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Befana Profana

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Su Befana Profana

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    Scribacchino
  • Compleanno 9 maggio

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    Donna
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  1. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Tanti inutili filosofi obbligano chi RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD 
  2. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Tanti inutili filosofi RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD 
  3. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricomincio io, ricomincio io, pappappero! Tanti RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD 
  4. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    L’hinterland atlantideo, mucillaginoso in vista, bordava uno zoo off-limits. Gigantesche upupe seguivano educate quaglie amorfe; tutt'intorno fervevano odorosi campi, dove risplendevano ninfee esili. Poseidone, lo hippie acquatico, mesceva ingredienti vociando belluinamente: «Udite, zoticoni, oggi gusterete uno scorfano eccellente!» quando Atlante, toltosi i fuseaux, obiettò che desisteva. «Ripensaci, nanerottolo!» esclamò Poseidone lungimirante. «Hai ancora macchie incancellabili!» «Volendo battere urogalli, zapperò ognora, garantendo ultraterrena semina. Espierò, quantunque avvilito, tutto il fio oltraggioso conosciuto.» Dioniso ruttò narcisisticamente e, pavoneggiandosi, latrò: «Hulok! Ancora maccheroni!» Intanto, Vercingetorige borbottava uggiosamente: «Zotici, orsù, gustate ululoni succulenti: esperirete quintessenziali aromi, traendone idilliaci fermenti occasionali. Cariatidi!» Debordando raminghi nell'etere pindarico, l'Hermes, Atlante meditabondo, invero videro, brulicante, una zona opaca  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD  Help! Usciamo da questo delirio, qualcuno trovi una conclusione, Help!
  5. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    L’hinterland atlantideo, mucillaginoso in vista, bordava uno zoo off-limits. Gigantesche upupe seguivano educate quaglie amorfe; tutt'intorno fervevano odorosi campi, dove risplendevano ninfee esili. Poseidone, lo hippie acquatico, mesceva ingredienti vociando belluinamente: «Udite, zoticoni, oggi gusterete uno scorfano eccellente!» quando Atlante, toltosi i fuseaux, obiettò che desisteva. «Ripensaci, nanerottolo!» esclamò Poseidone lungimirante. «Hai ancora macchie incancellabili!» «Volendo battere urogalli, zapperò ognora, garantendo ultraterrena semina. Espierò, quantunque avvilito, tutto il fio oltraggioso conosciuto.» Dioniso ruttò narcisisticamente e, pavoneggiandosi, latrò: «Hulok! Ancora maccheroni!» Intanto, Vercingetorige borbottava uggiosamente: «Zotici, orsù, gustate ululoni succulenti: esperirete quintessenziali aromi, traendone idilliaci fermenti occasionali. Cariatidi!» Debordando raminghi nell'etere pindarico, l'Hermes, Atlante meditabondo, invero videro, brulicante, una  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD 
  6. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    L’hinterland atlantideo, mucillaginoso in vista, bordava uno zoo off-limits. Gigantesche upupe seguivano educate quaglie amorfe; tutt'intorno fervevano odorosi campi, dove risplendevano ninfee esili. Poseidone, lo hippie acquatico, mesceva ingredienti vociando belluinamente: «Udite, zoticoni, oggi gusterete uno scorfano eccellente!» quando Atlante, toltosi i fuseaux, obiettò che desisteva. «Ripensaci, nanerottolo!» esclamò Poseidone lungimirante. «Hai ancora macchie incancellabili!» «Volendo battere urogalli, zapperò ognora, garantendo ultraterrena semina. Espierò, quantunque avvilito, tutto il fio oltraggioso conosciuto.» Dioniso ruttò narcisisticamente e, pavoneggiandosi, latrò: «Hulok! Ancora maccheroni!» Intanto, Vercingetorige borbottava uggiosamente: «Zotici, orsù, gustate ululoni succulenti: esperirete quintessenziali aromi, traendone idilliaci fermenti occasionali. Cariatidi!» Debordando raminghi nell'etere pindarico, l'Hermes, Atlante meditabondo invero, videro RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  7. Befana Profana

