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Befana Profana

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Su Befana Profana

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    Bofonchiante
  • Compleanno 9 maggio

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Hyères

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  1. Befana Profana

    [MI 144] Come una madre

    questo non l'ho proprio pensato, né lo penso. È un'obiezione più che sensata, e puoi farmi tutti i commenti che vuoi quando vuoi
  2. Befana Profana

    [MI 144] Come una madre

    Ho due risposte, entrambe valide e entrambe a posteriori perché ci ho pensato davvero solo leggendo il tuo commento, non scrivendo il racconto. La prima è che in effetti non ho fatto riflessioni di realismo: mi è venuta in mente una storia in cui i soprusi di un genitore malato provocano tali danni nel figlio da generare un fenomeno alla Norman Bates. Quindi non ho letto in giro, non mi sono fermata a pensare a una storia realistica (come diceva Bestseller2020 anche l'omicidio della madre nel racconto di lui sembra una cosa normale, senza conseguenze penali o che so io), ho scritto di fantasia immedesimandomi in un personaggio che ha sì echi realistici ma spero che non esista. Infatti il dettaglio dell'ospedale mi serviva per mostrare come lui, a contatto con lo sguardo estraneo di gente normale che si interroga sulla madre, si sia posto dei dubbi, ma poi sia stata ancora lei a vincere e lui felice delle sue attenzioni. Detto questo, non lo trovo però totalmente irrealistico: le relazioni genitori/figli molto disfunzionali sono un tema che mi appassiona (in senso negativo: sono orribili, ma mi interessano molto) e in molti casi in cui le violenze dei genitori sono arrivate fino alla morte dei figli, i segnali e anche le segnalazioni spesso c'erano state, ma non avevano sortito effetti. Soprattutto se poi la famiglia traslocava o spariva. Non ci avevo pensato scrivendo, ma credo che tra le cose che mi hanno influenzato per partorire l'idea c'è un orribile fatto di cronaca, una bambina seviziata per anni e poi morta a causa dei genitori, una storia davvero mostruosa ti evito i dettagli.Un caso di alcuni anni fa, già giudicato, ma di cui si è riparlato in questi giorni proprio perché lo Stato francese è stato condannato dalla corte europea per non assistenza a minore in pericolo perché ci furono diverse denunce e segnalazioni a forze dell'ordine e assistenza sociale, negli anni, che quella bambina fosse vittima di maltrattamenti eppure non fu mai tolta alla famiglia e i servizi sociali si fecero ingannare dalle menzogne dei genitori. credo che avessi in qualche modo in testa quella storia, scrivendo, per le segnalazioni e anche per il fatto che, pur vittima seviziata e mai amata, la bambina continuava a difendere i genitori e credere che avessero ragione di comportarsi come facevano. Cioè, scusa, non volevo né dire che ho ragione, anzi forse sbaglio proprio, né rattristarti con una storia vera e mostruosa, era solo per analizzare cosa avevo in testa scrivendo e da cosa nasca il racconto. Al prossimo MI scrivo solo di cose futili e scacciapensieri, giuro, per farmi perdonare! Ciao @ivalibri e grazie, e scusa per il mal di stomaco
  3. Befana Profana

    La sorprendente semantica dello strafalcione

    E cosa dire di chi è "obeso di lavoro"? Licenziati e dimagrirai?
  4. Befana Profana

    Compleanni nel WD

    Pare sia giunta l'ora di fare gli auguri a @AnnaL. Happy Birthday, Milady
  5. Befana Profana

    [MI 144] Come una madre

    sì, certamente, ma non è il solo buco temporale: non è un'autobiografia, è solo il monologo-pippone di questo psicopatico che spiega come "si sia trasformato in sua madre". In realtà avevo anche pensato di accennare al dopo l'omicidio, ma non serviva per il racconto. Non sappiamo nemmeno quanto tempo sia passato da allora: può averla uccisa e fatto sparire il cadavere prima di cambiare città, dice che lo facevano spesso non dovevano frequentare molta gente; può aver dissimulato l'omicidio, facendo finta che fosse ancora viva e intascando la pensione; può essere finito in prigione e/o ospedale psichiatrico, non sappiamo quanti anni avesse, se era solo un adolescente può esserci rimasto anni e poi una volta uscito ha dato sfogo alla sua pazzia... ci possono essere molte altre spiegazioni e conseguenze, credo che ognuno possa immaginarle a propria guisa. Nel racconto non mi sembrava necessario, così come non ci ho inserito dettagli su dove e come viva, come faccia a non essere smascherato quando si traveste da sua madre e tante altre cose. Ho scelto di concentrare il racconto su un corto lasso di tempo e sul suo spiegare il "rapporto" con la madre al malcapitato ladruncolo/vittima che ha tra le grinfie. Questo è il modo in cui l'ho pensato io, il che non vuol dire che abbia pensato sbagliato, sia chiaro Ciao, @Bestseller2020 e grazie di lettura e osservazioni.
  6. Befana Profana

    [MI144] Snap!

