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darktianos

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Tutti i contenuti di darktianos

  1. darktianos

    Sfumature fantastiche

    Seconda stella d'argento del catalogo della casa editrice Argento vivo edizioni. Sfumature fantastiche è una porta aperta sul pensiero laterale, ossia il vedere un problema da un punto di osservazione completamente differente, a volte persino ribaltato. Quanti modi trovereste per utilizzare la classica graffetta da disegno? Anche il concetto più semplice per una fantasia allenata può avere infinite applicazioni. Sfumature fantastiche applica fantasia e fantascienza per stupire, ingannare, e ribaltare concetti come se fossero indovinelli o barzellette, magari stupendo quando la verità era sotto gli occhi. Quale potrebbe essere il più grande problema di un astronauta alle prese con orrori leggendari, come potrebbe una coppia di scalatori riuscire a conquistare la vetta della più alta montagna dell'universo, o persino un racconto fantasy, essere un preciso e puntuale resoconto di eventi realmente accaduti? Sette racconti di pura fantasia con al centro sempre l'uomo e i suoi innumerevoli conflitti. In preordine con il 15% di sconto fino all'11 agosto.
  2. darktianos

    Sfumature fantastiche

    "sfumature fantastiche" è in promozione per il black friday scontato al 20% se acquistato sul sito dell'argento vivo edizioni. Ho guadagnato il titolo di stella d'argento dalla casa editrice, e 5 stelle dal sito libri e recensioni. Le copie in promozione sono contate. Qui potrete leggere la recensione della mia antologia sul pensiero laterale. https://www.librierecensioni.com/recensione/sfumature-fantastiche-lorenzo-mattioli.html E qui acquistarlo scontato al 20% di sconto. http://www.argentovivoedizioni.it/scheda.aspx?k=sfumature
  3. darktianos

    Sfumature fantastiche

    È stata pubblicata la recensione a sfumature fantastiche sul sito libri e recensioni. I proprietari del sito (che ringrazio personalmente) hanno apprezzato particolarmente la mia opera che li ha divertiti ed affascinati. Potrete leggere la recensione al seguente link Recensione Sfumature Fantastiche.
  4. darktianos

    Sfumature fantastiche

    È stata pubblicata l'intervista e la presentazione di sfumature fantastiche. Intervista con l'autore Potrete leggere parte di una delle sette storie, i retroscena sulla stesura dei racconti e tanto altro.
  5. darktianos

    Argento Vivo Edizioni

    Seconda puntata riguardante la mia testimonianza di collaborazione con la Argento vivo edizioni: Alcune punte amare di cui però non posso confermare la responsabilità, sia causa covid, sia pubblicazione in agosto da parte della C.e. Per alcuni disguidi, alcuni dei miei contatti che hanno provato a prendere il libro in promozione di prevendita non sono riusciti a farer l'acquisto se non a promozione terminata, devo precisare che durante la pratica sono stato informato di un errore causato da invio mail sbagliate. Oltretutto gli stessi contatti stanno ancora aspettando il libro (cui hanno fatto richiesta con recapito di spedizione postale e non corriere), uno di questi lo ha ordinato il 6 agosto. In ambito logistico sarebbe stato saggio da parte della c.e. anche per le sue esperienze negli anni passati e proprio causa covid, avvertire preventivamente tramite mail il possibile ritardo con tale tipo di spedizione. In una società dove ormai è tutto e subito, aspettare anche solo un paio di settimane, fa andare nel panico molta gente. Ora note positive: Visto le mie ristrettissime finanze ho richiesto 40 libri +3 (gratuiti per contratto) essi mi sono stati consegnati in circa dieci giorni del tutto gratuitamente (comprese spese del corriere) tenendo fede al contratto e al buon nome della C.e. Dovrò rendicontare ogni primo del mese alla c.e. Il numero delle copie che avrò venduto e il mio compenso mi sarà devoluto alla fine del trimestre (che immagino sara circa per il 15 di gennaio). I libri sembrano di ottima fattura (non sono un esperto tipografo) con una buona rilegatura (anche se potro confermarlo solo tra qualche anno, quando ne avrò maneggiato uno fino allo sfacelo)e sopratutto un'ottima qualità di stampa (non ho trovato sbavature, aloni ecc, ne su copertina ne all'interno). Sperando Il disagio delle spedizioni sia tutto da imputare alle poste italiane causa covid mi trovo ancora a consigliare questa c.e. sopratutto per le royalty in campo editoriale (20% per quelle vendute direttamente dal sito). Farò un ultimo resoconto con voto finale quando riceverò la fatturazione delle copie vendute da loro e la precisione dei dati con cui la effettueranno.
  6. darktianos

    Sfumature fantastiche

    Sono stato avvertito dalla CE che il periodo di sconto preordine è già terminato, Chiedo personalmente scusa per l'informazione errata precedentemente postata.
  7. darktianos

    Argento Vivo Edizioni

    Salve a tutti e ben ritrovati, dopo un anno e mezzo dall'invio del manoscritto sono finalmente pubblicato, purtroppo la chiusura da sars 2 ha rallentato parecchio i lavori. I tempi sono sicuramente lunghi, ma è assolutamente comprensibile visto il numero di opere in visione, la cura e l'attenzione che hanno dedicato alla mia opera. 1) l'editore: dopo aver esposto i miei pezzi agli scrittori esordienti qua su writer's dream, dopo innumerevoli riletture mie e di amici, l'editore è riuscito a trovare e ad insegnarmi altri metodi per rendere più scorrevole lo scritto. 2) La casa editrice ha collaborato con me e con le mie proposte per la creazione della copertina. Il grafico ha fatto infine un' ottimo lavoro, riuscendo sia a dare un incipit visivo al libro di impatto e di curiosità per l'opera. Per esperienza personale non è un servizio che tutte le case editrici offrono. A settembre mi attiverò per fare varie presentazioni e cercherò di tenervi informati per come verrà gestita tutta la procedura (ma che al momento per le informazioni ricevute trovo, almeno per le mie esperienze passate, davvero interessante)
  8. darktianos

    Un improbabile discorso d'amore

    commento p.s. questo e un piccolo scorcio di un romanzo bizzarro in costruzione. -Capitano, ma come siete riusciti a fidarvi dalla vostra compagna Ariin? é una cosa ce mi sono sempre chiesto.- Lo sguardo si abbasso per un attimo sullo scrittoio: -Ti citerò uno dei discorsi che facemmo io e lei, su un argomento completamente diverso. una sera che eravamo di turno per fare la guardia le chiesi se avesse mai pensato di trovarsi un uomo, insomma con il passare del tempo tenendo conto del suo mestiere di necromante, diventare anche zitella non sarebbe certo servito alla sua reputazione e posizione.- -Lei mi disse che doveva ancora trovarlo uno per cui ne valesse la pena. Naturalmente la mi a risposta fu una fragorosa risata, e le consigliai di non essere troppo esigente. ma Ariin mi riprese dicendomi che non avevo capito cosa è davvero quello che lei intendeva amore.- Il discorso divenne cosi profondo che alla classe sembro di vedere la scena. -Vedi- Disse Aarin- L'amore non si sente, insomma tu non coccoli il tuo braccio, non lo accarezzi continuamente, non pensi di essere romantico con lui...Tutte queste cavolate non sono amore, per il tuo braccio infatti non senti niente, anzi magari se ti fa male per una ferita lo vorresti a volte persino staccare, e se non ti aggrada ne vorresti cambiare l'aspetto: dita troppo grosse, mani callose ecc. -Ma se io ora sguainassi la spada e ti staccassi il braccio tu ne sentiresti la mancanza per il resto della vita, a volte avresti persino la senzazione che il braccio ci sia ancora al tuo fianco ma nel momento in cui ti lasciassi poggiare a qualcosa, finiresti col sedere per terra, perché il braccio non ha potuto reggerti. Questo è amore- -Io rabattei in quel momento, che quella era comodità, abitudine, ma lei ancora squotendo la testa mi disse : non hai ancora capito tu non devi pensare al corpo...ma al braccio!- -Ecco, è per questo atteggiamento nei confronti della sua arte di rianimare i morti, che si è guadagnata la nostra fiducia. Coloro che riportava in vita non li usava come un braccio, ma considerava se stessa un braccio per coloro che rianimava.-
  9. darktianos

