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Ezbereth

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  1. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Io le scene di sesso le ho rimosse. Non le ricordo proprio. *_* Per quanto riguarda lo scrivere sesso, purtroppo in un romanzo qualche pagina bisogna metterla, se si parla di uomini e donne adulti è logico che abbiano una vita sessuale. Onestamente quelle della Dalcher le ho rimosse, per fortuna. Comunque Lizz, sei una grande! L'unica che abbia capito il vero significato della copertina...
  2. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Comunque un pessimo libro. 😑 Ora che abbiamo detto tutto e di più, lo seppelliamo con una bella croce sopra?😁
  3. Ezbereth

    In viaggio con Amir

    In viaggio con Amir è risultato Primo Classificato al Premio Equilibri 2018. Inutile dirvi che io e @Pamily Soul siamo felicissime! Per chi non lo conoscesse e volesse saperne di più: In viaggio con Amir
  4. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Delle due l'ultima, forse, potrebbe aver avuto peso. Per me è stato così. Oltre al fatto che veniva presentato e pubblicizzato come un romanzo impegnato che si disponeva ad affrontare tematiche importanti e attuali. Che poi quelle tematiche la Dalcher si limitasse a sollevarle come un rastrello trascinato sulla sabbia, lasciandole sospese in aria, nessuno ce lo aveva detto. La forza del libro è stato di certo l'approccio innovativo (il limite delle 100 parole) che ha solleticato a dovere la fantasia delle lettrici. Il vero dinosauro del libro è proprio quello e il fatto che la Dalcher fosse un'esperta linguista lo ha rafforzato agli occhi dell'editore ma, a parere mio, non ha influito troppo sui potenziali lettori. Di fatto, invece, potrebbero aver pesato le autorevoli e positive (nonché numerose) referenze che spacciavano l'opera per il capolavoro del secolo. E su questo varrebbe davvero la pena di riflettere. Ecco, questo potrebbe valere per alcuni, ma davvero vale per tutte le recensioni positive? Non riesco a crederlo. Purtroppo, sono più portata a supporre quello che si era già detto e cioè che ai lettori va bene così. Oggi, basta che i messaggi siano superficiali, basta che la lettura sia piacevole e non serve dare tanto di più. Più volte mi è stato consigliato di leggere libri di successo, anche se non di mio gradimento e di analizzarli cercando di capire cosa possa averlo determinato. Con Vox credo che le 100 parole e la quarta di copertina davvero intrigante, la copertina ben riuscita, e le referenze autorevoli citate un po' ovunque, abbiano determinato il boom di vendite. Questo mi ha fatto molto riflettere, riportandomi a rivedere un po' le priorità come apprendista scrittore, più il primo che il secondo. Intendo un buon libro, che affronti un tema importante, che faccia riflettere, è davvero adatto a lanciare un esordiente? La risposta che mi sono data è un po' amara, se vogliamo, ma concreta: no. Bisogna conquistare un certo seguito, vendere, ottenere la stima delle Case Editrici che oggi, non cercano un secondo Calvino (e credo che comunque sarebbe davvero difficile riuscire a trovarlo) ma sicuramente hanno bisogno di trovare un secondo Dan Brown, o Wilbur Smith, o, meglio ancora sarebbe, un secondo King. Liberi di non concordare, è solo il mio attuale pensiero.
  5. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    GRazie Miss, in effetti io sono andata oltre il tuo Immaginando che a che per la stampa specializzata, come purtroppo accade per certi lettori, ci siano interessi e pagamenti che vanno aldilà del semplice giudizio editoriale, e che quindi si esprimono in un senso o nell'altro, a seconda delle promesse. Spero di aver solo malignato.
  6. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Eggià, come ti dicevo. Boh, non so che pensare. Forse hai ragione quando ti chiedi se sia giusto spendere tanto tempo a costruire una trama decente, forse non è ciò che i lettori vogliono. 🤔
  7. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Seee, sarebbe stato troppo complesso, scherziamo? Bah, ricordo che quando l'ho acquistato, me ne è arrivata insieme una seconda copia, e me ne sono meravigliata. Chissà, magari dovevano smaltire le troppe copie. 😏
  8. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Davvero! Un gran caos, soprattutto quelle del laboratorio. Poi mi aspettavo di assistere a questo marito, improvvisamente supereroe che avvelenava tutti. Invece. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per me.
  9. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Ciò non spiega comunque le recensioni positive delle lettrici. Quello che mi ha attirato all'inizio è che sembrava un romanzo sulle donne, e l'originalità dello spunto sulla limitazione delle parole.
  10. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Scusate il doppio invio. Volevo solo aggiungere che quoto Libero in toto, e Ippolita quando scrive: Anche a me l'idea del numero delle parole è piaciuta. E' stata una trovata davvero potente e mi aspettavo che fosse uno dei temi del libro, invece.
  11. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Se vuoi leggerlo te lo presto. Non ti dico di comprarlo, soldi sprecati. Oppure posso regalartelo, anche. Comunque, uno degli scrittori che stimo di più mi ha detto che dobbiamo leggere anche i libri brutti, e anche quelli che hanno avuto successo e non ci piacciono, cercando di capire cosa di quelle opere ha fatto sì che una storia brutta abbia venduto. Ecco, mi piacerebbe conoscere il vostro parere: secondo voi cosa ha sancito il successo di questo pessimo libro? Perché, lasciano la mia recensione su Amazon, ho visto che ha cinque stelle.
  12. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Vero, concordo in pieno! Studiando il fenomeno di massa del nazismo, ho appreso che quando accadono queste esplosioni di isteria e movimenti collettivi, nasce fra tutti il leader. Tutti saremmo portati a pensare che sia un uomo forte, potente, sicuro di sé. In realtà è esattamente l'opposto. Questo sentimento atavico che si identifica con un'ideologia di massa trova i più fervidi sostenitori nelle persone deboli, nei più fragili, persone che con esso riempiono i vuoti che hanno dentro. Nella massa si sentono più forti, nell'acclamazione collettiva legittimati, e quindi ci si abbandonano con tutti sè stessi, trasformandosi e diventando dei veri e propri leoni. Questa cosa trova conferma in Hitler, ma se ci guardiamo intorno troveremo con facilità altri esempi. Per concludere, l'autrice dissotterra molte argomentazioni, ce le pone sotto gli occhi in maniera accennata. È vero che non avrebbe potute trattarle tutte in un unico libro. La pecca è appunto che decide di non affrontarne nessuna. Per quanto riguarda gli stereotipi italiani, beh, stendiamo un velo pietoso.
  13. Ezbereth

