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Vincenzo Iennaco

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1.077 Più unico che raro

Su Vincenzo Iennaco

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    Iena Ridens
  • Compleanno 18/07/1968

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Vercelli

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  1. Vincenzo Iennaco

    [FdI 2018 - 2] Il profumo della lavanda

    @luca c. Grazie. Vedrò di rifarmi con arcaismi e ricercatezze varie nella prossima tappa. Prepara già i tomi a bordo PC. @Befana Profana Un grazie speciale per la tempestività e le delucidazioni. Anch'io sono molto tempestivo... a rovinare la prima sera di vacanza alla gente Riguardo alla repentinità degli eventi, in realtà sono diluiti nell'arco di un anno: quando si vede il padre bere e bestemmiare non è la prima volta ma una delle tante, così come la notte del solletico e quella dell'incubo e la mattina in bagno non sono consecutivi ma avvengono giorni o mesi dopo. @Pulsar Grazie. Se ti dico da dove è scaturita quest'orgia tragica ti metti a ridere. I miei spunti per le storie spesso consistono di una semplice immagine che mi viene dove capita e me la appunto. Quello da cui sono partito per questo racconto diceva così: "Noisette (al padre piacciono le nocciole) si masturba in mezzo alla lavanda". Però volevo parlare di abuso sui minori e Noisette è diventata una bimba, poi scegliendo il libro di Saramago vuoi non privarla della vista? E poi... mi si è rabbuiato tutto.
  2. Vincenzo Iennaco

    [FdI 2018-2] Lolita

    Ciao @camparino Mi è piaciuto eccetto il finale. Che ci sta tutto, per carità, ma mi ha un po' deluso e lasciato con un grande punto interrogativo. Ma come, la trova e se ne va? Perché allora ha accettato quell'incarico se lo sa essere senza senso, così come sembra conoscere bene Lolita? Vabbè, te lo abbuono solo perché sennò non avrei letto neanche la bella atmosfera noir ricreata.
  3. Vincenzo Iennaco

    [FdI 2018 - 2] Il profumo della lavanda

    @Kikki Grazie. No, non ci sono riferimenti temporali particolari con cui si possa datare la storia. Idealmente io l'ho collocata a metà 900, ma può benissimo essere molto prima o molto dopo. Ma ora che mi fai pensare agli elementi della storia mi assale un dubbio che non ho verificato: i quattro ceri agli angoli del letto. Si usa (o usava) così anche in Francia? Spero di non aver preso una cantonata (anzi a ben contare quattro) ma nel caso le franche @paolati @Befana Profana mi correggeranno (scusate se vi taggo a rapporto, ma fate pure a tempo debito). @Heartmind Grazie. Mi spiace ma no, la signora canguro non intuisce la situazione, nemmeno al livido di Pascal (ma forse questo è passato del tutto inosservato ). Comunque nulla ti vieta di immaginare come meglio credi l'uccisione del padre prima della fuga finale. Però sono d'accordo con quella carezza esplicita di troppo. La si può eliminare, anche perché nella scena successiva nella vasca da bagno la stessa Noisette dirime il dubbio, se ce ne fosse bisogno.
  4. Vincenzo Iennaco

    [Fdl 2018-2] Corro

    Mi è piaciuto fino agli asterischi. Le tre righe finali trovo che siano controproducenti e finiscono per azzoppare l'empatia del lettore nella fossa dei "buoni e cattivi". Anche senza quelle tre righe si capisce come va a finire. Per il resto ben fatto e con un buon ritmo, scorrevole ma serrato al tempo stesso nella perenne corsa del protagonista.
  5. Vincenzo Iennaco

