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delon

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    Delon

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  1. Io ho pubblicato 7 romanzi con vari editori, e ho meno esperienza di chi ne ha pubblicati 8. L'idea che ho però è ben chiara ormai. La differenza tra le piccole CE e le grosse la fa solo la pubblicità. Mi ricordo ancora bene il romanzo "La ragazza del treno", quindi storia recente. Nessuno sapeva chi fosse la scrittrice, ma vedevi il suo libro ovunque: pubblicizzato nel posteriore sculettante dell'autobus, sui vari giornali, appeso persino sui cartelli pubblicitari al posto di qualche film, insomma in ogni anfratto. Senza quella pubblicità iniziata all'estero, le pile di libri in libreria sarebbero state ignorate. Io stesso ho piazzato vari romanzi in una ventina di librerie, ma il fallimento senza la spinta del libraio è sicuro. Ho persino distribuito 100 romanzi nelle edicole di Milano e perdevo 1 Euro ogni libro venduto oltre ai 100 del contratto. Il risultato è stato che il 60% degli edicolanti l'hanno reso subito senza metterlo in vendita e dopo 90 giorni mi sono trovato 11 romanzi venduti e buttati via un po' di soldi, ma era una prova che dovevo fare. Ne ho fatte decine altre di iniziative, gazebo e sagre, firma copie, presentazioni e altro ancora. In una sagra puoi vendere 1 libro in una intera giornata, oppure anche 11/15 dipende solo dalla Dea bendata. Il fatto sta che non ti conosce nessuno, e quindi ogni volta devi presentarti e quelli, (chi deve comprare ) ti guardano sempre con sospetto e tu devi essere bravo a conquistarli. Capite? Conquistare. Leggendo sopra qualcuno accusa le piccole CE di pubblicare troppi autori, mentre invece dovrebbero adoperarsi su pochi e impegnarsi di più con loro per arrivare al risultato di vera soddisfazione. Beh, anche piazzando 20.000 romanzi nelle librerie d'Italia il risultato sarà sempre un bel fallimento, anche finanziario. Non la faccio lunga: se manca la pubblicità manca la vendita e persino Mondadori non pubblicizza tutti i suoi autori. E gli esordienti non pubblicizzati spariscono immancabilmente.
  2. delon

    In due è peggio?

    Io sono al settimo romanzo a quattro mani e lo trovo molto conveniente. 1) Vendi il doppio (doppi amici, conoscenti ecc) e ovviamente devi dividere i guadagni. Ma rimane il fatto che vendi di più. 2) lavori di meno 3) Quando facciamo fiere, mercatini e qualsiasi evento ci facciamo compagnia e lo spirito cambia. Tutto è più semplice. A volte se sei solo ti scappa la voglia di fare, magari per timidezza oppure per mancanza di sicurezza, ma in due diventa invece un divertimento.
  3. delon

    Psocoidea

    Ho fatto fare l'editing a loro. Sono bravi, gentili, e disponibili. Mi hanno costruito anche delle pagine tecniche su mia richiesta. Insomma il termine giusto è: competenti.
  4. A parte le varie proposte che non mi convincono troppo, ti suggerisco di valutare bene quanto andrebbe a costare il romanzo. Un prezzo di copertina oneroso, tipo 20 Euro, tanto per sparare una cifra, inciderebbe molto sulle tue vendite.
  5. delon

    Aspettative di vendita

    @Francesco Wil Grandis Scusami, ma di quali informazioni si parla? Ci sono almeno 4000 CE piccole e invisibili, che producono almeno 30 titoli all'anno a testa, e queste riviste/blog di settore non considerano, e non intendono nemmeno menzionare. Inoltre queste CE non possono neanche arrivare in ordinazione tramite Mondadori o Feltrinelli da un cliente, perché antagoniste.Quest'ultima cosa la racconta lunga su come potrebbero dare "i numeri". Il sottobosco che sia 50 o che sia 500 non lo prendono in considerazione, manco se fosse 1000, perché non è di scuderia. Inoltre il sottobosco è talmente infinito e fatto di piccoli numerini (sarò testardo) che mi rifiuto di credere alla media dei 1000. Nemmeno i Garibaldini erano in 1000, e non ho mai creduto nemmeno all'anno 1000 o non più 1000, figuriamoci alla numerologia di comodo. Concludo in definitiva che bisogna fare distinzione, quando si parla di numeri tra le mini invisibili, e le grosse CE. Sono pianeti differenti; non si possono unire in fattore di numeri.
  6. delon

    Aspettative di vendita

    @Francesco Wil Grandis La vendita media su che valutazione? Se parliamo di una CE pinco pallino non credo proprio. Se parliamo di Rizzoli per esempio ci sta. Se parliamo di un grande editore ogni considerazione vale, ma con una piccola CE che fa 2 fiere all'anno, alcune nemmeno, le vendite sono quelle di amici, parenti, qualche presentazione o firma copie. L'asticella va molto più giù, ma molto più giù. L'unica vera considerazione da fare per capire i numeri, è che tutti quanti si fermano al secondo romanzo. pochi arrivano al terzo. Il motivo è chiaro.
  7. delon

    Aspettative di vendita

    @Ragman E' bello leggerti pieno di entusiasmo. Mi ricordi "me stesso" all'inizio. Io sono al 6° romanzo, e sto ancora pensando come arrivare alle 3000 copie. Se tu ci riesci alla prima, mi chinerò al tuo cospetto.
  8. delon

    Fanucci Editore

    @Amanda Sarebbe interessante sapere in base al rendiconto quanti romanzi hanno venduto. Tanto per capire, noi sconosciuti a quanto possiamo ambire.
  9. delon

    Consiglio

    @MELI-C Bisognerebbe prima capire bene quali siano le tue aspettative e ambizioni. Non entrando in merito, e non sapendo il tuo genere ti suggerisco Aporema: rispetta le tempistiche, fa buon editing, è serio e i libri sono di buona fattura. (Con loro ho fatto 3 romanzi, quindi ti assicuro che ciò che ho scritto è Vangelo).
  10. delon

    Presentazioni &co. Come farsi conoscere?

