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Aporema Edizioni

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681 Magnifico

Su Aporema Edizioni

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    APOREMA EDIZIONI Società Cooperativa
  • Compleanno 03/10/2016

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  • Genere
    Non lo dice
  • Provenienza
    Italia
  • Interessi
    Dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge.

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  1. Aporema Edizioni

    6 MILIONARIA! La vera storia di una vincita al SuperEnalotto

    Comunque, Oscar Wilde aveva ragione nel dire “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”, ovvero “C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé.” Forse grazie anche alle polemiche sulla copertina, il libro sta conquistando un certo interesse. Ecco una recensione tratta dal numero di gennaio-febbraio di "Leggere tutti":
  2. Aporema Edizioni

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    @swetty , noi non alziamo scudi per difendere chi non merita di essere difeso o chi non cerca di fare al meglio il proprio lavoro, in qualsiasi settore costui operi, non solo in quello editoriale: semplicemente non ci andava di essere inclusi tout court in una categoria di "ignoranti" o di lazzaroni pressapochisti. Riguardo alla risposta che ci suggerisci: Ti ringraziamo, la condividiamo in pieno e, con il tuo permesso, la facciamo nostra, scusandoci con gli utenti del WD per aver perso per strada il dono della sintesi. In fondo hai ragione: bastava dicessimo quello che hai detto tu. Solo che, in tutta franchezza, preferiremmo scrivere "cerchiamo di curare molto l'editing, l'impaginazione e la grafica". Il cerchiamo è doveroso, visti i nostri limiti di quasi esordienti; l'inversione dell'ordine di priorità invece rispecchia la nostra filosofia aziendale. In conclusione, tuttavia, ci preme ribadire due cose. 1) Quando si parla di aziende, anche in ambito culturale, a nostro avviso è impossibile discutere di qualità senza tirare in ballo anche i numeri: questo resta, sempre secondo noi, il principale errore di chi ha scritto l'articolo provocatorio citato da @Niko. 2) Siamo ancora in attesa che qualcuno ci spieghi come mai quando siamo stati noi a parlare della scarsa qualità di alcuni piccoli editori, che alla fine rischia di gettar fango su tutti gli altri, siamo stati massacrati, mentre se lo fa qualcuno esterno al WD , con argomenti non sempre fondati, tra l'altro, raccoglie consensi e solidarietà.
  3. Aporema Edizioni

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Sia ben chiaro un concetto. Nessuno ha mai detto che, siccome le risorse sono scarse, le piccole CE devono per forza sfornare libri di bassa qualità, sia dal punto di vista dei contenuti, sia dal punto di vista della forma. Al contrario, siamo d'accordo sul fatto che, proprio come l'artigiano cura il proprio prodotto nei dettagli, per cercare di distinguersi dalla produzione di massa, anche il piccolo editore deve, o dovrebbe, cercare di fare la stessa cosa. L'unica cosa che ci teniamo a ribadire è che, per raggiungere tale obiettivo, considerata l'esiguità delle forze disponibili, bisogna sempre impegnarsi al massimo, lavorando come dannati, e che, nonostante ciò, è necessario essere consapevoli che non sempre si riuscirà a fare centro. Vorremmo però ricordare agli utenti dalla memoria corta, o a quelli da poco presenti nel forum, che quando proprio noi aprimmo un'apposita specifica discussione, dove con estremo rammarico prendevamo atto di vedere pubblicizzati, proprio qui nel WD, dei libri scartati dalla nostra CE, perché inconsistenti nella trama e pieni di errori, fummo sommersi da una valanga di critiche, che si possono sintetizzare nella frase "fatevi i fatti i vostri e lasciate che gli altri pubblichino quello che gli pare!". Per la cronaca i libri erano stati messi in commercio da case editrici non a pagamento, o sedicenti tali, senza praticamente alcun tipo di editing. Allora, chiariamoci una volta per tutte, per favore. Se noi accettiamo che altri ci facciano le pulci, a volte a ragione a volte no, ci sia concesso di farle a nostra volta a tutti quegli editori, "ignoranti" o "pressapochisti", che con il loro atteggiamento rovinano il mercato. Se però si decide che la filosofia imperante è quella del "vivi e lascia vivere", che tanto piace a chi vuol farsi pubblicare a tutti i costi, stiamocene zitti: ognuno prosegua sulla propria strada, chi consultando la propria coscienza, chi il proprio portafoglio, chi cercando di dar retta a entrambi. A proposito di portafoglio, oltre alle parole, vediamo di dare qualche numero. Sì, mi spiace, ma proprio quegli odiosi numeretti tanto invisi al nostro articolista provocatore. Perché quando si discute di economia, oltre che di cultura, senza numeri non si va da nessuna parte: al massimo, nel nostro Paese, si può aspirare a fare il ministro Supponiamo che esista un editore molto competente e anche molto professionale, con parecchi anni di esperienza alla spalle, e che costui trovi un facoltoso finanziatore disposto a rischiare un certo capitale. Sapete qual è il margine di guadagno al quale il secondo potrà aspirare nel mondo editoriale e, tra l'altro, solo dopo qualche anno? Ve lo diciamo noi: va dal 4 al 6%, nella migliore delle ipotesi. Tutto questo non immobilizzando, ma addirittura mettendo a rischio un capitale perlomeno a cinque zeri. Ebbene, conoscete qualcuno disposto a farlo? A noi vengono in mente solo due nomi: Mecenate e Lorenzo il Magnifico.
  4. Aporema Edizioni

