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Space Jabalì

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  1. Space Jabalì

    La Scuola Holden di Baricco

    Grazie a tutti per le risposte! Per rispondervi esaustivamente (e trarre il maggior beneficio dai vostri consigli) dovrei parlare di più di me. Mi intimidisce un po', sono su internet da 12 anni e l'anonimato è un guscio accogliente (e poi la mia vita è fuori topic) . Uso gli spoiler, ché alleggeriscono un po' la lettura. In più, Insomma, ho un brutto carattere e un rapporto conflittuale con la scrittura. Codardo (e orgoglioso) come sono, non mi sarei mai esposto a una potenziale delusione (sì, ti fanno scrivere al test di ammissione) se tutto sommato non avessi avuto dietro delle esperienze che giustificassero lo sbatto di salire su un treno e mettermi in discussione. Di pro c'è che mi affascina la possibilità di studiare Cinema con attrezzature di ottimo livello e persone che lavorano nell'ambiente, mentre a Scrivere si ha la possibilità di confrontarsi con un autore che conosco poco, ma di cui è quantomeno comprovato il valore commerciale (oltre al bagaglio di altri autori che la scuola permette di incontrare, come Welsh o De Lillo, ci sono un sacco di attività veramente interessanti). Non mi fa schifo nemmeno l'idea di lavorare, un giorno, in editoria e affini. Anzi mi piacerebbe. Non mi interessa scrivere come Ale B., Giordano. Più rubare segreti a dei professionisti e scegliere se e come incorporarli nella mia voce. Credo che le tecniche narrative si possano imparare, ma la voce è soggettiva, unica, non insegnabile. Mentirei se dicessi che sottovaluto la possibilità di allacciare contatti (perfino nelle facoltà di economia insegnano l'importanza del networking. Io manco ho i social network e odio l'arrivismo, ma il mondo oggi va così, e continuerà ad andare così che mi piaccia o meno...). Quantomeno non mollerei definitivamente l'università, alla peggio finirei a 26-27 anni la triennale. Di contro c'è che su internet si trovano pareri estremamente divisivi, anche se molto del livore che viene espresso è indirizzato a Baricco/Feltrinelli/Farinetti/i "figli di papà raccomandati e inquieti". Vi fidereste della recensione di un ristorante dove per dieci righe su 12 il recensore sfotte l'abbigliamento dei camerieri e conclude nelle ultime due "Il cibo sembra far schifo, e dal menù appeso fuori si capisce bene che è un ristorante da ricchi"? Io no, Baricco o meno. Ciò non toglie che sono davvero un sacco di soldi e un sacco di pressione. Mi avete fatto un grosso favore ad espormi delle alternative! Ma soprattutto ho scoperto solo adesso tutte le vostre risposte, ieri ho scritto alla scuola chiedendo delucidazioni più approfondite sui corsi. Aspetto la loro risposta. Arigrazie a tutti e scusate se non vi ho risposto singolarmente e per gli errori di grammatica. p.s.@Renato Bruno
  2. Space Jabalì

