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furiodetti

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  1. furiodetti

    Che cosa mi ha fatto diventare così?

    Ero al liceo, leggevo un romanzo dell'orrore mediocre, ma che mi appassionava molto e che era in effetti avvincente, sul momento (certo non era Celine, infatti non ricordo neanche bene né l'autrice né la trama); a un tratto la mia insegnante di Lettere mi ferma, guarda cosa leggo e mi dice: «Non perdere tempo con queste letture dozzinali.» Ci rimasi così male... Intanto perché se ne era fregata di propormi un'alternativa "seria", poi perché aveva insultato i miei gusti, quindi mi sono promesso di non comportarmi così con nessuno; o perlomeno di proporre qualcosa di alternativo/costruttivo. Ora ai miei alunni dico sempre: leggete, leggete, leggete, almeno 15 min al giorno; non importa cosa, foss'anche la Gazzetta dello Sport, ma leggete.
  2. furiodetti

    Che cosa mi ha fatto diventare così?

    Basta questo e avanza, ci sono le basi per una proficua frequentazione fra gentiluomini, direi.
  3. furiodetti

    Che cosa mi ha fatto diventare così?

    Grazie. In realtà ho già contribuito con una poesia e un commento.
  4. furiodetti

    Che cosa mi ha fatto diventare così?

    Cosa mi ha fatto diventare così? Un libro, si. Un film. Pure. Ce lo siamo chiesti in tanti e se la risposta è stata anche una pagina stampata, penso di essere in un luogo interessante, con persone interessanti. Mi auguro, e spero di essere meno noioso del necessario: mi chiamo Furio Detti, lavoro e vivo in Toscana. Nove gatti mi possiedono (e con loro 81 vite) e approfittano del mio letto e dei miei libri per dormire. Fortuna che sono libri "miei" nel senso di acquistati (e non scritti). Mi occupo di poesia, scrivo articoli, vedo cose, incontro gente... [Nanni Moretti, antipaticissimo ma qui ci sta bene] Cosa ci fa diventare così? Piacere di conoscervi.
  5. furiodetti

    Santa Margaita

    http://www.writersdream.org/forum/forums/topic/30088-gente-col-gilet/?do=findComment&comment=580421 SANTA MARGAITA Santa Margaita Non ti conosco che per un motivo tu, pure, non sapendo niente hai così fatto vera la mia vita meglio d'ogni altra cosa familiare e, di questo semplice rimedio al dolore, ti son grato, pudico nel dirlo. Di noi due soli quando le povere certezze dei defunti ci toglieranno del vivere la precaria ricchezza e i mari, quasi mai navigati, più lenti in noi si esauriranno delle arcinote rotte, quando sarà abbellito da fiori ignoti ciò che trascurammo e, con opposta cura, ipocrisia livellerà le tracce dei parenti in visita, quando parrà più tonda la ghiaia dei giardini, niente verrà serbato. Ma questo sole non resterà che all'ultimo momento per partire e ne sarem sorpresi come dell'affollarsi di Genova e dei tetti lungo la ferrovia.
  6. furiodetti

    Gente col gilet

    Una poesia che si differenzia dal solito. Punti di forza: sicuramente l'ironia e la leggerezza con cui si accompagna l'idea del gilet ai vari personaggi, ci sono anche delle punte di innovazione che citano luoghi comuni ("bicchiere mezzo pieno") trasformandoli in una metafora pulita sull'otimismo di questi eroi. Idem per "andare in paradiso" e "stare da Dio", è una poesia scherzosa ma concreta, non futile, è una poesia onesta che non ama fronzoli verbali, che non ostenta semantiche, ma ci gioca. Solo il finale mi fa gran perplessità. Tagliare migliora sempre, anche dei versi ben pensati: fermatevi a "starai da dio", è la conclusione perfetta per questo componimento. Gli ultimi due versi sarebbero interessanti, ma in un'altra storia, non qui. Qui sono didascalici. Non sono versi di per sé malfatti, solo che non funzionano con questo componimento che è decisamente buono, originale, intelligente.
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