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MatRai

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  1. MatRai

    19 considerazioni sparse

    Se stai leggendo questo post vuol dire che sono morto. No, scherzo, se stai leggendo questa cosa è perché ho ricevuto (qui ma non solo) molte domande riguardo quella che è stata e che sarà la mia esperienza con un grande editore, e le continuo a ricevere. Sono talmente simili che ho pensato di mettere nero su bianco le mie risposte, con un po' di ironia ma tanta serietà, senza peraltro costringere gli Admin a richiamarci sempre all'ordine nel non andare OT altrove. Non lo faccio per incensarmi - già la parola mi fa starnutire. Lo faccio solo perché, non ci crederai, ma vorrei che la mia esperienza non fosse unica. Questo mondo di merda ha un disperato bisogno di invertire la tendenza della speranza: quando le persone disperano la cattiveria vince, e a me dà fastidio quando vince. Nello stesso tempo ci sono un po' di equivoci da sfatare, non su di me, ma sullo scrivere in generale. Ed è bene che le cose comincino ad essere chiamate per nome: è un bene per tutti. - Come hai fatto? Non lo so, sul serio. Ho scritto e un libro e il resto è andato da sé. - Ma hai un agente? No. Gli agenti a cui mi sono rivolto non mi hanno convinto oppure mi hanno ignorato. Ma oggi posso dire meno male: avrei sbagliato la scelta e mi sarei affidato a persone non in grado di lavorare con me. - Sei serio o solo un coglione arrogante? Non lo so, fai tu. Sono serissimo. Non è che siccome non sono nessuno allora chiunque è meglio di me. Se avessi ragionato così non ce l'avrei fatta. - In che senso? Nel senso che se non ci credi tu in quello che fai allora non ci crederà mai nessuno. - Di la verità: hai conoscenze. No. Ognuno può pensare quello che vuole ma, benché svolga un lavoro di pubbliche relazioni, tra le mie conoscenze nessuno poteva spingermi. Oppure non avrei passato sei mesi a cercare agenti (sbagliati). - A quali editori ti sei rivolto? Quasi tutti i più grandi più qualche piccolo. Quasi tutti perché non tutti i grandi pubblicano il mio genere. Capire a chi inviare il manoscritto e a chi no è già il primo passo verso la pubblicazione. Non ci crederai ma quando scrivevo avevo in mente un solo nome. - Infatti non ci credo. In effetti avrei accettato anche Sperling e Kupfer. Perché leggo tantissimi libri editi da loro. Forse talmente tanti che accettare Feltrinelli o Giunti mi avrebbe fatto sentire un traditore. - Ora stai esagerando. Hai ragione. - Pensi che sia possibile farcela anche per me? Non lo so. Non so cosa scrivi, né come scrivi. Io non mi reputo il nuovo Joyce, anche se la mia immagine del profilo potrebbe suggerirlo, ma credo di aver fatto un buon lavoro di base. La storia soprattutto mi sembra avvincente. Non credo che chiunque possa scrivere, ma credo che chiunque abbia il diritto di sognare. L'importante è non perdere mai di vista l'obiettivo ed essere razionali. - Cioè? Se scrivi di merda in realtà non hai bisogno di qualcuno che te lo dica: lo sai da solo. A quel punto hai due strade. Mollare oppure migliorare. Stilisticamente si può migliorare con lo studio e la lettura (a proposito, leggi come se domani dovessi