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Befana Profana

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Su Befana Profana

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    Scribacchino
  • Compleanno 9 maggio

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    Donna
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    Hyères

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  1. Befana Profana

    [MI 120] Nascondino al parco

    Ciao @Kikki, la revisione la farò tra qualche giorno, quando avrò un po' dimenticato quello che ho scritto, e terrò a mente le tue suggestioni. Ho potuto lavorarci solo dopo le 18, poi c'è stata la preparazione della cena, la cena e il riordino, e alle 22 mi si chiudevano gli occhi: insomma, ci sono molti margini di miglioramento della forma, concordo! Sulla prima persona, invece... non mi piace particolarmente, trovo che sia troppo usata, soprattutto tra gli scrittori amatoriali, per lo più per rendere più coinvolgente o "vero" quello che si racconta, tipo diario. Detto questo, la uso, soprattutto nei racconti di genere (paura o comico) e ci sono romanzi in prima persona che ho adorato. Ho una passione per Pennac e lui ha sublimato l'arte della prima persona, secondo me. Qui, per come vedevo io la cosa, ci voleva la terza persona: perché l'inizio del racconto sembri altro rispetto alla fine, non volevo che fosse un racconto visto tutto dalla testa di lei, un racconto su di lei. Volevo che fosse un racconto che sembra cominciare come la narrazione di un normale pomeriggio tra i bambini al parco e sia invece il racconto di una carneficina e dei minuti che la procedono. Da metà racconto la voce narrante segue pensieri e impressioni di lei, ma volevo comunque che lo facesse dall'esterno. Poi, se nei fatti ho reso quello che avevo in testa non lo so. In realtà cercavo di rendere "credibile" il passaggio da lei che rende la palla al bambino e riflette sui genitori disattenti a lei che fa saltare tutto. Non volevo che fosse una cosa brusca e improvvisa. Non volevo cercare simpatia o perdono per lei (tra l'altro una che si giustifica con "resteranno innocenti per sempre": difficile immedesimarsi), ho cercato di immaginare cosa provasse e mi sono detta che anche il più infervorato fanatico deve avere comunque un attimo di esitazione. Voleva essere il tentativo di entrare nella sua testa e immaginarne i dubbi, i rimpianti e il suo modo di motivare se stessa. Non ho nemmeno dato delle "motivazioni", solo degli accenni vaghi ai dolori, la morte della sorellina, il non aver avuto figli, non sappiamo perché, gente che l'ha convinta... Certo, non volevo farne un personaggio cattivo a una dimensione, ma una persona che la vita e chissà quali circostanze hanno spinto a fare quello che fa; ma non avevo nemmeno l'intenzione di fare una captatio benevolentiae nei suoi confronti. Se è quello che si legge, mi sa che ho sbagliato i conti. Riconosco che forse tutta la parte delle riflessioni di lei è troppo lunga: temevo che il passaggio alla tragedia fosse troppo brusco e invece ho finito per trascinare troppo a lungo l'introspezione di lei. Lo revisionerò "a freddo". Grazie, giudicessa
  2. Befana Profana

    [MI120] L'uomo pandimensionale

    L'ho trovato più comprensibile e accessibile alla mia mente "vintage" (diciamo così che, adesso che ho imparato che viene dal vocabolario del vino mi piace più di "vecchia") di altri tuoi racconti. I libro-game e i primi video-giochi d'avventura fatti tutti di testo mi risvegliano tanti ricordi. E in tutti queste realtà e finali, che pure hanno qualcosa in comune, nulla è davvero ciò che sembra. Mission achieved
  3. Befana Profana

    [MI 120] Le notti di Laura

    Sì, scusa, ho invertito: lui esce dal turno e la collega gli dà il cambio. Allora forse è la disparità tra i due pezzi: forse una piccola premessa già con il POV di Gianni, che ne so le sue riflessioni sul temporale, all'inizio. L'unica cosa che mi ha un po' "stonato" nella lettura è il lunghissimo capitolo visto da Laura e la brevità del finale dove si passa alla verità dal punto di vista di Gianni. Ma ripeto, è solo una sensazione mia, può essere che non abbia nessun fondamento. È in ogni caso uno dei miei racconti preferiti di questa tornata
  4. Befana Profana

