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attila

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  1. Walkabout

    Posso finalmente parlarvi della mia esperienza con questa agenzia. Ci è voluto un po' per venirne a capo. Ho inviato il mio romanzone (un fantathriller di 350 pp), pagando 250€, verso fine settembre e secondo gli accordi entro 60 gg solari, e non lavorativi, come da loro specificato, avrei dovuto ricevere la risposta. Scaduti i 60 gg niente. Ne faccio passare altri 15 per non "disturbare". Mi risponde il solito personaggio scusandosi di aver non averlo ancora letto perché ha confuso le date. Se il buon giorno si vede dal mattino! Mi dice che se sono d'accordo (ergo, se non lo sono mi restituisce i soldi con tanto di scuse) lo legge in pochi giorni. Al che gli dico che non è il caso di andare di fretta, ci metta il tempo necessario, un giorno in più uno in meno fa poca differenza a questo punto: non vorrei che per la fretta facesse una lettura trasversale. Oltre al danno la beffa. Mi dice che va bene, farà così. In realtà per leggerlo ci mette pochi giorni lo stesso, weekend incluso. Stakanovista o sola? Alla fine mi invia due pagine di commento abbastanza fitte ma sempre due pagine, diciamo ben fatte, ma più che una valutazione sembra un'annotazione, come se gli venissero delle idee man mano (ad esempio, a un certo punto osserva che alcuni dialoghi andrebbero rivisti. Ora, ci sono dozzine e dozzine di dialoghi nel mio romanzo, a che mi serve un'indicazione del genere? Non era il caso, non dico di citarli testualmente, ma chessò, dire che il dialogo tra Tizio e Caio nel capitolo tot non funziona come dovrebbe? Come faccio a raccapezzarmi, altrimenti?). Questo è un giudizio che potrebbe dare un lettore qualsiasi e non un esperto. L'esito è molto buono da un punto di vista formale, sostiene. Dice che stile e scrittura gli piacciono molto ma (a parte alcune cose da sistemare nella trama a e nei personaggi, com'è ovvio trattandosi di un romanzo di 350 pp) l'argomento non lo convince: è un thriller internazionale e gli editori per quel genere preferiscono acquistare i diritti di autori stranieri già affermati. Quindi mi paragona a un autore internazionale già affermato, in un certo senso. Lusinghiero. Comunque sempre di una bocciatura si tratta, non mi faccio illusioni. Siccome il romanzo fa parte di una trilogia già scritta e quello che gli ho proposto è solo il primo libro, dal momento che ha giudicato il romanzo troppo ricco di spunti e situazioni, senza un vero tema centrale, gli propongo l'invio della sinossi del secondo romanzo che ha una struttura più snella. Dice che va bene. La leggerà volentieri. Cosa che succede effettivamente, dietro un paio di miei solleciti, altrimenti starei ancora aspettando. Stesso discorso. Trama ben congegnata ma ambientazione completamente internazionale. E certo! Pensava che il secondo episodio fosse una storia intima? Dunque non se ne fa niente. A onor del vero, gli avevo proposto anche la valutazione del secondo romanzo ed è stato così onesto da non "spillarmi" altri soldi, dicendomi che per quel tipo di progetto sarebbe difficile trovare un editore, anche dopo averlo sistemato, per le ragioni che mi aveva spiegato. Premetto che ero "raccomandato", perché prima di contattarli, dando un'occhiata al loro sito, ho scoperto che un mio amico era uno dei loro autori. Ovviamente ho chiamato il mio amico per chiedergli referenze, e lui me ne ha parlato bene, in particolare di Fiammetta Biancatelli che conosceva da oltre venti anni, descrivendomela come molto seria e preparata, eccetera. Così mi sono convinto a inviare il romanzo all'Agenzia. Naturalmente non ho avuto né uno sconto in denaro né uno in tempo, come vi ho spiegato. Probabilmente ho ottenuto soltanto che mi leggesse Valentini; infatti quando gli ho scritto per sapere a che punto era la valutazione, dopo essersi scusato per la dimenticanza mi ha detto che il testo lo avrebbe letto lui personalmente. Va da sé che non sempre è così. Biancatelli mi aveva consigliato di accompagnare l'invio del testo con