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theco

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  1. Ciao Robink, è accaduto che ho inviato quel testo ad un autore affermato, non di narrativa, ma che nei suoi lavori tratta di un particolate argomento scientifico che affronto anch'io nel mio storico. E' davvero un autore di primissimo livello, che tutti sicuramente conoscono. Non mi aspettavo una risposta e invece è arrivata: l'ha letto ed era davvero entusiasta. Puoi immaginare la mia soddisfazione. Forte di questa 'recensione' ho scritto nuovamente ad un'agenzia letteraria importante, che in precedenza aveva già scartato il romanzo. Hanno accettato di 'rileggere' ma il risultato, dopo un interessante scambio di email, non è cambiato. In sostanza mi hanno consigliato di cimentarmi con qualcosa di più riconoscibile, perché il talento c'era e una volta pubblicato con buoni risultati di vendita, ci sarebbe stato spazio anche per il 'romanzo del cuore', benché po' strano. Ho seguito alla lettera il loro consiglio e ho scritto un thriller di ambiente ospedaliero, divertente, a tratti pirotecnico, ma nulla di più. Il commento (di un'altra agenzia, questa non molto importante) è stato una bocciatura secca. Non scrivo da oltre un anno. A dire il vero perché ho avuto grattacapi seri di cui occuparmi, ma in tutta sincerità anche perché mi sono anche stancato. Stancato di un mondo che cerca voci nuove, ma poi fugge terrorizzato le novità. Di un mondo che ha abdicato dai propri principi e annaspa nel tentativo di non affondare. Di un mondo che non sa più distinguere il cazzo dall'equinozio (è una citazione di Marquez, chi la censura se ne assume le responsabilita). Non autopubblico perché non amo le pratiche solipsistiche. Se mai mi tornerà voglia di scrivere... sai che faccio? Mi siedo e comincio. Ciao
  2. theco

    R. Vivian Literary Agency

    Sì. Mai ricevuto risposta.
  3. theco

    IoScrittore

    Confermo che l'iscrizione si completa anche lasciando il campo bianco, almeno l'anno scorso era così.
  4. theco

    IoScrittore

    Credo che non sia tanto il comportamento altrui a fare da discrimine per la scelta di partecipare, quanto l'ammontare della propria disponibilità. Tra i giudizi che si ricevono c'è di tutto: spunti validi e sciocchezze, complimenti e malevolenze. Ma la domanda da porsi riguarda la propria disponibilità a leggere e valutare con attenzione fino a 3000 cartelle, la maggior parte delle quali prive di ogni interesse, per usare un eufemismo. Ci vogliono molte settimane di lavoro, e non molto simpatico. Il tempo è una risorsa importante, a me è bastata la prima esperienza e non ne userò altro per fare scouting gratuito ad un grande gruppo editoriale. Tra l'altro all'interno di un sistema che presta il fianco a critiche. Non credo assolutamente a complottismi e vincitori già decisi, ma sono parimenti convinto che si tratti comunque di un sistema privo di trasparenza e che basterebbe ben poco a migliorarne la credibilità.
  5. theco

    R. Vivian Literary Agency

    Mi sembra di capire che i rifiuti arrivino per prolungato e silente trascorrere del tempo oppure per esplicita e immediata declinazione di interesse. Io sono senza risposta dopo un mese, quindi non so se nutrire fiducia oppure delusione, suppongo però che quest'ultima sia più appropriata. Oltre ad avere confezionato un buon lavoro è probabilmente utile anche la fortuna di atterrare al momento giusto: è impensabile che un'agenzia abbia disponibili in ogni momento le risorse necessarie per fare una valutazione, ancorché sommaria, di tutto ciò che il grande cuore degli esordienti le invia. Audentes fortuna iuvat, quindi si continua ad osare.
  6. theco

    IoScrittore

    Ne uscirai traumatizzata? Ma certo! Se ti dà noia giudicare gli incipit prova a immaginare quando ti troverai, nella seconda fase, a dovere leggere e valutare 2.500 pagine in tempi veloci. E solo una parte molto piccola di queste, se sei fortunata, ti sembrerà piacevole. Non è noioso, è mortale. Detto questo resta comunque un'esperienza che vale la pena fare. Faccio invece fatica a capire le ragioni di chi persevera, la vita è già abbastanza dura.
  7. theco

