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Kyría

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  1. Kyría

    Adriano Russo

    @Black letto il tuo articolo e come sempre molto interessante... però, come al solito mi hai portato dei dubbi Precisamente qui: FLASHBACK: come le digressioni, anche i flashback rallentano il ritmo narrativo. Gestire dei buoni flashback è molto difficile ed è meglio usarli il meno possibile. Domande: 1) Se il flashback è breve, e serve a far riaffiorare il passato per portare avanti la storia ha lo stesso effetto di rallentamento? 2) Quando li si utilizza è bene fare uno stacco o scrivere solo in corsivo per far comprendere? Evvai inizia a salassarmi Altra perplessità: INTROSPEZIONE: i pensieri dei personaggi, diretti o indiretti, aiutano a rallentare la narrazione, creando delle pause fra le azioni o i dialoghi. Anche in questo caso è bene essere concisi e spezzettare le varie riflessioni lungo il testo invece di creare blocchi unici. Nella normalità tendiamo a pensare prima di parlare... almeno, io lo faccio poi non so se è routine di tutti comunque: 3) Mettere pensiero tra virgolette e conseguente dialogo? Si crea troppa confusione? Perdona le domande, lo sai che sono lenta e a volte "molto spesso" vado nel panico per niente. A presto e grazie per i tuoi articoli sempre semplici e cristallini
  2. Kyría

    Iniziativa benefica - "Una tag @༺ Ꮹ ༻"

    @Edu Ah, ora ho capito!
  3. Kyría

    Iniziativa benefica - "Una tag @༺ Ꮹ ༻"

    Non capisco... perchè sentirsi diverso? Comunque dai sottoscrivo
  4. Kyría

    Creare Mappe e Cartine

    Eccomi ad aprire una bella discussione, non so più dove sbattere la capa credetemi... e se ho errato Sezione chiedo scusa allo Staff e la cortesia di regolarizzarmi Voi scrittori e aspiranti tali di Fantasy per creare le cartine dei vostri mondi che programmi utilizzate? Dove come e quando? Ok, non esagero. Mi basta sapere il nome di qualche programma idoneo. Vi ringrazio per l'aiuto.
  5. Kyría

