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Aporema Edizioni

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Reputazione Forum

720 Magnifico

Su Aporema Edizioni

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    APOREMA EDIZIONI Società Cooperativa
  • Compleanno 03/10/2016

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Genere
    Non lo dice
  • Provenienza
    Italia
  • Interessi
    Dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge.

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3.384 visite nel profilo
  1. La nostra non è una CE medio grande, ma piccola piccola, eppure anche a noi è capitato di perdere qualche messaggio nei meandri delle e-mail: due o tre volte, non di più, ma è successo. Immagino che il problema s'ingrandirà con il crescere della casa editrice. Se però qualcuno ci fa presente questa mancanza, gliene siamo grati e andiamo a vedere se effettivamente lo sbaglio è nostro, oppure è da ricercarsi altrove, ma in ogni caso vediamo di risolvere il problema. "Lecito chiedere, educazione rispondere", mi ripeteva sempre mio padre, ed è una massima alla quale mi sono sempre attenuto. Non vedo perché qualcuno dovrebbe risentirsi se, almeno una o due volte, tu,@Lore , solleciti una sua risposta, a prescindere dal mezzo che usi: telefono (preferibile) o messaggio facebook. Credo che per essere degli stalker si debba ampiamente superare la soglia della mezza dozzina di chiamate e non mi pare che tu ci rientri. Personalmente, sia nella vita, sia nel lavoro, a me non piacere rimaner tra color che sono sospesi e mi impegno a chiarire in fretta le situazioni ambigue.
  2. Aporema Edizioni

    Cambio Community Manager 2019

    Intelligente, colto, acuto e soprattutto, a dispetto della giovane età, saggio e con i nervi saldi nei suoi interventi di moderazione. Un grazie dal profondo del cuore da parte di tutto lo staff della nostra casa editrice.
  3. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Ringraziamo@Yaxara per il suo post, anche se ci tocca precisare che la collana in questione si chiama Elafros e non Fastbook (che è invece il nome del circuito di distribuzione di cui ci serviamo) . Cogliamo l'occasione per ringraziare anche il solerte @ElleryQ per aver inserito il link all'inizio della discussione.
  4. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Ringraziamo @finario per le sue belle parole. A nostra volta ci teniamo a dire che quando si lavora con autori come lui, che sono davvero disposti a mettersi in gioco, per quanto lunga e faticosa, l'opera di revisione alla fine dà sempre buoni risultati e risulta soddisfacente per entrambi, autore ed editore. Cambiando argomento, ma non di molto, dobbiamo rilevare che ogni volta che la discussione sulla nostra CE torna alla ribalta nel forum, il flusso di testi inviatici dagli autori aumenta in modo considerevole; perciò ne approfittiamo per informare ospiti e utenti che abbiamo da poco rinnovato la risposta alla domanda "Esaminate Manoscritti?": la trovate tra le FAQ del nostro sito www.aporema.com e questo è il link per trovarla. Vi consigliamo di leggerla con attenzione prima di interpellarci, perché, in una sola pagina, sintetizza bene qual è la nostra filosofia aziendale. Chiediamo infine la cortesia a qualcuno dei nostri instancabili staffer di inserire, se possibile, il suddetto link nel primo post della discussione.
  5. Aporema Edizioni

