Vai al contenuto

Maurizio Mos

Scrittore
  • Numero contenuti

    13
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

0 Neutrale

Su Maurizio Mos

  • Rank
    Sognatore
  1. Maurizio Mos

    Ritorno

    Buongiorno a tutti, ritorno sul forum dopo una lunga assenza...
  2. Maurizio Mos

    Breve favola sull'editoria a pagamento.

    Molto bello: sciolto, scorrevole, divertente e ironico. Un pezzo veramente piacevole.
  3. Maurizio Mos

    Esperimento narrativo

    A prescindere da alcuni profondi commenti sul brano, che hanno innescato alcune interessanti riflessioni sul "sentire" le nostre missioni all'estero (ma dire "nostre" è sbagliatio, diciamo le missioni militari "di pace"), devo confessare che mi piace di più il racconto di Erika. Scarno, lineare, anche se pure nel suo è chiara l'intenzione di giocare sull'equivoco insinuando l'idea che il protagonista se ne vada per un'altra donna e non per la guerra, mi pare che risponda meglio all'intenzione di trasmettere le emozioni della protagonista
  4. Maurizio Mos

    Il cielo grigio fumo.

    Direi molto bello, specie considerando che, se ho ben capito, è un tema delle medie. Certo ci sono alcune incongruenze relative all'età della narratrice e del fratello e anche alcuni modi di esprimersi non adatti forse al personaggio e al momento storico-culturale (ad esempio difficile che all'epoca qualcuno usasse il termine "psicopatico") ma considerato quando è stato scritto direi tutto bene. Molto bene. Si sente partecipazione alla storia inventata e comunque così vera. Storia inventata e coinvolgente, tanto che si sta in ansia per il destino (certo terribile) che attende la narratrice. Mi pare invece irrilevante sapere se la ragazza era di un paese occupato perché sente il soldato parlare tedesco (direi che è così, ma a che serve saperlo?, modifica la storia?) così come far presente che del vecchio ucciso la ragazza non poteva vedere il viso perché colpito alle spalle. Chi è colpito fa tante cose strane, compreso girare su se stesso se l'urto è laterale e lanciare uno sbocco di sangue e muco dalla bocca mentre muore soffocato se colpito ai polmoni. Quel sangue che si allarga come un fiore. La drammatica poesia dell'immagine mi pare possa prescindere dal dettaglio realistico
  5. Maurizio Mos

    storia d'inverno cap 2

    La trama sembra esserci ma il testo, con periodi talvolta troppo lunghi, punteggiatura non a posto e narrazione un po' confusa (pare quasi che l'autrice non riesca ad esprimere bene ciò che sente) non permette di apprezzarla. E poi (primo capitolo) io credevo che i libri fossero rilegati e i malati relegati (a letto). O mi sbaglio? Chiedo aiuto ai critici.
  6. Maurizio Mos

    Relazione preliminare

    Mah, che dire... a me il racconto, pardon la relazione è piaciuta molto. Può darsi che ci sia traccia di Eco e se è per quello ha me ha richiamato almeno tre romanzi di fantascienza e con questo? Escludendo che l'autore sia stato tanto presuntuoso da voler contrabbandare un mezzo plagio, è da come è steso il racconto sono sicuro di no, la domanda é: il racconto è valido?, vare a dire comunica qualcosa alla nostra fantasia, ci fa immaginare qualcosa, ci avoca un mondo del lontanissimo futuro? se sì bene, anzi ottimo e siccome per me è così dico che è ottimo. Il tono è ampolloso? è normale per una relazione scientifica probabilmente destinata ad essere letta a un'assemblea di sopocchiosi quanto invidiosi colleghi del relatore. Ha usato i centimetri?, e perché porre limiti alla provvidenza?, nulla vieta che il sistema metrico decimale resdti in uso per millenni, anche perché è quello più pratico non per scienziati e militari (le due categorie che condizionano spesso l'umanità) ma per il povero cristo che deve comprare tot ..."cosi"... di cavo o cose così. Il racconto è di diritto annoverabile nella fantascienza e se la fantascienza dovesse giustificare tutto quel che scrive sulla base di canoni di possibilità metà degli autori sarebbero a zappare i campi. E noi avremmo perso ottimi romanzi dei quali abbiamo accettato con piacere che anche una civiltà silicea chiami le astronavi astronavi e non "scegtoohns"
  7. Maurizio Mos

