Vai al contenuto

Aporema Edizioni

Editore
  • Numero contenuti

    361
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    4

Aporema Edizioni ha vinto il 29 ottobre 2018

Aporema Edizioni ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

741 Magnifico

Su Aporema Edizioni

  • Rank
    APOREMA EDIZIONI Società Cooperativa
  • Compleanno 03/10/2016

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Genere
    Non lo dice
  • Provenienza
    Italia
  • Interessi
    Dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge.

Visite recenti

3.471 visite nel profilo
  1. Aporema Edizioni

    Maschere di Cristallo

    Volevamo avvisare gli utenti del forum che, sebbene il codice ISBN dell'ebook sia già stato assegnato, il romanzo in formato elettronico non è ancora disponibile.
  2. A proposito... grazie per avercelo ricordato, @unacasanellospazio , nel post precedente ce n'eravamo dimenticati: c'è anche stato chi, e più d'uno, ci ha criticato perché gli abbiamo risposto troppo in fretta!
  3. Sante parole. A distanza di circa un anno e mezzo da quando pubblicammo questo sondaggio, torniamo sull'argomento, senza avere la pretesa di concluderlo (ovvio), ma per tirare un po' le somme e tentare un bilancio della situazione. Chi ci segue fin dall'inizio della nostra attività di editori-autori conosce il nostro percorso. Lo riassumiamo a grandi linee per tutti gli altri. Abbiamo cominciato, andando avanti per parecchi mesi, col fornire a tutti, ma proprio a tutti, la motivazione del nostro rifiuto a pubblicarli. La maggior parte degli autori non rispondeva, qualcuno ci ringraziava e qualcun altro se la prendeva a male, innescando via e-mail polemiche sterili e difficili da sedare. Nonostante i risultati di questo sondaggio, abbiamo perciò deciso, anche per ragioni economiche e di tempo, di non spiegare più le ragioni della mancata pubblicazione; ma nelle varie risposte inserivamo sempre la frase "ci spiace" o un più arcaico "ci duole". Qualcuno a quel punto ci ha risposto che il nostro dispiacere era ipocrita e che, invece di duolerci (sic), avremmo dovuto leggere tutto il suo manoscritto: poco importa se già dalle prime righe scoprivamo errori di grammatica, di sintassi, info dump galattici e l'appeal narrativo di un documentario polacco senza sottotitoli. Allora, messo da parte il dispiacere, ci siamo limitati a dire di non essere interessati alla pubblicazione. E a questo punto c'è stato chi ci ha detto che i nostri rifiuti erano secchi e senza cuore e che, quasi quasi, ci aveva fatto un favore a inviarci il suo manoscritto, ma se n'era pentito, perché lui (o lei, o loro) aveva già ben altre proposte da vagliare. A volte abbiamo trovato, nelle prime dieci righe, periodi di tre parole (alcuni dei quali iniziavano con un pronome di dubbio riferimento) e soggetti separati dal verbo con una virgola, senza che ci fosse un inciso... ma lo stile è lo stile, si sa, e bisogna rispettarlo. Insomma, cominciamo a capire quegli editori che non rispondo affatto e lasciano gli autori in un limbo senza fine. Ma, tranquilli: noi non lo faremo, perché in nostro soccorso viene la cultura. Una cultura schietta popolare, più vecchia dei Vangeli, che risale a Esopo e alla sua favola a nostro avviso più eterna e attuale, che consiglia a tutti di regolarsi in base alla propria coscienza, ignorando i consigli inutili. Per chi non la conoscesse, eccola qui.
  4. Aporema Edizioni

    IBA - International Book Agency (Gruppo CSA)

