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delon

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    Delon

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  1. In base a una discussione avuta con una persona che scrive (non qui) mi è sorto un dubbio di difficile identificazione per me, e vorrei leggere i pareri di altri. La domanda è questa: quando ci si può definire scrittori? 1) Alla prima pubblicazione. E se hai venduto il romanzo solo a tua mamma, sei uno scrittore lo stesso? 2) Perché più persone dicono che scrivo magnificamente. E se queste poche persone sono di parte? 3) Perché ho pubblicato con un piccolo editore un libro. E perché dopo cinque anni non ne hai fatto un altro? Perché tanti si fermano al primo o al massimo al secondo? 4)Sono uno scrittore perché scrivo e pubblico, non mi interessa quanto vendo! E se vendi poco o niente chi sa che sei scrittore? Insomma: quando si diventa ufficialmente scrittori?
  2. delon

    Ma serve davvero leggere per scrivere un libro?

    @Niko Pienamente d'accordo. Sono tantissime le pubblicazioni di gente che comprano le H al mercato, e quindi che sicuramente non leggono. Oggi come oggi puoi fare ciò che vuoi, si possono avere tutti i servizi di correzione, sintassi, editing, ghostwriter, e correzioni automatiche. Se nel sangue hai talento è un traguardo fattibile. Però come in tutte le cose, quando svolgi un lavoro, devi avere dei parametri di misura, e l'unico modo che hai per poterli avere è quello di un confronto. Con questo presupposto è impensabile non leggere qualcosa, non necessariamente mattoni di romanzi. "Il miglior modo per diventare noiosi, è dire tutto" Voltaire Dimenticavo: gli aforismi possono insegnare molto, ma anche questi vanno letti.
  3. delon

    Ma serve davvero leggere per scrivere un libro?

    Interessante questa discussione. Mi ha fatto venire in mente un quesito che ho sempre avuto in testa. "Ho sentito parlare parecchie volte Mauro Corona in tv, e mi sono sempre domandato come abbia potuto scrivere." La risposta è proprio in questo interrogativo, probabilmente serve: talento, fantasia, e un aiuto che compensa le lacune della sintassi. A questo punto direi, che non è necessario leggere. Se leggi però, qualcosa sicuramente può illuminare, per esempio anche un romanzo noioso può insegnare. Che cosa? Beh capire cosa annoia è già tantissimo.
  4. A mio parere dipende da tanti fattori. Penso che il miglior periodo per un esordiente sia settembre/ottobre, perché proponendosi di continuo nei mesi successivi, matura bene il mese di dicembre che si sa è ben predisposto agli acquisti. Se invece è il secondo romanzo, ogni mese va bene, perché se è piaciuto il primo, chi lo ha acquistato da fiducia di nuovo all'autore. In ogni caso la vendita di un romanzo ha un percorso anche di 18 mesi, quindi tutto è soggettivo.
  5. delon

    Invio alle CE di una saga

    @Silverwillow Io ho pubblicato una saga di tre romanzi. Ognuno indipendente dall'altro, ovvero chi legge il secondo non ha bisogno del primo e neanche del terzo. E' un metodo che ho voluto proprio per non aver vincoli con le CE. Inoltre diventano vendibili singolarmente e indipendenti. E' questo il consiglio che ti posso dare. Fai in modo che il primo romanzo abbia un inizio e una fine e che il secondo si colleghi al primo "garbatamente" e così via.
  6. @camparino Insomma, vedi già all'epoca cominciarono gli equivoci. Questi ghostwriter!
  7. @camparino Beh il mio "una volta" si riferisce a 25 anni fa, e considerando che non ho mai amato scolpire su pietra, proprio per la difficoltà e la polvere, ancor di più ho stima di questo "affaccendato", ma non era Mosè lo scrittore?
  8. Una volta, e non molto tempo fa, il dattiloscritto si batteva a macchina. Mi riferisco a quell'aggeggio meccanico, buffo e obsoleto, che non ti permetteva di sbagliare. La giusta definizione di coloro che scrivevano era scrittore o autore. Oggi con il correttore automatico, e la possibilità di modificare ogni qual volta il testo senza troppi intoppi, il sistema ha creato una marea sconsiderata di "affaccendati": io per primo. "Questa facilitazione regala ego". Chi è intelligente, e si ricorda della macchina da scrivere, tiene i piedi ben saldi a terra rimanendo umile, chi invece non l'ha mai toccata dovrebbe prima battere qualche pagina, e poi identificarsi. Detto in parole povere: chi è precipitoso si crede scrittore. Chi usa il cervello, pensa a come diventarlo malgrado abbia già pubblicato. Spero di non aver offeso nessuno, cosciente del fatto che pronunciarsi con il proprio pensiero può scatenare ira.
  9. delon