    Arduino Sacco

    Ho seguito con curiosità il dibattito sulla Arduino Sacco, trovando interessani le osservazioni sia dei sostenitori che di chi è avverso alla CE. Mi permetto alcune osservazioni. 1- il contratto appare chiaro, la CE non chiede contributi per la stampa e la distribuzione (?) del libro; 2- tale contratto presenta tuttavia un'appendice piuttosto singolare: non può essere considerata un completamento chiarificatore del contratto stesso perché non chiarisce nulla di quanto sopra riportato; non può esere considerato vincolante in qualche modo nei rapporti editore - autore perché non pone vincoli...Pare soltanto una specie di istruzioni per l'uso che l'editore propone all'autore. Cosa piuttosto antipatica sia nella forma, per la vioenza verbale con la quale vengono illustrate le tesi dell'editore, sia nella sostanze, perché appare chiaro che per l'editore gli autori sono in genere una massa di idioti illusi tendenti a scocciare gli editori, in tutt'altre faccende affaccendate, con i loro sogni. E' possibile che possa capitare ma il sig. Arduino Sacco dovrebbe ammettere che esistono anche persone equilibrate, non convinte di essere dei Tomasi di Lampedusa (anch'egli un esordiente bistrattato), che scrivono per hobby, che certo vedrebbero con piacere un riconoscimento delle loro capacità (stampa e acquisto del loro libro) ma che hanno sufficiente equilibrio per considerare con serenità i loro rapporti con gli editori. Per queste persone sentirsi trattare dall'alto, con sufficienza, da un editore che nel suo sito asserisce che è sufficiente inviare un manoscritto alla sua casa editrice per vederselo pubblicare, o meglio stampare in due copie consegnate all'autore e per il resto si vedrà... beh, diciamo che è irritante a dir poco. E' possibile che, al di là dei suoi exploit filosofico-sociali la Arduino Sacco sia una casa seria ma certamente, almeno per me, non invoglia ad allacciare rapporti con lei.
  8. Maurizio Mos

    Una bella invenzione

    Una bella invenzione Il Commissario, al di là della scrivania ingombra di carte, lo guardava con espressione che a lui parve del tutto vuota. si sentì in dovere di dire. Il Commissario sembrò considerare chiuso il colloquio: si alzò faticosamente in piedi, era corpulento e pareva soffrire il caldo di quell'estate africana, e gli tese la mano mentre chiamava un piantone per farlo accompagnare. Poco dopo usciva dalla Questura e si incamminava verso il posteggio sotto il sole a picco. Ma non doveva prendersela con il caldo, pensò: senza il caldo di quei giorni i suoi vicini non avrebbero preso l'abitudine di mangiare sul terrazzo e non avrebbero visto spegnersi le luci in casa sua nè sentito la televisione e le sue imprecazioni. Salendo sul BMW sorrise: era ricco, cinque milioni dall'assicurazione sulla vita del socio e centocinquanta dagli svedesi, per la ditta! E il suo socio che non voleva vendere. Preferiva lavorare dodici ore al giorno, il fesso. Fesso come Amedeo: come poteva pensare che l'avrebbe lasciato vivo dopo che gli aveva dato la pistola? Lasciarlo vivo perché potesse ricattarlo o inguaiarlo se la Polizia lo avesse messo sotto pressione? E poi, dargli appuntamento in quel luogo deserto. Così puoi provare la Glock, gli aveva detto sorridendo. Vabbè che erano stati amici, da bambini, e anche se non si vedevano da vent'anni... ma un po' di prudenza... Inutile, certa gente è proprio scema. Ma il colpo di fortuna, la soluzione ai suoi problemi, l'aveva avuto un mese prima quando, in un negozio, aveva visto uno di quegli aggeggi, un temporizzatore. Un marchingegno che uno lo programma e quello accende o spegne le luci a una data ora, oppure accende o spegne il riscaldamento... una bella invenzione: senza come avrebbe fatto ad accendere e spegnere le luci e il televisore e ad avviare il registratore con incise le sue imprecazioni all'ora giusta, mentre ammazzava quel fesso del suo socio?
  9. Maurizio Mos

    Il Corvo e la Volpe

    Divertente la rielaborazione di una fiaba classica, anche se il finale è forse un po' truculento proprio per l'impostazione iniziale, rispettosa del classico: devo dire che mi è piaciuta. Ho letto le osservazioni degli altri e devo dire di non condividere molto le osseevazioni sulla grammatica. Concordo con l'autore che ognuno ha il suo stile e, a meno di palesi svarioni grammaticali, se risponde al ritmo del racconto non deve essere criticato ma ccettato, nel bene e nel male. Al massimo si può dire che rende pesante la lettura (e questyo sarebbe grave). Insomma, se serve a rendere meglio un'azione nella sua concitazione o un personaggio, che può anche parlare in modo sgrammaticato perché ignorante o perché in fondo c'è una notevole differenza tra come si parla, magari tra amici, e come si scrive, mi pare che vada bene.
  10. Maurizio Mos

    Ilmiolibro

    Tempo addietro ho inserito su "ilmiolibro.it" due miei libri, uno edito (con indicazione dell'editore) e uno inedito: la spesa era limitata (dovevo solo acquistare una copia di ciascun libro al prezzo da me stabilito per la vendita sul sito, mi pare 3 o 4 euro) e speravo di farmi un po' di pubblicità. Successivamente è stata proposta la pubblicazione con la Feltrinelli: l'onere economico era molto basso e con altri autori del sito abbiamo cercato di sapere qualcosa oltre le informazioni ufficiali. Intanto pare che la Feltrinelli fornisca il libro con la scritta "stampato in proprio dall'autore" o qualcosa di simile, cosa che lascia perplessi, poi c'è la faccenda dei depositi di legge (esatto, Firenze, Roma ecc come detto), trascurata nella proposta e poi il fatto che il libro in genere non è presente il libreria ma va cercato nell'elenco dei libri in vendita e poi ordinato. La spesa è davvero limitata (40 per il primo libro e 20 per i successivi) solo che c'è da chiedersi se può bastare l'inserimento in una lista peraltro vastissima per assicurare la vendita del libro. Insomma torniamo al problema promozione.
×