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Alberto E. Long

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Su Alberto E. Long

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  • Compleanno 23/07/1998

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    Appassionato di poesia, Montale e soprattutto Leopardi sono i miei autori preferiti. Amo scrivere in poesia ma anche in prosa. Vivo in città, ma la montagna è il mio habitat naturale.
  1. finire di una giornata di mare

    Dico solo: Montale all'ennesima potenza. Se mi ricordo ripasso di qui e leggo, nelle condizioni in cui mi trovo al momento (dopo una giornata di studio ininterrotto) non sono in grado di dare un giudizio. Ma Montale è uno dei miei 4 autori preferiti. Adesso è arrivata l'ora della nanna, buonanotte!
  2. Impappinato

    Secondo me dovresti adottare la seconda ipotesi a approfittarne per prolungare il racconto e farlo diventare, magari, un romanzo breve. Scusa se il mio consiglio è assolutamente al di fuori delle tue intenzioni, ma la tua trama mi intriga e, se fossi io ad averla progettata (ma prometto che non ti rubo l'idea, tranquillo), farei viaggiare Tizio e Caio fino in capo al mondo, a destra e a manca, per vedere tutte le bellezze del mondo e provare tutte le esperienze (che io descriverei in maniera distesa): tanto hanno tutto il tempo che vogliono, no? Ma, come si potrà immaginare, prima o poi si annoiano e capiscono che... io avrei le mie idee da mettere nelle loro teste e nelle loro parole, ma ovviamente toccherebbe a te esporre le tue. Alla fine, chi lo sa, trovano una maniera per salvare la donna. Stile Watson-Jude Law con Sherlock Robert D. Junior in "Game of shadows" (ammesso che questo film tu l'abbia visto). Spero di esserti stato d'aiuto anche se non credo, visto che cercavi una conclusione. In compenso rendo a te il grande onore di aver aiutato me stimolando la mia immaginazione.
  3. Ho desiderato d'essere un'aquila

    @Ginseng, ho letto i tuoi commenti da giorni e finalmente ora ho un po' di tempo per risponderti. Ma solo perché sono in metropolitana. Ti ringrazio molto per il passaggio e i complimenti! Cominciamo dalla parte più semplici (e secondo me meno importante): tu dici che sono migliorato, e ti ringrazio, ma dato che questa è stata la terza poesia che ho scritto, la meno recente di tutte quelle che ho pubblicato qui nel WD, tutt'al più sono peggiorato. Comunque è la mia poesia che ritengo più riuscita, la mia preferita, perciò sono d'accordo per te. I contenuti. Faccio prima a risponderti direttamente nel corpo del tuo commento, inserendo le mie osservazioni tra parentesi: Invece per quanto riguarda la questione delle esperienze di premorte, tempo fa, interessato, mi ero informato su internet, senza però ricavare un granché: solo informazioni che potevano essere vere quanto false, inventate a bella posta oppure raccontate da persone che ci credevano per davvero. Per di più, son tutte cose che, anche se fossero state percepite davvero da chi le racconta, potrebbero benissimo essere frutto di altri processi fisici e chimici, invece che di destinazioni celestiali dopo la morte. Per lo meno per quanto ne so io. Magari prima o poi leggero il libro che mi hai suggerito, l'argomento merita approfondimenti, ma finché non avrò tali approfondimenti resterò della mia attuale opinione, pur rimanendo aperto a cambiamenti di fronte. A rileggerci e grazie ancora per il commento!
  4. Ho desiderato d'essere un'aquila

