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Joyopi

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Joyopi ha vinto il 14 aprile 2017

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    Napoli

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  1. Joyopi

    Guanto di Sfida

    Grazie mille a @Black per la disponibilità e a tutti coloro che hanno avuto la gentilezza di passare a commentare. Complimenti sinceri ad @AlexComan per la vittoria meritata. E adesso... rimettetemi in lista, subito! (per favore)
  2. Joyopi

    Mezzogiorno d'inchiostro 121 - Topic ufficiale

    È da tempo che voglio scrivere un racconto sul tema, per scaramanzia... forse è giunto il momento? Gran belle tracce, quella sul velo di Maya mi intriga parecchio.
  3. Joyopi

    [Sfida 17] Klondike

    @mina99 Grazie Minuccio, troppo buono!
  4. Joyopi

    Guanto di Sfida

    Eccomi
  5. Joyopi

    [Sfida 17] Klondike

    Commento Sfida a @AlexComan Genere horror, tema: giustificare la crudeltà boa: non più di tre numeri (o parole riconducibili a numeri). Klondike A quel tempo ero uno dei tanti cercatori solitari e speranzosi che erano accorsi nella regione di Yukon. A seguito della prodigiosa scoperta da parte di George Carmack, la voce di immani ricchezze nascoste in quelle terre remote e fredde era giunta molto rapidamente fino a San Francisco e così fiumane di cercatori d'oro, più o meno improvvisati, si erano riversate verso nord passando da Skagway e giungendo sulle sponde dello Yukon e del Klondike. Erano gli ultimi anni del secolo. Io ero una piccola goccia di quella corrente impetuosa. Come tutti, avevo preso base a Dawson City, un borgo di montagna che si era trasformato in una cittadina misera e spettrale nella quale carestia e disordine la facevano da padrone. Gli edifici finivano spesso in fiamme e in cenere nonostante il gelo della terra su cui poggiavano. Com'era inevitabile, infatti, in quei pochissimi anni il borgo che fino a poco prima aveva vissuto tranquillo nella sua isolazione aveva visto crescere in maniera esponenziale il numero di abitanti e avventori e di conseguenza i problemi. Nelle ore più tarde della notte, quando non erano sulle tracce dei filoni d'oro tra fiumi e montagne, i cercatori infestavano le locande e le sale da gioco che erano spuntate come pidocchi sulla pelle di un vagabondo, bettole squallide e pericolose in cui l'illegalità era un serpente strisciante, stamberghe in cui scoppiavano risse sanguinose senza soluzione di continuità e che quasi sempre lasciavano a terra cadaveri marcescenti. Più di una volta mi ci ero trovato invischiato, rimediando diverse ammaccature; in qualche occasione avevo visto salva la pelle solo per grazia di Dio. Fu in uno di questi saloon che incontrai Gary Williamson e John Bradbury, di Atlanta. Erano tra i più esperti cercatori d'oro dell'intero stato; avevano già preso parte a spedizioni fortunate sui Monti Appalachi e nelle valli di Black Hills ed erano appena giunti in Canada. Senza volerlo, mi ero trovato ancora una volta impelagato in una scazzottata che non avrebbe dovuto riguardarmi e quasi inavvertitamente, con una spinta, avevo evitato a Williamson una pugnalata nello sterno. Una volta sedata la rissa, l'uomo mi aveva ringraziato calorosamente e come ricompensa mi aveva invitato ad unirmi alla spedizione alla quale avrebbero preso parte l'indomani, con la promessa di rendermi ricco per sempre. Ovviamente accettai. Il mattino seguente ero in viaggio insieme a una mezza dozzina di uomini molto più esperti di me e che, a differenza del sottoscritto in occasione delle precedenti ricerche in solitaria, sembravano esattamente cosa fare e dove dirigersi. Risalimmo lungo il fiume Yukon e poi a nordest, attraverso le sponde dell'affluente principale, il Klondike River. Lasciammo alle nostre spalle molti gruppi di cercatori, soprattutto dalle parti di Rabbit Creek. Bradbury disse che lì si concentrava la maggior parte degli avventurieri perché in quelle zone erano avvenute le scoperte originarie, ma che proprio per questo le vene aurifere della zona erano quasi esaurite e dunque avremmo dovuto proseguire. Io seguivo il gruppo senza fare eccezione. Era palese la sicurezza di quegli uomini, in particolare di Williamson che teneva la testa. In seno avvertivo l'eccitazione per la fortuna che avevo avuto. Non feci alcuna domanda per tutto il tragitto, anche se dentro di me bruciavo dalla curiosità di sapere dove fossimo diretti. Ci fermammo solo al tramonto, nei pressi di una vallata coperta di neve e fanghiglia. Radmond, un uomo tozzo e basso dall'aria simpatica, si occupò di montare le tende assieme a Bradbury e a un altro uomo di cui non conosco il nome. Io approfittai per scambiare qualche parola con Williamson mentre appiccavamo il fuoco. Gli raccontai qualcosa di me, della città da dove venivo e delle settimane da me già trascorse in quelle terre del nord, completamente infruttuose. Lui ridacchiò. Mi parlò delle sue precedenti spedizioni, tutte molto soddisfacenti, e mi promise che avrei lasciato il Klondike carico d'oro. Proseguimmo a parlare a lungo dopo aver consumato la cena a base di fagioli e carne di cervo e nell'ascoltarlo mi rendevo sempre più conto di quanto fosse un uomo straordinariamente carismatico e saldo. Anche nell'aspetto, con un corpo robusto e sano e un volto deciso e irsuto su cui spiccavano occhi grigi di lupo, confermava le mie impressioni. Quando pensai di essere ormai del tutto degno della sua fiducia, mi decisi a chiedergli dove stessimo andando e, soprattutto, come mai sembrasse così sicuro di trovare l'oro. Williamson non disse nulla. Sembrò come se, per la prima volta da quando lo avevo conosciuto, non covasse già le parole e le cercasse da qualche parte dentro di sé. La risposta arrivò con un tono e una voce che mi fecero rabbrividire: «Io conosco il percorso dell'oro, io so vedere l'oro». Trascorse una settimana. Avevamo risalito il Porcupine River, disceso il Peael fino a Kluane Lake, l'immensa distesa di ghiaccio che da quelle parti chiamano lago, e scalato diverse catene, dove il freddo mi entrava nelle ossa. La notte che accadde la tragedia eravamo accampati ai piedi di una di esse, a poche miglia da un villaggio di aborigeni Métis, i quali sarebbero stati la mia salvezza. Quella sensazione di cieca fede e certezza nella guida di Williamson aveva cominciato a scalfirsi in ciascuno di noi per effetto della fatica e del freddo. Anche il comportamento dello stesso Williamson s'era fatto pian piano meno sicuro e razionale. Alcuni dei compagni giuravano di averlo visto in alcuni dei momenti in cui si allontanava o prima che gli altri si svegliassero, disegnare strani percorsi sulla neve. Quella notte non riuscii a dormire, ancora oggi non ne conosco il motivo. Qualsiasi cosa fosse a tenermi sveglio, so di dovergli la vita. La luna era già alta nel cielo e rischiarava la vallata che, per effetto del pallore proiettato sulle foreste, appariva un labirinto di ombre. Ero uscito dalla mia tenda. Nonostante il freddo pungente cominciai a camminare, allontanandomi dal campo, senza una meta. Covavo un senso di inquietudine. Mi diressi per un mezzo miglio a nord, verso una specie di innalzamento. Mi sedetti lì e restai per qualche tempo in ascolto della notte, fino a che un urlo ne squarciò il dolce sussurro. Quando tornai al campo quello che vidi mi fece inorridire: a terra giacevano i corpi degli uomini con i quali avevo viaggiato fin lì, il cui sangue a partire dalle loro facce dipingeva sul bianco della neve un percorso maledetto. Accanto a loro Williamson era accovacciato e sussurrava con una voce maledetta: «Oro... l'ho trovato...». Sul momento non capii. Capii il senso di quelle parole solo molto dopo, mentre a Dawson City assistevo all'impiccagione di Williamson, quando mi si figurò la seconda delle terrificanti immagini, le più spaventose che abbia mai visto e che ancora mi tormentano il sonno... L'una mi si era presentata quando avevo guardato sui volti dei cadaveri sulla montagna. Dove prima erano gli occhi, ora c'erano solo cavità vuote e buie. Williamson aveva usato il piccone. L'altra ha a che fare con il viso del pazzo... di colui che credevo pazzo, prima che la pazzia forse raggiungesse anche me. Un attimo prima che il cappio gli spezzasse il collo e lo consegnasse alla morte mi guardó dritto. I suoi occhi. Giuro che scintillavano come due pepite d'oro.
  6. Joyopi