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    "I piccoli editori sono ignoranti?" No, i piccoli editori, proprio perché "piccoli", sono poveri e i poveri, almeno una volta, spesso erano giocoforza ignoranti. Oggi per fortuna non è più così: l'accesso alla cultura e all'informazione è quasi sempre gratuito. Quasi, abbiamo scritto, ed è opportuno sottolinearlo. Sì, perché se, a titolo di esempio, la nostra CE volesse commissionare una specifica indagine di mercato sulla possibile penetrazione di un determinato libro in un determinato contesto, dovrebbe impegnare il fatturato di parecchi mesi, forse di un intero anno, per quella che, alla fin fine, resterebbe comunque una previsione, senza alcuna garanzia di risultati certi. Già, il mercato... Il tanto vituperato, soprattutto da parte di artisti e intellettuali, mercato resta comunque il fulcro di tutta la discussione e nelle righe che seguono proveremo a chiarire il perché. Scrive nel suo articolo, il nostro geniale scopritore di acqua calda: E aggiunge Attenzione, perché è proprio su queste ultime righe che si concentra il senso, o il non senso, di tutto il pezzo. Quelli tra voi che nella vita, per una ragione o per l'altra, si occupano di vendite o di marketing forse avranno già capito dove sta l'inghippo; a tutti gli altri, con la massima umiltà, ci sforzeremo di spiegarlo. All'inizio l'articolista si concentra sulla qualità, su come insomma bisogna muoversi per creare un libro fatto come si deve; le ultime tre domande riguardano invece la vendita e, appunto, il mercato. Il tutto con lo scopo di far accettare, in modo quasi subliminale, l'equazione "prodotto buono=vendita sicura", valida forse fino alla prima parte del secolo scorso, ma oggi del tutto superata per ogni genere di prodotto, figuriamoci per quelli di tipo culturale, come appunto sono i libri. Un tempo insomma per un'azienda, o anche per il singolo artigiano, era sufficiente costruire un bella sedia, da vendere a un prezzo accettabile, per essere certi che prima o poi quella sedia l'avrebbero venduta. Poi si è cominciato a parlare di sovrapproduzione e di contrazione della domanda, che sovente risulta inferiore all'offerta. Riassumendo: siamo così sicuri che un libro confezionato a regola d'arte (carta, inchiostro, impaginazione, copertina ecc.), con un contenuto valido (editing, correzione di bozze ecc.) avrà comunque successo? Già sentiamo le vostre voci: "Eh no! Ci vuole anche la promozione, con tanto di presentazioni, interviste, partecipazione a fiere..." Ma allora, cari signori, di cosa stiamo parlando? Se un piccolo editore avesse le risorse per fare tutte queste cose insieme, e sopratutto per farle tutte allo stesso livello, non sarebbe più un piccolo editore, non credete? Sarebbe perlomeno un editore medio, magari più "ignorante" del primo, ma di certo con più soldi a disposizione! Perché, che piaccia o meno, ha ragione @Fraudolente: tutto alla fine gira intorno alle palanche. Senza quelle, o con poche di quelle nelle tasche, è impossibile impostare delle strategie davvero degne di questo nome e bisogna fermarsi alla tattica, decidendo di volta in volta se, con la coperta corta che si ha disposizione, sarà meglio coprirsi i piedi o la testa. E in questo ci sentiamo vicini al ragionamento di @Riccardo e Tempesta Edit., che assimila un piccolo editore a un'impresa artigiana, costretta a costruirsi a fatica, nel corso degli anni, la propria fetta di mercato. P.S. Tanto per esser chiari: scuole dove si parli poco di numeri e tanto di inchiostro, carta, formati, impaginazione, alta leggibilità, esistono già e noi le abbiamo pure frequentate: ma alla fine ciò che ci serve l'abbiamo imparato, e tuttora lo impariamo, sul campo, discutendo quotidianamente con le tipografie, facendo tesoro dei loro consigli e andando a visitare le loro sedi. P.P.S. Prima di ipotizzare che altri siano ignoranti, ognuno dovrebbe guardare in casa propria e quando, giusto per fare il figo, costui tira fuori una frase in latino, che perlomeno la tiri fuori giusta: il verbo ducecere non esiste; caso mai esiste ducere.
  5. Aporema Edizioni

