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Aporema Edizioni

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899 Magnifico

Su Aporema Edizioni

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    APOREMA EDIZIONI Società Cooperativa
  • Compleanno 03/10/2016

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  • Genere
    Non lo dice
  • Provenienza
    Italia
  • Interessi
    Dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge.

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  1. Ovviamente sì, andiamo avanti. E ti dirò di più, in quel caso quasi sempre una telefonata la facciamo, per cominciare a capire con che tipo di persona abbiamo a che fare, quanto sia disposta a mettersi in gioco in un eventuale editing, e quanto sia in linea con la nostra visione del modo editoriale.
  2. Ringraziamo @@nescio per aver aperto questa discussione, perché, oltre a darci modo di esprimere il nostro parere, ci consente di informare gli utenti che ancora non ne sono al corrente su come sia cambiato, solo da pochi giorni, il nostro modo di valutare le nuove proposte, e su come tale cambiamento potrà subire ulteriori migliorie. Prima però rispondiamo brutalmente alla sua precisa domanda: non pagine, righe. Sì, avete letto bene, righe: ne bastano una ventina, a volte anche dieci, per capire se un autore sa tenere la penna in mano, il che non vuol dire scrivere in italiano corretto, ma saper raccontare. Il novanta per cento dei manoscritti, approssimato per difetto, non supera questo veloce esame. Ciò significa che il restante dieci per cento è pubblicabile? Nient'affatto, perché a quel punto entrano in gioco tutti gli altri fattori di cui si è parlato qui e altrove: scorrevolezza dello stile, coerenza della trama, dialoghi credibili e così via. E qui si apre un grosso problema: per valutare tutti questi elementi occorrerebbe leggere l'intero manoscritto, ma la cosa richiede tempo e, per una casa editrice NO EAP come la nostra, un solo minuto sprecato è una stilla di sangue che se ne va. Ci è infatti successo in passato che qualche autore, mentre noi leggevamo la sua opera, firmasse con un altro editore. Per evitare questa grave perdita di tempo, che non possiamo proprio più permetterci, oggi agli autori che ci interessano inviamo il nostro contratto standard da esaminare e, se lo ritengono equo, chiediamo loro di firmarci un'opzione in esclusiva per una ventina di giorni, a seconda della lunghezza del testo: giusto il tempo di valutarlo con calma. Fino a pochi giorni fa chiedevamo di inviarci subito la sinossi e i primi due capitoli del libro. Attualmente invece invitiamo gli autori a compilare un apposito form, che si trova sul nostro sito e che ci consente di farci un quadro più completo sulla loro conoscenza del mondo editoriale, oltre che sulle loro aspirazioni. Abbiamo dato un termine di massimo duemila battute per la sinossi, ma è nostra intenzione ridurlo ulteriormente. Un bravo scrittore deve avere il dono della sintesi; poi può anche decidere di non adoperarlo, ma deve dimostrarci di possederlo: quale modo migliore che quello di racchiudere in poche righe il suo romanzo? A chi obietta che in questo modo non può spiegarci, per filo e per segno, tutti i risvolti della sua complessa e originalissima trama, rispondiamo che, se ne vale la pena, ci sarà l'occasione per farlo in seguito, ma soprattutto che con questa obiezione ci sta facendo capire che per lui è più importante la storia che non il modo di raccontarla: l'esatto opposto della nostra filosofia.
