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1.062 Più unico che raro

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  • Compleanno 15/08/1988

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  1. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Eccoci via. Di nuovo questa balla dell'artista non ha regole, e non deve essere imbrigliato da strutture precompilate, perché perde di naturalezza... Se credete davvero a questa buafala, e che le regole siano la morte dell'immaginazione, problemi vostri. Io non posso farci nulla e ci rinuncio. Poi continuate a lamentarvi che le CE rifiutano i vostri libri e non vendete. Mi raccomando, è importante scrivere a caso, e poi chiedersi del perché i lettori ci sdegnano. E comunque non c'è bisogno di spregiare, con Bruno e altri si discuteva, animatamente ma sempre chiacchiere erano. O intervieni e dici la tua, o almeno evita di prendere per il culo. Non è il tuo primo post che noto su questi toni. Comunque, fino a quando non si capirà che la tecnica libera ed esalta l'immaginazione, mentre immaginazione senza tecnica è solo caos, mi defilo e torno a scrivere i miei librettini super noiosi e piattissimi.
  2. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    P.s. il settimo paragrafo poi ha collegamenti con svariati paragrafi durante tutto l'arco del capitolo. Dal lavoro di Vernon, a chi è il gatto e cosa sta facendo.
  3. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Ad esempio, prendi il primo harry potter, e annotati i temi che vengono trattati in ogni paragrafo, e nota come tra questi ce n'è sempre uno che preannuncia quello di cui si parlerà nel paragrafo successivo, o in quelli oltre ancora. Non devi nemmeno andare troppo lontano: capitolo 1, paragrafo 1/2/3/4/5/6/7 è un buon esempio. 1) Introduzione coniugi Dursley. 2) descrizione approfondita di lui e lei. 3) sunto dei primi due "vita perfetta" e in contrapposizione il loro più grande segreto "introduzione dei Potter", tema che sarà ribadito per tutto il capitolo. Quindi utilizza i primi due paragrafi per aprire la finestra con un'avversativa sui Potter. Così invece che tirarli in ballo a caso, ha una scusa buona per parlarne e introdurli. Sembra banale, ma non lo è. 4) Cosa fanno la mattina che inizia la storia i Dursley+descrizione del tempo e foreshadowing che fa capire che sarà una giornata strana e misteriosa. Ti prepara per le stranezze che ci accompagneranno per tutto il capitolo. 5) Ancora descrizione della mattina, ma fa uno zoom sugli eventi misteriosi preannunciati prima. Un gufo al mattino che vola fuori dalla finestra? 6) Fine descrizione della mattinata in casa con ancora un pizzico di normalità. 7) Seconda stranezza del giorno. E così via per tutto il libro. E' tutto collegato, non ci sono salti, stacchi, paragrafi che parlano di cose separate e scollegate. Nemmeno quando cambia capitolo e salta di mesi interi o anni, si assicura sempre di collegare la narrazione utilizzando i temi precedenti per far avanzare la narrazione. E ho molto semplificato. Ogni paragrafo è legato a quelli che gli stanno attorno da molteplici elementi differenti. Che siano temi, parole, azioni... Come una catena che ti prende dalla prima pagina e ti accompagna fino all'ultima.
  4. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Nono, non intendevo che c'è solo quell'incipit lì e il resto è noia XD Intendevo dire che come incipit è fatto molto bene, e usa lo spiegone in maniera perfetta. Se poi fai uno spiegone all'inizio, oppure te lo tieni per dopo, o lo spezzetti, quello è chiaramente soggettivo e varia da autore ad autore. Sarò io, non lo so, ma in tutti i testi di autori di quelli dal successo mondiale, anche nei nostri del '900, io riscontro sempre lo stesso modo di costruire la prosa. Poi chiaro che ogni autore ha la sua sensibilità e varia la tecnica forgiandola sulla propria sensibilità, eppure tutti questi testi che ho citato, e potrei fare mille altri esempi, hanno tutti caratteristiche di base comuni. Gli unici che variano un po' dalla norma sono gli appartenenti alla scuola fantascientifica americana pre 1960, ma questo credo sia dovuto alla diversa corrente artistica a cui facevano riferimento.
