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Lilian

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  1. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Amico mio, c'é scritto PUOI Non di NON farlo. E sì lo scrivo maiuscolo perché sinceramente i mod di qui mi hanno rotto le balle, quindi vi saluto anche. SE intasa. Cosa che non fa in questo caso, visto che se non si capisce il collegamento tra quello che scrivo e l'origine del topic (cosa per me chiarissima, e ripeto l'ho aperto IO il topic, quindi lo saprò ?),specificarlo aiuta anche altri che passano di qui magari con gli stessi dubbi. Non è un "intasamento" ma valore aggiunto. Magari impara tu a leggere l'italiano Uno che mi interviene sulle maiuscole, e vabbé... passa Uno che mi interviene sugli spazi quando organizzo una petizione su impulso di gente su forum SPEZZANDOMI il topic e facendolo finire chissà dove. Ovviamente gli rispondo (poi sono io che vado off-topic) Ora questA che interviene per dire che sto andando off-topic quando il post è perfettamente in topic, facendomi finire off-topic, e dicendo che l'ho mandato io off-topic... e vabbé... E ciliegina sulla torta tu che mi mandi l'avvertimento. Scrittori un cavolo Siete più rompiballe e filtrati di non so neanche io cosa. Buona fortuna con la scrittura, partendo da lì P.s. : Sottolineo IL TOPIC E' MIO. SE PER ME L'ARGOMENTO DEI 4000 EURO E' IN TOPIC, E' IN TOPIC. PERCHE' LO E'. SE MI DICONO CHE ANCHE IN ALTRE NAZIONE CI SONO I 4000 EURO, VOGLIO SAPERLO PER MIA CULTURA, PERCHE' NON MI RISULTA E PER IL FISCO DI QUI SE VENDI TU LI HAI DA PAGARE. E' IN TOPIC CON IL LATO LEGISLATIVO VISTO CHE IL FISCO TE LI FAREBBE TEORICAMENTE PAGARE SE MI DICONO CHE IL LATO COMMERCIALE DELL'OPERA E' UNA MINCHIATA, O SI DICE CHE LE CASE EDITRICI FANNO QUELLA GRANDE SELEZIONE OGGI, CORREGGO SOTTOLINEANDO CHE C'E' UN BOTTO DI FATICA E DI TEMPO SPESO DIETRO OGNI OPERA D'INGEGNO, E CHE BUKOWSKY PRIMA DI ESSERE PUBBLICATO DA UNA CASA EDITRICE, NE SON PASSATI DI FIUMI SOTTO I PONTI, ED ERA UNA CASA DI NICCHIA CHE POI GIUSTAMENTE FECE IL BOTTO. Quindi moderatevi voi. Io son 10 e più anni che frequento forum, mai trovato gente chiusa e rompiscatole come voi. Fissati sulla forma rispetto ai contenuti (che adesso spariranno con me). P.p.s. : A INTERVENTO PUBBLICO INTERVENGO PUBBLICAMENTE QUANTO MI PARE SUL MIO TOPIC. LA PROSSIMA VOLTA LA VOSTRA TIPINA MI MANDA UN MESSAGGIO PRIVATO LEI, PRIMA DI DIRE CHE STO ANDANDO OFF TOPIC QUANDO NON E' COSI'. P.p.p.s. : "Je Suis Charlie".... Ripeto, buona fortuna con i vostri scritti futuri
  2. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Bhé, la discussione ed il contributo è teoricamente mio, quindi penso di potermi intasare senza problemi Sul resto, sottolineo perché mi viene tirato fuori che non siamo l'unica nazioni con i 4000 euro. A me non risulta, quindi chiedo info Oppure, che non è importante parlare del lato commerciale delle proprie opere d'ingegno. Dissento, quindi porto il mio punto di vista Complimenti per l'autocontrollo
  3. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Tra parentesi, questo chiudersi e dire no non discutiamo di queste cose, è il motivo per cui queste cose passano e restano. Non è una questione di essere scrittore o meno. Prima di ciò, suppongo siamo tutti italiani, conseguentemente ciò che impatta sull'italianità, impatta anche su te scrittore. Se da domani ti obbligano a lavorare 10 ore in fabbrica, da italiano, togliendo anche tempo alla scrittura ed ogni opera creativa, magari ne vuoi discutere anche se non è legato direttamente ad essa. Stessa storia il fisco italiano, compresi i 4000 euro anche agli artisti che decidano di vendere le proprie opere d'ingegno. Non discutere di un problema che c'è, non lo risolve e non porta iniziative a risolverlo. Discutendone magari o arrivi o smuovi qualcosa o parte qualche iniziativa o passa di qui qualcuno che può aggiungere informazioni a proposito. Censurando o bloccando la discussione, invece, fai finta di nulla. Fino a che