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Teoscrive

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  1. Commento a "Il Cantiere" Capitolo I suddiviso in 3 sezioni "La figura comparsa dal nulla" 1/3 Kansas, Ambassador, ore 1:00 del mattino, 11 Ottobre. Era una notte di tempesta in questa zona di aperta campagna del Kansas, a sei km dalla città di Leawood, precisamente sopra alla minuscola cittadina di Ambassador, le cui strade giacevano deserte sotto alle cupe nubi e all' oscurità causata da un malfunzionamento dei lampioni della zona Little Barley. La pioggia scrosciante stava formando una pozzanghera a forma di fungo in una buca nella strada, che necessitava di manutenzione da almeno cinque anni. Al piano di sopra di una abitazione sopra al ristorante locale Little Barley's Kitchen dormivano due bambini, su due letti posti l' uno affianco all' altro, il maggiore, Greyson, aveva lunghi capelli biondi a caschetto, e aveva 11 anni, mentre il piccolo Victor aveva 5 anni, e aveva anche lui i capelli biondi, ma più corti, e aveva la punta del pollice appoggiato ai denti, masticata inconsciamente. Greyson aveva la guancia destra sul cuscino, e il braccio sinistro che pendeva fuori dal bordo del letto. Parevano dormire indisturbati dal temporale che tuonava e dalla pioggia vomitata giù dal cielo a catinelle. La pozzanghera a forma di fungo era situata a circa un metro dal vialetto d' ingresso di casa Wild, la casa dei gestori di Little Barley's Kitchen, i genitori di Greyson e Victor. Ad un tratto, il fungo venne colpito da una scarica elettrica generata da un intenso fulmine, che per un istante illuminò la cameretta dei due piccoli Wild a giorno, facendo un frastuono che se ne andò tanto velocemente quanto era venuto, ma che bastò a svegliarli e a farli sobbalzare sotto le coperte. < Cos'è stato?! > esclamò Greyson. Mentre ansimava, tentando di riprendersi dallo spavento e cercando di razionalizzare la causa del gran rumore, e della forte luce biancastra, avvertì il suo corpo solleticare in modo appena percettibile, e i suoi capelli sollevarsi un pochino. E poi qualcosa si accense. Victor si morse l' unghia del pollice, spingendosi indietro con i piedi, mentre Greyson osservava rapito l' alone blu chiaro che divenne gradualmente una gigantesca bolla di sapone che andava da una parete all' altra della stanza. I due bambini continuarono a osservare senza emettere un suono. Si stava formando una immagine. Era come guardare la televisione, ma la visuale era offuscata da una specie di nebbia, come quella che si nota quando gli occhiali da vista sono sporchi. Apparve una faccia, un uomo sulla trentina con un' accenno di barba, i folti capelli castani, dall' aria stanca ma ancora attenta, che stava maneggiando con uno schermo, ogni tanto facendo dei gesti bruschi come a voler scacciare una mosca. < E' un notiziario alla tv? > chiese con la sua vocina il piccolo Victor. Greyson abbassò la testa e si voltò di scatto a guardarlo negli occhi < Fa silenzio, o ci sentirà! > poi fece saettare lo sguardo verso quell' uomo misterioso. < Ma come può sentirci? Sta in tv > . Greyson insistette, avvicinando il dito indice alla bocca, e continuò a osservare quell' uomo. In effetti era difficile pensare di non essere di fronte a un megaschermo, ma questa scena era impossibile, e Greyson era abbastanza grande da sapere che questa immagine era del tutto insolita. Per non dire assolutamente, completamente impossibile. Continuando a osservare, si calmò, capendo che nonostante Victor continuasse a chiamare < Greyson! Greyson! > quell' uomo sembrava non sentire nulla. Quindi cautamente si alzò, e raggiunse il letto del piccolo Victor, stringendogli una mano. < Non aver paura. Non è reale, Victor. E' soltanto un sogno >. In realtà Greyson sapeva di essere perfettamente vigile e sveglio, e che quella scena era del tutto reale e concreta, ma non voleva che Victor si agitasse, e facesse venire dentro i loro genitori, quasi che temesse che una volta giunti nella stanza, l' immagine si dissolvesse come una bolla di sapone. < Continua a dormire, Victor. Passerà tutto. Non è reale >. In effetti, Victor si sentiva chiudere gli occhi, e decise di accettare quella teoria. < Da bravo > sussurrò Greyson mentre gli rimboccava le coperte. Poi si sedette con la schiena appoggiata al cuscino, e le ginocchia fra le braccia, e le dita che si toccavano. Ammirando l' impossibile davanti a se'. Cinque minuti dopo la figura misteriosa cominciò a parlare, a voce calma e bassa, e Greyson notò che era notte nella scena. Ogni tanto agitava le dita come se stesse suonando un piano invisibile, oppure scrivendo su una tastiera che solo lui poteva vedere. Sembrava che stesse prendendo appunti di storia, storia di qualche luogo, come se dovesse descriverla successivamente a qualcun altro. Che sia un maestro? Si chiese Greyson. Non riusciva a riconoscere la storia della quale stava parlando quell' uomo. Sembrava tutto inventato di sana pianta. Greyson si fece coraggio e si mise seduto, cercò le ciabatte con i piedi e si diresse, piano, molto piano, verso la grande bolla. L' uomo era seduto a una scrivania, ma digitava parole agitando le dita nell' aria. Greyson si chiedeva come potesse farlo. Poi vide una tazza da cui si intravedeva sull' orlo del caffè. Allungò il braccio destro verso la bolla,e a quel punto poteva quasi toccare quella tazza. Ma aveva un brivido di paura. Stava trattenendo il respiro. Sollevò cautamente il dito indice, e la tazza cominciò a sollevarsi seguendo il dito. Ad un tratto l' uomo si fermò e guardò con la coda dell' occhio la tazza di caffè lievitare accanto a lui, cominciando a sbiancare. < Oh, caspita! > Greyson si lasciò scappare un' esclamazione ad alta voce, e tirò indietro il dito premendoci sopra come se avesse preso la scossa. La tazza si frantumò sulla scrivania, facendo sgorgare il caffè. Greyson si sentiva improvvisamente osservato. L' uomo aveva gli occhi un po' troppo allargati, e lo stava fissando. Seppur tremando da capo a piedi, capì che l' uomo era tanto spaventato e allarmato quanto lui, e quindi tentò un altro approccio: un saluto con la mano. L' uomo corrugò la fronte e imitò il suo gesto. E la bolla si dissolse senza fare alcun rumore, lasciando Greyson a bocca aperta, con una sensazione di dispiacere dentro di sé.
  2. Teoscrive