  5. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Ti posso dire che il flusso di pensiero è la base solida di ogni buona prosa. Joyce lo ha estremizzato, ma ogni prosa che si rispetti è un flusso di pensieri, non in maniera letterale, ma possiamo dire che è un flusso di coscienza, che racchiude pensieri, opinioni, sensazioni, azioni e percezioni. E tutto è concatenato. Discorso leggermente diverso per i dialoghi, qua abbiamo un flusso tematico che varia attori riprendono e ampliano a seconda di quello che devono esprimere. Ma questo vale per i lettori. Noi dovremmo essere capaci di andare oltre. Non puoi paragonare un tifoso a un allenatore. E si continua a sostenere che essere precisi e rigorosi nelle regole, comporti essere piatti e rigidi nell'esecuzione. Io ho scoperto che è proprio il contrario: conoscere e applicare a menadito ogni regola per rendere la prosa fluida e appassionante, mi permette di svariare e osare le scene e gli eventi più disparati. E se mi dovesse capitare di fare uno spiegone, o un dialogo tra due personaggi immobili in un ambiente ristretto, saprei in entrambe le maniere come rendere il tutto comunque emozionante e interessante. Proprio perché so prima cosa fare e cosa non fare. Poi oso e ci metto il genio come mi viene. Figurati che io quando scrivo non progetto niente, ma creo mentre scrivo. niente scaletta, niente appunti, niente di niente. Ma se non si conoscono le basi, ed è tutto e solo immaginazione senza regole e struttura, poi vengono libri a caso e prose sciatte e sfilacciate. Mi dispiace che non si possano fare esempi con testi veri, almeno forse mi farei capire meglio. Così mi sembra di non far passare il messaggio.
  6. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Ma ci sarà pure un motivo per cui consideri buona la prosa di un libro invece che un'altra. Non parlo di un'opinione sul libro, ma proprio sulla prosa. A me Follet non piace e non sono mai riuscito a finire un suo libro, però se prendo una pagina a caso riconosco che è scritta da Dio e non mi riesce a staccare gli occhi dalle parole. E pur non piacendomi i suoi libri, ho imparato delle cosine interessanti dalla sua prosa. Quando parlo di regole e costumi non parlo di grammatica e sintassi. Intendo come si costruisce una prosa coerente, viva e completa. Intendo quelle regole che servono al lettore per dimenticare il mondo che lo circonda e sentirsi rapito dal libro.
  7. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Per me invece esiste solo un modo per scrivere, poi ogni autore lo piega alla sua volontà, deformandolo ed evolvendolo a seconda della sua personalità. Quindi ci sono infiniti stili, ma regole e costumi che devono valere per tutti; e se un autore ignora e non usa queste regole, che sia per sciatteria o ignoranza, è uno scribacchino della domenica. Perché non sono scribacchini? Perché vendono? Perché hanno fama e denaro? Perché tutti dicono che sono bravi? Questo mi interessa sapere, c'è un motivo per cui li considerate buoni scrittori, o sono buoni perché così pensan tutti? E non basta, perché mi son piaciuti i loro libri. Quello è un giudizio da lettori, e i lettori fanno, leggono e apprezzano quel che cavolo li pare. Niente da dire in proposito. Io lo voglio un giudizio da scrittori.
  8. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Sapete chi scriveva davvero davvero bene? Faletti.
  9. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    E' lo spiegone perfetto. Come fare spiegone e Tell senza annoiare Carofiglio... XD Se vi piace morire di noia tra personaggi che continuano a chiamarsi per nome, agiscono non si sa bene dove, e pippe mentali su chi e quando ha conosciuto qualcuno anni prima, sì è perfetto. Ma è evidente che c'è qualcuno che sa fare. Ma dè... tirate in ballo Carofiglio e Ammanniti... Ammanniti poi è uno che scrive disseminando di punti la narrazione. Ero lì. Poi c'era questo. Io ho fatto quello. E via discorrendo. Ma lo avete letto Anna? Son scribacchini della domenica. Tutti dicono che sono bravi e competenti, e allora il resto deve applaudire e fare di sì con la testa.