    Atti avventati

    Seduta sul pavimento freddo rimango in attesa, e chinata sul bordo di questa vasca con le braccia tese attendo il momento. Posso farlo, è così semplice, tutta questione di pochi istanti, e sarà finita. Finalmente la libertà tanto sperata da una vita che mi ha dato solo merda. Gli occhi sono lucidi e persi nel vuoto, mentre nella mano stringo il coltello che ho preso qualche minuto fa in cucina. Ho un nodo alla gola, la mente gira vorticosa su un solo quesito: perché… Erano giorni che non ti sentivo, mi chiedevo se stavi bene, passavo le giornate a perdermi nei ricordi: tu e io, l’una per l’altro. Quel bacio sotto un acquazzone estivo, il passeggiare mano nella mano sotto gli sguardi rimproveratori dei passanti. Ma a noi non importava, esistevamo solo noi in quegli istanti. Amavo osservarti mentre leggevi e mi perdevo nei tuoi occhi tuffandomi nel loro verde smeraldo quando mi guardavi. Non era una storia d’amore rosa e fiori, senza ostacoli, ma in fondo riuscivamo a trovare i nostri attimi di felicità. Nei giorni passati al tuo fianco osservavo ogni tuo gesto, il passarti la mano tra i capelli lunghi fino alle spalle tirando indietro il ciuffo calato sugli occhi, ripetendo una frase consueta: "ma guarda, ma pensa, ma dai, ma che roba". Il proferire quei brevi intercalari dipendeva dalle circostanze, e al mio chiederti il motivo mi risposi: che da fanciullo avevi letto un libro di Paolo Nori. Eri rimasto talmente colpito da questa cosa che feci tue queste espressioni. Avevi un carattere chiuso, ed era difficile comprendere ciò che pensavi mentre ascoltavi la musica o scrivevi. Eri sempre assorto, in un mondo tutto tuo di cui non ho mai avuto la fortuna di comprendere o scoprire, ma in piccoli gesti sapevi dimostrare ciò che avevi nel cuore. La nostra canzone: Exit music for a film, descriveva alla perfezione il nostro amore. Il Romeo e la Giulietta del nuovo millennio, un sentimento contrastato dalle famiglie. Eppure nonostante tutto riuscivamo a viverci. Sorrido nell’amarezza che lascia ogni ricordo… Straziante è il ripercorrere con la memoria quella sera in cui il tuo scooter non partiva e sei dovuto rimanere a dormire da me. Quella notte, è stata la prima in cui mi sono sentita al sicuro. Tra le tue braccia ho trovato la tranquillità che in tutta un’esistenza avevo cercato ma mai scoperta. La costante paura che accompagnava ogni mio giorno era svanita. Riguardo i film con cui allietavamo le nostre giornate e piango, mentre l’immagine di una delle ultime foto tue che mi è rimasta continua a girare nella mente. Sono giorni che non guardo il telefono, non mi interessa. Tanto tu non chiamerai, sono passati mesi dall’ultima volta che ti ho visto o sentito. Eppure il mio cuore non ha mai smesso di sperare, di amarti. Ripenso alle nostre fughe all’insaputa di tutti, quando ci trovavamo in campeggio in riva al lago e potevamo essere noi stessi. È successo molte volte in questi anni che sei sparito, nessun preavviso, nessuna notizia. Eppure questa volta è più difficile del solito superare la tua assenza. Forse perché da quel maledetto giorno sei cambiato. La paura nel non sentirti per poi scoprire l'incidente, il tuo esser rimasto ferito a un braccio... un’esperienza che lentamente ti ha portato via da me. Il tuo prendere coscienza che la vita è breve, e il renderti conto che anche se dicevi che di tuo padre non ti interessava non era così. Al vederlo nella macchina capottata nonostante tutto: il braccio sanguinante, pieno di schegge di vetro, lo hai tirato fuori... Lo squillo del telefono mi distoglie dai pensieri, guardo il display, ho gli occhi appannati e li sento gonfi. Un tonfo al cuore, sgrano gli occhi incredula nel vedere lampeggiare il tuo nome. Rimango qualche istante a fissarlo, "non ci credo, non può essere". Le mani iniziano a tremare prendo il coraggio da un angolo remoto del mio cuore per rispondere: «Pronto?» Sento in sottofondo il rumore delle macchine che passano veloci. Un altro tonfo al cuore all’udire la tua voce: «Sto venendo da te, ci vediamo in piazzetta.» Rimango in silenzio, non so se è reale... eppure sei proprio tu, il dolore che fino a un attimo prima mi attanagliava pare scomparso, un sorriso tra le lacrime mi illumina il volto: «Arrivo» metto giù. Pochi istanti ancora con l’apparecchio tra le mani, lo osservo, finalmente sei tornato da me. Mi alzo di corsa e vado a sciacquare il viso, infilo le prime cose che trovo nell’armadio e di tutta fretta esco di casa. Arrivo. Scendo le tre rampe che mi dividono dall’uscita con il cuore che batte a mille, non vedo l’ora di rivederti e di perdermi nel tuo abbraccio. Esco in strada e senza neanche guardare mentre attraverso mi dirigo alla piazzetta, manca poco, 100 mt e sono da te. Mi sento leggera, il peso che mi opprimeva pare scomparso, il dolore dissolto in quella semplice frase. Costeggio la siepe che divide il maneggio dalla strada, volto a destra ed ecco che di fronte a me vedo la piazza. Un piccolo angolo a sanpietrini con due panchine e altrettanti alberelli ad adornarle, una fontanella di acqua potabile che pare sola e triste in mezzo ai fiori estivi. Sorrido nel vederti. Il tuo scooter rosso posteggiato accanto a una delle due panchine e tu che a lunghi passi con lo sguardo sul pavimento fai avanti e indietro da una all’altra. Sembri irrequieto, mentre accarezzi il pizzetto. Senza accorgermene la mia andatura si è velocizzata, quando sono a poco più di qualche passo tu alzi lo sguardo incrociando i miei occhi e mi saluti. Sono tristi, ma dalla felicità che mi invade non me ne rendo conto. «Ciao!» mi avvicino e ti abbraccio, inspiro il tuo profumo, mentre tu cingi le tue braccia sui miei fianchi. Mi sento bene, felice. Percepisco il tuo tocco, il tuo respiro non è un’illusione, sei qui dopo tanto tempo. Sei reale e vorrei che questo istante non terminasse. Mi scosto da te: «Ma che fine