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Ylunio

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  1. Ylunio

    Recensione negativa

    Scusami, ma vedo che il tuo libro è disponibile gratuitamente, come fai a sapere che non l'ha comprato? Tra l'altro è possibile anche leggerne un estratto bello lungo direttamente su Amazon, magari si è basato su quello?
  2. Ylunio

    United stories

    Qualcuno ha avuto notizie da questa agenzia? Leggo tra l'altro sul loro sito che al momento hanno chiuso la finestra di invio manoscritti.
  3. Ylunio

    La lunghezza di un romanzo

    Non so quanti di voi bazzicano nell'ambiente internazionale dei giovani (più o meno) scrittori esordienti, ma a Novembre si è concluso il NaNoWriMo, il National Novel Writing Month. Scopo del NaNoWriMo, che ha un suo sito ufficiale, ed è un'iniziativa molto seguita, è quello di spingere gli scrittori a buttare giù una prima stesura del proprio romanzo in un mese. NaNoWriMo chiede a tutti gli scrittori di raggiungere l'obbiettivo delle 50.000 parole, offre un sistema per monitorare il numero di parole scritte al giorno, dei "premi" per alcuni traguardi raggiunti e così via dicendo. Il NaNoWriMo è finito da poco, e io non ho assolutamente raggiunto il traguardo delle 50.000 parole, ma sono rimasta con questo desiderio di contare le parole che stavo scrivendo. Ho trovato un sito web che permette di fare la stessa cosa di NaNoWriMo, ma con un target a scelta (non per forza 50.000 parole) e devo dire che mi sta dando molta soddisfazione. Però, a questo punto, ho cominciato anche a cercare in giro informazioni sulla lunghezza media dei romanzi. Sui romanzi italiani si trova pochissimo, ovviamente. Quindi, un po' per curiosità, un po' per confrontarmi con altri scrittori, sarei curiosa di sapere, più o meno, da quante parole sono composte i vostri romanzi e a che genere appartengono. I Fantasy e i romanzi di Fantascienza sembrano essere quelli un po' più "ciccioni" (probabilmente per via di tutto il worldbuilding necessario). Inoltre, vi viene mai il dubbio che il vostro romanzo possa essere troppo lungo/troppo corto? Fatemi sapere Sono sinceramente curiosa.
  4. Ylunio

    l'accento francese di chi parla in italiano

    Concordo con @Marcello Non mi sembra il caso di trascrivere "foneticamente" la pronuncia non corretta del personaggio. Basta dire che ha un accento francese, magari se ha difficoltà con qualche parola in particolare lo puoi fare notare, per esempio se un altro personaggio fa fatica a capirla, ma non andrei più in là di così. Sempre che, appunto, tu non abbia intenti comici. Anche perché alla lunga immagino che non sia solo noioso per te da scrivere, ma anche per il lettore da leggere.
  5. Ylunio

    Promozione su instagram

    Scusa, ma non sono d'accordo. Non posso parlare per Instagram, dove sono presente più come lettrice che come scrittrice, ma su Twitter mi sto trovando benissimo. La #writerscommunity è molto attiva e molto accogliente, ci sono un sacco di persone con cui parlare e scambiarsi le idee. Certo, a livello di crearsi un pubblico è più complesso perché la community lì è internazionale, ma si organizzano un sacco di cose. Oggi per esempio è il giorno del #PitMad in cui ognuno posta il pitch (in pratica, la trama in pochissimi caratteri) del proprio romanzo usando quell'hashtag e diversi agenti letterari vanno lì a cercare i pitch che li convincono di più e a volte contattano gli autori. Twitter offre tantissime possibilità.
  6. Ylunio

