Vai al contenuto

Kotobi

Scrittore
  • Numero contenuti

    469
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

154 Strepitoso

Su Kotobi

  • Rank
    Aspirante Mediocre - Cazzeggiatore incallito
  • Compleanno 09/03/2001

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Bari
  • Interessi
    Un po' di tutto. Lettura, scrittura, filmografia, calcio, musica, serie TV... insomma ce ne sono di cose da fare durante la giornata

Visite recenti

1.913 visite nel profilo
  1. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Brava @julia1983 non male come continuo, sempre alta la tensione. Ora vada per @Emy. Sento già puzza di aria natalizia con tutte queste nevicate
  2. Kotobi

    La sottile linea d'ombra fra Religione e Magia

    Digressione legittima, molto gradita. Di sicuro il 3 caso da me citato non rientra assolutamente in una narrazione con una religione cattolica. Sono d'accordo sul fatto che non risulterebbe credibile. Però se ci caliamo in una narrazione con all'interno un tipo di religione fittizia di genere non abramitico le cose cambiano eccome... Da un punto di vista narrativo, aumenta però la possibilità di imbattersi in "Plot Hole". Insomma narrare in un contesto del genere, proprio per il fatto di avere commistioni fra mito e realtà, ci mette difronte non pochi grattacapi. Dalla discussione emerge questa impossibilità nel narrare coerentemente la commistione fra i due elementi senza sbagliare qualcosa o forse sto solo impazzendo per cercare una risposta.
  3. Kotobi

    La sottile linea d'ombra fra Religione e Magia

    Sarà il pranzo pesante, ma non ho capito cosa intendevi qua. Beh come ragionamento ci sta, solo che non puoi buttare la fruibilità della trama solo per dire che tutti i punti di vista sono validi. E' giusto dare quel velo di misticità tra magia e religione, ma se proprio vuoi dare l'intenzione di dubbiosità, non farmi vedere cose troppo invasive. Insomma io posso anche creare un mondo dove magia e religione si contaminano in modo astruso, al limite del casuale ma vuol dire che l'uso che ne farò di tale magia sarà limitato. Riprendo le parole di Sanderson sul sistema Soft Magic, quello che interessa noi: La magia ha regole poco chiare o quantomeno vaghe, o non ne ha affatto. Un simile espediente accresce il "sense of wonder" nella percezione del lettore, ma azzera progressivamente la possibilità di risolvere i conflitti fra personaggi senza ricorrere al classico deus ex machina. Brandon contraddistingue questa condizione di partenza come "Soft Magic". In merito Lawrence Watt-Evans ha osservato: "Il trucco sta nell'inventarsi una divinità benevola e coerente, non un essere che sforna miracoli quando ce n'è bisogno". Sto Watt-Ewans la fa' troppo facile, però non ha tutti i torti. Insomma l'importante è riuscire a essere coerenti con quanto scritto. Come Sanderson stesso dice... «La capacità dell'autore di risolvere in modo soddisfacente i conflitti fra personaggi tramite la magia è direttamente proporzionale al modo in cui il lettore è messo in grado di comprendere il funzionamento della suddetta magia nel contesto della narrazione.» E qui cascano gli asini. Molti autori fantasy, anche famosi, potrebbero rabbrividire leggendo questa frase. Inizialmente pensavo fosse una di quelle cose iper scontate detta solo per il gusto di far sapere alla gente che lui masticava la materia e invece più tardi mi sono ricreduto. Anzi, credo sia la cosa più difficile dell'intera opera anche più della dualità Character-Driven o Plot-Driven. Parola a voi, di c...e ne ho scritte fin troppe
  4. Kotobi