avevi fatto? Che è successo?» Non mi guardi, è raro che lo fai. Con un filo di voce mi rispondi: «Sono successe tante cose, e dovevo parlarti» Il mio sguardo diviene perplesso: «Dimmi, ti ascolto» Ti passi la mano tra i capelli senza alzare lo sguardo: «Mi dispiace, dobbiamo chiudere qui.» Le tue parole mi trapassano il cuore come lame affilate. La felicità che fino a un attimo prima mi invadeva lascia spazio alla tristezza e a una fitta nube nera che mi avvolge. Sento le lacrime cercare di venire in superficie, le trattengo a fatica, mentre un nodo alla gola quasi blocca le mie parole: «Perché? Che è successo?» Alla domanda ti allontani, mi dai le spalle. In quel momento l'unica cosa che voglio capire, almeno per una volta, è ciò che pensi. Mi avvicino di nuovo e cerco il tuo sguardo, tu ti decidi a parlarmi: «Adesso non avrò più tempo, i miei genitori hanno acquistato un’edicola, vogliono che ci lavoro con mio fratello» Rimango impalata, non riesco a credere a quello che stai dicendo: "non avrai più tempo... sono e sono stata solo un modo per occupare il tuo tempo? No, non può essere. Noi ci amiamo". I singhiozzi si fanno più forti, lo sconforto si è impossessato di me. Tu rimani lì, i tuoi pensieri chissà dove sono. Cerco il tuo abbraccio per avere conforto e con stupore arriva: «Io ti amo» dure parole, forse inutili, ma sono ciò che provo per te. Il tuo respiro caldo sul mio collo, un sussurro proferito vicino al mio orecchio: «Anch'io.» All'udirti di scatto mi allontano da te poggiando le braccia sul tuo petto: «Come fai a dire che mi ami se mi stai lasciando?». «Ti amo come una sorella» il tuo tono è dolce, ma quelle mi fanno mancare il terreno sotto i piedi. A voce bassa ripeto: «Come una sorella» mentre vedo sgretolarsi di fronte ai miei occhi l'immagine di noi due. Scuoto il capo tra le lacrime: "Non può essere, non è vero. Non puoi dirmi così". Guardi l'ora e ti accorgi che è tardi, ti passi la mano tra i capelli: «Devo andare, i miei mi aspettano.» Rimango immobile mentre recuperi dalla panchina il casco e lo zaino, li indossi per poi allontanarti da me. Da ciò che eravamo... ti osservo mentre sul tuo scooter svanisci dalla mia vista, ho il cuore spezzato e mi rendo conto che questa volta non tornerai. A passo lento con gli occhi persi nelle immagini sfocate di un tempo i cui eravamo noi due torno a casa. Le scale sembrano infinite, mi trascino poggiata al muro percorrendole a fatica. Non ho forze, la mia forza sei tu. Con gli occhi appannati dalle lacrime cerco di aprire la porta. Dopo vari tentativi ci riesco e dopo averla richiusa alle spalle, lentamente mi accascio a terra. Lascio scorrere al di fuori il pianto e il dolore. Stringo le ginocchia al petto e mi perdo in un limbo. Nella mente risuonano le tue parole: "come una sorella" lacerandomi. Ho passato ore poggiata con la schiena a quella porta a piangere, poi, un lampo. La consapevolezza che questa vita non fa per me, non la voglio… Adesso sono qui, seduta sul pavimento freddo rimango in attesa, e chinata sul bordo di questa vasca con le braccia tese attendo il momento. Posso farlo, è così semplice, tutta questione di pochi istanti e sarà finita. Finalmente la libertà tanto sperata e sospirata, da una vita che mi ha dato solo merda. Gli occhi sono lucidi, mentre nella mano stringo il coltello che ho preso qualche minuto fa in cucina. Ho un nodo alla gola, la mente gira su un solo quesito: perché… Le immagini delle giornate passate assieme a fantasticare sul nostro futuro: San Pietroburgo, un piccolo appartamentino nel centro città, un gatto... noi due e il nostro amore. Solo duri ricordi che voglio cancellare. Poggio la lama sul polso percepisco che è fredda, ma in questo momento nulla può essere pari al dolore che ho dentro. Un secondo, un movimento, un taglio netto e non penserò più a nulla. Osservo il candore della vasca, tra poco sarà macchiato dal sangue, il mio sangue. Lo so che sta per accadere, sono sicura del mio atto, ma in fondo la paura inizia a farsi sentire. Scatta l'istinto di autoconservazione e rimango immobile. Farà male? Sollevo la lama dalla pelle, per spostarla più in alto. Proviamo. Almeno so a cosa vado incontro. La pressione si fa più forte, una piccola goccia di sangue fa capolino rimanendo qualche istante tra il filo e la pelle. Proseguo il movimento è lentamente percorro da una parte all'altra il braccio. Il sangue inizia a defluire più abbondante, mentre i lembi di carne si dividono. Strizzo gli occhi, fa male, ma riesco comunque a proseguire. Se non lo facessi? Se non andassi fino in fondo? No, non posso, ho deciso. Le gocce cadono macchiando il candore della vasca, il liquido rosso mi da la sensazione di libertà mentre sgorga al di fuori. Non fa così male, sono pronta. Giro il polso, con un movimento veloce con la lama seguo le vene dividendole e in un istante tutto il braccio è rosso. Esce più veloce che dalla prima ferita, ma non mi spaventa. Proseguo con l'altro, il coltello mi cade di mano. Il suo rumore metallico sulla ceramica mi risuona nelle orecchie, rimango in attesa. Non ho smesso di piangere, di pensarti, mentre le forze le sento lentamente scivolare via. Appoggio la testa al bordo della vasca chiudendo gli occhi. Addio vita, addio dolore, voglio essere libera da tutto. Rivedo mia madre e il suo disprezzo verso di me. Il mio soffrire in silenzio al suo rifiuto, avvenuto fin dalla mia nascita. Maledico il giorno in cui mi ha dato alla luce, ma almeno, ora non sarò più un peso. Il suo viso si offusca lascia posto a quello dei miei nonni, vedo la tristezza nei loro occhi. Mi dispiace, forse non avrei dovuto… Spariscono lasciando spazio a brevi flashback di tutti quegli anni. Chiedo perdono a chi mi ha voluto veramente bene. La testa mi gira, ho la nausea. Vorrei scappare da queste sensazioni che mi invadono, ma non riesco. Non ne ho la forza. Tutto si annebbia, è buio.
  6. Kyría

