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perseveranza

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    Torino
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    scrittura, didattica per l'infanzia, grafica, design, tango argentino

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  1. I titoli più belli dei libri

    Uomini senza donne di Haruki Murakami Gli amori difficili di Italo Calvino Non avevo capito niente di Diego De Silva Mi piace molto anche Delitto e castigo, ma se fosse stato tradotto fedelmente sarebbe stato: Il delitto e la pena, che è certamente meno suggestivo.
  2. Strani trattini lunghi

    È trascorso più di un mese dalla mia richiesta di spiegazioni inoltrata a La nave di Teseo, ma non ho avuto nessuna risposta, quindi non so ancora di preciso che cosa significhino questi strani trattini lunghi, dopo i quali si va sempre a capo. Compaiono sia nel discorso diretto che nella parte narrata del libro "La guardarobiera di Patrick McGrath. Oggi navigando sulla rete ho trovato questo a proposito dell'illustre poetessa: "Il linguaggio della Dickinson è semplice e lo stile caratterizzato da digressioni enfatiche e uso poco convenzionale delle maiuscole, delle lineette telegrafiche, le rime asimmetriche, le voci multiple e le elaborate metafore è diventato un segno di riconoscimento della sua opera poetica." Se qualcuno di voi mi sa dire di più su queste lineette telegrafiche, ben venga a illuminarmi. Grazie!
  3. Cosa state leggendo?

    Sto leggendo "Uomini senza donne" una raccolta di racconti di Haruki Murakami. Per ora ho letto solo un racconto. Ho letto l'ultimo che è quello che dà il titolo alla raccolta. Pur amando molto questo autore, devo dire che per ora non sono tanto entusiasta. Questo racconto è scritto benissimo, parte con un incipit da grande maestro, però secondo me si arena un po' nel mezzo e alla fine lascia quel senso di incompiuto... volti l'ultima pagina, ci trovi soltanto tre righe e resti sospeso...
  4. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    CaterSpillar: mezzo pesante usato come strumento per spillare tangenti per appalti di lavori stradali. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  5. Il gioco del Testo Alfabetico

    Zafferani, – osservò guardingo un satrapo erudito – dovrebbero quietare animosi turbamenti. Imperturbabili fenici offrivano resti, nonostante evidenti provvigioni legali. Hittiti ardimentosi minavano valichi importanti, benché ussari zoroastriani governassero Ungheria senza entusiasmo. – Ditemi, quindi andarono trionfanti in foreste o radure? – No, essi praticamente lasciarono Hamurrabi maleodorante; volevano incensarlo, benché urlasse. Zefiro, orripilato, guardava uomini sdraiarsi estasiati RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  6. Due righe di presentazione

    Benvenuto nel forum, Francesco. Certamente potrai trovare tanti utili spunti e ti siamo grati per quanto vorrai condividere, così può diventare un'esperienza arricchente per tutti! Buona scrittura e buon anno
  7. Strani trattini lunghi

    grazie @nanoFatato della tua attenzione e del tuo parere. In effetti anche qualcun altro mi aveva detto così, salvo ricredersi vedendo che c'è anche nella parte narrata. Comunque oggi ho provato a scrivere alla redazione de La nave di Teseo, in merito alla questione. Vediamo quanto tempo impiegano a rispondere e che cosa rispondono.
  8. Strani trattini lunghi

    Grazie @swetty hai ragione, io mi mi stavo chiedendo dove inserire il mio quesito. Prima avevo pensato di inserire questo quesito in "trattini e virgolette nei dialoghi" ma in effetti non sarebbe stata la collocazione giusta. Grazie di aver aperto questa nuova discussione.
  9. Strani trattini lunghi

    Sto leggendo "La guardarobiera" ultimo romanzo dello scrittore Patrick McGrath, celebre autore di Follia, anche se per me il suo capolavoro è Il Morbo di Haggard. Mi piace questo autore per i suoi approfondimenti psicologici sulla personalità umana. Non a caso è figlio di uno psichiatra che era direttore di un ospedale psichiatrico. I suoi libri più belli in Italia li ha pubblicati Adelphi. Il suo penultimo libro, L'estranea, era uscito con Bompiani; non era tra i migliori ma mi era piaciuto. Invece con La Guardarobiera non riesco a procedere nella lettura. È stato pubblicato da La nave di Teseo. Non so se sia a causa della traduzione non eccelsa, in ogni caso c'è qualcosa che inceppa la lettura e questo romanzo mi obbliga spesso a tornare indietro per poi riporlo sul comodino. E quando lo riprendo, come prima, non scorre. Inoltre c'è una cosa che mi sta facendo arrovellare il cervello e non riesco a venirne a capo, quindi chiedo il vostro aiuto. Spesso a fine paragrafo compare un segno che non conosco e non so attribuirgli significato. È un trattino molto lungo e sottile. Non un semplice trattino lungo, è esattamente il doppio di un trattino lungo. Inoltre al contrario degli altri trattini che si distaccano con uno spazio dall'ultima lettera, questo è appiccicato all'ultima lettera. La prima volta che l'ho trovato ho pensato a un refuso, poi invece l'ho trovato talmente tante volte che non è possibile sia un refuso. Lo trovo più o meno ogni due pagine e non so perché ma cade quasi sempre in una pagina dispari. Può essere all'interno di un discorso diretto e in tal caso è seguito dalle virgolette alte che chiudono il discorso. Ma lo si trova anche nella parte narrata. Non intende sostituire i tre puntini di sospensione che peraltro vengono usati senza troppa parsimonia. Non riesco ad attribuire un significato a questo simbolo e anche questo fatto rallenta la lettura di un romanzo che comunque di per sé non mi pare un gran capolavoro. E dire che noi, appassionati di MacGrath, lo aspettavamo da quattro anni! La Nave di Teseo avrebbe dovuto mettere questo simbolo in legenda se proprio voleva usarlo. Ho già chiesto ad amici lettori ma nessuno mi ha saputo dare spiegazioni. Spero nel vostro aiuto. Grazie e buon anno!
  10. Auguri Andrea28!