    Oltre gli abissi della mente parte 2

    commento a Mara parte 2 Detto questo mi domandavo: quale interesse ha l'esercito in tale utilizzo della connessione neurale, perché, a meno di un controllo parziale e sgraziato da parte di Alice del corpo di Julien, non può fare molto altro e il tutto solo tramite una seduta di immersione consensuale.» «Per quale motivo il movimento del braccio è stato spasmodico, se può controllarne il corpo?» «La mente di Alice è nel corpo di Julien ma il cervello non è il suo. Secondo i molti rapporti che ci sono pervenuti con l'attrezzatura prototipo, molti erano i casi di distonie, di impulsi di analisti atti a muovere un arto che mettevano in moto un muscolo differente. Ogni persona ha il suo percorso nell'apprendere l'utilizzo di quella meravigliosa macchina che è il corpo umano, e per quanto Alice e suo marito siano in sintonia e si conoscano l'un l'altro, avere un controllo perfetto del corpo dell'ospite è in ogni caso un compito assai arduo. Questa è la ragione per la mia domanda di prima. Le applicazioni pratiche sono poche e limitate.» Il Colonnello si fece avanti e il Sergente si mise quindi sull'attenti senza proferire altro, aspettando che fosse lui a parlare. «Il nostro interesse è quello di poter leggere la mente dell'ospite, poter scartare la menzogna dalla verità, pensate sia possibile fare una cosa del genere?» Alice parlò tramite Julien, non con un certo fastidio da parte del marito. «Potrei penetrare la barriera emotica ed addentrarmi nel sub-conscio. Nel sotto-strato dei pensieri e facile portare alla luce emozioni ed idee nascoste.» «Fatelo!» Ordinò il Colonnello, non dando il tempo a Julien di replicare. «Bene, mi appresto ad immergermi ancor più in profondità. Caro, ti ridò pieno accesso alle funzioni del tuo corpo. Una volta passata la barriera che divide il pensiero razionale dal sub-conscio potrò parlarvi solo tramite i computer.» Sul monitor di Williamo i grafici che indicavano il passaggio dei dati iniziò a modificarsi e a salire ancora di più, mentre il monitor che indicava l'attività celebrale delle due persone indicava un cambiamento significativo dei processi neurali di Alice. «Cosa sta succedendo alla dottoressa Wilson?» «Sta addentrandosi nei processi più profondi della mente del signor Corsi: per farlo in modo razionale e non in stato di sonno, i macchinari che ci avete dato devono portare le sue onde celebrali, da onde beta con una frequenza di circa venticinque hertz, a cinque/sei hertz, la frequenza delle onde theta, quelle del sonno REM per intenderci.» «Il signor Corsi non ha nessuna modifica nelle suo encefalogramma.» «È una giusta osservazione.» Rispose lo stesso Corsi «Ma è solo mia moglie che sta entrando nel mio sub conscio, la verità è che alcune parti del cervello non smettono mai di sognare.» Ora il Colonnello si portò davanti a Julien «Dottoressa Wilson, riesce a sentirmi?» «Può parlarmi direttamente tramite il computer. Come vede, per ora, pur se il mio cervello è entrato in fase REM io sono ancora del tutto cosciente, del resto noi analisti siamo allenati ad avere sogni lucidi.» Sullo schermo centrale iniziarono a danzare immagini che riprendevano svariati argomenti, la colazione fatta la mattina, un leggero desiderio di andare in bagno, una stanza di piccole dimensioni, stretta e soffocante. Apparivano tutte sfocate per brevi istanti ma abbastanza per essere comprensibili. «Julien, ho trovato una certa resistenza a passare la barriera emotica, rilassati per favore.» La voce di Alice era contratta, accelerata mentre i picchi di dati sullo schermo di William continuavano a crescere. «Non ho mai sentito il termine barriera emotica, cosa vuol dire?» «È un termine che è nato tra noi operatori del settore, pur se lo usiamo ormai da più di vent'anni solo alcune riviste scientifiche ne hanno fatto brevi accenni. Per farla breve il termine nasce in riferimento alla barriera ematica del cervello, una barriera fisica naturale che permette il passaggio del sangue ma non di elementi che potrebbero danneggiarlo, una sorta di porta tagliafuoco o firewall. A livello di coscienza esiste qualcosa di simile: la dottoressa Wilson la percepisce come una zona densa , tanto più difficile da passare tanto più il paziente oppone resistenza, per questo deve esserci il consenso e l'apertura mentale. Nella nostra mente ci sono diverse di queste barriere più ci si immerge in profondità.» «Ma se la dottoressa è in uno stato REM con una frequenza celebrale cosi bassa come mai i dati trasmessi si stanno moltiplicando quasi in modo esponenziale.» «Sono processi della mente che ancora facciamo fatica a comprendere del tutto ma sembra che a livello razionale la parte di cervello che usiamo sia davvero esigua e selettiva, mentre durante la fase onirica, esso pur riposandosi, si...Riorganizza in tutte le sue componenti. Oltre agli impulsi più profondi del marito, la dottoressa, sta in un certo senso anche riorganizzando tutte le informazioni nel suo cervello.» «Una sorta di deframmentazione.» «Direi sia un esempio calzante.» «Bene signora Wilson...» Disse il Colonnello «Vorrei che provasse a estorcere una qualche informazione a suo marito.» L'encefalogramma di Julien schizzo quasi a quaranta hertz, mostrando così un elevato stato di tensione. «Caro...mi hai mai tradito?» Sullo schermo centrale comparve, anche se solo per un attimo, il fondo schiena di quella che sembrava essere una bella ragazza in fiore. «Lurido porco, quella è la tipa che avevamo davanti quando siamo andati a fare la spesa, per quanto tempo le hai guardato il culo?» Nuovamente sullo schermo centrale, apparve l'immagine di un orologio, le cui lancette vorticavano come impazzite. «Non mi piace questa situazione.» ribatte Julien, mentre i due militari si scambiarono uno sguardo perplesso a cui William cercò di replicare . «Credo il dottor Corsi sia abbastanza infastidito dal mostrare ad altre persone oltre a me e sua moglie i recessi della sua mente, la dottoressa Wilson naturalmente ora sta giocando con la mente del signor Corsi, e con le sue domande riesce a tirar fuori certi segreti, indipendentemente dalla volontà del marito.» Julien rilasso i muscoli del viso mentre William continuò. «Parlando per metafore, se quello con sua moglie può essere considerato un rapporto intimo, con voi lo potrebbe considerarlo un' orgia, oltretutto essendo tutti maschi tranne sua moglie...» La reazione fu alquanto bizzarra: dal computer usci la dolce risata della moglie, interrotta a singhiozzi dal marito stesso che cercava di dire qualcosa, poi non trovando le parole, sul monitor centrale si formo l'immagine di due mani che spingevano la testa di una persona in una vasca piena di liquido, affogandolo. «È ancora per la storia di Xavier vero William...Questa te la faccio pagare.» Alla dottoressa Wilson venne chiesto di risalire e di terminare l'immersione. «Vorrei, dottoressa, che provasse lo stesso esperimento col Sergente Harris.» Julien si agito di impulso «Potrebbe essere pericoloso, quale motivo c'è per effettuare un'immersione in un paziente sconosciuto?» «Lei è un civile dottor Corsi, per quanto sia allenato nei sogni lucidi e nell'analisi delle menti, non ha il rigore e la disciplina di un soldato.» Julien capì che la rimostranza aveva una ragione precisa ma era anche la ragione per cui non voleva fosse la moglie a farlo. «Farò io, allora, l'immersione.» «Perché caro?» «Non sai quali orrori potresti trovare nella mente di un soldato.» «Ti ricordo che ho operato altre volte in passato anche con sindromi post traumatiche da evento subito o indotto, e poi a livello razionale non potrà il paziente influire sulla mia psiche ma solo io sulla sua.» Il Colonnello drizzò la schiena dalla sua posizione di riposo, quasi per guardare da ancora più in alto i presenti «Direi che le obiezioni date da sua moglie siano valide, sarà lei ad immergersi, mentre lei, dottor Corsi, mi farà da assistente e mi aggiornerà sulla situazione.» Julien non poté che fare un leggero cenno di diniego con la testa, ed accettare la situazione.
  10. darktianos

