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Gioderr

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  1. Gioderr

    Utilità delle agenzie letterarie

    @JPK Dike credo che più o meno stiamo dicendo la stessa cosa!
  2. Gioderr

    Utilità delle agenzie letterarie

    Potrebbe anche essere che le grandi grandi CE non siano interessante a fare uno scouting passivo, nella speranza che tra le migliaia di manoscritti pervenuti ci sia qualcosa di valido e di pubblicabile. Magari fanno piuttosto uno scouting attivo, si orientano sulle riviste letterarie e sui concorsi, vanno a bussare alle scuole di scrittura o si affidano al passaparola. Oppure si rivolgono alle Agenzie Letterarie. Se non chiesto esplicitamente, gli agenti non hanno così bisogno di trovare nuove voci perché quelle vecchie che hanno sotto contratto fruttano già un decoroso stipendio, tra percentuali sulla vendita dei diritti su territorio nazionale e estero, sulla partecipazione ai festival e agli eventi etc... Inoltre gli scrittori pubblicano con regolarità e le vendite del nuovo libro solitamente sono già assicurate dal successo del libro precedente, non c'è quindi motivo per cui un'agenzia dovrebbe essere interessata a scovare talenti a meno che non gli capiti sotto le mani un manoscritto esplosivo (magari proprio grazie alla "nostra" richiesta di una scheda di valutazione). Purtroppo, se l'agenzia non ritiene il nostro libro perfetto per la pubblicazione, difficilmente sarà disposta a presentarlo spontaneamente alle grandi CE con cui collabora e che gira e rigira gli permette di portare a casa lo stipendio. Il rischio di compromettere una collaborazione con la casa editrice sarebbe troppo alto
  3. @maclover precisino saccente permalosetto... auguri ... la cosa grave non sono i guadagni di cui parli, sei tu che dici a me di fondare un premio, di rigirare le mie parole e di usare il primo post ( negli altri ho spiegato bene tutto il mio pensiero) per trarre un pensiero, parlare di cose gravi che ho scritto... si stranino...
  4. Tu dici che sessantamila euro, più i soldi pubblici che incassano non bastano per organizzare un concorso letterario? È un'illazione chiedersi perché la quota è salita all'improvviso del quaranta per cento? A me sembra che le idee che si discostano di una virgola dal tuo pensiero vengono catalogate come illazioni. Perché mai? Egocentrismo forse... brutta gente in questa discussione... ciao
  5. @maclover chi lo dice che quei ragionamenti sono un tanto al chilo? Tu? Sei aggressivo nei toni come quelli che riversano il loro livore quando commentano una notizia su Facebook... questo è un gruppo chiuso, non un marasma dove tutti possono prendere in giro gli altri, da classici leoni da tastiera... l'ironia, gli attacchi personali, il sentirsi intelligente a tal punto da catalogare i ragionamenti degli altri a illazione, fa di te una persona saccente... scrivere che sono stato poco chiaro, con fare da maestrino, anziché chiedermi: "volevi dire questo?", oppure " cosa intendi con questa frase?", fa di te una persona puntigliosa. Tra l'altro non dovresti esserlo, visto che i tuoi appunti non sembrano essere così brillanti. Comunque direi di chiuderla, davvero. Buon week end
  6. Era un pensiero per allentare il tono delle discussioni precedenti e passare avanti, per quello ho concluso dicendo che la mia scheda è stata una mezza schifezza. Tu sei quello che mi suggeriva di indire un premio a mio nome per farci i soldi... Quello che dice che io faccio i conti in tasca al Calvino (tra l'altro lo paragoni a un privato cittadino e non dovresti). Loro sono esposti e dev'essere tutto cristallino, chiunque può ragionare sugli introiti e spero che lo facciano in molti, vuol dire che si prendono la briga di ragionarci su e decidere se iscriversi oppure no avendo il maggior numero di punti di vista possibili... Il modo che hai di porti lo trovo sgradevole, saccente, puntiglioso... Ma non voglio andare OT e non voglio proseguire in discussioni umorali. Buon Calvino a tutti
  7. @maclover guarda che ancora una volta hai capito male... Mica pubblicare tutti i libri... Solo quelli meritevoli... Ma divisi per genere... Posso dirti una cosa? A me il tono dei tuoi interventi non piace per nulla...
  8. La butto così... Il Calvino dovrebbe modernizzarsi, ad esempio creando sottosezioni per genere con classifiche a sé e servendosi di lettori appassionati capaci di giudicare oltre il gusto personale. La quota di iscrizione, per rimanere alta, dovrebbe essere giustificata almeno con una pubblicazione edita da loro stessi. Il numero dei lettori dovrebbe corrispondere al numero degli iscritti, le retribuzioni possono essere detratte dalla quota di iscrizione. I tempi sarebbero brevi e le schede ben compilate. Però nella realtà non è così, quindi mi astengo dal continuare. Ah, la mia scheda è stata una mezza schifezza
