Vai al contenuto

MariaCarla

Scrittore
  • Numero contenuti

    60
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

21 Piacevole

Su MariaCarla

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. MariaCarla

    I.D.E.A Immagina di essere altro

    Vi segnalo che da domani apriranno le selezioni per i manoscritti. (Ho la homepage di Facebook invasa dai messaggi degli autori di IDEA che invitano a farsi avanti ) Il link è questo: Invia Manoscritti
  2. MariaCarla

    2001 Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke

    @swettyQuesto secondo me è un punto molto interessante e non ci avevo pensato. Non ci avevo letto uno sdoganamento della masturbazione, ma l'assenza di giudizi da parte dell'autore sarebbe stata una prova solo se Clarke fosse stato americano (loro hanno qualche problema in più sul sesso); lui era inglese, quindi forse l'ha inserita solo come nota di colore.
  3. MariaCarla

    2001 Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke

    Concordo con Luca. Anche io non avevo aspettative, se non di "fama", ma non avendo praticamente visto il film (troppo tempo fa, non conta ) l'ho valutato solo per la lettura fatta quindici giorni fa.
  4. MariaCarla

    2001 Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke

    Continuo a non essere d'accordo, per me è una critica che ha molto valore. In Star Wars non c'è un nero solo per un film, poi arriva Lando: ovvio che fosse strano che ci fosse, di fatto, una sola donna importante e un solo personaggio di colore ad essere analizzati, ma almeno ci si poneva la questione. Cioè c'erano, erano pochi, ma esistevano. In "2002 Odissea nello spazio" non è solo che le donne (che non sono una minoranza etnica, sono la maggior parte della popolazione, al minimo la metà) non sono importanti, è che nessun personaggio (con una identità e un nome) è una donna. A me sembra una giustificazione debole quella del fatto che il libro sia del 1968, perché in quegli anni c'era Star Trek, la fantascienza non rappresentava solo uomini. Certo, erano i protagonisti, gli eroi, ma non c'erano solo loro. Come minimo Clarke poteva spiegare perché non vi erano donne o sbattersi a dare un nome a qualcuna, almeno la hostess. Poi magari in quegli anni non saltava agli occhi (anche se, ripeto, tutti i film di fantascienza, anche i più vecchi, non hanno questo problema, ma vabè...), ma adesso sì, quindi mi sento di affermare che, no, per me non ha passato la prova del tempo. Che poi non è manco vero che "una volta" non vi erano personaggi femmili: Iliade, Odissea, Eneide... tutte opere con donne presenti e che erano veri personaggi, con un'identità e con caratteristiche proprie. La cosa assurda è che sia normalizzato scrivere un libro lunghissimo in cui, in migliaia di anni di trama coperti, non compaia mai una donna con una identità, ma dubito verrebbe accolta altrettanto tranquillamente una scelta opposta: anche adesso, nel 2019, se uno scrivesse un libro con solo personaggi donna e nessun uomo, se non di contorno e senza nome, gli si chiederebbe sicuramente di giustificare la cosa. Perché non ci sono uomini?, gli si chiederebbe. Eppure "perché non ci sono donne?" sembra essere venuto in mente solo a me. E dire che alla fine degli anni Sessanta le donne lavoravano, non è che stavano recluse a casa, lavoravano persino alla NASA. Poi, ovviamente, non dico che sia l'unico problema (non l'ho fatto nella recensione e non l'ho fatto in nessun altro post), anzi, forse è pure il meno grave: per me i problemi sono il ritmo lento, l'assenza di personaggi e il fatto che durante la maggior parte del libro non succeda nulla, ma non per questo non noto che c'è un problema enorme con le donne. Sarò ingenua, ma per me un grande classico è tale proprio perché, in un modo o nell'altro, è sempre attuale. Questo per me non lo è, e l'aspetto scientifico è il meno: i racconti di Primo Levi, lo stesso Orwell 1984... tutti hanno, passatemi il termine, toppato alla grande nell'immaginare il futuro sul piano tecnologico, ma non per questo sono "invecchiati male". La trama regge e entuasiasma ancora adesso, i personaggi sono rimasti nei cuori dei lettori per anni e continuano a fare innamorare: per me "2001-Odissea nello spazio" invece non ha mantenuto queste caratteristiche. Ripeto, è il mio personalissimo parere, ma sono rimasta molto delusa.
  5. MariaCarla