    [FdI 2018 - 2] Il profumo della lavanda

    @Talia Grazie. Mi rendo conto che (l'eccessiva) frammentarietà del brano può far singhiozzare la lettura, ma ormai avevo deciso di intraprendere (imperterrito) questa struttura a singhiozzo. In realtà, il suo scopo è quello di rendere un'ambiguità temporale; la concatenazione tra i paragrafi fa sembrare che gli eventi si susseguono in un lasso di tempo ristretto, ma in realtà sono dilatati nell'arco di un anno intero, tra la fioritura del primo paragrafo e quella dell'ultimo. @AndreaSilver Grazie. Meno male che mi sono trattenuto da un finale ancor più tragico e da scene di violenza più esplicite. Però la vulnerabilità del tema sta proprio, nelle mie intenzioni, nell'abuso su minori. @camparino Grazie. Se non proprio vendicativo, sono un po' dispettoso, perciò son stato molto vicino dall'accontentare i tuoi gusti immaturi. Pascal c'aveva già in mano la roncola (così centravo anche il tema violenza). Poi ho optato per un finale più soft e simbolico. @bwv582 Grazie. @Silverwillow Grazie.
  6. Vincenzo Iennaco

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    @wyjkz31 Io ho dichiarato i caratteri che mi dava il contatore dopo aver copiaincollato il mio brano (che coincidono sempre col conteggio di Open Office che uso). Ho poi ricontrollato 5 volte dopo la pubblicazione. Ecco l'esito: 1- 4748 2- 4749 3- 4751 4- 4752 5- 4761 Fai tu per la cifra ufficiale, comunque penso di avere un largo margine di tranquillità Ringrazio @Emy per avermi fatto notare la cosa. Spero di ricordamene nelle rare volte che arrivo vicino agli ottomila.
  7. Vincenzo Iennaco

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Seconda tappa

    [FdI 2018 - 2] Il profumo della lavanda 4740 caratteri Cecità di José Saramago - Tema: vulnerabilità
  8. Vincenzo Iennaco