    Adriano Russo

    @Black Eccomi a leggerti di nuovo! Tra una cosa e l'altra mi ritrovo sempre a dire poi lo faccio e non accade Articoli come sempre illuminanti, però ho una piccola considerazione da fare: l'articolo dei nove consigli come mai non è stato messo all'inizio di tutto? A parer mio è l'introduzione perfetta per questo mondo estremamente elaborato. Grazie
  7. Kyría

    Atti avventati

    @Ginevrosità Non posso controbattere, sì, avrei potuto approfondire qualche punto ma sarei arrivata a scrivere un romanzo breve anzichè un racconto E qui mi fai l'esempio di ciò che avresti voluto sapere: No, cioè sì, con lui è stata felice ma qui ci rifacciamo ai retroscena. La sua vita mettendo da parte lui. Ma giustamente non avendo ampliato tutto la tua osservazione non è completamente errata. Credevo in questo punto di essere stata chiara, infatti dico: Rivedo mia madre e il suo disprezzo verso di me. Il mio soffrire in silenzio al suo rifiuto, avvenuto fin dalla mia nascita. Maledico il giorno in cui mi ha dato alla luce, ma almeno, ora non sarò più un peso. Qui non posso darti torto, solo che la spiegazione è stata proprio quella. In realtà non c'è una modivazione fondata, ma credo bisogna anche entrare nell'ottica che si sta parlando di ragazzi adolescenti non adulti. Questo racconto nasce da un evento di vita vissuta che mi è stato raccontato, e io, mi sono semplicemente immedesimata e creato il racconto. prima avevo molto il vizio di inserire paragoni, attualmente cerco di evitarli però effettivamente non avrebbe stonato. grazie, mi fa piacere. Apprezzo molto la tua onestà credimi Il loro passato lo conosco, ed è anche per questo che non l'ho scritto per non dilungarmi troppo. Credimi una telenovela li farebbe un baffo Potrei cercare di inserire qualcosa però ci si addentrerebbe in un terreno che avrebbe la necessità di troppe spiegazioni. Sì, centrato. Questa tua frase vorrei sottolinearla, per un semplice motivo: il tuo dire vorrei lo prendo per un complimento, per la dimostrazione che non ho fatto un lavoro completamente da buttare ma che al contrario può interessare. Tranquilla, non butto via nulla. Ti ringrazio di cuore spero di leggere altri tuoi commenti. Ciao e buona giornata
  8. Kyría

    Atti avventati

    @Floriana Ciao bella che piacere leggere un tuo commento dopo tanto tempo! In realtà con il titolo ho avuto molti problemi, dato che questo racconto è nato in un modo, modificato per un concorso e alla fine rielaborato nuovamente per il WD Perchè non avevano l'ombrello, cosa che ho scritto nel testo. Ma forse la frase era un po' complessa e mal gestita. Sarebbe tra la lama e la pelle fa capolino la goccia di sangue "filo è un sinonimo di lama" ho scritto così per non fare una ripetizione Ti ringrazio, per quanto riguarda la punteggiatura prima o poi l'azzeccherò troppo buona, come sempre! Hai centrato alla grande, ti ringrazio nuovamente per il tuo intervento sei sempre molto cara. Buona giornata a te!
  9. Kyría

    "Marì"

    @flambar Non ho potuto far a meno di leggere le risposte che hai dato, e vorrei lasciarti un piccolo messaggio riferito a questa frase che hai scritto: Mio nonno anni addietro mi disse: non si smette mai di imparare. E comunque se una cosa la si vuole veramente basta rimboccarsi le maniche e fare da se', in fin dei conti: volere è potere. Diciamo che questa frase è il mantra, spero ti sia utile. In bocca al lupo
  10. Kyría