    Non proprio sempre, perché per fortuna buona parte dell'utenza ha un atteggiamento più costruttivo, ma purtroppo accade spesso. Noi non siamo mai scappati, anche se più volte siamo stati tentati di farlo, ma abbiamo dovuto diradare di molto i nostri interventi, per evitare di essere bersaglio di polemiche sterili. Venendo al tema della discussione, ovvero la rappresentanza, @Disappear_Here scrive. Falso. Non è per nulla un dato di fatto. La rappresentanza si paga, eccome. La rappresentanza non si paga solo se il brand è già arcinoto ed è in grado con il suo solo nome di garantire delle provvigioni adeguate. Mi spiego meglio. Un agente di un famosissimo produttore di pasta, scegliete voi quale, non avrà per forza bisogno di un fisso mensile, dell'auto aziendale o di altri benefit: gli basterà che la casa madre gli garantisca l'esclusiva su una zona abbastanza ampia, in termini di clienti, per ottenere in automatico una buona rendita annuale. Poi starà a lui, e alle sue capacità di venditore, incrementare o meno il fatturato. Ma se io apro domani da zero una fabbrica di pasta e per far conoscere e vendere il mio prodotto ho bisogno di un rappresentante, per mesi, forse per anni, dovrò garantirgli quel minimo di denaro che gli serve per tirare avanti, in attesa che i suoi introiti derivino, almeno in parte, dalle provvigioni. Un autore esordiente o poco conosciuto, a meno che davvero non abbia partorito il romanzo del secolo, è come il nostro neofita produttore di pasta: non può pretendere che qualcuno lavori per promuoverlo gratis. Chi gli promette di farlo, molto probabilmente lo sta truffando. E se pensate che il paragone "pasta-libro" sia poco calzante, non solo non conoscete abbastanza il mercato editoriale italiano, non conoscete il mercato in generale. Perché alla fine ha perfettamente ragione @ElleryQ , quando scrive: Già, sono diverse, e non potrebbe essere che così, visto che nel nostro Paese i lettori non raggiungono il 25% dei lettori di altri Paesi europei, come Francia e Germania, solo per citarne due. Invece di fare come i capponi di Renzo, autori, editori e agenti (anche se i capponi erano solo due), dovrebbero impegnarsi per uno scopo comune: fare il possibile per diffondere la lettura in Italia. Se la torta diventa un poco più grande, vedrete che ci sarà meno da litigare su chi debba prendersi la fetta più grossa, che, detto per inciso, oggi non spetta a nessuno dei tre "litiganti", ma ai distributori che si tengono fino al 55% del prezzo di copertina. Lo so che l'abbiamo già scritto un sacco di volte, ma mai come in questo caso "repetita juvant".
  5. Aporema Edizioni

    Maschere di Cristallo

    Titolo: MASCHERE DI CRISTALLO Autore: Terry Salvini Casa Editrice: Aporema Edizioni ISBN: 9788832144277 (cartaceo) ISBN: 9788832144376 (ebook) Data di pubblicazione: Agosto 2019 Prezzo: € 14,90 (cartaceo) € 4,49 (ebook) Genere: Romance, giallo giudiziario Pagine: 414 Link all'acquisto: Sito di Aporema Quarta di Copertina Una notte di passione getta scompiglio nella vita e nella carriera della bella Loreley, giovane avvocato di New York, alle prese con un delicato caso giudiziario dall’esito in apparenza scontato. Pur di scoprire la verità, la donna decide di vestire anche i panni di detective, intrufolandosi in un ambiente ambiguo e poco raccomandabile. Intorno alla protagonista ruotano diversi personaggi: un vecchio amore, la famiglia, gli amici, i colleghi, ma soprattutto Sonny, un pianista e compositore ancora legato al proprio passato. Alcuni di loro restano fedeli a se stessi, altri si celano dietro maschere di cristallo, che il rapido e incalzante susseguirsi degli eventi finirà con l’infrangere.
  6. La nostra non è una CE medio grande, ma piccola piccola, eppure anche a noi è capitato di perdere qualche messaggio nei meandri delle e-mail: due o tre volte, non di più, ma è successo. Immagino che il problema s'ingrandirà con il crescere della casa editrice. Se però qualcuno ci fa presente questa mancanza, gliene siamo grati e andiamo a vedere se effettivamente lo sbaglio è nostro, oppure è da ricercarsi altrove, ma in ogni caso vediamo di risolvere il problema. "Lecito chiedere, educazione rispondere", mi ripeteva sempre mio padre, ed è una massima alla quale mi sono sempre attenuto. Non vedo perché qualcuno dovrebbe risentirsi se, almeno una o due volte, tu,@Lore , solleciti una sua risposta, a prescindere dal mezzo che usi: telefono (preferibile) o messaggio facebook. Credo che per essere degli stalker si debba ampiamente superare la soglia della mezza dozzina di chiamate e non mi pare che tu ci rientri. Personalmente, sia nella vita, sia nel lavoro, a me non piacere rimaner tra color che sono sospesi e mi impegno a chiarire in fretta le situazioni ambigue.
  7. Aporema Edizioni

