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Roberto Ballardini

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  • Compleanno 11 febbraio

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  1. Roberto Ballardini

    Cambio di stagione

    @iemme Felicissimo di avere un tuo commento, irene, che so particolarmente autorevole, parlando di poesia. Spero di averlo anche su quella successiva che ho postato oggi e che insieme a questa considero i primi segnali che un percorso si sta compiendo, anche se per molti versi (scusa il gioco di parole non voluto, ahahah) può risultare controverso. Ciao!
  2. Roberto Ballardini

    Piccolo aeroplano biposto

    commento PICCOLO AEROPLANO BIPOSTO __________________________________________________________ Eleganza di un tempo sospeso, di carta da lettere e penne a sfera, ragnatele di parole appese alle dita, silenzio di polvere e magazzini vuoti, abbandonati, grandi spazi di sole in cui recitare, cantare sognare, illudersi, dimenticare. E in fondo, il tuo piccolo Cessna arancione come una scintilla, sale da un fuoco di memoria e futuro, attraversa le nuvole sopra la città per guardare vicino e lontano. Piccoli cortili nascosti e graziosi oppure treni, strade e veicoli, il sangue in circolo di una nazione. Oppure l’interno di un’alba o di un temporale, nuove prospettive di parole per raccontare una madre che muore, in ospedale o bambini sull’autobus, verso la scuola o anziani operai sciancati, in un cantiere. Vecchi e giovani siamo, in ogni età, fiori eliotropici alziamo il volto all’estate, ma poi in primavera, autunno e inverno - i quattro punti cardinali di ogni vita - cerchiamo comunque il sole. Osservare, amico mio, è sempre stata la tua prerogativa migliore e attraverso i tuoi occhi ho visto ciò che non riuscivo o non volevo. Da te ho imparato a restare fermo, a non macchiarmi di colpe superflue e, nello stes- so momento, a far salire in cielo quel picco- lo aereo arancione, come il colore del tuo sguardo caldo. Da te ho imparato a portare nel cuore ogni foglia che muore e, in ogni angolo di città, aspettare la nuova stagione.
  3. Roberto Ballardini

    Le ragazze - Capitolo 8 - 2/2

    Ciao @Kikki mi suona molto strana. se siamo a casa sua e ho capito cosa intendi, cioè che il pigiama stava abbandonato da qualche parte, io la riformulerei oddio, un'altra crocerossina. Ma non si erano estinte? Sono andato a rivedere la fine della parte precedente, e non ho trovato un vero e proprio collegamento. Sembra quasi di leggere un nuovo capitolo Ho un debole per questi passaggi quasi giornalistici, non lo nascondo. Sono sinonimo di un interesse che va oltre il proprio piccolo mondo, anche ai luoghi che si presume poco raccomandabili. Sfogatoi esiste? Carina, in ogni caso. Lavori nel giornalismo, Ki, vero? Mi sembra che tu ti senta molto a tuo agio in questi passaggi. Impeccabili e avvincenti, almeno per quel che mi riguarda. Mannaggia... Sono senza parole. Magari è questo il sentimento alla base dell'indifferenza generale, non l'indifferenza stessa. Forse. Qui però avrei voluto capire ciò che non ho mai capito, cioè qual'è la ragione di fondo per cui un uomo, a parte tutte le ovvie ragioni etiche (che per molti uomini pare non siano poi così ovvie), debba scegliere il rischio (molto alto) di contrarre una malattia venerea piuttosto che la più sicura masturbazione, dal momento che per quel che riguarda l'interazione sociale mi pare che il rapporto con una prostituta e una sega siano più o meno lo stesso. Interessantissimo. Questa meccanica l'ho vista in diverse relazioni cosiddette normali, dove un uomo ansioso di mostrarsi all'altezza degli standard televisivi (oggi in vigore ovunque) stipula quello che secondo me è un vero e proprio accordo commerciale (tacito, naturalmente, altrimenti l'illusione decadrebbe) tra un uomo che appunto necessita di una controfigura femminile che gli garantisca l'apparenza di una vita realizzata nel contesto in cui vive e, spesso, una donna più scaltra (e non voglio dare al termine un'accezione negativa)che viene da una situazione precaria e ritiene di poter concludere un buon affare. Parliamo di gente che pensa che la non-comunicazione sia una cosa naturale. E sono moltissimi. Un bel casino, tanto per restare in tema. Sembra che il bisogno biologico sia effettivamente alla base di una infinita gamma di fantasie tutte diverse. Non lo so. Non voglio ingrovigliarmi in una discussione senza fine, ma non riesco a trovarci nulla di male in un rapporto di prostituzione (anche inversa, perché no?) se fosse considerato per quello che è e non fosse lesivo della dignità della donna e delle giuste condizioni igienico-sanitare. La domanda vera è: l'atto di offrire il proprio corpo per denaro è lesivo della dignità personale di una donna? Ma una donna spesso non sceglie un uomo (e si innamora, anche), in un normale contesto sociale, anche per ciò che le può offrire in termini economici? Sono domande eh, alle quali mi sottraggo più o meno elegantemente, ahahah. Mi viene in mente una bellissima scena di Bite the bullet, un western di Richard Brooks del 75 in cui alla domanda della prostituta "Come vuoi che lo facciamo?" un Gene Hackman in grande spolvero risponde "In silenzio, magari." Gran bel capitolo, Ki, che dà adito a moltissime riflessioni sulla società contemporanea. Piaciuto molto.
  4. Roberto Ballardini