    La sottile linea d'ombra fra Religione e Magia

    Rieccomi. In un certo senso mi avete schiarito le idee ma ho ancora qualcosa nel caricatore. Vi chiedo ora quale sia il miglior modo di interpretare la cosa, ovvero, da lettori apprezzereste il fatto di non sapere l'origine del potere di determinati personaggi ma essere sempre in bilico se sia un chierico o un mago? Io personalmente non sopporto questa scelta che molte volte viene battuta dagli autori low fantasy. Vero anche che rispecchia dubbi e segreti del nostro mondo e quindi aggiunge realismo al tutto, ma poi quando si va a narrare ecco che escono fuori Deus Ex Machina, Infodump e chi più ne ha più ne metta, insomma Realismo a caro prezzo. In sostanza esiste un giusto modo di usare questa differenza? Vado alle risposte... Quindi tu dici che la Magia è sempre collegata al divino e in qualche modo anche al concetto di Manicheismo... Ti do' ragione a metá... insomma soprattutto negli ultimi 3 libri accadono cose che definire "high fantasy" è limitativo, basti pensare a Lady Stoneheart e Beric, rinati grazie alla Magia; candele di ossidiana che mettono in contatto persone dall'altra parte del mondo; il modo di cambiare il volto di Jaqen; Corni da battaglia capaci di domare draghi e abbattere barriere di ghiaccio... insomma qualcosa c'è. Il problema è che, secondo me, al lettore arrivano troppe cose e in modo confuso. Perchè si, da lettori accettiamo la sospensione dell'incredulitá, ma l'autore ci lancia dentro sempre termini borderline come "si dice che"; "alcuni sanno"; "potrebbe essere" e noi rimaniamo li come pere cotte in cerca di una risposta sul perchè Thoros riesca a resuscitare i morti. Magia o Religione: Nessuna risposta. Stessa cosa per Melisandre, lei più di Thoros dovrebbe essere "potente" eppure si limita a bruciarle vive le persone, invece di rianimarle secondo l'astruso piano di R'llor. Senza dilungarmi troppo, con questi esempi ritorniamo alla domanda di prima. Messe li e dire "poi ci vedi tu quello che vuoi io ti dico che non so se è magia o religione" credo sia il peggior modo di operare. E' un lavarsi le mani e pensare che il lettore riesca da solo a intrecciare le situzioni, ecco perchè vorrei sapere la vostra riguardo la migliore "disposizione" magia-religione in una narrazione. (Tralasciando il realismo magico, che si prefissa di essere simbolico e criptico). Il concetto di base è semplice, eppure qualche volte ci si trova sempre a farsi due domande. Alla fine di tutto però, andando anche oltre questo argomento, credo vada contata anche la capacitá dell'autore di farsi capire.
  5. Mamma mia... che pesantezza. E' da circa 2 ore che cerco di trovare informazioni plausibili e "certificate" riguardo questo argomento, ma tutto quello che sono riuscito a scovare in rete riguarda sempre la sfera dei "forse" e dei presupposti dubbiosi degli eroi che hanno provato a dare una logica all'argomento sottotitolato. Incomincio col dire che non applicherò le varie teorie sul mio scritto fantasy in quanto è proprio un argomento che mi interessa e voglio sapere la vostra. Poi, ovvio, se mi può aiutare a comprendere i meccanismi con cui imprimere vitalità al mio mondo ben venga, ma andiamo al sodo. La domanda che vi faccio è: Religione e Magia sono due strade parallele come pensiamo? Se c'è, quale è la correlazione fra le due? Insomma, domande tipiche del lunedì mattina. Facciamo Tre Esempi di "Mondi al Plastico" possibili, presupponendo la Magia un qualcosa di tangibile e vero. 1 - Magia e Religione sono due strade differenti. In questo caso nel nostro "Plastico" sappiamo che la fede è assolutamente esterna alla presenza di magia, ma il dogma non nega l'esistenza di situazioni oltre il normale che non sono spiegabili nè con Magia nè con Scienza. 2 - Magia e Religione sono la stessa cosa In questo caso nel nostro "Plastico" sappiamo esattamente che la fede è direttamente collegata alla presenza di Magia, quindi il dogma non viene più recepito come un atto di fede ma come un "volere divino", spiegabile se non replicabile con la Magia. 