non ti arriva equitalia a casa, o chi per lei c'è adesso... allora d'improvviso la cosa ti interessa... italianità :))) P.s. : Aggiungo, sei tipo la terza mod di questo forum che interviene su argomenti che porto veramente seri e tangibili o parlandomi delle maiuscole, o degli spazi tra le righe, o che non sono in topic argomenti perfettamente in topic, visto che ripeto, ci sono infinite discussioni su questo argomento della vendita diretta di libri, visto che a tutti appare come un'anomalia esclusivamente italiana. Mi chiedo tra le altre se sia più un forum di scrittori o di case editrici. Scrittori che censurano discussioni mi pare il colmo. Ho frequentato forum molto più teoricamente chiusi, con molta maggiore capacità di evitare queste moderazioni del tutto random. Sinceramente passo su forum giusto perché mi sembra un argomento importante anche per altri, ma non mi avete fatto un'ottima impressione da questo punto di vista. Prendetelo come un feedback esterno
  4. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Mi inchino alla mod, ma sinceramente mi sembra bloccare una discussione a metà. Se ci sono altre nazioni che hanno 4000 euro di fisso, lo voglio sapere. Se non ci sono, allora forse, scrittori o meno, due domande è meglio farsele. Visto che comunque se da scrittore di mie opere mi metto a venderle, i 4000 euro li devo pagare.
  5. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    A parte che se la sezione del forum legata a queste tematiche esiste, e se queste tematiche vengono fuori non solo da me, un motivo c'è, Ma a parte questo, Secondaria ? Scusami, ma tu crei un'opera per tenerla lì ? Perdi mesi di lavoro tra ricerche, viaggi, esperienze di vita e scrittura, editing, lavori (e spese) per la copertina, le eventuali immagini dentro il libro (quando non le disegni tu), i font, notti insonni o tirate assurde, magari fai anche l'audiolibro con tutta la post-produzione, per poi regalarla a tutto il mondo ? Parlando solo di libri. Metti videogiochi, film, cortometraggi di animazione, magari vuoi fare una serie tv amatoriale, canali youtube, quadri o immagini, musica compreso editing musicale,hai idea di quanto lavoro-tempo c'è dietro ? Non pensare alla parte commerciale ! Certamente lo farei anch'io !! Se non ci fossero le bollette, casa, benzina, il cibo... eccetera. Se concordiamo sul fatto che i 4000 euro fissi annuali sono una follia, perché fare finta di nulla ? Parlarne è sicuramente un passo importante per quella "battaglia civile" di cui parli anche tu. Avere 4000 euro in più o in meno da reinvestire su di me ogni anno (magari anche solo comprando libri o corsi di altri per migliorare io... quanti libri di altri ci compri con 4000 euro ???) o la mia attività, fa una differenza enorme sul tipo di materiale, prodotti, progetti, creazioni che posso condividere e creare. Sullo sviluppo delle mie competenze, ed il mio sviluppo anche in generale come persona Ma poi la follia di imporre questa cifra ad uno che magari ha grandi idee, ma ha appena finito l'università, e non proviene da una famiglia benestante ! Altre nazioni in cui ci sono 4000 euro da pagare scusami ? Ogni anno fissi. Io vedo l'America : http://www.investopedia.com/ask/answers/032515/how-does-entrepreneur-pay-taxes.asp Le "Flat Taxes" sono solo su tabacco e altri beni non di prima necessità. C'é un motivo se gran parte delle innovazioni provengono da lì. P.s. : Vendere dici. Anche i 100 euro per un ISBN per un privato, a fronte dei 5 euro per una casa editrice. A me sembra un disincentivo forte più che altro, per mantenere vecchi centri di potere che se continuiamo a tenere su, altro che Grecia.
  6. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Aggiungo sui cookie, ma seriamente, al di là di tutto. A chi frega del tracciamento che ne deriva ? Chi ha già la mente sporca ? (Che poi sono per le pubblicità...) Privacy ? Con cose come Facebook in giro ? Su... E' un problema che non esiste, e che hanno creato a tavolino per farci soldi su. Non vedo altri motivi.