    Atti avventati

    @Mene Con estremo ritardo arrivo a rispondere pardon. In primis grazie per esser passata e aver lasciato un commento. Bella domanda, però se stai piangendo e sei in procinto di farlo ti accorgi di avere gli occhi umidi no? Quindi lucidi... La canzone Exit music for a film penso la conosci dato che hai scritto che l'adori. Se sai è Romeo che parla a Giulietta e manco a farlo apposta la loro storia era simile proprio ai due innamorati della canzone. Se avessi scritto i problemi che avevano i due ragazzi legati per l'appunto alle famiglie avrei fatto un romanzo. Sì, hai capito bene. Sapessi alla ragazza a cui è stato detto! Ciò che ho scritto è accaduto realmente. mi hai fatto morire! Non chiederlo a me! giuro sto morendo dal ridere! Bella domanda, l'amore comporta comportamenti incomprensibili alla mente stessa! Bisognerebbe entrare nella testa di quella ragazza quando è accaduto tutto ciò! grazie. Ho notato che mi hai corretto parecchio la punteggiatura. Prima o poi ci riuscirò credimi questo è già il risultato di riletture fino allo sfinimento! A volte prolifera come non mai, altre manca, ma prima o poi l'azzecco. Almeno, spero! Non ho deciso io l'esecuzione dei fatti, dato che come ti dicevo prima è un evento davvero accaduto. E non potevo mancare dal non scriverlo. Perchè ha un'assurdità che denota credo nel complesso l'essere umano per ciò che è, con annesse le sue contraddizioni. Qui dovresti sapere i fatti antecedenti che portano la ragazza a prendere questa decisione. In poche parole nella vita l'unica "luce" era lui, non aveva nulla, infatti nella frase che non hai ben capito in cui parla della madre ecc. si cerca di condensare una vita deludente che non vale la pena di vivere. Solo finchè c'era lui valeva la pena di esserci, dato che viene abbandonata decide di fare l'atto estremo. Ti ringrazio di cuore. Alla prossima.
  11. Kyría

    "Marì"

    @flambar è sempre un piacere leggerti. Purtroppo sono in un periodo in cui non riesco a essere molto presente sul forum. Il racconto mi è piaciuto, però devo dire che secondo avresti potuto dargli più spessore, ampliarlo. In poche parole a parer mio potrebbe essere la base per un breve romanzo. Molto tell, e poco show. La parte dello scippo, in cui lei lo sequestra, l'incontro in cui chiudono, la cerimonia, le avrei mostrate. Non riesco a fare come nei precedenti racconti, quindi ti indico due cose: La costruzione di alcune frasi l'ho trovata particolarmente difficoltosa. In alcuni punti la punteggiatura non va bene "ma chi sono io per segnalarla? Dato che il più delle volte non l'azzecco manco a morire!" Ci sono anche delle ripetizioni. D eufonica. Ricorda che la devi mettere solo quando c'è la stessa vocale. ad andare, ed essendo... e via così Chili, siamo in narrativa quindi va scritto per esteso. Qui sei andato a capo, occhio! esclamò L'accento mancato Continua così, rispetto a prima ho trovato dei miglioramenti. I contenuti sono sempre piacevoli e mostrano che hai molto da raccontare. Alla prossima!
  12. Kyría

    Auguri Nerio!

    E come potevo non accodarmi?! Auguri caro @Nerio
  13. Kyría

    Off topic. Ti taggo.

    @Ippolita2018 leggo solo ora il tuo post lusingata davvero, grazie
  14. Kyría

    I titoli più belli dei libri

    @Ippolita2018 mi fa onore il tuo taggarmi, significa che riesco a lasciare il segno spero positivo! Nel risponderti vado in O.T. spero di non beccarmi un richiamo Se noti delle anomalie poi sempre segnalare allo Staff cliccando in alto a destra del post in questione Segnala allo Staff ti apparirà un'icona in cui poi scrivere le motivazioni della tua segnalazione e l'organico che gestisce il forum farà il suo dovere se necessario Se si tratta di discussioni con lo stesso tema, allora basta che vai nel primo post della discussione segnali e scrivi che è uguale a un'altra e sempre se lo ritengono opportuno intervengono magari amalgamando le due discussioni. P.S.: quando dai dubbi nelle F.A.Q. in alto a destra sulla barra arancione trovi tutti le info che ti servono Dopo questo mio intervento di super O.T. mi defilo, pardon per le ripetizioni sono di fretta e non ho tempo di cercare sinonimi Ci si vede!
  15. Kyría

