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  1. bookabook

    Crowdfunding. Che ne pensate?

    Buonasera @Nuwanda, La risposta alla tua domanda è no, pubblicazione e auto-pubblicazione prevedono che il libro sia offerto al pubblico (quindi dotato di ISBN e in caso di pubblicazione di inprint editoriale). La tiratura limitata per i lettori che hanno pre-ordinato in una campagna che non ha poi raggiunto il goal non può essere considerata né contrattualmente né formalmente una pubblicazione. Il libro resta a tutti gli effetti inedito e l'autore è libero di riproporre il testo - perfezionato proprio grazie all'intervento di bookabook - ad altri editori e/o di autopubblicarlo. Ti faccio un esempio: proprio in questi giorni un autore che non ha raggiunto il goal ha firmato un contratto di edizione con un piccolo editore indipendente, proprio perché se non si raggiunge il goal il contratto con noi è sciolto e il lavoro rimane inedito. Spero di aver risposto esaustivamente a tutte le tue domande
  2. bookabook

    Crowdfunding. Che ne pensate?

    Buongiorno a tutti, ci permettiamo di intervenire perché invitati dai moderatori del forum. Abbiamo notato che è stato rianimato un topic piuttosto vecchio. Non è nostra intenzione discutere le opinioni altrui (ci mancherebbe!), solo rettificare alcune inesattezze. Anzitutto l’autore non è affatto lasciato solo nella campagna di crowdfunding. Oltre alla campaign strategy, bookabook attira quotidianamente traffico di lettori (più o meno forti) sulla piattaforma attraverso la propria strategia social e non solo. Inoltre per tutta la campagna di crowdfunding è attivo un servizio di assistenza e di accompagnamento per l'autore. Due parole sulla campaign strategy. È completamente gratuita e non è cosa da poco, perché “sul mercato” una campaign strategy è un servizio piuttosto costoso (su Kickstarter è presente una lista di strategist del settore “publishing”, la trovate qui https://www.kickstarter.com/experts?ref=footer e chiunque può richiedere un preventivo per farsi un’idea dei costi). Inoltre lo scopo della campaign strategy non è affatto quello di arrivare ad amici, colleghi, parenti. Anzi, lo scopo della campaign strategy è proprio l’opposto: arrivare il più in fretta possibile ad un pubblico di appassionati, attraverso il passaparola. Questo non toglie che abbia ragione da vendere la Cohen di Indiegogo quando dice “Le persone su Indiegogo non sono trendsetter, ma trend follower. Non arrivano sulla piattaforma perché hanno visto una cosa che gli piace: è il fatto che piaccia a molte altre persone la ragione per cui la vogliono anche loro“. E aggiunge “se è una cosa che non comprerebbero i tuoi genitori, tua moglie, o i tuoi migliori amici, perché dovrebbe farlo qualcun altro?”. (qui https://www.wired.it/internet/web/2016/03/04/regole-campagna-perfetta-secondo-indiegogo/ la fonte originale). Bookabook è una realtà che fa della trasparenza un punto di partenza e un punto di forza. Diversi libri su bookabook hanno pre-venduto centinaia di copie e aggregato una community di migliaia di appassionati (un esempio: cercate “Papà, Van Basten e altri supereroi” su Facebook). Riguardo alla campagna siamo estremamente chiari su cosa facciamo e non facciamo. Lo siamo sul sito (vedi la sezione “domande frequenti”), lo siamo nei contratti, lo siamo nel nostro rapporto con gli scrittori e con i lettori. Del resto ci impegniamo al massimo nel lavoro editoriale e nella promozione di un libro pubblicato (anche arrivando a mettere a disposizione dei libri la promozione con Emme Promozione e l’ufficio stampa con Mara Vitali Comunicazione), ma per noi è fondamentale che esista uno “zoccolo duro” di lettori. Noi di bookabook lavoriamo così. Non vogliamo convincervi che sia la strada migliore per tutti, ma solo correggere ciò che di inesatto è stato detto fino ad ora. Forse è un meccanismo che non si presta per alcuni, ma di sicuro ha funzionato e sta funzionando per molti. @doco, la selezione è esclusivamente qualitativa. Ci sono due fasi; una prima selezione viene svolta su sinossi e le prime dieci/venti pagine del libro. Se si passa questa prima selezione, allora all’autore viene chiesto l’intero manoscritto. In caso di una seconda risposta positiva si procede con la campagna di crowdfunding; in caso contrario, rispondiamo che il manoscritto, a nostro giudizio, non si presta qualitativamente alla campagna di crowdfunding e ha ben poco a che fare con una selezione legata alla “commerciabilità” dell’opera. In particolare, non vi è alcuna “schizofrenia interna”; capita che si passi la prima selezione e non la seconda fatta sul manoscritto completo. Infine, come vedi, abbiamo citato le più autorevoli fonti sul crowdfunding, quindi niente rischio di “italianata” .
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