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theco

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  1. theco

    Psocoidea

    Assolutamente no. Per fare ciò che dici servirebbero molte giornate di lavoro e suppongo che anche loro, come tutti noi del resto, vivano del loro lavoro. Per ottenere ciò che hai delineato devi essere disponibile ad acquistare un servizio e a remunerare in modo adeguato il tempo di chi te lo presta. Ci sono molte agenzie che offrono questo genere di servizio. Per scheda di valutazione approfondita e gratuita intendo che, nel corpo di una mail di 300-350 parole, sono riusciti a darmi l'impressione non solo di avere letto il testo, ma di avere anche compreso il progetto, con tanto di consigli relativi al miglioramento dello stesso, naturalmente a macro scala. E' molto di più di quanto abbia ottenuto altrove. Ciao
  2. theco

    Psocoidea

    Oggi ho ricevuto la risposta di Psocoidea. Avevo spedito a inizio febbraio, quindi fanno circa 8/9 mesi di tempo. Per quanto riguarda la rappresentanza la risposta è negativa, ma è corredata da un'analisi del testo davvero molto accurata, serena e condivisibile. Nemmeno servizi a pagamento di altre agenzie erano riusciti a convincermi tanto. Bravi davvero!
  3. theco

    Lorem Ipsum

    Non so quante pagine fa avevo riportato la mia esperienza, ma c'è un limite fisico nel numero di pagine che ognuno può pensare di smazzarsi, quindi la ripeto in poche righe. Ho inviato il testo 10 mesi fa ed è stato messo in lettura esterna. La cosa ovviamente mi soddisfa. Non mi interessano i loro tempi di lettura. Nell'attesa non ho smesso di scrivere e se nel frattempo dovessi trovare una collocazione alternativa per quel testo la sfrutterei senz'altro, visto che non ho alcun vincolo con LI. Viceversa non mi costa proprio nulla attendere. Non ho particolare interesse nemmeno a conoscere in anticipo le loro dinamiche interne, i loro contatti, il loro case history, ecc. Ovviamente questo atteggiamento cambierà radicalmente nel momento in cui dovessero trovare interessante il mio lavoro e farmi una proposta. Esattamente come farei con chiunque altro. Tutto qua. Nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente.
  4. theco

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    La penso proprio come te. Per quanto mi riguarda non è la percentuale di probabilità a fare la differenza, ma la trasparenza del patto. In questo caso le probabilità sono infinitesimali, ma le regole sono molto semplici e di una chiarezza esemplare. Io l'ho già inviato. Si tratta del meglio che posso produrre in questo momento, da tutti i punti di vista, compreso l'editing e la confezione. Quindi le probabilità saranno risibili, ma in ogni caso non avrò rimpianti. La procedura richiede online una registrazione anagrafica preventiva, in seguito alla quale viene inviato via email il link per caricare il lavoro. Il caricamento del lavoro è essenziale: solo il file in formato doc., niente sinossi, biografie o altre baggianate del genere. Meraviglioso. E' possibile partecipare anche inviando il cartaceo, ma non ho approfondito le modalità.
  5. theco

    Silvia Meucci

    Io purtoppo non ho visto nulla. Dopo quasi un anno dal primo invio ho inviato una email, chiedendo la facoltà di inviare nuovamente. Non ho ricevuto nessuna risposta. Ho provato a raggiungere ugualmente l'agenzia attraverso il form, cercando in modo furbetto di aggirare il veto. Senza successo. Il messaggio dell'agenzia nei miei confronti è chiaro, il loro livello di disponibilità lo è altrettanto. Il mio desiderio di vedere il mio lavoro apprezzato è grande, come per tutti voi. Mi sono però accorto che, tutto sommato, alla mia dignità ci tengo anche di più. Passerò le prossime mezzanotti con una bella birra in mano. Sono certo che non me ne pentirò. Ciao
  6. theco