    Nibiru (revisionato)

    n.d.a ho cercato di mettere un po' più indizi in giro per dare più realismo allo racconto. Commento a i giorni dell'apocalisse: training day -gloth, cloth, guth- «Base terra a Laika due, ci ricevi?» «Base terra a Maggiore Vasilyev, ci ricevi?» Il Maggiore Vasilyev volteggiava seminudo, coperto solo da un paio di mutande dozzinali; non che gli provocasse disagio, le pareti strette e spigolose del modulo Laika 2 lo calzavano come un vestito. «Base terra a Laika due, ci ricevi? Alexander, se la trasmittente principale superluminale non funziona, può provare con quella secondaria Morse.» La mascella del Maggiore si contrasse leggermente mentre il naso si arricciò infastidito: sentiva la barba accennata sulla pelle, e lui era metodico e ordinato. Lo sguardo del maggiore era fisso sull'oblò, dove si stagliava un muro bruno di gas, che vorticava lentamente, quasi immoto. La vicinanza con Nibiru era tale che da quel pertugio non era possibile vedere l'orizzonte del pianeta oscuro, quasi come fosse una foto attaccata a quell'unico foro sull'esterno. -cloth, gluuuth- «Base terra a Laika due, ci ricevi? Iniziamo a preoccuparci.» Alexander diede una leggera spinta con la mano sulla maniglia per le manovre G-0(1) e volteggio lievemente lungo quello stretto corridoio di metallo, arrivando a un terminale incastonato in mezzo a tanti altri. «Maggiore Alexander Vasilyev da Laika 2, vi ricevo forte e chiaro.» -clooth, glot- Alexander era preoccupato, quel rumore indistinto e soffocato lo infastidiva. Il comunicatore ci mise qualche secondo prima di rispondere. «Come sta Maggiore, dopo il risveglio criogenico? Si sente confuso? Ha acufene o sintomi di parestesie? Sa che giorno è?» Per Alexander quella domanda era del tutto inutile, sapeva che doveva attenersi ai protocolli, ma avrebbe preferito concentrarsi sul pericolo imminente. «Ovviamente sono in perfetta forma Base terra, cercavo solo di capire da dove provenisse un rumore che sento nel modulo.» Alexander portò per alcuni secondi lo sguardo nuovamente sull'oblò. «Alexander, ci avevi fatto preoccupare: Perché il generatore Van del Waals (2) per la gravità simulata non è attivo, il rumore può essere un sintomo del sonno criogenico, ma per prudenza faccia partire l'iter di diagnostica.» Alexander iniziò a controllare i dati che gli passavano davanti allo schermo, poi riattivò la comunicazione per trasmettere. «La gravità simulata mi gonfia le gambe e mi svuota il cervello, base terra. Per i dati che ricevo la pressione gravitazionale di Nibiru e piuttosto alta. In quest'orbita con gli aggiustamenti da fare, ci rimangono solo due mesi di carburante prima del rientro, non c'era una fascia di Lagrange(3) più stabile?» -clooth, clooth- «Sarà un problema dare motivazioni personali a violazioni del protocollo Maggiore, soprassiedo sull'attivazione del generatore Van der Waals ma sai che devi rispondere alle domande dopo il risveglio.» Alexander aprì un armadietto al lato opposto del terminale e ne prese un piccolo sacchetto da cui estrasse una cannuccia, ma prima ancora di riuscire a poggiare la bocca sul beccuccio per potervi bere, una goccia di liquido ne uscì lentamente. Il maggiore s’infilò la cannuccia tra le labbra e con la mano afferrò la goccia volteggiante per poi spalmarne il liquido sul proprio corpo nudo. «Iniziamo bene! A base terra sono già passati al personale, e poi mi chiedono di seguire dei protocolli inutili.» Mentre ancora beveva, riattivò le comunicazioni. «Base terra, ho sete e sto idratandomi, sono confuso solo per il rumore che continuo a sentire, siamo giovedì 24 novembre.» Il monitor del terminale diede un segnale verde, mentre i comandi inseriti in precedenza dal maggiore si stavano attivando mostrando la visuale esterna delle telecamere. Del sole si poteva vedere soltanto un buco luminoso, come di un foro fatto con uno spillo su di un foglio nero. -glooth- La fronte di Alexander cominciò a corrugarsi irritata per quello strano rumore. «Quali sono i risultati dell'iter diagnostico? Abbiamo dovuto guidare il Laika due nell'orbita bassa di Nibiru, le fasce di Lagrange sono piene di detriti e asteroidi, abbiamo perso tre sonde e la quarta, quella durata di più, è nella zona in cui ti trovi. Meglio che prepari il sistema di calcolo, fra dodici minuti e trentacinque secondi ci sarà il passaggio di Marduk.» «Nessun riscontro dalla diagnostica, da luce verde su tutti i sistemi. Base terra, perché non guidate voi il modulo da terra, per gli aggiustamenti.» Alexander si spinse per allontanarsi, percorse alcuni corridoi stretti prima di sentire la risposta. «Insieme a Nibiru e ai suoi satelliti hai una velocità relativa alla terra di venticinquemila chilometri al secondo, abbiamo una certa latenza anche se stiamo usando comunicazioni superluminali (4), se il processore non adattasse la nostra conversazione, sentiresti la nostra voce contratta di un decimo di tempo, mentre noi qua a terra dobbiamo aspettare in ogni caso che tu la finisca la comunicazione, visto che parli a rallentatore per il tempo dilatato. Probabilmente è una delle cause del perché abbiamo perso tutte quelle sonde.» “Probabilmente?” penso tra se e se, chiedendosi in che trappola si era infilato, mentre di nuovo quel rumore infastidiva i suoi timpani. Il maggiore arrivò alla camera criogenica, non era altro che un corridoietto, simile alle cuccette dei sommergibili, con le camere messe a castello una sopra l'altra. Il maggiore sulla consolle di comando, diede le istruzioni per iniziare il risveglio dell'equipaggio, l'orologio gli segnava due ore a ventuno minuti per la fine delle operazioni. «Maggiore qui a terra risulta che hai il battito accelerato.» Alexander non voleva far capire il fastidio che provava per quel rumore, quindi respirò profondamente e lentamente, prima di riattivare la comunicazione da un terminale a fianco dei comandi della camera criogenica. «Va meglio ora? Ho solo picchiato un ginocchio contro uno sportello.» Il messaggio di risposta arrivò mentre Alexander cercava di capire da dove provenisse quel rumore. «Il ginocchio? Maggiore non si è ancora vestito?» Lui aveva un marea di problemi da risolvere prima del risveglio dell'equipaggio e loro si preoccupavano che seguisse il protocollo, era irritante persino all'ente spaziale ormai era calcificata la burocrazia. «Maggiore, mancano tre minuti e mezzo, secondo i nostri calcoli al passaggio di Marduk, si tenga pronto agli aggiustamenti di orbita.» Alexander quasi non sentì la comunicazione, era intento ad appoggiare l'orecchio sulle pareti e ad aprire sportelli e far partire iter di diagnostica più specifica, per capire da dove provenisse quello stramaledettissimo rumore. -clooth glooth cloth- «Alexander, mancano cinquanta secondi al passaggio.» Forse lo aveva trovato! Con l'orecchio poggiato sulla parete, si stava avvicinando alla fonte del rumore, poi un momento di buio e il modulo fu sconquassato de una forte turbolenza. Alexander si precipitò a un terminale. «Merda, merda, merda!» «Base terra, altro che aggiustamenti, sto vorticando! Ho perso il puntamento sul sole.» -glooth cluth, glooth- Il rumore si faceva più insistente. Alexander non era un novellino, utilizzando gli stabilizzatori cerco per prima cosa di trovare un assetto con Nibiru. -Glooth clooth gloot cloth- il viso di Alexander si era fatto contratto , poi si distese per lo stupore «Base terra, Marduk e Nubiru sono collegati da un cuscino di gas, e come se stessi surfando su di un onda nello spazio.» «Base terra, base terra!» -glooth clooth cluuth- «Qui base terra, stiamo consultando i dati, ma dovrai aggiustare l'orbita da solo prima che possiamo intervenire, rischiamo di fare più danni che bene, per la latenza.» Alexander premette il pulsante per l'avvio della conversazione, mentre con un calcio colpiva lo sportello da dove pareva venire il rumore . «Base terra, ho già trovato il punto sol…Ma, cosa diavolo… per arghh , noo! Gloth!» Le comunicazioni si spezzarono. «Alexander! Alexander!» Ma l'unico messaggio di risposta fu il silenzio. -ku-klank- Una porta si aprì nella sala comunicazioni del progetto Nibiru, un uomo in mutande entrò trafelato, tenendo per il collo un tacchino morto. «COSA DIAVOLO VI E’ SALTATO IN TESTA, SIETE IMPAZZITI FORSE, CHI DIAVOLO HA CHIUSO UN TACCHINO NEL SIMULATORE, SAPETE COSA VUOL DIRE COMBATTERE CON UN ANIMALE A G-0? AVREBBE POTUTO CAVARMI UN OCCHIO DEFICENTI! IO VE LO FACCIO INGOIARE QUESTO DANNATO TACCHINO!» Tutto il reparto comunicazione, era sul punto di scoppiare a ridere nel vedere i graffi e le beccate che Alexander si era preso nel cercare di fermare l'animale, l'operatore che fino allora aveva parlato con lui, alzò le mani per difesa. «Hei Alex, sapevi che la simulazione era impossibile, abbiamo voluto aggiungere il tacchino per distrarti ulteriormente ma non pensavamo che saresti arrivato ad aprire lo sportello, del resto, oggi è il giorno del ringraziamento per noi.» Il maggiore Alexander Vasilyev alzò il tacchino per scambiare uno sguardo con quegli occhi morti. «Bhe… Immagino, che un russo infuriato in mutande, con un tacchino morto in mano, non sia molto credibile come minaccia.» La sala si riempì di risate, un umorismo che il tacchino, certamente, non poteva capire. Nibiru: pianeta leggendario che dovrebbe intersecare il sistema solare ogni tredicimila seicento anni, e che si porta dietro cinque pianeti, la grandezza di tale astro o sole mancato sarebbero poco più grandi di Giove. (1)G-0: abbreviazione di gravità a livello 0, stato in cui si trovano a doversi muovere gli astronauti nello spazio. (2)Forza di Van der Waals: la forza attrattiva e respingente delle molecole, qui utilizzata per immaginare un generatore che potesse simulare una forza gravitazionale minore, in un ambiente ristretto. (3)Fasce di Lagrange: sono le orbite di stazionamento stabili intorno ai corpi celesti. (4) comunicazione superluminale: secondo la fisica è possibile creare fotoni gemellari , e cambiandone frequenza di uno, si cambierebbe frequenza anche al suo gemello, qualsiasi sia la distanza che li separa. Tale processo permetterebbe di comunicare in qualsiasi parte dell’universo in modo istantaneo. Rimarrebbe comunque la velocità relativa e le leggi che ne governano il tempo come indicato dalla teoria sulla relatività generale di Einstein, e quindi si creerebbe una latenza o discordanza dello scorrere del tempo secondo la velocità di fuga o di avvicinamento di due oggetti comunicanti.
  11. darktianos