    Sayonara Karada

    Incipit interessante, quasi da componimento poetico. Bella. Inverti. Senza dubbio inaspettato. Innanzitutto io qui i pronomi li toglierei proprio (voi/esso). Se proprio vuoi tenerli, esso è sbagliato. Lo schiavo è una persona, un "egli". Eliminerei anche la virgola. refuso. Perché il no? Bello questo pezzo, anche le righe precedenti. Questo è un parere davvero soggettivo: non amo molto l'uso delle onomatopee, e qui mi disturbano un po' quei due cogh (che poi non dovrebbe essere coff?). In pezzi come questi mi piaci, mi intrighi. Occhio, sì. Finale eccellente. Non conosco il manga, quindi giudico il tuo racconto in maniera indipendente. Stilisticamente c'è qualcosa che mi intriga ma allo stesso tempo più di un aspetto da migliorare: l'uso dei pronomi, innanzitutto, che ho trovato eccessivo e in qualche caso errato; l'uso delle virgole rivedibile in più punti, a mio parere. Come contenuto ho apprezzato molto il racconto, soprattutto il modo originale in cui hai trattato una sorta di saliscendi, una discesa nell'inferno dell'inquietudine, poi una parvenza di salvezza nell'amore, poi ancora un baratro e infine la "rinascita"... Molto interessante, molto orientale. Alla prossima.
  7. Joyopi