    Cambio Community Manager 2019

    Intelligente, colto, acuto e soprattutto, a dispetto della giovane età, saggio e con i nervi saldi nei suoi interventi di moderazione. Un grazie dal profondo del cuore da parte di tutto lo staff della nostra casa editrice.
  8. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Ringraziamo@Yaxara per il suo post, anche se ci tocca precisare che la collana in questione si chiama Elafros e non Fastbook (che è invece il nome del circuito di distribuzione di cui ci serviamo) . Cogliamo l'occasione per ringraziare anche il solerte @ElleryQ per aver inserito il link all'inizio della discussione.
  9. Aporema Edizioni

    Aporema Edizioni

    Ringraziamo @finario per le sue belle parole. A nostra volta ci teniamo a dire che quando si lavora con autori come lui, che sono davvero disposti a mettersi in gioco, per quanto lunga e faticosa, l'opera di revisione alla fine dà sempre buoni risultati e risulta soddisfacente per entrambi, autore ed editore. Cambiando argomento, ma non di molto, dobbiamo rilevare che ogni volta che la discussione sulla nostra CE torna alla ribalta nel forum, il flusso di testi inviatici dagli autori aumenta in modo considerevole; perciò ne approfittiamo per informare ospiti e utenti che abbiamo da poco rinnovato la risposta alla domanda "Esaminate Manoscritti?": la trovate tra le FAQ del nostro sito www.aporema.com e questo è il link per trovarla. Vi consigliamo di leggerla con attenzione prima di interpellarci, perché, in una sola pagina, sintetizza bene qual è la nostra filosofia aziendale. Chiediamo infine la cortesia a qualcuno dei nostri instancabili staffer di inserire, se possibile, il suddetto link nel primo post della discussione.
  10. Aporema Edizioni