    College Green

    Ringraziamo a nome dell'autrice, e anche nostro, l'autore di questa bella recensione su IBS.
  6. Aporema Edizioni

    6 MILIONARIA! La vera storia di una vincita al SuperEnalotto

    Grazie, @wyjkz31 , sei un tesoro! Questo il link per la versione e-pub, mentre questo è il link per la versione kindle. Ovviamente il libro è distribuito anche in tutte le altre principali piattaforme di vendita on line, tipo IBS, Feltrinelli, Mondadori ecc.
  7. Aporema Edizioni

    6 MILIONARIA! La vera storia di una vincita al SuperEnalotto

    Ne siamo perfettamente consapevoli, @Miss Ribston : questo purtroppo è quello che succede quando si è troppo buoni e, per evitare polemiche con gli autori, si accettano senza discutere i loro suggerimenti. Da qualche tempo a questa parte, però, abbiamo cambiato politica, e non solo riguardo alle copertine. Adesso siamo molto meno accondiscendenti e se il prodotto finale non è in linea con i nostri standard, non lo pubblichiamo o lo pubblichiamo con un'altra collana. E avresti fatto male, caro @cld , perché che il pubblico medio giudichi i libri solo dalla copertina, può anche starci; ma un autore, o aspirante tale, almeno uno sguardo alla sinossi che si trova sul retro, crediamo che dovrebbe darlo. Non solo. Oggi su internet è possibile leggersi una sostanziosa anteprima di tutti i nostri libri, dalla quale è possibile farsi un'idea molto più precisa del contenuto. Per la cronaca, giusto un paio di giorni fa, il responsabile di un'importante scuola di scrittura creativa di Bologna ha definito "6 milionaria" il più bel libro che abbia letto nel 2018. E tenete presente che, non solo per lavoro, costui di libri ne legge davvero tanti.
  8. Aporema Edizioni