    Ciao ragazzi da Teoscrive

    Io lavoro ma non a tempo pieno, in ogni caso, scrivo più che altro durante i giorni lavorativi e negli spazi liberi della domenica ...alcuni giorni sono proprio off limits. Poi io tendo a caricarmi a seconda delle maree della mente... Un giorno posso assomigliare a uno tsunami e un altro ancora mi sento a secco. Poi la mia vita sociale negli anni è cambiata tanto...Sarò pure scrittore ma mantengo una vita sociale molto attiva...Dipende da un po' tutto, le stagioni, il clima, l' umore, le idee, poi bisogna lasciare spazio anche alla lettura altrimenti non si raffina lo stile di scrittura
  3. Teoscrive

    Maleventum - tradizione e cambiamento

    Ciao , commentatore alle prime armi: "anzidetti disguidi" sei sicuro che questo termine sia appropriato? Non lo avevo mai incontrato prima...Intendo - anzidetti - mi permetto - Qui userei " mi permetta " visto che il personaggio si rivolge al protagonista dandogli del lei Potresti provare a caratterizzare un po' di più i nomi, perché i nomi in storie di fantasia devono trasmettere qualcosa di particolare, unico, anche bizzarro volendo, quindi troverei dei nomi un pochino meno comuni per i personaggi Ho bisogno di Masi, Miele e Cardo. Mandameli su appena possibile. - qui ricordati di inserire i simboli per le finestre di dialogo, non so, se magari vuoi usare dei simboli diversi per il dialogo telefonico, vedi tu, magari vanno bene quelli classici del dialogo parlato Un consiglio che vorrei dare anche a chi legge ed è aspirante scrittore è quello di fare come fanno i fumettisti, ricalcare gli scrittori che hanno pubblicato, non solo nelle situazioni tematiche ma anche proprio nello stile, padroneggiare lo stile di qualcun altro può aiutare a individuare quello che poi bisognerà fare proprio e personale. Accompagnate la scrittura alla lettura di un libro affine e provate a trovare l' ispirazione.
  4. Teoscrive

