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vincenzo paglione

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  1. Il testo della "Carta dirigida a los españoles americanos por uno de sus compatriotas", scritta nel 1792 ma apparsa solo nel 1801 nella versione spagnola così come l’aveva diffusa il Precursore venezuelano dell’indipendenza americana Francisco de Miranda, è tradotto in italiano per consentire una lettura integrale di uno dei documenti più importanti che ha scritto la storia del popolo dell’America latina. La versione originale di Viscardo in lingua francese era stata ripresa e tradotta in inglese e in spagnolo da Miranda, il quale si assunse l’incarico di divulgarla in tutto il continente ispanoamericano con il compito di far conoscere i suoi piani di emancipazione al fine di guadagnare i consensi necessari alla causa liberatrice dell’America spagnola. La "Carta" assume un’importanza direttamente politica con conseguenze di lunga durata. L’ora dello smembramento dell’impero era ormai ineluttabilmente segnata dal malessere e dallo scontento prevalente nelle colonie ispaniche dell’America, condizionata dalla forza travolgente che pian piano si stava sviluppando nelle viscere del corpo sociale americano. Una serie di movimenti e insurrezioni significative confermava che si stava sviluppando una coscienza autonomista. La "Carta" si fa strumento di un’operazione di vasta portata civile, intesa a incidere sulla realtà contemporanea, giacché per la prima volta propone l’idea complessiva di una organizzazione sociale ed economica, dei rapporti politici e dei rapporti fra le classi. In altre parole questo documento, critico verso l’oppressione assolutistica, svolgerà un ruolo di primo piano nell’avvio del processo d’indipendenza dell’America meridionale. La biografia italiana di Viscardo è corredata da un apparato di note essenziali, imprescindibili anche per i lettori più dotti.
  2. vincenzo paglione

    POESIA VENEZUELANA DEGLI ANNI '60 - '70

    Questo volume vorrebbe rivendicare la presenza di poeti avanguardisti appartenenti a un paese fantasma, appunto il Venezuela. La letteratura e l'arte venezuelani sono assenti dalle aule e dai manuali universitari, tranne che per onorevoli eccezioni, poiché il lettore e lo studente italiano poco o nulla sanno di autori come Carlos Contramaestre, Miyó Vestrini, Edmundo Aray, Víctor Valera Mora e tanti altri. Sono molto grato che questa piattaforma mi conceda la possibilità di aprire una finestra verso quel mondo e spero che possa interessare anche a voi. Vincenzo Paglione
  3. vincenzo paglione