    Oltre gli abissi della mente parte 1

    Commento e bastò una quercia per... N.d.a per chi ha letto negli abissi della mente: mi son chiesto se era possibile spremere ancora di più la fantasia. «Alice.» Julien entrò nel laboratorio, mentre sua moglie stava redigendo il rapporto dell'ultima immersione. Avrebbe voluto essere severo ma appena la vide, come sempre, ritrovò la calma interiore. I suoi capelli castani incorniciavano il suo viso delicato che accennava alle prime rughe ma per Julien era sempre quella donna che lo aveva salvato. Forse era rimasto qualcosa di lei quando immergendosi dentro la sua mente lo aveva curato dal trauma che lo aveva colpito da piccolo, o forse era solo perché l'amava. Julien e Alice si erano sposati appena un anno dopo il conseguimento del titolo di analista onirico di lui, dopo i lunghi studi intrapresi per diventarlo. «Dimmi caro.» «Credi sia stata una buona idea quella di esserci messi in mano all'esercito?» «Ne ho parlato anche con William e a parte l'apparecchiatura onirica all'avanguardia, il progetto di leggere nella mente in modo cosciente è davvero affascinante.» «Non si può giocare con l'anima di una persona impunemente!» «Julien ne abbiamo già parlato, quando ti immergi nella mente di una persona, la leggera sdoppiatura che sembra pervaderti non è che un deja vù della mente che si sincronizza con quella dell'ospite, non è l'indizio dell'esistenza dell'anima.» Alice conosceva bene le motivazioni che portavano suo marito a credere tanto fermamente in qualcosa dopo la morte, in parte era anche colpa sua, da quel primo incontro tanti anni fa e dal suo aiutarlo a sconfiggere ciò che lo terrorizzava. Per Julien le loro anime si erano mescolate. Lo sapeva perché per alcuni mesi anche lei, per contraccolpo, venne pervasa dal terrore verso ogni uomo e forse, proprio per questo, solo lui, ebbe gli strumenti e la conoscenza su come curarla a sua volta: ormai erano come un'unica cosa, per Julien un'unica anima. «...E poi se non fossimo noi, l'esercito cercherebbe altri analisti. E chi meglio di noi per i nostri studi e scoperte, potremmo gestire tale cosa.» «D'accordo speriamo solo il Colonnello non pretenda troppo da questi esperimenti.» Il giorno successivo Alice e Julien entrarono nel laboratorio allestito dal Colonnello Ferguson, non più di una stanza anche se di ampia metratura. La brutta sorpresa e che quel giorno era presente anche un altro soldato. «Colonnello, non ci aveva avvertito che sarebbe stata presente un'altra persona agli esperimenti?» «Dottor Corsi, il direttore dello studio è il dottor William Steine, lei non aveva nessun diritto di essere avvertito.» Per Julien fu un colpo basso, quella che ormai sentiva casa sua, ora era profanata ma il discorso del Colonnello non faceva una piega. «Sarebbe stata cortesia. Facciamo almeno le presentazioni: io sono Julien Corsi, lei è mia moglie Alice Wilson siamo entrambi analisti onirici, quello in fine seduto ai monitor è il nostro navigatore di fiducia, William Steine che per la alopecia incipiente amiamo chiamare Xavier.» Ne il muscoloso soldato di colore, ne William sorrisero. Il Colonnello si fece avanti di un passo «Vi presento il sergente Edward Harris, è stato preparato come mio assistente a questi esperimenti.» «Colonnello cosa intende per preparato?» «Il sergente Harris farà da paziente o si immergerà a seconda dei casi che si presenteranno durante gli esperimenti.» Julien fu preso dal panico. «Colonnello, non per mancarle di rispetto ma non prenda un'immersione come una passeggiata, io e mia moglie siamo più che adatti per portare avanti questi esperimenti, abbiamo una conoscenza decennale delle psicosi l'uno dell'altro, conosciamo i labirinti delle nostre menti a memoria. Credo che introdurre un elemento esterno potrebbe rivelarsi molto pericoloso, sopratutto poi, se è un soldato!» «Signor Corsi, Non ha importanza ciò che lei crede, il sergente Harris è più che qualificato e farà parte di questo progetto.» Il tono categorico del Colonnello lasciarono ammutolito Julien per qualche secondo e fu Alice a sviare lo sguardo allucinato del marito, dal Colonnello. «Julien non sarà una immersione onirica, ci immergeremo sempre in modo razionale, non potrà esserci scambio di esperienze come con l'interazione da dormienti.» Alice calmò subito suo marito con quelle parole, immergendosi durante il sogno i subconsci di analista e paziente in parte si mescolavano, ma se l'immersione fosse avvenuta in modo razionale non avrebbe potuto esserci interazione tra le coscienze e il Colonnello sembrò capire che il punto cruciale era proprio questo. «Signor Corsi, forse si sente un po' tradito dalla possibilità che sua moglie possa essere violata dalla mente di un'altra persona? Intanto valiamo come avanzeranno gli esperimenti prima di fasciarci la testa, non crede?» Julien, per le due pugnalate al cuore sentiva il suo animo ribollire e forse parte del suo trauma contro gli uomini troppo autoritari, ora tornava a galla come una schiuma rabbiosa, quindi si mise sopra la poltrona per l'immersione, fissando negli occhi il Colonnello. Trovava fastidioso che quella persona di mezza età, leggermente sovrappeso e dal viso quasi infantile avesse tanta invadenza, ma del resto erano loro ad aver accettato il contratto. «Spero non vi dia fastidio se faro domande durante l'immersione.» chiese il Sergente ai presenti; a rispondergli fu William «Non si preoccupi, siamo qui per questo. Bene Alice, direi di iniziare con l'esperimento di immersione, con collegamento razionale.» «Ho esperienze in immersioni oniriche, cosa cambierà a livello razionale.» «Immersioni razionali si possono fare in modo tradizionale, questa volta pero l'analista Alice entrerà nella mente del paziente collegandosi alla sua rete neurale un grado alla volta e uni direzionalmente. È meglio ve lo mostri, un' immagine vale più di mille parole.» Il Colonnello si fece avanti, sui monitor che William stava osservando, per la precisione erano presenti tre computer in linea: uno mostrava solo dei dati, quello centrale ciò che Alice vedeva, ed infine, l'ultimo, mostrava le onde celebrali dei due operatori. «Trentasei picchi al secondo? È un po poco come connessione neurale.» William negò con la testa e indicò lo schermo di centro. «Quello che state vedendo e il passaggio di dati del solo nervo ottico, trentasei input al secondo per la precisione, ora guardate!» Sul monitor principale di William i numeri indicanti la connessione cominciarono a salire. «Ci siamo! Alice e nel paese delle meraviglie...La testa di suo marito.» «Ah ah toccato, bella battuta William.» Sul monitor di centro non si vedeva più Julien seduto sulla poltrona, ma Alice che gli era seduta di fronte. «Julien in questo momento sta condividendo il suo corpo con la mente di sua moglie.» Julien inizio a parlare, per il Sergente sembrava quasi una recita perché nulla era cambiato. «Ora sto vedendo con gli occhi di mio marito e...» Julien mosse un braccio in modo sgraziato. «Condivido i comandi del suo corpo.» Il Sergente si portò davanti al Viso di Julien «È la dottoressa Alice che sta parlando ora?» «Si!» e nuovamente Julien ripetè «Si, o almeno un attimo fa.» Ora fu William a rivolgersi al Colonnello e al sergente. «Vorrei precisare che tutto questo è possibile solo con il consenso del paziente. Julien ha tutte le funzioni del controllo del suo corpo ma Alice può in ogni caso percepirne le sensazioni a mandare anche impulsi come fosse il suo. In questo momento ci sono letteralmente due menti in un unico soggetto.
  12. darktianos