    [MI 120] Una vita a un bivio

    Credo che sia il racconto tuo, tra quelli che ho letto, che ho apprezzato di più: c'è una successione di fatti e di scene, l'alternanza con la poesia è pieno di significato e funziona, la scrittura, che è sempre la tua, molto "pindarica" e a metà tra poesia e diario, qui mi sembra più efficace di altre volte, naturale, non suona ridondante o troppo ricercata. Confesso che mi manca una rivelazione finale. Mi sarebbe piaciuto, ancor di più per il "nulla è come sembra" una rivelazione su quell'uomo, alla fine. Da un pettegolezzo di un parente, da una foto sul giornale, non so. Ho capito che è un ricordo reale e tu non sai chi fosse quell'uomo, ma mi sarebbe piaciuto inventassi un finale per renderlo un racconto di fiction compiuto. È solo una preferenza da lettore.
  5. Befana Profana

    [MI 120] Sparagli Piero

    Amo molto la tua scrittura e la tua capacità di dire tanto in poche frasi, ma questo racconto non mi convince, nemmeno dopo la terza lettura. Forse è troppo breve e "sublimato" per rendere davvero la rabbia di lui, ce la accenni, ma non la sentiamo davvero. E soprattutto il nesso con la canzone mi sembra difficile da sentire. Capisco che fosse proprio quello: il contrasto tra una canzone pacifista e densa di umanesimo e una cosa violenta e cieca come un uxoricidio, ma secondo me è davvero troppo per reggere, quel contrasto. Non riesco a concepire che qualcuno, pur in preda al furore, possa sentire in quei versi un'esortazione a seguire quella rabbia. Dicono esattamente il contrario: solo la divisa ci distingue, non c'è odio tra noi, siamo due esseri umani. Certo, Piero esita e muore, ma mi sembra labile come giustificazione del "non esitare, tu uccidi!"; non credo che la donna gli punti un fucile contro. Forse con qualche riga in più la cosa avrebbe potuto rendere, ma così apprezzo lo stile, ma il contenuto mi lascia perplessa.
  6. Befana Profana

    [MI 120] Le notti di Laura

    Mi è piaciuto, si intuisce che qualcosa non va in quello che racconta Laura, ma non si indovina davvero, si legge con la curiosità e l'ansia di sapere la verità nascosta. Una cosa che, forse, non mi convince del tutto è lo stacco con il finale. Credo che sia perché tutto è in prima persona dal POV di Laura e poi si passa bruscamente al POV dell'infermiera, ma sempre in prima. Non dico che sia sbagliato, nemmeno lo so in realtà, però leggendo mi ha infastidito. Vedrei meglio il finale in terza, magari con un piccolo preambolo in terza anche in incipit: ad esempio un narratore che introduce la notte e il temporale, non so. E poi il finale con l'infermiera che esce dal turno e dialoga con il collega. Non dico che sarebbe oggettivamente meglio, a me suonerebbe più lineare. Ma è solo il mio punto di vista, il racconto è davvero ben scritto e coinvolge il lettore, nulla da eccepire.
  7. Befana Profana