  7. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Per lo stato. Per il buonsenso no. Sul resto, ho già espresso il mio pensiero sulle case editrici, specialmente oggi. Quelle online fanno i soldi sul lavoro degli altri, che non solo preparano, scrivono, e si editano, ma fanno anche pubblicità ai loro amici portando alle effettive vendite. E queste si prendono 30-50% per cosa ? Specialmente quando parliamo di ebook ? Altro che cultura, sono commercianti come tutti, addirittura alcune hanno chiesto a youtuber conosciuti di scrivere libri a caso, solo per farci soldi su (dopo il successo di un'autrice-youtuber inglese molto discussa di recente, che ha venduto un botto) Stendiamo un velo pietoso. Le soluzioni per il singolo, sono espedienti. Certamente funzionano. Non toglie che uno Stato che ti chiede soldi come fisso e non sul fatturato è una mafia altamente disfunzionale anche per se stessa. Metti mi voglia mettere in cantina a tirare su un videogioco con 4 amici ? Anche fossero "solo" 2000 euro annui allo stato, per cosa ? Per stare lavorando su un mio progetto, ideato da me, e su cui io ho deciso di lavorare, e che se non ci lavoro su io neanche esisterà ? Ci compro programmi e li investo sul progetto i 2000 euro, quindi pago sui miei guadagni. Questo dice il buon senso. E più guadagno più pago a te stato. Ma sull'effettivo. Mi tronchi le gambe all'inizio, perché ? Ti portasse un guadagno... blocchi le nuove iniziative, per cosa ? Poi si dice che l'Italia resta indietro... Qui non si tratta solo di scrittori, ma di qualsiasi impresa giovanile che dato il livello tecnologico che oggi abbiamo voglia provare a creare qualcosa. Da video, grafica, videogiochi, libri, programmi per pc o android... Quei 2000-4000 euro non hanno senso per sé.
  8. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Intanto io ho firmato questa petizione sui cookie : https://www.change.org/p/la-cookielaw-deve-rivolgersi-a-una-decina-di-browser-non-a-miliardi-di-siti-cookiechange (dal sito che mi avete linkato) Sull'indottrinamento di massa, yes, ma non si sfugge, ormai (fortunatamente) il web ha rotto certe imposizioni. E giustamente. Il fare strane leggi, non farà altro che allontanare ancora di più il cittadino (specialmente giovane) dallo Stato, che sarà visto come un elemento negativo che intralcia la naturalezza con cui anche il web o cose come youtube sono sbocciate e si sono auto-equilibrate. Ci sarà più evasione e distacco da esso (da un governo centrale). Ripeto, in parte giustamente. Perché dovrei supportare un organo che abusa del proprio potere per fare richieste assurde ? Altrimenti usa la forza contro di me ? Bella Roba ! Peccato solo che più fai forza per qualsiasi cosa, più crescono le resistenze dall'altra parte. E' fisiologico.
  9. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Fonte. Mi risulta diversamente. Ah, ok nvm. Hai frainteso, non è l'INPS a metterti la quoto fissa, ma la camera di commercio. Se vendi tuoi libri da un tuo dominio personale vieni classificato come impresa commerciale. E' tutto lì il problema. L'INPS chiede il 27,75%, e col forfettario di IVA è il 5%(su 67%) i primi 5 anni (poi diventa 15%). Totale di tasse : circa il 30% sul 100% (i primi 5 anni, poi sale) Preferisco questo : “Sul piano tributario, il compenso per lo sfruttamento economico del diritto di autore, è assoggettato a diversa imposizione a seconda che risulti percepito: 1. dall’autore; 2. da aventi causa a titolo gratuito (es. eredi o legatari dell’autore); 3. da soggetti che abbiano acquisito a titolo oneroso l’utilizzazione economica del diritto medesimo. Nel primo caso, la percezione, da parte dell’autore, del compenso per l’utilizzazione economica di opere tutelate configura, salvo che si tratti di proventi conseguiti nell’esercizio di impresa commerciale ovvero assimilabili ai redditi di lavoro dipendente, l’esercizio abituale di arti o professioni e comporta il trattamento del compenso medesimo alla stregua di reddito di lavoro autonomo. Per la determinazione del reddito imponibile, all’importo del compenso si applica una deduzione forfettaria delle spese di produzione pari al 25% (per contribuenti con età superiore a 35 anni) ovvero al 40% (per contribuenti con età pari o inferiore a 35 anni) della misura del compenso medesimo (cfr. art. 54, co. 8, primo periodo, TUIR). Nell’ambito del modello Unico PF, le informazioni sono riportate nel quadro RL (altri redditi), sez. III (altri redditi di lavoro autonomo): in particolare, nel rigo RL25, si rileva l’importo lordo del compenso e, nel rigo RL29, l’importo della deduzione forfettaria per spese.” 