    Atti avventati

    @AndC Ma ciaooo! Più o meno tutto ok, spero anche tu, è da un po' che non ho il piacere di incrociarti! davvero? ma nooo! Infatti non credevo passassi di qui grazie! ammetto di averlo revisionato e ho cercato di stare molto attenta al complesso. Non ricordo se nel pezzo che avevi letto tu c'era forse sì, ma ho tagliato parecchie cose superflue. Forse così risalta di più Ricordo, grazie di cuore
  16. Kyría

    Noi del WD e l'ochetta di Konrad Lorenz

    Ragazzi accedere al WD dopo qualche giorno e vedere questo post mi ha commosso e non scherzo! a ripensare al mio ingresso nel WD ricordo chiaramente che il primo messaggio di Benvenuto me l'ha messo @ElleryQ con il link al regolamento, a seguire sono stata accolta da @Federico72 , @mina99 e il nostro @Marcello che mi augurò un buon atterraggio! Tra le tante persone del Forum a cui devo molto, c'è proprio Marcello. Ammetto che è grazie a lui che sono rimasta in questa Community stupenda, perché se non mi avesse tranquillizzato e spiegato molte cose sul WD in MP, avrei lasciato questo luogo il giorno stesso... il motivo? Non mi sentivo all'altezza di molti autori e aspiranti tali che abitano il WD. Ammetto che tutt'ora non sono all'altezza di molti, ma cerco di migliorarmi giorno dopo giorno. Da allora ho stretto molte amicizie qui sul Forum, e mando un Grazie con tutto il cuore a ognuno di loro
  17. Kyría

    Auguri Wyjkz31!

    @wyjkz31 Perdona il ritardo: Auguroni!
  18. Kyría

    " Porto di Montecarlo "

    grazie... Ricorda in un testo il 70% mostrato e il 30% narrato. Lo show si usa nei momenti rilevanti, il tell in quelli di transizione, a esempio li spostamenti. E invece non deve essere un problema, anzi è un vantaggio! Ti spiego in seguito il motivo: In narrativa è necessario per rendere partecipe il lettore, per fargli provare empatia con il personaggio. Il fatto che tu abbia vissuto determinate cose fa in modo tale che la tua scrittura sia credibile, perché sai esattamente cosa si prova e devi solo veicolarla nel modo corretto. Ti faccio un esempio utilizzando il mio Musical preferito Mulin Rouge: All'inizio abbiamo il protagonista che si trasferisce in Francia nell'epoca Bohemien per scrivere sugli ideali del movimento: libertà, fratellanza e amore. Ma ha un problema: come fa a scrivere dell'amore se non è mai stato innamorato? E da qui parte tutta la vicenda. Pensaci, come puoi scrivere di una cosa se non l'hai mai vissuta? Non riuscirai mai a darle il valore, lo spessore che deve avere per appassionare il lettore. Grazie a te, anche per lo spirito con cui prendi i commenti
  19. Kyría

    " Porto di Montecarlo "

    @flambar Ciao Flambar, ed eccomi qui nuovamente Rispetto al link avresti dovuto andare a capo "lo so che inizi a odiarmi" Avrei riformulato diversamente: - Porto di Montecarlo anno 1980, ero ancora celibe a quel tempo... Dovevo assumere il comando del lussuosissimo M/yacht ABIDELKADER, ma a tarda sera venni informato che l'imbarcazione si trovava ancora ormeggiato nel porto di Barcellona in Spagna. Spazio dopo la virgola Riformulerei: - Data l'ora dovetti recarmi in un casinò in cui quando entrai notai che c'era solo il personale tranne l'addetto al cambio. Lo so che ti sto cambiando molto le frasi. Scusami. Dopo il punto spazio Domanda: la macchina senza che lui faccia nulla si aziona? Non deve fare qualcosa? Spazio dopo le virgole. Darmi -> refuso = farmi Camiare -> refuso = cambiare monete ripetizione su lo = sullo stesso -> ripetizione Hai mancato anche gli accenti. Conclusione: Avrei messo un po' di show, sopratutto nel punto della prima vincita. Ecco perché ti ho fatto le domande in quel pezzo, pare che manchi qualcosa. Lo show sarebbe il mostrato, e si usa per le scene che hanno rilevanza . Il racconto l'ho trovato simpatico. Anche qui ho riscontrato maggior attenzione alla punteggiatura ma non ai refusi. A rileggerti
  20. Kyría