    Silvia Meucci

    Io ho cliccato su invia alle 00:00:36. La pagina è tornata in modalità di sospensione senza darmi alcun messaggio, ricaricandola mi dava comunque il form chiuso. Ho attribuito la circostanza al fatto che avevo già inviato in passato una richiesta e nonostante ieri sera avessi modificato l'indirizzo email il sistema mi ha in qualche modo riconosciuto e quindi scartato. Boh...
  7. theco

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Avrebbe partecipato lo stesso numero di autori esordienti. Ma Il bando ha tutta l'aria di rivolgersi ad un altro target: suppongo che la ragione di una simile cifra sia la volontà di attrarre autori già affermati. Qua non siamo al Calvino, dove si parte tutti più o meno con le stesse credenziali. Sarà dura per gli esordienti... quasi impossibile, temo. Ma siamo qua per provarci.
  8. theco

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Le iscrizioni si chiudono il 28 febbraio e promettono la cinquina finalista per il mese di marzo. Mi chiedo come possano fare a valutare in un mese la massa di lavori che riceveranno, da 200 cartelle l'uno. Nemmeno un concorso parrocchiale per racconti brevi ci riesce. Non mi torna molto...
  9. E' in corso di validità il bando della XXXII edizione del premio Italo Calvino. Si concorre inviando un’opera inedita di narrativa in lingua italiana: romanzo, racconto o raccolta di racconti, in ogni caso di lunghezza complessiva superiore alle sessantamila battute, spazi inclusi. L’autore non deve aver pubblicato nessun’altra opera narrativa in forma di libro autonomo, sia cartaceo che e-book. Per i sei mesi successivi alla premiazione, l’Associazione, in accordo con gli autori, gratuitamente e in esclusiva, potrà rappresentare presso le case editrici le opere finaliste. La quota di iscrizione per testi con numero di battute inferiore o uguale a seicentomila, spazi inclusi, è di € 100. Per testi che superino le seicentomila battute, spazi inclusi, la quota di iscrizione è di € 120. Per testi che superino le novecentomila battute, spazi inclusi, la quota di iscrizione è di € 150. Per i concorrenti di età inferiore ai 26 anni sono previste riduzioni della quota. La Giuria designerà l’opera vincitrice, al cui autore sarà attribuito un premio di € 1.500 e, in linea di massima, individuerà altri due testi per una menzione, a ciascuno dei quali sarà attribuito un premio di € 500. Per il bando completo: https://www.premiocalvino.it/bando-della-xxxii-edizione/
  10. theco

    Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Benvenuta @Chiara D'Ippolito è un vero piacere potere scambiare qualche parola con l'ufficio stampa del Calvino. Nei miei interventi precedenti non ho nascosto che, in definitiva, l'unica cosa che mi sento di 'criticare' al premio è una certa scollatura tra l'immagine che il premio stesso promuove e quella che invece mi è sembrata la realtà delle cose, alla mia prima esperienza di partecipazione. Per questo motivo apprezzo molto la tua presenza e la tua disponibilità a chiarire i dubbi. Personalmente penso che ciò che ancora manca al Calvino sia la ferma volontà di adottare una politica di massima trasparenza. Provo a spiegarmi meglio. Non si tratta di mettere in piazza le strategie, le logiche o i meccanismi, la rete di relazioni o il conto economico. Sono tutti aspetti che naturalmente appartengono esclusivamente all'associazione e alle persone che gestiscono il premio. Si tratta però di chiarire ai partecipanti, con onestà e trasparenza, i termini del gioco. Spesso quando si diventa grandi, e non vi è alcun dubbio sul fatto che il Calvino lo sia diventato, può diventare opportuno abbandonare alcune tra le strutture, sia mentali che organizzative, che hanno portato alla 'grandezza'. Passaggio non semplice, visto che ciò che ha funzionato bene diventa inevitabilmente un 'marchio di fabbrica' distintivo e irrinunciabile. Faccio un esempio concreto: Ricavo dalle tue parole l'impressione (positiva) che il metro di giudizio non sia lasciato all'iniziativa dei singoli, ma che esistano linee guida oggettive di valutazione. Un esempio di trasparenza, nei confronti dei partecipanti, sarebbe quello di rendere evidenti le linee generali, quelle di grande respiro ovviamente, che hanno ispirato tali criteri di valutazione. Significherebbe caratterizzare, con coraggio, il Calvino. Non si tratta di fornire il crocettometro (o qualunque altro materiale a disposizione dei lettori), nessuno vuole conoscere la pagella prima di avere fatto il compito. Però, se nei criteri di valutazione ci fosse anche (cito a titolo di esempio, da uno dei miei due casi personali) un requisito che impone ai lettori di valutare l'importanza del tema attorno al quale ruota il romanzo, sarebbe importante renderlo noto. Sicuramente si correrebbe il rischio di perdere la quota di iscrizione di chi ha scritto un romanzo d'evasione, ma questo fa parte del percorso di crescita, attraverso la trasparenza, di cui parlavo. Insomma, ciò che volevo dire è che non basta essere diventati grandi, bisogna anche volerlo rimanere, cercando di non lasciare ai partecipanti l'impressione che sotto sotto possano esserci ancora situazioni 'piccole'. Dopo essere stato quasi insopportabilmente didascalico il meno che possa fare è concludere con i complimenti: Qui non vi rendete ragione. Siete, a mio modo di vedere, molto più in gamba di tante agenzie letterarie o presunte tali, nel favorire incontri felici. Sei romanzi finalisti sotto contratto, a distanza di poco più di un anno dall'edizione 2017, e altri sei romanzi a distanza di appena tre mesi dall'edizione 2018, testimoniano di una grandissima efficienza da questo punto di vista. Con un trend di accelerazione che lascia l'impressione che la domanda editoriale sia superiore all'offerta del Calvino: forse potrebbe valere la pena aumentare il numero dei finalisti 😁 Ciao Andrea
  11. theco

    Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Grazie @Edgar75 per la stima, anch'io faccio il runner... più o meno. Penso che divertirsi non sia meno nobile di emozionarsi, e penso anche che riuscire a divertire con la scrittura non sia né più banale, né più semplice, che riuscire a emozionare. Grazie per gli auguri che ricambio. Ciao
  12. theco

    Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Eccomi qua, a raccontarvi della seconda scheda. Qui siamo in un contesto completamente diverso, il romanzo è stato scritto a quattro mani con un amico, con il solo scopo di divertirci e, se possibile, di divertire. Dal mio punto di vista non era ancora pronto per il pubblico, ma eravamo più o meno a tiro proprio in ottobre e quindi l'abbiamo iscritto, ben consapevoli che assomigliava ben poco a ciò che il Calvino promuove. La trama parla di un improbabile e rocambolesco 'furto d'arte' ambientato nel mondo dei runners e delle maratone. Non me ne vogliate per la bizzarria, l'ho detto qual'era l'unico scopo... Veniamo alla scheda, è più ampia rispetto alla precedente e leggendola non si nutre alcun dubbio sul fatto che il lavoro sia stato letto con attenzione e valutato con serenità. Ci sono complimenti espliciti, insieme alla sottolineatura di alcune ombre. Tra l'altro le ombre secondo me erano molto più evidenti, chi ha curato la scheda è stato decisamente bonario. Non posso che fare i complimenti al mio lettore forte. Ma veniamo al motivo principale per il quale il lavoro è stato scartato, cito dalla scheda: "C'è tutto in questo romanzo: ironia, spiritosaggini, parodie dei generi letterari e cinematografici e dei fumetti, richiami alla cultura alta e alla cultura di massa. Ma ciò che rende piacevole la lettura del libro è la qualità della scrittura, sempre agile, brillante, scorrevole, adeguata ai registri diversi che gli autori adoperano." Fino a qui tutto bene, anche troppo, ma veniamo alla conclusione: "Insomma: tanti aspetti letterariamente positivi, qualche ombra. Però quando si chiude il libro ci si domanda che cosa rimane di questa lettura, senza una tesi definita che si possa riconoscere, senza temi portanti intorno a cui il testo ruota. Puro divertissement. Ma basta?" La scheda si conclude con una domanda agli autori. La mia prima tentazione è stata quella di bruciare tutto il Wodehouse che ho in libreria (e ce n'è parecchio), ma poi riflettendoci meglio la risposta alla domanda del Calvino è apparsa luminosa nel mio cerebro confuso: ma certo che basta, chiudere un libro essendosi divertiti a leggerlo basta eccome... almeno a me. L'Impressione che ho ricavato da questa seconda scheda è in fondo ciò che sapevo già: se il vostro romanzo non ha alcuna pretesa di significare qualcosa di profondo e possibilmete intimistico è inutile iscriverlo. Non possiamo certo negare al Calvino il diritto di esprimere una propria politica editoriale... perchè di questo si tratta, non certo di un premio legato al valore intrinesco di un'opera (qua Goldoni, Campanile, un certo Shakespeare, Buzzati, Guareschi, Wodehouse, un certo Twain e completate voi la lista, avrebbero tutti fatto ben poco fortuna). Qui si tratta di trovare il meglio all'interno di una precisa politica editoriale, nè più nè meno di ciò che fanno a buon diritto le case editrici. Concludo rivolgendo io una domanda al Calvino: può bastare questo per un premio che ha l'ambizione di scoprire i migliori esordienti? In conclusione della mia esperienza con il Calvino esprimo due convinzioni: la grande debolezza è il meccanismo di selezione basato sui lettori 'forti'. 50 lettori non possono essere minimamente significativi dei gusti di mercato, nemmeno per una media del pollo, ma ciò nonostante in questo contesto 'decidono' chi avrà accesso alle big e chi invece dovrà rosicare. Tra l'altro, pur nel rispetto di direttive redazionali, la casualità del lettore che vi è stato assegnato è fondamentale. Nella mia esperienza personale il lavoro innovativo, coraggioso e limato all'inverosimile è stato a mala pena letto prima di essere scartato, il lavoretto in prima bozza è stato letto con attenzione e valutato positivamente in tutto, tranne che nelle intenzioni. Le intenzioni. Già, le intenzioni. Il Calvino esprime una linea editoriale che trova sbocco immediato nelle big. Perché? Fate voi, io un'idea ben chiara me la sono fatta. Che differenza resta tra il Calvino e la redazione di una casa editrice... non saprei. Quanto sarebbe tutto più chiaro se il bando chiarisse bene i termini il gioco: "abbiamo una politica editoriale, se i vostri lavori vi rientrano avrete ottime possiblità di trovare un editore importante. Tenete presente però che il meccanismo di selezione si basa sull'accoglimento del vostro lavoro da parte di 50 nostri amici e il giudizio della giuria finale sposterà ben poco gli equlibri in gioco e la possibilità di trovare un editore. Vi sta bene? allora giocate e piantatela di lamentarvi sui forum."
  13. theco

    Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Oggi ho ricevuto anch'io la seconda e ultima scheda, cito questo passaggio di Marco C. perchè anche la mia scheda inizia con una valutazione sul titolo, che nel mio caso viene definito appropriato. Evidentemente l'estensore della scheda è lo stesso, un po' in ritardo sugli altri... Avendo ricevuto due schede ho avuto modo di apprezzare l'enorme differenza tra l'una e l'altra: una delle due, al di là del fatto che il contenuto sia condivisibile o meno, è sicuramente professionale e articolata, l'altra invece è aria fritta, tra l'altro fritta molto male. Comincio dalla seconda, quella appena ricevuta, che si riferisce a quello tra i due romanzi sul quale nutrivo aspettative. In tutto sono 54 righe, che togliendo loghi e titoli, cubano una facciata scarsa in corpo 12. Di queste 54 righe ben 16 sono citazioni del mio testo, ne restano 38. Delle 38 rimaste ce ne sono altre 16 che si limitano a riassumere il testo, e ne restano 22. Siamo finalmente arrivati al giudizio: 320 pagine in 22 righe, non si può certo contestare all'estensore la capacità di sintesi. Questo per quanto riguarda la quantità, ma in fondo ciò che conta è la qualità, no? E allora parliamo di qualità. Ovviamente non ho alcun modo per esserne certo, ma ho la sensazione che il romanzo non sia stato letto. I motivi di questa idea sono i seguenti: tutte le citazioni e i rimandi appartengono alle prime 30 pagine del testo e inoltre l'estensore cita una frase attribuendone la paternità ad un personaggio che definisce 'marginale'. Nulla di strano, all'inizio del romanzo infatti lo era, fa però riflettere il fatto che proseguendo nella lettura quel personaggio diventa tutt'altro che marginale. Non potendo quindi affermare con certezza che il romanzo non sia stato letto per intero, posso quanto meno affermare con tautologica sicurezza che se lettura c'è stata... è stato letto molto male. Infine il giudizio. Il romanzo porta avanti una duplice trama, una di genere storico ambientata alla fine del 18° e l'altra contemporanea. La prima di queste viene definita 'una cornice di stampo manzoniano' e non so se esserne lusingato o atterrito. La seconda viene invece equiparata a Dan Brown e qui invece so esattamente come sentirmi. Le poche righe di giudizio finale affermano quindi che le sequenze storiche sono avvincenti e ben confezionate, le vicende moderne invece 'vengono lette in fretta dal lettore affamato che vuole tornare subito a godersi le sequenze storiche' del capitolo successivo. Non c'è nulla di male nel fatto che non sia piaciuta la mia intenzione di fare un lavoro trasversale ai generi oltre che alla sequenza temporale, magari l'idea era buona e non sono stato abbastanza brava a confezionarla... però nonostante siano solo 22 righe l'estensore è riuscito a metterci dentro due grosse sciocchezze, che minano nel profondo la credibilità del suo giudizio: si contesta il fatto che la lingua del romanzo storico sia quella del personaggio contemporaneo, indicando in questo un difetto di ancronismo. Le cose però non stanno davvero così: i fatti storici sono la trascrizione di un manoscritto d'epoca nel quale il personaggio moderno non mette niente di suo, ma la voce parlante solo è quella dell'estensore settecentesco del manoscritto. Come si fa a pensare ad una lettura minimamente accurata quando non si è riusciti nemmeno ad afferrare l'identita delle voci parlanti? parlando di inesattezze di linguaggio si dice che si sarebbero dovuti utilizzare documenti originali del settecento e si cita come 'esempio lampante' di questa negligenza un passaggio nel quale l'utilizzo di un linguaggio non appropriato all'epoca 'mina il patto di incredulità con il lettore'... peccato che il testo citato come 'esempio lampante' di questa scelleratezza sia da me stato ricavato proprio da una cronaca dell'epoca, insieme a tutta la restante documentazione utilizzata nel testo. In conclusione. Su questa scheda ho un solo commento da fare: non solo è inutile e sbagliata, è imbarazzante. Più tardi vi racconto dell'altra scheda, che invece mi è piaciuta.
  14. theco

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    Buongiorno, chiedo la cancellazione di questo racconto. https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39178-senza-titolo/ Grazie
  15. theco

    Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Venerdì scorso mi hanno detto che stavano completando gli invii. Confido che mi arrivi qualcosa entro la prossima settimana, altrimenti attendo settembre poi chiederò spiegazioni. Ciao
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