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AryaSophia

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    Apicoltrice sfatta / Vastamente folle / Ottina festante
  • Compleanno 12/05/1995

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  1. AryaSophia

    LFA Publisher

    La correzione bozze viene fatta da entrambi, è un continuo passaggio. L'editing non viene fatto
  2. AryaSophia

    L'arte del non pensare

    Ciao@lucamenca ! Grazie per essere passato e per le tue preziose considerazioni. Grazie, sono contenta che sia arrivato questo e di non essere caduta in luoghi comuni. La mia idea era quella di contrapporre ciò che si prova quando si perde una persona cara e quando si sta per morire. Infatti, è solo in quelle due occasioni che la protagonista pensa alla morte, ma capisco questo possa disorientare il lettore e rallentare l'azione. Il primo non è voluto, l'altro sì. Un meraviglioso complimento, grazie Dannata fretta Certamente: la nonna della protagonista vive in un altra città, quindi la madre dice di raggiungerli. Pensavo si capisse attraverso i flash back, ma evidentemente non è così Far riflettere era il mio intento, e mi trovo perfettamente d'accordo con ciò che dici Grazie ancora e a rileggerci!
  3. AryaSophia

    L'arte del non pensare

    Ciao @Floriana! Sì, sto bene, grazie e tu? Grazie per essere passata. La morte, pensavo si capisse, ma evidentemente non è così Alla nonna, si dovrebbe capire dopo quando la protagonista incrocia il suo sguardo Grazie per essere passata e per i tuoi preziosi consigli, te terrò presente. Buona giornata
  4. AryaSophia

    L'arte del non pensare

    Ciao @Luigi Amendola! Grazie infinite per essere passato Grazie, davvero In una frase hai racchiuso il senso del testo: non pensare alla morte permette di vivere al meglio. Esattamente, metafora che ci si illude di poter modificare, dilatare. Hai colto un punto sottile e sono contenta che tu lo abbia notato: la protagonista è felice, fiera di come ha vissuto la propria vita nonostante i rimpianti. Già, in qualunque caso ci saranno cose non fatte, non dette che si rimpiangono. Secondo me quello passato con le persone care, quello passato a fare le cose che veramente desideriamo. Esattamente, peccato che ce ne si accorga sempre troppo tardi. Esattamente Perché strana? Essendo fiera di se stessa credo sia normale che voglia vivere... ma può essere un mio limite. A seconda del lettore Esattamente quello che dovrebbe trasparire dal testo Già, si continua a vivere attraverso le persone care, che abbia incontrato e sul cui cuore abbiamo lasciato una traccia. Grazie ancora
  5. AryaSophia

    L'arte del non pensare

    Ciao @ire70! Grazie per essere passata e per i complimenti! Sono contenta che il racconto ti sia piaciuto e non abbia trovato esagerazioni di sentimentalismo. Quando si affrontano questi tempi è facile cadere in stereotipi ed eccessivi sentimentalismi. Sono contenta che tu mi dica questo perché avevo il terrore che non si capisse nulla e di non aver mantenuto lo stesso ritmo per tutto il racconto. Grazie!
  6. AryaSophia

