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Christopher

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  1. Rita Vivian

    finora il tuo mi sa che è il periodo più lungo dalle esperienze che abbiamo, buono a sapersi. Comunque una cosa è certa non ha un criterio preciso, molto probabilmente magari dipende dal suo carico di lavoro. @NiP ma ti ha chiamato come ad altri per dirti che lo stava leggendo o ti ha mandato un messaggio dopo che aveva finito? ti va di dirci come è andata? grazie
  2. Silvia Meucci

    @Marco ML no certo il mio era un discorso generico, se lei non ti dice i motivi del rifiuto (ma a volte secondo qualche testimonianza pare che lo faccia) sta a te interrogarti e crescere in modo autonomo... comunque come dicevo a volte si tratta solo di questione di gusto, insomma ogni caso varia, però è necessaria un'autoanalisi in ogni caso dopo un primo rifiuto, rivolgersi ad altri professionisti per capire se e dove sbagli per poter migliorare, così poi da poter scrivere un romanzo più maturo (sempre, ripeto, se non è una semplice questione di gusti) PS: discussione molto interessante ma forse stiamo andando OT
  3. Silvia Meucci

    Questa cosa che hai detto mi sembra completamente senza senso (non è un tono accusatorio il mio, rispetto sempre l'opinione altrui, credo solo che tu non abbia ponderato bene le parole o non abbia riflettuto sulla loro gravità, quindi ora parlerò in termini generali e non rivolto a te). La maggior parte di quelli che oggi sono ritenuti grandi scrittori ha ricevuto rifiuti per i suoi primi lavori (vedi Proust, Jack London, eccetera eccetera) e poi hanno fatto tesoro dei loro errori e hanno scritto i loro capolavori. Le persone migliorano con il tempo. Non si nasce perfetti. Soprattutto se stiamo parlando di ragazzi giovani che inviano il loro primo lavoro senza essersi confrontati con editor perché magari sono inesperti o non hanno i soldi per farlo. E allora? Quindi dobbiamo ritenerli delle nullità solo per un peccato giovanile o mancanza di mezzi? Al contrario se di quell'inesperienza e di quel primo rifiuto hanno fatto tesoro, a maggior ragione bisogna valutare un loro secondo lavoro per vedere se hanno capito (oltre al fatto che magari il primo rifiuto può essere dettato da gusti personali, e quindi magari non dovevano imparare niente, ma questo è un altro discorso). Poi chiaramente se viene rifiutato anche il secondo lavoro allora vorrà dire o che non hanno capito o che magari quella persona, in questo caso la Meucci, non è quella che fa per loro perché ha altri gusti. Ma credo che la Meucci queste cose le sappia perché è una persona intelligente se è arrivata a essere quella che è, tant'è che il secondo invio è possibile anche se non tramite il forum.
  4. Il mio "bimbo" è pronto...

    Ma no tranquilla è normale. Il fatto è che dopo il primo si diventa più esperti (si spera) e quindi si riesce prima a costruire il nuovo libro. O almeno così dovrebbe essere. Benvenuta comunque.
  5. Strade scritte

    @Kamil sì certo tranquillo, mi era solo venuto il dubbio e ho chiesto perché ogni tanto mi immagino le cose @ElleryQ figurati, ne approfitto per un piccolo OT che però magari può essere utile anche ad altri: quando vuoi taggare qualcuno che non è presente nella discussione (e quindi non puoi cliccare sulla sua chiocciola), se lo fai a mano chiocciola + nome, la notifica gli arriva lo stesso?
  6. Strade scritte

    ma non c'era già una discussione aperta su questa agenzia o me la sono immaginata?
  7. Cristina Tizian

    Anche io ho questa impressione leggendo il sito. Eppure è agente di alcuni autori pubblicati da CE importanti. Una è uscita un mese fa con Mondadori. Boh.
  8. Tentar non nuoce o fa perdere solo tempo?

    puoi provare anche a mandarlo a qualche agente prima
  9. Romanzi in cerca di autore [scad. 17/12/2017]

    non partecipo, ma in bocca al lupo per il vostro sogno in questo concorso
  10. NNEditore

    piccolo OT: uno scrive "beato lui" perché sinceramente è felice per quell'autore (ero stato io stesso a citarlo e a fargli i complimenti) e perché qualcuno aveva appena citato il mio post e qualche troll mi mette il punto negativo. Questo sito è splendido, ma quando arrivano troll del genere mi viene proprio la nausea.
  11. NNEditore

    beato lui
  12. @lucamenca purtroppo devi essere registrato sul sito de "La Stampa" per leggere tutto l'articolo, altrimenti puoi vedere solo le righe che ho inserito. Ho aggiunto poi il dato sui lettori che non scrivono ma che vorrebbero farlo. Comunque quanto al periodo di riferimento l'articolo è del 21 gennaio 2018 e quanto al contenuto non dice molto altro, ad esempio dice che il genere delle autobiografie va molto. Un dato interessante è quello sui laureati: è un terzo del totale, non la maggioranza quindi.
  13. In effetti negli ultimi anni sono anche sorte diverse scuole di scrittura. In America scrittura creativa si insegna da tanti anni all'università, qui da noi sta prendendo piede solo ultimamente.
  14. Sono più che raddoppiati allora con gli anni. La lotta si fa sempre più agguerrita... magari anche a causa della crisi economica, la gente non ha lavoro e si mette a scrivere
  15. C’è un’Italia che legge libri. Una che non legge, più grande della prima. E anche un’Italia che legge e scrive per svago o per lavoro: 2 milioni 150 mila persone, secondo l’Istat, hanno scritto o hanno cercato di scrivere un libro, un racconto, un romanzo, una poesia. Di questi 1 milione e mezzo lo fa per pura passione, «scrittori fai da te». È un fenomeno molto in rosa. Specie tra chi lo fa per passione le donne rappresentano i due terzi. Sono invece 5 milioni e 866 mila i lettori che non scrivono ma che vorrebbero farlo. Cosa ne pensate? Non mi aspettavo così tanti sinceramente... ecco anche spiegato il fiorire di così tante agenzie letterarie per aiutare le CE a orientarsi in questo mare infinito di romanzi...
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