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Elisah15

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  1. Elisah15

    Cambio Community Manager 2019

    Chiedo gentilmente allo staff un moto di generosità per questo ultimo mese: lasciateci inondare i commenti di freccette verdi, di cuoricini blu, di faccine che ridono! Lasciateci, almeno per altri 28 giorni la libertà di esprimere in sovrabondanza gratitudine, solidarietà, condivisione di pensiero. I commenti di questi giorni sono importanti, fanno il sunto di tanti anni di lavoro insieme, fanno capire che dietro a ogni screzio (qua la parola è bon ton, avrei usato volentieri un'altra) ci stanno relazioni umane. Non ho mai visto chiudere un'esperienza con così tanta voglia di ricominciare. Io sono stata solo moderatamente attiva eppure considero questo spazio la scuola di scrittura migliore che ci sia in questo momento. Se, come pare, è necessario, credo che in tanti traslocheremo. A favore di pubblicità e di forme di sostegno volontarie come con Wikipedia. Magari una volta all'anno si può chiedere ai soci un piccolo contributo. Dateci almeno venti freccette al giorno!
  2. Elisah15

    Chiusura del Forum

    Scusate, ho trovato la discussione di Eudes, comincio a capire qualcosa. Vorrei ringraziare tutti, Nico che mi ha tolto l'ansia almeno un paio di volte, Marcello che mi ha dato una mano quando combinavo dei pasticci con il programma. Ringrazio tutti quelli che hanno avuto voglia di condividere le loro esperienze con generosità, quelli che hanno arzigogolato, quelli che hanno riportato all'ordine le discussione in via di delirio. Ringrazio tutti quelli che si sono spesi con parole incoraggianti o che hanno saputo fare delle critiche puntuali e non generiche. Ringrazio chi ci ha creduto. Sono entrata nel forum qualche anno fa come una dreamer. Oggi lascio il forum da autrice. Grazie, lo devo anche a tuti voi.
  3. Elisah15

    Chiusura del Forum

    Ciao, apro ora il forum e casco dalle nuvole. C'è una qualche dichiarazione da parte di qualcuno che spieghi i motivi e le ragioni?Ciao, apro ora il forum e casco dalle nuvole. C'è una qualche dichiarazione da parte di qualcuno che spieghi i motivi e le ragioni? Tra i messaggi vedo che qualcuno vuole aprire una nuova piattaforma; scusate c'è un'altra discussione in corso che al momento non trovo? Grazie
  4. Elisah15

    Storico

    Hai perfettamente ragione. Nel frattempo ho cambiato la cronologia dei 40 capitoli e sono riuscita a metterlo dentro il famoso arco temporale. Dopodichè non so dire se schiatto di più per la pandemia o per aver rimesso mano alle 860 mila battute rispettando tutte le date
  5. Elisah15

    Recensioni su Amazon

    Immagina gli allenatori di calcio quando si sentono giudicare da tutti i bar italiani, pensa agli epidemiologi quando sentono la gente della strada pontificare su quello che è il virus ma soprattutto pensa a Ibra quando un giornalista gli ha chiesto perché non ha passato il pallone invece di calciarlo lui! Ibra, ovviamente, gli ha chiesto: perché, tu sei un calciatore? Sai tu come si fa? (Video troppo divertente, lo metto qua per gli estimatori di Ibra) Scherzi a parte, questa cosa purtroppo la subiscono tutti. Io quando vedo le recensioni del mio romanzo su blog femminili mi metto le mani nei capelli, non ho assolutamente pensato a un pubblico giovane, femminile, amante delle storie d'amore quando scrivevo. Però il libro è là fuori e tutti hanno il diritto di leggerlo e commentarlo, anche se dicono a un cavolo che è una cattiva patata. Dura lex, sed lex.
  6. Elisah15

    Ceccacci literary agency

    Anche a me piacerebbe capire come funzionano i meccanismi di valutazione e selezione nelle agenzie editoriali, devo dire che sfuggono completamente alla mia comprensione. La mia esperienza con Ceccacci è stata questa: pago per una scheda che ricevo puntuale e ben argomentata. Alla fine il verdetto è che con un buon editing il romanzo potrebbe diventare un successo editoriale. Sorpresa, chiedo come mai non mi propongono di fare l'editing insieme a loro (ero disposta a pagarlo) e poi di rappresentarmi. La risposta mi lascia di stucco: i motivi delle loro scelte non sono tema di discussione. Capisco che l'agenzia rifiuti un testo perché non ci crede, non è nelle sue corde, non lo reputa adatto alle sue case editrici di riferimento. Ma quando ti lasciano intendere che intravedono un possibile successo e poi ti mollano senza darti una spiegazione rimani davvero disorientato. L'editing me lo sono fatta da sola con l'aiuto di un paio di schede a pagamento (la migliore è stata senz'altro quella di Ceccacci) e con il testo così rivisto sono arrivata attraverso altre vie a una CE cosiddetta "big". Il mio romanzo è uscito da poco e vi aggiornerò se le previsioni di Ceccacci erano giuste (incrocio le dita!).
  7. Elisah15

    Numeri in narrativa, cifre o lettere?