    [MI 120] Nascondino al parco

    @Talia e @Poeta Zaza, vi taggo insieme perché ne avete parlato entrambe: anche io inizialmente ho pensato che rientrasse nelle due tracce, ma non ne sono convinta. Quello che commette la ragazza è orrendo, imperdonabile e ingiustificabile, ma non la vedo come una cattiva. In ogni caso non come un cattivo da romanzo che mi sembrava essere il punto della traccia di mezzanotte. Ho lasciato non dette le sue motivazioni, anche se c'è qualche accenno il percorso che l'ha portata lì, le sue ferite; ma non credo sia malvagia, in ogni caso lei non si ritiene tale. o io non volevo dipingerla così. Grazie delle belle parole, ragazze, ci ho lavorato in un tempo davvero ristretto, ma l'idea mi intrigava, sono felice che non faccia troppo schifo. Grazie di averlo notato, volevo davvero che la prima parte avesse tutto l'aspetto di un racconto su bambini al parco. Ma come! Il mio cappotto adorato è grigio. Pensa che avevo scritto cappotto verde, ma non volevo che desse troppo nell'occhio, con un colore troppo vistoso. Grigio mi sembrava un colore neutro e passepartout. In ogni caso, che ti abbia messo la pulce nell'orecchio, è normale: i due "stringersi nel cappotto" li ho aggiunti in fase di revisione, perché non volevo che sembrasse troppo tranquilla e perché volevo che ci fossero degli "indizi" sul finale della storia. Grazie, @Ippolita2018, un commento pregevolissimo come sempre. E grazie peri il "capotto" che non avevo proprio visto @Lauram, dici? Non volevo incollarci solo il gesto kamikaze in una frase, volevo che ci fosse comunque un minimo di esitazione e di autoincoraggiamento di lei; non volevo che passasse bruscamente dal sorridere ai bambini a farsi esplodere, ma forse è un po' lunga e ridondante. Lo rileggerò tra qualche giorno, a mente fredda e vedo cosa mi suggerisce. Grazie mille del commento @Adelaide J. Pellitteri, grazie. Temo che tu sia un po' troppo generosa nel giudicare, penso che abbia ampi margini di miglioramento, ma sono felice che ti sia piaciuto e ti ringrazio molto degli apprezzamenti.
  8. Befana Profana

    [MI120] La luna di Ripazzecca

    Ecco, a questo non avevo proprio riflettuto: inizia sotto la spoglia di un racconto dell’assurdo, basato su un evento incredibile, ma in realtà si rivela un racconto di satira sociale. Lo spirito della traccia è centrata in pieno. Sei troppo sottile per i miei lenti neuroni senescenti, @Edu, confermo e rinforzo il mio apprezzamento del racconto. E dell’autore, ça va sans dire. 👍
  9. Befana Profana

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Ripetizione: emissione di peti di natura, durata e sonorità simili, uno dopo l’altro, a intervalli regolari, in un determinato lasso di tempo. Una variazione artistica cara agli habitué del KGUCJ ROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  10. Befana Profana

    [MI120] ciak, si gira

    L’idea dello spot è molto carina, e forse potrebbe pure essere efficace. Quello che è un po’ meno riuscito, a mio parere, è il finale un po’ troppo « melenso », scusa, è un brutto aggettivo, ma era meglio di patetico. Lo vedrei meglio un po’ più breve. Invece, ho visto che te l’hanno già fatto notare, l’errore sta nel parlare di campagna di ricerca sulle malattie genetiche rare. La sclerosi multipla (immagino si parli di quella) è una malattia autoimmune, certo la predisposizione genetica è tra i fattori di rischio, ma non è una malattia genetica, e non è purtroppo rara. Ma basterà cambiare da malattie genetiche a « campagna per la ricerca sulla SM. Davvero godibile, in ogni caso
  11. Befana Profana

    [MI120] Elena

    @Talia, sì, in effetti non avevo proprio capito che fossero sogni. Credevo fossero spezzoni di pensieri/ricordi e mi sembrava strano che pensasse a tutte queste cose. Mi sa che questa cosa dell’assopirsi e sognare lo devi rendere un po’ più esplicito. Così giustificherebbe meglio anche « la tipa in bianco » e « la ballerina ».
  12. Befana Profana

