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Ylunio

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  1. Ylunio

    Purismo letterario...si o no?

    Sono andata a leggere il racconto di @Roger75, giusto per capire cosa avesse generato questa riflessione. Secondo me c'è un problema di fondo. Ovvero, quello che tu chiami "purismo letterario" è semplicemente il "rispetto della lingua". Io ho studiato linguistica, letteratura etc. e sono la prima a sostenere che la lingua la fanno i parlanti e non la grammatica (è un dato di fatto che molti si rifiutano di accettare), ma qui ci si sta dimenticando, arte a parte, e purezza a parte, che lo scopo principale della lingua è quello di fare passare una comunicazione, un messaggio, quella storia, quei contenuti a cui tu sembri tenere tanto. Ecco, il problema della forma carente (chiamiamola così), degli errori di grammatica, della punteggiatura a casaccio, è che ostacola il passaggio di questo messaggio. Se io devo rileggere una frase due o tre volte volte per capire che cosa vuole dirmi l'autore, perché i verbi non sono accordati nel modo giusto, la virgola è messa in un punto che rende ambigua la frase, allora dopo un cinque o dieci minuti abbandono il testo. Tu metti tutta la questione in un unico calderone, forma e contenuto, come se l'affinarsi dell'uno si svilisse l'altro per mantenere una sorta di equilibrio, quando non è così. La forma serve a veicolare il messaggio, la forma è serva del contenuto, senza la forma non ci può essere contenuto. Poi è ovvio che, con consapevolezza e con tutte le motivazioni del caso, si possono infrangere le regole di grammatica, si può scrivere una frase stridente, si può iniziare una frase con la congiunzione. Ma le regole bisogna conoscerle, e il messaggio deve passare comunque, altrimenti stai più o meno scrivendo solo per te stesso, perché tu sai già cosa vuoi dire.
  2. Ylunio

    Fin quanto si può spingere la voce narrante e il punto di vista?

    Allora, io non direi che ci sono delle regole del tipo "questo si può fare e questo non si può fare". Si può fare tutto, l'importante è farlo con consapevolezza. Puoi cambiare punto di vista, saltare dalla prima alla terza persona, dal presente al passato, tutto quello che vuoi, a patto che il romanzo funzioni. Se il romanzo funziona, tu non ti perdi, e il lettore non si perde, allora tutto a posto. Certo, per fare funzionare un romanzo in condizioni diverse della normalità (es. terza persona limitata, passato remoto) bisogna avere i mezzi letterari e linguistici per farlo, ma non c'è nessuna regola che dice che non si può fare. Se alla fine funziona, va bene. Ti invito comunque a sperimentare, anche perché alcune cose che ci sembrano bellissime nella nostra testa, poi magari messe su carta non lo sono poi tanto.
  3. Ylunio

    Tempo massimo di pubblicazione dell'opera

    Un termine massimo stabilito dalla legge, no, non mi pare. Questo è proprio il genere di cosa che viene discussa in un contratto di edizione. Come vedi la clausola sui tempi di pubblicazione è presente.
  4. Ylunio

    Tempo e pov preferito

    Io preferisco leggere quello è che più adatto al libro che sto leggendo
  5. Ylunio

    Protagonista femminile forte/dominante e altri dubbi

    La trama che hai descritto mi ricorda moltissimo quella di un manga giapponese intitolato Ooku - Le stanze proibite Ti copio la trama da Wikipedia: In un periodo temporale alternativo della storia giapponese feudale, uno stranissimo e misterioso morbo che colpisce esclusivamente la popolazione maschile ha causato una massiccia riduzione degli uomini in tutto il paese, tanto che le donne devono cominciare ad occuparsi anche dei lavori più eminentemente maschili. La struttura sociale cambia in tal maniera radicalmente; dopo 80 anni dal focolaio iniziale il rapporto uomo-donna è di 1/4. Il Giappone è diventato completamente matriarcale, con le donne in possesso d'importanti cariche politiche e gli uomini che fanno da consorti. Solo una delle donne più potenti, a capo dello shogunato Tokugawa, può permettersi un intero harem di uomini belli e improduttivi, gli ooku. Io ho visto il film giapponese tratto dal manga e mi è piaciuto molto, anche se nel film la storia è più incentrata sui protagonisti maschili che sulla Shogun. Comunque, se vuoi sapere se una storia simile potrebbe vendere o essere ritenuta interessante, visto che esiste (almeno) un precedente di successo, direi di sì
  6. Ylunio