morire e non aver paura di imitare gli autori che ami: l'imitazione è la più sincera forma di adulazione), ma a livello di contenuti c'è solo una cosa che può farti crescere. - Sarebbe? Vivere una vita piena. Curiosare. Sbagliare. Ubriacarsi di tanto in tanto. Disprezzare qualcosa e qualcuno, amare alla follia. Viaggiare da viaggiatore, non da turista. Non avere pregiudizi. Osservare gli altri. Ascoltare le storie del mondo (ce ne sono miliardi in giro), accettare l'idea che possa esistere Dio, che bene e male non sono fiabe ma energie reali che influenzano la vita da sempre. Studiare. Leggere (l'ho già detto?). - Io sto cominciando a coltivare l'idea di smettere di scrivere. Ho ricevuto troppi rifiuti. Ma tu perché scrivi, amica/o? No, sul serio: perché lo fai? Lo fai per soldi? Perché vuoi cambiare la tua vita? perché non ti piace il tuo lavoro? Perché non puoi farne a meno? Perché qualcuno ti ha detto che potresti fare lo scrittore? Perché immagini il tuo volto in prima pagina su Vogue? Perché vuoi tenere un workshop con Ken Follet e Dan Brown? Vuoi diventare professore alla scuola Holden? No, aspetta, non voglio saperlo. Devi risponderti da sola/o, ma lo devi fare sinceramente perché la tua scelta finale dipenderà dalla risposta che ti darai. Io posso rispondere per ciò che mi riguarda. Scrivo perché senno impazzirei. Starei male. Quando ho smesso di scrivere stavo male. Ho passato anni bui, di profonda depressione. E non riuscivo a curarla in nessun modo. Avevo tanti amici, e qualche donna, interessi, sport, passioni... ma stavo male. Così male che avevo smesso pure di leggere. Entrare in libreria mi faceva quasi piangere dalla disperazione. Una volta sono entrato in una Feltrinelli e ho quasi avuto un attacco di panico. Sono dovuto uscire così in fretta che i tizi della cassa pensavano avessi rubato qualcosa. No, se non scrivessi starei troppo male. Ho una bella famigliola ma non basta. Forse sono un uomo orribile a dirlo, ma se non scrivessi non sarei del tutto felice. - Perché? Perché siamo spugne. - Ok. Stai delirando. No, dico sul serio. Siamo spugne. Assorbiamo tutto quello che abbiamo intorno, e siccome attorno a noi c'è un sacco di sofferenza, alla fine soffriamo pure noi. Anche se lo nascondiamo, anche se ci riempiamo di selfie e sorrisi. Io almeno ne assorbo una cifra. Se ogni tanto non aprissi il rubinetto impazzirei. Questo è il mio processo creativo: assorbo tanta oscurità da star male. Poi devo solo aprire il rubinetto. Non è esattamente una magia eh, c'è tanto altro. Ma alla base di tutto è questo. Se non scrivessi starei male. - Quindi? Quindi trova il motivo per cui vuoi scrivere. Se è un motivo venale datti un tempo ragionevole. Chessò, tre anni. Se entro tre anni non ce la fai smetti e prova con altri progetti. - E se non è venale? Allora non smetterai mai. - Ma starò male. Anzi, di merda. Probabilmente sì. Ti auguro di farcela, non immagini quanto mi piacerebbe poterti aiutare... - A proposito... no, non posso. Magari un giorno potrò (mi piacerebbe fare lo Scout nella vita), ma al momento ti assicuro che non posso. - Consiglio finale? Segui l'istinto. Ossessionati, ma non restare cieco ad altre opportunità. Nessun percorso è mai uguale.
  2. MatRai