    Commento Ho desiderato d'essere un'aquila Ho desiderato d'essere un'aquila e volare rapido fra gli abeti dall'alto dei clivi. L'ho sognato da sovr'alti picchi ove magnifiche valli si disparavano aperte e nulla a far schermo. Allora ho sognato questa Felicità questa Libertà come un respiro che mi spira dal petto. Volare in picchiata con gli aghi contro la pelle l'ali aperte a bilanciare il vento e l'aria a dissetare il viso, e laghi d'acqua come l'aria a cui bere sorsi di vita, e dal sole all'ombra in un istante sotto benevole foglie: il mondo in mano da lassù! Una voce mi susurrava entro che questa era Vita: lunghissimo sorso da pure sorgenti e fresche. Ma poi vidi ch'anco dell'aquile la fervida volontà e nobile, la sofferta Protesta come di martire sopprime e consuma in un Nulla di Cenere il Caso ingiusto nella Notte eterna e immensa dell'Universo. Che mai cercare...? Solo la Cenere...
  5. Intorno

    Wow! Poesia scritta bene, in maniera fluida e con padronanza di linguaggio. E che potenza le immagini! Se intendo bene, è la descrizione di ciò che vede un personaggio sul punto di morire, delirante. O forse è sul punto di morire proprio perché delirante, e allora potrebbe trattarsi di una morte simbolica, la morte della ragione, la morte della padronanza di sè. Son solo supposizioni. Allora questo personaggio sente farsi fitti intorno a sè demoni e spiriti che volteggiano e turbinano; prima di tutto spiriti vuoti, svuotati del corpo, vacui, ma poco dopo spiriti pesanti della follia che portano. E poi giungono gelide cornacchie (io avrei preferito i soliti corvi, suonava meglio anche il verso) a beccare i vermi degli altri morti deliranti, turbinando. E in questo turbine il protagonista è ora impotente, sottomesso alla loro folle potenza, il momento dopo è l'ultimo a resistere, a riemergere con sforzo disumano dalla tempesta: ora demone, uno di loro, ora santo, martire, in strenua resistenza. Come dicevo, immagini potentissime; si potrebbe dire immagini di poca originalità, ma non è una critica che personalmente muoverei: finché delle immagini sono efficaci non importa che siano poco originali, io credo. Dunque la poesia mi è piaciuta molto, ma, sempre perché il significato è più importante della forma (e pure delle immagini), ti chiedo: che cosa significa? È solo una bella storia, una costruzione di belle immagini, o è allegoria di qualcosa che per te, Joyopi, ha significato più profondo, di qualcosa che magari ti è capitato di provare?
  6. Sol di Notte io viaggio

    Grazie mille a tutti e tre (non si può più taggare?)! Ora cerco di rispondere per filo e per segno ai commenti di ognuno. Ci hai azzeccato in tutto, è proprio questo che volevo dire! Sono contento che tu l'abbia trovato leopardesco perché considero Leopardi il mio maestro, nel mio piccolo. Sono contento che tu abbia sentito anche l'atmosfera calorosa che si crea anche sulla strada accidentata della vita; e il motivo di questo calore è aver trovato il più giusto modo di affrontarla, questa strada. L'unica cosa che vorrei precisare è che l'"ingiusta tempesta" non è quella della vita in sè, ma quella del Caso, che per accidente ci crea e poi ci distrugge tutti. È questa l'ingiustizia: la distruzione, la cenere che diventiamo. G.V. grazie mille anche a te! Son contentissimo che ciò che volevo dire ti sia arrivato, che la tua interpretazione rispecchia quasi esattamente quella che volevo dare io. Evidenzio in grassetto le parti del tuo commento che mi hanno più fatto piacere, in aggiunta sottolineo quelle che mi hanno proprio colpito, e poi ti faccio un appunto. Per me non è nella morte il significato della vita, anzi: è proprio la morte che sottrae significato alla vita e la vanifica! Però ben vengano altre interpretazioni. Grazie anche a te, Carmine! Ti rispondo direttamente nel corpo del tuo commento. Grazie mille ancora a tutti, buona serata!
  7. Se un angelo può ricordare

