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naty

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Tutti i contenuti di naty

  1. naty

    Camilleri

    E' invece è proprio come se fosse morto Proust. Andrea Camilleri è già Storia, a due minuti dalla sua scomparsa.
  2. naty

    IoScrittore

    Ho ricevuto nove giudizi: otto corretti, esplicativi, quasi tutti positivi, elogio della scrittura e dell'atmosfera, dei personaggi ben costruiti. Anche le critiche sono state costruttive su punti che già conoscevo, ma anche quelle non rinunciano a esaltare comunque i punti di forza dell'incipit. Peccato aver trovato non un troll bensì un trollone , che ci tiene a farmi sapere che la "fortuna mi ha giocato un bruttissimo scherzo" perché lui ha, "purtroppo per l'autore", letto la sinossi. Se non l'avesse letta tutto sarebbe stato differente. Dalla sinossi ha potuto appurare che il romanzo trattava un argomento che lui "detesta, lo considero inutile, stupido, da minus habens. Roba da matti trovarlo in un romanzo!!" Mi avrà messo 1, dato che lo zero non era contemplato, visto il livore. Impossibile passare così. Ma lo sapevamo.
  3. naty

    IoScrittore

    Penna e calamaio, come il loro logo. Magari in miniatura (se no vanno falliti )
  4. naty

    IoScrittore

    @lordmerlin Direi... Professore d'Arte.
  5. naty

    IoScrittore

    Comunque vorrei dire, in maniera generale, Peace e Love. Un messaggio che vada nell'aria e da altre parti: anche perché molti che scrivono qui su WD scrivono pure sul Cazzeggio. Non mi pare di aver letto qui post offensivi, sinceramente.
  6. naty

    IoScrittore

    Ma infatti il presentare un lavoro impeccabile, senza nemmeno un refuso, sia perché ci si è avvalsi del lavoro professionale di un editor o correttore di bozze sia perchè lo si è ricontrollato da soli decine di volte, non è garanzia di aver scritto un romanzo di gradimento. Credo che Amy intendesse questo: le due cose sono scollegate, le sue perplessità vertevano sui giudizi sui contenuti, quelli su un genere che non piace, su una forma ritenuta troppo semplice o troppo pretenziosa, sui dialoghi, troppi o pochi, su un inizio lento, su tematiche ritenute poco interessanti e così via. Elementi che magari fanno ricevere un bel 4. Certo che lo si sa: ne siamo consapevoli, partecipiamo a un concorso che presenta queste caratteristiche e asperità. Il prenderne atto non significa che bisogna partecipare quindi al Calvino perché ci si considera di un livello superiore. Si partecipa sperando di essere apprezzati, alcuni sperando di essere notati, e allo stesso tempo continuando ad avere perplessità sulla formula.
  7. naty

    Promozione ebook gratis

    Ecco a me di Amazon ha sempre colpito proprio questo aspetto, ma sicuramente sarà stato un errore valutativo mio (credo di averne accennato tempo fa, scusate se mi ripeto). Nell'imaginario si presume come le persone che gravitino e acquistino libri su Amazon siano un numero esorbitante: o perlomeno ci si approccia ad Amazon dando per scontata questa verità e di conseguenza pensando a numeri iperbolici di acquirenti che passano e spassano sulla piattaforma. Sapendo questo metti in promozione il tuo libro, tenendo conto anche di questa mole smisuarata di clienti. Al primo passaggio il tuo libro viene scaricano da 60/100 persone. Per carità, un bel numerino, ma già si discosta dai numeri mastodontici immaginati di cui parlavo prima: assomiglia invece a un numero di promozione da blog, fb, social. Ma è alla seconda promozione gratuita che vengono i dubbi. Si presume che una piattaforma così vasta, con tante persone, abbia sempre un ricambio, clienti che vanno e vengono, gli acquisti dovrebbero essere costanti nel tempo, fette di mercato sempre vivide. E invece: la fine. Non succede più nulla. Anche nel gratuito, zero o un paio di copie. Numeri imbarazzanti e soprattutto irreali e illogici per un luogo consideratato da sempre così pieno di acquirenti. Tutto questo lo dico al netto, anticipo, del fatto che so benissimo che i libri proposti sono centinaia di migliaia, conosco il fenomeno, ma comunque, pur prendendo atto di questa verità, mi sembra strano comunque che i numeri siano così incredibilmente analoghi allo zero. Come se i decantati "volumi" di Amazon cozzino poi con i risultati. Insomma una vetrina notevole, dove si ha possibilità di vendere, ma, mi sto convincendo, dal numero di potenziali lettori/acquirenti molto meno fantasmagorico di quello che avevo creduto.
  8. naty