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Grazie cara, sei sempre gentile. Saluta Macleo da parte mia. Un abbraccio.
  14. Ezbereth

    Vox, Christina Dalcher

    Eccomi. Dunque, se da un lato un po' mi pento per aver pensato di aprire un gruppo di lettura per questo libro, dall'altro il fatto di leggermi in molti dei vostri commenti, mi fa tranquillizzare, perché leggendo le varie recensioni trovate in giro questo libro doveva essere il libro del secolo. Inizio rispondendo a Lizz: Dunque, come qualcuno ha già detto, ho trovato che l'autrice abbia sciupato una grande occasione: quella di parlare delle reazioni di una madre che giorno dopo giorno non riconosce più il figlio che le sta accanto. Avrebbe potuto farle provare dispiacere, perché sente di non essere stata in grado di educarlo con convinzione, avrebbe potuto provare rabbia per la poca forza di carattere del ragazzo - che però non dimentichiamo è un adolescente; oppure rabbia per quel dannato braccialetto che non le permette di affrontare un discorso in modo efficace, considerando che il padre mi sembra un po' un ameba; oppure preoccupazione per il suo futuro, o in ultimo -cosa che ha appena accennato -avrebbe potuto iniziare a identificarlo come un nemico in casa propria (con tutti i risvolti e conseguenze). In generale e con la stessa superficialità dell'autrice, direi che - e qui rispondo all'altra tua domanda - Sì, penso che sia realistico. Ho un figlio grande e qualche volta non riconosco il suo comportamento da uomo nei confronti della compagna e resto spiazzata mordendomi le labbra per non prendere le parti della ragazza. E mio figlio è una brava persona eh. E' solo che, come diceva qualcuno, siamo due pianeti opposti e a volte è davvero difficile non alzare barricate e cercare di capirsi. Per quanto riguarda il numero di figli, beh io ne ho cinque *_*. Comunque sono divisa, se da una parte sposo l'idea che lei abbia pensato a una famiglia numerosa per accattivarsi le lettrici e creare quel gioco di forze che le era necessario a creare contrasto nella famiglia, dall'altra ha sfruttato la cosa in modo pessimo, come se a un certo punto le avessero detto: smetti con sti pilotti e chiudi che il libro deve essere corto, mettici un po' di sesso altrimenti si addormentano e cose del genere. Il fatto, come ha detto qualcuno, che lei, costretta, pensi di salvare la figlia e abbandonare i maschi, non mi sembra così inverosimile. Le è stato detto che non possono partire tutti, che doveva andare sola, poi portare la bambina, con un solo posto disponibile, mi pareva una scelta azzeccata, è la piccola che rischia. Quoto questa parte del commento di libero, perché anche questa è stata, a mio avviso, una grande occasione sciupata. Credo che alla fine tutto il libro sia stata un'operazione commerciale per cavalcare l'onda. E l'idea era buona, se avesse sfruttato meglio l'intimità del personaggio. Invece il risultato è davvero superficiale. Comunque alcuni spunti accennati mi hanno fatto riflettere. Come dire: meglio vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Un altro personaggio che ho visto davvero pessimo è il marito, che sembra un idiota, senza palle e alla fine si sacrifica uccidendo tutti: ma se una ventina di pagine prima credeva in quel sistema e se la faceva sotto al pensiero solo di sussurrare una parola contro. No, non va bene, inoltre una scena così importante, la soluzione finale me la racconti solo? Bah. Non mi è proprio piaciuto. Mi meraviglio perché di solito gli americano ci stanno attenti a certe cose. Show don't Tell ce lo hanno insegnato loro.
  15. Ezbereth

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Complimenti a tutti! Ai vincitori, a quelli che ci leggono e anche quelli che non possono farlo. E' stato divertente. Ci vediamo il prossimo Natale!
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