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Yaxara

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    Donna
  • Provenienza
    Valinor
  • Interessi
    Fantasy, Storia, Speleologia, Arrampicata, Fotografia, Fisica

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  1. Yaxara

    La pasta madre

    Molto ben scritto
  2. Yaxara

    Aporema Edizioni

    Chiedo scusa, me lo sentivo di aver scritto una fesseria! Se qualche admin vuole correggere lo faccia. Mi scuso ancora per la stupidaggine, sono rincitrullita, ci vuole pazienza...
  3. Yaxara

    Aporema Edizioni

    Mi permetto di riportare la mia esperienza finora. Ho inviato il materiale (sinossi e primi due capitoli, in tutto una trentina di pagine Word) a inizio aprile e la risposta è stata a dir poco fulminea. Visto che si tratta dell'ennesimo malloppo fantasy, mi è stato chiesto di quanti caratteri si compone l'opera. Ho ammesso di far parte della schiera dei grafomani che scrivono laterizi forse più consoni all'edilizia che non all'editoria, tuttavia il materiale ha suscitato il loro interesse. "Malus" in più: io vivo all'estero, cosa che rende più ardua la promozione. Ciò nonostante, l'editore si è detto disposto a cercare un compromesso e, dopo una lunga conversazione telefonica, abbiamo deciso di pubblicare il malloppo in ebook nella loro collana Fastbook. Non c'è bisogno di dirlo, ma non mi è stato chiesto alcun contributo (ogni tanto fa bene ribadirlo). Ho firmato il contratto in questi giorni e credo che ormai si entri nel vivo! Ho trovato la CE, al momento, molto disponibile nel rispondere alle mie domande, spesso diversamente intelligenti, e molto seria e trasparente in fatto di contratti. Ho molto apprezzato anche l'onestà nell'esporre cosa possono offrire e cosa si aspettano dall'autore. Esperienza positiva, insomma.
  4. Yaxara

    Problema con "Sigil"

    Fai una prova con un font standard. Se continua a dare di matto allo stesso modo, significa che non è il font e bisogna cercare altro.
  5. Yaxara

    Problema con "Sigil"

    A naso sembra un errore di carattere incomprensibile. Usi caratteri speciali nel testo che hai caricato?
  6. Yaxara

    Cosa state leggendo?

    Sto leggendo un saggio di Geoges Duby, "I peccati delle donne nel Medioevo", ed è davvero molto illuminante. Certi pregiudizi, nati nel XII secolo, sono ancora vivi e difficili da sradicare oggi.
  7. Yaxara

    Scelta del tempo e della persona: due domande

    Se non erro, "Q" di Luther Blisset alias Wu Ming è stato scritto così, al presente e con un unico punto di vista. E funziona alla grande, secondo me. Certo, non deve essere una scrittura semplicissima. A me, quando scrivo, il presente non è congeniale, per quanto ci abbia provato. Ma da lettrice lo apprezzo se è usato come si deve.
  8. Come dicevano i latini, est modus in rebus: sono d'accordo che "spammare" sia uno dei modi per farsi conoscere, ma l'invadenza nei canali personali ha raramente portato cose buone. In tutta onestà, se qualcuno entra a gamba tesa in chat e senza né un saluto né un "trovato il tuo contatto sul forum degli stimatori dei taralli all'acciuga", ma solo per dire "ho scritto un capolavoro, leggilo che le CE non mi calcolano perché è tutta ka$ta", non mi fa venire alcuna voglia di leggere qualcosa di suo. Ma nemmeno la lista della spesa, anche se fosse gratis. Si mettono nella stessa barca di quelli che finiscono nella cartella "spam" mandando mail dall'oggetto "hypnotize women into bed!". Altro discorso è "spammare" nei gruppi di Facebook appositi, seguendo le regole.
  9. A me capitò un tipo che mi "aggiunse" fra i suoi contatti di gmail (sospetto partendo dal mio blog) e appena lo contattai per sapere chi fosse se ne uscì con uno spiegone non richiesto sul meravigliosissimo libro che aveva scritto, ma non pubblicato. Seguì un monologo lunghissimo su come l'editoria italiana faccia tutta schifo e come nessuno ti pubblichi se non sei amico degli amici degli amici. Fu alquanto imbarazzante.
  10. A me di alcuni irrita la sicumera, come se avessero in mano il libro più bello del mondo e, in allegato, la verità rivelata in fatto di editoria. Mi capitò di discutere con una persona aspirante scrittrice (ma mai pubblicato nulla), parlando di una proposta editoriale che avevo ricevuto da una casa editrice medio-piccola per un mio esordio. La persona in questione mi rispose "per te andrà benissimo, ma io prendo in considerazione solo i grandi editori, il resto è uno spreco". Ahem, ok, d'accordo... la persona non sapeva nemmeno che differenza ci fosse fra la quarta di copertina e la sinossi.
  11. Esatto. Un cattivo può rappresentare tutto ciò che tu non sopporti ed è già un modo per caratterizzarlo. E ricorda che dal suo personale punto di vista, il cattivo ha ragioni fondate per fare quello che fa.
  12. Del tutto d'accordo. La scrittura di getto è meravigliosa, ma pianificare aiuta moltissimo quando si teme di restare impantanati!
  13. Da un certo punto di vista è normale avere uno o più personaggi preferiti e di cui preferiamo narrare, soprattutto se si usa la tecnica del punto di vista. Ammetto che quando sono finalmente riuscita a sbarazzarmi di certi personaggi è stato un sollievo! Tuttavia bisogna farsi un po' di violenza e provare a caratterizzare anche gli altri. Potrebbero non venire bene in prima battuta, ma per quello ci sono sempre le revisioni. Ad ogni modo, alla fine tutti i personaggi ti ispirano un po' di sentimento, buono o cattivo che sia. Magari non "forte" come col protagonista, ma sono pur sempre delle tue creaturine
  14. Yaxara