    @Orosirena E' dura. Un unico consiglio che ti posso dare, oltre al fatto di promuoverti ai comuni anche non adiacenti, è quello di comprarti un bel gazebo e partecipare a sagre/fiere ed eventi. Venderai qualche libro, e se farai parecchie di queste iniziative, qualche soddisfazione l'avrai.
  11. la causa dei ritardi ha tanti perché: direi infiniti. Ne cito uno che non viene menzionato. Il libraio indipendente quando si adopera con l'ordine, ha l'obbligo di un acquisto minimo; nel caso dovesse ordinare un solo romanzo, gli farebbero pagare le spese di consegna. Quindi aspetta il momento giusto per raggruppare vari ordini. Alcune volte attende che arrivino in giacenza sulla piattaforma Fastbook quelli momentaneamente esauriti. Quindi il tempo si allunga ulteriormente.
  12. delon

    Esporre la propria opera nelle librerie

    @Elle87 Ho piazzato in parecchie librerie i miei romanzi ed è stato un disastro. Tanti librai quasi lo nascondono, alcuni si impegnano nell'esposizione, ma non si vende quasi nulla. Per paradosso si vende di più nelle cartolerie, dove non c'è concorrenza. Solo in una libreria ne ho venduti addirittura un centinaio, perché la proprietaria avendoli letti li sponsorizzava amabilmente. Devi tenere presente che ogni libraio ha uno zoccolo duro di lettori amici, e si fidano ciecamente di una sua eventuale recensione. Quindi il consiglio che ti posso dare se intendi regalare, è quello di donarlo solo al libraio, ma con la promessa che lo legga. Lui poi ovviamente lo rivenderà, e se avrà apprezzato la lettura si impegnerà, consigliando il tuo libro e guadagnando il 30% sul tuo conto deposito. Ultima cosa: librai disponibili ce ne sono pochi.
  13. Ti puoi definire scrittore se batti a macchina il testo, quindi senza correttore automatico, (ovviamente è una provocazione, per far capire cosa intendo), e inoltre, qui è essenziale: se hai un certo successo. Io con questi requisiti, non sono uno scrittore. Per quanto riguarda "il successo" lo ritengo determinante per tale definizione in argomento. Mi è capitato spesso sentir parlare di scrittori, ben istruiti, che sfornavano libri veramente interessanti sulla storia del paese o dei suoi monumenti. Ebbene la definizione di qualcuno era di "scrittore sfigato". Detto in parole povere, senza una certa notorietà, si accende un pochino di invidia comune con la quale vieni attaccato sui tuoi punti deboli: la mancanza del successo, della riconoscenza delle grandi case editrici, ecc.
  14. delon

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Il tema è: acquisto dei libri di piccoli editori. Ma leggendo le ultime conversazioni mi sembra che si stia andando un pochino fuori tema, ma non importa, la discussione è comunque interessante. A tal proposito dico la mia. Quindi per arrivare, bisogna seguire una scaletta forzata. 1) Saper scrivere: ma non è sufficiente. 2) Saper scrivere in modo geniale. Per esempio commuovendo, emozionare, stupendo i lettore: ma non è sufficiente. 3) Arrivare a scaffale: ma non è sufficiente, si venderebbe solo qualche libro in più. Un chiaro esempio sono le fiere, chiedete al vostro editore, se manca l'autore il resoconto dei vostri libri. 4) Una buona e capillare pubblicità di un grosso editore: anche se il libro fa schifo, sicuramente arriverebbero chiarori di luna, figuriamoci se fosse una buona lettura. 5) Ora spazio con la fantasia. Un regista decide di farne un film: ed ecco che arriva il successo clamoroso, soprattutto se la pellicola piace. 6) E' vitale una cosa. in tutto questo frangente serve assolutamente lo sbattimento incessante e asfissiante dell'autore. Leggo su Facebook di un paio di amici autori che spaziano in ogni regione e fanno continue presentazioni o firma copie. Certo hanno tempo evidentemente, ma ci credono molto e si adoperano. Non solo, sono anche capaci di presentarsi nelle grosse librerie e presidiarle. Non è poco. 7) Ultimo punto è la fortuna. Senza la dea non si va da nessuna parte.
  15. delon

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Recentemente sono stato alla Micro Editoria di Chiari e passeggiando ho sentito un tizio che vociava con un altro: probabilmente un editore. Si lamentava del fatto che a gironzolare c'erano solo autori. Lo diceva come per dire "questi non spendono". E secondo me ha ragione. Non lo faccio per vantarmi, però quando mi capita di visitare una fiera, me ne vengo a casa con un paio di libri di qualche piccola C.E. Certo il mio editore ha diritto di prelazione almeno per uno dei due. Dal mio punto di vista così dovrebbero fare tutti. Un altro esempio per darci una mano tutti quanti, può essere il periodo di Natale. Regalare un libro non è di certo oneroso.
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