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MeStesso70

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  1. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Ciao @Just Met , Grazie anche a te per le giuste segnalazioni che approvo e adotterò insieme a quelle di Ippolita2018. Riguardo al "nella mia testa" è l'unico errore, se vogliamo definirlo tale, tra quelli da te segnalati voluti perché nelle mie intenzioni volevo rendere il fatto che l'atmosfera inquietante della cittadina rischiava di minare la salute mentale del protagonista, e l'effetto era proprio il rumore della pioggia che da esterno diventa interno alla testa.
  2. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Ciao @Ippolita2018 , Grazie a te per il tempo che hai voluto dedicare al mio frammento e per le tue giuste segnalazioni. Mi ha fatto davvero piacere scoprire che per te sia stata una lettura piacevole. Grazie ancora.
  3. MeStesso70

    Il giorno prima di ieri

    Anche stanotte niente. Questa volta mi sono spinto fino a sette isolati dal motel ma è come se ne avessi percorsi almeno quattordici visto che ho deciso di avanzare imboccando anche le strade laterali. Lo stesso rumore di ieri notte. Lo stesso rumore alla stessa ora. L’una e un minuto del mattino. L’ora che segnava il mio orologio quando l’ho guardato dopo aver aperto gli occhi di colpo, come se quel rumore avesse fatto scattare un interruttore nella mia testa. Cosa mi ha svegliato di nuovo? Era un grido di aiuto? Sono quasi certo che sia la voce di una donna. Un urlo di rabbia o di dolore? Strade di asfalto nuovo e liscio. Marciapiedi di porfido. File ordinate di auto pulite. Case di pietra e mattoni. I vetri delle finestre oscurati da tende immacolate. Prati curati delimitati da siepi geometriche. Nessun suono a parte quello dei miei passi e quello dell’elettricità che ronza nelle lampade dei lampioni. Le uniche luci accese di notte in questa strana cittadina. Mi voltò attirato da un bagliore lontano alla mia destra. A quanto pare sta’ per arrivare un temporale. Il rumore sommesso del tuono mi fa sperare di riuscire a tornare nella mia camera prima che inizi a piovere. Quando mi giro di nuovo lui è di nuovo lì. Il gatto nero che ieri notte era accovacciato sul bidone della spazzatura in quel vicolo adesso è accovacciato sul muretto di pietra della casa di fronte. Non so perché ma sono sicuro che sia lo stesso gatto. Sembra intuire i miei pensieri perché si alza sulle quattro zampe e balza sul marciapiede. Avanza lentamente verso di me fissandomi con gli stessi occhi gialli di ieri notte. Una goccia mi colpisce leggera sulla guancia. Mi sa che ho sbagliato i calcoli. Alzo lo sguardo al cielo giusto in tempo per vedere la luna inghiottita da gigantesche nubi nere che avanzano veloci smaniose di liberarsi del carico di pioggia che custodiscono al loro interno. Saluto il gatto e torno indietro a passo veloce mentre le gocce di pioggia si susseguono sempre più veloci. Faccio in tempo solo ad attraversare la strada che le gocce sono ormai rivoli continui. Inizio a correre. In attimo la pioggia cade così fitta e incessante da offuscarmi la visuale. Mi fermo e sollevo la mano a mo’ di visiera. Davanti a me intravedo una casa con un portico. Anche con la pioggia battente mi rendo conto che è vecchia. Le assi sono logore e schiodate. La vernice è scrostata. I vetri delle finestre sono rotti. Ci devo essere passato davanti mentre controllavo ogni strada eppure non ricordo di averla vista. La pioggia aumenta ancora di intensità. La sento scorrere sulla pelle sotto i miei vestiti inzuppati e battere sui capelli incollati al cranio. Un altro rumore che comincia a insinuarsi nel mio cervello. Mi copro la testa con le mani intrecciate ma è inutile. Una strana sensazione mi assale. Devo raggiungere quel portico per fermare il battere ritmato di quei colpi nella mia testa. La strada ormai è un’unica immensa pozzanghera. L’attraverso di corsa ma quando arrivo davanti al portico mi blocco. Lui è lì. È asciutto e continua a fissarmi con i suoi occhi gialli.
  4. MeStesso70