    Una frase che non mi torna

    Direi questa, ma oserei proporre senza virgola e "averne combinata una...".
  15. Beh, anche lì, Wattpad credo sia interessato soprattutto alle visualizzazioni e ad avere traffico sul sito (non so con precisione come ci facciano soldi, ma è secondario). Se vanno di moda le fanfiction, poco importa la qualità, basta che attirino lettori per Wattpad. I gruppi di scambio in realtà non sono una cosa nuova di Wattpad, con modalità diverse si faceva già su DeviantArt più di 10 anni fa. C'è una spiegazione all'esistenza di gruppi di scambio/recensioni: più un sito è popolato e minore è la probabilità che un'opera appena sfornata finisca alla ribalta, in maniera del tutto indipendente dalla qualità, perché gli algoritmi non sono in alcun modo in grado di valutarla. In un certo modo, avrebbero un senso, solo che poi si trasformano in "tu metti mi piace a me, io metto mi piace a te", anche per una maturità non proprio eccelsa degli utenti. Ma non è solo un problema di Wattpad, in tutta onestà il WD è uno dei pochissimi posti in cui si cerca la qualità (ok, mi sento Renè Ferretti :P) e le recensioni sono il più possibile costruttive, anche nelle critiche, senza cercare lo scambio. Però ripeto, siti che praticano questa politica ce ne sono pochi e hanno molte meno visualizzazioni, proprio perché non attraggono fiumane di scrittori in pectore che non accettano altri commenti che non siano "che bello!". Sono innati sì e no, è come dire che una persona alta due metri possa diventare campione di basket con uno schiocco di dita: si tratta al massimo di una dote o una predisposizione, se manca un lavoro "serio" servono a poco. Sempre per citare Wattpad, ho letto storielle molto originali dal punto di vista della narrazione e delle idee, ma scritte così male dal far drizzare i capelli (e, visto il discorso di prima, non puoi nemmeno commentare "bella idea, ma porca paletta, lavoraci un po' di più per fare una cosa leggibile", pena farsi rispondere "non riconosci il mio genio artistico!"). Una parziale risposta, secondo me, alla tua domanda: gli editori sono pur sempre aziende che devono vendere e se il pubblico gradisce di più un prodotto scadente, scelgono un prodotto scadente perché si piazza con maggiore facilità. Tizio e Caia possono essere scrittori mediocri, ma se riescono ad arrivare a un pubblico più ampio o ad avere maggiore visibilità sui social (che devo ammettere non mi interessano, ma sono purtroppo una realtà con cui bisogna fare i conti in questi anni), per un editore rappresentano un investimento più sicuro rispetto a uno scrittore di buon livello che però rischia di restare sconosciuto o quasi. E sono d'accordo che è una considerazione amara e che non dovrebbe funzionare così, però non c'è molto che si possa fare.
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