    Tanti auguri @Andrea28 , che sia un anno pieno di belle ispirazioni!
  11. Auguri Marcello!

    Anche se in ritardo auguri a Marcello con infinita stima e simpatia, e grazie per tutti i tuoi fantastici contributi e per la passione che ci metti.
  12. Ciao a tutti

    Benvenuta Erika e tantissimi auguri! Che sia per te un meraviglioso 2018 pieno di scrittura e di soddisfazioni.
  13. E/O dice di no ad Amazon

    Ecco vedo che ci capiamo! I piccoli hanno sempre la peggio, siano essi librai, editori, artigiani. Le agevolazioni fiscali non sono certo per loro. Certamente il problema non è soltanto circoscritto ad Amazon e quando dicevo siamo incaprettati mi riferivo al mondo globale in senso più ampio. Io detesto pure i megacentri commerciali che hanno distrutto le piccole attività commerciali e piccoli imprenditori. E/o ha fatto un un bel discorso in merito alla sua disputa su Amazon e per chi non li conosce sembrerebbero anche sinceri e attendibili. In realtà sono d'accordo con @JPK Dike quando dice che alla E/o non gliene frega un bel niente dei lavoratori di Amazon. Pensano solo ai loro guadagni e di certo non gliene importa neppure nulla di investire su nuovi autori. Ecco infatti che traducono romanzi di autori che hanno già avuto successo all'estero così non rischiano nulla, proprio come nel caso de L'eleganza del riccio.
  14. Edizioni e/o

    Tutto questo è una ulteriore conferma a ciò che già sapevo per mia esperienza personale e per averlo sentito da altri in diverse occasioni. A questo punto però ho una bella riflessione da fare. Avete seguito la faccenda del rifiuto da parte di e/o a collaborare con Amazon. Dicono che non possono accordare quegli sconti perché così facendo non avrebbero più i soldi da investire nella ricerca di nuovi autori. Prego? Ma che cosa hanno mai investito? Sono praticamente blindati e inaccessibili. Ora loro si sento trattati ingiustamente da Amazon. Ma loro come hanno trattato gli autori? https://www.edizionieo.it/news/1440/le-edizioni-eo-dicono-no-ad-amazon
  15. E/O dice di no ad Amazon

    È come dire "è la prima volta che sento che la Terra si sta surriscaldando e ci sono problemi climatici". Certo può succedere di non essere mai incappati in articoli sull'argomento ma è davvero difficile perché ne sono usciti a valanghe, sui più grandi quotidiani, sui free press; poi girava anche il video su FB di un ex dipendente di Amazon, ne hanno parlato in molte trasmissioni televisive tra cui Reporter. Se ne è parlato recentemente in occasione dello sciopero nei giorni del Black friday nello stabilimento di Amazon vicino a Piacenza. Riuscire a offrire prezzi così bassi e tempi così brevi ha un costo altissimo per i lavoratori. Il lavoro è ripetitivo come una catena di montaggio. Le patologie al tunnel carpale, al collo o alla schiena non si contano. Quando si tratta di stilare il foglio che registra il malessere, i manager fanno pressione perché non si scriva che le patologie sono correlate al lavoro. Amazon risucchia i lavoratori e li vuole nel pieno della loro efficienza, quando non sono più così, offre un incentivo perché se ne vadano. Io come autore ho pubblicato qualche anno fa con due piccoli editori che mi hanno dato scarsissima visibilità. Per i libri successivi avevo pensato ad Amazon ma poi ho avuto una battuta d'arresto perché mi turba l'idea di divenire complice di tutto questo. È due anni che aspetto di decidere, francamente mi sono fermata quando ho visto alcuni video che documentavano uno scempio che mi ha fatto pensare agli schiavi nelle piantagioni di canne da zucchero. Tuttavia, quando e/o e altri editori dimostrano di non investire nulla sugli autori italiani, mi ritrovo a pensare con infinita tristezza che non avremo altra scelta...
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