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Pouzinha

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    Realista Cruda

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    Donna
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    Rio de Janeiro
  • Interessi
    lingue straniere, letteratura, ciclismo, gatti, conigli, Pou...

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  1. Grazie innanzi tutto per la fiducia. Rispondendo anche a Chiara, devo dire che la mia esperienza non esattamente positiva è stata purtroppo dovuta anche al fatto di essere stata contattata dalla spammatrice di turno dopo un niente dall'iscrizione. Se neanche fai in tempo a iscriverti che già ccomincia la persecuzione dello spammatore/spammatrice di turno, non è un buon inizio. Se poi quello che il personaggio in questione vuole letto e votato positivamente fa cascare le braccia, peggio. Iniziare con inimicizie rovinerebbe la carriera non soltanto allo scrittore in erba, ma pure a un potenziale professionista.
  2. Pouzinha

    vendite all'estero e dichiarazione dei redditi

    Si, è vero, ma l'Italia richiede che la dichiarazione vada comunque presentata, pur in presenza dell'accordo volto a evitare la doppia tassazione. E così come l'Italia, anche altri paesi senz'altro. Quindi, pur in assenza di obbligo di pagare le tasse, rimane l'obbligo di presentazione della dichiarazione. Dunque il punto è: obbligo di contrattare un commercialista per ogni paese in cui si vende? Perchè ritengo impensabile che uno scrittore sia in grado di compilare decine o centinaia di dichiarazioni tutto da sè, considerando che ciascuna va compilata nella lingua del paese in questione. Il punto è più burocratico che altro, non certo volontà di aggirare il sistema fiscale di questo o quel paese. E per pagare le tasse, poi, è necessario essere titolari di un conto corrente nel paese in cui si produce il reddito (es. l'AdE non accetta bonifici esteri). Per l'Italia, comunque (e senz'altro anche altrove in UE, anche se non dappertutto), produrre reddito nel territorio attrae il domicilio fiscale anche se chi lo ha prodotto risiede veramente all'estero pure per ben oltre i sei mesi consecutivi.
  3. Pouzinha

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    D'accordissimo con Marco. Aver pubblicato con una grande casa editrice, oggi come oggi non fa minimamente la qualità. Le grandi CE vendono nomi e marchi spesso anglofoni, che per il comune sentire sono di serie A solo in quanto tali. Oggigiorno basta essere anglofono (paesi angli industrializzati, specie States) per diventare un solito noto in meno di niente, è una realtà sotto gli occhi di tutti, ma che passa quasi inosservata. Mi è capitato tranquillamente di leggere opere scritte coi piedi provenienti dai soliti noti, ma cionostante hanno fatto palate di miliardi ugualmente, perchè il marchio in sè e per sè è bastato a vendere (e ovviamente è bastato alle CE per chiudere uno e l'altro occhio). Non dico ora che tutti i libri pubblicati da italiani siano indistintamente da dieci e lode, ma lo spartiacque del luogo comune la fa oramai da padrone.
  4. Pouzinha

