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Elisah15

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  1. Elisah15

    Cercasi agente...o no?

    Ho ricevuto le due proposte in concomitanza, dovevo scegliere se fare da sola perché ormai avevo trovato la CE o se rinunciare a un 20% per avere anche un agente. Considerando che questi ha migliorato le condizioni sono andata a pari. Mi sembra di aver fatto la cosa giusta, ma visto che il romanzo esce a settembre, incrocio le dita e vediamo come va.
  2. Temo che non abbia ben letto il mio testo: ho scritto chiaramente che non mi irritano nemmeno le 10 pagine di biasimo, ho solo voluto partecipare alla discussione con una mia opinione. Mi spiace che non abbia letto fino in fondo.
  3. Interessante questa discussione, dieci pagine di biasimo su atteggiamenti di scrittori che irritano altri scrittori. Per la categoria non è un bel vedere. Personalmente a me non irrita niente. La natura umana è quella che è. Palloni gonfiati, persone umili, narcisi nati, maleducati, arroganti, generosi ce ne sono in ogni campo. Non mi irrita chi ha scritto una robetta misera e ne va orgoglioso come fosse Guerra e Pace, semmai mi fa tenerezza. Non mi irrita chi è spocchioso, ne conosco a schiere che fanno altri mestieri. Non mi irritano nemmeno quelli che ti promettono mari e monti per darti una mano e si guardano bene dal farlo: anche questo l'ho visto e rivisto troppe volte. Che sia ormai diventata vecchia? A dire il vero non mi irritano nemmeno le dieci pagine di critiche verso altri colleghi, prendo le persone così come sono, con le loro debolezze, le fragilità e a volte anche la loro alterigia. Piuttosto temo gli atteggiamenti di alcuni lettori, ma qui andrei OT e perciò chiudo. A me gli scrittori piacciono comunque siano.
  4. Elisah15

    Cercasi agente...o no?

    Marizzola mi fa piacere che hai risolto tuoi dubbi! Visto che hai proposto una discussione interessante, aggiungo comunque anche la mia esperienza, magari può essere utile a qualcun altro. Ricevo la proposta da una CE medio grande, chiamo un amico scrittore affermato e gli chiedo lumi. Il suo consiglio è di accettare anche l'offerta di un agente, cosa che faccio. L'agente ottiene subito condizioni più vantaggiose, mi solleva da tutti i problemi di contabilità e soprattutto ora leggerà un mio altro lavoro (la pubblicazione del primo è stata posticipata causa covid). Immagino e spero che l'agente abbia tutto l'interesse a farmi diventare un'autrice e a trovarmi una CE anche per il secondo romanzo. Insomma, credo che il vantaggio di avere un'agenzia siano più o meno queste cose qua: contabilità, condizioni, e avere qualcuno che ti segue mentre scrivi qualcosa di nuovo.
  5. Elisah15

    Neo Edizioni

    Qualcuno sa se questa CE è diventata Neos Edizioni? Oppure si tratta solo di un caso di simil-omonimia? I due siti sono completamente diversi ma la pagina FB di Neos ha il logo nero come quello di Neo. Grazie se avete qualche elemento in più. http://www.neosedizioni.it
  6. Elisah15

    il Quadrotto

    Stessa esperienza. Un grande in bocca al lupo a tutti loro, erano bravissimi, spero che continuino in altri modi o con altre formule.
  7. Scusate se torno su cose dette e stradette, talmente conosciute da essere ormai delle banalità nel mondo degli scrittori o degli aspiranti tali. Antonio Pennacchi è stato rifiutato 35 volte prima di trovare un editore (nomino solo lui ma potrebbe seguire una serie di altri nomi a cascata). Immagino che nel suo caso le case editrici o gli agenti a cui aveva mandato il testo avevano letto solo le pagine più noiose (ma ce ne sono, in Pennacchi?). Mi pare fosse Calvino a usare la tecnica di qualche pagina all'inizio, al centro e alla fine. Per farsi un'idea di quel che succede nelle redazioni quando non si conosce nessuno a cui chiedere direttamente, sarebbe interessante leggere la Controstoria dell'editoria italiana attraverso i rifiuti dal 1925 a oggi di Gian Carlo Ferretti. Articolo di Repubblica qui Lo so che non rispondo perfettamente alla tua domanda sul numero delle pagine lette dagli editori/agenti, ma alla fine quella è solo una prima fase dove il romanzo può essere rifiutato; seguono molte altre, inclusa la discussione finale fra tre o quattro redattori che lo hanno letto per intero. Un momento in cui sono riusciti a cassare persino Se questo è un uomo.
  8. Grazie per la tua analisi, quando è garbata è sempre gradita. In effetti non conosco i trascorsi della stalker, l'ho conosciuta solo durante la sua opera di cattiveria quando ha cercato ed è in parte riuscita a fare del male a due persone. Eppure, alla fine, quella donna è anche una figura patetica: un corpo debordante vestito di pizzi e trasparenze, disperatamente bisognoso di sesso e attenzioni. Credo che alla fine il mio racconto resterà tra le tante bozze che si accumulano nei quaderni.
  9. Ahaha! Per averla buttata là mi sembra un piccolo trattato antropologico e letterario riassunto in poche righe. Super grazie! Faccio fatica a trovare qualcosa di positivo in quella stalker e temo che molti dei suoi caratteri siano appunto esasperazioni di un certo tipo di femminile presente in molte donne. Sono però caratteristiche che normalmente vengono messe a tacere oppure vengono espresse con gesti minori (ma guarda, ti hanno dato un'altra menzione sul lavoro e vuoi che io ti metta il mi piace alla tua stupenda torta al cioccolato? Scordatela, tesoro, non vorrai avere proprio tutto nella vita). Naturalmente conosco la lezione di Capote che in A sangue freddo è riuscito lui a restare freddo davanti alla tragedia. Io conosco la vittima (non assassinata, fortunatamente) e l'aguzzina, e forse non ho la neutralità necessaria. Comunque davvero grazie
  10. @Effe posso approfittare della tua discusione e chiedere un parere anch'io? Sono quasi nella tua situazione. Sto scrivendo un racconto su una stalker innamorata di un uomo che ricatta e di cui uccide la compagna. Il racconto non è narrato da lei in prima persona ma usa la sua prospettiva. Secondo voi, è già perdente così? Quello che mi interessa sono proprio i meccanismi perversi che portano una donna a diventare una stalker. Eh, sì, ammetto di essere cattiva con lei perché la storia si ispira a un fatto accaduto e vi giuro che la vera stalker era una bestia.
  11. Elisah15