    POESIA VENEZUELANA DEGLI ANNI '60 - '70

    RAFAEL CADENAS Derrota [1] Yo que no he tenido nunca un oficio que ante todo competidor me he sentido débil que perdí los mejores títulos para la vida que apenas llego a un sitio ya quiero irme (creyendo que mudarme es una solución) que he sido negado anticipadamente y ayudado de manera humillante y escarnecido por los más aptos que me arrimo a las paredes para no caer del todo que soy objeto de risa para mí mismo que creí que mi padre era eterno que he sido humillado por profesores de literatura que un día pregunté en qué podía ayudar y la respuesta fue una risotada que no podré nunca formar un hogar, ni ser brillante, ni triunfar en la vida que he sido abandonado por muchas personas porque casi no hablo que tengo vergüenza por actos que no he cometido que poco me ha faltado para echar a correr por la calle que he perdido un centro que nunca tuve que me he vuelto el hazmerreír de mucha gente por vivir en el limbo pues no encontraré nunca quien me soporte que fui preferido en aras de personas más miserables que yo que seguiré toda la vida así y que el año entrante seré muchas veces más burlado en mi ridícula ambición que estoy cansado de recibir consejos de otros más aletargados que yo («Ud. es muy quedado, avíspese, despierte») que nunca podré viajar a la India que he recibido favores sin dar nada en cambio que ando por la ciudad de un lado a otro como una pluma que me dejo llevar por los otros que no tengo personalidad ni quiero tenerla que todo el día tapo mi rebelión que no me he ido a las guerrillas que no he hecho nada por mi pueblo que no soy de las FALN y me desespero por todas estas cosas y por otras cuya enumeración sería interminable que no puedo salir de mi prisión que he sido dado de baja en todas partes por inútil que en realidad no he podido casarme ni ir a París ni tener un día sereno que me niego a reconocer los hechos que siempre babeo sobre mi historia que soy imbècil y más que imbécil de nacimiento que perdí el hilo del discurso que se ejecutaba en mí y no he podido encontrarlo que no lloro cuando siento deseos de hacerlo que llego tarde a todo que he sido arruinado por tantas marchas y contramarchas que ansío la inmovilidad perfecta y la prisa impecable que no soy lo que soy ni lo que no soy que a pesar de todo tengo un orgullo satánico aunque a ciertas horas haya sido humilde hasta igualarme a las piedras que he vivido quince años en el mismo círculo que me creí predestinado para algo fuera de lo común y nada he logrado que nunca usaré corbata que no encuentro mi cuerpo que he percibido por relámpagos mi falsedad y no he podido derribarme, barrer todo y crear de mi indolencia, mi flota- ción, mi extravío una frescura nueva, y obstinadamente me suicido al alcance de la mano me levantaré del suelo más ridículo todavía para seguir burlán- dome de los otros y de mí hasta el día del juicio final. Fallimento Io che mai ho avuto un mestiere che davanti a ogni rivale mi son sentito fragile che ho perso i migliori attestati per la vita che appena arrivo in un luogo già voglio andarmene (credendo che mutar baracca sia una soluzione) che sono stato rifiutato anzitempo e aiutato in maniera umiliante e schermito dai più idonei che mi addosso alle pareti per non cadere del tutto che sono oggetto di sarcasmo per me stesso che ho creduto che mio padre fosse eterno che sono stato avvilito dai docenti di letteratura che un giorno ho chiesto in cosa potessi aiutare e la replica fu una risata che non ho potuto mai farmi una famiglia, né essere brillante, né esultare nella vita che sono stato mollato da molte persone perché quasi non parlo che mi vergogno degli atti che non ho commesso che poco ci mancava che mi buttassi a correre per la strada che ho perduto un centro che mai ho avuto che sono tornato ad essere lo zimbello per molta gente per annaspare nel limbo che mai incontrerò qualcuno che mi sopporti che fui escluso da persone più miserabili di me che ho passato la vita in modo tale che l’anno prossimo sarò molte volte beffato nella mia ridicola ambizione che sono stanco di ricevere consigli da altri più letargici di me («Lei è molto indietro,si dia una mossa, si svegli») che non potrò mai viaggiare in India che ho ricevuto favori senza ricambiare nulla che vado per la città da un capo all'altro come una piuma che mi lascio condurre dagli altri che non ho una personalità né voglio averla che tutto il giorno tappo la mia ribellione che non mi sono aggregato a una guerriglia che non ho fatto nulla per il mio popolo che non sono delle FALN[2] e mi dispero per tutte queste cose e per altre che a enumerarle sarebbe interminabile che non posso uscire dalla mia prigione che sono stato esentato come inutile da tutti che in verità non mi sono potuto sposare né andare a Parigi né avere un giorno sereno che mi nego di riconoscere i fatti che farfuglio parole sempre sulla mia storia che sono imbecille e più che imbecille fin dalla nascita che ho perso il filo del discorso che eseguivo dentro di me e non ho potuto riprenderlo che non piango quando sento il desiderio di farlo che arrivo di continuo tardi a tutto che sono stato rovinato da tante marce e contromarce che ho bramato l’immobilità perfetta e la premura impeccabile che non sono quel che sono né quel che non sono che ciononostante ho un orgoglio satanico anche se a volte sono stato umile fino a equipararmi alle pietre che ho vissuto quindici anni nello stesso cerchio che mi sono inventato predestinato per qualcosa d’altro fuori dal comune e non ho ottenuto niente che non indosserò mai una cravatta che non trovo il mio corpo che ho percepito a sprazzi la mia ambiguità e non ho potuto abbattermi, spazzare via tutto e creare della mia indolenza, il mio stare a galla, mi sono dirottato verso un vigore nuovo, e ostinatamente mi suicido con ciò che mi è a portata di mano mi leverò dal suolo più ridicolo che mai per seguitare a sbeffeggiare gli altri me stesso fino al giorno del giudizio finale. [1] Rafael Cadenas, in Jole Tognelli, Gianni Toti (a cura di), “Poesia contemporanea del Venezuela”, in Galleria, rassegna bimestrale di cultura, nn.5-6 Caltanissetta – Roma, Salvatore Sciascia Editore, Settembre-Dicembre 1965. [2] Sigla per Fuerzas Armadas de Liberación Nacional, braccio militare del movimento rivoluzionario venezuelano che negli anni Sessanta guidò la guerriglia contro i governi filo americani di Betancourt e di León, con l'ambizioso proposito di scatenare l'insurrezione militare per abbattere il sistema capitalista, sostituendolo con uno Stato socialista. Inizia a scrivere la tua storia...
  4. vincenzo paglione