    Buon anno!
  8. Se un angelo può ricordare

    Bellissima poesia davvero! Belle le immagini, certo, ma soprattutto trovo il contenuto che esprime davvero profondo: la dolorosa consapevolezza che tutto ciò che è si allontanerà man mano nel tempo e svanirà, solo resti rimarranno; e l'altrettanto dolorosa ignoranza di ciò che ci attende dopo, dopo la morte. Le immagini suggeriscono poi che il desiderio del perdurare delle cose non si indirizza ad una superba pretesa di gloria, ma all'umile ricordo delle gioie e degli oggetti quotidiani e familiari, che mostrano una sorta di poetica delle piccole cose. Meraviglioso. Lo stile è chiaro, scorrevole ed evocativo, senza però eccellere. Ma come dico sempre quello che conta è il contenuto, e il tuo contenuto mi piace moltissimo. Personalmente subito che gli angeli - o forse meglio dire le nostre anime - ricordino, però lo spero con tutto me stesso!
  9. Giochi di fango

    Ho il sospetto, anche se non vorrei sbilanciarmi, che il riferimento sia ai bambini che subiscono pedofilia. Tutto mi sembra ricondurre a ciò, anche se non ho tempo per una analisi più precisa ora. Comunque temi di rilevanza sociale sono già presenti in altre tue poesie, perciò non sarebbe strano. In tal caso, la tua tecnica sicura, equilibrata, essenziale e suggestiva è utilizzata per parlare di un tema di grande importanza, perciò i miei complimenti! E fammi sapere se ci ho azzeccato.
  10. Inno all’elegia

    L'ho letta molto velocemente, e anche se la trovo un po' intricata (forse proprio perché l'ho letta velocemente) mi piacciono molto i temi: siccome tutto andrà cancellato, qualunque cosa è inutile, anche quelle cose che sembrano utili a chi non si accorge che appunto qualsiasi cosa cadrà nell'oblio. Se mi ricordo ripasso per un commento più approfondito. Comunque trovo influenze di Foscolo (nullità a noi sì cara vieni) e di Leopardi, nel lessico ma soprattutto nei temi. Ipotesi avvalorata anche dal numero presente nel tuo nick, il quale suggerisce che tu sia del '99, che dunque tu sia in quinta superiore ed abbia da poco studiato entrambi questi autori. Dico bene? Comunque bella!
  11. Impalpabile

    @Ginseng , ciao! Bella poesia, sinuosa e affascinante. Per commentarti sto vergognosamente ignorando una professoressa, perciò ti dico giusto una cosa. Mi dà l'impressione di una malinconica riflessione su un amore (o forse più amori) rivolti a qualcuno di insensibile e leggero, che non li accolti; questo rifiuto lascia un vuoto che solo la poesia con la sua potenza (il suono del violino, che immagino imperioso) può riempire; o addirittura tale poesia è in grado di stabilire una maggiore profondità, e dunque quasi una superiorità, del poeta rispetto a chi lo ha rifiutato. Il vuoto non è comunque cancellato e lascia questo senso malinconico. Ed è questa malinconia, questa mancanza che si rivela nel vespro, che apprezzo tanto. Forse ho travisato tutto, avendo letto in fretta e furia! Ripasserò! Comunque bella, bravo!
  12. Premio internazionale Mario Luzi

    @Mathiel aspetta aspetta, ma il 13 alle 24 non dovrebbe essere in realtà la mezzanotte del 12? cioè vuoi dirmi che devo aspettare un giorno in più di quanti mi fossi prospettato dopo la ferale notizia?
  13. Premio internazionale Mario Luzi

    L'ho pensato anche io. Salvo che le motivazioni del ritardo non siano molto più subdole e inimmaginabili...
  14. Premio internazionale Mario Luzi

    Ho chiamato. Saranno pubblicati il 13 novembre. Roba da farsi venire manie omicide. Motivo: c'è stato un ritardo. Grazie al piffero, di questo me ne ero accorto. Spero solo che dal 13 novembre non slitti all'infinito.
  15. Premio internazionale Mario Luzi

    Ti hanno detto il motivo?
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