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darkiridella

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  1. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    La domanda non era così sciocca come ad alcuni è sembrato e non riguardava l'autodefinizione. Riguarda invece la percezione che l'editore ha di te. Per esempio ci sono case editrici che pubblicano qualcuno negli esordienti solo perché non sono Ken Follett pur avendo magari già pubblicato altro con altre case editrici. Senza boria, ma anche senza una umiltà che diventa sottostima di sé e del proprio lavoro, ritengo che non sia del tutto giusto (io ne so qualcosa dell'umiltà portata all'eccesso e sto capendo che non è necessariamente un pregio; ovviamente non sono assolutamente dell'idea che si debba essere pieni di sé, ma solo onestamente consapevoli delle proprie capacità come si farebbe verso qualsiasi persona che non sia il proprio sé). In passato dovevo decidere se accettare una proposta da un editore che mi avrebbe messo tra gli esordienti... Le condizioni offerte sembravano migliori rispetto a quelle offerte da altri, ma non ho accettato. Non ero una esordiente, non sono una famosa (per quello che "famoso" sottintende in questo ambito) ma nemmeno una alle prime armi. Poi ripeto, arrivare al top è questione di bravura, ma anche di fortuna, di tempi giusti, e tanti altri fattori. C'è a chi non capita, c'è chi sceglie di restare dietro le quinte... Riguardo alla mia espressione "accontentarsi"... è chiaro che si può andare a ristampa, mi riferivo, se non ricordo male, alla prima tiratura
  2. darkiridella

    Premio Lupo [15/06/2017]

    Non c'è un tema e il concorso esiste da molti anni, è un concorso assolutamente reale, nel senso che alla fine c'è la premiazione ecc. Magari fate una telefonata alla segreteria
  3. darkiridella

    Condizioni contratto editoriale

    In fin dei conti, al massimo, se il libro vende, continuerò a prendere il mio guadagno da questa casa editrice. Cambia poco, a parte la percentuale che con un altro potrebbe essere più alta. Sono più perplessa sulla 151ma copia, ma ormai, pazienza... Comunque grazie dei consigli Starò più attenta la prossima volta.
  4. darkiridella

    Condizioni contratto editoriale

    Beh... Premesso che non mi aspetto di diventar ricca... Ma essendo il mio lavoro (almeno in parte... nel senso che vivo anche di scrittura) credo sia dignitoso vederselo riconosciuto. Però non punto su quello, ecco... è solo un principio professionale Il contratto è assolutamente free, anche se questo non riconoscere quel minimo di percentuale fino a un certo numero di copie vendute mi sembra solo un altro modo per declinare l'editoria a pagamento! E' come se pagassi con le copie vendute... moralmente parlando. Ad ogni modo ormai ho declinato altre offerte e comunque mi sono avviata a un rapporto con l'editore... Non mi va di fare marcia indietro, mi sembra poco professionale da parte mia. Volevo almeno capire se condividevate i miei dubbi...
  5. darkiridella