    Copertina personalizzata

    @Alexmusic Grazie, snervante direi. Pensi che in alternativa si possa con un offuscamento, un disegno, o qualche gioco di prestigio grafico?
  10. delon

    Copertina personalizzata

    @ElleryQ Grazie immensamente
  11. delon

    Copertina personalizzata

    Spero di trovare risposte. Devo fare una copertina che riproduce l'immagine di un castello. Questa rocca è oggi privata, quindi appartiene a una famiglia, ma nel suo passato ha avuto parecchi proprietari, un paio conosciuti. La domanda è questa: sulla copertina di un romanzo si possono mettere immagini di castelli, chiese ecc. esiste una legge specifica? Bisogna chiedere un permesso? Se questa struttura antica è privata, si può lo stesso?
  12. delon

    Evitare le piccole Case Editrici

    @Alexmusic Avendo conosciuto questo editore confermo per assoluto. Inoltre aggiungo di non prendere la vita troppo sul serio, suvvia: editori, grandi, medi, piccoli. Tentiamoci, ma ricordiamo il titolo di una canzone "uno su mille ce la fa" il resto che si diverta lo stesso con le CE che trova, è pur sempre una bella esperienza e fa comunque curriculum, e poi si conosce gente, si impara a ingegnarsi per la propria realizzazione, a proporsi e sopratutto a capire. Solo chi capisce va avanti.
  13. delon

    Evitare le piccole Case Editrici

    Tutto dipende dalle ambizioni di una persona, le quali arrivano appena sotto le stelle per tutti quanti. Però l'oste è maledetto si sa, e bisogna fare sempre i conti con lui.
  14. delon

    Qual è la situazione dell'editoria nel mondo?

    Mi piacerebbe visionare questa stessa classifica del 2007, ovvero 10 anni fa, prima della crisi, per farne un confronto. Il mio macellaio dice che in questo tempo ha perso il 50% delle vendite, l'ortolano ha chiuso. Persino i tabacchi sono in forte calo. Tutti sono in forte regresso, veramente tanti in passivo, e molti non esistono più. E' un problema generale. E' il mondo che cambia. Io non riesco a immaginare il futuro dell'editoria, ma quando vedo libri a 22,00 Euro e anche più, posso immagine perché uno non li acquista. Non oso pensare in Lire quanti sarebbero. Negli anni 90, prima del cambio valuta, sarebbe stata una follia pensare di vendere un libro a 44,000 Lire, ma anche a 22,000 Lire. Al contrario l'elettronica si è dimezzata di costo, i televisori e i tablet te li regalano ora, ed ecco la lettura digitale.
  15. delon

    Il mio primo contratto a prima botta(in testa)

    @Sisma1624 Trovare una C.E. che abbia la capacità di pubblicizzarti degnamente, e che riesca a venderti qualche romanzo è già un buon inizio, ma non sarà facile. La tecnica più comune è quella di pubblicarti e vendere ai tuoi amici, parenti e conoscenti, ma tutto fa esperienza, se accade questo fanne comunque tesoro. L'unico consiglio che mi viene nell'immediato è quello di fare attenzione al prezzo di copertina e cosa migliore: intervista gli autori della C.E. interessata.
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