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Anglares

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  1. Anglares

    Cosa cercate in una poesia?

    @Roberto Ballardini eccole qui:
  2. Anglares

    Superficie riflettente

    @Rica ciao, Lieto di ritrovarti in questo gioco poetico. La tua poesia fa da contrappunto all'ultima di Nanni. Sei riuscita a preservarne la voce e a farlo parlare con le sue parole, attraverso cui si vive e si rivive. Direi che hai fatto pienamente centro. A presto.
  3. Anglares

    Cosa cercate in una poesia?

    La discussione si fa sempre più articolata e interessante. In tutti gli interventi emerge una sincera passione per la poesia, ognuno con il suo perché. Concordo con @ire70 sull'importanza dell'onesta ma ancora di più sento mie le parole: Così come trovo molto vicine le motivazioni di @Mathiel , in particolare sulla questione dell'innesco poetico. Riguardo le riflessioni di @Patrik concordo con la questione metalinguistica, che è una regola per l'arte contemporanea. Ma credo che ciò che rende attuali è la capacità di sentire la propria epoca. Un autore deve avere spessore nello sguardo, altrimenti qualsiasi soluzione diventa estemporanea.
  4. Anglares

    Cosa cercate in una poesia?

    @Mattia Alari il guaio è che un qualsiasi argine sarebbe elitario, il rischio è di silenziare chi la pensa diversamente. Ci siano pure le migliaia di voci, l'importante è trovare il proprio posto e riuscire a comunicare. Il problema inizia quando si vuole essere il centro di qualcosa.
  5. Anglares

    Cosa cercate in una poesia?

    @Mattia Alari no, non seguo riviste letterarie, ma credo che un'influenza decisiva nella comunicazione provenga dall'editoria. Nel bene e nel male. La cultura è un bisogno, ma allo stesso tempo un mercato. Questo determina molte tendenze, ma rende possibile la circolazione di una quantità sterminata di materiale.
  6. Anglares

    Cosa cercate in una poesia?

    Bene, un inizio interessante. Concordo. Spesso è qualcosa che mi mette a disagio, almeno quando assume connotati minimalisti e rischia di nascondere un'assenza di originalità. @Mattia Alari concordo su certa produzione letteraria, "professionale e esperta". Spesso trovo più interessanti dei testi imperfetti, dove c'è un'artigianalità della parola e si intuisce una maggiore aderenza a una urgenza poetica. Il linguaggio deve andare incontro alle persone, invece molta produzione sembra più interessata a inserirsi all'interno di tendenze stilistiche.
  7. Anglares

    Berta, il prato e la città

    @Rica una fiaba dall'intento didattico. Premettendo che non ho competenze didattiche provo a dirti la mia sulle questioni che poni. Per me, per lo stile scelto, funziona più la fiaba, dunque la forma racconto rispetto a una versione drammaturgica. Anche perché dovrebbe comprendere (a mio avviso) un'interazione con i ragazzi. Dunque concordo con la forma narrativa. Riguardo il mettere in evidenza motivi ricorrenti, può essere una scelta. Anche caratterizzare di più i personaggi può ottenere lo stesso effetto: inventarsi delle beghe tra le tre protagoniste, una sottotrama più ricca che catturi l'attenzione, potrebbe produrre un aumento dell'attenzione. Dunque qualcosa che crei pathos nel racconto lo allontanerebbe dal tono di una lezione di geologia. Poi alcuni dettagli ho il sospetto che possano distrarre, se non sono necessari potrebbero essere tralasciati: l'origine greca, di una parola, alcune descrizioni del luogo che entrano troppo in forma descrittiva e fanno un po' "pro loco". Anche il gioco della filastrocca della capra e la panca sarebbe interessante se entrasse in modo ancora più ludico, come una filastrocca che martella nella testa la povera capra e lei che goffamente prova a interpretarla, magari con delle gag che strappano qualche sorriso ai bambini. Credo che li terrebbe ancora più dentro il racconto. Questa cosa la accenni ma potrebbe essere più sviluppata. In sintesi se devo segnalare in che direzione lavorare, dissimulerei di più il carattere didattico e renderei il racconto più "romanzato" con passaggi più ludici e per contrasto una esaltazione dell'umanità del risvolto più drammatico del tema. Che qui è detto, ma se indotto è più efficace. Ovviamente nei modi e i dosaggi adatti a un pubblico di bambini. Queste le mie considerazioni, spero di esserti stato utile. A presto.
  8. Anglares

    Cosa cercate in una poesia?