    [Copertinista, Impaginatore] Beatrice Spada

    Abbiamo conosciuto @Miss Ribston qui nel WD come autrice e, avendone apprezzato le qualità, abbiamo pubblicato un suo romanzo. Solo in seguito abbiamo appreso delle sue capacità professionali nell'ambito della realizzazione di copertine e dell'impaginazione. Per prima cosa, perciò, le abbiamo abbiamo lasciato carta bianca (anzi "avoriata" ) per il suo libro e il risultato è stato molto apprezzato dai lettori. Poi le abbiamo chiesto di collaborare con noi alla realizzazione di altre copertine, che potete vedere cliccando sul link che porta al suo sito. In questi giorni stiamo apprezzando le sue doti di impaginatrice, messe a dura prova da un non facile libro di "aforismi, freddure, fantasie, ricordi, riflessioni, massime, dialoghi, mini racconti, quasi poesie, ossessioni e deliri" (così perlomeno lo definisce il suo autore). Poi sarà la volta di un libro di poesie illustrate (ebbene sì, alla fine ci siamo arresi e ne pubblicheremo uno ). Ci siamo rivolti a lei perché, quando si tratta di uscire un po' fuori dagli schemi ordinari che siamo abituati a seguire, c'è bisogno di idee, giovani, fresche, innovative, ma soprattutto di tanta passione, capacità di ascoltare e anche di mettersi in discussione. @Miss Ribston , al secolo Beatrice, possiede tutte queste qualità e, cosa più importante, ha scelto di metterle a disposizione di una realtà ancora in crescita, come quella della nostra casa editrice. Non possiamo che ringraziarla e consigliarvi di interpellarla, se avete bisogno di aiuto per le vostre cover e volete impaginare al meglio i vostri lavori.
  11. Chissà perché, quando scriviamo post dove diciamo pane al pane e vino al vino, come al solito cominciano a fioccare freccette rosse che neanche Custer a Little Bighorn... Forse, nonostante in Italia questo sia in assoluto il forum più serio tra quelli che si occupano di scrittura, e nonostante gli argomenti di cui ci stiamo occupando oggi siano già stati affrontati (e ben chiariti) in altre discussioni, ci sono utenti che continuano a pensare che loro sono i "buoni", mentre gli editori sono sempre "brutti, sporchi, cattivi" e soprattutto sfruttatori del loro indiscutibile talento. Beh, lasciate che vi si dica una cosa, anzi due. La prima è che Aporema è una società cooperativa, formata da autori e che pertanto capisce benissimo il punto di vista, oltre che l'interesse, di chi scrive e ne tiene costantemente conto, partendo dalla selezione, per poi passare attraverso il confezionamento del volume, fino a giungere alla sua distribuzione. Noi non puntiamo agli utili, che tra l'altro in base alla legge non potremmo mai spartirci, ma solo a pubblicare buoni libri. Qualche volta centriamo l'obiettivo, altre volte no; ma di certo ci sforziamo di dare sempre il massimo. E non è un caso se, come nostro slogan, abbiamo scelto il motto "dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge". La seconda è che ci dispiace per gli anonimi "freccettari rossi", ma gli editori che davvero sono brutti, sporchi e cattivi non verranno mai su questo forum a farsi trafiggere dai vostri strali. Se ne staranno tranquilli dietro le loro scrivanie, in attesa che qualche ingenuo talentuoso pesciolino, ammaliato dai loro modi e dal loro sorriso accattivane, finisca nella loro rete. P.S. Appena terminato di scrivere il nostro post, domenica scorsa, abbiamo aperto la posta elettronica (ebbene sì, lavoriamo anche la domenica) e ci abbiamo trovato un bel manoscritto, con ben cinque ripetizioni in neanche dieci righe, tutte nella prima pagina. Se qualcuno di quelli che "l'importante-è-la-storia-tutto-il-resto-un-buon-editor-è-in-grado-di-sistemarlo" si offrisse volontario per correggerlo al posto nostro, saremmo ben lieti di affidargli il lavoro.
  12. Perché un manoscritto viene rifiutato? Basterebbe che pubblicassimo qui una piccola selezione di quelli che sono stati scartati dalla nostra redazione e tutti gli utenti del forum (sottolineiamo tutti, compresi quelli che sono arrivati qui da pochissimo tempo) ne capirebbero le ragioni. Purtroppo, ma diciamo "per fortuna", non è possibile farlo, per evidenti ragioni di riservatezza. Allora riassumiamo. Errori di ortografia? In pratica mai, visto che ci sono i correttori. Errori di sintassi? Parecchi. Uso del tutto casuale della punteggiatura? Sì, piuttosto spesso, con certi segni (tipo i due punti o il punto e virgola) del tutto ignorati o sparsi a caso. Consecutio temporum? La maggioranza degli autori non sa neppure cosa sia e, quel che è peggio, non lo sanno nemmeno taluni editor, ai quali si sono incautamente affidati. Ignorare come davvero si racconta una storia? Molti. Incapacità di attrarre e sedurre il lettore fin dalle prime righe? In pratica quasi tutti. Tremendi spiegoni fin dall'incipit? Siamo circa al 50%. Trame banali o inconsistenti? Molto meno di quanto si creda: la fantasia di solito non manca; è il modo di esprimerla che difetta. Ermetismo inconsapevole del tipo "so benissimo cosa volevo dire, possibile che voi non lo capiate?" ? Troppi. Ci fermiamo qui, anche se potremmo continuare ancora a lungo. In conclusione, prima di portare il discorso sulla dietrologia e su "cosa mai nasconderanno i rifiuti degli editori?", sarebbe importante badare ai punti che abbiamo citato. Poi ci sarà tutto il tempo di parlare, magari in un'altra sede e in un'altra discussione, dell'importanza dei social e dell'impegno che un autore esordiente deve profondere nel collaborare con la casa editrice alla propria promozione: temi importanti, che vengono sempre dopo l'aver scritto in partenza non un capolavoro, ma perlomeno un buon libro.
  13. Si tratta di una domanda tutt'altro che idiota, cara @ophelia03 , che perlomeno denota la tua buona educazione, merce ahimè sempre più rara, non solo nel mondo dell'editoria. Se qualcuno ti ha dedicato del tempo, poco o tanto che sia, merita comunque una risposta; basta anche un semplice "ho deciso di accettare un'altra proposta", senza aggiungere altro: difficilmente ti si chiederà di fornire spiegazioni dettagliate. Dal canto nostro, ci guardiamo bene dall'alimentare illusioni nell'animo di chi è alle sue prime esperienze in questo settore e, al contrario, facciamo il possibile per spiegare quanto sia irto e denso di ostacoli il cammino di un autore, prima e soprattutto dopo la pubblicazione. Non facciamo promesse che non saremo mai in grado di mantenere. Sappiamo benissimo fin dove possiamo arrivare e cosa invece, almeno per ora, ci è precluso: lo diciamo subito a chiare lettere a chi ci invia il suo manoscritto. Siamo consapevoli però che sul mercato sono presenti altre piccole CE, che, per scelta o per disattenzione, spesso non sono altrettanto trasparenti. Se qualcuno pertanto viene attratto dal "canto delle sirene", dopo che magari l'avevamo messo in guardia, non ce ne facciamo un cruccio e gli auguriamo pure noi, come racconta @lapidus , "buona fortuna", invece che "in bocca al lupo", perché magari qualche animalista potrebbe offendersi. Anche se siamo nati da poco, abbiamo già avuto modo di ricevere le "scuse", se così possiamo definirle, di qualche Ulisse che, nell'ascoltare il canto delle sirene, si era dimenticato di farsi legare all'albero della nave. A differenza di quanto afferma @Skywalker , tuttavia, per noi in quel caso "il ponte non è bruciato in modo definitivo", anzi... Siamo ben lieti di trovarci di fronte un autore che, dopo un'esperienza non troppo positiva, è pronto per una trattativa più matura.
  14. Aporema Edizioni