    IoScrittore

    @e-allora-avanti Sapevo qualcuno me l'avrebbe chiesto . No, non valuto e non valuterei mai la bontà di un incipit per un errore del genere: un lavoro buono, caratterizzato dai due puntini, per me sarebbe rimasto buono comunque e come tale l'avrei giudicato. Non me ne sarei fatta influenzare. Ho utilizzato l'informazione dei puntini come mero indizio per facilitare nell'individuazione: chi ha messo i due puntini invece di tre ha un'opzione in più per riconoscersi.
  9. naty

    IoScrittore

    @ManuelNucci Abusi sessuali, ambientazione: Roma e zone limitrofe. L'autore usa sempre due puntini di sospensione invece dei tre canonici. Quasi 5 il voto complessivo.
  10. naty

    Cambio Community Manager 2019

    Non ci posso fare niente ma i cambiamenti mi immalinconiscono sempre... Ciao e a presto
  11. naty

    IoScrittore

    Non so se hai letto le pagine precedenti Monica comunque ripeto anche per chi fosse interessato: storico solo 1 assegnato, epoca fascismo. Più nel dettaglio: fine del periodo fascista, siamo nel novembre 1943. Ho dato tre 6 e un 5
  12. naty

    IoScrittore

    Anche la mancanza di dialoghi nella prima parte del libro potrebbe essere percepita come un'incompiutezza da un lettore "concorsista" esigente. Ma ci sta che la parte dialogata di un romanzo cominci dopo un po'.
  13. naty

    IoScrittore

    @Amy Nessun sentimenti assegnato.
  14. naty

    IoScrittore

    In due settimane che li leggo (non ho FB quindi non posso interagire) mai: solo ieri uno adocchiato, pure positivo come voto, ma talmente generico da non regalare alcuna certezza: "treno". Tra l'altro nessuno ha fatto altre domande a chi l'ha postato quindi la cosa è morta lì, impossibile intuire altro.
  15. naty

    IoScrittore

    Ne ho avuto in assegnazione solo uno: epoca fascismo.
  16. naty

    IoScrittore

    Io ne ho trovati solo 2. Indizi: tutti e due con serial killer. Primo: preti Secondo: dottori
  17. naty

    IoScrittore

    E' normale incorrere in questo rischio, per evitarlo bisognerebbe scegliere nomi tipo lavandino perlaceo, maglione infeltrito, susina puzzolente... Se si opta per il nome e cognome di fantasia un altro nel mondo con quel nome è probabile esista eh.
  18. naty