    Scusate anche il T9, OT
  8. Elisah15

    Numeri in narrativa, cifre o lettere?

    Devo dire che nello splendido M di Scurati non ho amato il modo in cui metteva le date, ad esempio 25 marzo millenovecentoventitre. Preferisco l'anno scritto in cifre, è più immediato. Forse era una ricercatezza stilistica, non so. Altra cosa che mi ha colpito (scusate l'ok): glie lo staccati.
  9. Elisah15

    Tre pessime recensioni

    Se n'è parlato in varie discussioni che già mille o duemila copie per un esordiente con una CE media è un buon successo. Il tuo amico ne vende a migliaia con una piccolissima e vince persino premi letterari. Non credo davvero che le due stelle di Amazon possano molto contro un efficace passa parola e buone recensioni. Su una cosa ti do ragione: cerchi in google e tra i vari link il tuo titolo compare accompagnato da poche stelle, sì questo dà fastidio, non resta che contattare Amazon e capire il guazzabuglio. Comunque anche su Anobii leggo recensioni da svenire, tipo due stelle a Guerra e pace perché è un mattone! Tanti scrivono senza capire niente di quello che sta dietro a un romanzo, che andrebbe valutato non solo per l'intrattenimento che offre a te come singolo lettore. Le stelle si sono ridotte ai "mi piace" di Facebook, purtroppo fanno sempre un cattivo effetto.
  10. Sono d'accordo con te. Ho postato l'articolo perchè mi sembrava interessante ampliare le considerazioni di questa discussione. Mi è sembrato che Arminio avesse qualche opera o qualche autore in mente, ha fatto un discorso troppo mirato per essere una riflessione sulla contemporaneità della letteratura. Più che la lunghezza di una singola opera ho avuto la sensazione che stigmatizzasse un certo linguaggio, forse artefatto e attorcolato, che si trova in tanti testi oggi. Forse - ma siamo sempre nel campo delle interpretazioni di un pensiero che nell'articolo rimane abbastanza cifrato - gli è insopportabile una letteratura che cerca solo lettori iper selezionati, colti e capaci di seguire le divagazioni mentali (avrei usato un altro aggettivo che per netiquette non si può) dello scrittore arroccato nel suo feudo: "ogni persona è dentro un’agonia mai tanto solitaria e molti ancora indugiano a scrivere come se le persone avessero tempo da perdere per stare dietro ai loro giochi con la lingua." Non condivido l'idea di un prerequisito minimo in letteratura, che sia di lingua, di tema o di genere; non condivido l'idea che debba riflettere la realtà (dove li mettiamo i fantasy, i romanzi storici, distopici, ecc), né che la sua funzione debba essere per forza solo consolatoria ma penso che le considerazioni di un poeta come Arminio non siano semplicemente da rigettare. Si tratta comunque di materia da discutere e dimostra come ci sia anche la necessità di una letteratura che miri al cuore del lettore senza fronzoli.
  11. Interessante articolo di Franco Arminio su quello che secondo lui è urgente trovare nella letteratura contemporanea. L'articolo è stato pubblicato sul Corriere di ieri, se lo staff ritiene che averlo copiato qui sia scorretto, prego di cancellare e mi scuso. Il cielo che cambia della scrittura di Franco Arminio | 10 settembre 2020 I libri devono parlare della vita in cui siamo immersi, della vita che il giorno dopo non è più la stessa del giorno prima Non capisco perché di fronte a una mutazione inaudita in atto nel mondo la letteratura debba rimanere tale e quale. Un mondo che si è fatto velocissimo richiede una letteratura semplice e breve, diretta e limpida. Questo non significa che si passa dall’espressione alla comunicazione, non significa che il chiarore faccia perdere intensità e complessità. Semplicemente bisogna prendere atto che oggi nessuno ha tempo da perdere con la letteratura che non sa consolare, non sa orientare. Le persone non leggono, ma se leggono vogliono essere consolate e orientate. Non siamo tenuti a farlo, ma se vogliamo tenere in vita l’esercizio letterario dobbiamo tenere conto dello spirito del tempo. Ripeto, nessuna ovvietà e banalizzazione, semplicemente la presa d’atto che oggi la letteratura per avere ancora una funzione deve andare nella lingua dei lettori, non può pensare che i lettori arrivino alla sua lingua. Non sto giustificando i libri brutti e volgari, non sto plaudendo alla letteratura industriale. Anzi, rivendico una rinnovata attenzione artigianale alla scrittura, rivendico densità e sacralità nella scrittura. Oggi per me la parola densa, la scrittura piena di senso non può che essere veloce e breve, diretta, precisa, senza aloni. Moltissimi libri sono inutili perché si scrivono ancora per parlare a un mondo che non esiste più. Troppi libri parlano a presunti addetti ai lavori che sono sempre più stanchi e annoiati. I libri devono parlare della vita in cui siamo immersi, della vita che il giorno dopo non è più la stessa del giorno prima. La storia non è finita, si è fatta un precipizio in cui le cose cadono una sull’altra. Scrivere è sapere che siamo sempre sotto un cumulo di macerie, è sollevare la trave che ogni giorno ci cade sulla pancia. La letteratura non deve arrendersi alla miseria spirituale dominante, deve semplicemente avere delle confidenze molto intime con l’aria del tempo. Se una frase vuole essere un colpo di vento che smuove la nebbia che ci circonda, deve essere una frase che si capisce, che non ha bisogno di uno che ce la spieghi. Il mondo sta morendo, ogni persona è dentro un’agonia mai tanto solitaria e molti ancora indugiano a scrivere come se le persone avessero tempo da perdere per stare dietro ai loro giochi con la lingua. La letteratura che si ritiene seria e complessa e colta spesso è semplicemente una letteratura arrogante che odia i lettori per il fatto che hanno uno sguardo sulle cose che gli scrittori non hanno. Gli scrittori che cercano la brevità e la semplicità non sono dei venduti al gusto dei lettori, non sono quelli che mettono acqua nel vino, sono gli scrittori che ancora provano a fare miracoli e qualche volta li fanno. Il resto è qualcosa che pensa di stare in alto e non sta da nessuna parte. Non si può pensare che le cose sono grandi solo perché non interessano a nessuno. E chi diffida del successo altrui è perché spesso è interessato al successo più di chi lo ottiene. Non ci sono vie più giuste di altre in letteratura. La brevità e la semplicità oggi non sono assicurazione di qualità, sono solo dei prerequisiti minimi. Spesso i brevi e i semplici non vanno da nessuna parte, esattamente come i lunghi e gli oscuri. Forse non c’è da tirare una riga nel cielo della scrittura: i lampi arrivano da ogni parte, ma per fare un lampo ci vogliono le nuvole.
  12. Elisah15