    L'arte del non pensare

    Commento Non ho mai pensato alla morte, la sentivo così lontana, quasi impossibile. Non ho mai pensato alla morte, non ne avevo paura. Non ho mai pensato alla morte, tranne quando mia nonna ci ha lasciato. Ricordo perfettamente quel giorno e la sensazione che stesse per succedere qualcosa, una sorta di richiamo che spinge a prendere il telefono e fare un ultimo saluto, a dire un ultimo ti voglio bene. Erano sufficienti pochi minuti e sarebbe stato possibile, ma non me lo hai permesso. La memoria torna indietro nel tempo, come a volerlo rivivere. Il cellulare squilla, è mia mamma. «Alba, fatevi i biglietti.» Una semplice frase che mi basta per capire cosa sia successo. Le gambe cedono, «Mamma, costa stai dicendo?» «Devo andare.» La mente si anestetizza in cerca solo di una spiegazione che non arriverà mai. Mi muovo meccanicamente senza sapere cosa realmente faccia. Tutto sembra che fluttui: ogni parola è udita, ma non attecchisce. «Alba, prepara il caffè.» «Sì, ora vado» dico automaticamente. «Alba, ma hai sentito quello che ho detto? » «Scusa, ora vado» Ogni odore è avvertito, ma non ricordato; il cibo perde ogni sapore, non se ne distinguono gli aromi. Sono appena tornata dal cimitero, c’è molta gente come se tutto fosse tornato alla normalità. Eppure, tutto mi sembra così estraneo nonostante conosca da quando sono nata sia la casa che le persone. Prendo posto a tavola, anche se non ho fame. La pasta è con aglio, olio e tonno. Non è una delle mie preferite. Prendo la forchetta, arrotolo lo spaghetto e mangio. Mastico lentamente, cerco di assaporare, ma non riconosco alcun gusto… mi sembra insapore. Provo a mangiare una fettina di carne. Mastico lentamente, assaporo, ma non percepisco alcun sapore. Non ho mai pensato alla morte, mi sentivo invincibile come se niente potesse scalfirmi. Sto guidando tranquillamente, mentre RTL fa da sottofondo. Un boato, perdo il controllo della macchina che inizia ad arrotolarsi su se stessa. La lamiera mi trafigge la gamba. Il dolore è allucinante: il corpo è come percorso da scariche elettriche e la testa, che ho sbattuto contro il volante, è tartassata da un dolore costante che, di tanto in tanto, diventa più acuto, quasi pungente come a ricordarmi il tic tac dell’orologio. Lo stesso tic tac che ho sempre odiato. In casa c’erano solo orologi digitali così nessun tic tac mi avrebbe ricordato lo scorrere del tempo. Il tempo è un bastardo, è sempre troppo poco quello passato con le persone care. Ecco il primo rimpianto: non aver dato maggiore attenzione e più tempo alle persone amate. Si tende sempre a rimandare, a dare priorità a ciò che non è veramente importante perché si dà per certo che ci siano altri giorni, altre ore come se fossimo noi i padroni del tempo e non il contrario. Non ho mai pensato alla morte, anche ora che sono imprigionata nell’auto. Le sirene dell’ambulanza si avvicinano, le voci diventano sempre più lontane. Non ho mai pensato alla morte, nonostante me la ritrovi faccia a faccia. Come nel giorno in cui è morta nonna, tutto diventa ovattato, distante… mi sembra di essere a teatro e io sono la spettatrice. Non ho mai pensato alla morte, è l’unico giudice. No, in quegli attimi non si rivivono i momenti più belli che si sono passati, ma si pensa ai “ti voglio bene” non detti, alle occasioni perse e alle cose date per scontato. Ci si ritrova a rimpiangere di non aver fatto abbastanza, di non aver vissuto al massimo delle proprie possibilità. Non ho mai pensato alla morte, sento la vita scorrermi via. Provo a muovere il braccio destro, nulla. Faccio lo stesso con il sinistro, riesco a muoverlo con