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MatRai

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  1. MatRai

    Cosa state leggendo?

    E per non essere del tutto OT: Ho appena finito Il Buio Fuori di McCarthy () seguito da La scatola dei bottoni di Gwendy del duo King-Chizmar (terminato in 2 giorni, è davvero breve). Ora ho attaccato Fiorirà l'aspidistra di Orwell.
  2. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Caspita! Ne ho lette di recensioni in questo periodo, ma questa di @L'antipatico credo le batta tutte, e non è piaggeria. Mi unisco ai complimenti di @Niko , te li farei anche se non fosse del mio romanzo che parliamo. Sarò molto breve per quanto riguarda i complimenti nei quali ti sei speso: grazie di cuore e in tal senso il mio grazie voglio estenderlo anche a Niko e a tutte le persone di questo forum che a vari livelli e su vari social hanno espresso il loro apprezzamento nei confronti di questo romanzo. Ci tornerò più avanti, per ora voglio solo dire che il vostro giudizio da lettori e aspiranti scrittori era uno di quelli che mi spaventavano di più. Come amo dire: i lettori forti non si possono ingannare. Mi trattengo dal ringraziarti singolarmente per ciascuna delle cose belle che hai scritto. Una sola cosa voglio dire: sì, amo tanto il potere della lingua. In questo senso ho in testa due grandi maestri, Eugenio Montale e T.S. Eliot. La loro è la poetica del correlativo oggettivo, quindi della capacità di trasmettere sensazioni dando un suono o un odore o un'apparenza alle parole. Un'operazione che si fa per accostamento di oggetti (parole) apparentemente con un significato diverso tra loro. Usare degnamente questa tecnica è molto difficile, mi rendo conto che con ogni probabilità la mia immaturità stilistica mi ha portato a commettere errori. Provo ad esprimermi proprio sugli errori che avete riscontrato, o sulle pecche. - ricercatezza. Una cosa difficile da fare, in un romanzo di 880 mila parole, è cercare di non ripetersi. Ho scritto questo romanzo in un anno e mezzo, alternando sessioni lunghe e prolifiche ad altre tristemente brevi e poco incisive (altre volte ho scoperto la meraviglia di scrivere magari solo poche righe in un'intera giornata ma alla fine risultarne affascinato). Come ho scritto nella nota dell'autore ho sottoposto il lavoro ad un periodo - lungo almeno 6 mesi - di strenue revisioni. Ben tre ancor prima che Mondadori lo ricevesse. Altre due, una da solo e una in editing, dopo la firma del contratto di pubblicazione. L'ultima revisione in assoluto è stata con il correttore di bozze, a impaginazione effettuata. Di tutto questo lavoro le revisioni migliori dal punto di vista stilistico sono state la seconda e la quarta. Soprattutto la quarta, cioè la prima dopo la firma del contratto: l'entusiasmo mi ha aiutato a risolvere molte lacune che erano sopravvissute alle prime tre stesure, pulire un po' di polvere, sistemare qualche intreccio, dare più spazio a un paio di personaggi secondari, limare le imperfezioni stilistiche. Purtroppo molte cose sono sopravvissute a tutto questo: come si suol dire la revisione di un romanzo termina per sfinimento e spesso non è risolutiva di tutti i problemi del testo. Mi sono dovuto accontentare di risolverne il 90%. Spero in futuro di fare ancora meglio. La ricercatezza stilistica però non è autoreferenziale. Io purtroppo provengo dalla facoltà di Sociologia e Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma. Si studiava la Semiotica di Eco come in un monastero si studiano i Vangeli, e nominare il padre dei segni era come nominare Dio: si tendeva a non farlo invano. Ho odiato per anni Umberto Eco proprio per l'eccessiva ampollosità con cui ha macchiato i suoi testi, poi ho cominciato a scrivere a mia volta e mi sono reso conto che c'è solo un modo per fare letteratura: con la cultura. Il vocabolario italiano è zeppo di parole meravigliose il cui suono da solo basta per trasmettere una carezza o un brivido sulla pelle del lettore. Bisogna scovarle e usarle. Scrivere per farsi piacere parlando la lingua di tutti i giorni, usando soltanto quelle 250/300 parole più comuni è sicuramente una delle strategie di vendita migliori che si possano applicare a un romanzo. Ma non è ciò che piace a me. Certo però non bisogna abusare, e in questo senso sono dell'auspicio che sbagliare mi aiuterà. Perciò grazie per averlo sottolineato. Solo una precisazione per confutare i tuoi esempi: l'immagine della ruota che sibila sul fango l'ho rubata a Montale. Come a dire che a volte si tratta poi solo di gusti personali, a me pareva calzante e mi aveva così impressionato (mi sembrò quasi di udirlo, quel suono) che mi ero ripromesso di utilizzarla in un mio scritto. - commistione di generi Qui entriamo in un argomento delicato. Mi difendo dall'accusa: non è un romanzo fantasy e nemmeno si avvicina al canone. Semmai vira verso il fantastico - che è altra cosa. Ora so che per tutti non sarà molto digeribile, ma io parto da un presupposto: la realtà non è solo quella che vediamo e io ho intenzione di raccontare "tutto ciò che esiste", o che almeno esiste secondo me. Sono un appassionato di Storia, non un accademico. C'è tanta differenza purtroppo: non mi sentivo in grado, e non sarei in grado, di scrivere un romanzo meramente storico. Volevo e dovevo concedermi delle libertà narrative, non solo in merito ai fatti storici ma anche per ciò che riguardava la costruzione della trama. Esempio (Spoiler ENORME del finale, non aprire se non vuoi rovinarti la lettura): C'è anche un altro aspetto. Non volevo legarmi a un singolo genere. Volevo lasciarmi una porta aperta per muovermi, come in effetti sto facendo ora in I stesura del nuovo romanzo, su un territorio più ampio possibile. Sono dell'idea che il genere sia un abito troppo stretto per i romanzi. Va bene per altre forme d'intrattenimento, non per il romanzo. Questa però è solo una mia idea personale, non ha pretese di validità assoluta, e in effetti non farò mai il direttore editoriale di una casa editrice. O almeno credo. - Randall stereotipato? (Cfr @Niko ) Non credo. Anzi, credo che ci siano un paio di scene che redimono l'apparente malignità di Randall: prendi pagina 221, il reverendo è un uomo nudo - fisicamente e metaforicamente - davanti alla "sua" Croce, con le proprie aporie, con le proprie paranoie, con le proprie passioni. Un'altra scena simile è quando si trova con Mary, verso la fine, e fissa la frontiera come se in realtà bramasse e invidiasse la libertà che rappresenta. In tal senso però dobbiamo ricordarci pur sempre che parliamo di un reverendo Puritano, imbrigliato all'interno di certe convinzioni e convenzioni tipiche (e in questo senso non posso far altro che tratteggiare stereotipi) del tempo. Su tutti l'idea che il "wilderness" rappresenti la sede naturale del male, da annientare con ogni mezzo. In tal senso rispondo alle domande "nascoste" di @L'antipatico Concludo riprendendo il grazie di prima. Mi trovo in un momento abbastanza delicato. So che ho fatto qualcosa di importante, riuscendo a esordire con Mondadori, ma avete idea di quanta pressione abbia addosso? Per alcune settimane dopo l'uscita di Si spengono le stelle mi sono sentito vuoto, come se avessi finito tutte le parole e le cose da dire. Per fortuna è passato, ma sto facendo una fatica enorme a scrivere perché a differenza di prima ora mi sento carico di aspettative - fossero anche di quelle poche centinaia di lettori che hanno letto o che leggeranno il mio romanzo. Scrivere per me, come per molti di voi, è davvero una ragione di vita. Eppure sa essere tremendamente frustrante, soprattutto ora che la porta è stata aperta e che il futuro della mia "carriera" dipende solo da me e da quanta abilità avrò a riproporre testi validi al mio editore. Beh, vi assicuro che questi feedback sono letteralmente acqua a un assetato. Mentre leggevo i vostri pareri avevo la pelle d'oca. Con tutto il cuore grazie.
  3. MatRai