    La collina

    Ciao @niccat13 , Partendo dal presupposto che io per deformazione mentale trasformo tutto ciò che leggo in immagini, il tuo incipit se fosse stato l’inizio di un film mi avrebbe spinto a continuare a guardarlo ma sarei rimasto un po' deluso perché, a mio avviso, si sofferma su particolari che non contribuiscono a creare la giusta atmosfera da romanzo thriller come ho letto in un altro commento essere il tuo dal quale hai estrapolato questo frammento. Cercherò di spiegarlo con delle considerazioni generali e indicando dei punti in particolare. Da quello che scrivi sappiamo che Ginevra corre in un bosco in autunno ma tranne le due frasi seguenti nient’altro viene mostrato sull'ambiente in cui la scena si svolge. Nessuna descrizione del bosco che con i suoi colori e odori autunnali si presterebbe a una descrizione capace di coinvolgere il lettore molto di più di quella basata unicamente sullo sforzo che compie la protagonista per correre che a me è risultato troppo insistito. Sbriciolando può andar bene per lo strato di foglie ma per la ghiaia e i ramoscelli sarebbe più calzante un rifermento sonoro al rumore dell’impatto dei passi. Arrivato a questo punto credevo che Ginevra fosse sul punto di fermarsi ma invece ecco che: Oltre al fatto che la precisazione “di case” e “Lo chiamavano infatti Il Borghetto” appesantisce inutilmente il periodo l’azione non raggiunge il suo apice in modo lineare. A mio avviso sarebbe stato meglio che le forze la stessero per abbandonare proprio nel momento in cui le sbuca davanti la figura in divisa che caratterizzerei con un altro aggettivo al posto di grosso che suona troppo generico per funzionare a livello descrittivo. La scena della caduta mi risulta un po' illogica: Se non fa in tempo a rallentare si presume che lo urti. Se si ferma allora rallenta in tempo. Se volevi intendere che per non urtarlo, vista l’inerzia della corsa, perde l’equilibrio e cade la scena andrebbe rivista. L’ultimo appunto riguarda il riferimento al marito: Detta cosi sembra quasi che lasciare Milano fosse stato più difficile che lasciare il marito. Magari in seguito si scopre che ci sono dei validi motivi perché sia proprio così ma all'inizio secondo me finisce solo per connotare negativamente la protagonista. Comunque visto che mi hai fatto venire la curiosità. In cosa si imbatterà sul limitare del bosco?
  5. MeStesso70

    In due è peggio?

    Nulla vi vieta di scrivere a quattro mani e proporvi sotto pseudonimo come se foste un singolo scrittore.
  6. MeStesso70

    Redditi da diritto d'autore

    I redditi derivanti dalle royalty ricevute per le vendite di un libro di cui si è l’autore rientrano tra i proventi indicati all’articolo 53, comma 2, lett. b), del TUIR (utilizzazione economica, da parte dell’autore o dell’inventore, di opere dell’ingegno) e come tali vanno inseriti al rigo RL25 del modello UNICO 2019. Tali redditi beneficiano di una riduzione del 25% a titolo di deduzione forfetaria, che sale al 40% se percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni, che va inserita al rigo RL29. La differenza costituisce la parte di reddito imponibile da riportare nel quadro RN. Le ritenute subite al momento del pagamento, pari al 20% dell’importo, vanno infine indicate al rigo RL31 e concorrono a ridurre l'importo dell'eventuale IRPEF a debito risultante dalla dichiarazione. Nel caso di reddito complessivo inferiore alla “no tax area” si avrà un credito IRPEF da usare in compensazione o richiedere a rimborso.
  7. MeStesso70

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    @Ippolita2018 Mi dispiace ma al momento gli impegni lavorativi mi impediscono di partecipare attivamente al progetto
  8. MeStesso70

    Una frase dubbiosa...

    Anch'io voto per la seconda opzione e aggiungerei anche un articolo determinativo "lei è la più piccola", secondo me rende la frase molto più eufonica.
  9. MeStesso70

    Scrivere Interfaccia grafica PC

    Se è un'astronave DOS si A parte gli scherzi io considero queste scene degli inutili riempitivi e quindi personalmente preferisco che mi vengano "narrate" e solo quelle importanti ai fini della trama.
  10. MeStesso70

    editing e copyright: in quale ordine?

    Figurati@ZigZag
  11. MeStesso70

    editing e copyright: in quale ordine?

    @ZigZag sotto i quattro riquadri con le offerte standard c'è il link (che ti riporto per comodità) dell'offerta chiamata taglia XS che è quella di 20 marche per € 9,00. https://ecommerce.infocert.it/workflow?prodotto=marche&idArticolo=MT-MARCHE20&currentStep=inizio&backto=firma/marche-temporali&operazione=A&_ga=2.172870821.788609577.1552145566-2130762152.1552145566&_gac=1.18372299.1552161013.Cj0KCQiA5Y3kBRDwARIsAEwloL5kS7qAPi67G-c4N35rJ-0jHbbLSlyBWWzEXbl0rUvgeK55A5JC8V0aAiN_EALw_wcB
  12. MeStesso70

    editing e copyright: in quale ordine?

    @ZigZag da quanto è riportato sul sito Copyzero non fa altro che apporre una marca temporale al file che gli viene inviato. Per fare questo richiede una donazione pari a € 10,00 mentre per € 9,00 puoi acquistare da Infocert venti marche temporali che puoi apporre tu stesso con il software gratuito Dike. In entrambi i casi avrai ottenuto lo stesso risultato opponibile a terzi, ovvero che il tuo file è stato marcato prima di un altro.
  13. MeStesso70

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Più che sedimentati direi che ci siamo piantati. Ma tra poco sarà primavera e fioriremo
  14. MeStesso70

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Io l'ho già dimenticata (nonostante il consumo di abbondanti dosi di stocco!)
  15. MeStesso70

    Vox, Christina Dalcher

    @Ezbereth ti ringrazio della gentile offerta ma io leggo o per imparare o per divertirmi. E leggendo le vostre impressioni su Vox "ho imparato" che non mi divertirei e che al massimo potrei imparare, scusate la ripetizione, come rendere appetibile una brutta storia. Ma è una cosa a cui non tengo. Anche perché credo che il suo successo sia dovuto in massima parte ad una sorta di "femminism correct" se mi passi l'espressione. Un femminismo da approvare e propagandare a prescindere anche quando anziché perseguire l'uguaglianza nella diversità finisce per ottenere solo l'omologazione senza identità. Avere tutti gli stessi diritti non significa essere tutti uguali.
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