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Roberto Ballardini

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  1. Roberto Ballardini

    Jukebox

  2. Roberto Ballardini

    [Gioco] Film a catena

    The killing fields (Urla del silenzio) di Roland Joffè 1984, intenso nesso: John Malkovich
  3. Roberto Ballardini

    Jukebox

  4. Roberto Ballardini

    I ragazzi che giocavano con il fuoco [6di6]

    @Alberto Tosciri Ciao Alberto. Il passaggio seguente che riporto dal capitolo 5... "È in quel momento che Lucas schiude le palpebre, forse avvertendo l’imminenza del pericolo. Ancora febbricitante, guarda con una certa incredulità affascinata le figure intorno elevarsi e incombere su di lui, in un rapido formarsi ed espandersi sulla pelle chiara di aguzze cartilagini dorsali, inanellate tra coda e speroni ai lati della testa come corna, di placche corazzate di scaglie e fauci spalancate su file di denti e gole ardenti come fornaci." ...è quello che voleva sintetizzare la trasformazione dei due fratelli che prelude lo scontro. Successivamente, Cloud vola via in forma di drago con Lucas sul dorso, mentre i francesi trovano il cadavere di Archer, ancora in forma di drago, sulla spiaggia. Mi piaceva l'idea di evitare le informazioni dirette, introducendo l'azione e poi staccando, anche con un eventuale cambio di punto di vista (in questo caso l'equipaggio della nave francese che inseguiva la Castellana), ma forse è necessaria qualche parolina in più, per non affaticare troppo la lettura. Ci tenevo però a mantenere questa linea, quindi valuterò attentamente. Grazie davvero del tempo impiegato e delle valutazioni costruttive che mi hanno permesso di testare il lavoro. Ciao
  5. Roberto Ballardini

    Jukebox

    @SeeEmilyPlay Ciao. A suo tempo presi il cd (sembra passato un secolo) e se non erro c'erano le traduzioni, ma per come io uso la musica, cioè come accellerante per l'immaginazione, non presto molta attenzione ai testi. Anzi, se li conosco mi limitano. Guccini mi piace moltissimo (cito il primo che mi viene in mente tra i miei italiani preferiti), ad esempio, ma non me ne faccio niente se voglio accompagnare un'idea che ho in mente per scrivere. Comunque ora che mi hai incuriosito vado a cercare il testo tradotto di Dreamin'.
  6. Roberto Ballardini

    [Gioco] Film a catena

    The long goodbye (il lungo addio) di Robert Altman 1973, controversa (dai fan di Marlowe) e moderna rivisitazione di Chandler. I tempi d'oro di Elliott Gould. Ottimo. 1 cuore nesso: regista e attore (Elliott Gould)
  7. Roberto Ballardini

    Cosa amate? Cosa odiate?

    AMO: in questo specifico momento la musica ambient nordica di Danheim che si prende un sacco con il racconto che sto scrivendo ODIO: un sacco di roba, troppa (lo so, lo so, odiare fa male), ma la prima che mi viene in mente è lavare l'insalata, quel fottuto affare di plastica che non gira mai come dovrebbe ed è antipaticissimo da pulire. Ho cominciato a prendere la rucola in sacchetti già lavata, anche se odio la plastica. Vabbè, faccio la differenziata, speriamo non la portino in qualche isola del Pacifico invece di riciclarla.
  8. Roberto Ballardini

    Jukebox

  9. Roberto Ballardini

    Non è la sosta

    @eterea libellula Ciao Erika. Bell'accostamento tra la bicicletta come sinonimo di movimento, e la vita stessa, con tutte le similitudini che ne derivano. Questa prima parte è descrittiva, ma allo stesso tempo imposta il parallelo con la dimensione più universale che i versi seguenti vanno a toccare. Ho qualche dubbio sul primo verso, la latitanza del soggetto, anche se si intuisce, mi suona come un'imperfezione. Preferirei "Scorre la strada", che si prende bene con tutto il resto, creando fin da subito un accostamento implicito con il proprio percorso di vita. Per il resto tutto bene, un ritmo leggero ed equilibrato. Non viene menzionato il contesto, ma a me i versi fanno venire in mente il sole, la brezza, la tranquillità di una domenica mattina. Mi sembra che tutto sia in essere, cioè che azione e pensiero coesistano nel momento presente, quindi non vedo perché porre poi la fatica del cammino al passato, come se parlassimo di un'esperienza conclusa. Il che non è, mi sembra, tanto è vero che movimento e divenire sono alla base del testo, la chiave di lettura. La strada prosegue e noi con lei. La scelta del passo è un bel concetto, che implica come ognuno di noi debba o possa trovare il ritmo giusto. La fatica che subentra man mano che si procede sottintende l'età che avanza, credo, o l'esperienza (anche dolorosa, spesso) che si accumula, o entrambe le cose dato che in genere camminano di pari passo. Mi piace questo stacco tra le due parti, sembra di sentire il suono del proprio respiro prendere il sopravvento su quello della natura intorno, il passaggio dal mondo esterno a quello interiore. E in questa seconda parte, in effetti, il punto di vista si sposta. Passiamo dalla contemplazione alla riflessione.Il tono diventa più grave, sole e brezza lasciano il posto a un'atmosfera non dico più pesante, ma meno idilliaca, gravata dalle preoccupazioni. "Forse non tutto è perduto" è un verso che apre all'ottimismo, ma in questo contesto fin qui apparentemente sereno, implica anche che si sia pensato che tutto poteva esserlo, perduto. Ogni asserzione, pensandoci, comporta sempre anche il suo contrario. Asserire "il tempo non è nemico", ad esempio, significa aver pensato per un momento più o meno lungo che potesse esserlo, o perlomeno averne preso in considerazione l'ipotesi. Questi versi io li leggo come una maturazione, forse addirittura l'esito positivo e non scontato di una situazione rischiosa o incerta. Un punto d'arrivo dal quale poi ripartire per crescere ancora. Il concetto espresso in modo incisivo e perentorio dagli ultimi due versi è chiaro: fermarsi mai, continuare ad andare, a guardare e imparare. Forse anche a rischiare E la differenza, penso, è quella tra la vita e la morte. Spirituale, certo. Bella poesia, Erika. Alla prossima
  10. Roberto Ballardini