    Esordienti - Podcast

  4. MatRai

    Si spengono le stelle @Firenze (IBS+Libraccio)

    Fino a
    Amici di Firenze, domani alle 18 sarò in città alla libreria IBS+Libraccio di Via de Cerretani per presentare Si spengono le stelle. Vi aspetto!
  5. Amici milanesi, giovedì 14 giugno sarò alla Libreria Verso di Corso Porta Ticinese per presentare Si spengono le stelle in compagnia di Eleonora Caruso (a sua volta autrice Mondadori). Appuntamento alle 21 (alla Verso si può mangiare e bere qualcosa, ambiente molto giovanile). Spero di incontrarvi lì!
  6. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Grazie @L'antipatico! Devo dire che la distribuzione, almeno su Roma, sta funzionando davvero alla grande. ... ma l'hai acquistata almeno una copia? (scherzo )
  7. MatRai

    Insicurezze dopo riletture

    Mi capita tutti i giorni. Persino ora mentre scrivo questa risposta.
  8. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Potente recensione da parte di Sul Romanzo. http://www.sulromanzo.it/blog/la-paura-distrugge-la-bellezza-si-spengono-le-stelle-di-matteo-raimondi
  9. MatRai

    Cosa state leggendo?

    Il Buio Fuori di McCarthy. Splendido.
  10. MatRai

    United stories

    Luca Briasco è editor e consulente per la narrativa straniera in Minimum Fax. Colomba Rossi è direttrice editoriale della collana Sabotage di E/O. Le referenze ci sono tutte. Fate un pensiero su quest'agenzia, tra l'altro totalmente free.
  11. Fino a
    Sabato 19, h 18, presso la libreria "Scuola e Cultura" di via Ugo Ojetti 173 presenterò, per l'ultima volta a Roma, Si spengono le stelle. Se vi va di partecipare, naturalmente vi aspetto con piacere.
  12. MatRai

    Mondadori

    A leggere il commento di @GiD mi pare ci sia scritto diversamente. Non è scontato che una casa editrice risponda incoraggiando l'autore a proporre altri testi. Poi boh. Ognuno la legge come vuole credo.
  13. MatRai

    Mondadori

    @GiD Credo sia stato letto e valutato. Non credo esistano mail standard di risposta.
  14. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Grazie mille @heightbox, hai mantenuto la promessa. Certo che sì! Grazie di cuore per le bellissime parole. Spero di rispettare le tue prime impressioni.
  15. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Amici del WD che parteciperete al Salone del Libro di Torino domani 12 maggio. Vi ricordo che dalle 14 alle 15.30 sarò allo Stand Mondadori per un firmacopie. Se non volete comprare il libro non c'è problema: possiamo anche solo salutarci e scambiare due parole! Ciao!
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