    If you don’t ask, you don’t get

    @miwalolita Davvero contento per te. In bocca al lupo e fatti seguire sulla promozione. Queste grandi CE latitano.
  3. MatRai

    Possiamo diventare tutti dei bravi narratori?

    Quoto tutto quello che hai scritto ma questa è da
  4. MatRai

    19 considerazioni sparse

    Non saprei. Al momento la mia esperienza è simile alla tua, confinata allo status di "esordiente". Se cambierà qualcosa col secondo romanzo lo saprò - credo e spero - a breve. Vedremo, magari mi ritroverò a darti ragione al 100%. Sulla carta con le mie agenti i discorsi sono stati molto chiari, e so con certezza che gli stessi discorsi sono sul tavolo degli editori insieme al nuovo manoscritto. Mi riservo di riprendere il discorso tra qualche tempo, portando a supporto magari una diversa esperienza. Ti abbraccio e in bocca al lupo per l'imminente esordio.
  5. MatRai

    Possiamo diventare tutti dei bravi narratori?

    Non so se qualcuno l'ha già detto e in caso mi scuso per la ripetizione ma... di bravi narratori ce ne sono tantissimi, totalmente (o quasi) sconosciuti (ai più). In quest'anno di fiere e presentazioni ne ho conosciuti alcuni. Qualche nome - i primi che mi vengono in mente ma vi assicuro che ce ne sono tanti: Orazio Labbate (Tunuè), Andrea Esposito (Saggiatore), Sara Gamberini (Hacca), Giorgio Biferali (Tunuè e a breve La Nave di Teseo), Antonio Lanzetta (La Corte). Questo solo per dire che spesso i buoni narratori non si trovano in classifica o in prima fila nelle librerie e che quindi come ha scritto @Marcello (altro bravissimo narratore) forse la domanda principale che ci dobbiamo porre è: Cosa significa essere bravi narratori? ps. Grazie @Ippolita2018 per avermi citato.
  6. MatRai

    19 considerazioni sparse

    Ciao @Nestor Neroman Leggo solo ora. Non ho detto che mi sono pentito ma che avrei preferito avere un agente anche un anno e mezzo fa. Senza entrare nello specifico sarebbe stato meglio per gestire meglio tutta la fase di contrattazione preliminare e, magari, ottenere qualche cosina in più non solo a livello economico ma soprattutto di promozione/scelte di marketing. I grandi editori hanno strutture molto complesse e non è detto che tra area editoriale ed area commerciale parlino la stessa lingua.
  7. MatRai

    Ma le agenzie sono davvero utili?

    Non solo prima di pubblicare, anche dopo. Nei mesi successivi all'uscita del mio romanzo ho inviato richieste a varie agenzie e alcune non mi hanno mai risposto, oppure rifiutato... è la normale vita di un autore.
  8. MatRai

    Ma le agenzie sono davvero utili?

    Come si sul dire di sicura c'è solo la morte. Guardandomi un po' intorno però posso dire che quelle 15-20 agenzie di spicco lavorano allo stesso modo, e sono tutte prese in serissima considerazione dagli editori. Di là dei casi specifici penso che per un'agenzia lo scouting sia comunque l'obiettivo primario, perché non si campa solo di rendita con i grandi autori affermati. Quindi mi ripeto: a mio avviso l'agente resta la strada migliore per chiunque creda di avere tra le mani un lavoro meritevole d'attenzione. L'alternativa più credibile, nel caso degli esordienti assoluti, rimane quella di affidarsi ai premi letterari per inediti.
  9. MatRai

    Ma le agenzie sono davvero utili?

    Sono in disaccordo con il 99% dei commenti letti. Il problema non è avere o non avere un agente. Il problema è cercare di entrare nella scuderia di un'agenzia universalmente riconosciuta, fatta di persone competenti e serie. "Gli agenti servono davvero?" Mia personale opinione: per un esordiente sono fondamentali, a patto che siano seri. Come funziona un'agenzia seria? Fase 1 - Riceve il manoscritto e lo valuta (a volte dietro compenso economico, anche importante; altre volte, piuttosto rare, può accettare di valutare un titolo gratuitamente) - Se il lavoro piace propone un contratto da sottoscrivere in duplice copia, una per l'autore e una agli atti dell'agenzia. Il contratto dovrebbe prevedere tre informazioni essenziali: Durata. Ripartizione economica sui diritti (italiani ed esteri). Possibilità di disdetta. - Se il lavoro è pronto si passa alla fase 2. - Se il lavoro non è pronto l'agente può proporre correzioni e modifiche. - Se dopo le correzioni il lavoro è pronto si passa alla fase 2. - Se dopo le correzioni il lavoro non è ancora pronto si ricomincia a modificare. Chiamatelo pre-editing, ed è del tutto gratuito. Fase 2 - In collaborazione con l'autore, stesura di sinossi dettagliata e scheda del libro - Individuazione case editrici potenzialmente adatte alla pubblicazione del libro - Invio mirato agli editori selezionati - Contrattazione dei diritti di pubblicazione e stipula - Gestione, per conto dell'autore, di pagamenti (anticipo) e rendicontazioni annuali - Stipula di un piano di promozione in collaborazione con autore e ufficio stampa editore - Promozione del manoscritto presso editori esteri per possibile traduzione dell'opera, eventualmente portando manoscritto e/o autore alle principali fiere internazionali dell'editoria (Londra, Torino, Francoforte) - Supporto all'autore per eventuali nuovi progetti. Le modalità potranno variare, ma la sostanza è questa.
  10. MatRai