tutto il materiale a mia disposizione, poiché il romanzo era stato autopubblicato su Amazon, vale a dire sinossi, biografia, link per le recensioni, booktrailer e quant'altro. Valentini non li ha nemmeno degnati di uno sguardo. La cosa curiosa è che nella lettera di accompagnamento alla valutazione lui mi chiedeva se avessi ricevuto alti pareri sul libro, come se avesse dei dubbi sulla bontà del suo giudizio insomma. Mah! Infine, e chiudo, quando la Biancatelli mi ha chiesto di che genere fosse il romanzo e io lo ho risposto che si trattava di un fantathriller, lei mi ha chiesto candidamente se per fantathriller intendevo un thriller fantasy. Con mia sorpresa le ho risposto che per fantathriller intendevo quello che intendono tutti: un thriller fantascientifico. E' un sottogenere letterario riconosciuto a livello internazionale e non l'ho di certo inventato io. Già da questo avrei dovuto capire che forse non avevano molta familiarità con quel tipo di proposte e forse avrei fatto meglio a lasciar perdere. Con questo non sto dicendo che sono degli incompetenti, sia chiaro, ma solo che non hanno attinenza con alcuni generi letterari, e quindi se c'è un autore di fantathriller, e credo anche di fantascienza, intenzionato a proporgli il suo libro ci pensi due volte prima di inviarglielo. In conclusione. Se siete alla ricerca di una valutazione tout-court per il vostro romanzo, lasciare perdere, c'è di meglio. Se invece il vostro invio è mirato alla ricerca di un editore, una volta constatato il genere di riferimento, allora la Walkabout può fare al caso vostro, i contatti li hanno, e anche buoni. A patto che vi armiate di molta molto pazienza. E mi raccomando, allo scadere del 60° gg, festivi esclusi, chiamate per sollecitare, perché potrebbero essersi scordati di leggervi. Scusate se mi sono dilungato, ma c'era molto da spiegare. Buona fortuna.
  2. La storia, così come la conosciamo, è una totale mistificazione. Nella necropoli di Giza, sotto una zampa della Sfinge, il professor Surian ne ha finalmente trovato le prove: quello che aveva sostenuto per anni, e che gli era costato l’allontanamento dal mondo accademico e dalla famiglia, è reale. La nascita dell’uomo, il corso degli eventi, tutto deve essere riconcepito e riscritto. Tra le mani ha informazioni potenti e pericolose, sa che in molti tenteranno di metterlo a tacere. Così, nonostante il loro rapporto si sia spento da anni, Anton Surian decide di inviare tutto il materiale a sua figlia, sapendo che il suo destino ormai è segnato. Julia, sulle tracce di quelle informazioni, inizierà un lungo viaggio alla scoperta di se stessa, di suo padre, ma soprattutto della verità sull’uomo e la sua creazione, sulle forze che manipolano la storia umana, e su quello che sta per succedere: i nostri progenitori stanno tornando.
  3. Lord William è un mistero: di età indefinibile, è un uomo curioso e passionale, ma schivo e riservato. Raffinato ed elegante, colto e intelligente, soprattutto carismatico. E ricco, indicibilmente ricco. Quando Milord entra nella vita di Julia lo fa in punta di piedi, quasi per caso, e il suo fascino la conquista. Ma la verità è molto più complessa di una semplice coincidenza: Lord William nasconde intenti segreti, storie lunghe secoli di manipolazione e potere e un grande amore passato, tanto forte quanto prematuramente finito. Senza rendersene conto le vite di Julia e Jonathan si intrecciano a quella di Milord, camaleonte contemporaneo che sa sparire senza lasciare traccia per poi ricominciare con nuove identità all’altro capo del mondo. Un uomo capace di abbandonare tutto, mutare se stesso e la sua vita, per mantenere salde le redini di un impero i cui confini travalicano le nostre conoscenze. In un lungo viaggio, che va da patinate mostre contemporanee a villaggi sperduti nella foresta amazzonica, Julia e Jonathan andranno alla ricerca della verità su un uomo che sembra essere la chiave di tutto, persino del destino dell’umanità. E nel farlo, scopriranno che il nostro mondo è molto più grande di quanto abbiamo imparato a conoscere.
  4. Walkabout