  3. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Alla fine del suo ultimo romanzo, nei ringraziamenti, Andrea Oliverio ha voluto inserire anche la nostra CE e noi abbiamo pensato di creare un'immagine con la frase conclusiva delle sue riflessioni, che ci è parsa molto significativa. Qui invece riportiamo il resto delle sue considerazioni: "Ancora una volta, a costo di ripetermi, il primo ringraziamento va allo staff della casa editrice per l’instancabile lavoro fatto sull’editing del mio manoscritto. Con questo libro ho messo a dura prova la pazienza di Alessandro Cuccuru e di Terry Salvini, che hanno accettato la sfida con entusiasmo, perché hanno creduto in me e nel potenziale di ciò che avevo scritto. Dal confronto sono nate idee nuove e variazioni alla storia come l’avevo concepita. Non si tratta di grandi stravolgimenti, ma di dettagli, che hanno donato profondità alla vicenda e mi hanno permesso di esplorare meglio alcune zone d’ombra. Ho avuto l’ennesima conferma della prima lezione che ho imparato quando pochi anni fa mi sono cimentato con la scrittura: l’editing è uno straordinario viaggio, il più bello che uno scrittore possa fare tra le righe del proprio lavoro. Quando il peregrinare finisce ed è tempo di tornare a casa, solo allora comprendi davvero quanto il romanzo sia cambiato e maturato." Cogliamo l'occasione per ringraziare anche @scionscion per le sue belle parole nei nostri confronti e di scusarci con lui se qualche volta, nell'editing, ci siamo troppo infervorati nel giustificare alcune nostre scelte. Ormai l'avrà capito che tutto ciò che diciamo, facciamo e scriviamo è motivato solo dal nostro desiderio di pubblicare libri sempre migliori.
  4. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Nessun problema per quanto riguarda gli orari: spesso lavoriamo anche nei fine settimana e quindi faremo il possibile per venirvi incontro. Nessun software e nessuna registrazione. Usiamo questa piattaforma https://meet.jit.si/, alla quale siamo già iscritti noi e quindi i "convocati" non devono registrarsi. Serve solo un computer collegato in rete, ovviamente. Neanche la webcam è indispensabile, dato che quello che serve è lavorare su un testo.
  5. Aporema Edizioni

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Caro @cheguevara , mio padre ripeteva sempre "lecito chiedere, educazione rispondere". In questo caso la faccina perplessa aveva lasciato perplessi noi e in tutta franchezza ci avrebbe fatto davvero molto piacere conoscerne il motivo, per migliorare dove c'è da migliorare, anche perché mi sembra che quando c'è stato da correggere il tiro, l'abbiamo fatto e anche molto in fretta. Tutto qui: non vedo alcuna suscettibilità in ciò. Per altre questioni, forse sì, suscettibili lo siamo stati, e non escludo che potremmo esserlo di nuovo; ma dietro a quelle questioni, se permetti, c'erano ben altre ragioni, che non ci permettevano di girare la testa altrove e far finta di nulla. Noi siamo abituati a metterci la faccia e a rispondere sempre di persona; in questo caso invece abbiamo un perplesso che ha deciso di continuare a celare la sua perplessità dietro l'anonimato. Va benissimo così. Lui si terrà quella e noi porremo fine al nostro mini esame di coscienza che ci aveva fatto presumere di poter aver sbagliato qualcosa. Grazie per il tuo intervento, che ci ha permesso di chiarire ulteriormente quello che era il nostro intento.
  6. Aporema Edizioni

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Di solito non commentiamo le freccettine, verdi o rosse, i cuoricini e le varie faccine sotto i nostri post: ognuno ha diritto di mettere ciò che più gli aggrada... ma siamo già alla seconda faccina perplessa (o confusa se preferite) sotto questo e sotto un post analogo che abbiamo pubblicato nella nostra pagina. Ora, siccome quando scriviamo, ci sforziamo fino all'inverosimile di esser chiari, anzi cristallini, ci pare piuttosto strano che un nostro concetto non venga compreso. Se però dovesse succedere, perché non chiederci spiegazioni? Bastano due righe, a volte una sola. Cosa c'è di "fumoso", per esempio, nella nostra partecipazione a Italia Book Festival o nella nostra iniziativa "Editing on line"? Chiedete e vi risponderemo volentieri.
  7. Aporema Edizioni

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    La fiera virtuale è già stata inserita nel calendario del WD e si chiama ITALIA BOOK FESTIVAL. Oltre a poter "sfogliare" libri di case editrici piccole e medie, sarà possibile acquistarli effettuando un solo pagamento. Sarà inoltre possibile dialogare on line con gli editori, assistere a presentazioni e interviste, vedere video, partecipare a laboratori e a molte altre iniziative. Noi saremo presenti con tutte le nostre pubblicazioni e con la nostra ultima iniziativa EDITING LIVE.