    [Copertinista, Impaginatore] Beatrice Spada

    Abbiamo conosciuto @Miss Ribston qui nel WD come autrice e, avendone apprezzato le qualità, abbiamo pubblicato un suo romanzo. Solo in seguito abbiamo appreso delle sue capacità professionali nell'ambito della realizzazione di copertine e dell'impaginazione. Per prima cosa, perciò, le abbiamo abbiamo lasciato carta bianca (anzi "avoriata" ) per il suo libro e il risultato è stato molto apprezzato dai lettori. Poi le abbiamo chiesto di collaborare con noi alla realizzazione di altre copertine, che potete vedere cliccando sul link che porta al suo sito. In questi giorni stiamo apprezzando le sue doti di impaginatrice, messe a dura prova da un non facile libro di "aforismi, freddure, fantasie, ricordi, riflessioni, massime, dialoghi, mini racconti, quasi poesie, ossessioni e deliri" (così perlomeno lo definisce il suo autore). Poi sarà la volta di un libro di poesie illustrate (ebbene sì, alla fine ci siamo arresi e ne pubblicheremo uno ). Ci siamo rivolti a lei perché, quando si tratta di uscire un po' fuori dagli schemi ordinari che siamo abituati a seguire, c'è bisogno di idee, giovani, fresche, innovative, ma soprattutto di tanta passione, capacità di ascoltare e anche di mettersi in discussione. @Miss Ribston , al secolo Beatrice, possiede tutte queste qualità e, cosa più importante, ha scelto di metterle a disposizione di una realtà ancora in crescita, come quella della nostra casa editrice. Non possiamo che ringraziarla e consigliarvi di interpellarla, se avete bisogno di aiuto per le vostre cover e volete impaginare al meglio i vostri lavori.
  6. Chissà perché, quando scriviamo post dove diciamo pane al pane e vino al vino, come al solito cominciano a fioccare freccette rosse che neanche Custer a Little Bighorn... Forse, nonostante in Italia questo sia in assoluto il forum più serio tra quelli che si occupano di scrittura, e nonostante gli argomenti di cui ci stiamo occupando oggi siano già stati affrontati (e ben chiariti) in altre discussioni, ci sono utenti che continuano a pensare che loro sono i "buoni", mentre gli editori sono sempre "brutti, sporchi, cattivi" e soprattutto sfruttatori del loro indiscutibile talento. Beh, lasciate che vi si dica una cosa, anzi due. La prima è che Aporema è una società cooperativa, formata da autori e che pertanto capisce benissimo il punto di vista, oltre che l'interesse, di chi scrive e ne tiene costantemente conto, partendo dalla selezione, per poi passare attraverso il confezionamento del volume, fino a giungere alla sua distribuzione. Noi non puntiamo agli utili, che tra l'altro in base alla legge non potremmo mai spartirci, ma solo a pubblicare buoni libri. Qualche volta centriamo l'obiettivo, altre volte no; ma di certo ci sforziamo di dare sempre il massimo. E non è un caso se, come nostro slogan, abbiamo scelto il motto "dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge". La seconda è che ci dispiace per gli anonimi "freccettari rossi", ma gli editori che davvero sono brutti, sporchi e cattivi non verranno mai su questo forum a farsi trafiggere dai vostri strali. Se ne staranno tranquilli dietro le loro scrivanie, in attesa che qualche ingenuo talentuoso pesciolino, ammaliato dai loro modi e dal loro sorriso accattivane, finisca nella loro rete. P.S. Appena terminato di scrivere il nostro post, domenica scorsa, abbiamo aperto la posta elettronica (ebbene sì, lavoriamo anche la domenica) e ci abbiamo trovato un bel manoscritto, con ben cinque ripetizioni in neanche dieci righe, tutte nella prima pagina. Se qualcuno di quelli che "l'importante-è-la-storia-tutto-il-resto-un-buon-editor-è-in-grado-di-sistemarlo" si offrisse volontario per correggerlo al posto nostro, saremmo ben lieti di affidargli il lavoro.
  7. Perché un manoscritto viene rifiutato? Basterebbe che pubblicassimo qui una piccola selezione di quelli che sono stati scartati dalla nostra redazione e tutti gli utenti del forum (sottolineiamo tutti, compresi quelli che sono arrivati qui da pochissimo tempo) ne capirebbero le ragioni. Purtroppo, ma diciamo "per fortuna", non è possibile farlo, per evidenti ragioni di riservatezza. Allora riassumiamo. Errori di ortografia? In pratica mai, visto che ci sono i correttori. Errori di sintassi? Parecchi. Uso del tutto casuale della punteggiatura? Sì, piuttosto spesso, con certi segni (tipo i due punti o il punto e virgola) del tutto ignorati o sparsi a caso. Consecutio temporum? La maggioranza degli autori non sa neppure cosa sia e, quel che è peggio, non lo sanno nemmeno taluni editor, ai quali si sono incautamente affidati. Ignorare come davvero si racconta una storia? Molti. Incapacità di attrarre e sedurre il lettore fin dalle prime righe? In pratica quasi tutti. Tremendi spiegoni fin dall'incipit? Siamo circa al 50%. Trame banali o inconsistenti? Molto meno di quanto si creda: la fantasia di solito non manca; è il modo di esprimerla che difetta. Ermetismo inconsapevole del tipo "so benissimo cosa volevo dire, possibile che voi non lo capiate?" ? Troppi. Ci fermiamo qui, anche se potremmo continuare ancora a lungo. In conclusione, prima di portare il discorso sulla dietrologia e su "cosa mai nasconderanno i rifiuti degli editori?", sarebbe importante badare ai punti che abbiamo citato. Poi ci sarà tutto il tempo di parlare, magari in un'altra sede e in un'altra discussione, dell'importanza dei social e dell'impegno che un autore esordiente deve profondere nel collaborare con la casa editrice alla propria promozione: temi importanti, che vengono sempre dopo l'aver scritto in partenza non un capolavoro, ma perlomeno un buon libro.
  8. Si tratta di una domanda tutt'altro che idiota, cara @ophelia03 , che perlomeno denota la tua buona educazione, merce ahimè sempre più rara, non solo nel mondo dell'editoria. Se qualcuno ti ha dedicato del tempo, poco o tanto che sia, merita comunque una risposta; basta anche un semplice "ho deciso di accettare un'altra proposta", senza aggiungere altro: difficilmente ti si chiederà di fornire spiegazioni dettagliate. Dal canto nostro, ci guardiamo bene dall'alimentare illusioni nell'animo di chi è alle sue prime esperienze in questo settore e, al contrario, facciamo il possibile per spiegare quanto sia irto e denso di ostacoli il cammino di un autore, prima e soprattutto dopo la pubblicazione. Non facciamo promesse che non saremo mai in grado di mantenere. Sappiamo benissimo fin dove possiamo arrivare e cosa invece, almeno per ora, ci è precluso: lo diciamo subito a chiare lettere a chi ci invia il suo manoscritto. Siamo consapevoli però che sul mercato sono presenti altre piccole CE, che, per scelta o per disattenzione, spesso non sono altrettanto trasparenti. Se qualcuno pertanto viene attratto dal "canto delle sirene", dopo che magari l'avevamo messo in guardia, non ce ne facciamo un cruccio e gli auguriamo pure noi, come racconta @lapidus , "buona fortuna", invece che "in bocca al lupo", perché magari qualche animalista potrebbe offendersi. Anche se siamo nati da poco, abbiamo già avuto modo di ricevere le "scuse", se così possiamo definirle, di qualche Ulisse che, nell'ascoltare il canto delle sirene, si era dimenticato di farsi legare all'albero della nave. A differenza di quanto afferma @Skywalker , tuttavia, per noi in quel caso "il ponte non è bruciato in modo definitivo", anzi... Siamo ben lieti di trovarci di fronte un autore che, dopo un'esperienza non troppo positiva, è pronto per una trattativa più matura.
  9. Aporema Edizioni