    I ragazzi che giocavano con il fuoco [1 di 5]

    @Kiarka Ciao Sì, è quello che intendo quando dico che per me questo racconto lungo è un po' una novità. Al di là che possa essere più o meno riuscito, la trama ruba tutto lo spazio alla riflessione (bè, quasi tutto) e credo lasci molto più spazio di interpretazione al lettore. L'arresto delle streghe di Pendle Hill e il successivo processo di Lancaster è del 1612, dunque quasi due secoli prima, ma io credo che l'illuminismo abbia faticato ad arrivare in certe zone rurali più remote dell'Inghilterra (anche in Italia. Mia nonna raccontava ancora di streghe e robe strane infilate nei cuscini, per dire), e che certe superstizioni siano dure a morire (in fondo noi stessi ancora ne rimaniamo affascinati e comunque quella del capro espiatorio in cui identificare le proprie paure penso sia una pratica perfettamente attuale). In ogni caso non credo che un certo tipo di narrativa debba preoccuparsi troppo di fornire un'accurata ricerca storica. Chi cerca quella deve ovviamente leggere altro. Se Tarantino ha potuto permettersi di creare un falso storico mettendo in scena la morte del Fuhrer in un cinema di Berlino (?) vuol dire che esiste una consistente fascia di lettori\spettatori abbastanza smaliziata da prendere il processo creativo di fiction per quello che è, cioè puro intrattenimento. C'è chi tra forum, CE e riviste ne fa una pregiudizievole, pro e contro. Per me non fa differenza, una volta usavo le caporali ma coi trattini mi trovo più comodo. Per quello che ne so, sono ancora in uso. Diversamente avvisatemi, vi prego. Forse per lo stesso motivo per cui parlava male Don Lurio (il ballerino), ma non so dirti il perché. Mi è venuta così. Potremmo fare una ricerca storica, ma non credo ne valga la pena La prima che hai detto. Cito una bellissima canzone di Dalla "...mi son steso sul divaaano\ ho chiuso un poco gli occhi e con dolcezza\ è partita la mia mano" Vero. @Alberto Tosciri me lo ha fatto notare. Mi piaceva "la tata nera", cioè si prendeva con le tinte fosche di questa premessa, ma lo cambierò senz'altro e diventerà una tata inglese. Anche oggi, purtroppo. Mi farà molto piacere se leggi anche gli altri capitoli. per ora ti ringrazio molto per aver ripescato questo. Ciao
  11. Roberto Ballardini

    Jukebox

    Posso capirlo benissimo, ma io non faccio distinzioni e considero New York, Song for Drella e Magic and Loss la trilogia d'oro di Lou Reed
  12. Roberto Ballardini

    [Gioco] Film a catena

    Mccabe & Mrs. Miller (I compari), di Robert Altman 1971, nesso: anno di produzione Qualche osservazione: 1) Un altro bel titolo tradotto alla cazzo 2) La scena del ponte rimarrà per sempre, per me, la metafora assoluta del confronto tra bene e male, o per meglio dire tra la vitalità e l'ignoranza dei violenti 3) Il monologo nel video vorrei averlo scritto io 4) Altman è un genio (vabbè, sai che novità)
  13. Roberto Ballardini

    Jukebox

    @SeeEmilyPlay Meraviglia. Mi sono andato subito a risentire l'album.
  14. Roberto Ballardini

    Riscaldami

    @eterea libellula Grazie a te, Erika, per il gradito passaggio. A risentirci. Ah, e benvenuta nel forum, eh
  15. Roberto Ballardini

    Mezzogiorno d’inchiostro 142 - Off topic

    @Ippolita2018 La vedo dura, ma intanto grazie dell'invito
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