    Salve a tutti. Ho notato in questi giorni nella sezione poesia una tendenza a riflettere sul senso di questo tipo di scrittura. Commenti molto interessanti e componimenti di qualità hanno dato vivacità alla sezione. Credo sia stimolante avere uno spazio di discussione dove confrontarsi e raccontare ciò che origina la propria necessità poetica. Dunque visto che c'è già questa discussione chiediamo ospitalità a @ire70 , so che ogni iniziativa che promuove la poesia la vede partecipe entusiasta. Dunque taggo @Elisa Audino, @Mattia Alari, @Patrik per le interessanti questioni proposte nei commenti. Poi @Ippolita2018, @Poeta Zaza e ovviamente @ire70, essendo tra le utenti più presenti in sezione. Non si tratta ovviamente di arrivare a un senso univoco della poesia, ognuno ha le sue ragioni e le sue necessità. Ma già esprimere il proprio sentire è un momento di arricchimento. Dunque entro nel merito per primo. Chi un po' mi conosce sa del mio interesse per la sperimentazione, per il Surrealismo, e l'importanza che ha per me il trasferire il più possibile un ruolo attivo al lettore. La scrittura è per me un innesco emotivo per mettere in comunicazione delle sensibilità. In questo non faccio grande differenza tra la prosa e la poesia, così come per gli altri linguaggi. Ad esempio ho trovato molto interessanti diverse osservazioni sulla necessità di cercare un ritmo che non sia metrico. Per molto tempo mi sono interessato soprattutto alla poesia in prosa e la questione metrica l'ho relegata a un residuo di una tradizione letteraria superata. Questo non vuol dire che non gli riconosca un valore, ma che oggi il ritmo è per me legato al senso. Dunque i versi sono segmenti di significato che rispondono al ritmo della loro assimilazione più che a un tempo musicale. Chiaramente è solo una delle linee di ricerca che possono guidare la scrittura. Vedo che diverse persone esprimono la libertà del verso associandola a un lavoro di sottrazione, asciugando il linguaggio nella ricerca dell'essenzialità. C'è poi la questione del rapporto con la contemporaneità, tirato in ballo in qualche discussione, lì credo che sia importante la capacità di osservare, più che una posizione stilistica. Per me la forma segue, ma anche questa è solo la mia posizione. Questa è qualche mia riflessione per iniziare. Se l'argomento vi interessa fatevi avanti.
  9. Anglares

    Fiamma di vapore

    @Dark Smile bentornata in officina. Come sempre mi stupisci e rimango rapito dai tuoi testi. Perché non cerchi un tema a fuoco, ma sai sentire le tue suggestioni e le esibisci nel loro dis-ordine. E l'ordine dunque? Riguarda quello che è il motivo per cui scrivo, per cercare quella scintilla, la prima, quella che innesca il senso delle cose. E se si ha il coraggio e la fermezza di mostrare i pensieri prima che vengano limati dal nostro senso di ragione, allora portiamo in superficie un mondo meraviglioso. Nel senso letterario del termine. Il tantrismo parla di punti (chakra) nel nostro sistema nervoso che se collegati liberano dei flussi energetici, in Cina vengono detti meridiani. Allora, fiori di sangue, battito che non è sul polso (nominato), ma nelle narici, nervature (appunto!), e gli occhi che chiudono il cerchio tornando ai polsi. Si dice sinestesia, ma dietro c'è un mondo, tantissimo di quello che è stato il linguaggio artistico contemporaneo. Perché questo mescolamento sensoriale produce uno slancio intellettivo nel trovare un equilibrio e molta della ricerca più sperimentale ha posto questa energia positiva del fruitore come il vero soggetto dell'arte. L'idea che l'atto progettuale consista nel costruire un meccanismo che evochi questa dimensione pone un autore in un rapporto diverso con l'atto creativo. Se si comprende questo si intuisce che un atto creativo anche se decostruisce il linguaggio e si presenta come irrazionale, non è per nulla nichilista, perché parla alla parte positiva della persona. Questa luce che io cerco nella mia scrittura, la ritrovo anche nella tua, e questo me la rende preziosa. Qui scuoti il lettore sballottandolo a ondate con azioni dinamiche che lo avvolgono disorientandolo. Il senso di equilibrio (dunque stordimento), non nominato, è comunque evocato. Seguendo questo gioco poetico definirei questi versi delle campane poetiche che martellano l'animo. Il tutto canalizzato poi nel seguito: Quel turbine sensoriale mette a fuoco un bisogno, la ricerca di una risposta. Ecco che quell'energia appena liberata viene indirizzata: è un dialogo, quindi pensiero formato rivolto fuori (dimmi), la ricerca di un ordine, all'interno di un rapporto umano. Questa è arte, linguaggio. Poesia. A presto.
  10. Anglares