  9. @maclover Altra cosa che vorrei precisare, è che io non ce l'ho assolutamente con le scuole di scrittura creativa. Perché mai? Una persona può avere voglia di migliorarsi, di imparare nuove tecniche narrative, di sapere andare più a fondo nella descrizione dei personaggi e delle ambientazioni, di disciplinare le idee etc... Che male c'è? Forse su questo punto sono stato frainteso. Secondo me in difetto non è chi frequenta le scuole di scrittura, ma il Calvino, perché se loro guadagnano 59800 euro dai partecipanti non vincitori, di cui la stragrande maggioranza scrive con metodo "fai da te" (perdonami l'espressione), poi non possono far vincere solo romanzi appena usciti dalle scuole di scrittura, che tra l'altro sembra siano quelli che poi hanno meno difficoltà a pubblicare con grandi case editrici (che magari hanno bisogno di un testo più "compiuto" e non si vogliono sbattere più che tanto con l'editing etc... ). Tutto qua. Questa è un'opinione, può essere non condivisibile e io non provo a convincere nessuno, come già detto è solo uno spunto di riflessione. Un'ultima cosa. Per la maratona i costi sembrerebbero meglio giustificabili. I concorrenti sono assicurati, le ambulanze e il personale medico sparso lungo il percorso non credo lavorino gratuitamente, inoltre immagino che per organizzare un grande evento ci sia bisogno di certificazioni, autorizzazioni, permessi vari, insomma burocrazia, tutto a suon di marche da bollo. Non so, non sono esperto e non posso esprimermi, ma a naso i costi mi sembrano più in linea con le reali spese di organizzazione. Spero di non essere andato troppo OT
  10. @maclover per me l'esempio della maratona non è calzante... nel senso che la letteratura non è una competizione sportiva. Calvino aveva la fama di cercare talenti, lui son sicuro che non chiedeva una lira... secondo me il Premio Calvino ci marcia e usa degli specchietti per le allodole, si è costruito dietro un sistema che gli assicura introiti altissimi... e secondo me quando inizi a vedere tanti soldi, perdi di vista la "mission" prefissata... il rincaro del 40%, così all'improvviso poi, come lo giustificano? Secondo te perché è lievitata così tanto la quota di partecipazione? Ah, la battuta sul "fonda un premio a tuo nome" mi sembra insulsa, banalotta... io non voglio scovare talenti ( o pagare qualcuno per farlo) e non voglio fare impresa con un concorso letterario... i miei interventi vogliono essere spunti di riflessione, non ci si può offendere e risentirsi se dico che mi piacerebbe un mondo diverso da quello attuale dove tutti giustificano il denaro come fine ultimo e quindi eticamente corretto... che male c'é ad avere un'idea simile? Cosa fa storcere il naso?
  11. A me è capitato di seguire da molto vicino l'organizzazione di un evento letterario. Posso dire che grazie ai soldi degli sponsor e ai fondi che un Comune di piccole dimensioni può destinare alla cultura non si conclude un bel niente, anzi bisogna attrezzarsi per riuscire a non andarci sotto con le spese. Nel caso del Calvino a me sembra che le cose siano differenti. Vanno al Salone del Libro e a altre fiere a fare promozione come una qualsiasi impresa che opera in campo letterario. Secondo me dovrebbero far pagare solo le spese di organizzazione (se sessantamila euro solo dai partecipanti non bastano per pagare cinquanta lettori e qualche scrittore...) Anche la pubblicità è gratis, così come lo è la pagina Facebook. Inoltre sono i giornali che parlano di loro, uguale le riviste che pubblicano gli estratti (spero che lo facciano gratuitamente). Non so... A me sarebbe piaciuto che un circolo di cinquanta lettori leggesse i nostri libri gratuitamente o quasi (e magari lo fanno davvero per pochi spiccioli), al solo fine di sentirsi parte di una missione più grande (scovare talenti). Questa però è un'idea romantica personale, che mal si concilia in una società dove i soldi e il guadagno personale giustificano ogni cosa... Che, senza offesa, secondo me è ben riassunto nel paragone con gli chef di fama e dall'affermazione che sono stati bravi a diventare il premio di maggior successo. Perché se diventi un premio famoso devi far pagare una cifra spropositata? Il Calvino non deve aumentare gli utili o vendere un prodotto. Deve scovare talenti
  12. Ma io non penso che debbano lavorare gratis... i sessantamila euro sono solo i guadagni dell'iscrizione... se non sbaglio, sono patrocinati dalla regione, sono altri soldi, tanti soldi, che entrano nelle loro tasche al fine di organizzare il premio... i lettori... quanto guadagnano? Non so, per me non più di venti euro a libro... i giurati che leggono un estratto... 1000, 2000 euro? la rivista l'Indice, non è fondata da loro? Tutte queste spese di cui parlate, sono spese d'impresa, allora che dicano che sono un'impresa, perché un po' mi sono rotto di sentire parlare di Alti Ideali solo a livello concettuale... E poi, come hanno giustificato gli improvvisi rincari per l'iscrizione, in un periodo simile in un Paese che sprofonda nella crisi? Io ci trovo solo tanto cinismo... Per me un concorso che ha come missione lo scovare talenti, non chiede così tanti soldi, anzi... Neri Pozza quanto chiede per l'iscrizione?
  13. Quest'anno hanno la redazione del Calvino hanno guadagnato più di sessantamila euro... gli anni scorsi pure... ecco svelato l'alto costo per tentare la fortuna... con la Cultura si mangia, eccome... oppure, anche quelli del Calvino "tengono famiglia"...
  14. Gioderr