    Atti avventati

    @Kuno Grazie per esserti soffermato. Parto dalla fine del tuo commento: A essere sincera non credevo che qualcuno lasciasse un commento su questo testo. La tematica che ho trattato è una di quelle che già io stessa per natura evito... diciamo che è stato un tentativo di superare il blocco che ho verso determinati generi. Il momento mi ha portato a scrivere, e l'ho fatto senza pensarci. Grazie so che il racconto non è come dovrebbe. Registro alto? Di cosa parli? Puoi spiegarmi cosa intendi per favore? Sinceramente ho scritto senza pensarci molto, come veniva... Concordo, scrivere di per sé è difficile! mai una volta che azzecco questa benedetta punteggiatura... Per via che passeggiavano senza ombrello Qui intendevo vivere il loro amore... forse non sono stata alquanto chiara... e pensare che molti escono con frasi del genere! approvo la soppressione! Ti ringrazio per le puntualizzazioni che mi hai fatto. Alla prossima
  21. Kyría

    Nella locanda

    @bwv582 Ti ringrazio per esserti soffermato a commentare. effettivamente ho errato a scrivere la frase... i tempi delle azioni... prima digrigna i denti poi ride io non so più dove metterle ste virgole! La spiegazione è in tutto il testo i due parole: Le Divinità sono unite nell'unico fine di aiutare i protagonisti perché hanno bisogno la rinascita del Diamante. Se le Divinità in contrapposizione a questo evento si espongono troppo, "e in questa parte hanno già esagerato" incorrono nell'ira delle altre Divinità. Come tempistica questo pezzo viene prima del frammento che ho postato tempo fa: sulla discussione tra il Dio del Caos e la Dea dell'intelletto. Ci sarebbe un refuso che ho beccato ora in rilettura Sì, darebbe inizio ad altro, per motivi di caratteri non ho potuto inserirlo. A dire il vero è stata dura scegliere su quale dei due pezzi inserire fatico a crederci che cosa dolce mi hai scritto, grazie di cuore Buon inizio settimana @SBond Ciao grazie per esserti soffermato non avevo calcolato un alternativa del genere Anche Sì non è errato, anche se nel contesto della scena direi che metterlo non come quesito porti un po' a una sorta di presa per i fondelli. Effettivamente voleva essere inteso in tal senso, un ridicolizzare l'atto di Nick di fronte alla loro superiorità. mi ripeto: non so più dove metterle ste vigole, o sono troppe o l'opposto mi hai messo in crisi... sto lavorando parecchio sui dialoghi e la loro credibilità grazie. Colpito e affondato molte cose sono descritte prima, questo è il misero pezzo di un capitolo di 10.000 caratteri circa. E alcune cose invece sono state descritte addirittura nei capitoli precedenti. A presto
  22. Kyría

    Nella locanda

    Asoc digrignò i denti e rise mentre gli si avvicinò: «Hai il coraggio di rimetterti in piedi?» Nick trovò l’equilibrio e lo guardò: «Perché non dovrei? Il mio compito è proteggere il Diamante e se lo volete dovrete passare sul mio corpo.» Alle sue parole iniziò a ridere anche il Dio delle Temperie: «Lo sai che raggiungeremo comunque il nostro scopo.» «Sei sicuro?» Il Dio rimase perplesso e sgranò gli occhi, mentre l’altro aggrottava la fronte alla ricerca di comprensione. Kirbo si divincolava con forza e cercava di liberarsi, mentre Oiggas ponderava il da farsi. «E cosa vorresti fare?» Lo esortò Asoc. Nick lo fulminò con lo sguardo e alzò un braccio sopra la testa: «È questo che volete giusto?» Mostrò l’oggetto che teneva nella mano, le due Divinità al vedere il Diamante sbiancarono. «Nick non fare stronzate!» Il Dio delle Temperie volse un cenno al leone: «Tu non ti impicciare!» L’animale si avvicinò a Kirbo e iniziò a scrutarlo come una preda appetibile. «Non muovetevi, o vedrete che fine fa il Diamante!» Il Dio del Caos cercò nella mente una nuova strategia d'adottare: «Tu cosa credi di fare, pensi che non ci sia semplice prenderlo dal tuo corpo esamine?» Nick rise divertito: «Non lo farete... non potete. Liberate i mie compagni e potrete avere il Cristallo.» Alle sue parole il Dio del Caos rimase assorto alla ricerca dell'inghippo. «Non vi fidate? Vi do la mia parola d’onore, voi li lasciate andare e io vi consegno la pietra.» Le divinità si volsero un cenno di consenso e il Dio delle temperie, anche se contrariato, diede uno schiocco di dita: «Peccato, il mio leone aveva fame.» I due uomini caddero a terra come se fossero rimasti senza forze e l'animale si allontanò in attesa del suo padrone nel corridoio. «Adesso consegnaci la pietra.» Ordinò Asoc. Kirbo al movimento di Nick si alzò. «Stai fermo! La parola è parola.» Di scatto si voltò e lanciò al di fuori della finestra l’oggetto: «Andate a prenderlo!» «Che hai fatto?» Il Dio del Caos con un movimento fulmineo scagliò Nick contro la parete opposta della stanza e le due Divinità si apprestarono a inseguire l’oggetto nel buio della notte. «Tutto bene?» Kirbo lo raggiunse e tese una mano per aiutarlo. Quando fu in piedi quasi senza fiato per la botta ricevuta gli rispose: «C... credo…» «Che hai fatto? Sei impazzito?» Nick gli sorrise e si avviò nella sua camera seguito dai due, rovistò nella bisaccia ed estrasse lo scrigno: «Vedi? Lo abbiamo ancora noi, non preoccuparti. E poi, se ricordi la chiave non ce l’ho io.» Alle sue parole Kirbo rimase basito e si girò verso l’anziano: «Hai ancora tu la chiave, vero?» Oiggas da sotto la camicia estrasse la catenella con al sua termine la chiave che faceva da ciondolo: «Non ha mai lasciato il mio collo...» La tensione a quel punto si allentò, Kirbo tirò un sospiro e una pacca sulla spalla all'amico: «Mi hai fatto spaventare accidenti!» Nick ridacchiò, e si poggiò al letto: «Quell’oggetto me l’ha dato un Falco» «Un Falco dalle ali dorate?» Chiese Oiggas. «Sì.» Ci fu un breve silenzio, finché Nick iniziò a radunare le sue cose: «Dobbiamo andarcene il prima possibile, non ci vorrà molto prima che si accorgano dell’inganno.» I compagni acconsentirono e poco dopo percorrevano il corridoio fino a giungere nell'atrio, dove si diressero all'uscita. «Dove credete di andare?» I tre sussultarono e si voltarono. «Non potete fuggire, questa sarà la vostra dimora fino alla fine.» La voce del locandiere parve giungere dalle profondità della terra come una minaccia.
  23. Kyría

