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Aldo Raccagni

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  • Compleanno 05/04/1964

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  1. Aldo Raccagni

    E' che continuo a farlo...

    Sottile, ben scritto ed empatico. I termini ripetuti in anafora rendono maggiormente lirico il brano. Non cambierei una virgola. Complimenti.
  2. Aldo Raccagni

    [N2017-3] Amari confetti

    Mi scuso per non aver "attato" il nickname nel commento, e qui rimedio: @ettore70 Beg your pardon.
  3. Aldo Raccagni

    [N2017-3] Amari confetti

    Caro Ettore70, trovo il "frammento" (ricordiamoci che di questo si tratta) di pregevole fattura. La scrittura è diretta e presenta una connotazione scenografica efficace; coinvolge, e si legge volentieri, senza soluzione di continuità. A mio modestissimo avviso, un brano in 8.000 caratteri non è (e credo non voglia essere) nemmeno un racconto breve: allora, me lo godo così, come farei con un videoclip di un musicista di cui attendo il concerto. Non amo particolarmente né il Fantasy né i giochi di ruolo, (anche se, in gioventù, ho marinato la scuola diverse mattine per ultimare la lettura delle Opere di Tolkien) ma se la narrazione è buona, come in questo caso, mi diverte e mi cattura a prescindere dalla "categoria" di ambientazione. Quanto alle "immagini poetiche" o suggestive: perché non dovrebbero esserci? Sinceramente, questa ossessione del non turbare o annoiare il lettore, magari con pregiudizio per la scorrevolezza della lettura mi sembra questione di lana caprina. Un cielo può essere reso cupo da una spessa coltre nuvolosa incombente, oppure da diverse nubi che si spostano minacciose etc.. La bellezza delle gambe impreziosita ed esaltata dalla "posa autoritaria" è un'immagine che, senza mediazione alcuna, si impone al mio "vedere" il racconto. In fondo, siamo aspiranti scrittori o cronisti? Bravo Ettore, il brano mi è piaciuto e, sempre a mio personale intendimento, il punto di forza della tua narrazione è... la narrazione! P.S.: La "troppa carne al fuoco", non sarà un effetto della legge del contrappasso di dantesca memoria? Chiedo scusa a tutti gli amici di WD, per questa chiosa scherzosa che può comprendere solo Ettore70 A presto
  4. Aldo Raccagni

    Invece

    Grazie @sergio mari dei tuoi suggerimenti, che condivido e recepisco con qualche eccezione: Non comprendo appieno: e se vi fosse davvero una "distanza" tra lo scrittore e i personaggi dello specifico capitolo? Vorrei capire meglio cosa intendevi. Una metafora che rafforza (almeno nelle intenzioni) il tono sarcastico utilizzato nel compendiare il vissuto del personaggio. La vibrazione di fondo che offro come chiave di lettura è di tristezza e mestizia. Il dramma del Nazareno si risolve nella Resurrezione, ma il protagonista non gode di tale aspettativa per il suo Amore perduto. "Una sporta di calce già pronta alle cinque della sera. Il resto era morte e solo morte alle cinque della sera... (Garcia Lorca)". "Fuggi lontano da questi miasmi ammorbanti, e nell'aria superiore vola a purificarti e bevi come un liquido divino... (Baudelaire)". Amo questi Poeti e la loro Arte. Amo la potenza figurativa delle loro immagini e dei vocaboli che utilizzano (benché in questo caso siano frutto di traduzione). Ecco, così ho dovuto rivelare le mie "Fonti" Di nuovo grazie @sergio mari per il tuo aiuto che, assieme a quello di tutti gli altri appassionati di WD, ritengo essere una preziosa risorsa per il mio percorso di formazione e crescita. Buona domenica.
  5. Aldo Raccagni

    Invece

    Beh, @FGCP che dire? Ti ringrazio di cuore per l'iniezione di ottimismo! Spero di poter presto ricambiare.;) Grazie ancora.
  6. Aldo Raccagni

    Nascondino

    Ciao @Floriana , a me il racconto è piaciuto e ha dato moltissimo, sia in termini estetici, che per le emozioni e riflessioni evocate. Supino, sulla "sabbia tiepida" di quella spiaggia, ho vissuto circostanze, sensazioni e protagonisti dell'incontro così ben narrato. Trovo che la mirabile, graduale, rivelazione degli elementi salienti del racconto riveli un notevole potenziale artistico e letterario. Dell'efficacia delle descrizioni ha già detto @stefia , e il modo in cui è stata rappresentata l'affettuosa "schermaglia" ontologica tra la protagonista e la sua malattia (Oliver Sachs, l'autore di "Risvegli, "Su una gamba sola" e molti alti stupendi libri; direbbe che non è possibile né auspicabile operare una distinzione tra i due elementi), mi ha portato a condividere la soddisfazione per quella, anzi, per quelle fondamentali vittorie conseguite dall'amorosa "zia". Arrivando in fondo al racconto, ci si rende conto di come certe asserzioni, a torto ritenute un po' "criptiche" all'inizio, siano in realtà espressione di una sapiente gestione del racconto, dove ogni boccone offerto al lettore, catturandone l'attenzione, viene "scartato" lentamente come un bonbon sino alla finale epifania. Ogni informazione funzionale al racconto, circa la disabilità della protagonista è compresa in esso ed eventuali ridondanze - a mio opinabile avviso - sarebbero stati pleonastiche. Brava. Grazie e... brava.
  7. Aldo Raccagni

