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MeStesso70

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  1. MeStesso70

    Dichiarazione dei redditi - Kindle

    Ciao @Caffeina , Se hai già presentato il modello UNICO devi presentarne uno integrativo e inserire i proventi che hai percepito da Amazon al rigo RL25. Per il calcolo della deduzione forfettaria da inserire al rigo RL29 se hai meno di 35 anni devi calcolare il 40% di tale importo altrimenti il 25%.
  2. MeStesso70

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Grazie mille @Sira
  3. MeStesso70

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Buonasera, Chiedo cortesemente la cancellazione del seguente frammento. Grazie
  4. MeStesso70

    Benvenuti a Silent Peak – Capitolo 1

    Ciao @Kotobi , Ti ringrazio per il tempo che hai voluto dedicare alla lettura e al commento del mio testo e sono contento che da fan della serie tu abbia colto il mio omaggio a Twin Peaks e, come hai correttamente intuito, la scelta della prima persona è dovuta proprio all'intenzione di simulare il registratore dell’agente Cooper. Nelle mie intenzioni questo vorrebbe essere un tentativo di scrivere qualcosa di più di un semplice racconto, non so se si concretizzerà, viste le non poche difficoltà che pone, ma alla fine non c’è modo più sicuro di fallire che non tentare. Tutto nasce da un sogno fatto dopo aver letto una sera su internet un articolo sulla prima serie di Twin Peaks, sogno che trovi raccontato nei frammenti come “Il giorno prima di ieri”. Come spiegavo nella risposta a un commento questa storia è nata come esperimento di scrittura a quattro mani in cui, nello sviluppo della trama, si dovrebbero alternare due POV, quello del detective dell’FBI e quello dell’amica della liceale scomparsa, sviluppati da me e dalla mia coautrice che però ha abbandonato il progetto, e questo credo sia l’unico vero ostacolo alla sua realizzazione dal momento che sono consapevole che per me sviluppare in maniera verosimile e convincente il POV di una donna adolescente è impossibile. Grazie ancora per la tua disponibilità e se hai tempo e voglia di leggere anche il frammento sarei curioso di sapere cosa ne pensi.
  5. MeStesso70

    Benvenuti a Silent Peak – Capitolo 1

    Ciao @Marcello , Grazie. Gentile e disponibile come sempre.
  6. MeStesso70

    Benvenuti a Silent Peak – Capitolo 1

    Ciao@retoric@ , Hai ragione, ho sbagliato sezione, Se qualche staffer può spostarlo nella sezione giusta gliene sarei grato, anche perché così tu potresti lasciarmi un commento-commento che anch'io sono curioso di leggere.
  7. MeStesso70