    Zombi!

    Prefazione: spero di non terrorizzarvi davvero con questo racconto (sopratutto per gli errori). Per sorbire il massimo effetto empatico/emotivo, consiglio vivamente di guardare i video presenti nel testo(spoiler), solo al momento necessario. per il resto buon divertimento. Una citazione particolare per @Pulsar é grazie ad una discussione su un suo racconto, che mi è venuta l'idea per spiegare in modo reale, la possibile esistenza degli zombi. Se usavate gli horror come lassativo, questo dovrebbe fare da astringente . Caspar Weber, è così che mi chiamo, quando ho ancora la lucidità per scriverlo alla tastiera. Tedesco, maschio, uno e settantacinque di altezza, ora pesante solo sessantun chili, uno dei primi contagiati. Il parassita, forse per un innato istinto di sopravvivenza, quasi mi fa dimenticare il dato più importante: entomologo! Basterebbero quarantun giorni da quando è iniziata l'epidemia per mandare a sfacelo l'umanità. Una mutazione aggressiva del Spinochordodes tellinii, un verme parassita degli insetti è riuscito a passare ai mammiferi. La società moderna, come la conosciamo, crollerebbe in soli cinque cicli riproduttivi dall'inizio dell'infezione. Dopo due settimane dal contagio del parassita, infatti, la saliva della vittima si riempie di larve dello stesso, ed entra in uno stato di furia con cui cerca di passare al prossimo ospite tramite il morso. Il ciclo riproduttivo si ripete ogni tre giorni dopo la fase embrionale, un ciclo troppo corto per poter provare una qualsiasi cura sull'ospite. La popolazione mondiale verrebbe decimata ...Letteralmente da un'orda di Zombi, persone che fino al momento prima dialogavano serenamente con te, l'attimo dopo ti salterebbero alla gola, o a qualsiasi altro lembo di carne dove poter mordere e passare le larve. Oltretutto il parassita nelle prime due settimane di incubazione secerne endorfine, creando uno stato di benessere ed euforia che cancella quasi del tutto l'insorgenza dei sintomi da infezione. La Spinochordodes maiorem, risulta resistente a tutti gli antiparassitari usati, agli antibiotici, solo massicce dosi di aglio nell'alimentazione ha ridotto l'incidenza di infezione delle larve di un solo venti percento. Il focolaio si sta diffondendo velocemente all'insaputa della popolazione. L'esercito non vuol creare il panico...prima del tempo. Sono disperato. Sono stato rinchiuso, mio malgrado, in una baita attrezzata nella foresta nera, mi sono risvegliato nella stessa dopo aver subito gli effetti della furia ma non so se ritenermi fortunato del fatto che le mie pene avrebbero potuto finire con un proiettile in testa, anche se mi hanno lasciato una pistola nel caso lo desiderassi. Tre giorni dopo mi sono risvegliato nel mezzo del bosco, soliti crampi da acido lattico in tutto il corpo, più un paio di costole incrinate e a fianco a me la carcassa di un cervo...Come diavolo ho fatto ad abbattere un cervo a mani nude? Il morso che gli ho inferto ha reciso un'arteria della zampa. Controllo la mia bocca e ho ancora tutti i denti, non ho morso un osso o altra parte troppo dura. L'orrore che più mi pervade è che alla consapevolezza dell'arrivo del periodo riproduttivo e conseguentemente, della furia, mi ero chiuso dentro. Come ho fatto ad aprire la porta? Il sesto giorno fortunatamente devo aver cacciato un coniglio, ho alcuni ciuffi di peli ancora tra i denti, non credo potrei sopravvivere allo scontro con un cinghiale. Ho avuto notizia dall'esercito che si sono già formate bande di infetti, ed è passata solo una settimana, la bastarda non attacca i suoi simili e gli infettati come ogni essere vivente non hanno intenzione di morire, neppure io del resto. L'esercito mi intima continuamente di portare avanti le ricerche, in questa baita in cui mi ha rinchiuso, del resto ne va anche della mia vita. Ora che l'infezione si sta diffondendo, anche del mondo intero. La Spinochordodes tellinii, una volta adulta e divorato in parte il proprio ospite, costringe lo stesso usandolo come una marionetta a cercare l'acqua dove si riproduce. La sorella maggiore invece infesta l'ospite e solo quando esso muore, se ne esce strappando parte degli organi interni per portarseli dietro come culla per le sue larve. È capace di percorre anche quindici chilometri per cercare un ruscello o una fonte d'acqua dove perpetrare un ultimo tentativo di infezione. Cerco di concentrarmi sui particolari per non fare caso alla sensazione che sento nelle viscere fino in gola, al sentire quella maledetta che si agita e sogghigna dentro di me, almeno continuasse ad emettere endorfine, invece ora sento tutto il dolore che essa può provocarmi per ogni tentativo di ucciderla. Oggi è Il settimo giorno, ne ho altri due prima della prossima furia. Le larve possono diffondersi tramite morso o ingestione, ormai ogni tipo di cibo può essere contaminato, dai vegetali entrati in contatto con acqua infetta alle feci, o la carne degli animali. Le uova riescono a resistere fino a temperature di centoquaranta gradi, prima di morire, e anche solo prendere in considerazione di cuocere per lunghi periodi il cibo a temperature superiori , il decadimento dei nutrienti porterà il resto della popolazione sana ad ammalarsi. Paradossalmente, col tempo, gli infetti diventano più forti e veloci dei sani, anche senza essere in stato di furia. Il parassita nello stato di uovo una volta entrato in circolo raggiunge i polmoni dove passa la prima fase della sua trasformazione, qui alimentandosi col flusso sanguigno si allunga raggiunge prima l'apparato digerente dove una sua parte, la più grande per inciso, si estende per tutta la sua lunghezza. L'apparato riproduttivo si allunga fino all'esofago dove poco prima della furia inizierà a depositare le uova nella bocca. La sensazione è disgustosa, la schiuma giallastra che poco prima si presenta, provoca un forte shock emotivo. Altre protuberanze raggiungono vari organi: reni ,fegato e cuore, mentre un ultimo tentacolo raggiunge il cervello, tramite il tronco encefalico. Tramite le surrenali durante la furia c'è una massiccia produzione di adrenalina, il resto non è ancora possibile spiegarlo, se non tramite un'autopsia in un soggetto morto a causa del decesso del proprio parassita. Ho passato due giorni per recuperare cavie e fare esperimenti, ho provato ogni sorta di mix di medicinali, erbe aromatiche, ma il parassita sembra indistruttibile, mi informano che ne sono stati rinvenuti alcuni con una sezione di due cm e lunghi alcuni metri. Prendo il mio ultimo esperimento, ho provato a infettare con la maiorem nuovamente un insetto, una mantide per la precisione trovata sul davanzale due giorni fa. Forse allo stato embrionale si comporta come la sorella minore ma ho provato a iniettare alcuni fosfati all'insetto, ho rischiato di uccider la mantide ma non il parassita. Forse ho ancora mezza dozzina di ore prima della prossima crisi, mi appresto ad uccidere la mantide per fare in modo che il parassita lasci l'ospite, effettuerò un'autopsia sulla Spinochordodes maiorem e un'analisi dei suoi tessuti dopo la crisi, se riuscirò a sopravvivere. Accendo la telecamera. Ma cosa... il parassita lascia l'ospite prima del decesso dello stesso, che abbia un comportamento simile? No, la spiegazione deve essere un'altra. Ragiona Caspar, hai fatto altri esperimenti del genere, il parassita non usciva dall'ospite mammifero solo perché immerso. Aspetta, forse è ipossia! L'apparto respiratorio degli insetti e fondamentalmente diverso dai vertebrati esso percorre tutta la superficie del corpo con stigmi e trachee, immergendo la mantide l'ho fatta soffocare. Con una cavia devo provare ad abbassare la saturazione di ossigeno. Devo trovarne un'altra, rivolto ogni gabbia, ogni teca, di questo laboratorio, metto tutto a soqquadro ma non trovo nulla. MERDA! Sono forse a un passo dalla soluzione e forse la prossima crisi mi ucciderà. Pensa Caspar, potresti uscire e trovare un topo ma se fossi poi preda della furia? In verità è rimasta una cavia; guardo la telecamera con terrore, infondo il mio destino è segnato. Il mio sguardo cade sulla pistola, mentre preparo un catino d'acqua, fra un poco accenderò la telecamera e so che qualsiasi sia la mia scelta, per un solo attimo sentirò le mie urla mischiarsi alle vostre. Vi scongiuro, fate che tutto questo non sia inutile. Inizio esperimento finale.
  13. darktianos

