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Elisah15

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  1. @Folletto non potrei essere più d'accordo! Pensa che a me non dice nulla nemmeno Carofiglio... Mi piace come commentatore tv ma non come scrittore, eppure è sempre nei primi posti delle classifiche. Che dire? Un romanzo impegnativo richiede, appunto, impegno, nel tempo che ci si mette per leggerlo, nelle riflessioni che ne derivano, nella scoperta di una visione diversa. Oggi il lavoro ci distrugge e il tempo è pochissimo per starsene intensi e concentrati sul proprio romanzo (qua mi verrebbe da aprire un discorso che non c'entra niente con il nostro forum ma se io devo chiamare l'idraulico tre volte perché ha fatto male il lavoro, tornare dal medico perché ha fatto male la fasciatura, restituire il prodotto fallato che ho comperato, il tempo libero me lo ciuccio a correre dietro a chi lavora male, perdona l'OT). Allora che fai nei frammenti di ore in cui ci sei ma in realtà sei un ectoplasma? Ti leggi un prodotto facile tipo un giallo, per distrarti qualche ora dalle rogne che ti perseguitano h/24. Naturalmente ci dovrebbero essere alternative adeguate per i fortunati che di tempo ne hanno. Non so quale sia il valore di mercato della nicchia "fortunati" ma magari in qualche statistica si trova. (mi rendo conto che mi troverò le faccine stralunate, chiedo venia, sono nel periodo ectoplasmatico)
  2. E pensa che nelle librerie delle grandi stazioni tedesche puoi trovare libri gialli - a dire il vero ormai si dovrebbero chiamarli genere inspector - ordinati secondo il Paese e la regione. Ad esempio per la Francia ricordo un ispettore in Bretagna e uno in Provenza. Sono d'accordo con te, ma bisogna arrendersi che al momento è il genere più amato almeno tra i lettori occidentali.
  3. Infatti per ogni CE ho nominato i contemporanei; solo per Garzanti ho aggiunto i classici perché i due mi sembrano immensi. Toglili pure, avrò sbagliato a citarli. A Garzanti rimane Magris, l'unico (a quanto ne so, ma su questo potrei sbagliarmi) autore italiano candidato al premio Nobel.
  4. Eh, eh! È vero, chi non scrive gialli e thriller soffre di gelosia nei confronti dei colleghi Ho sentito un famosissimo scrittore scandinavo lagnarsi di una biblioteca a Malmö dove le uniche sale frequentate sarebbero quelle dedicate ai gialli; secondo lui si dovrebbe ordinare la narrativa per autore in modo che almeno a qualcuno capiti in mano un libro diverso. Comunque bisogna mettersela via, Carofiglio è considerato uno dei maggiori scrittori italiani ed è uno di quelli che vende di più (passato da Sellerio a Einaudi, mi pare). Credo che al di là del genere, spetti allo scrittore essere articolato nella costruzione della storia, dare sostanza narrativa e creare personaggi forti per andare oltre la linea di prodotto di consumo ed entrare nel campo della letteratura. ps. non scrivo gialli
  5. Certo che con alcune ci vanno giù pesante. Cinque a Einaudi che insomma, hanno dei contemporanei di tutto rispetto dalla Mazzucco a Scarpa ai Wu Ming e tremila altri ottimi autori; Quattro a Mondadori che comunque pubblica Saviano, Pennacchi e Tapparelli. Quattro alla Garzanti che ha Magris tra i contemporanei, Pasolini e Gadda tra i classici. E poi mi è sembrato esagerato il giudizio su Adelphi: se pubblicano tutto Borges credo sia giusta che includano anche le opere minori. Senza essere un'esperta del settore e senza conoscere i cataloghi a memoria mi dà l'impressione che abbiano voluto strapazzare le vecchie case editrici.
  6. Elisah15

    Sellerio

    Sellerio è molto lenta a rispondere anche quando il testo viene inviato da un agente, e di quelli forti.
  7. Elisah15

    L'agente che ti pubblica

    Se capisco bene, l'agenzia ti sostiene durante la stesura di un nuovo romanzo? Mi stavo infatti chiedendo che senso ha essere rappresentati da un'agenzia se si è già trovato l'editore. Si prendono cura del contratto, di andare a battere cassa quando la CE non paga ma non fanno da PR all'autore. Non cercano, per dire, il festival dove presentarti, la rivista dove farti fare un articolo. Per quel che riguarda la promozione dell'autore sembra che tutto rimanga a carico della CE. Però il fatto di supportarti nella scrittura mi sembra già una buona cosa. Cioè si può proporre un soggetto e poi cominciare con una bozza e loro ti seguono via via?
  8. Elisah15

    Età media degli esordienti

    No, no ho ben detto che dipende dalle energie di ciascuno. Era per rimanere nel tema della discussione su quale potrebbe essere l'età migliore per scrivere. Dire che non è finita va benissimo in ogni campo, anche quando sei malato, sei alla fine di un amore, ce lo auguriamo sempre tutti.
  9. Elisah15