20% sul 60% sotto i 35 anni. 20% sul 75% sopra i 35 anni. ... Il problema comunque non è questo, il problema è che se vendi tu la tua opera d'ingegno ad esempio da un tuo blog sei per lo Stato impresa, "casa editrice", quindi dovresti aprire alla camera di commercio con i 4000 Euro fissi. Il che è assurdo, visto che uno scrittore di roba propria è completamente diverso da un grossista che compra 1000 libri di altri e li rivende al dettaglio (Casa editrice) E vale per qualsiasi altra tua opera digitale. Ce lo vedi lo Stato 100 anni fa a chiedere ad un Picasso di aprire partia iva come impresa commerciale perché vende i suoi quadri ? Come avrebbe risposto ? Questo è l'assurdo. Oggi lo fa. (o almeno vorrebbe farlo) P.s. : Aggiungo il 20% sul 60%\75% perché la casa editrice che ti fattura come diritti d'autore si prende solitamente tra il 30% ed il 40% (parlo di ebook, per i cartacei per via della distribuzione anche di più). Non è che ti fanno sconti o altro per premiarti di aver aggiunto cultura alla società eh ! Su questo, ho risolto mettendoci un copia-incolla di normative sia per i cookie che per la privacy, cambiando ovviamente l'oggetto con il mio spazio web. Entri nel sito, si apre un pop-up in cui accetti o esci. Comunque è assurdo. Ma poi per tutelare chi o cosa con questa cosa dei cookie ? Scusa perché mi devi aggiungere strane multe ? Precisa a livello universale : "Se entri in un sito web qualsiasi online, ci sono cookie" Stop. Che ti devono multare ? Perché non hai avvertito chi ? Ed ancora, il "torto" teoricamente sarebbe a quello che non lo sa, quindi perché devo pagare lo stato e non lui ? Multiamo allora tutti quelli che "usano il colore rosso" nel proprio sito web, senza prima avvertire con un pop-up. Siamo all'assurdo.
  10. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Questa roba non la conoscevo, ma per quel che mi riguarda, perdonate il francesismo, "mi succhiano la fava". Ci provano a farmi arrivare una multa per questa puttanata che non so neanche che esista. Anche se cercando rapidamente, è necessaria solo se ospiti pubblicità sul sito. "Preme sottolineare che l'obbligo di rendere l'informativa e acquisire il consenso nasce dalla scelta del sito di ospitare pubblicità mirata basata sulla profilazione degli utenti tramite i cookie, in luogo di quella generalista offerta indistintamente a tutti." - http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4006878 Che poi anche lì, sulla pubblicità.... se senti all'agenzia dell'entrate, se hai un sito di modellismo, e ci vuoi mettere la pubblicità, per loro sei "impresa commerciale che offre servizi", quindi dovresti aprire alla camera di commercio con i 4000 fissi per trecento euro l'anno( se ti va bene) di pubblicità che ci guadagni. La follia Anche se di tuo magari sei un dipendente delle poste, e quello è un tuo hobby. La Follia.
  11. Lilian

    Italia, autopubblicazione, fisco.

    Tematica parallela, ma a mio parere molto simile (cambia "taxi" con "casa editrice" e "uber" con "blog")
  12. Lilian

    Petizione per rendere autonomi i creativi

    Interessante, cerco di capirci qualcosa. Grazie
  13. Lilian

    Petizione per rendere autonomi i creativi

    Ed il maiuscolo no, e gli spazi no Troppe regole. Non fa per me La mia petizione l'ho lasciata, le informazioni anche. Sul resto mi sembra un argomento più serio degli spazi o delle maiuscole. Se non interessa a voi scrittori, figuriamoci a me che mi occupo anche di altro. Posso evitare come no, non cambia le regole del fisco, che mi sembra la cosa davvero seria qui.