    Meucci Agency

    La mia esperienza è diversa. L'estate scorsa ho ottenuto anch'io la possibilità di proporre un nuovo lavoro, che ha ricevuto in tempi rapidi una valutazione negativa. Ne è nato un breve scambio di messaggi, cordiale ma per nulla edulcorato, la cui sintesi potrebbe essere: 'scrivi bene e hai cose da dire, quindi non mandarmi lavori nei quali non credi fino in fondo.' Parole che mi hanno fatto riflettere. Ho ricavato l'impressione che talento e idee non siano sufficienti, sono senz'altro un indispensabile punto di partenza, ma ciò che le interessa è il punto di arrivo e non il percorso per raggiungerlo. E' un modo di vedere le cose che condivido quindi, se mai un giorno mi sentirò ad un punto 'personale' di arrivo, le scriverò nuovamente, ma lungo il percorso sono solo guai miei.
  8. theco

    Raimondi & Campbell

    Il sito non è più attivo
  9. theco

    Lorem Ipsum

    Con tutto il rispetto non credo che, dopo due anni e due inviti a pazientare per i tempi della lettura esterna, invierò una mail con oggetto 'Risposta non ricevuta'. Dovrei concludere che ci sono continenti che si muovono più velocemente, preferisco pensare invece che una risposta l'ho già ricevuta. Buon lavoro.
  10. theco

    Lorem Ipsum

    Romanzo inviato, su richiesta dell'agenzia, nel gennaio 2018 (circa 2 anni fa). Richiesto (eventuale) riscontro ad aprile 2019 (dopo 15 mesi dall'invio). Ricevuta subito risposta molto cortese che, scusandosi per il prolungarsi dell'attesa, mi informava che il romanzo era stato inserito in un nuovo giro di letture esterne. Non ho avuto altre notizie negli 8 mesi seguenti, ma non dispero.
  11. theco