  8. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Grazie, @L'antipatico , perché ci dai modo di chiarire alcuni possibili dubbi. Cominciamo col rispondere Sì alla prima domanda: il webinar è gratuito. L'acquisto del libro è una sorta di filtro, che serve ad evitare di essere subissati da decine, per non dire centinaia, di richieste. E visto che ci siamo, onde evitare nuove levate di scudi, facciamo presente che con gli introiti derivanti dalle vendite non copriremo nemmeno i costi, poiché le spese di spedizione saranno, come sempre, a nostro carico. Alla seconda domanda rispondiamo che non abbiamo imposto limiti di lunghezza al testo, ma solo di durata della lezione: mezzora, appunto. Se il brano è ben scritto, in questo lasso di tempo si riescono a esaminare anche cinque o sei cartelle; se è un disastro, non si va oltre la prima: abbiamo sperimentato entrambe le situazioni. L'idea di "Editing Live" ci è venuta proprio a causa della quarantena, durante la quale l'abbiamo sperimentata con alcuni romanzi che stanno uscendo proprio in questi giorni. Editare qualche capitolo "on line" ci ha fatto risparmiare tempo, perché i commenti, invece di scriverli, li esprimevamo a voce; ma soprattutto ha fatto capire agli autori quali erano i loro punti critici, i loro errori reiterati, e (cosa non da poco) ci ha consentito di istruire a dovere i cosiddetti "imbranati informatici" , che si smarriscono tra revisioni da registrare, accettare, respingere... Con questa iniziativa speriamo di stabilire un contatto più diretto con nuovi autori, misurando da subito sul campo la loro reale capacità di mettersi in discussione: non tutti ne sono provvisti, purtroppo. Sarà dunque un'occasione per fare scouting editoriale: noi conosceremo loro, loro conosceranno noi, i nostri libri e il nostro modo di lavorare.
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    Italia Book Festival

    Fino a

    Noi saremo presenti con i nostri libri e i nostri video. Stiamo anche pensando di organizzare una sorta di "editing on line" per gli autori.
  11. Aporema Edizioni

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    @Obs Snow , l'argomento delle aspettative di vendita è già stato ampiamente trattato in altre discussioni e non ci pare il caso di riprenderlo in questa sede, anche perché ci porterebbe inevitabilmente o.t. Quindi, prima di rispondere alla tua domanda, a beneficio dei "comprenditori parziali", degli "estrapolatori" e più in generale dei "duri di comprendonio", è d'obbligo specificare che qui riportiamo solo ed esclusivamente la nostra personale esperienza di editori, che non può e non deve essere generalizzata o portata ad esempio, sia in positivo, sia in negativo. Pertanto, eventuali commenti del tipo "ma Tizio fa quello, ma Caio fa quell'altro, e io col self faccio quell'altro ancora" non sono pertinenti alla nostra CE e, caso mai, vanno riportati in quelle discussioni cui accennavamo prima. Chiaro? Oh, bene, adesso possiamo risponderti. Prima precisazione: parliamo di copie cartacee e lasciamo da parte, almeno all'inizio, gli ebook. Per comodità parliamo di libri che hanno una lunghezza compresa tra le 200 e le 300 pagine in A5, stampati su carta di buona qualità, con copertina con alette e che abbiano un prezzo tra compreso tra i 13 e i 14 euro. Vendendo 100 copie, si raggiunge la copertura delle spese vive, che potremmo anche chiamare "spese esterne", come la tipografia, la distribuzione e la spedizione. Non si raggiunge certo la copertura di altre spese, che potremmo chiamare "spese interne" come l'impaginazione, la grafica e soprattutto l'editing. L'ultima voce è quella più critica, perché difficilissima da quantificare: editare un romanzo breve, ma scritto in partenza con uno stile insicuro e con tanti "buchi" da rammendare, costa molto di più che non editare un romanzo lungo, il cui autore sia già in possesso di buone capacità tecnico narrative. Visto però che stiamo ragionando con molta approssimazione, potremmo dire che 200 copie vendute ci sono buone possibilità di ammortizzare, anche se con compensi risibili, le "spese interne". Per poter anche solo ipotizzare ulteriori spese esterne, che potremmo chiamare "spese esterne aggiuntive", relative a possibili investimenti promozionali e pubblicitari (che tanto stanno a cuore a molti autori), bisognerebbe raggiungere e superare il traguardo delle 300 copie. In tutto questo che ruolo giocano gli ebook, che avevamo momentaneamente lasciato da parte? Be', è presto detto: in teoria il prezzo di un ebook in partenza si aggira intorno a un terzo del cartaceo, quindi basterebbe moltiplicare per tre i sopracitati numeri di copie, per raggiungere gli stessi obiettivi. Oppure sommarli, ma non, come abbiamo visto fare in altre discussioni aritmeticamente, ovvero 100 copie cartacee = 100 copie ebook, ma applicando la formula 1c=3e , dove c sta per cartaceo ed e sta per ebook. Quindi tutto semplice? Se ho venduto 300 copie di ebook è come se avessi venduto 100 copie cartacee? Nient'affatto, perché gli ebook, tranne che nel periodo iniziale della vendita, di solito vengono venduti con sconti molto elevati, anche a meno di un euro, e quindi la suddetta formula diventa 1c=13e , il che sta a significare che per equiparare le vendite di 100 copie cartacee, dovrei vendere 1.300 copie di ebook! A onor del vero, bisogna dire che sulla vendita del formato digitale non gravano i costi della tipografia o del corriere, ma gravano comunque i costi della distribuzione, perché direttamente dal sito dell'editore i lettori non comprano nemmeno se li prendi a sberle, anche se gli fai lo sconto del 50%, e si rivolgono sempre ad Amazon & C. Il perché sarebbe argomento di ulteriori discussioni, da fare altrove. Oltretutto, sempre sulla base della nostra esperienza, gli ebook vendono bene solo per determinati generi: nel nostro caso la storia antica, che ci sta regalando davvero grandi soddisfazioni e qualche piccolo primato. Anche in questo caso, ce ne siamo chiesti la ragione, ma senza trovare una risposta univoca. L'unico comun denominatore al successo di questo genere sembra essere la capacità degli autori che lo trattano di essere costantemente attivi in ambito storico, non solo nei social, ma anche nel sociale (con la e finale). C'è poi il passaparola: più un libro vende, più continua a vendere. E, da ultimo ma non per ultimo, il "fattore anteprima": l'ebook regala a tutti la possibilità di leggersi prologo e primi capitoli; se l'incipit è ben curato e accattivante c'è la possibilità che divenga un richiamo irresistibile per il lettore. Ci scusiamo per la lunghezza del post, ma crediamo che fosse impossibile dire meno, per rispondere al quesito di @Obs Snow . Riguardo a @bwv582 , che ringraziamo per il suo intervento, ci teniamo a dirgli che, per quelli che come lui sono sempre molto attivi qui nel forum, possiamo benissimo fare un'eccezione alla regola di non fornire motivazioni per i nostri rifiuti. Puoi scriverci o, meglio ancora, telefonarci per discutere di quello che, a nostro avviso, funziona o non funziona nel tuo romanzo.