  14. Lilian

    Petizione per rendere autonomi i creativi

    Se ha un blog, ed il libro è fisso sul sito sì. Viene considerato e-commerce. Ci sono passato sopra. Ma se vuoi passa pure all'agenzia dell'entrata a chiedere. Occasionale significa per loro anche non organizzata. Per lo stato, avere un tuo sito web con il tuo libro è "attività organizzata". Con prevalenza commerciale su ingegno, perché il vendere il libro è la tua principale attività economica sul resto . Lo so che è assurdo, ma ripeto, passa pure alla tua agenzia delle entrate di città anche solo a chiedere. La legge non è volutamente, o meno, chiara a proposito. Trovi tutto ed il contrario di tutto. Al punto che poi anche se riporti l'articolo "h", possono dirti "sì, ma quello che tu stai facendo nel codice civile 2082 in poi è classificabile come impresa commerciale" E di nuovo, chi ha ragione, chi ha torto ? L'interpretazione la decidono teoricamente loro, è questo il problema. Ti lascio anche due interpelli a proposito, su situazioni particolari : 1) Agenzia delle entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Risoluzione del 15/11/2004 n. 132 Attività di vendita diretta di libri a rivenditori da parte dell'autore Oggetto: Istanza di interpello – Articolo 53 e seguenti del DPR n. 917 del 1986 e articolo 74, comma 1, lettera c), del DPR 633/1972 – Attività di vendita diretta di libri a rivenditori da parte dell'autore. QUESITO Con interpello pervenuto il 1° aprile 2004, la S.V. rappresenta di aver iniziato, il 3 ottobre 2002, attività di creazioni nel campo letterario e di aver deciso di procedere alla vendita diretta della propria opera presso le librerie, previa registrazione della stessa nel registro pubblico delle opere protette. Per far questo, intende provvedere alla stampa del libro presso una tipografia di fiducia ed alla spedizione diretta alle librerie, previamente contattate. Tanto premesso, chiede di conoscere: a) se l'attività di vendita diretta del libro possa configurarsi come una diversa ed ulteriore attività, produttiva di reddito ai sensi dell'articolo 55 [1] e seguenti del decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, diversa dall'attività principale rappresentata dalla realizzazione dell'opera, produttiva di reddito di lavoro autonomo di cui all'articolo 53, comma 2, lettera b) [2] dello stesso decreto, ovvero se l'attività posta in essere possa considerarsi unica ed unitaria, fiscalmente produttiva di reddito di lavoro autonomo, considerando l'attività di vendita come appendice necessaria per tramutare in termini economici l'opera intellettuale. In quest'ultimo caso, chiede se sia possibile determinare il reddito in maniera analitica, prescindendo dalla deduzione forfetaria del 25 % prevista dall'articolo 54, comma 8, del citato decreto; b) in caso di attività unitaria rientrante nel campo di applicazione del reddito di lavoro autonomo, se sia possibile usufruire, ai fini IVA, del regime monofase di cui all'articolo 74, comma 1, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 [3]. SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE La S.V. ritiene che, poiché da un punto di vista oggettivo c'è piena coincidenza tra il frutto dell'opera intellettuale e il bene venduto, l'attività posta in essere possa essere considerata unica ed inscindibile, riconducibile fiscalmente all'attività produttiva di reddito di lavoro autonomo, essendo preminente e fondamentale lo sforzo intellettuale per la produzione dell'opera, mentre la vendita del libro ne rappresenta l'ovvia utilizzazione economica. A tal proposito rileva che, per le operazioni di stampa e di vendita, non viene posta in essere una particolare ed articolata organizzazione di beni e servizi che possa ricondurre al concetto di impresa commerciale di cui all'articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in quanto il tutto avviene attraverso una visita di presentazione presso le librerie. Rileva, anche, che, ai sensi dell'articolo 12 della legge 22 aprile 1941, n. 633, l'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare e di utilizzare economicamente l'opera in ogni forma e modo e che l'articolo 53, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, considera redditi di lavoro autonomo "i redditi derivanti dall'utilizzazione economica, da parte dell'autore". Infine, la S.V. ritiene che la forfetizzazione del reddito abbia natura obbligatoria, in quanto non sono previste deroghe a tale principio e, pertanto, non possono essere portati in deduzione i costi, regolarmente documentati da fatture, annotati sul registro IVA ai sensi dell'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Inoltre, sarebbe applicabile il regime IVA monofase di cui all'articolo 74 della citata legge IVA in quanto sussisterebbero congiuntamente i requisiti soggettivi ed oggettivi. PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE Questa Direzione Regionale osserva che l'articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, stabilisce che "sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni", compresi "i redditi derivanti dalla utilizzazione economica, da parte dell'autore o inventore, di opere dell'ingegno se non sono conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali". Il successivo articolo 55 stabilisce che "sono redditi d'impresa quelli che derivano dall'esercizio di imprese commerciali. Per esercizio di imprese commerciali si intende l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell'articolo 2195 del codice civile, e delle attività indicate alle lettere b) e c) del comma 2 dell'articolo 32 che eccedono i limiti ivi stabiliti, anche se non organizzate in forma d'impresa". Contrariamente a quanto riferito nel caso specifico, l'attività di vendita, "appendice necessaria per tramutare in termini economici l'opera intellettuale", non viene abitualmente svolta dall'autore, ma da un editore nell'esercizio di attività d'impresa. Per quanto sopra, la complessiva attività che comprende l’edizione e la successiva rivendita del libro, svolta in via abituale dalla S.V., darà luogo a reddito d’impresa. Lo sfruttamento economico, infatti, avviene in maniera immediata e diretta, tramite un'iniziativa economica di tipo editoriale-commerciale, generando, in capo alla S.V., la soggettività passiva ai fini I.V.A. e i proventi percepiti non possono che essere classificati come ricavi e, quindi, ai fini delle imposte dirette concorrono a formare reddito d'impresa. Per quanto riguarda l'IVA, l'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, stabilisce che "l'imposta è dovuta per il commercio di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, dagli editori sulla base del prezzo di vendita al pubblico, in relazione al numero delle copie vendute". La circolare 24 dicembre 1997, n. 328, precisa che "per editore deve intendersi, in linea generale, l'operatore che intraprende l'iniziativa economica editoriale; pertanto, in assenza di uno specifico contratto di editoria, si considera obbligato all'assolvimento dell'imposta l'operatore che assume in concreto il rischio della realizzazione dell'opera per il successivo sfruttamento economico della stessa". Il regime monofase di cui al comma 1, lettera c) dell'articolo 74 della legge IVA può essere applicato a chiunque eserciti l'attività di editore, così come individuato nel paragrafo precedente, e, pertanto, anche alla S.V. che, nella fattispecie, è tenuta alla corresponsione dell'IVA. La S.V., pertanto, in quanto editore di sé stessa in questa particolare circostanza, dovrà corrispondere l'I.V.A. ai sensi dell'articolo 74, comma 1, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. E' opportuno ribadire, infine, che, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del regolamento di cui al decreto ministeriale 26 aprile 2001, n. 209, la risposta ha efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente istante e limitatamente al caso concreto prospettato. Tanto si notifica ai sensi e per gli effetti dell'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, e degli articoli 4 e 5 del relativo regolamento di cui al decreto ministeriale 26 aprile 2001, n. 209. 2) DIREZIONE CENTRALE NORMATIVA E CONTENZIOSO Risoluzione del 21/07/2008 n. 311 Oggetto: Interpello ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - requisiti di accesso al regime dei contribuenti minimi - articolo 1, comma 96 Legge 24 dicembre 2007, n. 244 Testo: Con l'interpello specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 1 comma 96 della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' stato esposto il seguente QUESITO L'interpellante svolge attivita' giornalistica. Oltre ad avere un reddito di lavoro dipendente esercita anche un'attivita' di lavoro autonomo, per la quale ha richiesto l'apertura della partita Iva, optando per il regime dei "contribuenti minimi". Come e' noto l'articolo 1 della L. n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008) ha introdotto un regime fiscale agevolato per i contribuenti cosiddetti "minimi", che si configura come regime naturale per i soggetti in possesso dei requisiti ivi indicati, tra i quali e' previsto l'aver conseguito nell'anno solare precedente ricavi o compensi di ammontare non superiore a 30.000 euro, ragguagliati all'anno. Tanto premesso, l'istante dichiara di aver effettuato, negli anni passati, e di poter effettuare in futuro, prestazioni qualificabili come "cessione di diritti d'autore". Chiede se per i compensi percepiti a tale titolo sia obbligato ad emettere fattura secondo le regole del regime fiscale dei "contribuenti minimi" e se detti compensi devono essere sommati a quelli riferibili all'attivita' professionale ai fini del calcolo del limite dei 30.000 euro di