    Dialoghi e coerenza: incubi atroci

    @AceOfSpades Per quanto riguarda le spiegazioni, io mi limiterei solo alle cose che sono veramente importanti per la trama. E ti faccio un esempio. Mettiamo caso che tu stai ambientando la storia in un mondo fantasy. In realtà tu scegli già di non spiegare alcune cose perché sono uguali a quelle del nostro mondo e assumi che il lettore le dia per scontate (Come mai una mela se si stacca dal ramo cade dall'albero? Non stai lì a spiegare la forza di gravità), però se una cosa è strana per il lettore, ma è normale per i personaggi (in un mondo dove la gravità non esiste, la mela si stacca dal ramo, ma non cade dall'albero) allora la spiegazione rischia di suonare astrusa e ridondante, perché avviene all'interno della narrazione, tra personaggi che sanno come funzionano le cose: sarebbe come spiegare la forza di gravità. Diverso è se stai cercando di spiegare al lettore qualcosa che anche i personaggi ignorano (es. I personaggi rimangono sorpresi dalla mela che non cade dall'albero e anche loro cominciano a staccarsi da terra e non hanno idea di cosa sta succedendo. I lettori e i personaggi sono sullo stesso piano). Per quanto riguarda i dialoghi, a me piace leggerli ad alta voce per essere sicura che suonino bene. Poi alterno botta e risposta di qualche riga (raramente più lunghi, anche se nel mio ultimo romanzo mi è capitato di scriverne uno di qualche pagina, ma era motivato e poteva avere senso solo così) con dialoghi inframmezzati da descrizioni consistenti. Cerco di evitare i dialoghi come quelli dell'esempio fornito da @Marcello, anche se devo ammette che i miei primissimi approcci alla scrittura dei dialoghi tendevano ad avere quell'aspetto. Comunque, per toglierti qualunque dubbio, prova a dare un'occhiata agli scrittori che ti piacciono, vedi come loro gestiscono i dialoghi, specialmente dialoghi che ti sembrano particolarmente belli e piacevoli da leggere.
  7. Ylunio

    Costanza

    Io personalmente ho un piccolo quaderno per gli appunti. Ho difficoltà nel prendere appunti col cellulare, finisco sempre con lo scrivere di meno e frasi più corte, e onestamente un taccuino e una penna non prendono molto spazio. Per il resto concordo che non deve essere obbligatorio scrivere ogni giorno, però, sempre per esperienza, a volte basta aprire il file di testo, rileggere qualche riga e magari cominciare a sforzarsi di scrivere e poi le parole arrivano. Una volta saranno 300, un'altra volta 3000, ma arrivano.
  8. Ylunio

    Recensione negativa

    Sono molto d'accordo su questa cosa e, devo dire la verità, questo post mi ha dato molto da pensare. Secondo me chiedere ad amici e parenti di scrivere recensioni positive su Amazon, o altrove, è scorretto quanto scrivere una recensione negativa perché si prova antipatia verso l'autore. Ma nessuno può impedire che accada. Tuttavia, alla fine l'estratto è sotto gli occhi di tutti, gratuitamente, e chiunque può giudicare con i propri parametri se interessato a proseguire nella lettura, indipendentemente dalle recensioni. E in una lotta tra "opinioni personali di persone a caso" e "l'effettivo contenuto del libro" vincerà sempre l'effettivo contenuto del libro. Se mi piace quello che leggo, lo compro. Se non mi piace, no. Indipendentemente da tutte le stellette possibili e immaginabili.
  9. Sarò brevissima. Il mio contratto editoriale è scaduto a Marzo e qualche settimana fa un mio conoscente mi ha contattato per dirmi "Ehi, ho comprato il tuo libro!". Dove? Su Amazon. A me non importa ricevere royalty o niente del genere per un singolo libro venduto mesi e mesi dopo la scadenza del contratto, ma mi chiedevo, in effetti, a contratto scaduto, se queste cose siano normali. Se il mio libro possa essere ancora acquistato on-line o in libreria perché ci sono delle copie in giro.
  10. Ylunio

    Recensione negativa

    Scusami, ma vedo che il tuo libro è disponibile gratuitamente, come fai a sapere che non l'ha comprato? Tra l'altro è possibile anche leggerne un estratto bello lungo direttamente su Amazon, magari si è basato su quello?
  11. Ylunio