    2001 Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke

    @Alexander91 Non sono molto d'accordo. Se davvero nel libro il sesso non avesse importanza non ci sarebbero solo uomini. Clarke ignora completamente la metà della popolazione mondiale. Non giudico tutto il libro da questo, ma per me impatta. Leggiamo un libro più di cinquant'anni dopo con l'occhio moderno e questo è importante: è questo passaggio secondo me che porta il lettore a chiedersi se il libro per lui sia ancora attuale. Per me non lo è e non per gli errori grossolani nel prevedere l'evoluzione della tecnologia. Primo Levi ha scritto una serie di racconti di fantascienza non avendo nemmeno il concetto di computer (mi sembra fosse "calcolatore" o qualcosa del genere), ma leggendoli hai sempre l'idea di "ah, ma in effetti questo è un po' avvenuto..." Il libro per me è stato una delusione perché non ha sviluppato i personaggi: non solo si concentra nel solito "old boys club", ma i boys, i maschi, non sono nemmeno personaggi veri. Sono nomi. Uno vale l'altro, non ci sono differenze tra la personalità di uno o dell'altro. La trama ha spunti geniali, ma per il resto non mi ha trasmesso nulla e questo per me è un difetto veramente imperdonabile. Per questo che dico che è invecchiato male: magari in quegli anni dava l'idea di una finestra su un possibile futuro, fatto di tecnologia nuova, di viaggi nello spazio (solo se si è maschi, naturalmente), ma riletto adesso per me tutto questo non c'è. Magari con il film sarebbe diverso, visto la forte componente "visiva" (anche il libro sembra proprio voler descrivere delle immagini, non mi sorprende che sia stato scritto per essere la base di un film), ma a me il libro proprio non ha lasciato niente.
  6. MariaCarla

    2001 Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke

    Sì, anche io condivido questa analisi. Il libro aveva nel messaggio un approccio molto più spirituale e meno fantascientifico, il che è abbastanza strano se si pensa che i tre quarti del testo sono composti da digressioni tecnico-scientifiche. Io il film l'ho visto tanto tempo fa e non lo ricordo: non l'ho riguardato per non farmi influenzare, ma devo dire che non mi era certo venuta voglia, anche se i vostri post mi stanno incuriosendo.
  7. MariaCarla

    2001 Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke

    Non credo che sia l'azione a fare il ritmo di un romanzo, indipendentemente dal genere: i libri di Fellowes (il creatore di Downton Abbey) non hanno azione nel senso classico (per la maggior parte pensano o parlano tra loro e basta) ma hanno un ritmo, a mio giudizio, perfetto. L'impressione che ho avuto io, e ripeto, parere personalissimo, e che non succedesse praticamente nulla per più di metà del libro. Io continuavo a pensare "vai avanti, ti prego". Poi negli ultimi due capitolo è successo tutto: per carità, io "dovevo" leggerlo per la discussione, ma in circostanze normali forse lo avrei abbandonato al trenta per cento. Dopo le prime vicende la riflessione scattava, ma prima proprio no... onestamente ho avuto l'impressione che capitasse troppo poco per fare iniziare un qualche tipo di riflessione nella prima parte. Piccola nota: l'ho letto in ebook e quindi ragiono a percentuali di libro, scusate. @swetty: Condivido praticamente ogni parola della tua recensione, tranne forse la parte su HAL. Cioè, leggendo le tue parole, sono d'accordo, ma nel libro l'ho comunque trovato il personaggio più analizzato in quanto tale. Gli altri sembravano solo "nomi", mentre Hal, nonostante non fosse umano, era l'unico con una psicologia. Volevo scrivertelo nel messaggio prima, ma mi sono dimenticata e non volevo mettere due messaggi di fila. Scusate, io ho provato a taggare ma non riesco.
  8. MariaCarla