compensi. SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE L'interpellante non propone nessuna soluzione interpretativa. PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE Ai sensi dell'art. 2575 del codice civile "formano oggetto del diritto d'autore le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia qualunque ne sia il modo o la forma di espressione". Nell'ordinamento civilistico il diritto d'autore, regolato dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, gode di una particolare protezione, stante gli aspetti peculiari che ne contraddistinguono l'esercizio e l'utilizzazione economica. Anche nel sistema tributario l'utilizzazione a fini economici del diritto di autore e' oggetto di una specifica disciplina, che investe sia l'Iva che le imposte sui redditi. L'art. 3, comma 2, n. 2) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 dispone che "costituiscono inoltre prestazioni di servizi, se effettuate verso corrispettivo...le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d'autore...", mentre il comma 4 dello stesso articolo esclude dal campo di applicazione dell'Iva le medesime transazioni se "...effettuate dagli autori e loro eredi o legatari, tranne quelle relative alle opere di cui ai nn. 5) e 6) dell'art. 2 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e alle opere di ogni genere utilizzate da imprese a fini di pubblicita' commerciale". La ratio della norma risiede, come rilevato nella Relazione governativa allo schema di decreto che ha introdotto detta disciplina, nella estrema incertezza nell'individuare nel campo delle opere dell'ingegno l'esercizio concreto dell'attivita' professionale, riaffermando invece la piena imponibilita' quando puo' ragionevolmente presumersi che la suddetta difficolta' non sussista, come appunto per i diritti di autore sulle opere di ingegneria e sulla produzione cinematografica, nonche' per i diritti d'autore relativi ad opere di ogni genere utilizzate da imprese ai fini di pubblicita' commerciale. In particolare, circa l'imponibilita' delle cessioni aventi ad oggetto diritti d'autore effettuate nell'ambito di un'attivita' professionale o artistica, con ris. n. 94/E-III-7-657 del 30 aprile 1997 del Dipartimento delle Entrate, e' stato chiarito, in relazione all'attivita' di cessione di immagini fotografiche, che sono escluse dal campo di applicazione dell'IVA le cessioni di opere fotografiche riconducibili alla previsione dell'art. 2, punto 7) della legge n. 633 del 1941 (che include tra le opere protette le "opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II"), mentre costituiscono operazioni imponibili le cessioni aventi ad oggetto semplici immagini fotografiche, prive dei requisiti stabiliti dalla normativa richiamata ai fini della protezione del diritto d'autore. L'imponibilita' ai fini IVA e' quindi direttamente connessa alla riconducibilita' della singola operazione effettuata alle fattispecie disciplinate della citata legge n. 633 del 1941. L'art. 53, comma 2, lett. b) del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (di seguito TUIR) considera, tra l'altro, redditi di lavoro autonomo quelli "... derivanti dalla utilizzazione economica, da parte dell'autore o inventore, di opere dell'ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, se non sono conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali", distinguendoli dai redditi di lavoro autonomo disciplinati dal comma 1, che derivano dall'esercizio abituale di arti o professioni. L'art. 54, comma 8, del TUIR stabilisce, a sua volta, che tali redditi sono costituiti dall'ammontare dei proventi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, ridotto del 25 per cento a titolo di deduzione forfetaria delle spese, ovvero del 40 per cento se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di eta' inferiore a 35 anni. L'utilizzazione economica dei diritti d'autore e', quindi, produttiva di reddito in base a criteri specifici di classificazione e di determinazione, diversi da quelli che disciplinano il reddito derivante dall'esercizio di un'attivita' professionale. Affinche' la prestazione sia qualificabile come cessione di diritto d'autore e, quindi, imponibile ai sensi della normativa citata, e' necessario che l'opera ceduta abbia i requisiti di originalita' e creativita' idonei ad inquadrare la fattispecie tra quelle disciplinate dalla legge n. 633 del 1941. Tanto premesso, in merito alla rilevanza dei compensi percepiti per la cessione di diritti d'autore ai fini della determinazione del tetto dei 30.000 euro, stabilito per l'accesso e la permanenza nel regime dei contribuenti minimi, si osserva che con circolare n. 13/E del 26 febbraio 2008 e' stato chiarito che la norma citata fa riferimento ai ricavi o compensi complessivamente conseguiti dall'imprenditore o dal professionista, prescindendo dalla specifica attivita' cui si riferiscono. In altri termini, la condizione di accesso al regime dei contribuenti minimi, pur se riferita ai ricavi o ai compensi percepiti nell'esercizio di imprese, arti o professioni, riguarda la posizione del contribuente considerata nel suo insieme e non la specifica attivita' svolta. Nel caso prospettato la cessione dei diritti d'autore avviene nell'ambito della professione giornalistica, contribuendo a dimensionare e caratterizzare l'attivita' complessivamente svolta dal contribuente. Si ritiene, pertanto, analogamente a quanto gia' chiarito con ris. n. 145 del 28 giugno 2007 in relazione al regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, di cui all'art. 