    United stories

    Qualcuno ha avuto notizie da questa agenzia? Leggo tra l'altro sul loro sito che al momento hanno chiuso la finestra di invio manoscritti.
  12. Ylunio

    La lunghezza di un romanzo

    Non so quanti di voi bazzicano nell'ambiente internazionale dei giovani (più o meno) scrittori esordienti, ma a Novembre si è concluso il NaNoWriMo, il National Novel Writing Month. Scopo del NaNoWriMo, che ha un suo sito ufficiale, ed è un'iniziativa molto seguita, è quello di spingere gli scrittori a buttare giù una prima stesura del proprio romanzo in un mese. NaNoWriMo chiede a tutti gli scrittori di raggiungere l'obbiettivo delle 50.000 parole, offre un sistema per monitorare il numero di parole scritte al giorno, dei "premi" per alcuni traguardi raggiunti e così via dicendo. Il NaNoWriMo è finito da poco, e io non ho assolutamente raggiunto il traguardo delle 50.000 parole, ma sono rimasta con questo desiderio di contare le parole che stavo scrivendo. Ho trovato un sito web che permette di fare la stessa cosa di NaNoWriMo, ma con un target a scelta (non per forza 50.000 parole) e devo dire che mi sta dando molta soddisfazione. Però, a questo punto, ho cominciato anche a cercare in giro informazioni sulla lunghezza media dei romanzi. Sui romanzi italiani si trova pochissimo, ovviamente. Quindi, un po' per curiosità, un po' per confrontarmi con altri scrittori, sarei curiosa di sapere, più o meno, da quante parole sono composte i vostri romanzi e a che genere appartengono. I Fantasy e i romanzi di Fantascienza sembrano essere quelli un po' più "ciccioni" (probabilmente per via di tutto il worldbuilding necessario). Inoltre, vi viene mai il dubbio che il vostro romanzo possa essere troppo lungo/troppo corto? Fatemi sapere Sono sinceramente curiosa.
  13. Ylunio

    l'accento francese di chi parla in italiano

    Concordo con @Marcello Non mi sembra il caso di trascrivere "foneticamente" la pronuncia non corretta del personaggio. Basta dire che ha un accento francese, magari se ha difficoltà con qualche parola in particolare lo puoi fare notare, per esempio se un altro personaggio fa fatica a capirla, ma non andrei più in là di così. Sempre che, appunto, tu non abbia intenti comici. Anche perché alla lunga immagino che non sia solo noioso per te da scrivere, ma anche per il lettore da leggere.
  14. Ylunio

    Promozione su instagram

    Scusa, ma non sono d'accordo. Non posso parlare per Instagram, dove sono presente più come lettrice che come scrittrice, ma su Twitter mi sto trovando benissimo. La #writerscommunity è molto attiva e molto accogliente, ci sono un sacco di persone con cui parlare e scambiarsi le idee. Certo, a livello di crearsi un pubblico è più complesso perché la community lì è internazionale, ma si organizzano un sacco di cose. Oggi per esempio è il giorno del #PitMad in cui ognuno posta il pitch (in pratica, la trama in pochissimi caratteri) del proprio romanzo usando quell'hashtag e diversi agenti letterari vanno lì a cercare i pitch che li convincono di più e a volte contattano gli autori. Twitter offre tantissime possibilità.
  15. Ylunio

    L'omissione calcolata

    Sto scrivendo un romanzo di fantascienza e mi trovo più o meno nella stessa situazione. Nel mio caso il protagonista è immerso in una società che per lui è normale, ma per il lettore, ovviamente, non lo è, e fornire spiegazioni è molto ostico, ed è altrettanto ostico dosare queste informazioni. Io sto cercando il più possibile di basarmi su altri fattori, tipo: spiegare questa cosa è funzionale alla narrazione? L'esistenza di questo dettaglio, oltre a illustrare questo dettaglio in particolare, spiega anche qualcos'altro, come il rapporto tra due personaggi, oppure la morale di un dato personaggio, il suo modo di vedere le cose? Per dire, a un certo punto ho tirato in ballo una cosa che sì, è più o meno futuristica, ma so benissimo che il lettore può arrivarci da solo a come funziona, o a che cosa è nel dettaglio, spiegarlo non aggiunge niente alla storia (tranne uno spiegone inutile) e quindi niente, l'ho tirata in ballo così, e non l'ho spiegata. In altri casi però, sì, mi sono "dilungata" in spiegazioni - spero - non noiose e - spero - funzionali alla narrazione. Insomma, è un gioco sottile di equilibri.
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