    2001 Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke

    Ciao a tutti... andrò controcorrente, ma io sono rimasta molto delusa. Domani pubblicherò una recensione sul blog che gestisco con mia sorella riguardo al libro, quindi la utilizzo per spiegarvi il mio punto di vista (mi dispiace, non sono riuscita proprio ad amarlo) Non fraintendetemi, ho apprezzato molti degli elementi da voi citati... ma nel complesso non mi ha proprio convinto. Credo che sia sempre molto difficile approcciarsi per la prima volta a opere che sono diventati veri e propri mostri sacri, poiché le reazioni sono normalmente due: o ci si convince che i capolavori del passato siano inimitabili oppure –mi spiace dirlo, è il mio caso– si resta delusi. Il romanzo è diviso in sei macro-capitoli, dei quali i primi due sono una sorta di lunghissimo prologo. Il primo è quello che all'apparenza sembra più slegato dagli altri, in quanto apre la narrazione nel Pleistocene e in Africa, dove il capo di una tribù di ominidi, Guarda-La-Luna, entra in contatto con un misterioso monolite alto tre metri, che inizia a "insegnargli" come migliorare ed evolvere il suo stile di vita, salvo poi sparire nel nulla. Il secondo capitolo racconta invece del dottor Heywood Floyd che, alla fine degli anni Novanta, viene chiamato per fare delle rilevazioni sul cratere Tycho: sul corpo celeste infatti è stato trovato un monolite che, non appena entra in contatto con la luce solare, si aziona e sembra riattivarsi. È dal terzo capitolo in avanti che inizia la narrazione principale, che vede protagonista David Bowman, comandante dell'astronave Discovery: l'uomo, coadiuvato dal primo ufficiale Frank Poole e da una IA chiamata "HAL 9000", ha il compito di recarsi su Saturno per un'esplorazione, per poi tornare in stato di ibernazione fino all'arrivo di una nuova astronave. Gran parte della squadra che lo accompagna, infatti, si trova nel medesimo stato e il compito di regolare questo sonno è lasciato alla intelligenza artificiale. HAL 9000, tuttavia, inizia a comportarsi in modo strano, innescando una catena di eventi che porteranno poi la scoperta di misteriosi segreti legati alla missione. Il romanzo è stato una pietra miliare della fantascienza, forse una delle opere più famose del genere, soprattutto grazie al successo del film: sicuramente ci sono degli elementi veramente geniali e che sono rimasti impressi nell'immaginario collettivo, primo tra tutti il personaggio di HAL 9000. Il libro, scritto alla fine degli anni Sessanta, analizza in modo peculiare una delle tematiche più diffuse nella fantascienza, cioè il modo di ragionare dei robot, il loro modo di reagire alle difficoltà e all'inaspettato: HAL 9000, infatti, si trova davanti a un dilemma difficile per una intelligenza artificiale, cioè il contrasto di ordini e, quindi, il conflitto di programmazione. A differenza di molti altri romanzi che esasperano il contrasto tra intelligenza umana e artificiale, Clarke sceglie invece una suggestiva "umanizzazione" del conflitto del personaggio, creando quella che nel libro stesso viene definita "psicologia". HAL 9000 appare infatti come l'unico vero personaggio a tutto tondo con una psiche, un'evoluzione e un'analisi veramente sopraffine. Clarke non è stato geniale solo per questo