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cheguevara

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    oltre a leggere e scrivere libri, sto in famiglia, coltivo un piccolo orto e mi occupo del mio cane

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  1. cheguevara

    Assenza totale di autovalutazione

    Non mi sembra giusto generalizzare, estremizzando il concetto. Scrittori italiani che vendono perché sono bravi, ce n'è, e credo che, oltre a saper scrivere, abbiano idea di quello che scrivono. E non mi riferisco ai vari Vespa, Corona, Volo e simili. Esistono anche i vari Carofiglio, De Luca, Ammanniti, Benni, e molti altri i quali, d'accordo, hanno beneficiato di endorsemet televisivi e sulla grande stampa, ma hanno un valore intrinseco notevole, secondo me, che nei giudizi sono fallibile come chiunque. Il self publishing è un altro discorso, in cui l'autore fa impresa e, se ci si dedica a tempo pieno e ne ha le capacità, può raccogliere risultati interessanti anche sotto il profilo economico. Il punto debole è che, commercializzando direttamente soltanto le proprie opere, oltre a sgobbare come un nero (come un negro non si può più dire, e mi sembra giusto) corre il rischio di ripetersi e, alle lunghe, di stancare il lettore.
  2. cheguevara

    Assenza totale di autovalutazione

    Carissimo, sono uno di quelli (pochi) che considerano la polemica, quando non è sterile, un modo costruttivo di chiarirsi. Ogni orizzonte ha i suoi limiti, quelli oggettivi, che derivano dall'altitudine, e quelli soggettivi, dovuti agli ostacoli che ostruiscono una visione completa del paesaggio. Ribadisco di non avere alcun preconcetto contro l'editing, specialmente se il risultato finale è quello di ottenere il successo dell'editato. Purtroppo, dato il numero medio di copie vendute per ogni esordiente, temo che, a meno di particolarissimi e poco probabili exploit, tanto un testo che ha beneficiato del contributo di un ottimo editor, che un altro che ne è privo, avranno ritorni economici di poco conto, di gran lunga insufficienti a gratificarne l'autore, sempre che di esordiente si tratti e sempre che non intervenga un battage pubblicitario tramite tutti i canali noti. Detto questo, non ho problemi ad inviarti i file delle mie opere, che considero veramente poca cosa: puoi mandarmi la tua mail in un messaggio privato. Ricambio i saluti.
  3. cheguevara

    Unpopular opinion

    D'accordo, almeno in parte: qualcosa di buono, ogni tanto, si vede anche oggi in TV. Mi sembra anche un po' riduttivo dichiarare che dopo Modugno e il povero Tenco la canzone italiana sia stata tutto un decadere: De andré, Cocciante, Battisti, Dalla, Gaber, Endrigo, Jannacci, Paoli e tanti altri hanno scritto ed interpretato canzoni che tutti abbiamo amato e difficilmente saranno dimenticate negli anni a venire. Tra i nuovi talenti ci sarà pure qualcosa di valido. Il problema, a mio avviso, è che chi ha la mia età è portato a idealizzare il periodo della propria giovinezza: le passate canzoni ci rammentano emozioni che oggi non siamo più in grado di provare. Ricordo che mio nonno aborriva Modugno in quanto "urlatore" e amava Claudio Villa, che pure è stato un grande cantante melodico, ma non è certo paragonabile a un autore e interprete come il Mimmo nazionale. Veteres, laudatores temporis acti, dicevano i romani, e in duemila anni la natura umana non è cambiata.
  4. cheguevara

