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Riccardo e Tempesta Edit.

Operatore Editoriale
  • Numero contenuti

    596
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

675 Magnifico

Su Riccardo e Tempesta Edit.

  • Rank
    razionalista
  • Compleanno 10/05/1954

Contatti & Social

  • Sito personale
    www.tempestaeditore.it

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Trevignano r.no
  • Interessi
    editoria, politica, storia, religione

Visite recenti

1.739 visite nel profilo
  1. Riccardo e Tempesta Edit.

    Ciao a tutti, sono Ria!

    @Ria Interessante... Benvenuta.
  2. Riccardo e Tempesta Edit.

    Editori e Amazon

    Non è trend e nemmeno volontà degli editori. Il problema è che vengono pubblicati settimanalmente molti libri e le librerie non sono fisicamente in grado di esporre o anche solo tenere in libreria tutto quello che esce. I primi a farne le spese sono i medi e piccoli editori che difficilmente potranno essere esposti al pubblico. Per questo molti editori lavorano con piccole tirature (alcuni addirittura in print on demand). I canali di vendita principali sono le librerie on line (che possono "esporre" tutto) e le librerie tradizionali che effettuano "servizio prenotazione".
  3. Riccardo e Tempesta Edit.

    Eccomi

    Benvenuta, hai già letto i vari regolamenti del forum? Comunque è il posto giusto per cominciare a muoversi in questo ambiente...
  4. Riccardo e Tempesta Edit.

    Pubblicare prima su Self Publishing

    Dipende dalla politica editoriale delle case editrici. Comunque sono molte quelle che non pubblicano opere edite.
  5. Riccardo e Tempesta Edit.

    Argento Vivo Edizioni

    Ma chi l'ha detto che deve funzionare così? Chi ha scritto questi ruoli? Correggere errori e refusi è un lavoro lungo, difficile e impegnativo anche per il miglior editor, dov'è lo scandalo a rimbalzarsi il testo dall'uno all'altro per un ulteriore controllo sul "proprio" testo da parte dell'autore? Che figura è questo autore che scrive il suo "capolavoro", lo dà all'editore e poi se ne lava le mani? Pubblicare un libro è un lavoro collettivo dove l'editore mette i soldi, l'esperienza, l'organizzazione, la struttura di vendita; l'autore mette il testo, la sua collaborazione e disponibilità ed entrambi mettono tutto quello che possono per promuvere e diffondere il libro. Alla fine, su quel testo, entrambi guadagneranno, più o meno la stessa cifra...
  6. Riccardo e Tempesta Edit.

    Youcanprint

    Per vendere libri cartonati per bambini sotto i 18 euro una casa editrice deve stampare all'estero e in migliaia di copie. Se lei sostiene che sulle piattaforme citate può venderli a quel prezzo non capisco perché non va a stampare su quelle. La risposta di Youcanprint mi sembra chiara e onesta mentre la sua acredine mi sembra poco rispettosa verso il lavoro degli altri che, nel bene e nel male, va comunque rispettato.
  7. Riccardo e Tempesta Edit.

    Aspirante scrittrice

    @Rominaqu benvenuta in questo forum. Hai già letto regolamenti e FAQ? Scusa l'ignoranza ma cos'è Masterpiece?
  8. Riccardo e Tempesta Edit.

    Ci sono!

    Benvenuta nel forum essere meno timida ti servirà sicuramente se pubblicherai un tuo libro perché le presentazioni dell'autore sono fondamentali...
  9. Riccardo e Tempesta Edit.

    Un secondo "giro" è utile o altro tempo sprecato?

    Si sa che molte case editrici si comportano male, anche perché con le migliaia di imprese esistenti è normale, ma nella domanda iniziale si parlava di autori e a quella ho risposto. Poi, se si vuole parlare male delle case editrici si può sempre aprire una nuova discussione...
  10. Riccardo e Tempesta Edit.

    Una vita per i libri e altri sogni collaterali

    Perché fuori moda? Viva sempre il libro cartaceo! Comunque benvenuta.
  11. Riccardo e Tempesta Edit.

    Falco editore

    Se si evince dal contratto mi stupisce che qualcuno lo firmi...
  12. Riccardo e Tempesta Edit.

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Sai scrivendo con tanta enfasi e senza critica le "regole auree" del buon imprenditore "sembrava" scorgere questo pensiero. A questo ha risposto bene @Aporema Edizioni , difficilmente il geometra investirebbe i suoi soldi in un'impresa editoriale e poi sinceramente avere un socio che non capisce nulla di quello che si fa non è un buon progetto. I soci hanno il brutto difetto di voler mettere bocca anche se non sanno, soprattutto se ci hanno messo il capitale... Ecco, questo passaggio non l'ho proprio capito... o, per la precisione, spero di non averlo capito.
  13. Riccardo e Tempesta Edit.