    Kalama

    Tra l'altro prima dell'invio si era parlato di una scheda che sarebbe andata dalle cinque alle sette pagine, la mia ne aveva due e mezzo! Due pagine piene di complimenti entusiastici, mezza pagina di consigli per dirmi che non avevo usato la famosa regola su trenta pagine in cui ho preferito utilizzare la forma di diario, tra l'atro solo perché avevo l'esigenza di consolidare il rapporto tra due personaggi chiave. Quando avevo visto la scheda di poche pagine ho pensato che forse avevano poco da dire sul manoscritto. Poi però la delusione successiva, dove l'unica risposta alla mia richiesta di rilettura anche solo della parte modificata (trenta pagine) è stata: "vuole un'altra scheda di lettura completa?", mi ha fatto pensare che agli occhi di Kalama ero soltanto un pollo da spennare. Il fatto che gli abbia detto che non ero d'accordo a dare loro ulteriori "piume" e il silenzio assoluto alla mia proposta di collaborazione, mi fa pensare che l'unico interesse che hanno è quello di guadagnare, pure un bel po' visto che non ho ricevuto fattura per il servizio che ho pagato. Certo, se avessi conosciuto questo forum, mi sarei ben guardato da inviare il mio romanzo a questa agenzia
  15. Gioderr

    Kalama

    @perseveranza la mia esperienza con Kalamazoo è molto simile alla tua, anche come tempi. Anche io, l'anno scorso, dovevo ricevere risposta entro luglio e invece è slittato ad Agosto. Anche a me è stato detto: "personaggi psicologicamente perfetti, trama avvincente, stile accattivante... questo personaggio, poi, sembra uscire dalla pagina...". Anche a me hanno detto un "ma". Purtroppo per trenta pagine non ho usato la tecnica show don't tell, quindi tutto perfetto, bellisssimo, ma... "stando le cose così, attualmente non possiamo rappresentarla". Bene, mi dico, correggo le trenta pagine su cinquecento e glielo rimando. Ci ho messo due mesi a sistemarlo durante le pause dal lavoro, concludo, contatto Pinna e lui mi risponde sempre via email: " vuole un'altra scheda?". Io a differenzaeresse tua ho detto no, gli ho risposto che avrei voluto parlare di una collaborazione perché la scheda l'avevo già ricevuta. Risultato? Nessuna risposta, una volta incassati i soldi non hanno più nessun interesse verso di te... ah, anche la mia ricevuta si dev'essere persa perché non l'ho mai ricevuta... diffidate gente
  16. Gioderr

    Ciao a tutti

    Ciao a tutti amici del forum, sono nuovo da queste parti, sono un sognatore che ama leggere e scrivere e sono contentissimo di entrare a far parte di questa community!Buona giornata a tutti!
  17. Gioderr