  12. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Cosa c'è di poco chiaro nell'aggettivo "dirette" citato da @Marcello ? Dopo aver sottolineato la differenza tra "obbligo" e "consiglio", dobbiamo metterci a discutere anche di questo? Qualcuno appunto ha avuto un'esperienza diretta con noi, tramite email, non l'ha presa bene e ha ritenuto opportuno farlo presente agli altri utenti: benissimo, era un suo diritto, e noi abbiamo risposto a lui, spiegando i motivi del nostro agire. Poi qualcun altro, che non ha avuto un'esperienza diretta, ha ritenuto opportuno commentare: un po' meno bene, perché non è questa la sede per decidere le linee generali di comportamento delle case editrici, ma transeat. Senonché tale intervento ha scatenato quello di altri utenti e il secondo commentatore, quello che non ha avuto esperienze con noi, si è sentito in diritto di replicare a tutti (o quasi), come se questa fosse la sua pagina personale: malissimo. Se, a quanto pare, a costui garbano le polemiche, comprese quelle che non portano da nessuna parte, si apra una discussione per conto proprio, con il titolo che ritiene più adeguato; oppure intervenga in una di quelle già aperte sul tema di come dovrebbero rispondere le CE all'invio di manoscritti. Abbiamo già segnalato l'eccessivo zelo "precisatorio" dell'utente in questione allo Staff e non tollereremo ulteriori ingerenze. Così come non tollereremo più, cogliamo l'occasione per precisarlo, che si citino stralci incompleti, e quindi travisabili, tratti dal nostro sito internet o dalla nostra corrispondenza. La pagina di un forum è equiparabile da un punto di vista legale, a quella di un qualsiasi altro giornale e se riveleremo intenti diffamatori nei nostri confronti, agiremo nelle sedi opportune per tutelarci. Ci spiace essere arrivati a questo punto, ma qualcuno potrebbe scambiare la nostra trasparenza e la nostra disponibilità per dabbenaggine. Speriamo di non essere costretti a dimostrargli il suo errore. Esaurita questa lunga ma doverosa premessa, crediamo spetti a noi, come principale parte in causa, trarre delle conclusioni. @Spidocchiatore ci ha rimproverato un'eccessiva accondiscendenza ai mugugni di pochi, rispetto alle esigenze dei molti. Non ha tutti i torti. Pur di onorare il nostro motto "dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge", a volte ci siamo sbilanciati troppo a favore dei primi. In passato, per esempio, per colpa di pochi polemici permalosi, abbiamo smesso di inviare a tutti le motivazioni per i rifiuti dei loro manoscritti. Ogni esperienza, tuttavia, compresa questa, deve comunque insegnarci qualcosa. Dato che il nostro catalogo era ormai abbastanza ampio, avevamo creduto che proporre la lettura di almeno uno dei nostri libri a chi intende pubblicare con noi fosse, non solo legittimo, ma addirittura utile. La maggior parte di chi ci ha scritto l'ha capito, altri invece non hanno apprezzato il "modo" o lo "stile" con cui abbiamo fatto la proposta. Pazienza. Da tempo stavamo comunque studiando metodi per alzare l'asticella in ingresso ed effettuare una selezione più accurata. In accordo con lo staff del WD, che ringraziamo per la collaborazione, abbiamo perciò deciso di cambiare sistema, realizzando un apposito form sul nostro sito, da compilare e inviare prima dell'esame dei manoscritti. Del resto, già da tempo, anche se solo agli autori per noi più interessanti, inviavamo un questionario, con lo scopo di saggiare la loro conoscenza del mercato editoriale italiano e valutare le loro aspettative: non abbiamo fatto altro che ridurne le domande, semplificarle e renderle "preventive" all'invio di materiale. Un'ultima precisazione. Lo spunto ce l'ha fornito sempre @Spidocchiatore Oh, finalmente! Ecco qualcuno che, non solo ha seguito i nostri interventi, qui nel forum, ma magari si è pure preso la briga di leggersi quello che, da ben prima di questa discussione, è scritto sul nostro sito, che, per completezza riportiamo qui sotto. "Se non l’avete appreso altrove, ve lo diciamo ora: Aporema è una cooperativa fondata e formata in buona parte da autori, i quali, ben consapevoli di come la pubblicazione sia solo il primo passo di un cammino lungo e faticoso, si sono sempre impegnati in prima persona nella promozione continua del proprio lavoro. Se dunque la vostra filosofia è quella del “io penso solo a scrivere, a tutto il resto ci deve pensare l’editore”, ci spiace, ma siete capitati nel posto sbagliato e non saremo mai in grado di aiutarvi." Da tre giorni siamo qui a dissertare di "librò sì libro no, di cartaceo sì cartaceo no, obbligo sì no obbligo no, consiglio sì consiglio no", dimenticandoci forse che, una volta servito, il piatto potrebbe non essere di vostro gradimento. Insomma è come se al ristorante vi mettiate a litigare col cameriere perché il menù non è stampato con i caratteri giusti, invece di stabilire se la cucina è all'altezza o meno... Oppure è come se vi lamentiate sul fatto che la bistecca non è cotta a dovere, quando la vostra intenzione è quella di ordinare la pasta in bianco. Noi non vogliamo che i nostri autori diventino nostri amici. No, di più: noi vogliamo che diventino nostri compagni d'arme, perché là fuori, signori, si sta combattendo una guerra e non ci riferiamo a quella contro una pandemia, ma a quella per far emergere nuovi validi scrittori in un modo in cui il merito conta sempre meno. Noi non diciamo ai nostri autori "armiamoci e partite", ma nemmeno ce lo vogliamo sentir dire da loro. Pertanto, "se a qualcuno non basta l'animo di prender parte a questa battaglia, sarà data licenza di andarsene..." Noi però non gli metteremo nella bisaccia qualche corona per le spese di viaggio, ma novantanove centesimi per comprare un nostro ebook, magari, visto che per alcuni questo investimento era davvero troppo oneroso.