    Penso che il primo avrei voglia dovrebbe diventare qualcos'altro: "mi dico che dovrei stringerla", "sarebbe il momento di stringerla", "so che dovrei stringerla"... non so, ma così non ha molto senso: vorrei stringerla, se solo volessi. O vuole o non vuole. Invece credo che il senso è che gli piacerebbe averne voglia, come l'aveva 20 anni prima, o che sente che lei ne avrebbe bisogno e quindi potrebbe farlo, ma si rende conto di non volerlo. Non so, forse ho complicato una cosa semplice, ma leggendo quel periodo mi sono bloccata. Ho citato questi due passaggi perché esprimono il concetto che mi lascia perplessa: ho evidenziato i concetti e le implicazioni che mi sembrano eccessive per dei fatti successi tra due tredicenni. Voglio dire, per carità gli amori di quell'età fanno vibrare e soffrire, ma che questi due trentenni diano tutto questo peso a quella relazione, al modo in cui è finita, addirittura la considerino come l'episodio dopo il quale la loro vita, sentimentale e forse non solo, è andata a rotoli mi lascia molto perplessa. Penso che sia proprio la scelta dell'età: se fosse stato l'incontro di due ex "primo amore" di qualche anno più grandi, o innamoratisi a tredici anni e lasciatisi in malo modo qualche anno più tardi, lo sentirei più verosimile, ma una storia forse mai iniziata o durata poche settimane, non mi è chiaro: sono rimasti tutti e due a rimpiangere o biasimare un amore mal corrisposto della scuola media? Può essere che sia insensibile io, o che abbia una concezione fuorviata della prima adolescenza, ma questa è la cosa che mi ha impedito di immedesimarmi con i sentimenti e la tristezza dei due personaggi. Quanto alle tracce, forse sono più inserite come delle boe: gli elementi ci sono, ma non sono davvero centrali, né l'una né l'altra. Resta una piacevole lettura, a tratti l'ho trovata un po' verbosa nelle immagini e riflessioni, ma anche questo è sicuramente soggettivo (sono una vecchia befana acida e insensibile, puoi dirlo ), e il racconto è gradevole. Ciao.
  7. Befana Profana

    [MI-144] L'ultima lettera

    Ciao, piacere di "conoscerti", @ViCo Il racconto è bello e denso di significati: il "mettersi nei suoi panni" qui assume diverse forme e livelli, fisici e metaforici, fino agli estremi, poiché il capitano sembra chiedersi se il soldato non sia morto al suo posto, per pochi millimetri. Leggendo ho notato qui e là ripetizioni o costruzioni forse migliorabili, ma nei tempi e limiti di un MI sono endemiche e sono tutte cose che poi rivedrai leggendo e rifinendo con calma, non sto a tediarti. L'unico forse non dubbio, ma esitazione c'è l'ho sul morto che sognava di fuggire e rifarsi una vita con una donna appena conosciuta: stiamo parlando delle trincee della prima guerra mondiale, credo, dove può avere incontrato una donna di cui innamorarsi? Forse vedo male io, ma a parte le infermiere negli ospedali quando erano feriti e, forse, qualche prostituta ogni tanto (due categorie di donne troppo occupate per innamorarsi, mi sa), dove poteva averla incontrata questa nuova fiamma? Non so se possa esserti utile, ma questo è il dettaglio che mi ha interpellato. Ciao.
  8. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricominciare non è problematico. L'handicap attuale mitiga il verso, benché uno zeugma orribile guasti universalmente significati esemplari. Qualunque anagramma terrificante, invece, fomenta orpelli. Così, distillando  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  9. Befana Profana

    Te lo do io il Natale! [Off topic]

    Impossibile, quello è già riservato per @Dougie
  10. Befana Profana

    [Gioco] Una catena di film

    My own private Idaho (Belli e dannati, sic ), di Gus Van Sant (1991) Nesso: River Phoenix
  11. Befana Profana