    Una frase che non mi torna

    Sembrava calmo, ma quando gli poggiò la mano sulla spalla si accorse di tremare. Più semplice. Oppure, più articolata: Sembrava calmo, ma quando gli poggiò sulla spalla la mano si accorse di come questa tremasse.
  19. Attenzione però. Se uno si laurea è ovvio che farà l'architetto, l'avvocato, il medico, è un suo diritto e lo certifica pure la legge, non è che quello con la quinta elementare si sveglia un mattino e senza titolo può fare lavori del genere. Ma dire che uno con la quinta elementare o comunque la terza media o anche il diploma non può avere le stesse possibilità di un laureato è sbagliato, forse anche un po' pericoloso. Il titolo di Dottore dovrebbe attestare la meritocrazia nei propri settori specifici non ergersi sovrano sulle possibilità, i talenti, i desideri di tutti. Laureamuniti o meno.
  20. Anche pensare che la casalinga o l'impiegato del catasto se si dedicano alla scrittura scrivono solo cose tipo Harmony e non mainstream tendente all'impegnato è luogo comune, però. Se dobbiamo affossare i luoghi comuni affossiamoli tutti.
  21. @cheguevara Perché le piattaforme dove poni il tuo libro non prevedono certo l'obbligo di presentazioni organizzate o interviste. Ecco perchè ho detto sono quanto di più simile al concetto originario di scrittura/pubblicazione. Se vuoi ne usufruisci come avessi pubblicato con una vera e propria CE: ti organizzi, ti pubblicizzi sui social, ordini le tue copie e le proponi ad eventi e così via. Se invece ti ritrovi nelle caratteristiche caratteriali di cui ho parlato prima il self può essere il giusto compromesso tra le case editrici così come sono strutturate adesso e il fantomatico cassetto dove riporre il proprio romanzo senza che nessuna anima viva lo legga mai. E' una condivisione senza altre aggiunte. Minima, non è detto che vada bene, ma se viene utilizzata conoscendo tale implicazione non ci si può certo lamentare di scarsi risultati.
  22. @Mister Frank Ma no, meglio il dentista : lui non devo intrattenerlo, con la paura che non mi vengano le giuste parole. Lo so, è difficile da comprendere appieno e può sembrare una posa, ma non è così. Non c'entra nemmeno la positività, sono un'ottimista. Appanicata, ansiosa, introversa, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno. Il fatto è che la comunicazione avviene già con la storia che stai proponendo quindi non dovrebbe essere fondamentale lo spiegone della storia stessa o dei propri stati emozionali. Opzionale, forse. Ma non fondamentale. Non è più così, ne prendo atto con realismo. @Mattia Alari Concordo, Mattia Alari. I motivi possono essere molteplici e tutti meritevoli di una loro dignità d'essere. Da quelli più gravi, una malattia, a quelli meno, una insicurezza che ti fa vivere male e non come un piacere degli incontri organizzati. La scrittura è un piacere, per molti anche parlare di se stessi o della propria opera. Per altri, quest'ultimo fattore, un tormento. Nessuna delle due visioni è giusta/sbagliata.
  23. @Mattia Alari Come ho detto più volte su WD sembra quasi che scrivere storie non sia più mestiere per gli introversi. Fare presentazioni, mettersi in mostra, andare in tv, rilasciare interviste è strettamente correlato, ormai, alla figura dello scrittore del nuovo millennio. Chi si è accostato alla narrazione scritta anche perché introverso, credendo di avere trovato una nicchia ideale scevra da necessarie esposizioni, si è ormai ricreduto negli ultimi anni. Per non parlare di chi soffre di attacchi di panico, è timido in maniera patologica, o ansioso. Questa categoria di persone sapeva che, data la propria natura, non avrebbe certo inseguito la carriera di top model, presentatore, venditore di quadri in televisione, 'avvocato di grido, ma sapeva anche che l'espressione narrativa, il proporre un proprio romanzo, la pubblicazione dei propri scritti, sarebbe stato il giusto compromesso tra i personali "difetti" caratteriali e la necessità di esprimersi. Il mondo editoriale di venti, trent'anni fa non si può, a quanto pare, avere più. I curricula che accompagnano le sinossi e i primi capitoli dei propri lavori devono essere quelli di persone con lavori giusti, le giuste lauree, la giusta età e soprattutto nella consapevolezza certificata che essere pubblicati significhi anche incarnare la nuova figura dello scrittore che ha piacere di esporsi. Non possiamo nemmeno dire di non saperlo. Ormai è così. Immagino, se pure una casa editrice dovesse scegliere un mio scritto e io mettessi paletti, le risposte sorprese di chi mi ha contattato. Della serie: ma non eri a conoscenza prima di come funziona? Preso atto di questo mi permetto di consigliarti di rivalutare il self. Non perchè sia la panacea, beninteso. Ma è quanto, ormai, di più simile al concetto originario di scrittura di cui parlavo sopra. Lo so, i propri lavori si perdono nel marasma, difficilissimo farsi leggere, ma non si può avere e questo e quello. Io ho mandato a 15 case editrici importanti, magari partecipo a qualche concorso, ma, sono sincera, l'ho fatto perché so che non risponderà mai nessuno e per soddisfare l'ingenua vocina che dice: non lasciare niente di intentato. Tutto qui.
  24. Anche perché se una Sequoia o una Tartaruga gigante potessero volgere le loro attenzioni sui discorsi sull'età umana, sai le risate. Tutto è così oggettivamente breve, non solo per chi ha 75 anni ma per tutti quanti noi. Tutto si consuma nel giro di pochi decenni, quelli sono, che ti vuoi inventare, che ti vuoi consolare. Trent'anni, cinquanta, ottanta... uh, sai che differenza. Le menti, le anime: quello conta. Proprio perché il tempo è poco per tutti.
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