    Ho seguito con interesse questa chat perchè ho un testo in valutazione presso la WLA. Mi pare di aver capito che le posizioni sono chiare e distinte e dipendono in parte dall'esito della valutazione ricevuta: chi ha ricevuto una valutazione positiva tende a parlare bene dell'Agenzia, chi l'ha ricevuta negativa invece ha qualche riserva a farlo; credo che sia normale, tutto sommato: ci sono giudizi oggettivi ed altri soggettivi, i primi sono fondamentali, i secondi deleteri perchè rischiano di fare più danni di quanti non ne risolvano. Ed è questo il vero rischio delle schede di lettura, la soggettività del giudizio. In un ambito serio e professsionale questo rischio non ci sarebbe, perchè io posso anche leggere una storia smielatamente romantica, genere che personalmente aborro, ma devo comunque essere in grado di capire se quella storia (per me orribile) ha potenzialità, quanto meno commerciali; invese a volte non succede, ci si lascia condizionare dal giudizio personale. Direte, bella premessa per l'invio di un testo a un'Agenzia! Sono un po' scettico lo ammetto, questione di esperienze pregresse; però, dal momento che non psso farne a meno, altrimenti non potrei mai arrivare a certi editori, sospendo il giudizio e spero per il meglio. Nel caso in questione, quello di NIP, anche io come Christopher credo che un po' di chiarezza in più da parte dell'Agenzia non avrebbe guastato. Inutile indorare la pillola in certi casi, inoltre non vedo perchè uno dovrebbe saper leggere tra le righe: ti pago per avere un parere professionale non per interpretarlo. Quando avrò ricebuto la scheda vi farò avere anche la mia testimonianza, sempre che la cosa interessi. Sperando che sia positiva. La valutazione, intendo.
  5. De Agostini

    Rispondo in ritardo, scusandomi, ad @Acqua2015 e agli altri: Quando invii a libromania un romanzo in valutazione, fuori dal concorso Autogrill, non cedi niente, ci mancherebbe. Poi, se accettano di pubblicarlo ti propongono un contratto più o meno standard, che prevede appunto la pubblicazione in esclusiva dell'ebook per 20 anni (ameno che non sia cambiato qualcosa nel frattempo, io parlo di due anni fa), con l'opzione per un anno del cartaceo: significa che per un anno non puoi proporre il cartaceo a un altro editore. Se scaduta l'opzione decidono di non pubblicare più il cartaceo (in pratica l'ebook fa da cavia) i diritti del cartaceo restano tuoi. Ma a quel punto che ci fai? Come scrivevo, puoi giusto autopubblicarti. @MarcoPioggia Sono felice che a te sia andata bene, congratulazioni, però essendo stato segnalato al Concorso è indubbio che hai ricevuto maggior visibilità; poi dipende dal testo e da tanti altri fattori, chiaramente. Il discorso è sempre soggettivo. Resta il fatto che il libro che ho autopubblicato su Amazon (di altro genere rispetto a quello di libromania, a onor del vero) ha venduto molto ma molto di più, questo perché mi sono impegnato a promuoverlo, e forse anche perché più commerciale, chissà! Tuttavia, sta a dimostrare che il peso della promozione è quasi tutto sulle tue spalle, o forse fanno promozione adeguata solo ai libri in cui credono veramente per questioni letterarie o commerciali: ma allora perché pubblicare a random? Dopo che ti hanno anche costretto a rivedere il romanzo secondo i loro desideri, tra l'altro. Tieni conto che adesso sto cercando un editore per il libro autopubblicato e non ho pensato minimamente di rivolgermi a loro, tanto meno di partecipare al Concorso Autogrill. Non vorrei fare terrorismo, però preferisco procedere con cautela, anche da un punto di vista legale (aspetto da noi autori italiani fin troppo trascurato, a parer mio). Prima, per la smania di pubblicare avrei sottoscritto qualsiasi contratto capestro, oggi non più. A volte è meglio fare da soli (tranne in certi casi. Lol!). Un saluto
  6. Esclusiva concessa all'editore