    [MI120] La luna di Ripazzecca

    Confesso che non ho capito quale sia la realtà apparente dell'incipit che invece si rivela differente nello sviluppo della trama, il "niente è ciò che sembra", ma l'aderenza alla trama non devo giudicarla io e nemmeno so farlo, quindi chissene! Ho riso tanto, mi è piaciuto moltissimo, la spiegazione del causa/effetto dello shutdown, poi, è una perla. Applausi a scena aperta. Ho solo un'obiezione da muoverti: il racconto pecca di verosimiglianza, perché figurati se con una cosa così, non ci andava a presenziare Salvini in divisa, per farsi un selfie davanti alla luna bassa!
  13. Befana Profana

    [MI120] Elena

    Ti confesso che a queste frasi ho pensato "sta partorendo"; quindi l'effetto sorpresa mi si è un po' guastato. Non so se sia questo il problema, ma il racconto non mi ha preso. Non ho difetti oggettivi a rimproverargli, trovo che sia scritto bene, ci sono anche immagini molto riuscite ed efficaci, ma non mi sono sentita coinvolta. Soprattutto, mi sono chiesta se davvero c'è chi durante il travaglio rivive la propria vita per spezzoni, come un film a episodi. Personalmente, pensavo solo a respirare tra una doglia e l'altra, e, al momento cruciale, semplicemente che volevo che finisse perché non ce la facevo più. E tanti improperi per chi ripeteva "bene, così, ma più forte e più a lungo". Questo è molto personale, davvero, non è una critica tecnica o stilistica, è proprio questione di affinità con il testo. Invece, le cose sulla "tipa in bianco" e la "ballerina", trovo che siano un tentativo di barare con il lettore. Voglio dire, lei sa di essere in sala travaglio, sa che quelle sono ostetrica e infermiera, capirei le chiamasse "la capa" e "la stronza", o "la bionda " e l'aguzzina, insomma, cose così, ma quel parlarne come se non sapesse chi sono e cosa vogliono da lei mi sembra solo un modo dell'autore per depistare il lettore. Io lo vedo così, magari non è vero. Sì, apprezzo sempre molto la tua scrittura, ma questo racconto non mi ha appassionata. Perdonami. Ciao
  14. Befana Profana

    [MI120] I fantasmi non hanno le ali

    Penso che il difetto del racconto sia che è stato scritto in fretta. Grazie al cappero, dirai tu! Ma non è un'osservazione totalmente gratuita, intendo dire che l'idea e lo sviluppo sono davvero ottimi, ma nella realizzazione si sente la mancanza di tempo per rileggere e limare. Tipo l'inizio, che ho trovato un po' faticoso con quei trapassati, e soprattutto il finale che vuole a tutti i costi svelare tutto. Secondo me, la cosa dell'omosessualità si intuiva, dal dialogo con il fratello, forse potresti far uscire ancora più indizi dallo scambio tra i fratelli, per non dover fare tutta la specie di postilla finale che svela tutti i dettagli. Anche la cosa del compagno morto potrebbe uscire dopo, tipo all"era venuto a darmi un ultimo saluto", una cosa come aveva scelto quel giorno perché il suo compagno era morto. Non so, è un esempio schifosetto, ma insomma, distillarlo nel racconto invece di mettere quelle 7/8 righe che raccontano la biografia del fratello. Penso che rivisto con calma, ripensato soprattutto nel finale, diventerebbe un racconto eccellente. L'idea del fratello che viene come fantasma del natale passato di Dickens la trovo meravigliosa. come il "seppellito sotto una coltre di bugie". E lui che dice che avrebbe voluto vederlo volare via... bello bello bello
  15. Befana Profana

    [MI120] Fratelli

    Piacciono un sacco anche a me e tendo sempre a metterne qui e là, (quelle e le frasi con doppia negazione), forse per quello le ho notate. Su rasposo, non so che dirti: non l'avevo mai sentito e il Treccani mi dice quello, ma magari ha altri usi che non so. Sul fatto che "dannatissima" non si capisca, non ci giurerei, forse sono solo io che non afferro perché sono un po' fusa, ora. Infatti ti do la buonanotte, spero di non aver fatto pasticci nel postare, se no lo scoprirò domani.
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