festeggiare il mio duecentesimo compleanno voglio trovare una mocciosa che mi faccia divertire, aspetto un segno, un qualcosa che mi faccia capire ed eccolo, da un vicolo fa capolino la testa del mio unico amico dicendomi un semplice “Trovata”. Questo basta a farmi capire che lui ha trovato una preda. Sorrido e lo seguo per le strette vie di Lisbona;Lui è un Licantropo puro, assassino fin dalla nascita. L’uomo, non sa nulla sulla sua specie, essi credono solo ai licantropi, lupi che perdono la ragione, prendono la rabbia e poi aggrediscono la gente casualmente sempre durante le notti di luna piena ma, come per la mia specie, l’uomo non sa che la verità si nasconde diabolica nell’oscurità. Il mio amico si chiama Liam Wolf è nato e cresciuto nelle foreste della Russia solo fino a pochi anni fa, quando si trasforma nella sua forma originale è un enorme lupo bianco di due metri di altezza. Mi sono sempre sentito inferiore a lui, lui abile assassino senza regole e confini, io assassino con tre leggi da rispettare e dei limiti temporali. Visto che il cibo scarseggiava abbiamo deciso di allearci ma in pratica fa sempre tutto lui per me, grazie al suo fiuto infallibile riesce a distinguere il gruppo sanguigno delle persone e, non so come, capisce anche se la ragazza era vergine o no e il tutto dall’ odore. Una volta ho provato a chiedergli che odore ha una vergine e lui, dopo avermi guardato , ride e mi risponde semplicemente che una vergine odora di latte materno. Non ha mai fallito… Mi indica una giovane ragazza sui 16 anni che ride ubriaca insieme alle amiche. Mi avvicino furtivo, mi presento baciandole la mano mentre lei si addossa a me e inizia a baciarmi il collo con passione, sorride alle sue amiche e la porto in uno dei tanti vicoli di Lisbona. La sbatto al muro, le sbottono la camicia e libero il suo collo dall’ intoppo della collana che porta, poi osservo quel collo pallido, le vene che pulsano invitanti, mentre lei si spinge verso di me per cercare un contatto che da me non avrà mai.. Liam come al solito è sparito, credo sia andato nel bosco per trovare una preda lasciando la ragazza nelle mie mani. Lecco quel morbido collo, poggio febbrili baci sull’ aorta, lascio che le mie mani fermino i polsi alla mocciosa mentre i miei denti penetrano in lei con astuta precisione lasciando scivolare nella mia bocca quel caldo nettare a cui io ambisco ogni sera. La ragazza boccheggia, mi tira la maglia e tenta di urlare ma io glielo impedisco con una mano, lei tenta di scalciarmi ma soccombe e si arrende. Finito il mio pranzo, mi dirigo verso un cimitero con la ragazza tra le mie forti braccia. La poggio su una tomba e con il suo sangue scrivo il mio nome sul suo ventre piatto ed insieme ad esso lascio un due di picche vicino alla sua fronte. Mi siedo su una tomba di fianco a lei e inizio a fumare come faccio sempre dopo essermi goduto un simil pranzo, il fumo della sigaretta sale lento verso il cielo e completa questo macabro ma perfetto scenario che io mi diverto a sistemare ogni volta: il suo sangue che ancora cola lento dal suo collo imbratta la tomba sottostante, imbratta i suoi perfetti capelli e la luna fa brillare il sangue con cui ho scritto il mio nome. La carta da poker gioca con il vento e io, assassino e pittore, me ne sto immobile ad osservare la mia opera d’arte. Il campanile segna le tre di notte: è meglio che torni a casa, non voglio perdere tutte le mie energie per colpa del sole. La mia casa è una villa diroccata in mezzo al nulla, ha una piccola cantina in cui io posso rifugiarmi dal sole. Scendo di sotto e senza timori mi addormento sapendo che ai piani superiori c’è Liam che controlla la situazione.
  4. Wolf Song

    Diavola!