    L'omissione calcolata

    Sto scrivendo un romanzo di fantascienza e mi trovo più o meno nella stessa situazione. Nel mio caso il protagonista è immerso in una società che per lui è normale, ma per il lettore, ovviamente, non lo è, e fornire spiegazioni è molto ostico, ed è altrettanto ostico dosare queste informazioni. Io sto cercando il più possibile di basarmi su altri fattori, tipo: spiegare questa cosa è funzionale alla narrazione? L'esistenza di questo dettaglio, oltre a illustrare questo dettaglio in particolare, spiega anche qualcos'altro, come il rapporto tra due personaggi, oppure la morale di un dato personaggio, il suo modo di vedere le cose? Per dire, a un certo punto ho tirato in ballo una cosa che sì, è più o meno futuristica, ma so benissimo che il lettore può arrivarci da solo a come funziona, o a che cosa è nel dettaglio, spiegarlo non aggiunge niente alla storia (tranne uno spiegone inutile) e quindi niente, l'ho tirata in ballo così, e non l'ho spiegata. In altri casi però, sì, mi sono "dilungata" in spiegazioni - spero - non noiose e - spero - funzionali alla narrazione. Insomma, è un gioco sottile di equilibri.
  7. Ylunio

    Cosa state leggendo?

    Mi sta piacendo molto. Fa venire voglia di leggere e approfondire tutte le opere citate.
  8. Ylunio

    La scoperta dell'Irlanda di bar in bar (cercasi)

    Guarda, se cerchi su Google lo trovi immediatamente
  9. Ylunio

    Libro tratto da un telefilm (o quasi)

    In pratica quello che vuoi scrivere tu è una fanfiction. Solo che di solito le fanfiction prendono l'idea di partenza, alcune caratteristiche chiave dei personaggi, e poi stravolgono la trama, andando in una direzione diversa, ma mantenendo alcuni punti chiave delle dinamiche (molte fanfiction di tipo AU - alternative universe - si interrogano proprio sui vari what if? che cosa succederebbe se... Harry Potter non avesse mai ricevuto la lettera da Howgards? Bella Swan fosse una studentessa ed Edward Cullen un miliardario appassionato di sadomasochismo?) Insomma, si può fare, ma a patto di allontanarsi abbastanza dal materiale di partenza e utilizzare soltanto il canovaccio e l'idea dei personaggi. La mia opinione personale poi è che se una storia è già stata scritta (e non importa in quale forma, che sia un film, un telefilm, una poesia, un romanzo, un racconto, una canzone etc.) ormai è già stata scritta. Ci sono moltissimi romanzi che adoro, film che adoro, telefilm che adoro e così via, ma esistono già. Il mio scopo in quanto scrittrice è creare qualcosa che ancora non esiste. Ovviamente posso e forse devo ispirarmi a ciò che conosco, che ho letto e che amo, ma quello che produco deve aggiungere qualcosa al grande mondo della narrativa - per quanto piccolo possa essere il contributo - e non copiare scena per scena qualcosa che esiste già. Voglio dire, quando ero piccola non sapevo che esistesse il romanzo di La Storia Infinita e ho provato tantissime volte a scriverlo io. Poi ho scoperto che c'era già, che il film era stato tratto da un romanzo e, per fortuna, ho conosciuto l'opera meravigliosa di Michael Ende.
  10. Ylunio

    Cosa state leggendo?

    Sto leggendo: Essere una macchina di Mark O'Connell, un saggio sul transumanesimo e su alcuni risvolti possibili (e impossibili) della tecnologia nei prossimi anni The Weird and the Eerie di Mark Fisher, un saggio su, appunto, the weird e the eerie in arte, letteratura, musica etc. The Inheritance di Robin Hobb e Megan Lindholm, una raccolta di racconti di quella che in realtà è un'autrice sola, con i suoi due pen name, quello destinato alla sua produzione fantasy e quello per la sua produzione fantascientifica, urban fantasy e così via. Il primo racconto in particolare mi è piaciuto moltissimo. The Sandman 1: Preludes & Nocturnes di Neil Gaiman che è un fumetto, ed è Sandman ed è di Gaiman e si commenta da solo In effetti alla lista manca un bel romanzo.
  11. Ylunio