    @ElleryQ Grazie, molto esaustivo. Ad ogni modo il problema al momento non si pone, era tanto per sapere (spero che non mi tirerai qualche moccolo!). E poi se non ricordo male si trattava di un'opzione e non di una prelazione. Dovrò andarmelo a riguardare. Buona serata.
  7. Esclusiva concessa all'editore

    @ElleryQ Dunque, riposto qui. Il mio dubbio riguardava la cessione dei diritti di trasposizione cinematografica, televisiva, teatrale, riadofonica ecc, ma in un caso particolare, cioè nel caso in cui un autore abbia ceduto i diritti di esclusiva di un'opera solo per la pubblicazione in ebook (è il mio caso). In questa particolare fattispecie, se un produttore volesse adattare la mia opera per una riduzione di qualsiasi tipo, da chi li dovrebbe acquistare i diritti? Dall'editore dell'ebook o dal sottoscritto? La faccio ancora più difficile. Mettiamo che dopo aver ceduto i diritti dell'ebook a un editore, sono così fortunato da cedere i diritti del cartaceo a un altro editore (perché il primo non vuole saperne) il povero produttore da chi acquisisce i diritti? Dall'editore dell'ebook o da quello del cartaceo? O fifty-fifty? Capisci che è un po' anomala come situazione. Non solo, ma esiste anche una terza casistica. Cioè, se io decido di atupubblicarmi il libro, a quel punto il povero produttore (sempre che nel frattmepo non mi abbia mandato dove merito) a chi si rivolge, a me o all'editore dell'ebook? Come si farebbe in questo caso a stabilire che il produttore debba acquistare i diritti da tizio o da caio se un po' sono di un editore e un po' di un altro? O addirittura un po' di un editore e un po' dell'autore? In poche parole, rinunciando ad acqusire i diritti di un'opera nella sua interezza (ebook e cartaceo) si ha comunque il diritto legale di arrogarsene tutti i benefici? Un bel pasticcio, indubbiamente! Infine, due parole sul diritto di prelazione. Nel mio contratto c'era anche questa ipotesi. L'editore chiedeva l'esclusiva di un anno (anzi, non la chiedeva, l'imponeva) per pubblicare eventualmente il libro anche in cartaceo, cosa che non è mai avvenuta. E intanto io per un anno non ho potuto proporre il libro a nessun altro editore ( va be' che avendo già ceduto i diritti dell'ebook, nessun editore sano di mente avrebbe acquistato solo quelli del cartaceo).
  8. De Agostini