    Il gioco del Testo Alfabetico

    L’hinterland atlantideo, mucillaginoso in vista, bordava uno zoo off-limits. Gigantesche upupe seguivano educate quaglie amorfe; tutt'intorno fervevano odorosi campi, dove risplendevano ninfee esili. Poseidone, lo hippie acquatico, mesceva ingredienti vociando belluinamente: «Udite, zoticoni, oggi gusterete uno scorfano eccellente!» quando Atlante, toltosi i fuseaux, obiettò che desisteva. «Ripensaci, nanerottolo!» esclamò Poseidone lungimirante. «Hai ancora macchie incancellabili!» «Volendo battere urogalli, zapperò ognora, garantendo ultraterrena semina. Espierò, quantunque avvilito, tutto il fio oltraggioso conosciuto.» Dioniso ruttò narcisisticamente e, pavoneggiandosi, latrò: «Hulok! Ancora maccheroni!» Intanto, Vercingetorige borbottava uggiosamente: «Zotici, orsù, gustate ululoni succulenti: esperirete quintessenziali aromi, traendone idilliaci fermenti occasionali. Cariatidi!» Debordando raminghi nell'etere pindarico, l'Hermes, Atlante meditabondo RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  8. Befana Profana

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Notturna: recipiente apposito per elezioni al buio UCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  9. Befana Profana

    Tautogrammiamo insieme?

    La lunga lama lambiva lascivamente le labbra leggiadre, Laura lacrimava lentamente, lanciando labili lamenti. Laconica, la lama lacerò, lordò, logorò, linciandola lascivamente. Legata, languente, la labrador lagnava, lottando, latrò lungamente. Prossima lettera: G?
  10. Befana Profana

    [MI 138] Senza parole

    @Garrula @Lo scrittore incolore mi sono accorta solo ora di non avervi ringraziato per i bei commenti, lo faccio ora @flambar ti ringrazio molto, anche se so benissimo di essere seconda, terza e pure quindicesima dietro a parecchia gente, in termini di scrittura Fare i genitori è difficile, ma sopportare i contributi non richiesti di chi vuole insegnarti a farlo è infinitamente più dura. Per fortuna ci sono i figli a mostrarci la via, ognuno la propria. Ancora grazie, lupo di mare
  11. Befana Profana

    [Gioco] Catena musicale

    The ghost of Tom Joad - Bruce Springsteen & Tom Morello (e scusate se è poco )
  12. Befana Profana

    [Gioco] La catena

    Intarsio - stilizzato - ritratto - uomo - furbizia - lestofante - briccone - pataccaro - mercante - compravendita - esperto - valutazione - orefice ISRUFLBPMCEVODGATN
  13. Befana Profana

    [TW-1] L'unica ombra

    Ahahah certo, infatti il tuo commento è più che utile, mi faceva solo ridere il trovarmi a riflettere a due passati prossimi così... prossimi (che poi ci ho riflettuto più dopo aver letto il tuo commento che scrivendoli, quei tempi verbali, di sicuro. E ci rifletterò ancora.)
  14. Befana Profana

