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Dianella Bardelli

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    https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/ e http://lascrittura.altervista.org/

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    la scrittura in generale, la poesia e prosa spontanea, i romanzi, la letteratura della beat e hippy generation americana, in particolare Allen Ginsberg, Jack Kerouac e Lenore Kandel sui cui ho scritto un romanzo ancora inedito

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  1. Dianella Bardelli

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Salve, grazie di questa segnalazione. Verrò a trovarvi sul vostro sito. Buon lavoro!
  2. LA CAPPELLA ROTHKO Cappella nera non c’è compiacimento non c’è vista udito odorato, non c’è bellezza consolazione buoni sentimenti c’è un’immagine nera o vuota che è la stessa cosa, nera o vuota nera e vuota. Trinità come una divinità davvero una divinità reale una divinità di natale da amare proprio ora proprio ora. Trinità finalmente rimasta sola invisibile come è sempre quando non è natale. Una panca per il viandante solo, sconsolato, disperato ma che ancora cerca spera anela vuole. Di fronte quello che vede sempre niente di ammirevole consolante niente di visibile reale immaginato. Niente sembianza che nasconda solo questo nero blu luminoso da guardare per vedere per vedersi non sono porte non danno accesso non portano da qualche parte non celano il divino non sono il tabernacolo ma sono tre. il pavimento rosa è una nuvola su cui galleggiamo tutti pericolosamente ma anche tranquillamente un’ombra sola il resto è luce.

     

    N.B non posso riprodurre la fotografia della Cappella di Mark Rothko qui per via del copyright, ma la potete vedere qui:

    https://lnkd.in/dqpKzZq)

  3. Quello che mi ha spinto a leggere Diario di Etty Hillesum ( libro poderoso di 797 pagine)  è stato venire a sapere che si trattava della storia di una giovane ebrea olandese che, pur potendo evitare la deportazione in un campo di sterminio nazista, non lo fece per seguire le sorti del suo popolo. Ero affascinata dall’idea di qualcuno che vive un ideale, un dovere morale, come qualcosa che va al di là del subire per essi grandissima sofferenza e la morte stessa.
    Ma man mano che leggevo questo libro mi sono accorta che per la maggior parte delle pagine “Diario” racconta una grande storia d’amore. Etty, giovane ventottenne dai molteplici interessi già vive con un uomo di sessant’anni e si innamora di uno di cinquantacinque. Cosa strana ma non troppo in fondo; credo infatti che negli anni ’40 come al giorno d’oggi, capiti  che giovani donne si innamorino di uomini più grandi, in genere sedotte dal carisma che essi emanano. In questo caso l’amore di una vita da parte di Etty è per il suo “maestro”, Julius Spier, ebreo tedesco fuggito in Olanda, uno psicochirologo allievo di Jung. Egli capiva una persona attraverso l’analisi delle linee della mano. Etty ne era soggiogata, lo ammirava e soprattutto lo amava fino all’adorazione. Diventerà segretaria di Julius, e anche sua amante.
    Le prime pagine di “Diario” scorrono nel racconto della vita quotidiana di Etty, e questo nei più piccoli dettagli: l’alzarsi la mattina, leggere Rilke, dare lezioni di russo, andare a casa di Julius ad ascoltare le sue lezioni. Fino innamorarsi perdutamente di lui. Perdutamente è l’avverbio che fa al caso di Etty Hillesum. Quando infatti per gli ebrei cominciano le restrizioni imposte dagli occupanti nazisti, come non poter più percorrere certe strade, fare la spesa nei negozi, non andare più in bicicletta, fino all’imposizione della stella gialla, Etty non sembra preoccuparsene più di tanto. Il suo pensiero fisso, il suo cuore e il suo corpo sono tutti pretesi verso le problematiche relative alla sua relazione con Jiulius Spier. Lui infatti ha una fidanzata a Londra e la stessa Etty, come ho detto, convive con un altro uomo che non trascura in quanto ad attenzioni e rapporti sessuali. La passione per Julius è grande, ardente, inarrestabile, l’attrazione per il suo corpo è enorme; eppure per pagine e pagine di “Diario” Etty si riempie la testa di dubbi sul continuare la relazione e soprattutto sul come e quando avere rapporti sessuali completi con il suo amato. Si vedono quotidianamente, ma entrambi sopravvalutano il loro rapporto spirituale rispetto a quello fisico; stentano a lasciarsi andare se non quelle volte in cui uno dei due o entrambi sono sopraffatti dalla passione. Mi sono stupita ma anche rallegrata del fatto che Etty, almeno fino alla deportazione, grazie all’amore per Julius, sentisse in maniera meno angosciante di altri, l’occupazione tedesca. Come se entrambi  vivessero in un mondo parallelo illuminato magicamente dal loro reciproco amore.
    Nell’ultima parte di “Diario” Etty Hillesum entra nel merito della persecuzione nazista, ma lo fa in modo lieve, come se davvero lei riuscisse a tenere a distanza disperazione e angoscia, cercando di vivere il più serenamente possibile giorno per giorno, attimo per attimo. Quando il cibo comincia a scarseggiare non se ne lamenta, dando la precedenza a quello di bello che ancora le rimane: incontrare gli amici, un concerto del fratello Misha in casa di uno di questi, gli incontri diventati rari con Julius per via che non potendo andare più in bicicletta la distanza tra le loro due abitazioni diventa un impedimento al vedersi tutti i giorni.
    Quando viene assunta al Consiglio Ebraico fa la spola tra l’edificio in cui si trova e il campo di Westerbock. Qui prima dell’occupazione tedesca erano dislocati gli ebrei che fuggivano dalla Germania, ora è un campo do transizione prima della vera e propria deportazione in Polonia. Agli altri ebrei che lavorano a Consiglio Ebraico la serenità di Etty è incomprensibile. L’ultima parte del “Diario” ci fa capire che essa è il frutto di un lungo allenamento interiore. Etty tramite gli insegnamenti di Julius Spier si è abituata ad indagare ogni emozione che prova, a guardarla ma senza farsene travolgere.
    Etty Hillesum non vorrà mai lasciare il campo di Westerbock. Ciò costerà a lei e alla sua famiglia la deportazione in Polonia e dopo poco la loro inevitabile morte.