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che i compensi percepiti in base ad un contratto di cessione di diritti d'autore si devono sommare ai compensi percepiti nell'esercizio dell'attivita' professionale giornalistica, ai fini della verifica del limite dei 30.000 euro di compensi. Qualora la cessione di diritto d'autore avvenga durante la permanenza nel regime agevolato, l'operazione soggiace alle modalita' di certificazione dei compensi previste per tale regime ed e' soggetta all'imposta sostitutiva prevista dal comma 105 della legge n. 244 del 2007. Le Direzioni regionali vigileranno affinche' le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati dagli uffici. ... ... Capisci che perché è un po' tutto ed il contrario di tutto fanno il cavolo che gli pare ? Punto 1 ? "Boh, sei entrambi, ma per noi sei più imprenditore !" (in base a cosa sono più l'uno che l'altro ? [visto poi che sono quasi sicuro che il tipo in questione abbia speso più tempo ed impegno a scriverlo il libro, rispetto a farlo stampare]) Punto 2 ? "Bhé sì sono diritti d'autore, ma siccome xyz allora anziché il 20% sul 60% devi farlo rientrare nel tuo reddito di lavoro." (ma come, c'é questa circolare dell'inps che dice esattamente l'opposto ? => http://www.dirittoegiustizia.it/allegati/TP_LAV_13MessInps19435.pdf) Ripeto, so che sembra assurdo ed è una follia, ma mi ci sono ritrovato. Si va proprio a caso, e magari ti va bene, ma magari no. Poi le scappatoie si trovano se uno vuole, ma di nuovo, è folle dover arrivare ad "inventarsi scappatoie" solo perché non ci sono normative chiare. Io ho proposto questa petizione per avere certezze. Se va, bene, se non va... Vista la follia della cosa, non penso che poi sia molto sensato lamentarsi dai "piani alti" dell'evasione in Italia
  15. Lilian

    Petizione per rendere autonomi i creativi

    https://www.change.org/p/parlamento-italiano-rendere-autonomi-i-creativi-nell-electronic-era Riassunto : Nel nostro paese se per esempio scrivi un libro, fai una canzone, giri un video, crei un videogioco, o qualsiasi altra attività messa in moto dalla creatività del singolo, anche se fai tutto da solo chiuso nella tua cantina perdendo mesi... ... Fondamentalmente quando provi a ricavarci qualcosa, anche fosse da un tuo spazio web privato, per lo stato italiano diventi impresa commerciale, con la conseguenza di doversi mettere in regola con la camera di commercio. Che non sarebbe un male, se non fosse che tra i vari adempimenti prevede circa 4000 euro fissi da pagare ogni anno, a rate di 1000 euro ogni tre mesi. Immaginiamo che sia uno studente, e che scriva un libro fantasy. Per soddisfazione personale, lo voglio vendere sul mio blog che tratta di mitologia, e che apra una partita iva con codice ateco "90 03 09 - Altre creazioni artistiche e letterarie". Teoricamente se lo stato mi becca, sono evasore, e può prendere provvedimenti a proposito. Perché per gli attuali regimi fiscali, io sono l'equivalente di una grande catena commerciale, pur essendo il mio lavoro fondamentalmente autonomo e legato ad opere d'ingegno. Per lo stato sono "e-commerce". Anche se non ho sottoposti. Non ho "capi". Non sono lavori manuali. Non compro merce da altri che poi rivendo al dettaglio. Non occupo nemmeno spazio fisico. Nasce tutto da me. Ed è estensione della mia persona, del mio personale ingegno, e della mia personale sensibilità. Eppure, per lo Stato sono l'equivalente della Mondadori, che prende 1000 libri di "x" autori e generi differenti e li rivende, ha 10000 dipendenti, etc. Mi sottopone a quello stesso regime fiscale. Il che è ovviamente una follia. Intanto oltreoceano... => https://markmanson.net/ Senza troppi problemi o seghe mentali. Hanno un proprio regime fiscale da free-lance ed autonomi. Un blogger viene naturalmente distinto da un'impresa commerciale come può essere Amazon. Per chi è nel mondo videoludico, se questa cosa fosse stata applicata anche all'estero, non sarebbero mai nati videogiochi come "Minecraft" o "Mount & Blade" (Warband). L'obiettivo eventuale sono almeno 50.000 firme I dettagli comunque sono nella petizione. Fate girare Lilian
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