fatica. Sospiro di sollievo. Ignoro le fitte di dolore, allungo la mano e afferro la collana. Penso che stringere quell’oggetto renderà tutto più semplice. Non ho mai pensato alla morte, il sangue impregna i sedili dell’auto. Ogni respiro mi costa fatica, il petto e i polmoni sembrano attraversati da miliardi di schegge di vetro. Mi aggrappo a quella sensazione perché se è reale vuol dire che sono ancora viva, che posso lottare per un istante di vita in più. Un istante: quello che sarebbe bastato a evitare tutto questo. Solo ora ne capisco il valore e rimpiango di non avergli dato abbastanza importanza. Non ho mai pensato alla morte, le palpebre diventano pesanti e fanno fatica a rimanere aperte. Mamma avrà la forza per affrontare questo momento? Immagino il suo sorriso spegnersi, la sua rabbia. Avrei dovuto dirti grazie più spesso, abbracciarti più spesso. Scusa se non l’ho fatto. Non ho mai pensato alla morte, mi estraggono dalle lamiere dell’auto. Mi sento impotente e le lacrime rigano il volto. Escono a insaputa, con forza, e non posso far altro che lasciarle fare il loro corso. Non posso far altro che lasciarmi invadere dal dolore perché qualsiasi ricordo spezza in mille frammenti ogni parte del corpo; nonostante questo, mi aggrappo ad essi perché ho paura di dimenticare il suono della sua voce, il suo profumo, i lineamenti del suo volto. Come richiamata, appare, mi sorride e si avvicina lentamente. È come la ricordavo, ne percepisco anche l’odore di colonia. Sento i medici dire che non ce la farò, che non ho speranze. Per una frazione di secondo ho paura, ma poi scompare quando incrocio nuovamente lo sguardo di nonna. Provo ad aprire gli occhi, scorgo due agenti. Parlano, dalle poche parole che riesco a sentire capisco che chi ha causato l’incidente stava guardando il cellulare mentre guidava e per questo non ha rispettato lo stop. Richiudo gli occhi, mentre i medici tentano di fermare l’emorragia. Non ho mai pensato alla morte, nel profondo so di avere già perdonato chi mi ha ridotta in questo stato. Il cuore pian piano rallenta il ritmo, è stanco come lo sono io. Non ho mai pensato alla morte, ero terrorizzata dal far soffrire qualcuno. Non mi importava di stare male, mi bastava che gli altri stessero bene. Si ricorderanno di me o il mio voto sbiadirà dai loro ricordi? Non ho mai pensato alla morte, è il termine di un viaggio e io adoravo viaggiare. Adoravo scoprire nuove culture, nuovi luoghi perché ogni volta lasciavano un pezzetto di loro dentro me, cambiandomi. Non ho mai pensato alla morte, c’era la musica che me lo impediva. Cantare a squarciagola sotto la piaggia fregandomene della gente che passava e mi guardava allibita. Solo ora riesco a percepire la musica che arriva labile dal pub poco lontano, come se volesse cullarmi. Non ho mai pensato alla morte, mi mettono sulla barella. Il battito è quasi impercettibile, sono aggrappata a un filo. Un filo che si spezzerà quando sarà pronta. Sono pronta? Forse, ancora un minuto, il tempo di rivedere il volto delle persone a cui voglio bene. Non ho mai pensato alla morte, sento qualcosa pungermi il braccio. Papà sarà capace di accettare tutto questo? Non ho mai pensato alla morte, il sapore del sangue impasta la mia bocca. Mamma smetterà di darsi la colpa per qualsiasi cosa? Non ho mai pensato alla morte ed è stato un bene. Il cuore cessa di battere. Non ho mai pensato alla morte, è inevitabile. Cercano di rianimarmi. Mamma, papà, Marco vi voglio bene. Non ho mai pensato alla morte, tranne ora. Luca, ricordati di me. Nonna allunga una mano verso di me, l’afferro. Penso alla morte, l’accetto e abbraccio.
  7. AryaSophia