  13. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Ciao, @Ngannafoddi , hai perfettamente ragione quando dici che, se quello che interessa è valutare i contenuti, l'ebook va benissimo. Da quello già si può capire come hanno lavorato gli editor della casa editrice. Se però, per esempio, ti interessa anche il discorso impaginazione, l'ebook è meno utile: spesso nella conversione in digitale è necessario rinunciare a tanti particolari che rendevano la versione cartacea più attraente. Se poi il tuo obiettivo, oltre a essere pubblicato in ebook, è anche quello di una pubblicazione su carta, be' credo che vedere come lavori in concreto il tuo possibile editore non sia male, no? Noi per esempio adoperiamo copertine di un certo spessore, con tanto di alette, carta avoriata di ottima qualità, ecc. Quando giriamo per le fiere, ovviamente, noi studiamo anche i prodotti della "concorrenza" e spesso li compriamo. Al di là dei contenuti, sui quali non è il caso di dissertare in questa sede, a volte ci capita di avere tra le mani libri che sono spessi il doppio dei nostri, ma che pesano la metà. Un libro è un oggetto che, in teoria, dovrebbe essere destinato a durare nel tempo e che non sempre riusciamo a trattare con le dovute cure: ce lo portiamo in viaggio, magari sotto l'ombrellone, al tavolino di un bar... Alcune copie dei nostri libri sono state sottoposte a veri e propri stress test, dentro e fuori dagli scatoloni, in rassegne e presentazioni, al caldo, al freddo, all'umidità e dobbiamo dire che hanno retto bene. Raggiungere questi risultati però non è stato semplice. Abbiamo faticato a trovare la tipografia con il giusto rapporto qualità prezzo e adesso ce la teniamo stretta. Abbiamo dovuto scartare tipografie rinomate, con una vastissima clientela internazionale, ma che, per quanto riguarda la stampa in digitale, non ci offrivano le giuste garanzie. Ecco, @Ngannafoddi , tutte queste cose che abbiamo provato a spiegarti per iscritto, un autore potrebbe capirle semplicemente sfogliando un nostro libro.
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    Aporema Edizioni

    Abbiamo capito che, nonostante tutte le nostre dettagliate spiegazioni e rassicurazioni in merito a “consigli” e “obblighi” c’è sempre chi preferisce fraintendere (e questo ci può anche stare) e mette in dubbio la nostra buona fede (e questo ci sta un po’ meno). Per questo motivo, già da ieri sera, abbiamo cambiato la procedura che gli autori dovranno seguire per proporre le proprie opere. Aporema Edizioni non accetterà più l’invio diretto di manoscritti, o estratti, al proprio indirizzo email. Gli interessati dovranno accedere al nostro sito, andare nella pagina invio manoscritti, leggere con attenzione le avvertenze, compilare e spedire un apposito questionario. Se l’opera sarà giudicata interessante e in linea con le nostre scelte editoriali, risponderemo tramite e-mail, sollecitando l’invio di un estratto. Chiediamo pertanto cortesemente agli staffer, con i quali ci scusiamo per i disagi provocati dalla nostra eccessiva volontà di essere sempre trasparenti, di aggiornare il primo post della discussione dedicata alla nostra CE. Onde evitare il protrarsi di sterili e pretestuose polemiche, specifichiamo da subito che all’interno del questionario è stata inserita la domanda “quali libri di Aporema ha letto o intende leggere”; non solo tale quesito NON comporta alcun obbligo di acquisto: NON è neppure obbligatorio fornire una risposta. Rimandiamo a un’altra occasione le nostre considerazioni in merito alla grande amarezza che questa vicenda ci ha provocato.
