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  1. Perché secondo me dopo una vita di scrittura si può aspirare a certa letteratura. Al nostro livello è come farsi chiamare bomber dagli amici di calcetto. Nei miei libri adoro metterci la psicologia, camminare al limite del grottesco e psichedelico, da buon amante di Lynch e Carter. Così come mi piace parlare di tematiche che mi stanno a cuore: emancipazione femminile, omosessualità, disabilita, adolescenza... E così via. Quindi da una parte faccio ciò che tu chiami letterario. Però adoro anche l'azione, l'avventura, lo slice of life, insomma lo storytelling puro. E quindi inserisco certe questioni dentro storie assolutamente di genere. Che possano essere gustate anche fregandosene dei temi di fondo. Quindi scrivo letterario. Ni. Il mio ultimo libro lo sarà di più, però in definitiva sarà uno YA.
  2. Ospite

    Autopubblicarsi genera un reddito

    Comunque postalo il nome di questo autore che sono sempre interessato. E fregatene di quelli che tartassano con faccine confuse o freccette rosse. Se vuoi fare questo, cioè self, devi imparare a fregartene.
  3. Ospite

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    Vuoi saper un segreto? Nemmeno le grandi CE hanno odia di come promuoversi oggi nel 2019. Ecco perché nella top 10 di amazon ci trovi spesso e volentieri case editrici sconosciute, ma che puntano su scrittori che hanno grossi seguiti su fb o instagram. Quindi che lavorano in maniera differente. Lui mi ha detto che nel momento che vorrò farlo, pubblicare in inglese, mi farà da social manager in inglese XD Nel mentre è uno dei lettori beta più entusiasta. E hai ragione. Persone così creano una piattaforma di partenza. Ma sai il mio problema? Che ho fuori post apocalisse, e come genere è limitato. Anche questi lettori che mi ritrovo non è che possono fare passaparola, è un genere troppo di nicchia. E anche se in definitiva lo chiamerei più avventura/psicologico, l'ambientazione di fondo tra postapocalisse e distopia rimane indigesta a gran parte del mercato italiano.
  4. Ospite

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    Non esageriamo Se un libro è un buon libro, resta un buon libro anche dopo 5 anni che è uscito. Promozione o no. E così le tue capacità di scrittura restano con te tutta la vita, e migliorandole, potrai scrivere libri sempre più belli. La promozione inizia e finisce qui e ora, e al massimo ti porta qualche vendita. Ma sul lungo periodo è la qualità dei libri e le tue capacità che faranno tutta la differenza.
  5. Ospite

    Autopubblicarsi genera un reddito

    Perché in ogni caso non potrei giudicare se hanno fatto o no un bel lavoro. Non ne ho gli strumenti. Sarebbe un salto nel buio bello costoso.
  6. Ospite

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    Ecco infatti. Anche averceli quei soldi, non ce li metterei comunque.
  7. Ospite

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    Perché non basta un madrelingua. Serve uno che abbia studiato per fare da traduttore editoriale. È un lavoro lungo, complesso e che richiede competenze particolari.
  8. Ospite

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    In inglese no. Non saprei a ch rivolgermi e costa davvero uno sproposito. Il tipo americano mi ha letto in italiano. Un libro inglese è da pubblicare su .com/.co.uk/.ca/.com.au E lo fai tutto dal solito account. Basta che indichi in dettagli qual è la lingua del libro e il paese dove vuoi rilasciare o tutto il mondo in ogni caso.
  9. Ospite