    Zombi!

    @lucamenca grazie del passaggio e della critica. Nell'ultimo punto: inizialmente avevo pensato a una situazione caotica, ad un governo e ad un esercito che non avendo informazioni su cosa sarebbe successo entro pochissimo tempo (infatti il protagonista è uno dei primi contagiati) imposta diversi esperimenti e situazione per aver più informazioni possibili, l'entomologo finisce per essere una sorta di doppio ceco. Non sono del tutto contento dell'immagine che mi ero fatto e sopratutto della scelta di tenere il racconto sotto gli 8000 caratteri (sono più portato,credo, verso i racconti lunghi e articolati), tanto che esiste un buco narrativo abbastanza grosso, o meglio non ho spiegato adeguatamente, curato in modo da togliere molte domande al lettore. Nel finale infatti non spiego adeguatamente perchè prende quella decisione che potrebbe essere mortale. Per il resto contentissimo di averti divertito^^.
  14. darktianos

    Oltre gli abissi della mente 4° ed Ultima parte

    P.s. Ipofisi o ghiandola pineale, per molte culture sede dell'anima.
  15. Commento a il cacciatore Il giorno seguente William era già in postazione, controllava meticolosamente tutta la strumentazione. Non aveva mai mostrato in tutta la sua vita un accenno di preoccupazione, ansia per le persone che stimava o voleva bene ma Julien notò subito l'attenzione in quei controlli. Non era dedizione al lavoro, anche lui era preoccupato per l'immersione. Il Colonnello e il Sergente arrivarono in perfetto orario e presentandosi solamente con un saluto, si sistemarono ai propri posti. «Sei sicura Alice di volerti immergere.» «William, ne ho parlato anche con Julien, lui mi farà da assistente in caso notasse qualcosa di inconsueto sui monitor, oltre a te, nessuno altro conosce meglio il mio encefalogramma.» Poi rise, sistemandosi sulla poltrona onirica. L'immersione procedette come il giorno prima, solo che il sergente Harris su sedato, Alice non si sarebbe mai aspettata un mondo tanto violento nella psiche di quell'uomo. Con parte delle difese abbassate Harris mostrava un' universo formato dalla dualità della sua famiglia, contrapposta alla violenza che aveva vissuto o meglio, inflitto. Scene di indicibile sofferenza e freddo cinismo si susseguivano all'affetto per i figli e alle risate con la moglie. Oltre a questo la mente addestrata del Sergente non mostrava alcuna apertura e Alice iniziò ad immergersi più in profondità. «Come mai il flusso di dati si sta abbassando ora?» «Alice sta penetrando nei recessi della mente ,forse persino nel sistema limbico, qui le funzioni sono ordinate e scandite per il sostentamento del corpo, guardi, anche le onde celebrali di Alice si sono adattate: siamo a 3 hertz ,alla soglia del sonno profondo, con onde celebrali Delta.» Julien era preoccupato, sullo schermo centrale si vedeva solo oscurità che raramente veniva spezzata da un bagliore, un immagine distorta o da ombre. «Alice, va tutto bene?» «Si, pensiero lineare e lucido, è difficile orientarsi...Aspetta...Ecco! Vedo la barriera emotica del cervello rettile.» Nello schermo centrale, si vedeva solo una sorta di disturbo, un'ombra densa come una nebbia in una notte d'inverno. Poi nel momento in cui alice “tocco” la barriera emotica, il flusso di dati verso lei ebbe un picco. Il colonnello se ne interesso subito. «Perché i dati ora aumentano, le funzioni celebrali a quelle profondità non dovrebbero essere ridotte al minimo?» Il corpo di alice ebbe un sussulto una specie di spasmo e Julien si portò sul corpo della moglie. William cercò di rispondere al colonnello, ma il suo interesse era su cosa stava succedendo ad Alice. «Non lo so esattamente, non ci siamo mai spinti cosi in profondità, forse è un sistema di difesa della mente, in un qualche modo la mente del sergente sta cercando di reagire all'intrusione, mi scusi...» e diresse tutta la sua attenzione su Julien «Cosa sta succedendo?» «Alice ha avuto uno spasmo pre-sonno, ma le sue onde celebrali sono già oltre il livello Tetha e si stanno ulteriormente abbassando, non ha logica, ha una frequenza di solo 0.5 hertz.» Poi Julien si porto al microfono. «Alice, non avanzare! Hai una frequenza celebrale troppo bassa, non dovresti neppure avere le facoltà per un qualsiasi ragionamento.» Passarono diversi secondi, che sembrarono minuti al marito, tanto che stava per intimare a William il risveglio forzato della moglie. «Va tutto bene. Se quel che dici è vero, neppure io so spiegarti il perché, ma riesco ad avere tutte le funzioni cognitive della mia mente...Forse le sto prendendo in prestito dal sergente. La barriera emotica oppone molta resistenza, ha la consistenza della gomma, eppure è come fosse liquida, è da un po' che sto cercando di trovarne un'uscita.» «Alice, smettila di avanzare torna indietro, è pericoloso.» Il flusso dei dati verso Alice inizio a provocare sistemi di allarme nei due computer principali, quello centrale ora mostrava varie sfumature di colori accesi, lampi e a volte sembrava di sentire dei suoni. «Cosa sta capitando, dottor Steine?» «È incredibile stiamo superando un flusso di quattro Terabite di dati, le cpu principali si stanno surriscaldando.» Il monitor principale a cui William era seduto si spense. «Merda! la cpu principale si è spenta in regime di auto raffreddamento.» Julien ora quasi gridava. Vi fu un lampo sul monitor, William cercò di escludere parte dei sistemi della seconda cpu almeno per tenerla attiva, e fu costretto a spegnere quasi tutte le funzioni, tenendo attivo solo il canale audio. «Alice torna indietro ti prego, Alice rispondi.» Passarono altri diversi secondi, persino il colonnello ora pareva rigido e teso. Poi un segnale audio. «Non potete immaginare: infiniti mondi, rocce e stelle, la conoscenza di tutto l'universo in una sola mente.» Julien non credeva alle sue orecchie sia nel sentire la voce della moglie, sia per un rumore che provenne dal suo corpo, il rumore dei suoi polmoni che si sgonfiavano. L'uomo saltò sulla poltrona della moglie. «Ha smosso di respirare, il cuore batte ma le sue funzioni celebrali sono cessate completamente.» William guardo l'unico monitor ancora attivo e che segnava le funzioni celebrali di Alice e del sergente e quelle della donna erano ora completamente azzerate. Lui stesso non poté far altro di domandare«Alice, dove diavolo sei, ora?» Julien ebbe un' illuminazione e tornò al microfono. «Alice ti prego, non hai passato la barriera emotica del cervello rettile! Hai passato quella della ghiandola pineale, Alice ti prego torna indietro, hai con te qualcosa di me, ti supplico.» «Anffhh» I polmoni di alice tornarono a respirare il digramma delle onde celebrali torno a livelli normali, ma per quanto Julien provasse a svegliare la moglie non riuscì a farlo per ben tre giorni. Nel lungo ricovero che ne seguì a detta di Alice, lei dovette re-imparare ad usare il suo corpo. Era come se fosse nata una seconda volta e per molti mesi a seguire ogni suo gesto fu impreciso e sgraziato. L'esperimento “ufficialmente” finì lì, con un categorico fallimento. Nei rapporti stilati del Dottor Steine era presente l'ipotesi che il cervello non fosse un Hard disk, dove venivano registrate, organizzate e riprese le informazioni di tutta la vita, ma a fronte di quell'evento, che fosse una sorta di antenna, adibita alla ricezione di informazioni proveniente da “un'altro universo”. William non trovò altre parole per descriverlo, ma non ebbe importanza quali idee avesse, perché nessuno tranne i presenti ne poté parlare. Qui finisce il mio diario sugli eventi di quel giorno, Alice per una sorta di istinto di sopravvivenza non riuscì mai più ad immergersi, e costrinse anche me, con suo marito, a lasciare il lavoro di analista onirico. Tenemmo lo studio ma tornammo ai vecchi metodi di un secolo prima, per curare il problemi psichici. Lei non aveva alcun ricordo di quell'immersione. Non tutto fu perso, anzi forse fu solo un nuovo inizio, per la sua anima unita a quella del marito: un figlio. Di mio ho qualcosa di più prezioso: un bagliore, un'unica immagine salvata, di quasi un Terabite.
  16. darktianos

