Vai al contenuto

cheguevara

Scrittore
  • Numero contenuti

    243
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    1

cheguevara ha vinto il 8 aprile

cheguevara ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

258 Strepitoso

1 Seguace

Su cheguevara

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 06/05/1944

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Interessi
    oltre a leggere e scrivere libri, sto in famiglia, coltivo un piccolo orto e mi occupo del mio cane

Visite recenti

341 visite nel profilo
  1. cheguevara

    editorI per un libro un po' esotico

    Non credo che per i bambini siano stimolanti le scritte in un codice indecifrabile. Comunque, ci sarà sempre qualcuno disponibile per qualsiasi tipo di mercanzia. Mi viene in mente la famosa "merda d'artista": un capolavoro del colon-retto.
  2. Non lo metto in dubbio. Sarà anche perché ad inviare schifezze alle CE sono forse più gli anziani (magari pensionati che approfittano del tempo libero per tentare di arrotondare, benché privi di basi e, soprattutto, di senso di autocritica), che i giovani, che magari preferiscono seguire la via del self-publishing. E' un fatto, però, che, complice il noto degrado della scuola, l'analfabetismo di ritorno degli anziani è dovuto soprattutto alla scarsa istruzione di chi si è fermato al diploma elementare o, al più, di terza media, mentre nei giovani pullula anche tra diplomati e laureati, inclusi alcuni cosiddetti giornalisti, che spesso parlano e scrivono mostrandosi all'oscuro di grammatica, sintassi e consecutio temporum. Non molti, ma in numero sufficiente a certificare la decadenza culturale in atto.
  3. Io credo che a contraddistinguere la differenza con i tempi andati sia soprattutto l'avvento di internet, che rende possibile a chiunque l'invio alle CE di roba di ogni genere, con un semplice click e senza spendere un centesimo. Non considererei, invece, la passata "scarsa diffusione dell'istruzione", visto che stiamo vivendo in un Paese in cui il cosiddetto analfabetismo di ritorno - cioè l'incapacità a comprendere il significato di ciò che si legge - affligge, lo dicono i sondaggi, oltre il settanta per cento dei giovani. Giovani che, però, passano la vita attaccati allo smartphone e, forti della conoscenza di ben duecento parole, inondano i social di post sgrammaticati, raccogliendo followers e "like" a spron battuto. Giovani molti dei quali sommergono anche le CE di opere scritte come sanno e come possono. Ciò non toglie che anche gli anziani (come me) possano creare fetecchie. Ormai, il mercato dell'editoria è diventato quello che è, e l'idea che si smetta di inviare manoscritti agli editori (veri, presunti o fasulli) è pura utopia: indietro non si torna.
  4. Tornando al tema della discussione, vorrei che l'editore mi rispondesse: "abbiamo letto il suo scritto, ci è piaciuto, le proporremo a breve un contratto per la pubblicazione" (il sogno di ogni esordiente), oppure "abbiamo letto il suo scritto, è una vera schifezza, per cui le consigliamo di non insistere nel voler scrivere". Utopia, in entrambi i casi. Tutto sommato, mi accontenterei che il mio libro venisse letto e valutato veramente: poi, un sì o un no. Delle motivazioni del tipo "non corrisponde alla nostra linea editoriale", me ne fotto.
  5. cheguevara

    Crowdfunding. Che ne pensate?

    Secondo me è una delle cento "sòle" o, se preferite, arzigogoli finanziari concepiti per spremere quattrini (pochi per ognuno, tanti nel collettivo) in questo mondo dell'editoria che diventa ogni giorno più affollato e (falsamente) complicato. Niente di che. Una pubblicazione a qualsiasi costo non si nega a nessuno.
  6. Leggo questa discussione a quasi un anno di distanza dall'ultimo post. Approfitto della circostanza per chiederti notizie sull'esito finale, che credo possano interessare a tutti. Grazie.
  7. cheguevara

    editorI per un libro un po' esotico

    Premesso che ho sbagliato click, perché intendevo citare il proponente, temo che ci sia da parte sua un fraintendimento sul termine "esotico": forse per te significa "strano", "fuori dell'ordinario" o altro? Comunque, sinceramente, mi sfugge lo scopo di un'opera così concepita. Forse sono troppo attempato, o banale, o normale.
  8. cheguevara