    Il cantiere - Cap.1

    Ciao ...sono commentatore alle prime armi... Posso consigliarti di usare gli spazi? Rende più facile la lettura Un impiegato che andava da un sindacato in tutti gli anni che aveva lavorato dietro a quella scrivania non gli era mai capitato - Questa frase andrebbe rivista e riproposta in altri termini - La scrittura non dovrebbe somigliare al linguaggio parlato, quello funziona solo in certi contesti e non sono sicuro che questo sia uno di quelli. Quindi era impossibile per loro mi licenziassero così, senza una ragione. - scusa se te lo faccio notare, potrebbe anche essere un semplice typo, ma qui manca il che, dovrebbe stare al posto di quel per che non sta bene. Ti consiglierei di provare con una caratterizzazione più dettagliata del protagonista, magari con qualche accenno al suo passato, in modo più dettagliato, magari anche solo in forma di prologo. :”Vet con me, te!” che in italiano:”Vieni con me, te!” nella versione ufficiale del tuo racconto ti consiglierei di usare i simboli <> per i dialoghi
  5. Teoscrive

    Ciao ragazzi da Teoscrive

    Eh prima sto cercando qualcosa da commentare ... Ho già fatto un primo tentativo, ma vedo gli altri utenti che sembrano maestri che correggono un tema ( e attenzione ritengo sia l' atteggiamento giusto , non c'è nulla di sbagliato in questo ) e non posso fare a meno di immedesimarmi nell' aspirante scrittore ... Prometto che ci proverò ... Poi comunque se potete date un' occhiata al forum in tarda sera e anche notte fonda ...hehehe sono essenzialmente un notturno io anche perché passo la giornata quotidiana con il cronometro in mente per via dei miei continui impegni...
  6. Teoscrive

    Ciao ragazzi da Teoscrive

    Solo il primo mio progetto lo scrissi a mano, poi sono ovviamente passato al computer... In ogni caso sono praticamente grafomane quindi raramente non ho una penna in mano e in ogni caso ho sempre delle pagine pronte per stesure di idee scritte a mano prima di passarle alla versione digitale Grazie del benvenuto.
  7. Teoscrive

    Ciao ragazzi da Teoscrive

    Vi dirò, io ci proverò e ci metterò sincerità perchè rispetto ogni utente, ma commentare il testo di un altro non è la mia specialità, è una cosa che può mettermi in difficoltà, per questo probabilmente non ho avuto molto seguito su wattpad, magari non sarò proprio esaustivo al 100 per cento, magari cercherò di sintetizzare e puntare subito al sodo, anche perchè nella mia giornata non ho quasi mai tempo di leggere. Spero di riuscire nei miei tentativi, vi dico solo che non sono un esperto commentatore.
  8. Teoscrive

    9.11 cap.1

    Ciao ... E' la prima volta che commento il testo di qualcun altro... Nell' incipit ci sono informazioni interessanti, che nonostante io sia un frequentatore di siti che fanno ricerche di questo genere non avevo mai incontrato...Quindi ci sta bene per iniziare. Mi piace questa attenzione costante ai particolari anche se non bisogna eccedere per permettere al racconto di andare avanti in modo più scorrevole. Però al tempo stesso, usata moderatamente ci sta perchè arricchisce il racconto e la immedesimazione del lettore in esso. Ti dirò, ci vorrebbe qualcosa che facesse capire il significato dei numeri nel titolo, perchè come potrai immaginare, in una libreria qualsiasi lettore allaccerebbe mentalmente quei numeri agli eventi dell' 11 settembre. Magari per una versione ufficiale di questo racconto potresti cercare una variante che faccia capire il fulcro del tuo racconto.
  9. Teoscrive

    Ciao ragazzi da Teoscrive

    Ciao ragazzi sono Matteo, un ragazzo di 27 anni a cui piace scrivere da tempo ormai. Il mio obiettivo è farmi conoscere online, perchè non ho mai provato a cercare la pubblicazione ufficiale, non ancora almeno. Nel 2006 ho scritto il mio primo racconto, 70 pagine a mano, un remake di una saga già esistente ( Animorphs ), poi ho scritto altri racconti, più o meno uno ogni anno, anche se certi anni facevo delle pause. Ho provato anche a scrivere un copione, e attualmente sto ultimando un progetto di serial pensato per la tv. Qui proverò a pubblicare alcuni dei miei ( a mio parere ) migliori progetti. Sarò sincero, uno dei miei difetti è la mancanza di costanza, magari mi impegno al massimo e dò il meglio di me per settimane di fila, scrivendo decine di pagine, poi ad un certo punto passo ad altro oppure gli impegni quotidiani non mi permettono di andare avanti, per questo alcuni dei miei progetti sono tuttora incompleti. Per combattere questa mia tendenza cerco un po' di audience che mi stimoli ad andare avanti perchè sicuramente meritano di essere completati. Spero che vi piaceranno le mie storie!
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