    Manga

    Allora dai uno sguardo a Usagi Drop.
  10. Infatti non parlavo di quello che non ho letto. Parlavo dei promessi sposi, e per l'epoca Manzoni è stato un precursore del verismo. Questo non vuol dire che scriveva verismo, ma che I Promessi Sposi ha in sé molti germogli che poi sono fioriti 50 anni più tardi.
  11. Perché non sono romanzi letterari. O almeno i primi tre che ho letto... Sono letteratura classica, e la cosa è ben diversa. Il primo è mitologico, il secondo un poema cavalleresco, oggi si direbbe un'avventura medioevale, quasi fantasy, il terzo un precursore del verismo italiano. Il dire che debbano avere una trama debole non significa fargli un torto. Ma è solo una caratteristica che i critici attribuiscono ai romanzi letterari. Non lo dico io eh.
  12. Ospite

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    Dipende da tanti fattori, dal prezzo, dai libri pubblicati, dal periodo dell'anno... abbastanza per pagare l'editing e le copertine per i lavori futuri e le ads di facebook. E magari avanza anche qualcosa come paghetta alla fine del mese. E io son un signor nessuno, con zero diffusione che ha pubblicato un genere di nicchia. Quindi mi immagino che chi vada di romance e altri generi in voga non abbia grandi problemi a vivere con il self. Certo in Italia è dura, ma solo perché siamo in uno stato embrionale del mercato digitale e self. Ma ti assicuro che i lettori esistono e sono affamati di libri da leggere. Lo vedo sui miei lavori, non è raro che dopo aver comprato il primo, poi spendano altri 5 euro per comprarsi in una vota sola i successivi. E me ne ha dato una dimostrazione un altro autore self che ha iniziato a dicembre con cui sto lavorando in parallelo su diversi progetti, che non solo vende più di me ma lo fa a 3 euro a libro. Ad oggi, ciò che ci separa da un guadagno che ci permetta di autosostenerci sono due cose: il numero di lavori e una diffusione che chiamare minimale è fargli un complimento. All'inizio poteva anche sembrare un caso, ma quando becchi lettori stranieri che si prodigano per aiutarti e ti supportano moralmente capisci che qualcosa di giusto lo stai facendo. Uno americano quando ha letto l'ultimo libro e ha visto che il prossimo è ambientato in Ohio mi ha sommerso di luoghi dove ambientarlo visto che ci è nato e cresciuto. E mi ha fatto conoscere un parco naturale perfetto, proprio quello che cercavo. Son cose fanno capire come sia possibile farlo. Soprattutto quando dopo 5 mesi dall'uscita dell'ultimo cominciano a tartassarti chiedendoti quando uscirà quello nuovo XD
  13. Certo, certo. Per quello parlo di trama debole, perché ci sono cose più importanti. Dopotutto la trama e lo storytelling sono colonne portanti dei romanzi di genere. Quelli letterari si concentrano su altro e per forza di cose qualcosa devono sacrificare.
  14. Questo è il punto, mi sembra una distinzione difficile. Comunque direi che un romanzo letterario deve avere una trama debole, non importante ai fini della narrazione, una forte prevalenza di Tell, quindi un uso smodato di infodumb e deve trovarsi nell'astratto. Niente emozioni, sensazioni, pochi o punti dettagli, dialoghi ridotti all'osso, grande uso dei sommari. In un titolo: cent'anni di solitudine. Però lasciamo stare il linguaggio forbito e ricercato da supercazzola che non ci combina nulla. È solo onanismo letterario. La differenza quindi sta nella prosa, non nella grammatica e sintassi.
  15. Ecco quindi se dovessi dividere tra letterario e di genere opterei solo per trama forte e trama debole. Se c'è ma non è vitale, e il libro scorre piacevole in ogni caso, e magari è anche un po' avanguardia, è letterario. Altrimenti se la trama è fondamentale allora è di genere. Ma non toccherei la complessità della scrittura. Quella può essere semplice o complicata sia nei libri di genere sia in quelli letterari. Ad esempio: La Vita Interiore di Moravia e letterario. La Misteriosa Fiamma della Regina Loana di Eco è letterario. Ma non Il Nome della Rosa, né Baudolino, nonostante siano scritti in maniera ben più complessa dei due nominati prima.
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