    Condizioni contratto editoriale

    Salve a tutti. Vorrei un vostro parere su un contratto editoriale per un saggio: - diritti esclusivi per dieci anni - percentuale del 7% sul cartaceo e del 10% sull'e-book, del 5% su eventuali edizioni economiche - aliquota del 10% all'autore su eventuali cessioni di sfruttamento parziale - sconto del 30% per l'autore - il 50% dell'ammontare del compenso concordato per la cessione dei diritti a terzi - ma soprattutto il riconoscimento delle royalties a partire dalla 151ma copia, uhmmmm....
  6. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    Figurati, il medium forum non sempre aiuta a comprendere i toni. Scusami tu Sono d'accordo con te. In parte. Diciamo che non considero del tutto giusto considerare qualcuno scrittore solo perché pubblica con le grandi. Le variabili della vita sono troppe, la fortuna conta non poco, e le stesse grandi pubblicano spesso roba opinabile. Non me la sentirei di dire a una persona che comunque pubblica magari con una certa regolarità, pur con piccole, e che crede in quello che fa, che non è uno scrittore. Magari non lo è di professione, come prima professione, intendo. Dov'è che si diceva di Kafka e Svevo, d'altra parte? Oppure Van Gogh... pittore, morto povero e sconosciuto, e solo in seguito scoperto dalla critica. Oggi è un pittore, al suo tempo era meno di un imbianchino. Questo per dire che ogni lavoro artistico richiede la sua bella dose di fortuna per permettere di camparci... Ma conta anche il cuore di chi lo fa (ovviamente parlo di persone con reali doti, non di chi non sa nemmeno come si usano le virgole ). Purtroppo siamo abituati a credere che solo il successo renda tale l'artista, e così non sempre è. Comunque è chiaro che uno scrittore sconosciuto resterà sconosciuto e forse si autodefinirà tale senza che altri lo riconoscano per quello che lui sente di essere, ma la mia domanda era più che altro sull'essere esordienti che è diverso dall'essere sconosciuti. Essere sconosciuti è peggio che essere esordienti, credo
  7. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    aggiungo che una buona fetta di autori di big sono onestamente sconosciuti ai più... a parte gli autori di punta... c'è differenza tra poco conosciuto (pubblicato da una big o meno) ed esordiente, si è esordienti anche se pubblicati da una grande CE e si è alla prima esperienza, e non esordienti se si pubblica svariate volte con piccole... a rigor di logica, ma sono qui appunto per sapere che cosa ne pensate
  8. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    Non ho le idee confuse. Dico quello che è: casa editrice che non distribuisce (potenzialmente) solo a livello locale, specificavo perché ci sono anche quelle. Grazie del permesso accordatomi ma non voglio rimanere al significato letterale per partito preso, mi sto confrontando appositamente con voi. Perdonami Niko ma credo che i toni dovrebbero essere un po' più rilassati Siamo qui tutti per discutere e imparare, senza polemica alcuna. Tornando al discorso principale, il traguardo delle 200 copie (che ho letto da altri utenti, per questo lo nominavo) non è solo personale ma relativo al fatto che le piccole CE più di tot copie non stampano, anzi, si diceva che persino le grandi sugli autori minori investono meno e dunque non stampano 5.000 copie ma, per dire, 1.000. Quindi volenti o nolenti ci si deve accontentare di quel massimale. Se a questo aggiungiamo che alle prime esperienze si è quasi necessariamente - salvo casi fortunati - "vittime" delle piccole CE che spesso non pubblicizzano e non promuovono, è quasi ovvio che si resti sconosciuti finché non si ha non solo la bravura ma anche la fortuna di entrare nella scuderia di una big. E non dimentichiamo che spesso queste big investono in personaggi già famosi anche se non sono scrittori! Non so, al terzo/quarto libro un autore sarà anche sconosciuto ai più per via della situazione editoriale italiana (e forse internazionale), ma non mi sembra proprio un esordiente, quanto meno perché essere scrittore non significa solo farsi pubblicare ma anche avere esperienza delle dinamiche editoriali, delle presentazioni, del farsi intervistare, della promozione del proprio libro... tutte cose che dà l'esperienza e che un esordiente solitamente non ha ma man mano acquisisce. Esordiente è una cosa, sconosciuto o poco conosciuto un'altra... Faccio un altro esempio in altro settore. Uno speaker lavora per anni in una radio minore... dieci anni... poi magari passa a una grande radio... lo si può considerare un esordiente? Direi di no...
  9. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    E poi un'altra considerazione... Conosciuti sul territorio per via del libro, o per la professione che si svolge (medico, politico, giornalista, docente ecc.)? E se si è noti sul territorio per questo secondo caso ma si pubblica con piccola CE di altro territorio, seppur con distribuzione nazionale, magari per loro si è sconosciuti pur essendo personaggi noti nel proprio piccolo o, al contrario, pur avendo pubblicato già altri libri che però magari non hanno suscitato il caso Rowling di turno... Ecco, non sarebbe più semplice restare al significato letterale?
  10. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    Esatto...
  11. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    Però altrove sul forum si diceva che nella piccola editoria vendere 200 copie è già un traguardo. Migliaia di copie significa che anche al decimo libro da 200 copie si resta esordienti Possibile che si sia esordienti ancora a quel punto? Vorrei precisare che non c'è vis polemica in quel che scrivo, perché potrebbe apparire così, sono solo domande per chiarire le idee a me e a quanti magari leggeranno
  12. darkiridella

    Dopo quante pubblicazioni non si è più esordienti?

    Grazie per il tuo parere, Niko. Per "mediamente conosciuto" che intendi? Per esempio, conosciuto nella sua città? O conosciuto da mille persone, o da diecimila, o autorevole nel suo ambito (che può voler dire tutto e nulla: se fa il contadino e pubblica un trattato sull'agricoltura o il professore di astrofisica e pubblica un testo sul suo settore di insegnamento magari lo conoscono in relativamente pochi, se fa l'astrologo e pubblica un libro di oroscopi magari paradossalmente lo conoscono in più persone)?
  13. Cari utenti, ho usato la funzione cerca prima di aprire questo topic e non ho trovato nulla se non una discussione similare risalente al 2012. Spero dunque di non creare disturbo aprendone una ex novo. Volevo chiedere il vostro parere: secondo voi quando un autore è esordiente e quando non è più considerabile come tale? E' chiaro che in italiano "esordiente" riporta a qualcuno che è alla sua opera prima, ma a quanto pare forse non tutti la pensano così. Forse ne fanno più una questione di "essere famosi" vs "essere sconosciuti". Voi che ne dite?
  14. darkiridella

    vincolo temporale diritti opera letteraria

    Grazie
  15. darkiridella

    vincolo temporale diritti opera letteraria

    No, mi pare di aver capito che per sono fermi per 5 anni e poi salvo revoche si rinnovano tacitamente di anno in anno
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