    vendite all'estero e dichiarazione dei redditi

    Da tempo ho un dubbio che non mi abbandona e cioè come dichiarano i redditi gli scrittori che riescono a vendere in parecchi paesi del mondo, a seguito ovviamente di traduzione delle loro opere? Non che la cosa mi riguardi attualmente, anche se al momento sto riuscendo a monetizzare i miei e-book per vie che qui non sto a dettagliare perchè non è la sede (per amore alla corretta informazione, dico solo che sono del tutto legali, regolari ed esentasse, tipo l'uso per i miei alunni di lingue). Conoscendo la legislazione italiana, che in teoria obbligherebbe alla dichiarazione anche autori stranieri, per il solo fatto che stanno producendo reddito in territorio italiano, ma se uno scrittore vende per es. in 27 paesi, deve quindi contrattare 27 commercialisti per presentare 27 dichiarazioni? E come paga le tasse, se non ha un conto corrente in ciascuno di questi 27 paesi? Insomma, m'è venuto questo dubbio che mi rode perchè la cosa pare troppo farragginosa. E non sia mai che nella vecchiaia (se ci arrivo) mi venissei mente di tradurre i miei e-book nelle lingue che conosco e immetterli sul mercato (online) dei paesi in cui queste lingue si parlano (non ora, non ne ho il tempo materiale, men che meno il denaro da spendere per delegare a colleghi traduttori)? Come fanno con fisco e tasse gli autori che vendono in molti paesi esteri? Spero non aver posto una questione troppo difficile, perchè mi rendo conto che quando si legge un volume divulgato in giro per il mondo, l'ultima cosa che viene in mente al lettore di turno è come abbia fatto l'autore con fisco e tasse di ogni paese in cui produce reddito.
  5. Usata per un brevissimissimo periodo (ci avrò fatto al massimo 3 capate da iscritta), quando ancora non avevo ben chiaro di che si trattasse. Ma quando ho visto il livello di quello che ci passa, mi sono defilata. Il guaio è che per avere visibilità, tocca scendere a compromessi a volte inaccettabili, vale a dire voti positivi a materiale che, fosse solo illeggibile passi pure, ma a generi ai quali per motivi etici (sia religiosi che morali che anche solamente per coerenza con se stessi) non ci si avvicinerebbe mai. Quand'anche assente la ragione di cui sopra, c'è da considerare che wattpad non paga i nostri scritti. Ok, non in via generale, ma le opere pagate sono davvero in via del tutto eccezionale e cioè quelle poche con eccesso di consensi. E qui abbiamo un gatto che si morde la coda: per ottenere eccesso di consensi, si deve consentire all'inconsentibile (scusate il gioco di parole) e non solo: è necessario avere parecchio, ma parecchio tempo libero per mettersi a leggere centinaia e migliaia di pagine e pagine, oltre a quello necessario per postare i propri lavori (per forza di cose). Cosa che chi lavora a tempo pieno perchè ha famiglia da mantenere, non può ovviamente permettersi. Ecco spiegato il perchè del livello adolescenziale di wattpad, dove il chick-lit circola alla stragrande: la quasi totalità degli utenti apparterrà a una fascia di età tra i 14 e 17 anni.
  6. Pouzinha

    Streetlib: è veramente ok? Ho molti dubbi!

    La mia esperienza è stata in linea di massima positiva, ma avevo pubblicato con Streetlib quando ancora non c'era il tetto minimo dei 30 euro. Il punto è che non avevo speso nemmeno un soldo (avevo provveduto a copertina e illustrazioni -dove servivano- di persona), quindi perdite zero, pure a fronte di poche vendite. Allora si poteva -non so se attualmente si possa fare o i tempi sono cambiati- caricare i files in formato ODT (writer openoffice) e per la pubblicazione avevo scelto PDF. Purtroppo non potrò più pubblicare con loro perchè non sto in Italia e per il mio terzo e-book (terminato di scrivere -era ora -, ma mancano edizione, copertina, trama e formattazione -alle quali provvederò come al solito di persona) avevo in mente Create Space (che ho scoperto l'altro ieri essere stato acquisito da Amazon). Ovviamente dovrà, per forza di cose, essere ospitato dalla piattaforma del mio nuovo paese. @Amleta, mi dispiace per l'accaduto
  7. Pouzinha

    Dopo due anni di Self, continuerò?

    Perchè ogni 5 mesi?
  8. Pouzinha

    Quale genere proprio non vi piace leggere?

    E siamo in due anche qua. Quanto al genere propriamente sentimentale, devo però fare un distinguo: se si tratta di sentimental soft, il cui intorno è un'ambientazione seria, dove il tema dominante non sia unicamente sentimentale, allora lo gradisco senz'altro, ma i sentimentali tout court e gli harmony lungi da me. Neppure gli horror e i fantasy che rasentano l'occultismo. Fantascienza invece mi piace parecchio.
  9. Pouzinha

    Ginia in Ingresso

    Se vuoi contattarmi comunque anche solo per uno scambio di idee, sentiti libera di farlo, questo è anche un posto per fare nuove amicizie. Qui nel corso del tempo ho incontrato amici cari e qualcuno di loro è anche diventato mio lettore. Mi spiace solo che non posso più essere presente come facevo un tempo, per la priorità che hanno impegni universitari e telelavoro
  10. Pouzinha

    Ginia in Ingresso

    Ps: mi scordavo (e quando mai), se ti servono delucidazioni per il self-publishing, sentiti libera di scrivermi in privato
  11. Pouzinha

    Ginia in Ingresso

    @Ginia, innanzitutto buon ingresso. Al self-publishing non hai pensato? Oppure preferiresti il percorso tradizionale? Quello che ho da sempre boicottatto alla stragrande
  12. Pouzinha

    Dopo due anni di Self, continuerò?