    Hamelin

    @Valcanna Grazie del passaggio e dell'apprezzamento
  5. Roberto Ballardini

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Vorrei che venissero cancellati i seguenti racconti. Grazie. Ciao. racconto a capitoli 1 racconto a capitoli 2 racconto a capitoli 3 racconto a capitoli 4
  6. Roberto Ballardini

    Cambio di stagione

    Certo, sognante sempre. E pure malinconico, credo (buona occasione per un emoticon mai usato prima) @Io che mi manco Grazie del passaggio e del bel commento.
  7. Roberto Ballardini

    [Gioco] Catena musicale

    You know you're right
  8. Roberto Ballardini

    Jukebox

  9. Roberto Ballardini

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Yetti: soprannome scherzoso per un uomo delle nevi che porta una sfiga tremenda. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  10. Roberto Ballardini

    Hamelin

    Ahahah, mannaggia, nessuno ti ha avvisato che erano facoltativi? Grazie del passaggio e dell'apprezzamento.
  11. Roberto Ballardini

    Cambio di stagione

    Sì, lo capisco, ma le congiunzioni qui sono volute, per rendere il linguaggio più morbido. Anche più prosastico, sì. Mi piace pensare che l'afflato poetico si possa anche spostare dalla forma (anche se comunque un percorso formale c'è, a mio avviso e le parole sono ragionate, anche nella composizione)all'immediatezza dell'espressione, alla freschezza di parole molto semplici. Mi hai fatto venire il dubbio e sono andato a vedere, e non è effettivamente il significato che avevo in mente, quindi il termine è sbagliato. Io avevo in mente un pigiama un po' largo che nascondesse le forme, mentre invece allampanato è sinonimo di magrezza (lo scopro ora, io credevo un'altra cosa). Dovrò trovare un altro vocabolo idoneo. Questo è volutamente un inserto di prosa bella e buona. Sul word in cui ho scritto la poesia ho usato il giustificato per fare apparire più compatto il blocco di parole. Qui ho dovuto usare il trattino per spezzarle, e rende ancora meglio l'idea, secondo me. No, non è geloso. E' solo che il desiderio che nutre per la donna, non gli impedisce di vedere che, nel contesto, le sue non sono le uniche esigenze da considerare. Anzi, forse le sue sono quelle meno importanti. Quella del cane è un po' una battuta che segue questa sua considerazione. Come dire: cazzo, possibile che qui tutti abbiano delle esigenze, compreso il cane (non so se hai mai avuto un cane, ma possono essere molto esigenti, sai, ahahah) e io non possa soddisfare le mie? E' un po' infantile, da parte sua, lo so, ma in fondo è solo uno sfogo privato. Non lo fa pesare a nessuno. Bella definizione. Grazie Sì, lo capisco. Pur non avendo nulla da ridire sulla poesia per come abitualmente la si intende (anche se poi ci sono infinite diversità e quindi ci che parliamo?) mi rendo conto che ogni volta che ne seguo le linee guida, poi vado a finire dove non voglio. Ora, dopo un bel po' di tentativi, comincio a sentirmi padrone del linguaggio e soprattutto consapevole delle motivazioni che stanno alla base di ogni scelta fatta. A qualcuno potrà sembrare prosa cammuffata, ma io non sono ovviamente d'accordo. Un lavoro sui versi è stato fatto. Che poi io abbia rifiutato certe ricerche stilistiche ed estetiche, secondo me è una scelta legittima. Grazie del passaggio, Floriana. Ciao.
  12. Roberto Ballardini

    Cambio di stagione

    Felice che ti sia piaciuta Mi piace molto questa osservazione, e sono d'accordo con te. Credo persino, scrivendo, di essermici soffermato, nel senso che ho avuto anch'io la sensazione che fosse un aggettivo un po' consumato. Opterei per lasciarle riposare, ma trovando il modo, cioè le parole per rendere questa tua bella considerazione. Questo passaggio è un po' ermetico, per me. Sembra quasi che sia questa la poesia e non quella che ho scritto io. Poi chi legge si confonde, eh, ahahah. Ciao, Lauretta, e grazie
  13. Roberto Ballardini