    La Scuola Holden di Baricco

    Ciao a tutti! Venerdì scorso nella mia vita si è aperta una sliding door tanto inaspettata quanto scombussolante: ho scoperto di essere stato ammesso alla scuola Holden, a Scrivere e Cinema, i due a cui sono risultato "più idoneo". Ho scoperto la Holden grazie al passaparola di un amico che mi ha convinto a provare l'ammissione. Pensavo "Proviamo, non sono mai stato a Torino, ho bisogno di staccare dall'università, e poi figurati se vanno a prendere me. Manco l'ho mai letto Baricco ". L'esito mi ha sorpreso, e ora sono due giorni che annaspo in una pozzanghera di dubbi esistenziali. Ho 24 anni e studio Economia in triennale. Non sono mai stato uno studente appassionato, anzi. La mia carriera universitaria è altalenante. Sono iscritto al secondo anno e mi mancherebbe comunque almeno un altro anno e mezzo alla Laurea. Non ho mai pensato "seriamente" alla scrittura come mestiere, anzi mi hanno educato a considerarlo un talento un po' "superfluo" [Forse per scoraggiarmi dal tentare una "carriera" (può essere, una cosa intima e personale come scrivere, un qualcosa di professionalizzabile e conseguentemente insegnabile in una scuola?) rischiosa]. Qualcosa che fa comodo a livello di retorica se fai l'avvocato, per intenderci. Non ho mai scritto, ma ho letto molto. Sono orfano e dispongo di una cifra da parte che mi permetterebbe di sostenere il prestito d'onore, ma prima di sobbarcarmi 20.000€ di mutuo, congelare l'iscrizione all'università e trasferirmi in una città che ho visto una volta per 8 ore, volevo raccogliere più opinioni possibili, tra cui le vostre. Anche se non posto mai, vi leggo tutti i giorni, e di mio non scrivo, ma immagino e "annoto". Non ho mai nemmeno lontanamente pensato di pubblicare qualcosa. Purtroppo mancando di interlocutori competenti in materia ed essendo in buona parte autonomo nel mio sostentamento, ho pensato di confrontarmi con la saggezza condivisa di un forum di persone che condividono la mia stessa passione. Che faccio, regà, sono diffidente di natura, posso fidarmi di Ale B., scrittore, playboy e filantropo? Scusate il papiro, e grazie.
  3. Space Jabalì

    Hola Sognatori!

    Ciao a tutti, sono Space Jabalì! Non ho mai pensato a me stesso come a uno scrittore, anzi il contrario! La lettura, piuttosto, ha avuto meriti decisivi nel salvarmi dal baratro della depressione durante l'adolescenza, meriti ben più rilevanti rispetto a un eventuale talento nell'esprimere su carta le mie sensazioni; talento che vorrei possedere ma che di fronte a un foglio bianco si presenta sempre con ritardo ingiustificato. Quando si presenta. Se affermassi di essere sempre stato un assiduo lettore, però, mentirei: negli ultimi cinque anni -quasi un quinto della mia vita- il peso della realtà ha annichilito quello che la lettura sia mai riuscita a togliermi dalla bocca dello stomaco. Per farla breve, l'impossibilità -e se il suo vero nome fosse incapacità?- di risolvere i miei problemi personali ha avuto come effetto collaterale una riduzione drastica del tempo dedicato alla letteratura. Ancora più breve, ragazzi: ho letto 4 (quattro!) libri negli ultimi 5 anni, periodo nel quale -sul'altro versante- non mi è passato nemmeno per la più proverbiale delle anticamere di scrivere alcunché. Casualmente, di recente, ho constatato che la capacità del cervello di accendersi e infiammarsi in presenza di una bella storia è ancora viva e arde più che mai nella mia scatola cranica; che la curiosità può essere inaridita dalle più disparate problematiche e contingenze fino a risucchiarne la linfa e deviarne il focus, ma non sparire come temevo. Mi rendo conto che suoni come una banalità, ma questa consapevolezza mi ha strappato la prima lacrima di gioia dopo anni decisamente lunghi e ancor più decisamente tristi. Così ho iniziato a spulciare il web per ampliare i miei orizzonti di lettura, imbattendomi in questa community che ha da subito magnetizzato il mio interesse. Spero di potermi rendere utile agli autori con le mie critiche, e al tempo stesso di poter ricevere consigli che mi aiutino a migliorare la mia capacità di espressione e i miei gusti letterari. Per il resto spero di godermi il viaggio e un po' di sano confronto con voi! Hasta Luego, ci si vede in giro! Umberto. P.s. Scusate gli spazi frequenti, ma scrivo dal telefono in quanto al momento sprovvisto di wi-fi causa harakiri del modem. È il modo più efficace che ho trovato di formattare il post, ma non ho idea di come possa risultare su un monitor, spero non ci siano problemi.
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