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delon

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  1. delon

    Esporre la propria opera nelle librerie

    @Elle87 Ho piazzato in parecchie librerie i miei romanzi ed è stato un disastro. Tanti librai quasi lo nascondono, alcuni si impegnano nell'esposizione, ma non si vende quasi nulla. Per paradosso si vende di più nelle cartolerie, dove non c'è concorrenza. Solo in una libreria ne ho venduti addirittura un centinaio, perché la proprietaria avendoli letti li sponsorizzava amabilmente. Devi tenere presente che ogni libraio ha uno zoccolo duro di lettori amici, e si fidano ciecamente di una sua eventuale recensione. Quindi il consiglio che ti posso dare se intendi regalare, è quello di donarlo solo al libraio, ma con la promessa che lo legga. Lui poi ovviamente lo rivenderà, e se avrà apprezzato la lettura si impegnerà, consigliando il tuo libro e guadagnando il 30% sul tuo conto deposito. Ultima cosa: librai disponibili ce ne sono pochi.
  2. Ti puoi definire scrittore se batti a macchina il testo, quindi senza correttore automatico, (ovviamente è una provocazione, per far capire cosa intendo), e inoltre, qui è essenziale: se hai un certo successo. Io con questi requisiti, non sono uno scrittore. Per quanto riguarda "il successo" lo ritengo determinante per tale definizione in argomento. Mi è capitato spesso sentir parlare di scrittori, ben istruiti, che sfornavano libri veramente interessanti sulla storia del paese o dei suoi monumenti. Ebbene la definizione di qualcuno era di "scrittore sfigato". Detto in parole povere, senza una certa notorietà, si accende un pochino di invidia comune con la quale vieni attaccato sui tuoi punti deboli: la mancanza del successo, della riconoscenza delle grandi case editrici, ecc.
  3. delon

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Il tema è: acquisto dei libri di piccoli editori. Ma leggendo le ultime conversazioni mi sembra che si stia andando un pochino fuori tema, ma non importa, la discussione è comunque interessante. A tal proposito dico la mia. Quindi per arrivare, bisogna seguire una scaletta forzata. 1) Saper scrivere: ma non è sufficiente. 2) Saper scrivere in modo geniale. Per esempio commuovendo, emozionare, stupendo i lettore: ma non è sufficiente. 3) Arrivare a scaffale: ma non è sufficiente, si venderebbe solo qualche libro in più. Un chiaro esempio sono le fiere, chiedete al vostro editore, se manca l'autore il resoconto dei vostri libri. 4) Una buona e capillare pubblicità di un grosso editore: anche se il libro fa schifo, sicuramente arriverebbero chiarori di luna, figuriamoci se fosse una buona lettura. 5) Ora spazio con la fantasia. Un regista decide di farne un film: ed ecco che arriva il successo clamoroso, soprattutto se la pellicola piace. 6) E' vitale una cosa. in tutto questo frangente serve assolutamente lo sbattimento incessante e asfissiante dell'autore. Leggo su Facebook di un paio di amici autori che spaziano in ogni regione e fanno continue presentazioni o firma copie. Certo hanno tempo evidentemente, ma ci credono molto e si adoperano. Non solo, sono anche capaci di presentarsi nelle grosse librerie e presidiarle. Non è poco. 7) Ultimo punto è la fortuna. Senza la dea non si va da nessuna parte.
  4. delon

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Recentemente sono stato alla Micro Editoria di Chiari e passeggiando ho sentito un tizio che vociava con un altro: probabilmente un editore. Si lamentava del fatto che a gironzolare c'erano solo autori. Lo diceva come per dire "questi non spendono". E secondo me ha ragione. Non lo faccio per vantarmi, però quando mi capita di visitare una fiera, me ne vengo a casa con un paio di libri di qualche piccola C.E. Certo il mio editore ha diritto di prelazione almeno per uno dei due. Dal mio punto di vista così dovrebbero fare tutti. Un altro esempio per darci una mano tutti quanti, può essere il periodo di Natale. Regalare un libro non è di certo oneroso.
  5. delon

    Sceneggiatore cerca disegnatore

    @Friedrick Furthermost Pensa che proprio in questi giorni mi ero messo in testa di fare un fumetto con il personaggio del mio romanzo, e simulando almeno 98 pagine come i Bonelli, mi sono reso conto del bagno di sangue. Non essendo fumettista, avrei dovuto appoggiarmi a qualcun altro, e ogni tavola, anche fatta dal più economico dei disegnatori sarebbe stata troppo onerosa a fine lavoro. Peccato. Quando inventeranno un programma ci ripenserò. Sarebbe un'accoppiata fenomenale insieme al romanzo.
  6. delon

    Ho una storia ma non so scrivere!