    Primo: farsi capire.

    ...è proprio il messaggio che volevamo lanciare, quando abbiamo aperto questa discussione. Grazie, @swetty, per averlo saputo esprimere in modo magistrale.
  10. Aporema Edizioni

    Primo: farsi capire.

    Quindi, facci capire@TuSìCheVale : se in redazione arriva un testo che possiede tutte queste qualità, ovvero "storia, contenuti e ben altri interessanti valori", ma è scritto con i piedi, noi cosa dovremmo fare? Pubblicarlo lo stesso? Magari dopo averlo sottoposto a un editing ultra pesante, che in pratica equivale a una completa riscrittura? "Io speriamo che me la cavo" non può essere citato come esempio, perché si tratta di un libro testimonianza, una sorta di documentario, quasi un saggio (anche se divertente), per il suo valore di testimonianza di un particolare contesto sociale. Anche noi abbiamo pubblicato qualcosa del genere, ma in quel caso chi l'ha scritto voleva solo raccontare la propria esperienza; non voleva inventare o creare nulla e, in ogni caso, pur senza averlo sottomano, in buona parte ha rispettato il decalogo posto all'inizio della discussione. Chi però vuole cimentarsi con una fiction vera e propria, non può farlo avvalendosi di una prosa sgarrupata . Esattamente.
  11. Aporema Edizioni

    Primo: farsi capire.

    Può darsi, anche se valenti autori hanno dimostrato come verità complesse possono comunque essere spiegate in modo semplice, senza per questo banalizzarle. Certo, i lettori che poi vogliono saperne di più su un determinato argomento, possono sempre affrontare il proprio percorso di approfondimento. La ricerca della aurea semplicità, nella quale ora sembra essersi avventurato @Fraudolente, dovrebbe tuttavia essere l'obiettivo primario di ogni scrittore, soprattutto se alle prime armi. Purtroppo invece ci tocca constatare come, al contrario, forse proprio per il terrore di essere banali, molti autori ricerchino l'originalità a tutti i costi, che poi sfocia nella bizzarria, poi nell'astrusità e infine nella follia: tutte sorelle della famiglia dell'incomprensione. Sì, un sacco di volte e tutte le volte ci siamo rammaricati di non avere il caminetto. Vale quanto abbiamo detto poc'anzi. Noi restiamo del parere che un buon semplice piatto di pasta al pomodoro sia preferibile a una mal eseguita ricetta della nouvelle cuisine; ma se qualcuno ritiene di essere in possesso dei requisiti tecnici per affrontare l'oceano in tempesta della complessità, faccia pure. Non si lamenti però se gli editori, alla terza consecutio temporum sbagliata in tre righe, condanneranno il suo manoscritto alla pena del caminetto.
  12. Aporema Edizioni

    Primo: farsi capire.