  10. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Di niente. Comunque me la prendo così solo perché imparare è possibile. Serve tempo ed esercizio, ma scrivere coerentemente e piacevolmente è alla portata di tutti.
  11. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Basta prenderne uno a caso di scrittori non italiani di successo, ma anche di fascia media. Per non andare a scomodare mostri sacri, basta anche The Hunger Games. Basta proprio la prima pagina, per non dire le prime righe. Non sarà un capolavoro, ma rende l'idea. Dovrebbe essere la stella polare per chiunque scrive in prima persona presente. Ne leggevo uno l'altro giorno edito da una grande CE in prima persona presente da mettersi le mani nei capelli. Si sentiva proprio l'incapacità dello scrittore di disegnare il contesto, usare i dettagli giusti, allargare la narrazione a tutti e cinque i sensi, e soprattutto la totale incapacità di scrivere in prosa con paragrafi rabberciati e spezzati a casaccio tanto per... e non parliamo di usare ironia e sarcasmo, o farci vedere il mondo dal punto di vista del personaggio, dipingendolo bello o brutto a seconda dello stato d'animo del protagonista. Quindi sì, gli scrittori italiani non hanno idea di quello che scrivono. Ma perché prima di tutto non hanno idea di come si scriva, e nemmeno riescono a capire perché questa gente che vende milioni, vende, e loro fanno 10 copie tra parenti e amici. Se invece volete libri italiani, "La Vita Interiore" di Moravia è stato quello che mi ha insegnato di più. E davvero, avendo letto nella mia vita autori come Moravia, mi rifiuto di considerare la letteratura italiana moderna degna di essere letta.
  12. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Perché non hanno voglia di imparare a farlo. Perché significa prendere un libro di quelli tosti, e pagina per pagina, riga per riga, studiarlo e paragonarlo al proprio testo. E' un lavoro che richiede mesi e mesi, anni di studio per essere perfezionato. E la gente non ha voglia. Scrivere, e anche di più, imparare a scrivere, è qualcosa che richiede tempo, fatica e sacrificio. Ma la narrazione è quella del "scrivi un libro, vendilo, e diventi ricco e famoso". Stare col culo sulla sedia a studiare per mesi e mesi prima di scrivere? Ma che siamo matti?
  13. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    @Renato Bruno Ma perché è sempre il solito discorso. Se uno non sa scrivere, può avere il miglior editor del mondo, sempre un brutto libro scriverà. E se non brutto inutile. Ho anche perso la speranza di parlarne qua sopra di come si scrive, di come si mettono in fila le frasi e i paragrafi. Tanto o arrivano le faccine degli eterni confusi, o si fa finta di nulla e non si scende mai nel merito delle questioni. E' sempre un: "sìsì io lo faccio," e poi vado a leggere i loro testi e mi accorgo che son tutte parole al vento. Chissà forse credono di farlo davvero. Io poi libri li leggo e li sfoglio, e continuo a leggere anche roba di grandi CE da fare accapponare la pelle. E non parlo di trama e psicologia dei personaggi (figuriamoci!), ma proprio delle basi. Periodi casuali, buttati lì tanto per, paragrafi sconclusionati, dettagli che piovono dal cielo, niente filo logico che unisca gli elementi della prosa, tante scenette spezzettate e divise con stacchi bianchi... Si sente la totale assenza di idea su come debba essere scritto un testo. Alle volte mi chiedo, ma chi scrive questa roba, paragona mai il suo testo a uno di quelli che vende milioni di copie? E ai suoi occhi sembra uguale? Non si accorge di quel che non va? E mi rispondo, o che non gliene frega nulla, o che semplicemente non nota le differenze e gli pare di scrivere cosa decenti. E ci sta anche questo. Mancanza di capacità critica e analisi del testo. Tanto per loro gente come la Rowling ha scritto dei capolavori perché aveva dietro editor giganti, quindi è anche inutile parlarne. Credo infine che il grande problema è che la maggior parte di chi vuole fare lo scrittore sia solo un lettore che vorrebbe tanto, magari gioca, a fare lo scrittore. Ma essere uno scrittore è tutto un altro paio di maniche. E per prima cosa bisognerebbe smettere di leggere come un lettore, ma imparare a farlo come scrittore. E la cosa mi irrita non perché alcuni di questi pubblicano con le grandi CE, tanto se scrivono in questo modo non andranno mai da nessuna parte. Nemmeno se il libro lo regalano. Ma perché è uno svilire il lavoro di chi scrive sul serio, e ci prova, e ci perde la salute a creare testi con ogni santo crisma del caso. E il fatto che sembra che tu non te ne accorga che la maggior parte dei testi è roba indecente e inutile a me preoccupa e non poco. E non parliamo dei dialoghi eh... Ti dirò la verità: mi ci prende lo sconforto. E mi cascano gli attributi quando poi mi chiedono come faccio a scrivere così bene a vendere e a essere contattato dai lettori.