    Oltre gli abissi della mente parte 1

    @Sasa866 grazie, mi augurto allora ti diverta il seguito.
  17. darktianos

    Il cacciatore-Capitolo primo-prologo

    @flammiere Sei abile nel descrivere gli scenari, ma credo tu abbia esagerato troppo per il prologo. vado per punti: Trama, L'incipt non è male, anzi il colpo di scena finale che fa del salvatore un possibile omicida è stata una buona idea, lascia il lettore in cerca degli eventi futuri: il viandante crederà di essere sotto attacco? Cercherà vendetta? È stato ferito gravemente? Sei riuscito a riportarmi alla mente un vecchissimo film di fantascienza dove un terrestre finisce per essere costretto a collaborare con un alieno suo nemico. E se sei riuscito a far emergere un ricordo, sei già a metà dell'opera. La trama non è per il momento ne banale ne originale ma in ogni caso interessante e ben costruita, anche se per un prologo troppo dettaggliata, dovresti snellirla leggermente, non di molto, appena un poco per rendere più veloce gli eventi, perché per il resto a parer mio sei davvero bravo nelle descrizioni. I personaggi non sono ancora delineati quindi è difficile dire qualcosa di loro per il momento. Riguardo il contenuto, sei riuscito a riempirlo di istantanee ben descrittee con le tue descrizioni, e devo dire sono stato immerso velocemente (seppur il racconto risulti lento per i punti citati sopra) nell'ambientazione dei protagonisti, nell'aggirarsi furtivo, nel pormi i dubbi su chi potevo avere di fornte, e se avevo fatto bene a cercare di salvarlo, viste le sue abilità...e come vedi sto già parlando in prima persona come fossi il protagonista. Unico appunto ...Suona malissimo questa parte rivedrei la frase per evitare la ripetizione con le ombrei dei pini: zone di buio, parte oscura del sottobosco, macchie di oscurità, tra le ultime tenebre. Riguardo forma e sintassi da parte mia null'altro da eccepire.
  18. darktianos

    La fiaba in versi di Bracciadilegno

    @Joyopi Più che un novello Ariosto un Trilussa, le tue fiabe mi ricordan troppo l'uccelletto in chiesa (argomento centrale eh?)
  19. darktianos

    Oltre gli abissi della mente parte 3

    commento a mara parte 3 Il Sergente Harris si accomodò sulla poltrona, quella che veniva chiamata maschera, una struttura semicircolare con molteplici sensori venne calata sulla sua fronte, anche con tale nome però essa non copriva il volto. La dottoressa iniziò l'immersione e anche se con qualche difficoltà, passò la barriera emotica fino ad arrivare al sub-conscio. «Bene dottoressa, faccia pure delle domande e cerchi di far emergere delle informazioni.» «Se non le dispiace vorrei fare io le domande.» disse Julien « Nulla in contrario.» Julien si avvicinò al sergente Harris, prese una sedia e ne rivolto lo schienale per potervi appoggiare le braccia, in modo da accomodarsi con il mento sulle stesse incrociate sopra, mentre poteva guardare la sua vittima negli occhi. «La prima volta che hai ucciso.» Ma sullo schermo le immagini che passavano erano di tutt'altro riferimento: vita familiare, il percorso con l'auto fino alla base dove risiedeva, un natale passato in caserma. Julien rimase confuso per un attimo, poi cercò di far leva sul senso di rivalsa. «Pettegolezzi sul Colonnello Ferguson.» Ma anche stavolta il risultato fu lo stesso. «Un ottimo tentativo dottor Corsi quello di utilizzare gli impulsi più bassi ma il sergente Harris antepone la sua lealtà al suo stesso ego. Come immaginavo una persona addestrata può tenere nascoste le informazioni sensibili e forse persino crearne di false. La situazione in cui ci troviamo non è molto differente dalla tortura fatta ad un civile ed una fatta a un militare. Dottoressa riemerga. L'esperimento è un fallimento, domani potrete tornare alle vostre attività giornaliere, vi ricordo che avete firmato un giuramento di segretezza sulla faccenda.» La dottoressa riprese in pochi attimi le funzioni del proprio corpo, quasi saltò dalla poltrona. «Ma come, dopo una sola giornata di esperimenti? Ci sono innumerevoli modi per ingannare la mente umana: il paziente potrebbe essere in stato onirico, potrei immergermi ancora più in profondità nella sua coscienza, potrei persino arrivare al cervello rettile e influire sugli stimoli basilari della sua coscienza, per inibire la sua volontà.» Julien aggredì la moglie a male parole «Ti si è fuso il cervello, sai quali danni potresti provocare, e poi non abbiamo mai passato la barriera emotica del cervello rettile, non sappiamo neppure cosa possa esserci di là, è troppo pericoloso.» «Julien, potremmo vedere che aspetto ha la fame, l'istinto di sopravvivenza e tutti gli stimoli basilari della mente, potrebbe essere una rivoluzione nell'analisi, un salto di almeno cinquantanni e lo possiamo fare solo con questi macchinari.» Il Colonnello si intromise «D'accordo, l'opzione è interessante, domani vi preparerete per l'immersione.» Julien capì al volo che la sua rimostranza aveva ottenuto il risultato contrario che si sarebbe aspettato. «E non chiede neppure cosa ne pensi il suo sottoposto?» «La sua lealtà è indiscussa!» Così si concluse la giornata: lo staff di analisi del dottor Steine iniziò a controllare i dati, gli encefalo-grammi e le registrazioni per farsi un'idea di cosa avrebbero potuto affrontare l'indomani. Julien non criticò la moglie dell'idea pericolosa che aveva avuto...Almeno fino a che, non giunsero a casa. La cena a casa dei Corsi venne consumata in silenzio. La casa piccola, anche se le finanze della famiglia non erano certo esigue, pareva quasi rimbombare al tintinnio delle posate tanto era tesa l'atmosfera. Fu Alice a cercare di allacciare un discorso, in cuor suo sapeva per quale motivo il marito non parlava: non trovava le parole. «Caro, so che hai paura ma vorrei ricordarti che in modo razionale vedrò la psiche del Sergente Harris come uno spettatore, non potrà influenzarmi.» «È una scusa che usi troppo spesso Alice, dimentichi che sono le tue onde celebrali ad abbassarsi al livello Tetha quando gli entri nel sub-conscio? Come verranno influenzate entrando nel cervello rettile, quali saranno le conseguenze?» «Julien sai che anche a livello di sub-coscio si riesce a ragionare perfettamente, anzi come dice il detto il sonno porta consiglio, la mente lavora in modo più efficiente. Caro... Potrò vedere che aspetto avranno fame, istinto di sopravvivenza, lussuria.» Con occhi da cerbiatto e sguardo remissivo Alice guardò il marito. «Potrei capire come potenziarne il desiderio.» Poi sorrise, Julien sbuffando si gratto la testa «Allora mi sa che dovrai subire parecchie sedute, finita questa tortura.» Alice sapeva dove stuzzicare il marito, tra le risate si ritirarono in intimità.
  20. darktianos