    POESIA VENEZUELANA DEGLI ANNI '60 - '70

    Nei poeti dell'avanguardia venezuelana della seconda metà de XX secolo è presente una tendenza simbolizzante che si serve culturalmente delle invenzioni e delle fantasie del surrealismo e del dadaismo, peraltro già conosciuti da molto tempo in Venezuela, ma arricchita dal compromesso politico anarchico e socialista di cui i surrealisti europei avevano rinunciato. In altri poeti, invece, è la città, la natura urbana con i suoi vizi i quali vengono criticati con irriverenza e senza esaltazione né idealismo. Il vasto e caotico accumularsi di corruzioni che concernono il soggetto e il suo contesto è intenzionato a prendere in esame lo spettro dei fantasmi e dei condizionamenti collettivi che conferiscono alla società del tempo un profilo minaccioso in cui si celano falsità, imperfezioni, minacce. La poesia venezuelana e per antonomasia quella ispanoamericana è l’erede diretta dei diversi autori che hanno segnato la storia del Novecento letterario. Denso di accadimenti, contraddittorio nei valori e disvalori, il Novecento appare come un intreccio di eventi e strutture la cui durata trascende spesso l’iniziale limite cronologico del secolo stesso. Tra gli autori che hanno avuto per vie dirette o indirette una loro influenza sul gruppo degli intellettuali venezuelani possono annoverarsi Ralph Waldo Emerson, Charles Baudelaire, Walt Whitman, William Faulkner, Aldous Huxley, Thomas Mann, Friedrich Nietzche, Stephan Mallarmé, André Breton, Fernando Pessoa, Vicente Huidobro e molti altri. Tutte le più valide e anticonformistiche esperienze della poesia europea e americana del secolo vengono vissute e assimilate in forme originali dalla nuova poesia venezuelana. Ma chi erano questi giovani poeti? Emersero intorno al 1950. Alcuni di essi si caratterizzavano per una produzione densa di espressioni analogiche e simboliche di difficile interpretazione. In loro prevale una meditazione della parola poetica, adottandola come valore estetico assoluto. Accettano la poesia come strumento di una implacabile critica sociale sia mediante l’impiego di un linguaggio diretto, imbottito di implicazioni politiche, sia dalla tenacia con la quale sovvertono il linguaggio comune attraverso l’impiego di una sintassi arbitraria e confusa. Insomma questa poesia si distacca dai contenuti che le parole di ogni giorno ci conferiscono, il cui impiego viene utilizzato per inseguire dei nuovi che possono essere di carattere simbolico o delle immagini mentali più obiettive, non per soppiantarle, ma per costituire con esse una realtà più arricchita che risuona improvvisamente dentro di noi in quell’operazione complessa e piacevole di contatto umano atemporale che è la lettura.
  5. vincenzo paglione

    presentazione

    Buona sera a tutti, Sono Vincenzo e, un pò per curiosità un pò per farmi conoscere, ho trovato questo sito e deciso di iscrivermi nella comunità. Sono docente di lingua spagnola e m'interesso di cultura latinoamericana. La ragione principale per la quale ho deciso di entrare in questo gruppo è quella di far conoscere il volume di una raccolta antologica di poeti venezuelani che altrimenti passerebbe per ignorata; ma ho anche visto che vi occupate di editoria e, in senso lato, di cultura, ragione in più per conoscervi. Purtroppo la cultura in questo paese marcia su due binari e chi sta nel secondo ha poche possibilità di passare al primo. A meno che ... Spero che questa comunità di autori e scrittori possa servire per ampliare gli orizzonti e sentirsi meno soli. Un cordiale saluto a tutti. Vincenzo Paglione
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