    MS MAintenance Team 3

    @Ido Ciao, Ok, questa info puoi inserirla anche sotto spoiler prima del racconto/frammento. Di solito li si utilizza proprio per far comprendere a chi legge alcune cose, dato che essendo brevi pezzi un lettore può non capire bene di che si tratta. Per mettere lo spoiler basta che clicchi l'occhio sulla barra degli strumenti. Credo sia difficile mostrare le informazioni tecniche, però credo sia più semplice mostrare la scena dei personaggi in sé. Capisco benissimo cosa intendi, un giorno una persona mi disse: un buon testo è formato per il 70% di show "mostrato" e il 30% di tell "narrato". Il narrato lo si utilizza per le parti di transizioni, poco importanti come ad esempio li spostamenti "se non necessari allo svolgimento" il resto da mostrato. Non è un errore narrare, vedi le fiabe per bambini, per lo più sono in tell. Anche i vecchi libri sono più in tell che in show. Ma attualmente la scrittura vuole entrambe le cose dosate nel modo giusto. Alla base di tutto c'è proprio l'esercizio e il leggere. A presto
  24. Kyría

    " Nave Liberty "

    @flambar eccomi qui che torno a leggerti Ti ho spostato prima una frase detta in seguito per evitare ripetizioni. Troverei un sinonimo a silenzio, dato che già prima dici: silenzioso. Doppio spazio Avrei unito la frase antecedente a questa. Ti ho tolto il gerundio refuso: mia navi: troverei un sinonimo ti ho tolto una virgola in cui avevi anche mancato lo spazio Dritta manca lo spazio Ti ho aggiunto i due punti del dialogo e inserito le virgolette, ma puoi usare anche i caporali. Perché qui sei andato a capo? La frase non è finita... Idem qui, perché? Per dare più incisività alla descrizione te l'ho messa in una frase differente. Idem... Allora conclusione finale, che poi è una domanda: Allora? Non te la prendere, ma il racconto non mi è sembrato tale, ma solo una sorta di introduzione al brano in sé. Manca tutta la parte centrale e la conclusione, uno arriva alla fine e si chiede: Dove voleva arrivare? Se la tua intenzione era concentrarti sullo scoppio in sala macchine, avresti dovuto metterlo in show, dandogli più spessore. Purtroppo è l'unica cosa che mi viene in mente come parte centrale del brano, altre non riesco a vederne. Ho notato maggior attenzione ai refusi e all'inserimento degli spazi nei punti opportuni. Quindi, bravo e alla prossima!
  25. Kyría

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    @Kuno Grazie, pensavo che il vostro silenzio fosse un rifiuto netto nei miei confronti! Tranquillo Lo so che mi odiate Buon lavoro ragazzi e scusate il disturbo
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