    Questa poesia mi piace anche se devo fare un paio di critiche: Diavola per il titolo non mi piace in quanto da quello che descrivi sempra più una vampira che succhia il sangue e si ciba per diventare ancora più splendente... Avrei usato qualche virgola in più e che dire... I termini mi sembrano adatti a spegare il tema della poesia e complimenti. Queste due cose che ho detto sono comunque consigli personali quindi se questi non ti vanno a genio o altro ignorali U.U ciao ciao Wolfy
  5. Wolf Song

    Cosa state leggendo?

    io sto leggendo "Il linguaggio segreto dei fiori" di Diffenbaugh Vanessa ho letto uomini che odiano le donne e presto voglio iniziare "Il profumo delle foglie di limone" di Clara Sànchez e per la scuola devo leggere "Il nazista e la bambina" di liliana manfredi
  6. Wolf Song

    Un bel libro?

    uomini che odiano le donne è un bel libro... te lo consiglio poi io ora sto leggendo "il linguaggio segreto dei fiori" anche questo molto bello.
  7. Wolf Song

    L'Attacco Finale

    Vi ringrazio anche solo per aver perso a leggere questo racconto. E' un testo che è stato scritto due anni fa... Erano i primi testi che scrivevo e quindi sapevo che era disastrato e, in effetti, è così. Che dirvi il fatto della ripetizione è dovuto al fatto che scrivevo poesie e sono passata agli scritti ma io ho ancora in testa l'anafora per le poesie... E' una cosa che adoro... lo staccare l'apostrofo dalle vocali era un errore che commettevo ma che ho risolto... detto questo vi ringrazio e tento di riederlo... grazie mille Wolfy
  8. Wolf Song

    L'Attacco Finale

    Commenti: viewtopic.php?f=26&t=9809 Buona sera a tutti ragazzi!!! volevo provare a postare questo racconto, so che riceverà di sicuro commenti negativi però io ci provo. Parla di un lupo che combatte un orso... Se ho fatto giusto per il commento dovrei essermi attenuta al regolamento... L’Attacco Finale Ed Ero lì, stremato, sofferente e grintoso. Quel maledetto orso mi aveva ferito, riferito e quasi ucciso, mi reggevo a malapena in piedi, le mie zampe strisciavano sul terreno, la mia vista si stava annebbiando e il mio corpo lentamente si stava arrendendo. Quello stupido orso voleva la mia preda ma io non avevo voluto lasciargliela, avevo fatto tanta fatica per cacciare quella sera e non mi andava di scappare di fronte a quel bastardo e così iniziò una spietata e sanguinaria battaglia con un esito quasi certo, avevo una probabilità su 100 di batterlo ma decisi di sfruttare quella minima possibilità come un topo che scappa da un gatto, ogni via secondaria è ottima per sopravvivere. Lo mordevo, sentivo la sua pelle lacerarsi sotto i miei denti ma dopo lui mi scagliava con forza contro un masso o nel fiumiciattolo che scorreva freddo e impetuoso vicino a noi. Sentivo il freddo a penetrarmi nelle ferite, farsi strada tra i muscoli e le ossa fino ad arrivare al cuore e stringermelo in una morsa mortale. Mi morse il petto, mi strinse i polmoni e il cuore in una stretta letale, mi liberai graffiandogli gli occhi; caddi a terra senza fiato, dalla mia bocca rivoli di sangue scorrevano e sporcavano la leggera coltre d’inverno che aveva ricoperto l’erba, la neve era rossa, e il celo piangeva bianco, non capivo, perché i lupi dovevano sempre lasciare la preda all’ orso, e perché non vincevano mai, forse per paura, per idiozia, non lo capirò mai. Ero stanco di soffrire, ero stanco di perdere sangue ma l’unica cosa a cui pensavo era di vedere quell’ orso morto o ferito così gravemente da non sopravvivere, era la mia natura, l’uccidere e il sopravvivere. Mi rialzai e mentre lui mi correva incontro una voce si innalzava nella mia testa, questo era l’ultimo, mortale e inarrestabile attacco, l’attacco che ci avrebbe portato alla morte; lento sentii il mio sangue a scorrere dalla schiena ma fugace fu l’attimo in cui i miei denti entrarono nel collo dell’orso, uscirono e strapparono la tenera carne. Avevo vinto quella battaglia, quella minima possibilità l’avevo trovata anche se l’ultima battaglia l’avevo persa: ruscello mi sdraiai vicino al ruscello e chiusi gli occhi, sentivo le palpebre pesanti, la vista annebbiata e quella voce che dentro di me, ringraziava e ballava al tempo della pioggia, un ritmo semplice, uguale e malinconico. Chiusi gli occhi e con calma aspettai quel vento che mi portava via l’anima e la vita, non ero triste ma sorridevo felice perché avevo combattuto, vinto e ora potevo perire con onore. Quel leggiadro vento arrivò e mi portò con se nei posti più remoti, là dove volano le aquile mi lasciò a vegliare sui miei amici lupi.
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