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Mi sembra che da parte di molte agenzie letterarie ci sia la volontà di andare avanti con maggiore efficacia. Almeno così lascia sperare la nuova associazione https://adali.org
  12. Elisah15

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Siete iscritti alla pagina facebook Scrittori a domicilio? Ci sono presentazioni di libri continue che rimangono nella pagina. Che ne pensate?
  13. Elisah15

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Ma sai che hai ragione? Da quando siamo in questa sorta di quarantena mi capita di dare un'occhiata al WD e a FB solo ogni tanto. Era dai tempi dell'università che non mi immergevo in modo così totalizzante nella lettura e nella scrittura. Chissà se è un meccanismo che ha preso anche altra gente? Comunque brava ad averlo notato!
  14. Elisah15

    Le grandi case editrici leggono gli invii spontanei?

    Forse sono troppo ottimista ma non sono sicura che ci sia un surplus di scrittori. Forse cent'anni fa ce n'erano molti di meno però quante persone erano in grado di leggere un romanzo? Il tasso di analfabetismo era altissimo, molti riuscivano a leggere pochi e semplici testi e sui giornali si pubblicavano i romanzi a puntate che erano pieni di colpi di genio, avventure, episodi rocamboleschi per far sì che il lettore comprasse il prossimo numero. Temo che una volta lo scrittore guadagnasse semplicemente di meno, provenisse da una famiglia per lo più abbiente (ovvio, ovvio, ci sono molte eccezioni!) e la scrittura fosse più indipendente dal guadagno, sia dello scrittore che dell'editore. Anche i calciatori negli anni '50 non guadagnavano quanto quelli di oggi. L'economia è completamente cambiata. Per me il problema di noi scrittori e dei nostri romanzi è soprattutto legato al ricavo che la CE può farne. In più c'è il passaggio attraverso l'agente, quindi una persona in più che vuole, giustamente, la sua fetta di guadagno e che non si accontenta di bricioline. Io sono molto attratta dalle CE emergenti, che devono darsi un'identità diversa rispetto a quelle grandi e che forse sono più aperte a sperimentazioni e prodotti di nicchia.
  15. Elisah15

    Editing o editing(s)?

    Dalla mia esperienza di questi mesi ho capito che ci sono delle tecniche narrative non misteriose ma che vanno conosciute. Un editor ti può aiutare a mettere ordine - aggiungere descrizioni, toglierne, spostarle; rafforzare un personaggio in un certo punto; creare più forza in un punto o in un altro. Mi spiace molto che vadano per la maggiore delle regole che si uniformano ai romanzi americani: 'sto benedetto conflitto tra i personaggi (che personalmente trovo talvolta esagerato), le reazioni emotive, il "dialogo batte pensiero, azione batte dialogo" (figuratevi, io che adoro i romanzi psicologici tipo Delitto e castigo). Un amico del mestiere mi ha detto che gli editor delle CE questionano anche su romanzi di scrittori acclamati. Io che sono in sofferenza perché la CE mi sta tagliando proprio le mie parti preferite del romanzo e gli ho chiesto un consiglio, mi ha risposto di vincere un Nobel, dopo potrò contrattare. Come immaginate sono disperata. Ho scritto un romanzo storico, duro in alcuni punti e mi stanno togliendo proprio le scene storiche più significative. La loro preoccupazione è che la lettrice si annoi. Ora ancora non so quanto vorranno tagliare, sto aspettando la loro revisione. Ma che fare quando il tuo romanzo dopo l'editing perde consistenza e personalità e tu non ci credi più?
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