3 - Magia e Religione sono mischiate fra loro In questo caso ci troviamo difronte a una versione del Mondo in cui l'uomo è indeciso, sa che esiste la Magia e sa che esiste la Religione ma non sa in che modo esse sono collegate. Magari sono collegate secondo meccanismi che non conosce o magari no, sono slegate ma hanno un quelle solite coincidenze che innescano il dubbio. Io continuo a non capire bene quale siano i limiti delle due "nazioni" (Ovviamente in ambito puramente letterario, artistico e fantastico). Questa era la parte teorica, ora passiamo a esempi più nel dettaglio: Tralasciando Tolkien che è riuscito a conciliare i due elementi distinguendo bene i limiti di una e dell'altra, passiamo ai più criptici... (Premetto di non aver ancora letto Dune, purtroppo) Un esempio sono le figure Messianiche: sono quelle che in un modo o nell'altro fanno da esca agli iniziati. Molto spesso sono proprio loro la conciliazione fra religione e magia, anche se non sono visti di buon occhio dai detrattori delle profezie (di cui faccio parte). Si va allora dalle figure di Maometto e Gesù alle fiction come il Kwisatz Haderach e Azor Ai. Ma la domanda sorge spontanea: In un mondo in cui esiste la magia, i loro Miracoli sono Magia o no? Bhé questo è un quesito poco esplorato, almeno in base alla mia esperienza personale (Insomma sono qui per questo). Azor Ai ha quell'alone misterioso fra il Magico e il leggendario per cui di religioso ha ben poco, eppure i poveri personaggi di Martin si ritrovano sempre a parlare del "Principe Promesso" come fosse una figura cardine nel culto di R'llor. Il Kwisatz è giù un po' diverso poichè, anche lui di base ha ben poco di divino (è un mezzo editing genetico) eppure ha quel non so che di religioso... Ok forse questa può essere solo una fonte di ispirazione voluta dall'autore e niente di più. Potrei andare avanti ma qua si è fatto tardi e non voglio consumare tutte le cartucce ora, anche perchè sono discorsi da fare in modo lucido. Spero di ricevere un qualche tipo di risposta a questa mia crisi pre-2020. Purtroppo sono un tipo che non sopporta le cose lasciate al caso, vero Zio Martin? P.S: Se ho sbagliato a scrivere robe, scusatemi sono le 23:50.
  6. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    @Joyopi Letto! Davvero figo, mi piace l'atmosfera che stiamo dando all'ambientazione. Btw se riesco nelle prossime mi rivedo il testo cercando di trovare qualche piccolo accorgimento, anche perchè per le cose più importanti abbiamo i nostri Editor di fiducia @Lizz e @H3c70r. P.S: La settimana di @julia1983 finisce il 25. Daje.
  7. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Bhe sì è quello il succo. Di essere una raccolta non è una raccolta, però ognuno può liberamente rendere autoconlcusivo l'arco del proprio personaggio, tramite delle sottotrame.
  8. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Comunque grazie per i commenti, non sapevo si potesse commentare. La scorsa volta, sul cellulare, mi sono uscite solo le correzioni.
  9. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    1) Non per forza. L'importante, come abbiamo deciso in precedenza, è che sia italiana. 2) L'idea è di avere un unico grande racconto per ogni atto con dentro diverse "sottotrame autoconclusive". Infatti l'importante è che si segua una linea guida, inserendo nuovi personaggi e sviluppando ciò che succede nello spezzone precedente. Cioè per esempio Joyo potrà scegliere se aggiungere un suo personaggio o sviluppare quello mio, mantenendo sempre però un filo conduttore (di qualsiasi tipo) con ciò che successo in precedenza. Esempio: Mariano Kessler potrebbe anche non comparire più, per quel che so, ma il fatto di aver preso quella valigetta (o anche non averla presa, sta a voi) deve aver messo in gioco un meccanismo narrativo. Tu volendo puoi anche scrivere qualcosa di autoconclusivo, ma dovrà essere in qualche modo collegata al pezzo del tuo predecessore oltre a lasciare un piccolo spazietto per far continuare la narrazione alla persona che ti segue. E un po' diverso da una raccolta antologica, quello sì.
  10. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Giuro che rileggendo il testo mi sono reso conto di alcune sbavature su virgole e congiunzioni varie, quindi sì sono d'accordo. Purtroppo l'ultima revisione non sono riuscita a farla in tempo. Per quanto riguarda invece alcuni periodi si, ho espresso male il concetto madre... magari alla fine di questo primo atto ci si può mettere insieme a discutere su quale linea stilistica prendere e revisionare il testo completo.
  11. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Ottimo. Se avete particolari commenti sul pezzo, non esistate a chiedere.
  12. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    si per parlare dei brani pubblicati, qui sopra. Metti che io scrivo solo fantasy, quindi vedi un po' tu.
  13. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    @Lizz @Joyopi @Ippolita2018 @H3c70r @julia1983 @Emy Ho inserito il pezzo. Purtroppo sono riuscito a fare solo due giri di revisione, io di solito ne faccio di più. Diciamo che dovrebbe essere perlomeno dignitoso-leggibile. Ho puntato molto sulla presentazione dell'ambiente.
  14. Kotobi

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    Ho puntato molto su un abbozzo di ambientazione e lo spunto che fa partire la vicenda, anche se molto banale
×