    Come capisco. La mancanza di tempo libero, che mi ha tenuta lontana da qui per 3 mesi (e ancora non so dire tra quanti mesi potrà esserci il mio prossimo ingresso), è la stessa che mi sta impedendo di terminare il mio terzo e-book. Vero è che sono andata avanti, che sono arrivata all'ottavo capitolo e ho abbozzato il nono e il decimo (saranno in tutto 10 più una postfazione). Ma poi ci sarà appunto una bella revisione con tanto di editing e formattazione. La copertina sarà la meno cosa. Però, pur trattandosi di un e-book piccolino, temo che di questo passo sarò costretta a pubblicarlo postumo, perchè riesco a malapena a dedicarmici nei ritagli di tempo che si restringono sempre più. Invece che diminuire, gli impegni aumentano e dato che purtroppo non si può vivere di scrittura in America Latina tanto quanto in Italia, studio e lavoro (mettiamoci poi anche la salute, quando arriva qualche paturnia anche su questo fronte) hanno sempre la priorità. Nè d'altra parte mi contenterei di vivere soltanto di scrittura, perfino se potessi...
  13. Pouzinha

    Sostituto di Word?

    Purtroppo sono 3 mesi che non entro e riesco a rispondere solo adesso (il punto è che studio e telelavoro vengono per forza di cose per primi). Da parte mia posso rispondere che gli unici scritti che i miei dispositivi portatili vedono sono le note che mi servono per non dimenticare scadenze, visite mediche ed esami clinici, quando sono sovraccarica di incombenze al punto da rischiare di scordarmene qualcuna. Trovo schermo e tastiera dei dispositivi diversi dai pc troppo infimi (senza offesa, mi riferisco all'estrema piccolezza) per riuscire a lavorarci a dovere. Scrivere con quelle tastiere per me significa impiegare il triplo o il quadruplo di tempo rispetto a un pc. Usa il tool automatico, quello che indovina le parole, mi si potrebbe rispondere, al che, però, vedendo i bei fiori ortografici dei messaggi dei miei colleghi che lo usano (tranquilli, non sono scrittori), mi sono resa conto che il tool indovina quel che più garba a lui e poi loro poveretti fanno il doppio della fatica per scrivere di nuovo quello che in realtà volevano dire. A quanto detto , aggiungo che nascono poi altre 2 paturnie: 1) la possibile o probabile incompatibilità multidispositivo, perchè una volta passato lo scritto a pc, bisogna vedere se e come quest'ultimo riesce a leggere un lavoro svolto su di un programma di scrittura dedicato ad androis/ios (se il dispositivo fosse marchiato windows non dovrebbero esserci problemi...tranne che per i linuxiani) 2) nel mio caso, scrivo plurilingue, quindi mi servono ora una ora l'altra e l'uso del tool velocizzante si trasformerebbe in pandemonio Se poi ci metto che per gli scritti per la mia università è imperioso l'uso di windows, anche se per i lavori diversi dalla tesi di laurea possono soprassedere sull'uso di word, la frittata allora è fatta. Per chiunque voglia usare il cellulare per scrivere, non so in realtà se e quanto lo consiglierei. Specie se si tratta di scrittura professionale, dato che il rischio di perdita dati è ben più alto di quello su pc.
  14. Pouzinha

    Fare di persone reali i propri protagonisti

    Scusami, ho scordato di chiederti se per te la scrittura sarebbe anche un modo per intraprendere una carriera di scrittrice (non necessariamente a tempo pieno e vivendo unicamente di scrittura, ma magari come secondo lavoro in alcuni ritagli di tempo), dato che ho capito che ne vuoi pubblicare più di uno, di libro.
  15. Pouzinha

    I Retroscena delle Case Editrici

    ps: scusate la riga saltata, m'è uscito un errore di formattazione senza volere
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