    Benvenuti a Silent Peak – Capitolo 1

    Il nastro d’asfalto, che da quasi un’ora continua imperterrito a scomparire in mezzo alle conifere che si stagliano contro la sagoma indefinita del picco all'orizzonte, sembra sempre più nero. I miei occhi mi avvisano che la mia soglia d’attenzione è vicina al suo limite. Aziono l’interruttore dell’alzacristalli per lasciare che l’aria mi sbatta in faccia e mi schiarisca la vista. Accompagnato da un fruscio stridulo un refolo gelido mi accarezza la pelle facendomi rabbrividire. Richiudo istintivamente il finestrino e l’abitacolo ripiomba nel silenzio. Guardo l’indicatore della temperatura esterna ma segna solo cinquantotto gradi; l’aria dovrebbe essere fredda non gelida. Forse è l’umidità della foresta che infatti invade anche il parabrezza con migliaia di minuscoli puntini che spuntano all'improvviso sul vetro. Sono tanti ma non abbastanza per evitare lo stridio quando aziono il tergicristallo. «Quanto manca ancora?» Le parole lente e la voce impastata di Dana mi confermano che ho fatto bene a decidere di guidare io. «Secondo il navigatore mancano ancora settanta miglia ma per non svegliarti sono andato sempre a ottanta. Se non vuoi continuare il tuo sonnellino possiamo essere a destinazione in meno di mezzora.» «Non stavo dormendo, era solo un dormiveglia.» «Ecco perché non russavi allora.» Sa già che è una battuta ma visto che mi accusa di avere l’espressione seria anche quando scherzo mi volto verso di lei e le sorrido. «Dev'essere l’aria di montagna.» «A fare cosa?» So già quello che sta per dirmi e potrei precederla ma ormai fa parte del nostro gioco lasciare che lo dica. «A non farmi russare.» Mi ha fregato e lo sa, perché quando mi giro verso di lei sfoggia uno dei suoi migliori sorrisi sornioni. A lei viene facile sorridere. «Hai cambiato il copione?» «Devi imparare a improvvisare Kyle o non diventerai mai un bravo agente speciale.» «Vuoi dire che da cinque anni vivo in un’illusione?» «Con il caso Fisher hai avuto fortuna, lo hai ammesso tu stesso.» «L’ho detto al Direttore perché la modestia è una delle mie innumerevoli qualità e comunque ti ricordo che ci sono stati anche il caso Quintero. E il caso Palmer.» Dovrei sorridere anche adesso ma nonostante siano passati quattro anni il ricordo della piccola Michelle me lo impedisce. Fosse per me il caso Palmer non sarebbe considerato un successo. «Ti ricordo che a quei tempi lavoravamo già insieme.» È buffo come lo stesso lasso di tempo possa apparire breve o lungo a seconda di quali ricordi separi dal presente. Mi sembra ieri quando mi hanno affiancato Dana. L’espressione seria e severa e il portamento impettito erano tipici dei pivellini appena usciti da Quantico ma lo sguardo era diverso. Dentro i suoi occhi, come nei miei, si alternavano la luce della determinazione e l’ombra del dubbio. Il dubbio che tutti temono e che invece è l’unico sistema per andare oltre le apparenze dove quasi sempre si trova la verità nascosta dalle certezze. «Stavo riconoscendo appunto la sua bravura agente speciale Jackson.» Questa volta quando mi volto sono io a cercare di sfoggiare un sorriso sornione ma so di non essere alla sua altezza. «Deve imparare anche a recitare agente Truman se vuole che i suoi tentativi di adulazione siano convincenti.» «Per un’agente è più utile apprendere l’arte della dissimulazione. E reperire quante