  14. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    Si chiama conflitto d'interessi. Le CE hanno tutto l'interesse a mantenere il livello infimo che abbiamo raggiunto, così come hanno bisogno che gli esordienti si credano dei cani. Li adescano con la promessa di fama e soldi, e poi li rimbalzano. Perché uno scrittore che sa scrivere gli va in domo alle CE, e anche peggio alza il livello di qualità e quindi le aspettative dei lettori, costringendo così il mondo editoriale a investire soldi per proporre roba di miglior qualità. Il motto è bassa qualità, minimo investimento, massimo ricavo. E tutta la narrazione che si fa tende a mantenere questo equilibrio. Ed è anche il motivo per cui quando per miracolo pubblicano un esordiente vero pescato dal mucchio si assicurano di fare solo correzione bozze, niente editing vero, pubblicità assente o quasi, e magari pescano la copertina dalle collezioni on-line a 5 euro al pezzo. Minima spesa, per massimo ricavo.
  15. Ospite

    Assenza totale di autovalutazione

    @Renato Bruno Rendiamoci allora anche conto che guai a criticare perché lo si fa sempre e solo per invidia XD Se quello che viene pubblicato è buono davvero non capisco perché ci sia sempre pieno di paladini che danno degli sciagurati a chi critica. Forse perché qualcuno ha la coda di paglia e allora deve sempre difendere il sistema? Il sistema è marcio e ormai parlo per esperienza. E se dico che gli editori se ne fregano dei buoni scrittori, ma fanno cassa vendendo ciofeche a lettori che si fidano, o che buona parte di chi pubblica con le CE è un raccomandato, un amico di amici o uno che paga è perché a oggi lo so per certo. Questo non toglie che ci sia anche gente con le balls che sappia scrivere. Pochi italiani, tanti stranieri. E infatti tutti qui si continua a criticare la robetta italiana, molto spesso perché irritati della mediocrità del nostro mercato rispetto a quello straniero. E' una questione di orgoglio nazionale, non invidia o astio verso lo scribacchino targato. Tutti saremmo felicissimi se l'editoria italiana pubblicasse buoni libri. Sarebbe uno stimolo per tutti vedere finalmente premiata il merito, anche quello degli altri. Nel senso... la gente continua a comprare i miei libri in blocco, pur avendo smesso ogni forma di advertising. Scavano il fondo del barile fino ad arrivare ai miei libri... Ci sarà pure un qualche cavolo di problema oppure no? E io i libri né gli ho fatti editare, né ho pagato qualcuno per farmi da correttore di bozze. Già, in barba alla leggenda del "per scrivere un buon libro serve un editor" XD Eppure continuo a vendere e nessuno mi è ancora venuto a cercare a casa col forcone. Quindi le cose son due: o io sono il nuovo Stephen King, o la concorrenza è talmente scarsa che per disperazione pagano volentieri 9 euro a uno sconosciuto per ogni vendita. Quale delle due?
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