    Invece

    Ciao @FGCP prima ancora che per il carattere lusinghiero del tuo apprezzamento, desidero ringraziarti per l'attenzione, quasi esegetica e originale, che hai riservato al mio testo. Seppure con gli ovvi limiti del neofita, uno degli aspetti che cerco di curare nello scrivere è la "musicalità", e quindi il "ritmo" come componente di quest'ultima: ecco perché la tua analisi mi gratifica particolarmente. In un famosissimo testo storico, si narra che tale Abramo chiese al suo Elohim di riferimento di astenersi dal distruggere la città di Sodoma qualora in essa vi si fosse trovato anche un solo giusto. Non senza un certo imbarazzo per l'indegno accostamento, ho sempre ritenuto che sarebbe valsa la pena di scrivere se fossi riuscito a regalare qualche momento di lievità e gradevolezza anche a soli dieci lettori. Ti apparirà evidente, pertanto, l'importanza di commenti come il tuo, visto che contribuiscono ad allontanare da me la prospettiva di condividere la delusione di Abramo (con buona pace per Sodoma) Scherzi a parte, ti confesso che, in questa sede, un commento così esclusivamente positivo crea in me anche un certo timore, perché i complimenti fanno crescere l'ego ma non la capacità di scrivere e io sono qui per imparare e coltivare quest'ultima. Naturalmente ciò non significa che io non speri di riscuoterne molti altri. Davvero grazie @FGCP per aver trovato nel frammento qualità di cui io stesso non mi ero accorto. Buonanotte (se da te è notte come da me) e a presto.
  8. Aldo Raccagni

    Invece

    Buongiorno e ben trovata @Floriana . Qui mi perdo. Che cosa vuol dire? In effetti, la sintassi è un po' contorta: il personaggio "Giovanni" viene presentato come una persona di basso profilo, con un'esistenza caratterizzata da occasioni sfumate apparentemente per scarsa combattività e patologica rassegnazione. Nel progredire del racconto, invece (;)), egli si dimostrerà capace di scelte gravose e rischiose, che porteranno alla luce una forza d'animo fuori dal comune. Per contro, altri protagonisti, che in principio sembravano distinguersi nei rispettivi ambiti sociali, per meschinità o indegnità perderanno la loro aura distintiva, rientrando nella mediocrità esistenziale nella quale sembrava condannato "Giovanni". (Questa spiegazione rievoca alla mente il detto: "È peggio la toppa dello strappo"). Direi: in cifra l'esistenza di Giovanni... Non fa una piega. Grazie Troppi che. Meglio: Ha una casa che occupa solo lui. Nei dialoghi tento di far "parlare" i miei personaggi nel modo più realistico e credibile. Se si trattasse di un periodo narrante sarei d'accordo con te ma, in questo caso, è la ragazza che parla (e che inizia a turlupinare, forse ancora inconsapevolmente) con il proprio compagno. Le persone non parlano come scrivono (quasi mai), pertanto, è mia opinione che sia possibile, anzi doveroso, derogare alle regole stilistiche e sintattiche quando si devono rappresentare dei dialoghi tra persone comuni, per non rendere "artificiale" lo scambio di battute tra i protagonisti. Secondo me, non la conti giusta. Sei ignorante in senso socratico, sicuramente. Il tuo approccio alla correzione mi ricorda un po' la mia professoressa di italiano alle superiori (e, credimi, è un complimento). Però raccolgo la provocazione, e ti dirò cosa non è, per me, il genere noir: non è un sottogenere del giallo. Io vedo il romanzo noir come un pretesto narrativo, una sorta di portante su cui modulare qualsiasi racconto che riferisca alla vicenda umana, purché credibile, dolorosa o misteriosa. Diversamente che nel giallo, nel racconto noir non è obbligatorio -personalmente lo ritengo vietato- un vero "lieto fine". Come nella realtà, in esso non esistono superuomini o investigatori geniali che grazie alla logica deduttiva risolvono il caso. Soprattutto, è possibile quel gioco delle parti, per cui i "buoni" (esempio: la polizia o l'istituzione in genere) possono essere individui deprecabili e può succedere di riconoscersi empaticamente più con l'assassino che con la vittima. Amo il noir perché credo che non esista un altro genere basato sul reale che offra più libertà e materia vibrante allo scrittore. Però, non so: dovresti chiedere a uno scrittore. Non sarei capace di concepire nemmeno con la fantasia quel tipo di violenza! No, la truce metafora era per cercare di rendere la delusione e lo schifo provato dal personaggio in modo così intenso da non riuscire a trovare l'oblio nemmeno nell'abbandono all'alcool. Ti ringrazio @Floriana per la tua attenzione e, come per gli altri amici di WD, se ti farà piacere ti invierò il pdf del romanzo appena sarà ultimato. Buona notte
  9. Aldo Raccagni