    @ElleryQ Ok, grazie darò un'occhiata
  9. Delos Digital

    In bocca al lupo, Pennywise.
  10. De Agostini

    Concordo dfense, tornassi indietro non gli cederei i diritti per il solo ebook, senza garanzia del cartaceo. La speranza era di poter pubblicare con la casa madre NC, ma così non è stato, e me la sono presa in quel posto. Tra l'altro ho una criosità, chissà se qualcuno saprà rispondermi: facciamo un'ipotesi scolastica, mettiamo che un produttore qualsiasi voglia acquisire i diritti del libro per una trasposiziioe cine/tele/radio/teatrale, a chi dovrebbe chiederli all'editore dell'ebook o all'autore? Questione interessante. Per quanto riguarda il concorso a cui ti riferisci, credo sia un buon progetto, ma con una "sola" nascosta tra le pieghe: il primo premio va bene, perché prevede una pubblicazione cartcea con distribuzione nei punti vendita autogrill, e non credo sia male. Ma poi, se non ho letto male, prevede anche una decina di pubblicazioni nel solo formato digitale, e qui torniamo alla questione di partenza. Il brutto è che una volta iscritto al concorso non ti puoi più tirare indietro, cioè non puoi dire "Ok, l'ebook non mi interessa, speravo di arrivare primo", a quel punto sei costretto ad accetfare il contratto capestro. Infatti io, pur avendo un paio di romanzi pronti, mi guardo bene dal parteciparvi (a parte che se leggono il mio nome mi mettono all'indice), così come altro iipo IoScrittore, che prevedeono lo stesso trappolone. Non facciamoci prendere dalla smania dia prtecipare a un concorso più o meno invitante o di pubblicare a tutti i costi, ragioniamoci.
  11. De Agostini

    Io sono un loro autore, o meglio di Libromania (joint venture tra De Agostini e Newton Compton). Ho pubblicato un ebook con loro. Sinceramente mi sono trovato male (discorso soggettivo, ovviamente), non fanno la minima promozione, è tutto sulle tue spalle, loro ci mettono solo il nome. Mi sono trovato così male al punto che aveano accettato di pubblicarmi un secondo romanzo (anche se per questioni formali lo avevano rifiutato, ma mi avevano scritto di ripresentarlo dopo qualche mese che lo avrebbero pubblicato; evidentemente non potevano pubblicare due titoli dello stesso autore contemporaneamente). Il problema degli ebook (e non vale solo per loro) è che se poi non diventano cartacei, come nel mio caso, ti rimane il cerino in mano: loro hanno i diritti dell'ebook per 20 anni! mentre i diritti del cartaceo restano dell'autore è vero, ma che ci fa? Quale editore accetta di pubblicare un libro cartaceo se poi i diritti del digitale li ha un altro editore? A quel punto l'autore più giusto autopubblicarsi. Anche l'editing che hanno fatto al libro, scarsino. Non solo, calcolano anche un forfait per la realizzazione dell'ebook, nel mio caso 350€, che reupereranno dalla percentaule spettante all'autore per le vendite dell'ebook. Inutile dire che sono ancora sotto. Non mi chiederanno di rimborsargli la differenza (questo è specificato nel contratto, i soldi sono a perdere) però è evidente che non vedrò mai il becco di un quattrino. Talmente la delusione di questa mia prima vera pubblicazione (per lo meno di un romanzo), che ho completamente abbandonato la mia creatura, che invece a mio avviso non è accia. Spero di riuscire a farmi conoscere con altri lavori, e recuperare il "basterdello". Difficilmente pubblicherò ancora con loro (immagino che la stima sia reiproca).
  12. Delos Digital

    Salve, aggiungo la mia esperienza con Delos Digital. Ho pubblicato un ebook (niente titolo, se no è pubblicità; o no?) con loro, collana Sherlockiana, e dovrebbero pubblicarmene altri due. In passato i tre apocrifi erano stati pubblicati nelle loro antologie su Sherlock Holmes, e nel "tomo" di Sherlock Holmes in Italia" (sto parlando dei cartacei). Quest'ultimo è stato appena ripubblicato nella collana Giall Mondadori dedicata al detective londinese. Che devo dire? Io mi sono trovato bene, con l'ebook sono riuscito addirittura a mettermi in tasca qualche soldino (considerato quanto poco vendono gli ebook in Italia), e poi mi hanno fatto esordire, non posso che ringraziarli. Alla fine ho un titolo pubblicato da Mondadori, anche se in antologia. Ho contatti solo con Pachì, persona squisita. Io li consiglio, poi è chiaro che dipende dal titpo e dal livello dell'opera che si propone. Ah, dimenticavo, non chiedono assolutamente contributi. Vi pare poco!
  13. Grazie per l'accoglienza