    Mondadori

    Mondadori accetta solo invii digitali sulla mail che di tanto in tanto compare sul loro sito. Sinossi completa e lettera di presentazione incluse. @Folletto Leggendo la tua esperienza sembra di capire che la persona cui ti sei rivolto abbia espresso una buona opinione sul manoscritto, senza specificare se sia o meno un lavoro adatto a Mondadori. Magari potresti provare comunque ad inviare in redazione il tuo lavoro, d'altra parte non è detto che la redazione accetti segnalazioni dai lettori esterni. Al posto tuo io farei così. Ciao!
  11. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Titolo: Si spengono le stelle Autore: Matteo Raimondi Editore: Mondadori Collana: Omnibus ISBN cartaceo: 9788804687375 ISBN ebook: 9788852086595 Data di pubblicazione: 17 aprile 2018 Prezzo: Cartonato con sovraccoperta 19.50€ | EBook 9.99€ Genere: Thriller - Horror - Storico Pagine: 460 1691. York è un’inquieta città di frontiera da poco annessa alla Colonia della Massachusetts Bay, dove la legge è esercitata secondo una rigida morale puritana. Primogenita di Mary e Robert Walcott, capo della corporazione commerciale, Susannah è tormentata da un selvaggio bisogno d’indipendenza che la rende insofferente alle autorità e la porta a rifugiarsi negli antichi insegnamenti della sua vecchia nutrice indiana, Nagi, dalla quale ha imparato a scorgere in ogni cosa la profonda armonia del cosmo. Ma proprio il forte legame con la cultura dei nativi costa a Suze l’avversione dei suoi coetanei, che la accusano di essere strana, pericolosa, e per questo la schivano. Tutti tranne uno, il fragile e misterioso Angus Stone, che appare determinato a sfidare qualunque pregiudizio pur di averla. Le cose cambiano quando Robert viene inviato a Boston per presiedere il Congresso coloniale: mentre a York le stelle della ragione cominciano a spegnersi, Rob realizza di trovarsi nel mezzo di una spietata cospirazione tesa a inasprire odio e paura verso i “selvaggi”. Il conflitto tra coloni e nativi assume così il valore di uno scontro fra bene e male che coinvolgerà proprio Susannah, ignara custode di un grande segreto. Si spengono le stelle è un thriller stupefacente sulla Nuova Inghilterra di fine Seicento, che indaga uno dei periodi più cupi della storia americana a colpi di miracolose incursioni nei temi classici della letteratura fantastica. Ne emerge una grandiosa allegoria della civiltà contemporanea, che rivela una nuova, formidabile e poliedrica voce della narrativa italiana, capace di scolpire magistralmente luoghi e personaggi, di esplorare le terre di confine tra i generi e di intrecciare passato e presente, modernità e tradizione, racconto individuale e Storia collettiva in una miscela esplosiva. Amazon IBS Mondadori Store
  12. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Ciao @Sjø e grazie mille. Non posso lamentarmi, ho girato parecchio tra Presentazioni e Firma Copie. Loro mi chiedevano dove volessi andare e poi organizzavano. Per il resto mi sa che non è la sezione giusta per parlarne e non vorrei uscire OT. Però se vuoi ci sono nei messaggi privati o in altre sezioni del forum. Grazie ancora. :)
  13. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Secondo Sul Romanzo, Si spengono le stelle è al quinto posto tra i migliori libri usciti nel 2018. http://www.sulromanzo.it/blog/i-migliori-libri-del-2018
  14. MatRai

    Berla & Griffini Rights Agency

    Nel mio caso no. Lo dico solo per completezza di informazioni, non è detto sia una regola universale.
  15. MatRai

    19 considerazioni sparse

    Ciao pezza. Leggo solo ora: grazie! Se ti va in privato puoi dirmi perché il finale non ti ha convinto.
  16. MatRai

    Sondaggio su pubblicazione

    Sono assolutamente d'accordo con Riccardo.
  17. MatRai

    Berla & Griffini Rights Agency

    sì @Mirtillasmile è corretto. Se poi avete già pubblicato qualcosa potete fare un tentativo anche telefonico. In linea di massima, avvalendosi di lettori esterni per una prima valutazione, chiedono un contributo di lettura espresso secondo le modalità indicate nella sezione Lettura Manoscritti.
  18. MatRai