però: la sua conoscenza approfondita dell'astronomia e della tecnologia rendono il libro molto verosimile, nonostante sia stato scritto molti decenni fa, prima ancora che l'uomo arrivasse sulla Luna. L'idea di alieni di natura così diversa dalla nostra è molto azzardata e, eppure, descritta in modo molto chiaro e credibile: lo stesso concetto di materia viene trasceso nella narrazione e questo è veramente molto suggestivo. Nonostante tutti questi aspetti, però, non posso certo dire di avere amato questo libro. Il ritmo è veramente molto lento, cosa che rende la lettura difficile: più di metà libro è occupato da quello che è a tutti gli effetti un prologo, bisogna aspettare di arrivare al sessanta per cento del libro per trovare un minimo di azione. La motivazione appare evidente nella sua genesi: il testo era nato contemporaneamente alla sceneggiatura, per cui le lunghissime e talvolta inutili descrizioni dell'ambiente erano funzionali e meravigliose visivamente sul grande schermo, ma faticose nel romanzo. I personaggi, tolto HAL 9000, sono piatti, differiscono solo per il nome. David Bowman, protagonista effettivo, è un individuo razionale, sempre calmo e tranquillo di fronte ad ogni problema e sempre ragionevole di fronte a tutto, anche alla eventualità della propria imminente morte. Nulla di lui è "vero", è semplicemente un veicolo per permettere all'autore di fare gli spiegoni scientifici e di descrivere, asetticamente, ciò che sta capitando. Ancora una volta questo sarebbe meno grave in un film, ma in un libro si nota: alla fine del romanzo, il lettore ha avuto una perfetta e approfondita descrizione dell'ambiente scientifico e astronomico della narrazione, ma non si è avvicinato empaticamente in alcun modo ai personaggi. Bowman appare così come un perfetto protagonista di un documentario, ma come un indefinito personaggio di un romanzo. Un altro elemento che ho trovato strano era la totale assenza di donne: le uniche che vediamo sono le mamme a casa che singhiozzano o la hostess, sono assolutamente di contorno nella narrazione e nessuna di loro è un personaggio che merita un nome. Gli unici nomi femminili che incontriamo sono riferiti ai veicoli: La battuta simpaticona sessista è l'unico accenno che viene fatto al resto del cinquanta per cento della popolazione umana. Dapprima non ci ho dato grande peso, in fondo il libro è del 1968, mi sono detta. Poi però mi sono ricordata che "Star Trek" era del 1966 e che, se proprio vogliamo dare la colpa al "passato", "La Gerusalemme liberata", opera meravigliosa ricca di personaggi femminili forti, era del 1581. Questo mi ha dato particolarmente fastidio perché è proprio per questi elementi che la fantascienza è stata relegata per anni a "prodotto scritto da uomini per uomini" e, ancora adesso, continua ad essere considerato un genere di nicchia per pochi maschi nerd. In conclusione, il romanzo ha elementi geniali e veramente suggestivi, ma il ritmo eccessivamente lento e didascalico ha reso la mia lettura faticosa e difficile: per quanto abbia apprezzato molti spunti, ho trovato il testo invecchiato molto nello stile e nella costruzione dei personaggi e, anche se è un'opinione impopolare, non mi sento di consigliarlo come lettura per approcciarsi alla fantascienza.
  9. MariaCarla