  15. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Caro, @Nio59 , l'esperienza, non solo quella da editori, ci ha insegnato che, qualunque cosa tu faccia e qualunque cosa tu scriva, ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire a riguardo. Succede dalla notte dei tempi, del resto, come ben testimonia la celeberrima favoletta di Esopo, dell'asino, il padre e il figlio. Se anche avessimo usato pari pari la formula da lei proposta, siamo certi che qualcuno l'avrebbe criticata. Per fortuna in questo caso, ci sono le parole scritte, a testimonianza delle nostre reali intenzioni, parole che lei, con molta correttezza, ha riportato: "Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno..." Consigliamo, ha inteso? Lei scrive libri e quindi supponiamo debba conoscere il significato di tale verbo. Abbiamo forse scritto da qualche parte, che lei deve comprare un nostro libro? Abbiamo scritto da qualche parte che, se non lo farà non esamineremo il suo materiale? No, non è scritto da nessuna parte e l'arroganza che lei ci attribuisce è solo frutto di una sua supposizione, che non si basa su fatti concreti. La nostra politica nell'esaminare i manoscritti è quella di dare la precedenza a chi ci conosce in concreto, ovvero avendo letto qualcuna delle nostre pubblicazioni (meglio in cartaceo ma vanno bene anche gli ebook); ma non abbiamo mai detto che tutto il resto finisce direttamente nel cestino. Oppure anche quest'ordine di priorità non va bene e dobbiamo attenerci solo alla cronologia degli arrivi? In tal caso, oltre a farci a suggerire le frasi "giuste" per rispondere alle email e l'ordine di esame dei manoscritti, c'è qualcos'altro che dovremmo fare per soddisfare al meglio le sue aspettative? Vede, @Nio59 , questo forum è (giustamente, diciamo noi) pieno zeppo di consigli su quello che un editore dovrebbe fare o non dovrebbe fare: molti si somigliano, ma la maggior parte sono in stridente contraddizione l'uno con l'altro. A volte verrebbe davvero voglia di dire "Ma se siete così bravi, perché non l'aprite voi una casa editrice? Noi l'abbiamo fatto!", ma in quel caso faremmo davvero la figura degli arroganti; anche se, lavorando da entrambi i lati della barricata (siamo autori, prima che editori), qualche sassolino dalla scarpa forse avremmo anche il diritto di togliercelo... In ogni caso, noi ascoltiamo tutti, poi ci riuniamo, discutiamo, spesso in modo animato, e alla fine decidiamo noi se portare a spasso l'asino per la cavezza o salirci in groppa, a prescindere da quello che dice la gente. Ecco, rifletta su questo, piuttosto. Noi ci vediamo costretti a scartare il 95% delle proposte e con il restante 5% non è detto che si arrivi a un accordo per la pubblicazione. Se nonostante tutto questo, ci sono persone che hanno stima del nostro lavoro e si prendono la briga di farlo sapere ad altri, una ragione ci sarà, non crede? Ultima annotazione. Una volta esaminato il manoscritto, anche se questo fosse ritenuto valido, esistono molti altri fattori di cui teniamo conto, prima di proporre la pubblicazione, e aver letto o meno un nostro libro non è certo il più importante. All'autore viene spedito un questionario, che ci serve per verificare il suo grado di conoscenza della realtà editoriale e saggiare le sue aspettative in merito. Essendo noi prima di tutto autori, cerchiamo altri autori che facciano gioco di squadra e che capiscano come la pubblicazione non è mai un punto di arrivo, ma è un punto di partenza di un cammino lungo, faticoso e irto di insidie.
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