    Mondadori

    Ciao @Mirtillasmile, ti racconto volentieri com'è andata finora. Per quanto riguarda la fase di editing mi pareva di averlo già detto, ma sì. Sono stato affiancato da una editor bravissima che ha curato il testo con molto garbo e tatto, senza imporre nulla. Abbiamo lavorato insieme per circa due mesi tra editing e revisione finale. Molto istruttivo. Sul marketing non sono entrato e non ho intenzione di farlo. Per quello esistono figure professionali più adatte di me. Posso dire che il libro è presente praticamente ovunque, il prezzo di copertina è elevato per trattarsi di un esordio ma del resto è anche un libro di 460 fittissime pagine, in cartonato con sovraccoperta. La promozione è andata e sta andando abbastanza bene: ho avuto modo di presentarlo in sei città italiane, partecipare al Salone del Libro di Torino come autore Mondadori, comparire in televisione su RaiUno, RaiTre, Rete Oro, RaiItalia. Ho ricevuto molte belle recensioni da blog e siti di approfondimento letterario - forse si poteva far meglio sui giornali e le riviste, ma tant'è. Hanno spinto tanto sui social e ancora oggi mi chiedono di metterci la faccia per aiutarli in campagne come "#ioleggoperché" (su instagram mondadori trovate un video in proposito). Per il resto sono pur sempre un esordiente snobbato dalla critica e di certo il mio romanzo non è mainstream: nessuno si aspettava di esordire col botto, diventare un caso letterario o roba del genere, ma a me non interessa. Io so di aver fatto un ottimo lavoro e soprattutto quest'esperienza si sta rivelando istruttiva sotto un milione di aspetti, specie quello relativo alla mia crescita personale come uomo e come scrittore. Proprio in questi giorni sto lavorando sulla seconda stesura del prossimo romanzo, ho un'agenzia alle spalle, rapporti epistolari frequenti con la redazione e l'ufficio stampa Mondadori... insomma, vuoi sapere se sono soddisfatto. Ti rispondo che la soddisfazione certe volte è dei perdenti. Io sono felice. Felice e agguerrito. Cosa riserverà il futuro non lo so: sono uno scrittore, ed è quello che volevo fare da bambino. Ma è solo l'inizio, capisci? Non ho fatto niente.
  19. MatRai

    Mondadori

    @Penna Nera ok scusa, non avevo letto bene che ti riferivi alla redazione ragazzi. In effetti è sicuramente distinta dalla redazione narrativa italiana. Penso comunque che sia molto positivo il riscontro, fin qui. Continuo a tenere le dita incrociate per te: in bocca al lupo!
  20. MatRai

    Mondadori

    Ciao @Penna Nera , ti hanno scritto dalla redazione oppure dalla mail di un editor (o magari di Carabba)? Incrocio le dita per te! Se hai bisogno di qualche consiglio non esitare
  21. MatRai

    19 considerazioni sparse

    Grazie di cuore!
  22. MatRai

    19 considerazioni sparse

    Eh, speriamo! Vedremo. Intanto grazie!
  23. MatRai

    19 considerazioni sparse

    @Ngannafoddi Senza dubbio: La loro volontà di avermi in gruppo. Hanno letto il mio nuovo lavoro in 10 giorni, in pieno agosto. Il 20 mi hanno dato un appuntamento a Roma per discuterne a voce. Sono venute con tanto di analisi del testo alla mano e mio testo appuntato. Abbiamo discusso un'ora e mezza del romanzo, dei miei progetti, del passato, del futuro, in un clima del tutto rilassato e informale. Inoltre mi piace l'approccio anglosassone di B&G, che sembrano ben disposte ad aiutare i loro autori anche nella fase progettuale, d'impostazione del lavoro. Esattamente ciò che vorrei io da un'agenzia letteraria (trattare i contratti lo sanno fare più o meno tutti, credo). Questo ha fatto una netta differenza, senza contare la loro conoscenza approfondita del mercato editoriale Anglosassone e Tedesco, ai quali mi piacerebbe proporre il mio primo romanzo. Insomma, io in passato ho avuto contatti con agenzie e agenti (alcuni dei quali bazzicano questo forum) dai quali sono stato ben contento di stare alla larga. Oggi posso dire che con un piede dentro l'editoria ho capito quali agenti sono veramente affidabili e perché. E soprattutto ho capito che non mi serviva un mero procuratore, ma qualcuno che con un occhio professionale sapesse "guidarmi" nel mio lavoro.
  24. MatRai

    Berla & Griffini Rights Agency

    @GiD Scusa ma come giustamente ci ricorda Niko non voglio andare OT. Come dice @clapetrux penso di aver risposto in quel thread. Nel caso anche in privato se vuoi
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