    La sorprendente semantica dello strafalcione

    in realtà è un messaggio ben augurante: sperano che il ricavato evolva verso cifre interessanti
  12. Befana Profana

    [MI 144] Come una madre

    ciao @@Monica ti do ragione perché era una riflessione che avevo fatto anche io. Il mio problema era che da un lato volevo far durare un po' la "suspense" prima del finale a sorpresa, dall'altro non volevo andare troppo nel preciso con dettagli e aneddoti perché mi piaceva che il tutto restasse abbastanza vago per non sapere esattamente la natura e il tipo di punizioni e parole subite, se fosse tutta solo pazzia della madre o davvero lui avesse "semi del male", insomma volevo accennare a una relazione molto disfunzionale e nociva senza caratterizzarla in una sola situazione, per cui restavo sul vago eppure non volevo farla troppo breve. Ho sperato che le ripetizioni potessero sembrare funzionali al monologo di uno psicopatico, ma sicuramente ho stroppiato. Del resto avevo l'idea in testa ma non del tutto la forma in cui elaborarla. Grazie mille di lettura e pareri sì, ho provato a tenere in sospeso fino al finale, forse anche un po' troppo, non so. da ponderare. Grazie, Ienina Sì, in effetti era proprio parte della mia idea: un orrore in cui tutti sono vittime e carnefici. Probabilmente anche la madre non è "nata cattiva": qualcosa le darà successo per diventare la torturatrice del figlio. Tutti colpevoli e tutti degni di pietà. Senza uscita e senza lieto fine. (E pensare che ero anche di buon umore, ieri ) Grazie, Alberto
  13. Befana Profana

    [MI 144] Con gli occhi dei mignolicidi

    Sai che il tuo stile e le tue invenzioni mi piacciono sempre molto, però ammetto che questa volta sono convinta a metà. L'idea è originale, straniante, divertente, ho riso parecchio (ti perdono anche le battute facili sulle mogli come ufficiali superiori che comandano negli spostamenti di mobili solo perché ho letto che in questo momento il trasloco è un tema caldo per te) però, anche nel surreale, se non riesco a entrare nella storia dall'inizio, faccio fatica ad appassionarmici. Questo villaggio dei mignoli dei piedi, mignoli che muoiono (che si rompano, storcano, feriscano, okay, ma dita morte, stecchite, defunte a causa degli spigoli? cari estinti?), mignoli che vivono soli, staccati dal corpo, poiché ignorano di essere parte di piedi, con altre dita, a loro volta parte di un corpo... che tutto ciò Pinkie lo scopra solo alla fine mi lascia molto perplessa, non riesco a "credere" alla storia narrata. Poi altre incoerenze come la visiera di cheratina, che è una bella trovata, ma subito dopo è tornata a essere unghia e i mignoli sanno benissimo cos'è. Insomma, puoi benissimo dire che sono una rompiscatole che cerca peletti minuscoli nelle uova di quaglia, non hai torto, ma non sono riuscita a farmi prendere interamente dal racconto. (Ma mi sono divertita comunque, sia chiaro )
  14. Befana Profana

    [MI 144] Non sono Bart Lucchetti

    ah, ecco, a questo proprio non avevo pensato, ero sul "classico" (da fiction) scambio di corpo in cui il corpo resta com'è, invece è un potere molto più vasto, non ci avevo pensato.
  15. Befana Profana

    [MI 144] Amarcord

    non ho capito. Colpa mia, soffro di tontismo acuto a volte, ma l'ho letta e riletta e non capisco chi sia il prodotto e chi il produttore in questo contesto: qual è il significato che mi sfugge, sniff sniff? nel vedermi lo eliminerei, mi sembra ridondante, tanto è chiaro che si compiace del fatto di vedersi riflesso negli occhi di lei, lo hai già detto nella prima parte mentre la frase prima la trovo bella e "viva" questa suona un po' di frase fatta già letta e riletta, penso che potresti trovare di meglio, lo fai in molte parti del racconto molto bella senza l'avverbio avrebbe ancora più impatto: si sente strano, riflette, comprende e sente il bisogno di andare non sono fondamentali, mi rendo conto, le mie annotazioni, ma mi erano sorte leggendo, le ho esternate. Un bel racconto, mi piace il fatto che senza rendersene conto sfuggisse la vecchiaia della moglie per non accettare e riconoscere la propria. Bello, profondo, credibile. Umano. Forse l'epitaffio della voce narrante alla fine è un po' definitivo come punizione per questo tardone immaturo, ma sono scelte dell'autore Mi è piaciuto molto.
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