    1. Ippolita2018

      Ippolita2018

      "Perdutamente è l’avverbio che fa al caso di Etty Hillesum": verissimo. Un diario fuori dal comune. Lei per me rimane un faro, e un enigma.

    2. Dianella Bardelli

      Dianella Bardelli

      Hai ragione, un faro ed un enigma sono parole indicate per riferirsi a Etty Hillesum; comunque sia una persona eccezionale. Il suo Diario nella versione integrale si legge come un romanzo, ma invece è pura realtà. Penso sarà uno di quei libri che rileggerò più volte. 

  4. la mia newsletter letteraria di Dicembre 2019: 

    Buongiorno, questa è la mia newsletter letteraria di Dicembre 2019, contiene tre miei scritti e la recensione sulla rivista Cronache letterarie del romanzo di Patrick Modiano, Nel caffè della gioventù perduta.

    https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2019/12/16/alla-radio-ascolto-francis-poulenc/

     

    https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2019/12/02/il-leone-innamorato-di-chagall/

     

    http://lascrittura.altervista.org/in-autobus/

     

    qui la recensione sulla rivista Cronache letterarie  del romanzo di Modiano, Nel caffè della gioventù perduta

    https://www.cronacheletterarie.com/2019/12/22/nel-caffe-della-gioventu-perduta-modiano/

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    2. Anglares

      Anglares

      Nadja è certamente il libro decisivo della mia vita. Bello il taglio del tuo articolo, se ne potrebbe parlare a lungo, così come delle infinite possibili Nadje che si incontrano ogni giorno. Piccoli lampi nella quotidianità, spunti di fuga dal quotidiano...

      La tentazione che racconti sempre nell'articolo mi ricorda una cosa molto bretoniana che ho fatto. Quella di fermare tutte le persone che ho incontrato nel tempo con questo libro in mano e chiedergli quale motivo le avesse spinte a interessarsene.

    3. Dianella Bardelli

      Dianella Bardelli

      Mi piacerebbe sapere da te alcune delle risposte che queste persone ti hanno dato. Io sinceramente non ho mai incontrato qualcuno con in mano questo libro. 

       

    4. Anglares

      Anglares

      Per lo più sorpresi dalla domanda, molti lo acquistavano senza avere un'idea precisa di cosa aspettarsi. Almeno in passato, ho notato che andava abbastanza come testo da leggere in originale per gli studenti di lingue. Più interessanti i commenti di chi lo ha letto, quasi sempre positivi. Ma se non si è sintonizzati con una certa idea di letteratura è difficile riuscire leggerlo in tutti i suoi livelli.

  5. Dianella Bardelli

    la mia newsletter letteraria di Settembre 2019

    scusa se ti scoccio se vuoi non rispondermi, ho riprovato, mi compare se guardo il mio profilo, ma non nella home page del forum
  6. Dianella Bardelli

    la mia newsletter letteraria di Settembre 2019

    Grazie del suggerimento ci proverò Dianella
  7. Dianella Bardelli

    la mia newsletter letteraria di Settembre 2019

    Buona sera, vi scrivo per sapere se nel sito c'è un'attività, un luogo in cui potrei proporre le mie newsletter letterarie che preparo ogni mese su quello che scrivo. Grazie Dianella Bardelli
  8. Dianella Bardelli