    Formattazione per inviare il manoscritto alla CE

    Visto che siamo stati soprattutto noi a pubblicizzare in questo forum la cartella editoriale, sentendoci un po' tirati in ballo, interveniamo per dire la nostra. In una prima fase, la nostra CE non chiede di inviare tutto il manoscritto, ma solo i primi due capitoli, che leggiamo subito, e la sinossi, che leggiamo dopo e solo se individuiamo uno stile di scrittura abbastanza valido. Non teniamo in alcuna considerazione, per ragioni che abbiamo già abbondantemente esposto altrove, spiegazioni, presentazioni, curricula stellati o stellari ed eventuali premi vinti in vari concorsi. Trattandosi di soli due capitoli, dunque, il formato ci interessa fino a un certo punto: l'importante è non trovarsi di fronte scoraggianti muri di testo, così come periodi che vanno sempre a capo, manco fossero poesie. Se e quando chiediamo di inviarci l'intero manoscritto, il consiglio è uno solo, semplice e lineare: levate di mezzo qualsiasi genere di formattazione (a parte appunto gli accapo). Le formattazioni sono una noia e un fastidio, in fase di editing, quando è necessario rivedere, correggere o tagliare anche parti consistenti, oltre che aggiungere commenti; diventano poi una vera e propria iattura nella fase finale di impaginazione, quando si tratta di impaginare il testo. Lo ripetiamo: se volete autopubblicarvi, divertitevi e fate del vostro manoscritto quello che volete; se invece volete farvi pubblicare, preoccupatevi solo di scrivere un buon libro e lasciate ad altri la preoccupazione di come impaginarlo.
  9. Torniamo su questa discussione, anche se è da parecchio tempo inattiva, perché non ci è parso il caso di aprirne una nuova sull'argomento. Umiltà o presunzione? Domandava all'inizio @gierre13. Nell'attesa di sciogliere questo dubbio amletico, suggeriamo un'altra cosa, che funziona sempre: la sincerità. Non è la prima volta, è già successo, ne abbiamo accennato in altre discussioni qui nel forum, e temiamo succederà ancora: in redazione è arrivato l'ennesimo manoscritto, che l'autore ci assicura essere stato sottoposto a un editing serio. Ebbene il testo presenta un grossolano errore di consecutio temporum (e sottolineo grossolano) non nella prima pagina, non nel primo paragrafo, ma addirittura nella prima riga. A questo punto o costui ci racconta frottole, o ne hanno raccontate a lui: scegliete voi cosa sia meglio e cosa sia peggio.
  10. Non c'è che dire: è perfetta e non vediamo come si potrebbe esprimere meglio il concetto. Quasi quasi chiediamo alla Fernandel di poterla utilizzare... Grazie @franka, per avercela segnalata.
  11. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Siamo davvero lieti di comunicare a tutti gli utenti del WD e ai suoi visitatori di aver raggiunto in anticipo tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissi per l'anno che sta per finire. Pubblicazione di dieci nuovi titoli, che vanno ad aggiungersi ai dieci pubblicati nel 2016. Inserimento di tutto il nostro catalogo nel circuito di distribuzione di Fastbook. Realizzazione del sito internet www.aporema.com e potenziamento della pagina Facebook. Fornitura diretta di Amazon libri. Partecipazione mirata a fiere, rassegne e presentazioni. Creazione di una pagina youtube dedicata ai nostri booktrailer. Pubblicazione in formato e-book (Kindle o Epub) di tutti i nostri libri. Distribuzione degli e-book in tutte le principali piattaforme di vendita on line in Italia e all'estero. L'anno venturo, oltre alla pubblicazione di almeno altri dieci titoli (alcuni dei quali già in lavorazione), e al miglioramento degli obiettivi già raggiunti, contiamo di riuscire finalmente a partire anche con il nostro corso di scrittura creativa. Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto, autori e lettori, e a coloro che vorranno farlo in futuro.
  12. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Girando in rete per verificare la nostra, chiamiamola così, "reputazione", ci siamo imbattuti in questa pagina, che vi invitiamo a leggere, per capire lo spirito che anima la nostra casa editrice.