    Oltre gli abissi della mente parte 2

    Ciao! Ecco un po' di mie impressioni La mente di Alice è nel corpo di Julien (virgola) ma il cervello […] Ogni persona ha il suo percorso nell'apprendere l'utilizzo di quella meravigliosa macchina che è il corpo umano, (via la virgola) e (virgola) per quanto Alice e suo marito siano in sintonia […] Questa è la ragione per la mia domanda di prima. Riformulerei: questa è la ragione della mia prima domanda. «Il nostro interesse è quello di poter leggere la mente dell'ospite, poter scartare la menzogna dalla verità (via la virgola e secondo me ci starebbero bene il punto o i due punti) pensate sia possibile fare una cosa del genere?» Nel sotto-strato dei pensieri e è facile portare alla luce emozioni ed idee nascoste.» non dando il tempo a Julien di replicare. Riformulerei: senza dare il tempo a Julien di replicare. mentre il monitor che indicava l'attività celebrale delle due persone indicava un cambiamento significativo dei processi neurali di Alice. Ripetizione, trova un sinonimo «Sta addentrandosi si sta addentrando nei processi più profondi della mente del signor Corsi: per farlo in modo razionale e non in stato di sonno, i macchinari che ci avete dato devono portare le sue onde celebrali, (via la virgola) da onde beta con una frequenza di circa venticinque hertz, (via la virgola) a cinque/sei hertz, (qua ci starebbe bene il punto e virgola o il punto) la frequenza delle onde theta, quelle del sonno REM per intenderci.» Sullo schermo centrale iniziarono a danzare immagini che riprendevano svariati argomenti, (via la virgola, meglio i due punti) la colazione fatta la mattina, un leggero desiderio di andare in bagno, una stanza di piccole dimensioni, stretta e soffocante. Apparivano tutte sfocate per brevi istanti (virgola) ma abbastanza per essere comprensibili. «È un termine che è nato tra noi operatori del settore e, pur se lo usiamo ormai da più di vent'anni (virgola) solo alcune riviste scientifiche ne hanno fatto brevi accenni.Perfarla Per farla breve (virgola) il termine nasce in riferimento alla barriera ematica del cervello, (via la virgola, sono meglio i due punti) una barriera fisica naturale che permette il passaggio del sangue (virgola) ma non di elementi che potrebbero danneggiarlo,(punto o punto e virgola) una sorta di porta tagliafuoco o firewall. A livello di coscienza esiste qualcosa di simile: la dottoressa Wilson la percepisce come una zona densa (via lo spazio), tanto più è difficile da passare tanto più il paziente oppone resistenza, (via la virgola) e (virgola) per questo (virgola) deve esserci il consenso e l'apertura mentale. Nella nostra mente ci sono diverse di queste barriere sono maggiori più ci si immerge in profondità.» «Ma se la dottoressa è in uno stato REM con una frequenza celebrale cosi bassa come mai i dati trasmessi si stanno moltiplicando quasi in modo esponenziale (via il punto, ci vuole il punto di domanda)»  «Sono processi della mente che ancora facciamo fatica a comprendere del tutto (virgola) ma sembra che a livello razionale la parte di cervello che usiamo usata sia davvero esigua e selettiva (punto) Invece, mentre durante la fase onirica, esso pur riposandosi, si...Riorganizza in tutte le sue componenti. Oltre agli impulsi più profondi del marito, la dottoressa, (via la virgola) sta(virgola) in un certo senso (virgola) anche riorganizzando tutte le informazioni nel suo cervello.» «Direi sia un Un esempio calzante.» «Bene signora Wilson...» Disse disse il Colonnello (punto) «Vorrei che provasse a estorcere una qualche informazione a suo marito.» «Lurido porco, quella è la tipa che avevamo davanti quando siamo andati a fare la spesa, (punto) Per per quanto tempo le hai guardato il culo?»  Nuovamente sullo schermo centrale,(via la virgola) apparve l'immagine di un orologio, (via la virgola) le cui lancette vorticavano come impazzite.  «Non mi piace questa situazione.(non ci va il punto)» ribatte ribatté Julien, mentre i due militari si scambiarono uno sguardo perplesso a cui William cercò di replicare (via lo spazio).  «Credo che il dottor Corsi sia abbastanza infastidito dal mostrare ad altre persone(virgola) oltre a me e sua moglie(virgola) i recessi della sua mente, (via la virgola, meglio un punto) La la dottoressa Wilson naturalmente ora sta giocando con la mente del signor Corsi, (via la virgola) e(virgola) con le sue domande(virgola) riesce a tirar fuori certi segreti,(via la virgola) indipendentemente dalla volontà del marito.» Julien rilasso rilassò i muscoli del viso mentre William continuò. «Parlando per metafore, se quello con sua moglie può essere considerato un rapporto intimo, con voi lo si potrebbe considerarlo considerare (meglio un sinonimo) un' (via lo spazio)orgia,(via la virgola, qua ci stanno bene i tre punti sospensivi) oltretutto essendo tutti maschi tranne sua moglie...»  La reazione fu alquanto bizzarra: dal computer usci uscì la dolce risata della moglie,(via la virgola) interrotta a singhiozzi dal marito stesso che cercava di dire qualcosa,(punto) poi non Non trovando le parole, sul monitor centrale si formo formò l'immagine di due mani che spingevano la testa di una persona in una vasca piena di liquido, affogandolo. «È ancora per la storia di Xavier (virgola) vero William?...(via i punti di sospensione) Questa te Te la faccio pagare (via il punto, meglio un esclamativo).» Julien si agito di impulso «Potrebbe essere pericoloso, (punto) Quale quale motivo c'è per effettuare un'immersione in un paziente sconosciuto?»  «Lei è un civile dottor Corsi e, per quanto sia allenato nei sogni lucidi e nell'analisi delle menti, non ha il rigore e la disciplina di un soldato.»  Julien capì che la rimostranza aveva una ragione precisa (virgola) ma era anche la ragione per cui non voleva fosse la moglie a farlo. Ripetizioni, meglio trovare un sinonimo.  «Farò io, allora, l'immersione.» Riformulerei: Allora farò io l’immersione «Ti ricordo che ho operato altre volte in passato anche con sindromi post traumatiche da evento subito o indotto e, e poi a livello razionale (virgola) non potrà il paziente influire sulla mia psiche (virgola) ma solo io sulla sua.» Julien non poté che fare un leggero cenno di diniego con la testa, ed e accettare la situazione. All’inizio non ci vanno i corporali. Il tutto è un po' piatto, ma suppongo che sia perché si tratta di una storia a capitoli. In ogni caso, si fa fatica a contestualizzare tutto in quanto manca la descrizione del luogo in cui si trovano e delle sensazioni provate dalla moglie che fa il viaggio all'interno del subconscio. Usi la terza persona, sfruttala! Nonostante sia una storia a capitoli ricordati che ogni capitoli deve essere ritmato e tenere sulle spine il lettore. Questi sono semplici consigli A presto! Ps: spero di non aver fatto casini, ho perso la formattazione con il copia-incolla quindi se non capisci qualcosa, chiedi pure.
  8. AryaSophia