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Completamente d'accordo. Quindi secondo te (o meglio secondo "il mondo imprenditoriale") chi ha competenze nel campo ma non ha capitali non può provare a costruire un'azienda come si faceva una volta? Ovviamente con tanta fatica e sacrificio e anche tanto rischio. Parli poi di finanziamenti ma lo sanno ormai tutti che le banche se non hai garanzie (soldi, proprietà...) non ti sgnaciano nemmeno una lira. Senza tenere conto poi che ci può essere qualcuno (così folle?) da non volere entrare nel meccanismo perverso e, spesso strangolaziende, dei prestiti. Mi sembra molto brutta come affermazione che equivale a: se hai soldi ne puoi fare di più, se sei un pezzente non hai nessuna possibilità. Per fortuna non è per forza così... Se i competitori sono le grosse e/o ricche case editrici il problema non è avere una qualità simile ma a prezzo più basso, ma avere una qualità superiore a un prezzo che permetta alla piccola CE di sopravvivere. Certo se i pochi lettori non cercano di scoprire i prodotti delle piccole CE per sfiducia o pigrizia il nostro lavoro sarà ancora più difficile. E questo si vede nelle varie Fiere del libro quando la maggioranza del pubblico, invece di spulciare i testi di tante piccole CE, alla ricerca di libri che difficilmente si vedranno in libreria corrono ad affollare gli stand dei soliti marchi che puoi trovare anche nella cartolibreria sottocasa.
  14. Riccardo e Tempesta Edit.

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Fermo restando che tante case editrici sono "zavorra", te ne potrei citare decine che fanno quello che dice l'articolo. Ma se continuiamo a fare queste discussioni, a generalizzare, a parlare solo di quelle che non vanno senza mai citare le tante che fanno un buon lavoro che si sono faticosamente create un loro pubblico che combattono quotidianamente con i perversi meccanismi del mercato non gli facciamo un buon servizio. Ancora la promozione: giornali. radio, blog... ma ti sei mai chiesto se funzionano? Hai mai pensato che le CE che "sembra" non facciano promozione la facciano mirata per non sprecare risorse e magari ha fatto una selezione sulla base di numerose prove ed esperimenti? Pensi che, a parte i più blasonati, dove è difficilissimo entrare, gli altri possano far vendere qualche copia in più? Poi ad alcuni si partecipa lo stesso ma più per "fregiare" qualche titolo con una fascetta e soddisfare il proprio ego e quello dell'autore ma niente di più...
  15. Riccardo e Tempesta Edit.

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Non entro nel merito dell'articolo che ha dato spunto alla discussione soprattutto perché non si può generalizzare sulla categoria dei piccoli editori sparando alla cieca nel mucchio. I piccoli editori, così come molte altre categorie, è fatta di poche aziende ottime e discrete, molte che lavorano approssimativamente e abbastanza che sono come descritte dall'autore del pezzo che campano "sull'usa e getta", su poche copie da vendere ad amici e parenti dell'autore e così via... Fondamentalmente mi trovo d'accordo con l'intervento di @Alexmusic ma ci sono alcune cose dette da che proprio non riesco a capire. Si continua a parlare di piccole case editrici che investono poco, che non hanno il coraggio di rischiare i propri soldi come una vera impresa. Una piccola ce non è una vera e propria impresa, una piccola ce difficilmente troverà un banca disposta a finanziarla; una piccola ce è paragonabile più a una impresa artigiana che deve ritagliarsi a fatica con tempo e pazienza la sua fetta di clienti, la sua nicchia di lettori costruendosi una linea editoriale quanto mai personale con qualità di contenuti, affidabilità, serietà e coerenza. La piccola ce è inutile che stampi 500 copie tutte assieme perché le venderà in almeno due/tre anni (se non più) quindi perché immobilizzare capitale e pagare un magazzino se la tecnologia di oggi ci permette di stamparne 100/200 per volta e appena stanno per finire in una settimana ne può avere altrettante? Tanto una piccola ce non andrà mai nel circuito delle librerie "che contano" perchè le librerie "che contano" espongono solo marchi grossi e "prestigiosi". Le piccole ce, se non sono snobbate, sono degnate di interesse solo se un cliente ordina un loro testo appositamente e nemmeno tutte perché a molte librerie non interessa fare servizio prenotazioni. Non sia mai poi che una piccola ce si faccia distribuire da un grosso distributore perché allora la sua sorte, a meno di qualche "botta di fortuna" è segnata. Perché nelle librerie "che contano" non ci finisce lo stesso, le mani sono legate per cui non potrà costruirsi una sua rete di vendita e il "grosso distributore" non si spenderà più di tanto per promuoverti essendo un pesce troppo piccolo nella sua rete. Qualcuno allora dirà nessuno ti obbliga a fare questo mestiere e uno potrebbe rispondere di farsi gli affari suoi, ma i motivi potrebbero anche essere molteplici e tutti degni di importanza. Tra i tanti che mi vengono in mente c'è quello di poter dare voce a molti degnissimi scrittori che sono stati snobbati per incompetenza, superficialità , fretta o perché non in sintonia con la linea editoriale e invece in una piccola ce possono trovare lo spazio che meritano anche se non avranno la diffusione che avrebbero potuto avere con una ce più grande e ricca. Conosco autori che invece delle 500/1000 copie vendute con una piccola ce ne avrebbero vendute dieci volte tanto ma hanno trovato le porte chiuse. Buon per noi, peggio per loro... L'ultima cosa (per ora), si parla di qualità scadente dei volumi delle piccole ce, sicuramente ce ne sono e per tanti motivi, tra cui quelli citati anche nell'articolo, ma quanti ne ho trovati (anzi comprati) di importanti e ricche ce con copertine che si rovinano appena iniziati a leggere, refusi leggeri e anche pesanti, qualità della carta così e così... e mi fermo qui.
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