    Grazie per l'accoglienza, Buona Domenica.
  14. [MI 92 - fuori concorso] Come una torre che pende

    Il racconto è suggestivo, ma anche secondo me un po' prevedibile; poi è ovvio che nessuno si aspetta un colpo di scena da un racconto sofferto come questo, però un leggero spiazzamento ci starebbe bene: forse anziché lascialro "aperto", alla libera interpretazione del lettore, dovresti suggerire tu una conclusione: e se lei fosse veramente un fantasma? O se lui l'avesse uccisa davvero? Dico tanto per dire. Per come l'hai impostato, con quelle domande in corsivo (molto interessante, devo ammettere) sembra quasi un test piscologico, e forse per questo punterei sulla "follia" del protagonista. Magari sta sul lettino dello psicanalista! Lol! Comunque se lavori un po' sui dettagli, come ha suggerito qualcuno, ne viene fuori un buon racconto. L'aspetto piscologico è decisamente la parte migliore. E ricorda, a dare consigli siamo bravi tutti! Accettali solo se ti convincono veramente, o se pensi che possano migliorare il tuo lavoro. Ciao.
  15. Un Maestro Zen durante una lezione pose ai suoi quattro discepoli il seguente problema: <<Se pesaste i vostri zaini, con i libri, le penne, i quaderni e tutto quello che c’è dentro, all’inizio e al termine della lezione, cioè prima e dopo aver preso appunti fino a riempire tutti i quaderni e consumare tutte le penne, secondo voi gli zaini peserebbero di più o di meno?>> Al termine del tempo loro assegnato, il Maestro chiese ai discepoli di rispondere al quesito che aveva loro posto. Il primo discepolo rispose che gli zaini peserebbero allo stesso modo, giacché l’inchiostro delle penne si trasferirebbe sulle pagine dei quaderni, e il peso dello zaino rimarrebbe invariato. Il secondo, invece, disse che peserebbero di più, poiché la carta impregnata d’inchiostro si seccherebbe tramite un complicato processo chimico, di cui spiegò la formula, che porterebbe i fogli di carta a pesare di più, e di conseguenza anche lo zaino. Il terzo disse esattamente il contrario, e cioè che lo stesso processo chimico che aveva appena illustrato il suo condiscepolo, farebbe in modo che i fogli di carta pesino né più né meno che all’inizio, da cui però andrebbe sottratto il peso dell’inchiostro consumato, del quale le penne si svuoterebbero. Toccava ora all’ultimo discepolo, Satoshi (che significa Saggio), dare la propria risposta. Il Maestro gli chiese di proporre la sua soluzione al problema. Satoshi non fece nessun calcolo, e non diede nessuna spiegazione chimica al quesito, ma disse semplicemente: <<Io credo che la soluzione sia un’altra, Maestro. Io credo che il peso dello zaino dipenda dal peso che si dà alla cultura. Se per qualcuno di noi apprendere è un peso, allora il peso dello zaino sarà assai maggiore al termine della lezione che non all’inizio; se invece apprendere gli è indifferente, il peso sarà il medesimo tanto all’inizio quanto alla fine; ma se, come è per me, Maestro, l’apprendere non è compito gravoso, ma anzi arricchimento dello spirito tramite la conoscenza che porta alla saggezza, allora il peso dello zaino sarà infinitamente minore alla fine della lezione che non all’inizio; e sarà come non sentirlo.>> <<Dunque qual è la tua risposta?>> gli chiese il Maestro. Satoshi rispose: <<Apprendere non mi è di nessun peso, Maestro. Dunque per me pesare o non pesare lo zaino è un falso problema: non è lo zaino a pesare, ma la nostra ignoranza.>> Il Maestro si rallegrò con lui per aver dato la risposta corretta al problema che aveva loro posto, e da quel giorno lo nominò suo discepolo prediletto, e lo instradò sulla via della conoscenza che porta alla saggezza.
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