    Aiuto trama

    Così a naso la trama mi sembra più coerente senza infilarci in mezzo qualcuno che li paga, il potente che sfrutta i ragazzini per rapire Aurora etc. Secondo me dei ragazzini di 16 e 18 anni non hanno bisogno di motivazioni forti per accanirsi contro qualcuno e adottare una serie di comportamenti deleteri verso e stesso e gli altri. O anche antisociali. Soprattutto se siamo in un contesto disagiato, povero, ignorante, dove magari sono stati abituati al fatto che vige la legge del più forte. Lo spirito di branco è una cosa forte, basta che i tre si incoraggino a vicenda e che, a un certo punto, nessuno dei tre possa tirarsi indietro per timore della risposta degli altri. Basta leggere un giornale qualunque per vedere che succedono tragedie tra i giovani abbastanza spesso. Davvero, spesso e volentieri la crudeltà non ha bisogno di spiegazioni articolate. Almeno, questa è la mia opinione.
  12. @Niko Ma io ci credo e lo spero che non siano tutti così. Per fortuna sono il tipo di persona che, dopo il disappunto iniziale, la tristezza etc., si riprende e ci scherza anche tanto sulle sue disavventure. Perché alla fine sono state disavventure e mi hanno insegnato un paio di lezioni Come ho detto prima, alla fine del mio post, ho imparato che del mio editor mi devo fidare. La prima, la signorina della casa editrice, non la conoscevo. La coppia invece sì, ho anche seguito un corso di editing e lavoro editoriale con loro, ma si vede che il mio romanzo non era nelle loro corde e gli errori di distrazione saranno stati dovuti (penso) al fatto che si erano, in un certo senso, arresi all'idea che il mio romanzo non fosse editabile. Ma comunque, sì, ho speranza. E credo fermamente nell'importanza della figura dell'editor. Almeno queste esperienze non sono riuscite a farmi cambiare idea in questo senso.
  13. Guarda, ti capisco perché ovviamente anche a me è capitato di essere smontata da un editor, però devo dirti la verità, ho avuto due esperienze diverse e nessuna delle due è stata positiva. Il mio primo incontro con una editor è avvenuto quando ho pubblicato il mio primo romanzo. La editor della casa editrice in questione ha letto il romanzo in una mattinata e fatto l'editing in forse una giornata. La maggior parte dei suoi interventi erano tagli al testo per "accorciarlo" e stare sotto un certo numero di pagine. E poi una valanga di complimenti. Poco prima di andare in stampa ho dato un'altra lettura al testo per i fatti miei e ho trovato una quantità immensa di refusi ed errori. Ho corretto tutto quello che ho potuto durante una notte insonne che ricordo come una delle più angoscianti della mia vita e poi ho dovuto dare il "visto si stampi". Ovviamente appena ho avuto una copia cartacea del libro tra le mani, l'ho aperto a una pagina a caso e ho trovato un errore. Seconda esperienza, molto diversa. Ho pagato una coppia di editor professionisti per sistemare il mio secondo romanzo, prima di rimandarlo in giro. Dopo un po' di tempo mi hanno risposto dicendo che dovevo ancora lavorare molto sul testo io e che loro non potevo correggerlo (oltre a fare altre osservazioni personali sul mio carattere che non ho capito cosa ci entrassero con la narrazione). Ho comunque guardato l'editing che avevano effettuato, intervenendo sulle prime 40 pagine o giù di lì, e ho trovato molti spunti interessanti e ho accettato praticamente tutte le loro correzioni... però ho notato anche che in alcuni punti non avevo compreso il testo e che alcune delle correzioni non avevano senso (es. durante una conversazione il personaggio X dà al personaggio Y la sua giacca per metterla su delle rocce bagnate e sedercisi sopra. Dopo qualche pagina, stessa conversazione, stesso setting, il personaggio Y si accoccola sulla suddetta giacca. Correzione proposta "petto al posto di giacca". In pratica si erano "dimenticati" che la giacca non era al momento addosso al personaggio X e, tra l'altro, sarebbe stato completamente out of character per il personaggio Y accoccolarsi contro il petto del personaggio X). Questo - e altri errori analoghi - mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non avevano letto il mio romanzo con la dovuta attenzione. Quindi, insomma, gli editor non sono infallibili. Come noi non siamo infallibili. Ma non sono neanche lì per farti i complimenti (davvero, sopratutto dalla prima editor avrei preferito meno complimenti e più sostanza). Certo, le osservazioni positive sono importanti quanto quelle negative, perché sottolineano i punti forti della tua capacità di scrivere, ma vanno prese con le pinze. Tanto quanto i commenti negativi che, secondo me, devono essere sempre motivati, altrimenti lo scrittore si trova nella posizione di non capire se quello che ha scritto è sbagliato e migliorabile, o, semplicemente, non incontra i gusti dell'editor (mi rifaccio al tuo commento circa il fatto che al tuo sembra non piacere Murakami e magari nella tua prosa ci sono dei rimandi al suo stile/tematiche). In pratica, secondo me, del tuo editor devi fidarti. Alla fine si riduce tutto a questo. Ma non ti scoraggiare. Come hai detto tu stesso, ci siamo passati tutti.
  14. Volevo ringraziare tutti per le risposte e dirvi che alla fine uno dei tre progetti si è "scelto da solo" e mi ci sto dedicando con molta attenzione e felicità
  15. Ylunio