    Proposte di Gruppi di lettura e Iscrizioni

    @Cappello di Meringa ci sono anche io
  10. MariaCarla

    Curiosità di vendite

    Sì, confermo. Poi dipende da libreria a libreria... Per la parte fiscale, se livendi da solo sotto una certa cifra puoi usare semplicemente le ricevute normali. Sulla libreria non saprei: non sono ancora arrivata al momento in cui mi daranno i soldi loro... spero avvenga presto. Vi faccio sapere Lo spero, io ci provo... Il blog sicuramente aiuta: io sono una lettrice "forte", mia sorella ancora di più, quindi non abbiamo problemi a leggere molti libri, oltre a quelli "scelti". Purtroppo non è una cosa professionale, nel senso che non ci guadagno un bel niente
  11. MariaCarla

    Curiosità di vendite

    Ah. Ottimo... In effetti è più o meno quello che mi è stato detto. Uno addirittura mi ha detto che lo aveva già visto, notato e si era interessato... ma poi lo aveva scartato. Questo mi ha depresso il triplo, perché il problema di un esordiente è quello di attirare l'attenzione per emergere dal mucchio e interessare: pensare che hai superato lo scoglio più difficile ma sei vittima di un pregiudizio è una vera martellata. Di persona e alle presentazioni questo problema non c'è, ecco perché finora mi sto trovando (inaspettatamente) meglio sul cartaceo: alcuni si sono persino dimostrati genuinamente contenti di aver comprato un self.
  12. MariaCarla

    Curiosità di vendite

    Forse è perché non siamo così famose Per me il problema principale nell'essere considerata online è che la maggior parte dei blogger mi hanno risposto che, anche se il libro sembra interessare loro, non vogliono avventurarsi su recensioni di autori self. Questo mi ha depresso un po', anche perché io scrivo di un genere che già crea qualche resistenza iniziale (la fantascienza, quella che a quanto pare nessuno vuole leggere). Insomma, io non voglio mandare una richiesta ad un blog/booktuber che ha scritto ovunque che non è interessato a self, non mi permetterei mai... il fatto è che questo riduce molto le possibilità di farsi conoscere sul mercato online. Questo mi ha un po' stupito per la verità, visto che la maggior parte degli autori self mi ha detto di aver venduto il grosso dei libri in formato ebook. Sono andata ad una conferenza sul Self a Sestri Levante qualche mese fa e si parlava del 90% delle vendite totali.
  13. MariaCarla

    Curiosità di vendite

    Sui blogger non è sempre vero, dipende dal tipo di blog. Io ho proprio un blog letterario e non ci facciamo pagare... come la maggior parte dei blog. Sui booktuber il problema principale è che raramente recensiscono esordienti, ancora meno se self.
  14. MariaCarla

    Curiosità di vendite

    Ciao! In generale anche io avevo questa impressione, cioè che la possibilità di scaricare il libro gratuitamente fosse un ottimo modo per farsi conoscere, ma poco efficace magari nel fare aumentare le vendite. Kindle Select mi ispira, ma le royalties con Ulimited non sono bassissime? Mi era parso di capire così. Qualcuno ha qualche dettaglio in più? Mi sono recata fisicamente lì e ho raccontato del libro: in alcuni casi abbiamo anche organizzato qualche presentazione. Nel prossimo mese ne avrò due. Di persona il rapporto è più facile; online mi sembra che il mio sia il solito post uguale agli altri diecimila. Sui social ho una pagina con qualche migliaio di like, infatti credo di aver venduto grazie a questo il grosso degli ebook, ma è il dato che cresce meno: mi piacerebbe che Amazon permettesse di effettuare promozioni mirate, ma purtroppo questo non è possibile sul mercato Italia (solo su quello in lingua inglese).
  15. MariaCarla

    Curiosità di vendite

    Io ho pubblicato solo da due mesi scarsi, l'ebook da meno di un mese: finora però il grosso l'ho venduto in cartaceo alle presentazioni o col passaparola, l'ebook un po' meno. Mi mancano ancora i dati delle librerie che l'hanno preso in conto vendita... Ho letto che molti hanno utilizzato le promozioni gratuite dell'ebook, io però non le ho mai provate: aiutano molto a fare aumentare il ranking di Amazon? Finora, ammetto, non ho fatto promozioni sull'ebook, volevo capire prima se ne valesse la pena. La cosa che mi ha lasciata più perplessa è che online ho avuto più difficoltà a pubblicizzarlo, nel senso che la maggior parte dei blog si rifiutano di leggere un self (in effetti anche su questo forum non puoi richiedere la recensione al comitato di lettura), mentre dal vivo, di fronte al cartaceo, grossi problemi non ce ne sono. Non so se è un problema che hanno riscontrato altri. Wow, complimenti!
×