    Età media degli esordienti

    Io credo che a 40 anni si sia ancora nel furore della mezza età: un discreto bagaglio di esperienze, una notevole capacità di sperimentare, un vorace fame di vita. Passati i 50 per molti la rabbia e il furore si sopiscono. Insomma i capolavori si possono scrivere a ogni età, dipende dal metabolismo di ciascuno (perché alla fine i conti si fanno anche con le proprie energie fisiche, ritmi di lavoro, preoccupazioni familiari ecc) ma a 40 anni secondo me si può essere in uno stato di grazia.
  10. Per dare anch'io il mio contributo, devo dire che l'unica solidarietà che ho trovato è stata quella degli aspiranti scrittori del WD. Dalle persone che conosco e che bazzicano il mondo dell'editoria, incluso un famoso scrittore, ho ricevuto solo gelo, iceberg di profonda indifferenza. Non per invidia ma perché probabilmente mi hanno considerato inutile ai loro giri, alle loro performance, ai loro scopi. Certo, mi avrebbe fatto piacere che qualcuno leggesse qualcosa di mio ma a me interessava molto di più frequentare il mondo letterario, fare delle discussioni impegnate, confrontarmi sui temi della scrittura. Non so voi, ma io mi sento profondamente isolata. Purtroppo non ho nessuna inclinazione naturale verso lo small talk o i pettegolezzi e mi costa sempre un'improbabile fatica affrontare la mia scarsa vita di società. Scrivo da sola, mi ritaglio le mezz'ore rinunciando al sonno, all'aperitivo, al cinema o quel che è. Quando ho trovato il WD ero in cerca di qualcosa che assomigliasse ai club di scrittori americani, dove i soci s'incontrano, discutono insieme dei i temi legati al mestiere, magari uno propone la sua trama, gli altri l'aiutano a renderla più forte. Fanno letture collettive di passaggi dei loro scritti che poi commentano insieme. Gail Honeyman, l'autrice del best seller Eleanor Oliphant, alla fine del romanzo ringrazia un sacco di persone tra cui il suo gruppo di scrittori. Ed era un'esordiente. Ecco, a me manca questo. Il mio romanzo, che spero venga pubblicato il prossimo anno, non avrà nessuna pagina dedicata ai ringraziamenti perché è nato e cresciuto nel più profondo silenzio. L'hanno letto il mio compagno e un paio di amici, ma gli amici ti possono dire solo se si sono annoiati a morte o se l'hanno letto volentieri, generalmente non fanno dei commenti costruttivi proprio perché leggere un libro o valutarlo sono due modi diversi di affrontare un testo. Quindi per me, la solidarietà tra gli scrittori dovrebbe esprimersi prima di tutto in associazioni dove ci si vede e ci si parla. Dove chi pubblica può mettere ogni tanto un po' della sua esperienza a servizio degli altri, come si usa nel mondo anglosassone, dove la condivisione e il confronto grandi / piccoli, in qualsiasi settore, alla fine porta ad una crescita per tutti. Alla fine, tutto torna. Avere l'amico scrittore che mi legge e magari mi presenta al suo agente significa avere fortuna ma non sostituisce una rete collettiva di scambio, di rapporti umani fatti di ascolto reciproco, di pareri, consigli, suggerimenti. Il WD ha questo merito enorme di essere un formidabile contenitore di informazioni; personalmente, senza il WD non sarei mai arrivata dove sono adesso. Non conosco la storia come sia nato, ma lo ritengo un passo lungo e generoso verso una mentalità più aperta e costruttiva. Può darsi che a conoscersi di persona emergerebbero intolleranze, simpatie e antipatie; può darsi che in un'ipotetica associazione gli scrittori più conosciuti alla fine non frequenterebbero club di sfigatelli in cerca di pubblicazione; quella della solidarietà all'interno di un determinato settore è un atteggiamento non proprio radicato nel nostro Paese. Per tornare alla domanda di partenza, se gli scrittori si aiutano tra di loro, mi pare che tra gli aspiranti scrittori di questo forum senz'altro sì. E poi vediamo se nel corso del tempo si andrà avanti su questa strada.
  11. Elisah15

    Qual è il miglior agente letterario sul mercato?

    Oltre alle tre agenzie citate, che ne pensate di: Grandi e Associati Malatesta Rosaria Carpinelli L’ultima rappresenta degli autori piuttosto bravi. Secondo voi oltre a rappresentare l’autore e trovargli una CE, contribuiscono alla promozione del libro?
  12. Elisah15

    Mala Testa Literary Agency

    Certo che rappresentano di autori di tutto rispetto, tra cui Durastanti e Terranova, finaliste Strega 2019. A leggere l'elenco l'impressione è che non prendano esordienti.
  13. Elisah15

    Neri Pozza [15/05/19]

    Credo che se uno vince un concorso precedente, automaticamente ti tolgono dai possibili finalisti. Penso che nessun premio voglia mandare in finale gli stessi testi di un altro, magari già concluso. Comunque è vero che hanno sempre posticipato, lo sapranno loro il perché. Nessun sospetto di cospirazione ma diciamo che l'apertura agli esordienti a me pare un gesto di buona grazia piuttosto che un tentativo di scouting.
  14. Elisah15

    Neri Pozza [15/05/19]

    Sarebbe interessante sapere di quanti lettori dispone il Neri Pozza. Il Calvino mi sembra ne abbia una sessantina che vengono in parte retribuiti (a questo serve la tassa d'iscrizione, oltre che alla preziosa scheda; la mia di due anni fa molto accurata, come nessuna agenzia letteraria ha saputo fare). Immagino che per 1118 testi dovrebbero essere necessarie almeno un centinaio di persone. Poniamo che la metà dei romanzi sia stata da scartare alla prima lettura (e speriamo non alle prime 20 pagine). Rimangono diciamo 500 testi da leggere una seconda volta e da discutere come fa il Calvino. Di quanti lettori secondo voi c'è bisogno? Queste due date del premio NP - scadenza 16 maggio e prima dozzina di selezionati l'11 giugno - ricordiamocela per il prossimo concorso.
  15. Mi sa proprio di sì, che ti hanno escluso perché nel frattempo hai pubblicato o sei entrato in fase di pubblicazione. Tu li avevi avvisati?
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