    Mara (Capitolo 3)

    @Sasa866 Ancora meglio, anche se questo pezzo ha quasi nulla di fantasy. Non nel senso cattivo intendo, anzi nel senso buono, nella sua totalità sei riuscita a trasformare un racconto fantasy in uno introspettivo, io da lettore mi ci sono immedesimato, sopratutto negli ultimi appunti...Come è vero che siamo sempre alla ricerca della vera felicità, quella del cuore e così raramente la troviamo. È un bel cambio di paradigma, mi hai ricordato il primo blade runner come trama e so che è un'accostamento azzardato ma per tutta la storia si rincorre il contenuto fantascientifico/fantastico, e poi si rimane spiazzati da quello filosofico, dalla ricerca di se stessi, dalla voglia di vivere. Quindi sei riuscita anche a far qualcosa di originale. perchè pochi hanno il coraggio di affrontare un simile cambiamento. Oltretutto riusciendo pure bene. Bello infine l'ultimo rapporto tra i due protagonisti, chissà forse oggi avevo voglia di un Happy end e per questo mi hai scaldato il cuore. Come Mara, a volte, cerco qualcosa, e non so perchè alla fine in un modo o nell'altro e in modi che non ti aspetti, arriva. Non ho i mezzi io per fare la critica a nessuno, in verità non credo neppure di avere i mezzi per consigliare nulla a nessuno, eppure oggi almeno da parte mia ti dico brava bel pezzo (con un pizzico di invidia) .
  21. darktianos

    Zombi!

    @Fiona Scherzi se sei un appassionata di horror i consigli sono certamente ben accetti.
  22. darktianos

    Zombi!

    @Komorebi grazie del commento. Credevo persino di averlo fatto troppo succinto (ho voluto rimanere negli 8000 caratteri), gran parte è dovuto dal mio piacere nel divagare sul contenuto (e sopratutto nel descrivere come si comportava il parassita. @Roberto Stradiotti Si devo devo stare attento quando faccio un testo con protagonista che medita. Ho la brutta abitudine per avitare ripetizioni di usare tale linguaggio e non me ne accorgo. Riguardo al tema ritrito (ah uno con la mia stessa avversione per i tormentoni) l'ho preso apposta per cercare di dare una spiegazione razionale a qualcosa che non potrebbe averne (anche con la più alta sospensione di incredulità) quello era lo scopo del pezzo. In quel senso sono riuscito a essere originale? O avevi già letto spiegzioni simili da altre parti?
  23. darktianos

    Mara (Capitolo 2)

    @Sasa866 molto più bella questa parte rispetto al prologo: La trama e più strutturata e finalmente si dipana sui dubbi e sulle domande lasciate senza risposta del primo capitolo. L'incipit di questa parte con le domande dell'amico prende subito, ma sopratutto e sviluppata molto meglio. Si sente subito la confusione di Raffaele, l'apparizione poi dell'alias di Mara fà venire a galla tutte le domande sul potere della protagonista (ripeto il mio invito del prologo, magari e da rivedere il rapporto della stessa col suo potere, magari non legge nella mente ma è solo un empate, ossia una che sente come suoi le emozioni di chi la circonda). Raffaele qua è molto più naturale ed è più facile empatizzare con lui, Astrid (l'alias di Mara) con la sua completa contrapposizione del suo vero io è molto particolare e davvero interessante come personaggio. Non solo con questo trucchetto sei riuscita a dar eun tocco di originalità, in molti infatti hanno narrato di alias e avatar di tanti protagonisti, ma molto raramente questi erano l'esatto opposto della protagonista. Quindi la plausibilità dei contenuti, che anche se in un fantasuy spesso possono permettersi la sospensione dell'incredulità, riescono a prendere un certo senso, un qualcosa di realistico. Anche lo stile è più chiaro e scorrevole in questa parte, forse perchè hai potuto usare gli 8000 caratteri per concentrarti su di un episodio ben specifico della storia, e devo dire si nota rispetto alla prima parte (anche qua se lo revisioni,mi permetto di consigliarti di allungare ilprologo approfondendo le due parti di cui è composto magari creandone due parti distinte di 8000 caratteri ciascuna.) In definitiva: pur parlando di chat e di messaggi in internet sei riuscita a dargli un tono realistico, pur essendo un racconto fantastico. molto meglio a parer mio.
  24. darktianos

    E bastò una quercia per...-Prologo

    Mitico!(con inflessione alla Simpson) Una scrittrice che fa errori ortografici come me. Mi fai sentire meno solo. Dato che riguardo stile e ortografia sarei in ogni caso imabarazzante nell'analizzare il tuo testo (virgole mancate, piccoli refusi, e spazi mancanti) cercherò di analizzarne i contenuti. Devo dire che non mi è dispiaciuto il testo, leggermente filosofico e mitologico e sopratutto originale nel suo punto di vista. La trama è un po' confusa, ma devo dire che in questo contesto non l'ho trovato troppo stonante. L'incipt della bambina non mi convince subito (forse qualche indizio in più di sovrannaturale non stonerebbe) ma si omolaga bene successivamente con il resto del testo. Anche l'intreccio in cui scopri i vari indizi della natura dei protagonisti è azzeccata, l'unica vera pecca è il finale che non è netto, sono possibili molte interpretazioni allo stesso ma sembra scritto frettolosamente e risulta nebbioso e poco chiaro. La bambina col suo linguaggio infantile è parecchio azzeccata, tutto il contrario l'antagonista che da parte sua non mi ha preso, era poco accattivante. Io sono un'amante dei villain ben costruiti, le sue ragioni le sue frasi erano un po' posticce, quasi dei clichè per intenderci. Cercò di avanzare alcune idee (solo per amore del pensiero laterale se non ti piacciono scartale pure a priori) l'angelo con mentalita, pensieri e aspetto di bambina è originale e dal significato molto profondo, perchè non contrapporlo ad un vecchio con uno strascico di bambini che lo seguono (altri angeli ingannati?) . oppure l'invito a seguire l'immagine di lucifero bambine potrebbe essere seguita subito dopo da un "per seguirlo non guardo la strada, un 'auto frena di botto, mia madre urla ma io mi diverto troppo a seguire Luca" (per poi scoprire alla fine che il resto è l'immagine creata dalla bambina è avvenuta in stato comatoso dopo l'incidente). Per il resto l'idea di scontro tra il bene e il male è un classico intramontabile, quella specie di fusione alla fine non è male come idea. In definitiva: é acerbo come testo, il finale seppur confuso non netto, ecc. è originale e nel creare una storia fantastica a parer mio bisognerebbe sempre partire da un finale delineato e netto (dopo è più facile creare colpi di scena). Hai idee originali e anche se con svariati errori che mi hanno disturbato la lettura sentivo i tuoi sentimenti nello scrivere questo pezzo...sentivo l'innocenza dell'angelo. Come detto non si sente però la malvagità del demone. Immedesimati in tutti i personaggi come hai fatto con la protagonista e credo potrà migliorare moltissimo come scrivi. Poi io amo la fantasia e questo ne è un discreto esempio.
  25. darktianos

    [MI 101 Fuori concorso] - Up patriots, to arms

    @massimopud quanto mi ha fatto male questo racconto, mi sembrava di essere un un reazionario alla festa dell'unità. Che dire "massimopud for president" Complimenti anche per aver vinto.
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