    Primo: farsi capire.

    ...è proprio il messaggio che volevamo lanciare, quando abbiamo aperto questa discussione. Grazie, @swetty, per averlo saputo esprimere in modo magistrale.
  15. Aporema Edizioni

    Primo: farsi capire.

    Quindi, facci capire@TuSìCheVale : se in redazione arriva un testo che possiede tutte queste qualità, ovvero "storia, contenuti e ben altri interessanti valori", ma è scritto con i piedi, noi cosa dovremmo fare? Pubblicarlo lo stesso? Magari dopo averlo sottoposto a un editing ultra pesante, che in pratica equivale a una completa riscrittura? "Io speriamo che me la cavo" non può essere citato come esempio, perché si tratta di un libro testimonianza, una sorta di documentario, quasi un saggio (anche se divertente), per il suo valore di testimonianza di un particolare contesto sociale. Anche noi abbiamo pubblicato qualcosa del genere, ma in quel caso chi l'ha scritto voleva solo raccontare la propria esperienza; non voleva inventare o creare nulla e, in ogni caso, pur senza averlo sottomano, in buona parte ha rispettato il decalogo posto all'inizio della discussione. Chi però vuole cimentarsi con una fiction vera e propria, non può farlo avvalendosi di una prosa sgarrupata . Esattamente.
×