    Mezzogiorno d'Inchiostro n. 120 Topic ufficiale

    Wow, complimenti ai giudici, due tracce fantastiche. Le sento entrambe nelle mie corde, cercherò di partecipare (anche se orfano di @Plata mi sento poco creativo)
  8. Joyopi

    Guanto di Sfida

    Okay ragazzi, grazie per il chiarimento.
  9. Joyopi

    Guanto di Sfida

    @Black, perdonami ma ho un dubbio sul tema: "giustificare la crudeltà"... in un horror di solito si tende a inserire il sovrannaturale. Può essere qualcosa di sovrannaturale appunto la "base" della crudeltà di un personaggio, quello che la giustifica, almeno per lui? Grazie.
  10. Joyopi

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Ancora c'è qualcuno che non ha capito che il ritardatario ufficiale del wd sono io? Grazie infinite a tutti per averci votato, ma soprattutto per i meravigliosi commenti. È stato un contest eccezionale, difficile e molto costruttivo. Io personalmente ho imparato molto, come ad esempio costruire una storia più complessa a partire da un racconto breve. Sono certo che mi sarà molto utile in futuro e per questo ringrazio sentitamente gli amici dello staff che hanno reso possibile tutto ciò. Ovviamente ringrazio il socio e fratello @Plata, con il quale è sempre un grande piacere scrivere. La sua percentuale di merito in questa vittoria va molto ben oltre la metà Mi auguro di avere altre occasioni per divertirci insieme come stavolta. Un grazie va anche al mitico @Bango Skank che, dal contest dello scorso anno in cui eravamo un trio, non ha smesso di darci consigli e di renderci partecipi delle sue preziose esperienze. Infine, dedico moralmente la vittoria a @simone volponi , che in tutto ciò non ha fatto un ca...o, ma da grande escluso di questo contest è stato sempre nei nostri pensieri! Forza Jingle's Bleah, sempre!
  11. Joyopi

    [Natale 2018-3] Stalattiti e stalagmiti

    Chapeau! Ottimo racconto, ottima spiegazione. Seriamente, ho apprezzato molto sia il racconto in sé, sia in quanto prequel. L'arco del personaggio Isa è ben studiato ma allo stesso tempo non stereotipato (o almeno, non troppo) né forzato. Proprio perché, come hai scritto qui sopra, spesso la vita ti porta a diventare quello che non vorresti senza che te ne accorga, con le sfumature, le mancanze, il tempo... Ho apprezzato anche il simbolismo cristalli/stalattiti. Da approfondire. Brave, un racconto intelligente, oltre che ben scritto.
  12. Joyopi

    [Natale 2018-3] Doni dolenti

    Adoro queste due! Spassoso, dall'inizio alla fine. Una commedia senza pretese ma realizzata coi fiocchi! (di neve). La renna, Nic...ops, Babbo Natale... tutti personaggi riusciti benissimo. Ma le due protagoniste, su tutti, meritano sul serio di essere riprese. Davvero brave.
  13. @Intro, la classe non è acqua... qui ce n'è eccome, riconoscibile la tua impronta (senza nulla togliere alla tua socia, personalmente ho apprezzato molto tutti e tre i vostri racconti e vi consideravo/considero una delle coppie più forti). La scrittura è eccellente, la costruzione delle scene pure, i personaggi sono assolutamente vivi e visibili. I costrutti lunghi e ricercati sono un marchio di fabbrica. Solo nella prima parte forse avrei asciugato qualche passaggio, ma è gusto personale. Riguardo il finale, be', io da un certo punto in poi avevo più o meno intuito cosa sarebbe successo. A me il surreale piace, quindi non mi disturba affatto la virata, né l'assenza di una spiegazione che la accompagni. Forse (ma è una mia semplice preferenza) se lo avessi scritto io avrei calcato un po' la mano con un finale horror, oppure avrei troncato senza l'ultima frase. Bravi, ottimo lavoro.
  14. Joyopi

    [Natale 2018-3] Il colore della neve

    Davvero notevole. Ho scelto di commentarvi in un modo meno usuale per me, ovvero evidenziando i passaggi che mi hanno colpito, solo quelli, perché li ho trovati davvero degni di essere messi in risalto. Ottimo monologo, molto ben condotto. Ho apprezzato anche l'idea di base: il prequel che avete scelto è assolutamente coerente sia stilisticamente che tematicamente con il racconto "zero". Idea semplice ma vincente.
  15. Joyopi

    Il gioco del "se fosse"

    Lasagna, senza discussione. Se tu fossi una parolaccia?
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