    Assenza totale di autovalutazione

    Egregio, quoto solo una piccola parte del tuo lungo post, ma la mia risposta si riferisce al tutto. Intanto, mi complimento per la capacità, da consumato venditore, dello spostare il polo dell'attenzione, ma con me non attacca perché, in una vita precedente. sono stato venditore e formatore di venditori. Il tema della discussione non è se l'editing sia utile o meno, né tampoco se io sia o meno capace di scrivere come si deve, e neanche se il sistema editoriale italiano sia, o meno, cieco ed incapace di sostenere nuovi talenti, tra i quali non mi pongo, né ho mai preteso di pormi. Il tema mi pare che fosse: come faccio io, scrittore, a rendermi conto se il mio testo sia valido, oppure magari una schifezza? Tra gli intervenuti qualcuno sostiene di essere in grado di fare autocritica, altri ritengono che sia utile rivolgersi a beta-reader, altri ancora preferiscono l'editing a pagamento. Io non credo di aver generalizzato affermando che tutti gli editor non servono o che tutte le case editrici se ne fottono dei neo-scrittori, ma ho l'impressione che a generalizzare sia, invece, tu, specialmente nel precedente intervento. In questo mi pare invece, che tu abbia messo al centro la tua personale attività di editor e i benefici effetti che essa ha avuto e continuerà ad avere sui tuoi clienti, con i quali il rapporto diventa sempre di amicizia, anche se uno dei due eroga (legittimamente) un servizio che l'altro paga. Niente in contrario: i modi di inquadrare la questione sono diversi a seconda dei punti di vista. Consentimi di esprimere il mio, che è ormai noto e non vado a ripetere per non annoiare chi legge. Non servirebbero le maledizioni congiunte contro la cecità di un sistema editoriale che, secondo me, è tutt'altro che cieco e pensa al proprio tornaconto, come è giusto che avvenga per chiunque faccia impresa: quello che non approvo è che a foraggiare il sistema spesso non siano i lettori, ma gli scrittori, bravi o indecenti che possano apparire. Non so, e mi interessa poco saperlo, se i miei testi siano scritti come si deve. E' un dato di fatto che tre diversi (piccoli) editori, due seri e uno no, abbiano ritenuto di pubblicarli, con editing a loro carico, come dovrebbe sempre essere. Secondo me, uno dei tanti.
  5. cheguevara

    Assenza totale di autovalutazione

    Carissimo, mi pare che tu stia estremizzando. Che il sistema editoriale nel nostro Paese volga alla sofferenza è sotto gli occhi di tutti e criticare questo stato di cose non significa necessariamente essere la volpe che, non arrivando all'uva, si rifugia nel nondum matura est. Soprattutto quando a muovere critiche è chi partecipa al business quale soggetto passivo stanco di essere inquadrato unicamente come possibile alimentatore, non col proprio ingegno, ma col proprio denaro, di un meccanismo a circuito chiuso che si propone l'obiettivo di spremerlo, a prescindere dalle sue capacità scrittorie. Anzi, se all'aspirante scrittore mancano le basi elementari di grammatica, sintassi e consecutio temporum è meglio: arriverà l'editor in grado di supportarlo al punto di farne il novello King (tanto per restare nel campo delle citazioni). Dagli interventi che mi è dato leggere (perché io personalmente non ho mai sborsato un centesimo) emerge che il ricorso all'editing da parte dell'autore, anche quando si tratta di rimaneggiare un testo già di per sé decente, non comporti, salvo casi eccezionali come quello da te indicato, la pubblicazione da parte di una CE di vaglia. E se, comunque, può apparire azione meritoria aiutare ad emergere un autore dotato di valore intrinseco, non lo è sicuramente altrettanto - ammesso che il colpo riesca - portare al successo un cosiddetto scrittore capace, di suo, solo di assassinare la lingua italiana. Capisco che ognuno cerchi di portare acqua al suo mulino e che ogni venditore magnifichi i vantaggi della propria merce, ma, per favore, sforziamoci di essere obiettivi, evitando di estremizzare posizioni che riguardano solo una minima parte di chi lamenta o denuncia lo stato dell'arte. E, quando parliamo di editing a pagamento, cerchiamo anche di tener presente che non tutti possono privarsi di somme importanti, anche ammesso e non concesso che il gioco valga la candela. Scrivere non è, non può essere, attività riservata ai ricchi.
  6. cheguevara

    Assenza totale di autovalutazione

    Spiacente, ma non ho detto che so scrivere: non mi permetterei mai, è un giudizio che lascio a chi mi legge. Quando ero giovane scrivevo per passione, e non ho mai tentato di essere pubblicato. Ora scrivo quando mi va e perché mi va, la passione è un'altra cosa. Nei miei libri (uno di fantascienza distopica e due legal-thriller) le ideologie c'entrano poco, e i pochi che li hanno acquistati li hanno apprezzati. Il volume delle vendite è in linea con la media di ciò che viene pubblicato dalle piccole CE, senza endorsement da parte di critici o programmi tv, perciò irrisorio. Non so quanto tu sia giovane e se la tua esperienza nel settore sia quantificabile in mesi, anni o decenni: ti auguro grandi successi e poche delusioni.
  7. cheguevara