più informazioni preliminari possibile, Raymond ha concluso di esaminare la lista?» «Gli ho inviato un messaggio quando siamo atterrati e dopo avermi ripetuto per l’ennesima volta che gli devo un favore mi ha detto che ha ottenuto un solo risultato.» «Che risultato ha ottenuto?» «Leland Cooper. Quarantadue anni. Precedenti per evasione e frode fiscale. Ma risale a due anni prima quando viveva a Chicago. Con quello che gli sarà rimasto dopo il patteggiamento dei soldi faticosamente sottratti al fisco si è comprato una casa valutata al catasto un milione e quattrocentomila dollari, qualche centinaio di acri di foresta e una segheria che l’anno scorso ha fatturato poco più di dodici milioni di dollari.» «Quanto basta per volerci farci due chiacchiere.» «Sua figlia frequenta la stessa scuola di Lily Preston sono sicura che avremo modo di fare la sua conoscenza.» «E dello sceriffo che mi dici?» «Quarant’anni. Arruolato volontario nell'esercito a venti. Vedovo da sei. Dopo la morte della moglie si è congedato e per due anni ha lavorato come aiuto sceriffo a Arlington. Una sola figlia e anche lei frequenta la stessa scuola di Lily Preston.» «Interessante non trovi? Due fuggiaschi dell’Illinois che si ritrovano in un posto sperduto del Minnesota.» «Non credo che sia pertinente con il nostro caso.» «Non lo so, anche se ancora non mi è chiaro perché lo sceriffo di una cittadina che ha tutta l’aria di essere una comunità chiusa e diffidente richieda l’intervento dell’FBI per un caso di sparizione.» «Ti ricordo che i casi di sparizione sono due e si tratta di due ragazzini di sedici anni. E proprio perché si tratta di una piccola comunità dove si conoscono tutti saranno andati nel panico nello scoprire che in mezzo a loro potrebbe nascondersi un rapitore o peggio un assassino, che il nostro sceriffo ormai deve aver capito di non poter trovare da solo.» «Sta indagando anche la polizia di Stato.» «Che dopo un mese dalla sparizione del primo ragazzo non ha ancora niente in mano. Walker avrà pensato che il nostro intervento era l’unico modo per non far archiviare il caso.» «E impedire la prossima sparizione.» «Credi che abbiamo a che fare di nuovo con un serial killer?» Mentre mi pone la domanda si volta a guardare il muro di alberi che scorre oltre il vetro del finestrino. Non rispondo e anch'io osservo le conifere che incombono sulla strada da entrambi i lati. Se anche ci fosse il sole non credo che i suoi raggi riuscirebbero a raggiungere l’asfalto. C’è qualcosa che aleggia tra questi boschi. L’ho sentito insinuarsi nell'abitacolo quando ho aperto il finestrino. È durato solo un attimo ma quanto basta per lasciarmi la stessa brutta sensazione di Dana. La nostra indagine riguarda un caso di sparizione solo perché finora non sono stati ritrovati i cadaveri. D'altronde la foresta sarebbe il posto perfetto per un serial killer. Un posto freddo e tetro dove da sempre vige la più antica delle leggi. Quella creata dalla natura stessa e perciò sottratta all'effimero giudizio morale degli uomini. La legge del più forte. Nessuna empatia. Nessuna pietà. Nessun rimorso. Un posto dove la morte appare per quello che è: il prezzo della vita. «Finalmente siamo arrivati.» La voce di Dana mi riporta la strada davanti agli occhi appena in tempo per leggere il grosso cartello prima di superalo con l’auto. “Benvenuti a Silent Peak”
  8. MeStesso70

