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cheguevara

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  • Compleanno 06/05/1944

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    oltre a leggere e scrivere libri, sto in famiglia, coltivo un piccolo orto e mi occupo del mio cane

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  1. cheguevara

    Sei uno scrittore solo se gli altri te lo riconoscono?

    Niente da aggiungere, se non che finalmente ho letto qualcosa di comprensibile, dopo che i miei neuroni, sicuramente logorati dall'età, erano stati messi a dura prova da non-ragionamenti più o meno provocatori. Grazie.
  2. Torno sull'argomento: smettiamola di stare appecoronati e tremebondi ad aspettare risposte che non arrivano. E' giunta l'ora del riscatto. Aspiranti scrittori d'Italia, ribellatevi allo strapotere di editori grandi, piccoli e mezzani. Scendiamo nelle piazze, manifestiamo davanti alle librerie zeppe di cataste di tomi dei soliti noti, facciamoci sentire: arriba la revolucion!
  3. Per quanto mi riguarda, non ho mai inviato manoscritti alle CE che non forniscono istruzioni in proposito; quelle che, invece, lo fanno, farebbero bene a chiudere le selezioni quando sono piene di manoscritti che probabilmente non leggeranno mai. Chi chiede espressamente il cartaceo nell'era di internet, probabilmente lo fa per limitare le ricezioni, ed è per questo che il successivo totale silenzio è ancora più grave. Oltre tutto, la carta si fabbrica con gli alberi e contribuire fattivamente e consapevolmente allo spreco è quasi da criminali.
  4. cheguevara

    Maratta Edizioni

    In bocca al lupo!
  5. cheguevara

    Algra Editore

    Sono andato sul sito e ho potuto notare che "Il Soffio" esiste dal 2014 e i titoli in vendita online sono poco più di una ventina. Sembra, quindi, una cosa seria. Fossi in te, a questo punto, mi farei mandare il contratto, da esaminare attentamente: sembra che non chiedano soldi, ma nel 2015 imponevano all'autore l'acquisto di un numero imprecisato di copie. Se la clausola fosse ancora oggi presente nel contratto, la CE sarebbe, all'atto pratico, a pagamento, quindi da scartare. Gli altri aspetti da tenere ben presenti sono: percentuale e periodicità di rendicontazione e liquidazione delle royalties, modalità di edizione del cartaceo (n. di copie da stampare o print on demand?), durata di cessione dei diritti, eventuali prelazioni su lavori futuri. In bocca al lupo!
  6. cheguevara

    Algra Editore

    Credo di sì, a meno che la società non sia sorta da così poco tempo da non aver ancora pubblicato granché. Ma se Algra dirotta lì tutto ciò che non intende pubblicare direttamente, prevedo che, in ogni caso, tra breve le pubblicazioni della cosiddetta costola saranno tante, troppe.
  7. cheguevara

    Plagi presunti.

    Piacere reciproco. L'importante è dire ciò che realmente si pensa. I dibattiti fanno crescere.
  8. cheguevara

    Plagi presunti.

    Io ho pubblicato solo due romanzi e ne ho un terzo in corso di pubblicazione, ovviamente no EAP, né self. Praticamente tutto quello che ho scritto, dopo aver collezionato decine di rifiuti, espressi o taciti, da parte di CE grandi, piccole e mezzane. Prevedo volumi di vendita tra le trenta e le cinquanta copie per titolo. Se uno scrittorone mi cannibalizzasse, lo denuncerei, darei la massima pubblicità possibile alla cosa e, probabilmente, avrei svoltato, vendendo migliaia di copie delle mie opere usurpate. Magari! Purtroppo non credo che avrò mai l'onore di essere plagiato. "A ciascuno il suo"! (Non posso essere accusato di plagio, perché ho messo le virgolette, ma non ricordo se fosse Sciascia o Pirandello).
  9. cheguevara

    Plagi presunti.

    Mi sono espresso male, e ne faccio ammenda. Non avrei dovuto parlare d'ingegno, ma di creatività. Certo, un saggio è un'opera di ingegno, un ingegno volto alla ricerca storica, scientifica, letteraria, politica, ecc., di notizie e dati poi raccolti e portati a conclusione nell'ottica dell'autore. E' per questo motivo che è più facile cadere nel plagio, magari inconsapevolmente, riportando come proprie considerazioni già espresse da altri in merito all'argomento trattato senza citarne la fonte. Il paragone con la copiatura da altri della tesi da parte di un laureando o dottorando mi sembra fuori luogo. In un saggio, trattando gli stessi argomenti, capita di effettuare considerazioni, esprimere idee, trarre conclusioni come già fatto precedentemente da altri. La "scopiazzatura" è un'altra cosa. E poi, mi chiedo, se Augias avesse citato l'autore del pezzo incriminato, il libro avrebbe forse venduto una sola copia in meno? Sulla "questione di priorità", preferisco sorvolare: ognuno ha le proprie e io le mie me le tengo strette, perché non sento il bisogno di sbandierarle in giro.
  10. cheguevara

    Plagi presunti.