    Invece

    Cara @ドラゴン sono imperdonabile ma ti chiedo comunque scusa per il grave ritardo con cui ti rispondo (peraltro, con gli attuali mezzi di comunicazione, uno non può nemmeno giocarsi la balla di essere reduce da un giro di presentazioni del proprio libro all'estero) . In merito al "frammento": esso non è un racconto, ma la presentazione di un personaggio comprimario del romanzo che sto ancora scrivendo. Poiché non posso dedicare molte cartelle a tale presentazione, ho deciso di sfruttare l'aneddoto della sua sfortunata storia d'amore quale espediente per dare al lettore alcune indicazioni circa il carattere e la disposizione alla rassegnazione del soggetto. La connotazione del personaggio, pertanto, non richiede approfondimento sul rapporto con la partner perduta e men che mai sui sentimenti di lei, bensì che sia richiamata l'attenzione sull'accettazione passiva, da parte dello stesso, della serie di delusioni rappresentate dallo sfumare, una dopo l'altra, delle buone opportunità che gli si erano presentate nell'evolversi del proprio vissuto. Ti ringrazio per l'apprezzamento e, quando sarà ultimato, se ti interesserà ancora una volta appreso che si tratta di un noir sarà un piacere inviarti il pdf del romanzo. Grazie ancora
  10. Aldo Raccagni

    Dellacroce consola...

    Grazie, grazie @ettore70 per il tuo commento, particolarmente gradito perché è proprio il tipo di aiuto di cui sento di aver bisogno. Benché anagraficamente maturo, nel campo della scrittura sono un neofita. Vorrei diventare uno scrittore, e vorrei scrivere per gli altri, non più per alcuni dei miei "me stesso". Non mi interessa, tuttavia, scrivere per tanti, e quindi non cerco di imparare il "mestiere" dello scrittore. Gradirei invece apprendere anche solo i rudimenti dell'Arte dello scrivere. Comunicare e, per empatia, sollecitare in chi legge uno stato d'animo che non sia solo sorpresa, rabbia, orrore o ilarità. Sono quindi alla ricerca del mio stile e ho molta strada davanti a me. Per questo, le considerazioni come le tue sono per me le più preziose. Quanto alle ripetizioni, posso assicurarti che sono assolutamente volute e che, nei miei brani, ne troveresti diverse. Pur con la dovuta prudenza, poiché ricerco (ahimè, quasi sempre vanamente) la musicalità del periodo, faccio spesso uso della diafora e dell'anastrofe, nel tentativo di evidenziare il concetto impartendo un certo "ritmo" al periodo. Lo so, sono obsoleto ma in fondo... sono un uomo del '900! Ti chiedo scusa per il ritardo nella risposta e ti ringrazio nuovamente, anche per questa seduta di analisi. P.S.: se ti interessa e mi comunichi la tua email, ti posso inviare il pdf del mio romanzo
  11. Aldo Raccagni

    Lacrime

    Grazie, e che crepi il lupo! (o almeno pianga lacrime di dolore e mi faccia da testimonial)
  12. Aldo Raccagni

    Invece

    Ciao @Roberto Ballardini , ti ringrazio. Le tue non sono osservazioni, ma un ottimo editing che apprezzo davvero molto. Non mi è affatto difficile fare mie le modifiche suggerite e spero che vi saranno occasioni per altri tuoi analoghi interventi nei miei prossimi "frammenti". Grazie di nuovo. A presto
  13. Aldo Raccagni

    Lacrime

    @Sira Ho inviato questa poesia, assieme ad altre due, per la partecipazione a un concorso letterario e l'ho fatto utilizzando il tuo "editing". Ti farò sapere Rinnovo i saluti e i ringraziamenti a Te e a @Margherita Fasano @Fraudolente .
  14. Aldo Raccagni

    Invece

    Grazie @mimimiguela per il commento, e per il consiglio. Sono d'accordo con la tua opinione e, pur mantenendo la metafora che ritengo calzante, cercherò di alleggerirne la lirica. Ti chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma ho passato un periodo di lavoro in cui, alla sera, il pc non volevo nemmeno vederlo (e ancora non hanno inventato la stilografica telematica). Grazie ancora a Te e a @Fraudolente .
  15. Aldo Raccagni

    A.D.R. A Domanda Risponde

    Chiedo scusa se, per il momento, rispondo ai vostri apprezzatissimi, importanti commenti e suggerimenti, con un laconico grazie, ma sono in vacanza e, per mia carenza, non sono in grado di scrivere agevolmente con il tablet. Ancora grazie: ribadisco che i vostri suggerimenti sono per me fondamentali. A presto @flammiere , @lovigius e @Plata (ho notato, ho notato...)
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