    Recensioni su Amazon

    @Gabriele Valenza Ho pubblicato un libro con una casa editrice tedesca che lo ha affidato a un'agenzia di marketing. Questa lo ha mandato a vari blogger e istituzioni e alcune delle recensioni che sono apparse in vari siti e giornali sono state pubblicate dall'agenzia su Amazon. Immagino che quando vedi tante recensioni dietro ci sia qualcuno che ha lavorato in modo simile.
  13. Elisah15

    Storico

    @Silverwillow grazie per le tue considerazioni, si tratta di un episodio minore che solo gli storici conoscono, di cui non si sa nemmeno con esattezza la data ma sicuramente non rientrerebbe nei sei mesi di differenza di cui avrei bisogno. Mi sa che hai ragione, a meno che qualcuno non sappia di qualche precedente, dovrò impazzire sulla trama. Ach, se penso che il romanzo è finito se non per la disposizione dei capitoli che ovviamente comporta qualche aggiustamento. Grazie ancora!
  14. Elisah15

    Storico

    Sono passati più di dieci anni dall'ultima risposta a questo thread! Avrei bisogno di un consiglio per un romanzo storico ma non volendo aprire una nuova discussione, ho cercato quella più vicina al mio tema, spero di aver fatto bene. Sto smontando per l'ennesima volta un romanzo storico che tra poche settimane vorrei dare al mio agente. La vicenda è di fantasia, l'ambientazione precisa e curata, le date delle battaglie rispettate e così i trattati di pace, i nomi dei regnanti eccetera. Ora, in questa riconfigurazione non riesco più a far stare dentro la data esatta un episodio storico che è necessario all'intreccio. Secondo voi, nel romanzo posso posticiparlo di sei mesi e precisare la vera data in una nota finale? Grazie a chi vorrà darmi il suo parere!
  15. Elisah15

    Cercasi agente...o no?

    Ho ricevuto le due proposte in concomitanza, dovevo scegliere se fare da sola perché ormai avevo trovato la CE o se rinunciare a un 20% per avere anche un agente. Considerando che questi ha migliorato le condizioni sono andata a pari. Mi sembra di aver fatto la cosa giusta, ma visto che il romanzo esce a settembre, incrocio le dita e vediamo come va.
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