  13. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Ripetiamo sempre a chi ci scrive che, prima di chiedere a noi di valutare i loro manoscritti, dovrebbero esser loro a valutare i nostri libri. Chi volesse seguire questo consiglio, questa settimana (da oggi fino a sabato) ha l'occasione giusta per farlo, perché, in occasione del black friday, abbiamo predisposto offerte molto vantaggiose. Per informazioni potete andare sul nostro sito www.aporema.com.
  14. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Comunichiamo agli utenti del forum che da ieri siamo partiti ufficialmente con la pubblicazione e la distribuzione dei nostri primi e-book. Nei prossimi giorni aggiungeremo un po' alla volta la maggior parte dei titoli già presenti nel catalogo cartaceo, chiedendo ai nostri solerti staffer di aggiornare le discussioni relative ai singoli titoli.
  15. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Caro, @Folletto ripetiamo a te quello che già avevamo detto a @Lemmy Caution: ti ringraziamo per la domanda, anche se le tue in realtà sono quattro... Affrontiamole una alla volta. Moltissimo. Una piccola CE ha risorse piuttosto limitate, sia umane sia economiche, e deve scegliere con molta oculatezza dove investirle. Un grande editore, invece, ha più ampi margini di manovra e può decidere di rischiare gli utili, realizzati magari attraverso opere di successo, in altre opere acerbe, che hanno bisogno di "grandi ristrutturazioni". Molto probabile, se la CE in questione è seria, poco probabile, se non lo è; perché la seconda di eseguire l'editing se ne sbatterà con sano e preriflessivo candore. Come già scritto in un intervento precedente, noi non ci prendiamo gioco degli autori, quando diciamo loro che, prima o poi, un editore, anche no EAP, lo troveranno: si tratta solo di vedere che tipo di libro alla fine andrà in stampa. Se l'intento di uno scrittore è quello di farsi pubblicare a ogni costo, a prescindere dal risultato finale, state tranquilli che ci riuscirà. Possibile, ma non troppo probabile. Vale quanto già detto nelle risposte precedenti. Da un lato sulla carta un grande editore ha maggiori risorse (come poi decida di utilizzarle, è un altro discorso); dall'altro non sono tantissimi i piccoli editori che scartano un testo per via di un possibile editing impegnativo, semplicemente perché a fare l'editing manco ci pensano! Possibile, ma... I puntini di sospensione sono d'obbligo. Bisognerebbe in effetti conoscere le logiche dei grandi editori, che sono diverse dalle nostre. Noi possiamo solo ipotizzarle e dire ciò che faremmo se fossimo al posto loro. Certo qui, essendo in Italia, entrano in giochi altri fattori che prescindono dal talento degli autori... tipo amicizie, segnalazioni, raccomandazioni e altri interessi più o meno trasparenti. Oltretutto, abbiamo avuto testimonianze di alcuni autori, contattati da una grande casa editrice, che prometteva di pubblicarli gratuitamente, ma che poi "consigliava" loro di rivolgersi a quella tale agenzia o a quel tal editor, che invece gratis non erano. Casi isolati, è vero, ma pur sempre significativi. Conclusioni. Quando abbiamo cominciato questo lavoro ci siamo buttati anima e corpo su tutti i manoscritti che ritenevamo dotati perlomeno di un po' di quella "bontà grezza", alla quale @Folletto si riferisce. Quelli "meno grezzi" ci hanno impegnato per un tempo abbastanza lungo e li abbiamo trasformati in romanzi davvero validi. Anche da quelli "più grezzi" alla fine abbiamo tirato fuori dei bei libri... già, ma a che prezzo? Di tempo ne abbiamo impiegato almeno il triplo, rispetto ai primi, e ci siamo dissanguati fisicamente, psicologicamente e anche economicamente (anche solo per la fatica di togliere tutti gli avverbi con desinenza in ente!). Seppure i risultati di vendita in qualche caso siano stati soddisfacenti, non ci hanno affatto ripagato di tutta la fatica e di tutti i sacrifici. Continuando su quella strada, saremmo stati destinati al fallimento: da qui la decisione di alzare un po' l'asticella in ingresso.
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