    [FdI 2018 - 2] Il profumo della lavanda

    Commento Cecità di Josè Saramago - Tema: vulnerabilità. Il profumo della lavanda Buio e profumo di lavanda. Due essenze della vita di Noisette. Il buio è negli occhi, la lavanda tutt'intorno. Campi e campi profumati coronano la tenuta Malleaux. Buio e lavanda. Le corse nere lungo i filari odorosi, nel fulgore di un'estate provenzale, mano nella mano del fratello Pascal. «Sarò il tuo cane guida», le dice. «Che cos'è un cane guida?», risponde lei. «Quello che porta a spasso i ciechi». «Ma io non ho bisogno di un cane guida, io ho già te». «Ecco, appunto, bau!». Pascal oltre a essere un ottimo cane guida la fa sempre ridere. Si stringono la mano ma non ridono Pascal e Noisette, addossati contro la parete della stanza. Il cancro si è preso la mamma. Maman Gisele giace sul grande letto in ciliegio; una lunga sottana di raso color degli angeli, un mazzetto di lavandula appuntato alla bionda ciocca sopra l'orecchio sinistro. Quattro ceri rischiarano la penombra della camera e il contorno dei volti nel dolore. Papà Bertrand è ai piedi del letto, la salopette da lavoro e il panama stretto al petto, i tratti ruvidi umidi di pianto. Sul lato sinistro padre Antoine scandisce le preghiere e l'ultimo sacramento. «La posso vedere un'ultima volta?», chiede Noisette al fratello. «Ma certo!», fa lui guidandola al capezzale. Una fiammella sfrigola nella lacrima di cera. Le piccole mani sfiorano il viso della madre, la guardano: la pelle morbida e liscia come quando l'abbracciava, le labbra lunghe e piene di quando le leggeva un libro, e il naso dritto e affusolato, le palpebre di sonno, le sopracciglia sottili, la piccola ciste tra di esse, la fronte ampia e serica. Noisette si china, la bacia sulla tempia, calda rugiada bagna il mazzetto di lavandula. L'inverno è alle porte e dentro il cuore. I filari spogli piangono di rugiada, lacrime di condensa scivolano lungo i vetri della cucina. La signora canguro serve in tavola la zuppa di cereali. Quel nome glielo ha dato il buon Pascal; in realtà si chiama Halima Ngankuru ed è una burkinabé in Francia da ormai molti anni. L'ha assunta papà Bertrand per badare a loro due e alla casa. È un donnone nero e indossa sempre un grembiule con una larga tasca davanti; quello e l'assonanza del cognome le è costato inevitabilmente l'appellativo di Madame Kangourou. «Sai, Pascal? Stanotte ho visto la mamma», «Cosa?», «Ma sì, l'ho vista nel sogno, era proprio come la vedevano le mie mani quand'era viva. Uguale», «E cosa faceva?», «Rideva. E correva felice in un campo di lavanda. Ma ci sono i campi di lavanda lassù nel cielo?», «Se l'hai sognato immagino di sì». Anche Madame Kangourou è del parere. Papà Bertrand non sa dove sia ora la mamma, e poco gliene importa. Lui sa soltanto che non è più lì con loro. Scende i due gradini della veranda e si dirige verso la piccola dependance che fa da ufficio. Bestemmia il buon Dio che gli ha tolto la moglie, sputa per terra e beve un sorso di cognac. Uno sputo un sorso, uno sputo un sorso. «Prova a togliermi questa, se ne sei capace» alza la bottiglia al cielo in segno di sfida. «Mostrami tutta la tua onnipotenza, o Signore!». Madame Kangourou si fa il segno della croce. «Su, bambini. Andiamo a prepararci per la notte». «Dormono come angioletti. A domani, signor Malleaux». «Mmh, see... Domani», uno sputo un sorso. «Tu sei l'angioletto di papà, vero? Oh Noisette, ma petit Noisette». Le ha dato quel nome perché va pazzo per le nocciole. Gli manca tanto la mamma, dice, ma ora ha più tempo per giocare con lei. Sono sul lettone e si stanno facendo il solletico. Noisette ride e si divincola mentre il padre le accarezza la nocciolina. Noisette urla e si alza a sedere sul letto. È un bagno di sudore, ha fatto un brutto sogno. Era sola in mezzo al campo di lavanda, le piante avevano perso tutti i fiori e scheletrici ramoscelli si erano allungati, l'avevano rincorsa e infine avvolta in una morsa soffocante. «Un bel bagno lava via i sudori della notte». Madame Kangourou adagia con cautela Noisette nella vasca. «Su, Pascal, che fai lì impalato? Svestiti!». Il ragazzino obbedisce, si sfila pigiama e mutande ed entra nella vasca. Madame Kangourou lo blocca per un braccio. «Cosa hai fatto qui?». Un livido bluastro gli segna il costato sinistro. «Ho battuto contro la porta venendo in bagno stanotte», ha la testa china Pascal, sembra vergognarsi di quella goffaggine. «Su, lavati. Vado a prenderti la pomata... E mi raccomando, signorina, strofina bene la farfallina». «Si, madame», ma non le obbedisce. Papà le ha fatto il solletico troppo forte ieri sera. Corrono tra i filari di lavanda Pascal e Noisette, i nuovi fiori vanno vestendo i prati. Ma il loro profumo non è intenso come una volta. Forse il buon Dio si è portato via pure quello, insieme alla mamma. Corrono veloci Pascal e Noisette. «Non temere, sarò il tuo cane guida».
  9. Vincenzo Iennaco