    Sonata al chiaro di nulla

    Ciao @Nerio Un componimento lirico e dolcemente incantato. Bello leggerlo con la musica che hai scelto. Scivola come una carezza dell'animo, dove le scelte grafiche, importanti, ma gestite con un ordine garbato, accompagnano la lettura. Ci ritrovo un tuo certo gusto per il grottesco e l'horror nel cogliere l'immagine del teschio e del cimitero bellissimo. Per il resto il procedere avviene a lenti passi, cullando il lettore. A parte le immagini dette sopra mi ha colpito una certa linearità, perseverata, che quindi leggo come voluta, nella ricerca delle immagini. Per me lo sguardo dell'autore ha un valore importante nella scrittura, così cerco sempre la persona dietro le parole. Perché le parole da sole sono solo segni vuoti, è il rapporto tra chi le sceglie e chi le ri-sceglie nella lettura a renderle vive. Brillava la luna... un silenzio bellissimo...coi tuoi capelli accarezzare il viso immobile e le parole pronunciate, abbandonate sui cuscini... Nel flusso discorsivo che ci proponi (quasi un dialogo intimo, sussurrato), questi e molti altri passaggi mi portano a leggere i frammenti di significato, come costrutti poetici nella loro forma di periodi articolati. Quasi a rinunciare a uno spiccato simbolismo, aggressivo e che si instaura tra oggetto e aggettivo e fa risolvere la poeticità già nel valore del singolo verso. Il flusso poetico sembra dire "aspetta. Lasciati portare..." Allora le immagini entrano in una composizione lenta e sospesa tra l'evocatività e lo scivolarti tra le dita, negli scarti grafici, nello sviluppo argomentativo del tema. Dei lampi ci sono, e la voce poetica, ci scalpita dentro: pallidi di fame, neri di vita...nel nitore polveroso... Facendo avvertire sottotraccia l'esistenza di un magma simbolista che ribolle. Qui governato, in un canto a cuore aperto. Sognato e onirico, musica emotiva che fa da contrappunto alla musica auditiva che l'accompagna. Molto bello. Alla prossima.
  11. Anglares

    Lorenzo

    @Elisa Audino vale per me, ma dai commenti credo anche per gli altri che hanno commentato: siamo noi a ringraziarti. Credo che la condivisione e lo scambio in arte e poesia sia fondamentale. Scrivi scavando nelle tue emozioni e quello che doni è estremamente intenso. Le forme espressive possono essere affinate, vale per tutti. Ma la capacità di sentire, di dire le emozioni, il coraggio di esibirle, è un talento personale. Chi ama la poesia cerca questo tipo di esperienze. Continua a cercarle. Continua a donarle.
  12. Anglares

    Lorenzo

    @Elisa Audino ciao. Qualche veloce impressione a caldo: poesia dai versi incisivi come un coltello, affonda nella carne emotiva, e con quella forza che ho ritrovato anche in altri tuoi lavori, lascia muti per l'intensità. Riesci a mettere qualcosa di particolare nei tuoi scritti e mi piace leggerti. Mi complimento ancora una volta.
  13. Anglares

    Aghi

    @Poeta Zaza bentrovata Ho trovato questo componimento complesso nella sua struttura. Un po' per la lunghezza, un po' per l'uso di certe immagini. Quel come che trasforma in una comparazione qualcosa che dovrebbe essere una conseguenza, deforma lo schema naturale di questa costruzione dando fascino al verso. Qui il doppio riferimento agli aghi, sofferenza interiore e vegetazione esteriormente, crea qualche complicazione: la ripetizione della parola non è sostenuta da uno schema formale che la valorizzi, lasciando la sensazione di una imperfezione. Inoltre le due immagini non mi sembrano entrare in rapporto in modo perfetto. Qui per la prima volta usi la forma plurale. Il passaggio di situazione deve essere dedotto dal lettore. Non è necessariamente un difetto ma crea una difficoltà nella lettura. Il seguito dell'immagine mi fa pensare più a un "ti scioglievi". Il nesso tra spegnevi e si perdeva non è evidente, ne l'accostamento allude a qualche senso "nascosto", tale da innescare la produzione di meta-significati. Questo passaggio l'ho amato subito. Il fascino dei due termini, il gioco tra significato e assonanza e la scelta azzeccatissima dell'accapo, lo rendono molto efficace. La scelta di alcuni termini ricercati e desueti, tipo aspergeva o oblazione, l'ho trovata poco funzionale al tono discorsivo e colloquiale del componimento. Concludendo mi sembra che un po' per il numero di versi, un po' per alcune immagini che a mio parere andrebbero limate, si fatica ad avere un senso unitario del testo. Al netto di questo ci sono alcuni passaggi lodevoli. Spero di averti dato qualche spunto utile. Alla prossima.
  14. Anglares

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Flautolenza: Emissione di gas intestinali dal suono armonico e melodico. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  15. Anglares

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Bannalf: Potente staffer proveniente dalla Terra di Mezzo capace di incenerire un utente con un clic. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
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