    Eulama

    Niente di nuovo sotto il sole: quest'agenzia, come tante, ha come vero obiettivo incassare il più possibile dall'autore, a prescindere dall'eventuale futura rappresentanza. Sicuramente qualcuno obietterà che il lavoro va pagato, eccetera, ma se io sono alla ricerca di un'agenzia che mi rappresenti e mi introduca in una vera CE, e l'agenzia in questione trova il mio incipit delizioso e i personaggi accattivanti, la conclusione logica sarebbe la proposta di una commissione onnicomprensiva (cioè ripagante anche il lavoro di editing) sulle vendite. Ho già detto in altra discussione che sarei disposto a dividere fifty-fifty. La verità è che l'agenzia se ne fotte di rappresentarmi, l'importante è spremermi, e chi s'è visto s'è visto. Così funziona questo mercato, che noi tutti continuiamo, purtroppo, ad alimentare.
  9. Se la pensi (giustamente) come dici, continuare non ha senso: errare è umano, perseverare è diabolico!
  10. cheguevara

    nuova casa editrice

    Io, se fossi in te, opererei in due tempi: prima dare una scorsa alla sezione riservata alle case editrici sul WD; poi, per ognuna che desta il tuo interesse, andare sul suo blog. Alla voce "contatti" o "invio manoscritti", o altrove, per esempio nella home page o in "chi siamo", le CE che non gradiscono esaminare opere già edite lo dichiarano; in assenza di tale dichiarazione, si suppone che siano disposte a pubblicare opere già edite. Sempre che lo scritto risulti per loro valido, ovviamente.
  11. Niente di nuovo. Su tutti questi punti abbiamo già ampiamente dibattuto e le opinioni, come è giusto che sia, sono diverse e spesso contrastanti. Alla fine, rimane il fatto che gli esordienti, se non già noti al grande pubblico per altri meriti (sportivi, televisivi o di solo gossip), sono costretti a ricorrere alle piccole CE - con le conseguenze ormai note - o al self publishing. In entrambi i casi, devono attivarsi per vendere se stessi: chi non se la sente di fare il venditore, tenga i suoi libri nel cassetto. Fatte le debite eccezioni, che confermano la regola, ci saranno così molte fetecchie in meno sul mercato.
  12. Correggo la mia svista: "accomunare editoria a pagamento e self publishing", che...etc...
  13. L'articolo citato dice cose che già sappiamo, almeno noi del WD, e su cui si è più volte dibattuto. Contrariamente ad alcuni degli intervenuti, mi dichiaro d'accordo sull'accomunare l'editoria a pagamento al self publishing, che secondo me sono due facce della stessa medaglia: voler essere pubblicati a qualsiasi costo, a prescindere dal valore dell'opera e dell'autore.
  14. cheguevara

    La narrativa storica nel mondo editoriale?

    In realtà le domande sono tre. Alla prima a alla seconda non posso rispondere, non essendomi mai misurato con il romanzo storico, né con la saggistica. Penso, però, che chiunque possa essere adatto alla narrazione, se ha una storia da raccontare ed i numeri per farlo: per numeri intendo la conoscenza approfondita dell'argomento, nonché la capacità di scrivere in maniera corretta e nello stesso tempo coinvolgente. Riguardo ai concorsi, possono essere utili a livello di esperienza, a patto di scansare a priori tutti quelli che prevedono un esborso anticipato di denaro, a qualsiasi titolo richiesto. Tutto qui.
  15. Quoto un po' in ritardo perché ho letto il post soltanto ora. Io penso che soprattutto le CE medie e grandi parlino il linguaggio del marketing, altrimenti non troveremmo impilate nelle librerie - sempre in vetrina o in prossimità dell'ingresso - solo opere dei soliti noti. Spesso noti non per meriti letterari, ma per le frequenti comparsate in TV o sulle (obrobbriose, ma seguitissime) riviste di gossip. Sulle piccole CE, da dividere in serie (poche) e "sola" (tantissime), abbiamo disquisito a sufficienza in altre discussioni. Sui premi letterari per esordienti, di cui anche abbiamo ripetutamente discusso, a mio parere la valutazione è semplice: se chiedono soldi (mediamente, da 15 a 50 Euro) per "diritti di segreteria" o altro, è meglio lasciar perdere. Saluti.
×