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Marta Cirelli

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  1. Marta Cirelli

    Victa

    Grazie mille! Per il replicò concordo con te (suonerebbe male se fosse all'inizio) ma è una parte centrale di un capitolo (non potendo scrivere più di 3500 parole ho dovuto tagliare proprio la frase prima). Lavorerò meglio sul botta e risposta, in effetti è una cosa abbastanza monotona e toglie il ritmo. Ti sei reso più che utile! Merci!
  2. Marta Cirelli

    Hola!

    Grazie a tutti per il benvenuto! @simone volponi Grazie Lord! (Inizialmente ho letto "Salvatore Volponi" ed ho subito pensato al delitto di via Poma, rendendo il tuo commento vagamente inquietante ahah)
  3. Marta Cirelli

    Victa

    Per ora è ancora una bozza <<Certe volte dici proprio cose senza senso… Secondo te una bicicletta rotta potrebbe fare tutto quel chiasso? E muoversi?!>> replicò Pearl. Elliott aprì la bocca per risponderle, ma la ragazza lo fulminò con lo sguardo. <<Era qualcosa di vivo, ne sono certo>> disse Caesar. <<O qualcuno…>> suggerì Pearl. Continuarono a tracciare e bocciare ipotesi finché non giunsero all’intrico di vicoli antistante la casa della signora Wind. <<Ci vediamo dopo Pearl>> mormorarono all’unisono Elliott e Caesar, allontanandosi. Erano trascorsi solamente pochi istanti quando, mezzi nudi, sentirono la voce di Pearl. <<Caesaaaar! Venite subito!>> Si rivestirono in fretta e furia e si precipitarono sulla strada principale. Pearl era davanti alla casa della signora Wind, con un’espressione disorientata dipinta sul volto. Si avvicinarono e notarono che la porta d’ingresso era accuratamente accostata, circostanza inusuale per la signora Wind, notoriamente diffidente. <<Signora Wind! Sono Caesar…>> Nessuno rispose. <<Forse è andata a fare una passeggiata e ha dimenticato la porta aperta…>> ipotizzò Elliott. <<Sì, forse…>> Caesar non ne era pienamente convinto. Aprì la porta e rimase a bocca aperta. La casa era completamente vuota. Non c’erano mobili, tende, tappeti, nemmeno il letto. Era come se nessuno ci abitasse o ci avesse mai abitato. Caesar entrò per primo, seguito dagli altri due, un po’ titubanti. Controllarono in ogni angolo alla ricerca di un biglietto o di qualcosa che potesse far trasparire che cosa fosse accaduto, ma anche la polvere sembrava scomparsa. Uscirono, chiudendosi la porta alle spalle. Non sapevano cosa fare e, tantomeno, che cosa pensare. <<Non capisco… Dov’è finita la signora Wind? E tutte le sue cose?>> chiese Pearl. <<Questo sì che è veramente strano!>> disse Elliott. Caesar rimase in silenzio. Le urla, quei due uomini loschi e adesso la signora Wind. Cosa stava accadendo? Era necessario andare a fondo della faccenda. <<Dobbiamo perlustrare il deposito>> affermò tutto d’un tratto. <<Ma come? Solo il personale governativo ha il permesso di entrarci e noi non abbiamo le chiavi…>> fece notare Pearl. <<Lo so… ma sono sicuro che la risposta a tutte le nostre domande si trovi là dentro>>. <<Beh… un modo, in verità, ci sarebbe…>> intervenne Elliott. <<E sarebbe?>> rispose Pearl, con aria scettica. <<Vi ricordate quando eravamo bambini? Alla mensa della Crusca? Avevo sempre una fame da lupi e quelle mini porzioni mi lasciavano un buco nello stomaco>> <<Molto difficile da riempire anche adesso>> lo interruppe Pearl, con un sorriso beffardo. <<Simpatica…>> le rispose. <<Comunque, stavo dicendo, ero sempre affamato e quindi mi portavo qualche spuntino… Ricordate?>> <<Sì e quindi? Vuoi scassinare la porta con un piatto di lasagne Elliott?>> lo schernì Pearl. <<Con un piatto di lasagne no ma… con le tue forcine sì>> concluse in tono compiaciuto. <<Ecco che fine hanno fatto! Mamma e papà hanno passato anni a sgridarmi! Sapevo di non averle perse! Sei proprio uno stronzo Elliott! Tu lo sapevi e non hai detto niente!>> <<Beh, tu non me l’hai mai chiesto…>> <<E poi scusa, sono tua sorella, perché non hai mai condiviso niente con me?!>> <<Perché ad un certo punto qualcuno deve essersene accorto e hanno cambiato la serratura…>> I toni si stavano surriscaldando e Pearl spintonava Elliott con forza. <<Piantatela! Basta!>> li interruppe Caesar. <<Pensi di poter forzare la porta del deposito quindi?>> <<Penso di sì… la serratura è ancora una di quelle vecchie>>
  4. Marta Cirelli

    Il pittore di gatti Frank

    Ciao @ohohboh Come incipit lo trovo molto interessante e particolare (credo che iniziare con la descrizione del personaggio sia particolarmente azzeccato in questo caso). Risulta semplice immedesimarsi o, comunque, capire l'ottica del protagonista grazie anche all'uso di un linguaggio "rozzo", così come quella delle vecchiette (rendi pienamente l'idea del paese piccolo e chiacchierone e delle malelingue). Il cielo mi fa pensare ad una ciminiera ma è solo una mia sensazione (e non so se volevi che fosse così); in ogni caso, sei riuscito a legare la descrizione del paesaggio al resto del racconto. Tuttavia, come hanno già scritto prima di me, modificherei quell'"aria pensierosa". L'incipit, comunque, è ben strutturato e fa venir voglia di continuare la lettura (cosa importantissima) Nel complesso a me è piaciuto molto e, soprattutto, non mi ha annoiata.
  5. Marta Cirelli

    Hola!

    Ciao a tutti, sono Marta e non ho la più pallida idea di cosa ci faccia qui... Probabilmente ho bisogno di confrontarmi e di qualcuno con un occhio più critico del mio. Ho 20 anni, una passione per le lingue straniere e, ovviamente, per i libri (in stile "Matilda sei mitica"); il coraggio di scrivere, tuttavia, l'ho racimolato solo adesso. Non sono un granché con le presentazioni ma spero di aver ottemperato ai miei doveri Adiós!
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