    [FdI 2018-2] Se e Sé

    Premessa: se dovessi ripetere cose già dette va da sé che dipende dal fatto di non aver letto i commenti precedenti. Andrea, ma che mi combini? Con i se non si fa la storia. Invece questo incipit mi piace molto. Introduce e idealizza il protagonista nella sua mancata realizzazione e poi, pam, si patteggia col condizionale e si è li in cella assieme a lui. Non vedo bene, però, le virgole dopo il grassetto. non so se è una variante ma preferisco "alla bell'e meglio". l'ultima parte andrebbe calibrata. Così sembra che svolga quelle mansioni nel portapenne e non nell'intero angoletto di lavoro. ad alta voce viene un po' il singhiozzo. Manterrei solo le due virgole tra Luca. non andrei a capo, anzi aggregherei i due periodi con un due punti o punto e virgola, perché stai contestualizzando l'espressione citata. Come potrai ben leggere dal racconto che pubblicherò con questo commento, anch'io uso spesso e volentieri le ripetizioni a enfatizzare, quindi non mi infastidisce trovarne. Qui però potrebbe essere superfluo e ridondante, in quanto quello che segue enfatizza già di suo. Fatti due calcoli la sostanza non cambia, ma avrei usato il termine pensione a rendere maggiormente il senso di definitività. dopo i punti di sospensione ci va uno spazio. le due virgole che ti ho sottratto prima te le restituisco qui. darle, alla Rosa. superfluo gran bella metafora. Solo questo, poi giuro che non ti angustio più con la punteggiatura. Qui andrebbe meglio il due punti, ma mi sta venendo il dubbio che quest'uso monocorde della virgola sia una scelta precisa. C'è uno sguardo di troppo. refuso Per me, con l'incipit sei partito in quarta e mi hai subito catturato. Poi qualcosa si è ingrippato verso la metà, perdendo l'abbrivio iniziale nei tornanti dei se e dei Sé. La parte al bar con la Rosa, ad esempio, mi ci è andato un po' a comprenderla appieno, confuso dal tabaccaio, il cancelliere e chi amava chi. Però il disagio identitario e il senso d'insoddisfazione del protagonista rimangono fino alla fine, e contribuiscono a far fare capolino da dietro la spalla alla propria platea personale di se e Sé (o perlomeno, da me hanno fatto la riunione di condominio). Mi perplime un po', invece, la punteggiatura; in certi punti sembra di essere alla sagra della virgola (mi permetto la battuta perché ti so essere un tipo sportivo ma soprattutto perché avrai modo di vendicarti, dato che anch'io ne faccio un largo consumo a volte). Ciao e alla prossima.
  10. Vincenzo Iennaco

    Sogno o son maldestro?

    Per l'Accademia della Crusca non esiste nemmeno questo. La Treccani lo riporta ma poi mi fa tre esempi all'interno di articoli di giornale, che può far pensare più a un uso giornalistico. Comunque sia è orribile.
  11. Vincenzo Iennaco

    Sogno o son maldestro?

    Volevo usare la parola "maldestria" in un racconto, ma dopo una rapida ricerca nei maggiori dizionari online ho scoperto che non esiste. Eppure mi pare di averla letta da qualche parte. Anzi, credevo proprio che fosse il contrario naturale di "destrezza". Mi sono sognato tutto? (p.s.: nel racconto ho poi optato per "goffaggine").
  12. Vincenzo Iennaco

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    A dire il vero no. Anche perché una volta copiaincollato ( e in base al margine di caratteri) apporto ancora qualche aggiustamento all'interno del post. Poi lo riconteggio per sicurezza ma sempre prima della pubblicazione. Ma ripeto, non mi faccio tanti patemi d'animo dal momento che rare volte arrivo intorno ai 7800-7900, allora si che sarebbe meglio fare verifiche e controverifiche.
  13. Vincenzo Iennaco

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    Il contatore di Open Office combacia sempre alla lettera, pardon alla cifra. Tanto che ho preso a non fare più il controllo incrociato. Pertanto la mia pigrizia mi porterebbe a dire "non toccate il contatore". Però raramente io raggiungo l'Himalaya, quindi ritengo giusto agevolare chi scrive spesso sul filo del rasoio (PS: mi auguro solo che non sanzionate l'uso della metafora)
  14. Vincenzo Iennaco

    Auguri Vincenzo!

    @queffe @massimopud Grazie. Erano giusto avanzate due fette di torta, anche se a massimopud non la darei (scherzo, cuginetto).
  15. Vincenzo Iennaco

    Auguri Vincenzo!

    @bwv582 @paolati Grazie mille e una fetta di torta anche a voi.
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