    Concordiamo. Purtroppo non è detto che quel 10% sia esente da errori e pronto per essere pubblicato, ma perlomeno si parte da una buona base sulla qaule lavorare. La bambina, per dovere di cronaca, ha scritto quelle cose sotto dettatura della maestra; ma che esistano maestre con le idee chiare nella scuola italiana del terzo millennio è già una cosa che fa ben sperare per il futuro. Nel frattempo tu, @Busca, hai tutto il tempo per chiarire le tue, magari facendo tesoro delle indicazioni dell'insegnante, diligentemente trascritte dalla piccola studentessa.
  13. Aporema Edizioni

    Primo: farsi capire.

    "Show, don't tell", "Less is more", la gestione del POV, le figure retoriche... e chi più ne ha, più ne metta: tutti aspetti importanti per chi vuole scrivere un romanzo o un racconto, inutile negarlo; ma spesso ci si dimentica che l'imperativo principale, su cui basare tutto il resto è quello di essere chiari, di farsi capire. Ciò che abbiamo nella nostra testa, attraverso la scrittura, deve arrivare in modo nitido in quella di chi ci legge. Se non obbediamo a questo comandamento, tutte le altre fatiche sono inutili. Guardate cosa abbiamo scovato nel quaderno di un'alunna di quarta elementare (oggi si chiamano primarie di primo grado): Ebbene, quanti dei manoscritti che ci vengono spediti rispettano queste semplici regole? Ve lo diciamo noi: meno del 10%, a voler esser buoni. Prima di lamentarsi della "cattiveria" di alcun editori, che bocciano senza pietà le opere degli esordienti, forse bisognerebbe rifletterci un po'.
  14. Aporema Edizioni

    Un editor deve conoscere bene l'Italiano?

    Sì, ma se l'editor non è in grado di farlo e scambia le prime per le seconde? Scherzi a parte, anche la questione "forma e contenuto", ovvero se sia più importante la prima rispetto al secondo, o viceversa, è già stata oggetto di grandi dibattiti. Noi crediamo che debbano viaggiare di pari passo e che un ottimo contenuto sarebbe svilito da una forma approssimativa, così come la forma migliore non sarebbe mai in grado di far "decollare" un contenuto povero. Tutto ciò premesso, facciamo notare che ancora non è stata data una risposta chiara e univoca alla domanda principale, ovvero: può un editor permettersi di non padroneggiare a dovere la lingua italiana, sintassi e consecutio in primis?
  15. Aporema Edizioni

    Un editor deve conoscere bene l'Italiano?

    Forse non ci siamo spiegati, @camparino. Questa non è una discussione su cosa deve saper fare un editor : di quello si è già parlato ampiamente altrove qui nel forum, e ci permettiamo di farlo presente a te, così come a quegli utenti che nei loro interventi sono andati fuori argomento. Questa discussione riguarda piuttosto le cose che alcuni (e sottolineiamo alcuni) editor non sanno fare. Mettiamo il caso limite, ma neanche tanto "limite", che qualcuno sia padrone di tutti gli accorgimenti da te citati, ma poi si impantani in congiuntivi e consecutio temporum: cosa facciamo? Lo consideriamo comunque un buon editor, o ci rivolgiamo ad altri? Oppure ancora ci affidiamo a due editor, il primo maestro nella scrittura creativa, il secondo nella lingua italiana? Ti assicuriamo, caro @camparino, che tale eventualità non è affatto rara e si presenta abbastanza spesso; altrimenti non avremmo affrontato e proposto questo argomento agli utenti del W.D. Se non fossimo tenuti a una doverosa e sacrosanta riservatezza nei confronti di chi ci invia i propri manoscritti, potremmo proporne qui alcuni stralci, che chiarirebbero in mondo inequivocabile ciò che stiamo dicendo. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno fornito dei consigli pratici per affrontare la situazione, alcuni dei quali li stavamo già mettendo in atto da tempo: aver avuto la conferma che possono funzionare, ci spinge a continuare sulla strada che avevamo intrapreso. Per quanto riguarda i consigli "inediti" , ci mettiamo al lavoro fin da subito.
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