    Cambio di stagione

    commento Cambio di stagione Ho avuto freddo, la notte scorsa. Ho messo via la fedele copertina di lana e rinnovato il piumone, più idoneo a questi giorni. Ho pensato a te, che magari facevi lo stesso, e subito dopo ai tuoi piedi caldi, in fondo al letto, che sanno confortarsi a vicenda. Al pigiama scherzoso, allampanato che sdrammatizza la voluttà del tuo corpo. Ho pensato alle mani pazienti, sotto il cuscino. Agli occhi ancora aperti, che confidano nel buio. A tuo marito steso al tuo fianco non ho voluto pensare, scusa, credo tu possa capire. La realtà annovera parti- colari così noiosi, spesso. Noiosi per me, lo so. È una brava persona, però io mi stanco di pensare a tutti quanti. A me, a te, a lui, a lei, ai nostri figli, ai nostri genitori. Per- sino il mio stupido cane ha pressanti, improrogabili esi- genze e cazzo, anch’io ho le mie. A volte. Sono umano. Ho pensato ai seni liberi sotto il pigiama, alle gambe, all’addome, alla schiena, a quel collo meraviglioso. Al tuo sesso, certo. A tutto quel calore sotto le coperte. E poi il risveglio. La pioggia lucida di un temporale, il primo sole, la prima colazione. La meravigliosa discrezione dell’autunno. Tutte cose che potremmo anche condividere, prima di andare avanti con le nostre vite. E con quelle degli altri.
  14. Roberto Ballardini

    Nuvole

    @Io che mi manco Ciao. Sono contento di poter condividere qualcosa con una voce nuova (intendo nuova per me) Per tutte le ragioni che ho elencato nella risposta al tuo commento, mi piace molto. Linguaggio morbido e fluido. Contenuti importanti, anche pesanti (nel senso di gravità). Qui a me, in veste di lettore, mi sembra (nel senso che è solo la mia impressione) superflua la precisazione dello'atto di sporgersi oltre il cornicione. Non mi dà fastidio, assolutamente, però riporta quella sensazione di universalità suscitata dagli altri versi ( in cui un lettore può identificarsi in molti modi e contesti diversi) in un ambito più specifico, più piccolo (nel senso buono del termine). E comunque indebolisce un po' l'immediatezza degli altri quattro versi che è notevole. Bello questo concetto di interdipendenza, che condivido. Soprattutto considerando che la persona in questione è probabilmente venuta a mancare, in un modo o nell'altro. Anche qui, preferirei fermarmi a nello stesso punto ed essere libero di interpretare e rapportare la tua esperienza alla mia. Toglierei le specifiche (cinque piani, sull'asfalto dice già tutto). E' molto pesante (nel senso di gravità, come dicevo, di tensione) questo indulgere sull'idea del suicidio. Lo preferirei più velato. Però mi piace l'associazione alla freddezza, che leggo come un sinonimo: freddezza\suicidio ovvero mancanza di emozione\morte, non necessariamente fisica. Poesia molto sentita. Piaciuta. Il dolore fa esperienza ed è utile condividerla come bene espresso in questi versi che io leggo come il cuore di questa poesia: E immancabilmente penso che anche la sua vita - non soltanto la mia - andrebbe in frantumi se mi protendessi di un altro passo in avanti. Tu hai citato la vita di tua madre, ma io credo che la sua possa diventare sinonimo di tutte le altre. Grazie della bella poesia. Ps. Bel nick, anche se non mi sembri per nulla assente. Ciao.
  15. Roberto Ballardini

    Scene di un crimine

    @Io che mi manco Mi fa molto piacere il tuo passaggio perché è proprio il tipo di apprezzamento che speravo di ricevere in uno scritto che si colloca (si vuol collocare) tra prosa e poesia. Ci giro intorno da un pezzo, ma credo di aver quasi fissato le linee guida di un mio eventuale (sottolineo eventuale, ahahah) linguaggio poetico, ovvero (in ordine di importanza) immediatezza, comprensibilità, semplicità (al limite del banale), immagini (si spera suggestive) e fantasia (sperimentazione, nel rispetto dei punti uno, due e tre). Su questa sono arrivato a una versione finale che mi soddisfa, strutturalmente più organizzata e pulita, ma direi che non aggiunge nulla a questa versione iniziale, a livello di sensazioni. Mi fermo, sennò entro in zona filippica, ahahah. Grazie del passaggio. Ciao.
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