    @Jessica84 Se veramente vuoi una cosa te la devi prendere. Non sai scrivere? Impara. Magari scoprirai di essere pure brava. In alternativa pensa a un manoscritto a quattro mani.
  7. delon

    Sito "Serie da leggere"

    Forse vado contro corrente, ma una storia o un racconto in pubblico, significa anche regalare idee, spunti, illuminazioni. Mi farebbe ingelosire sentirmi usurpato di un qualcosa di mio, se poi andasse in pubblicazione da qualche paragnosta scopiazzatore prenderei fuoco.
  8. delon

    Ad una o a tutte?

    Suggerirei oltre alla linea editoriale anche alcune cosine non da poco. Per esempio, che il romanzo non abbia un prezzo al pubblico troppo oneroso, e che l'editore sia della tua zona. Questo lo dico per esperienza. Se è a 400 km da te, non verrà mai a una tua presentazione.
  9. delon

    Distribuzione Messaggerie

    Aggiungo: se il tuo editore è distribuito da Libri Co: (cito solo per esempio) e qualche spasimante ordina il tuo libro tramite Messaggerie, per esempio in una Feltrinelli fisica, spunta di nuovo fuori la dicitura "titolo non disponibile", che tradotto in parole povere, significa che tra i distributori non scorre buon sangue.
  10. delon

    Aporema Edizioni

    Ecco fatto! Nei tempi concordati è uscito oggi, il mio romanzo con questo editore. Sarebbe il secondo a dir la verità con Aporema. Devo dire che le mie aspettative sono state pienamente esaudite, ed è molto, perché io sono parecchio esigente e piuttosto pignolo. Lo consiglio vivamente.
  11. delon

    Distribuzione Messaggerie

    Il bello è che i libri a scaffale di uno sconosciuto, eccezioni a parte, si vendono solo se il libraio li spinge. In caso contrario non li compra nessuno. In ogni caso Messaggerie è solo un distributore, non c'entra nulla con lo scaffale, il quale è determinato da: 1) Scelta del libraio. 2) Disposizioni degli editori maggiori ai commessi (es. Feltrinelli, Mondadori ecc.) 3) Pubblicità. 4) Qualche felice accordo dei piccoli editori con il libraio indipendente.
  12. delon

    Case editrici parallele alle principali

    Sono numeri che non mi convincono. Se trasformiamo in giorni lavorativi (50 romanzi al mese) stiamo parlando di due libri finiti/ quasi tre al giorno. Sicuramente servono parecchie persone per la realizzazione, impaginazione, correzione bozze ecc, le quali vanno stipendiate e suppongo si parli sempre di gente assunta in regola. Inoltre parlando di margini, (5 Euro a libro), ipotizzando la copertina di 15 euro, è il 30% di margine, sempre poco. Nel commercio rende il raddoppio, quindi a parere mio non sono tanti soldoni. Ci credo di più se la CE è a pagamento, e quindi percepisce anche bei soldini a contratto, allora si che abbinate le due soluzioni si avrebbe dei guadagni nobili.
  13. delon

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Mah! Non sono d'accordo: è come dire che il piccolo commerciante se cura bene i suoi prodotti può crescere o addirittura far concorrenza ai centri commerciali. Considero piuttosto obsoleto tale articolo dove da padrone la fa la vendita online, dettata ovviamente dalla pubblicità, che i colossi possono fare e che partono con una rete a scaffale fisica già affermata. E' giusto che il piccolo editore provi a differenziarsi, ma solo per sopravvivere. e penso che nessuno, conti alla mano diventi ignorante. Abbiamo parlato spesso su questo portale dei margini, e se il 45% se lo prendono i signori Amazon & co. - 10% l'autore, - 15% costi di stampa - 10% altro, chi s'intende un pochino di imprenditoria sa benissimo che con il poco margine rimasto la crescita è impossibile.
  14. @Toddarts Quando ci si trova senza idee è meglio fermarsi qualche giorno. A volte il riposo è necessario. Per quanto riguarda l'illuminazione ho notato che guardare film a tema, o anche ascoltare musica che si avvicina al genere è utile.
  15. delon

    Descrizione dei generi

    @Luciano91 Beh, horror lo dice la parola = orrore, il cui sinonimo è ribrezzo, una forte paura, terrore ecc. Il sangue che cola fa parte dell'horror come anche la semplice bimba con il viso coperto dai lunghi capelli, o la bambola spiritata. Ma è sufficiente anche la casa abbandonata dove si sa che è stato commesso in passato un truce delitto. Queste terminologie le abbinerei di più verso il genere "suspense". Qui sono molto d'accordo. Io amo le trame horror da me definite in bianco e nero: ovvero con i criteri dei vecchi film degli anni 50/60.
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