    Cercasi Beta Reader

    Ciao! Mandami pure in MP la mail così ci accordiamo
  9. AryaSophia

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    richiedo la cancellazione di questo racconto, grazie mille staff
  10. AryaSophia

    Unpopular opinion

    Solo se i piedi non gli puzzano di gorgonzola
  11. AryaSophia

    Cercasi Beta Reader

    @SeeEmilyPlay Sì, ci sono persone così disponibili, io ne ho trovate due e una di queste non si limita solo a commentare, ma evidenzia ripetizioni, errori e parti che dovrebbero essere ampliate. Io stessa, farei volentieri da Beta, ma in questo periodo non ho tempo... Se per caso il dattiloscritto dovesse essere improponibile e il beta non voglia proseguire è sufficiente avvertire l'autore che, per quanto possa rimanerci male, accetterà la sincerità e la decisione del beta. Molti scelgono di essere beta per puro amore di lettura o per semplice curiosità... d'altronde ci sono esordienti che meritano di essere letti.
  12. AryaSophia

    Cercasi Beta Reader

    Oltre @jj (precisa, meticolosa e che va oltre al semplice beta), cerco altri beta reader Genere: romance Numero di beta reader che desidero: tutti quelli interessati Requisiti beta reader: nessuno pagine: 240 Tipo di commento richiesto: parere generale su trama, comprensibilità, coerenza, personaggi (cosa piace o cosa invece non convince) Data entro cui desidero il commento: non ho scadenze Vi ringrazio in anticipo 
  13. AryaSophia

    Unpopular opinion

    non provocarmi ti salvi solo per il cuore e perché mi sono ricordata che mi sono sentita dire: "per risolvere la crisi basta che lo Stato investa" ... se si hanno questi tre pareri vuol dire che ci si è fermati alla prima pagina di un libro di macroeconomia
  14. AryaSophia

    Unpopular opinion

    che bello trovare qualcuno che la pensa come me
  15. AryaSophia

    Unpopular opinion

    Mi manca il wd; secondo me i test di ingresso nelle facoltà sono inutili; sono ago-fobica, ma vorrei farmi un tatuaggio; grand budapest hotell è sopravvalutato come Chiamami con il tuo nome; passo da "odio i mezzi pubblici" a "per fortuna che esistono"; odio gli spoiler, ma quando leggo vado a leggermi le ultime pagine o prima di vedere un film cerco trama e recensione sono asociale; prenderei a schiaffi chiunque dica "ma per risolvere la crisi non basta stampare moneta?" o "si stava meglio con la lira" vorrei che fosse proibito votare a chi non si è informato; se non sei informato non dovresti aprire bocca; i libri universitari sono troppo prolissi soprattutto quelli di diritto; preferisco vedere serie tv/film/leggere al posto delle uscite; odio chi si lamenta, ma se ne sta con le mani in mano; stirare mentre guardo un film mi rilassa; preferisco spendere soldi in concerti, libri e viaggi anziché in vestiti; sono disordinata, ma quando le cose non sono al loro posto mi innervosisco Un plauso ad @Andrea28 per questo giochino
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