    Ciao a tutti

    Ciao a tutti e grazie per il benvenuto. Vi racconto un po' di me. Vivo in Sardegna, ho una compagna che mi sopporta quortidianamente e lavoro saltuariamente. Ho una laurea in psicologia e tre grandi passioni: la Roma, la lettura e la scrittura. Dopo aver buttato giù tre manoscritti negli ultimi cinque anni, ho pensato che fosse giunto il momento di provare ad avvicinarmi al mondo dell'editoria ed eccomi qua. Il forum è bellissimo, ci sono una miriade di informazioni e penso che senza questo prezioso aiuto non ne avrei mai cavato piede. Vi ringrazio ancora per l'accoglienza
  18. Sono d'accordo con te e comunque dalle rispose date dal Premio sembra una cosa a cui non avevano pensato, credo che sia stato utile anche per loro, per migliorarsi, un confronto costruttivo che andrà a vantaggio di tutti.
  19. @Draka Ti faccio i complimenti e come dicevo su fb io non metto in dubbio che ci siano dei Peones, è che mi pare che siano pochi rispetto gli "ammanicati". Per quel che riguarda Christian Mannu, io non posso dubitare che sia così, però per onestà intellettuale devo dire che mi pare strano che uno viene folgorato dalla Murgia, torna a casa scrive due capitoli del libro e poi aspetta così tanto a inviare una mail folgorante alla sua musa... siccome so chi sono gli editor dietro Kalama, mi sorge il dubbio che questo romanzo perfetto sia stato oggetto di accurata osservazione prima della partecipazione al premio... questo però non posso confermarlo ma mi piace tenermi il dubbio, anche perché in passato, occupandomi di "striscio" di eventi letterari, mi sono imbattuto in Liberos (organizzatore eventi letterari in Sardegna, fa capo a Michela Murgia) e è andata molto male, con tanto di articoli sui giornali... Quindi ho un pregiudizio... Leggendo sotto le mani di chi è passato il libro di Callieri ugualmente mi lascia l'amaro in bocca... è così che si distruggono i sogni
  20. Si, però credo che quelli del premio dovrebbero essere più chiari... qual è le C.E. che si intendono tali e che non inficiano la partecipazione? Si basano sul prestigio, sul fatturato... O su cosa?
  21. Ciao a tutti sono un nuovo arrivato su WD, bellissima community! Sono uno dei commentatori, "rosiconi" , sulla pagina del Premio... Il mio nick è simile a quello che uso su Facebook, quindi facilmente riconoscibile... Innanzitutto faccio i complimenti a Draka, che non è stato oggetto dei miei attacchi e che dimostra che non tutti devono avere il pedigree per accedere alla finale. Quello che mi preme dire è che non trovo corretto che la maggior parte dei finalisti siano volti più o meno noti, ultimo che ho scoperto è tale Roberto Todisco che ha già pubblicato due romanzi e che a quanto pare anche lui ha un bel po' di esperienza in questo campo... Quasi avrei voglia di chiedere il rimborso della mia quota di partecipazione, visto com'è l'andazzo... Per quel che riguarda le scuole di scrittura, il mio intervento si riferisce ad esempio a un'intervista Callieri, vincitore dellal XXVIII edizione se non sbaglio, dove dice che faceva leggere il suo libro (quello che avrebbe vinto il Calvino) a Luca Rastello, noto scrittore e giornalista, in più ci ha messo cinque anni a scriverlo, credo proprio negli anni in cui frequentava la scuola Holden. Professori che gli hanno dato dritte ci saranno? Ecco, il dubbio che sorge riguarda su chi sia il vero autore, quanto c'è dell'ingegno personale e quanto dell'aiuto di professori e amici noti e professionisti. Stessa cosa per Christian Mannu, che si è presentato con una nota scrittrice e che fa parte della scuderia Kalama, su cui avrei molto da dire e che magari farò nell'apposita discussione. Voi che ne pensate? Il mio non è rosicare, lo dico di cuore, è solo la constatazione che se lavori a quattro mani su un manoscritto, e lo fai con grandi professori di scrittura, mi sembra logico che esca fuori un prodotto perfetto. Ribadisco i miei migliori auguri a Draka, tifo per lui e spero che venga proclamato vincitore, anche per dare uno schiaffo morale a chi trucca le carte
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