    Assenza totale di autovalutazione

    Privo di pregiudizi lo sono. Esperto della vita, anche troppo. Esperto nel campo editoriale, quel poco derivante dai tentativi di piazzare le mie poche e non eccezionali opere che comunque, mi dicono, si leggono bene e piacevolmente; tentativo che, senza l'ombra di editing, ha avuto il risultato della pubblicazione da parte di piccole CE: una poco seria, due serie, ma certamente non provviste dei mezzi riservati alle editrici di medie e grandi dimensioni. E' pacifico che il volume delle vendite passate, presenti ed attese per il futuro sia irrisorio e che le royalties, se e quando saranno erogate, forse basteranno a pagare una serata a pizza e birra. Il consiglio, per quello che vale, è: continua a scrivere come ti pare e piace, evita in futuro di dilapidare denaro in operazioni preliminari di editing, editing che, buono o cattivo che sia, non ti porterà benefici di carattere economico. Potrebbe instradare un giovane ancora grezzo, ma mi pare che non sia il tuo caso. Continua ad andare per la tua strada. La fortuna è una dea bendata e funziona alla "'ndo' cojo cojo": chissà, potrebbe anche colpire dalle tue parti.
  8. cheguevara

    Lorem Ipsum

    Sottoscrivo tutto, dando così al signor frecciarossa l un'altra opportunità di sfogarsi. Salutamassoreta.
  9. cheguevara

    Unpopular opinion

    Ti confesso che, pur non avendo apprezzato l'inversione a centottanta gradi, ho letto "il sangue dei vinti" e un altro libro del Pansa nuova versione, di cui non rammento il titolo. Sono libri di un autore che, come prima della sterzata, sa come trattare le parole, in una prosa accattivante. Il problema è che (consiglio in proposito la lettura di un paio di articoli pubblicati sull'ultimo numero di Micromega on line, di cui le mie carenze informatiche non mi consentono di accludere il link) sembra che le storie raccontate a detrimento dei "vincitori" siano inventate, non suffragate da citazione delle fonti, come invece dovrebbe essere in un'opera di denuncia. Come pure la foto presente sulla copertina del libro menzionato, recante una didascalia che parla di un combattente repubblichino condotto alla fucilazione dai partigiani a guerra finita, avrebbe invece dovuto specificare che si trattava di un comandante di brigata, processato e condannato per le atrocità commesse, tra cui la fucilazione a Piazzale Loreto di diciassette partigiani catturati. Spesso la verità ha due facce e l'onestà dello storico dovrebbe illustrarle entrambe, anziché manipolare il lettore esaltando quella utile a confermare la propria tesi.
  10. cheguevara

    Unpopular opinion

    Sono pienamente d'accordo. Quello che stupisce, e fa pensare a male (che è peccato, ma a volte ci si azzecca, come disse Belzebù) sono certe repentine inversioni ad U. Se non sono dovute a fatti traumatici, è legittimo chiedersi perché.
  11. cheguevara

    Unpopular opinion

    Molti lo hanno anche esaltato e, post mortem, santificato. Permettimi di appartenere alla categoria di chi non ha apprezzato.
  12. cheguevara

    Unpopular opinion

    Grande Dyskolos, la scelta dei versi in firma è quanto mai appropriata alla situazione.
  13. cheguevara

    Unpopular opinion

    Però Pansa non è affogato, anzi, dopo la sterzata dell'ultimo ventennio, ha venduto una marea di copie dei suoi libri "controcorrente".
  14. cheguevara

    Unpopular opinion

    Chiedo scusa per l'errore, ma non ero sicuro: la memoria alla mia età non è più quella di una volta. Sono d'accordo e confermo: non sono solo i politici a praticare lo sport del salto sul carro, magari fosse così!
  15. cheguevara

    Unpopular opinion

    Mi piace immaginare che, secondo Trilussa, non sempre il popolo sia cojone, ma lo diventi quando segue i cosiddetti populisti, i manovratori di un'opinione pubblica che, nel caso, appunto, di popolo cojone, non esprime critiche da ragionamento, ma si allinea, facendo pedissequamente propri gli slogan diuturnamente propinati da chi urla più forte. Eppoi, è ormai storicamente provato che le masse sono sempre pronte a salire sul carro del vincitore, chiunque egli sia. Ricordo che nell'immediato dopoguerra un comandante Alleato (mi pare fosse Montgomery), si disse provocatoriamente meravigliato del conclamato raddoppio della popolazione italica: quaranta milioni di fascisti + altrettanti di antifascisti, spuntati così, da un giorno all'altro, come i funghi. Fenomeni periodicamente presenti nei corsi e ricorsi Vichiani, che però una Costituzione che si rispetti non può contemplare.
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