    Jaca Book

    ho appena trovato cercando in linkedin Jacabook questo sito http://www.jacabook.it/english/, con relativa mail serviziolettori@jacabook.it, nel sito ci sono altri indirizzi email tipo questo: direzione@jacabook.it
  9. Dianella Bardelli

    Jaca Book

    Grazie anche a Mister Frank
  10. Dianella Bardelli

    Jaca Book

    Grazie mille José Quirce, pensavo che l'indirizzo libreria@jacabook.it fosse proprio di una libreria. Comunque grazie ancora
  11. Dianella Bardelli

    Jaca Book

    la mail proposte@jacabook.it risulta inesistente e torna indietro, qualcuno conosce un'altra mail a cui mandare un manoscritto? Grazie Dianella
  12. Dianella Bardelli

    Il bardo psichedelico di Neal

    L’autrice trae spunto per il suo romanzo dalle ultime ore di Neal Cassady. Immagina il suo ultimo viaggio tra visioni, pensieri e ricordi. Neal si ritrova nello stadio intermedio tra la morte e la rinascita: il suo Bardo. Il deserto del Messico si colora, si trasfigura e si anima di incontri… Jack Kerouac e Allen Ginsberg, arrivano nel deserto di Neal a bordo dell’autobus psichedelico di Ken Kesey, invitano Neal a salire e a ripartire con loro ma lui rifiuta. Un romanzo psichedelico, denso, poetico e musicale, con illustrazioni di Matteo Guarnaccia. Neal Cassady, grazie a Jack Kerouac e al suo libro “On the Road” (Sulla Strada), è stato uno dei simboli della Beat generation. Infatti, sotto il nome di fantasia di Dean Moriarty, si celava proprio Neal che ispirò a Kerouac anche un altro lavoro, “Visioni di Cody”.
  13. Dianella Bardelli

    la mia newsletter letteraria di Settembre 2019

    Buongiorno, spero di essere nel posto giusto per informarvi che aggiorno ogni mese una mia newsletter letteraria, quella di Settembre 2019 è qui: http://lascrittura.altervista.org/la-mia-newsletter-letteraria-di-settembre-2019/ Grazie mille Dianella bardelli
  14. Dianella Bardelli

    1968

    Il romanzo è ambientato nella Bologna operaia e studentesca del 1968. Marina è una studentessa fuori sede della facoltà di Pedagogia di Bologna; è di Riccione dove torna abbastanza spesso dalla sua famiglia composta dai genitori e da un fratello; nel romanzo inframezzati alla trama vera e propria assistiamo a descrizioni della vita degli studenti dell'epoca, e in generale alla vita della "vecchia Bologna", che oggi non esiste più, ma che tutti rimpiangono. Per arrotondare i soldi che le servono Marina legge libri presso un'associazione di ciechi diretta dal Sig. Giovanni, un uomo di una certa età che è molto affezionato a Marina. Marina registra i libri che legge e che poi saranno messi a disposizione di studenti e lettori non vedenti. Una mattina durante una pausa del suo lavoro di lettura, si affaccia ad una finestra; in quella di fronte vede un ragazzo picchiare selvaggiamente una donna di una certa età; nel proseguo del romanzo Marina scopre che l'aggressore è il figlio e la donna picchiata è sua madre ; lui è un malato mentale, ma la madre lo protegge e subisce le sue violenze. Queste cose le viene a sapere alcuni giorni dopo dal Sig Giovanni che conosce la storia del figlio violento nei confronti della donna. Quella stessa mattina dalla finestra dell'Associazione Marina vede la madre che aveva subito le botte dal figlio alla fermata di un autobus; decide di seguirla; lascia immediatamente il lavoro e prende lo stesso suo autobus, scende alla sua stessa fermata nel quartiere Barca. Ma la donna si era accorta di essere seguita e dopo che sono scese dall'autobus affronta Marina. Ma la ragazza le promette il suo aiuto rispetto alla situazione con suo figlio e così la donna le dice di seguirla. Vanno a casa di sua sorella, lei si chiama Andreina e la sorella Rina. Marina rimane a lungo in quella casa, mangia con loro, chiacchiera, alla fine viene a sapere una cosa terribile. Le due donne hanno ammazzato il figlio della Andreina. L'hanno fatto a pezzi e messo in un freezer in cantina. Chiedono a Marina di aiutarle a disfarsi del corpo e lei accetta. Insieme alle due donne aspetteranno la primavera quando il terreno sarà più morbido e porteranno il corpo all'interno di una loro proprietà a 20 chilometri da Bologna; è una vecchia cascina con del terreno non coltivato intorno. Metteranno il corpo in una grande valigia e con la macchina del marito della Rina, ferma nel suo garage da quando il marito è morto, si recheranno in campagna. Le due donne promettono a Marina che se saranno scoperte mai e poi mai faranno il suo nome. In attesa della primavera la ragazza torna alla sua solita vita di studentessa.
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