    IoScrittore

    Qualche riflessione alla fine dell'avventura. Credo che ad una 'gara' di questo genere si possa partecipare per tanti motivi. Ottenere una pubblicazione cartacea da parte di una grande casa editrice fa parte della dimensione onirica del gioco. La moltitudine degli aspiranti, unita all'aleatorietà dei meccanismi di valutazione, rende questa possibilità statisticamente poco significativa, a prescindere dal valore oggettivo del proprio lavoro. Si può anche partecipare, onestamente e con modestia, al fine di ottenere una valutazione ragionevole del proprio lavoro, per ricavare elementi utili al proprio miglioramento, pensando che poi il momento della pubblicazione con una big arriverà, al termine di un percorso di maturazione. Da questo punto di vista si ricava però l'impressione che 'la ragionevolezza del lettore medio' non esista. Sedici valutazioni non sono certo sufficienti per avventurarsi in un'analisi sul valore artistico e sulla commerciabilità, sono però già sufficienti per ricavare l'impressione che ognuno ha la sua testa e vede le cose a modo proprio. Occorre quindi molta serenità nella 'valutazione delle valutazioni', è necessario partire da un substrato di autovalutazione consolidata: se qualcuno, per esempio, mi scrive che non uso correttamente la lingua italiana non dubito della mia grammatica, ma della sua capacità di esprimere un giudizio. Avere già un'idea chiara della propria scrittura e dei propri obiettivi aiuta a individuare i reali 'punti di vista diversi' nascosti nelle valutazioni. E ce ne sono molti, talvolta anche molto intriganti. Infine si può partecipare per cercare conferme e carezze al proprio ego. Esercizio soddisfacente ma assai rischioso, là dove le carezze attese dovessero trasformarsi in ceffoni. Poco male comunque, alla fine della fiera ci si può sempre ritirare nel limbo dorato degli incompresi e nella dotta critica ai meccanismi contorti del concorso. Personalmente ciò che mi colpito di questa esperienza non è tanto il finale quanto il percorso. Iscriversi ad un concorso 'standard' non richiede alcuno sforzo, poi segue qualche mese di dolce attesa (anch'essa senza fatica alcuna) e infine una breve disillusione (qualche concorso l'ho vinto anch'io, eh) subito cancellata dal rinascere delle aspettative per il concorso successivo. Qui invece si fa fatica. Leggere e valutare romanzi che in libreria avreste chiuso dopo le prime due righe è faticoso. Scoprire qualcuno che scrive molto bene, amare la sua storia e poi non ritrovarla tra i finalisti è faticoso. Leggere giudizi sul vostro lavoro, a prescindere dal fatto che siano condivisibili o redatti da un mentecatto, è faticoso. Tutto questo mi è piaciuto. Rende l'idea di cosa significhi scrivere. Come tutti gli altri anch'io ho partecipato un po' per tutti questi motivi e come tutti (o quasi) ho fatto la fatica che serviva per cercare di comunicare qualcosa di utile agli altri. Al termine di questa positiva esperienza l'unico desiderio che mi resta è quello di ringraziare chi non si è fermato ad un'analisi del mio testo, ma ha anche voluto farmi una carezza, che fa sempre un gran bene. Lo faccio riportando qui di seguito le parole più belle che mi avete inviato, nella speranza che qualcuno possa riconoscersi. Grazie a tutti coloro che mi hanno letto e valutato, ma soprattutto grazie di cuore a chi mi ha inviato le parole che seguono. 1. Durante il racconto si alternano leggerezza, humor, suspense, commozione, il tutto dosato con equilibrio e accompagnato dalla briosa vivacità e sagacia della protagonista "che non esiste", che incuriosisce e affascina fin dalle prime battute. 3. "Sono nessuno che non esiste ma è fatto d'acciaio" è una metafora bellissima. Ho letto il tuo romanzo in due ore. Il tuo modo di scrivere è semplice, morigerato e scorrevole. Le descrizioni e i particolari sono equilibrati, dosati nella maniera giusta. Non ho notato alcun paragrafo di troppo e neanche paragrafi che mancano. Hai pesato con meticolosa artigianalità ogni dettaglio. Io, cliente, ho bisogno di un etto di storia; e tu, naturalmente, mi dai uno e soltanto un etto di storia, neanche un grammo in più. Il ritmo è preciso come quello dettato da un metronomo. Non ho percepito stecche. Neanche una! La tua storia la pagherei 14 euro, e non me ne pentirei successivamente. 8. L'autore/autrice non è certamente un esordiente. La sua mano sicura nel condurre la narrazione mostra che sa scrivere e molto probabilmente è già stata pubblicato/a. Vicenda avvincente e originale scritta con padronanza senza esitazioni o confusione strutturali. Narrativa di intrattenimento alla Camilleri, ma molto meglio di un Montalbano. Bravo/a. 10. La trama è originale, costruita con un intelligente intreccio di storie diverse che finiscono per incontrarsi; svolte a sorpresa, colpi di scena, dialoghi brillanti fanno sì che si legga il libro tutto d'un fiato. Lo stile è accattivante, forte, sicuro, la lingua è corretta. Ben studiato e sorprendente il finale, che quasi spiace perché si vorrebbe proseguire ancora la lettura, ben oltre il centinaio di pagine del romanzo. 13. Trama accattivante e originale. Scritto molto bene. Un intreccio di episodi ben descritti nei particolari e nei personaggi. La narrazione è fatta bene e rimane fluida anche nei passaggi della trama. Si legge volentieri e soprattutto il mistero rimane fino nel finale a sorpresa. Ben strutturato. Molto bello. Bravo o brava l’autore/autrice. 16. Chiaro, semplice nella narrazione e “leggero”. L’ambientazione si concretizza mano a mano con la storia, così come il carattere della voce narrante che, dalle prime battute, sembra saper solo giudicare gli altri, poi inizia a prendere forma. La sua grinta e la sua spiccata arguzia sono fondamentali, ed è una protagonista di tutto rispetto.
  12. theco

    IoScrittore

    Nei giudizi c'è chi mi ringrazia con le lacrime agli occhi e chi mi stronca senza pietà. Nessuno che si collochi nella terra di mezzo. Ne ricavo l'indicazione (per me positiva) che non si tratti di un lavoro banale, o piace o dispiace, sempre con ferma convinzione.
  13. theco

    IoScrittore

    Non ho incrociato nessuno dei dieci, nè tra gli incipit né tra i romanzi completi e ovviamente non ho notizie del mio. Chissà a quale concorso mi ero iscritto... ho la sensazione di essermi letto un'enciclopedia per sbaglio.
  14. theco

    IoScrittore

    Ricevuta.
  15. theco

    IoScrittore

    Anch'io ho terminato. L'ultimo mi ha dato filo da torcere. NG - Mare 2 volte - sopra la sufficienza.
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