    Dopo il funerale

    Ciao @Silverwillow , Da appassionato di romanzi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale non potevo esimermi dal commentare il prologo del tuo che credo sia ambientato in questo drammatico ma affascinante periodo storico. La tua scrittura semplice ma capace di evocare visioni complesse mi piace e posso subito dirti che, almeno per me, fa funzionare egregiamente il tuo prologo catturando fin da subito l’attenzione del lettore L’indifferenza del bambino alla morte della madre e i riferimenti al diavolo mi hanno indotto a presagire un’evoluzione soprannaturale della trama anche se poi il vergognoso orrore che, saggiamente, ti limiti solo ad accennare la faranno restare forse anche troppo miseramente umana. Come sempre quando leggo qualcosa che mi piace a volte avrei preferito l’uso di parole o espressioni diverse che mi permetto di elencarti pregandoti di considerarle semplici suggerimenti di un lettore comunque soddisfatto. Qui toglierei “il vago” visto che il ragazzino ricorda anche le precise parole che si scambiavano le vecchie befane le quali, avendole viste direttamente all'opera in simili circostanze ti posso assicurare che sono abbastanza superstiziose non solo da non nominare accuratamente il proprio di funerale ma anche dal tentare di toccarsi ciò di cui la natura non le ha dotate se qualcun altro lo dovesse evocare, quindi per sottolineare che non avevano niente di meglio da fare vedrei meglio qualcosa come “per passare il tempo in attesa del proprio partecipano ai funerali di tutti, le teste avvolte in fazzoletti neri ormai stinti addossate una all'altra per poter sparlare ancora meglio.” Anche io, come ti hanno segnalato altri prima di me, toglierei quel “ci” e la ripetizione della parola occhi. Qui toglierei "cipolla" e scriverei semplicemente “…sulla sommità metallica della cupola.” In questo passaggio per me c'è una contraddizione tra “l’affettuosa” e il “detestavo” quindi io mi limiterei a: “Non ricordo quando aveva iniziato a storpiare il mio nome dandogli quella sfumatura infernale che detestavo.” Qui toglierei quell'abbinata riferito alla giacca. Una soluzione potrebbe essere: Oltre alle scarpe, la signora Böhmer, che aveva assistito la mamma negli ultimi tempi, mi aveva procurato dei pantaloni corti di velluto nero a coste con il risvolto sull'orlo, che tenevo su con le bretelle, una camicia bianca stirata e inamidata completa di cravattino di seta nera e una giacca di lana, che avevo già appeso nel guardaroba dell’ingresso. Qui non ho capito la sequenza temporale. Se la morte della madre del ragazzino e il suo funerale avvengono nel 1920, quando lui ha 12 anni, come fa a dire che mesi più tardi non è fuggito per non vivere come i poveri che campavano di stenti nei primi anni del dopoguerra che come gli fai dire correttamente all'inizio si concretizzerà solo 25 anni dopo? Ti ringrazio per la piacevole lettura e spero di esserti stato utile.
  9. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Ciao @Poeta Zaza , Grazie per le tue parole. Mi fa piacere che il mio frammento ti sia piaciuto e che ti abbia trasmesso qualche brivido di inquietudine. Era ciò che mi ero riproposto e l'ho postato proprio per scoprire se avessi raggiunto il mio scopo.
  10. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Figurati @Amers , Sei stata così gentile che il meno che potessi fare era rispondere alla tua domanda.
  11. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Ciao@Amers , Grazie per la tua recensione. Questo frammento in realtà riunisce due brevi pezzi di quello che dovrebbe diventare un thriller con elementi sopra/paranormali. A questi elementi sono legate la scelta dell'ora e il gatto che avranno un seguito nella storia. Le ripetizioni nella descrizioni del gatto saltano all'occhio perché in questo pezzo sono ravvicinate nel romanzo saranno a capitoli di distanza. Grazie ancora e Spero di aver risposto ai tuoi dubbi.
  12. MeStesso70

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Ciao @Kotobi , Io ahimè sono uno dei pezzi perduti. A mia parziale discolpa posso solo dire che "mi sono perduto" solo perché gli impegni lavorativi mi avrebbero impedito di essere presente come avrei voluto; anche se a mio avviso la scrittura a quattro mani resta un ottimo metodo per vincere la pigrizia che è uno dei miei peggiori difetti.
  13. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Ciao @m.q.s. e @Mirkos91 , Mi fa piacere che abbiate trovato il mio frammento una lettura piacevole e vi ringrazio per le vostre segnalazioni che sopperiscono ad alcune mie sviste e migliorano il testo. Per farvi capire il perché di alcune scelte che a prima vista potrebbero apparire degli errori aggiungo che questo frammento fa parte di una storia nata come esperimento di scrittura a quattro mani la cui trama completa, causa abbandono della coautrice, è rimasta solo abbozzata. L’intento che ci eravamo posti era quello di ricreare le atmosfere della prima serie di Twin Peaks e l’ho postato solo per verificare se riusciva a creare un'atmosfera adeguata e valutare se valesse la pena continuarne lo sviluppo. Anzi se qualcuno ha voglia di collaborare è il benvenuto.
  14. MeStesso70

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Ciao a tutti. Ma poi che fine ha fatto l'esperimento di scrittura collettiva?
  15. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Ciao @Just Met , Grazie anche a te per le giuste segnalazioni che approvo e adotterò insieme a quelle di Ippolita2018. Riguardo al "nella mia testa" è l'unico errore, se vogliamo definirlo tale, tra quelli da te segnalati voluti perché nelle mie intenzioni volevo rendere il fatto che l'atmosfera inquietante della cittadina rischiava di minare la salute mentale del protagonista, e l'effetto era proprio il rumore della pioggia che da esterno diventa interno alla testa.
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