    Scrittura di un libro da esordiente

    Mi sembri un po' confuso. Prima di tutto vorrei dire che mi ha fatto sorridere il titolo, perché insomma, "scrittura di un libro da esordiente"... credo che tutti gli scrittori abbiano scritto un libro prima di fare il proprio esordio Ma a parte questo, secondo me ti stai facendo troppe domande. Tu comincia a scrivere, per una mano. Anzi, visto che si tratta di un saggio, comincia a fare tutte le ricerche del caso, a ordinare il materiale e a vedere esattamente di cosa vuoi parlare e come (in ordine cronologico? tematico? in un modo completamente diverso e originale?). Poi, per rispondere ai tuoi quesiti, in ordine: Pensa prima al contenuto. Senza contenuto della copertina te ne fai poco. Il numero di capitoli dipende da quello che ho detto prima, e cioè dal modo in cui vuoi affrontare l'argomento. 500 pagine di saggio, poi, mi sembrano tantissime! Anche questo dipende. Se fai self-publishing potresti ricorrere a un servizio tipo print on demand, in cui stampi le copie man mano che ti servono, non hai bisogno di pensare a una tiratura iniziale. Anche il prezzo, dipende tantissimo dal numero di pagine, da quanto vuoi guadagnare rispetto a quanto vuoi investire etc. Se sai usare già un programma per l'impaginazione, allora usa quello. Ecco, questa è la domanda che mi ha lasciato più perplessa. "Quanto e per quanto al massimo scrivere al giorno?" Scrivi quanto vuoi. Finché sei ispirato e hai idee e hai voglia e hai cose da dire. Non è un lavoro di ufficio (nonostante esistano scrittori molto rigorosi che dedicano alla scrittura un certo numero di ore). E comunque non è qualcosa che può dirti qualcun altro. Scrivi e basta. Detto ciò, mi sembri più preoccupato dall'oggetto libro che non dal saggio in sé. Prima di preoccuparti di queste cose, assicurati di avere ben chiaro cosa vuoi scrivere, come lo vuoi scrivere, e, soprattutto, di avere voglia di scriverlo. Per il resto, divertiti. Perché se è un argomento che trovi divertente e stimolante, al momento, non dovresti preoccuparti di altro
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