    [TW-1] L'unica ombra

    @Poeta Zaza @Almissima non so perché lei decida di parlare: nella mia concezione, una persona "per bene" non riesce a tenere nascosta una colpa, a un certo punto deve confessare, quale che sia il prezzo di tale confessione. È insito nella sua natura. Certo, Annalisa ha aspettato un momento della vita in cui si sente particolarmente sicura, per farlo. Ma il racconto è abbastanza vago perché ognuno possa leggerci motivazioni e implicazioni diverse. Grazie a entrambe @Silverwillow grazie mille. Ho una passione per le "vicende" fatte di niente: di personaggi normali, con colpe, problemi e drammi normali. Mi vengono in mente, le scrivo e poi ho sempre il dubbio "ma chi può interessare?". Insomma, i vostri commenti mi confortano (il che potrebbe non essere un bene, ché poi ne scrivo altri ). Io sono abituata al francese, e flûte è femminile, non mi era nemmeno venuto in mente che in Italiano avesse cambiato genere. Anche se è vero che, alla base, la flûte è il flauto, che in italiano è un vocabolo maschile... chiarissimo, no? Buona domanda: nella mia idea, l'imperfetto rappresentava la continuità della volontà delle amiche che, dopo aver aiutato ad addobbare la sala per la festa (cosa che nel testo non c'è più perché ho dovuto tagliare caratteri), si erano offerte di aiutare anche a risistemare dopo. Il passato prossimo, invece, indicava il fatto che la coppia avesse, al momento dell'offerta di aiuto, rifiutato la proposta: un'azione puntuale e già finita, in un passato recente. Questo il mio ragionamento: è giusto? Boh! Non saprei, però è così che ho riflettuto scrivendo ma ce l'hai con i miei passati prossimi? Non lo so: rileggendo ora forse mi sembra meno naturale, ma scrivendolo mi piaceva mettere una sorta di stacco temporale: prima sono in armonia e tenerezza, simbiotici, diciamo per eccedere un po'. Nel momento della confessione tutto cambia, lui si stacca e le volta la schiena: mettendolo al passato prossimo mi sembrava rendere meglio il gesto e il fatto che lei se ne renda conto e resti qualche secondo a osservargli la schiena e lo spazio tra loro. In realtà il tutto avrebbe dovuto essere più lungo, con lei che, nel momento in cui lui sfila il braccio si avvolge nella coperta perché sente freddo, sia fisicamente che emotivamente... ma mi sono ritrovata incartatissima con i caratteri e ho dovuto tagliare in un sacco di passaggi. L'alternanza presente, passato prossimo mi sembrava dare più ritmo e dimensionalità alla scena (ma forse solo nella mia testa ) Sulle considerazioni "morali" non so, non sono categorica, sono convinta che siamo tutti diversi e che ogni individuo stesso è incapace di prevedere come agirà in una determinata occasione. Per me Annalisa non è certo una santa, ma una persona relativamente onesta e sincera che in un momento di "panico" emotivo ha fatto un gesto non premeditato, di cui non si credeva capace e di cui si vergogna. Però, a meno di essere davvero molto forti e moralmente impeccabili, è difficile da confessare. Probabilmente ha voluto farlo un milione di volte e non ne ha mai trovato il coraggio, per questo decide di lanciarsi a una data precisa, in un momento in cui festeggiano un'unione sincera che lei sa viziata da un inganno. Poi certo, dopo tutti quegli anni, si sente anche un po' confortata, sicura del legame. Che abbia fatto altre bassezze non credo, o allora non sentirebbe il bisogno di confessare questa. Ci sono persone capaci di serbare e continuare inganni e menzogne per tutta la vita senza nemmeno sentirne il peso. Nella mia idea, lei non è così. Ma il racconto è volutamente "neutro": ognuno può leggerlo e riscriverlo dal suo punto di vista. Grazie mille, @RobinK commento prezioso e denso di riflessioni il tuo no, perché "a lavoro" è scorretto. Anche se è un dialogo preferisco utilizzare la formulazione italiana e non gergale. non sei il solo: anche @RobinK concorda con te. Non sto a rifarti la pappardella, se vuoi ho già risposto a lei sulle ragioni della mia scelta, ma in ogni caso è più che probabile che abbiate ragione voi Sulle considerazioni sulla coppia, non so: nella mia idea, probabilmente non sarebbe cambiato nulla, dopo i due anni a distanza la coppia avrebbe resistito lo stesso; ma lei si è fatta prendere dal panico e gli ha fatto una schifezza alle spalle. Che lui abbia riempito mancanze con lei non credo, è difficile soddisfare delusioni professionali con altre cose. Per me il punto è proprio la perdita della fiducia nella sincerità della persona in cui da più di dieci anni credevi ciecamente. Sommato al saper di aver perso un'occasione importante cui avevi diritto. Però, come ho detto a tutti, il racconto è volutamente abbastanza neutro e "universale" perché ognuno lo interpreti a suo modo. Grazie mille, @EssereUmanoUsaeGetta e piacere di conoscerti. non è questione di abbondanza, hai ragione: qui ho tagliato parecchio sulla caratterizzazione dei personaggi. Mi sono ritrovata molto più stretta di quanto pensassi negli 8000 e ho dovuto sacrificare un sacco di cose, tanto sulla situazione e i legame tra i due, che sul dopo la rivelazione. del resto trovo che risulti troppo brusca la decisione di lei di confessare, ho dovuto tagliare diversi momenti di dialogo e insofferenza con se stessa. I personaggi, causa spazio, sono decisamente neutri, il che è un difetto netto per un racconto. Speriamo almeno diventi un vantaggio per chi avesse voglia di dargli un seguito Ciao @caipiroska e grazie mille.
  15. Befana Profana

     [TW-1] Venti minuti dopo le diciannove 

    usi la terza persona narrante, ma per tutto il testo la tua voce narrante ci offre il punto di vista di Cosimo. Forse è davvero esterno nelle primissime righe, mentre ce lo mostra intento a fumare, ma poi conosciamo la vicenda solo attraverso il suo punto di vista: i suoi ricordi, i suoi progetti per la collega, la visita alla madre, i sensi di colpa, anche l'arrivo delle ragazze lo conosciamo solo attraverso la percezione che ne ha lui, e il fastidio che gli provoca. Per questo il repentino cambio di punto di vista del finale mi interloquisce. Lo avrei visto più naturale se il narratore fosse stato più "esterno" e "neutrale" dall'inizio, o almeno avesse già cambiato spalla da cui osservare il tutto in precedenza, non solo in chiusura. Ma probabilmente è una pignoleria tutta mia, non lo escludo
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