    Non mi pare di essermi scagliato contro nessuno. Ho soltanto inteso manifestare la mia opinione, che non ha niente a che vedere con la mia sensibilità politica, sull'opportunità, oggi, di rivangare una storia vecchia di dieci anni. Sarà che sto sviluppando una specie di idiosincrasia verso i social-attacchi, sarà che penso, in linea con chi mi ha ispirato il nickname, che ognuno abbia diritto alla difesa, anche se contumace in un processo retroattivamente istruito. Ti ringrazio per i pregressi apprezzamenti: che sull'argomento di oggi non siamo d'accordo mi pare evidente, e me ne dispiaccio. Saluti.
  11. cheguevara

    Plagi presunti.

    Quando mi imbatto in qualcosa che non capisco, per esempio l'iniziativa di andare a ripescare qualcosa accaduto oltre dieci anni fa e, all'epoca, già ampiamente sviscerata e messa da parte, mi chiedo: cui prodest? Forse alla nostra categoria di neo-scrittori o aspiranti tali, così possiamo sentirci superiori a saggisti e filosofi ufficialmente riconosciuti come tali? Non credo. Mi chiedo: se Augias o Galimberti avessero virgolettato e/o citato gli autori delle frasi incriminate, avrebbero venduto una sola copia in meno dei loro libri? Non seguo Galimberti e non ho voglia e tempo per andare ad approfondire, ma seguo abbastanza Augias nelle sue rubriche televisive e su "Repubblica" (ebbene, confesso che è il mio giornale preferito, mentre per le mie tendenze politiche fa fede il nickname) e, a suo tempo, ho letto il libro incriminato, che mi ha lasciato tiepidino, non certo a causa delle citazioni, ufficiali o occulte che fossero. Da agnostico convinto quale sono, le dispute teologiche non mi appassionano. Non sono neanche un grande lettore di saggi: preferisco le opere d'ingegno, e in un romanzo, come in una canzone, considero il plagio molto più grave, a patto che sia volontario e non accidentale: in uno degli articoli citati è stato menzionato un plagio di Giacomo Leopardi, tanto per fare ammuina!
  12. cheguevara

    Plagi presunti.

    Sono andato a leggere i due vecchi articoli che riguardano Augias, il primo sul GIORNALE, il secondo su AFFARI ITALIANI (che si autodefinisce il primo quotidiano on line nel tempo, mentre risulta che sia stato preceduto in almeno due casi). Ho letto di una disputa su un pezzo di un libro scritto a quattro mani (ma probabilmente, come sempre capita nel caso di saggi zeppi di citazioni più o meno dotte, le mani sono quelle di un'intera equipe di collaboratori). Disputa risolta con la dichiarazione che il pezzo "plagiato" era stato preso da internet come anonimo, quindi non ne era stato citato l'autore. Le autocitazioni, che nel caso di Saviano sono state dichiaratamente riunite in un libro, non possono essere considerate plagio. Ma di cosa stiamo disquisendo? Augias e Saviano possono piacere o non piacere, ma mi sembra che sia stata scatenata una tempesta in un bicchier d'acqua allo scopo di fare notizia tentando di screditare due professionisti, titolari di rubriche su un quotidiano concorrente (ammesso che si possano mettere sullo stesso piano un giornale di famiglia e uno dei maggiori gruppi editori di quotidiani e periodici a diffusione nazionale ed internazionale). Come esempi di un male dichiarato dilagante, mi sembrano un po' fiacchi e partigiani. Senza considerare la circostanza che chiunque scriva qualcosa, finisce prima o poi per ripetere, consapevolmente o inconsapevolmente, cose già dette da altri in anni o epoche precedenti, concetti che abbiamo introiettato fino a ritenerli propri. L'impegno profuso mi sembra degno di miglior causa.
  13. cheguevara

    Sei uno scrittore solo se gli altri te lo riconoscono?

    Perdonami, ma in merito ho forti dubbi. Provare emozioni è condizione necessaria, ma non sufficiente per poterle comunicare. Anzi, nella vita reale, spesso le forti emozioni paralizzano: ci impappiniamo, non riusciamo più a parlare o agire, specialmente se siamo timidi o deboli di carattere. Lo scrittore deve saperle comunicare tanto da suscitarne in chi legge, e deve saperlo fare usando un linguaggio che sia corretto sotto i profili grammaticale e sintattico, rispettando la consecutio temporum. Sono queste le caratteristiche che fanno di un individu0o uno scrittore, a mio avviso, indipendentemente dal successo, che può tardare ad arrivare, essere postumo o non arrivare mai.
  14. cheguevara

    Quale Casa editrice per una scribacchina di romance?

    Sei scusata perché nuova del WD: questo è un forum per scrittori o aspiranti tali, per cui le abbreviazioni da social (xké-cmq e simili) non sono ammesse. Per il tuo romanzo, ti consiglierei di lasciar perdere la ricerca di agenti, che ti chiederebbero soldi per valutare e soldi per editare, senza alcuna garanzia di rappresentanza presso una CE seria. Esiste sul WD un elenco di case editrici free, che reca le caratteristiche di ognuna e i commenti di chi ci ha avuto a che fare. Con un po' di tempo e molta pazienza ti conviene spulciarlo, per sceglierne alcune a cui inviare direttamente il manoscritto: oltre tutto, le esperienze altrui fanno esperienza. Saluti e auguri.
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